AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
36.2002.80
Data decisione, Autorità:
30.01.2003, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
36.2002.00080
cs/cd
Lugano
30 gennaio 2003
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
vicepresidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Raffaele
Guffi
con redattore:
Christian
Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 12 luglio 2002 di
__________,
contro
la decisione del 9 luglio 2002 emanata da
Cassa Malati __________,
in materia di assicurazione sociale
contro le malattie
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
sua moglie __________ e i loro tre figli sono stati assicurati presso la
__________ per l'assicurazione malattia di base fino al 31 dicembre 1998 (doc.
_).
Non
avendo pagato un importo di fr. 523.90 per premi dell'assicurazione
obbligatoria del dicembre 1998 e per partecipazioni ai costi, la __________,
dopo aver sollecitato il pagamento, ha avviato una procedura esecutiva sfociata
nella notifica del PE no. __________ dell'11 aprile 2000 per un importo
complessivo di fr. 663.90 (compresi fr. 40 di spese di sollecito e fr. 100 di
spese amministrative, doc. _).
Con
decisione formale del 4 maggio 2000 (doc. _), confermata tramite decisione su
opposizione del 9 luglio 2002, la Cassa ha chiesto a __________ il pagamento di
un importo complessivo di fr. 663.90 ed ha rigettato l'opposizione al citato
PE, rilevando:
"
(…)
-
La presente
decisione è basata sulla legge sull'assicurazione malattia (LAMal) entrata in
vigore il 1.1.1996, sulle ordinanze che derivano nonché sulle condizioni
generali di assicurazione (CGA) in vigore per l'anno in questione.
-
L'art. 9
dell'ordinanza sull'assicurazione malattia (OAMal), nonché la cifra 4.6 CGA,
determinano che l'assicuratore deve intraprendere un'azione esecutiva qualora
l'assicurato non adempia al pagamento dei premi e delle partecipazioni scadute.
-
Secondo l'art. 61 LAMal, l'art. 90 OAMal e la cifra
4.1 CGA, lei è tenuta a pagare i premi e le partecipazioni. Lei non ha
rispettato quanto sancito da tale articolo.
-
Nella sua
opposizione ci indica il fatto che la __________ si rifiuta di rimborsare una
nota d'onorario del Dr. med. __________. Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale delle assicurazioni, il diritto alla compensazione è
riconosciuto unilateralmente agli assicuratori malattia (RAMA 1992 K 896 p.
138). La compensazione da parte degli assicurati non è quindi autorizzata.
Bisogna quindi considerare totalmente indipendenti il pagamento dei premi ed
il rimborso delle prestazioni riconosciute. Le comunichiamo comunque che la
nota d'onorario del Dr. med. __________, ammontante a CHF 159.60,
è stata correttamente liquidata dalla __________ il 02.03.1999; la sua
affermazione è quindi da ritenersi priva di valore.
-
Nell'opposizione
in questione ci indica il fatto che la __________ non ha preso in
considerazione il sussidio al quale suo figlio avrebbe avuto diritto. Le
facciamo notare che l'art. 14 del Codice civile Svizzero
fissa a 18 anni la maggiore età. Considerato che suo figlio è nato nel 1975, le
pratiche concernentigli non sono assimilabili alle pratiche e pendenze dei
genitori e quindi dobbiamo ritenere nulle le sue affermazioni in merito alla
presunta mancata concessione del sussidio a suo figlio, a prescindere dal fatto
che il conto di suo figlio __________ risulta essere integralmente
corretto." (cfr. doc. _)
1.2. L'assicurato
è tempestivamente insorto contro la predetta decisione osservando:
" 1)
Nel settembre 1998 tutta la famiglia (padre madre e 3 figli)
inoltravamo le dimissioni all'assicurazione __________, dopo 32
anni di appartenenza, per difficoltà che in quel periodo l'assicurazione
attraversava, rimborsi non effettuati o in ritardo da parecchi mesi,
prestazioni non riconosciute ecc..
Per salvaguardare i miei interessi, sospesi il versamento di
dicembre del premio, che pressappoco ammontava alla cifra che l'assicurazione
doveva rimborsarmi.
__________ non mi ha mai rimborsato la nota d'onorario del dott.
__________ emessa venerdì 19.02.1999 che ammonta a fr. 159.60,
nell'ultimo scritto __________ afferma che é stata saldata martedì 02/03/99 in
nessun scritto intercorso accennavano al saldo, ed in 7 giorni lavorativi avrei
ricevuto la fattura rispedita a __________ e loro saldata, mi sembra
inverosimile.
A mio figlio __________, che nel 1998 era ancora in formazione, ed
i premi per l'assicurazione malattia venivano saldati dal sottoscritto, non gli
é mai stato conteggiato il sussidio, nonostante i diversi richiami, anzi __________
negava la concessione, e dovetti scrivere all'Ufficio delle Assicurazioni
Sociali per avere conferma (informati il 31.01.1998) il sussidio ammonta a fr. 969.45, qualora non fossero stati d'accordo dovevano
avvisarmi avrei inoltrato immediatamente le dimissioni (vedi contratto con
__________ 1999 fr. 136.65 mensili).
Alla __________ é stato pure sottoposto
un conteggio:
AVERE DARE
fr. 969.45 sussidio fr. 411.40
premi arretrati __________
fr. 143.65 (159.60) - 10% fattura __________ fr. 166.65
partecipazione spese
fr. 99.85 partecipazione spese fr. 590.60
premio dicembre __________
______________ fr.
44.30 partecipazione spese
fr.1'212.95 fr.1'212.95
Come potete constatare il conteggio è in pareggio con __________.
A mio giudizio __________, ha agito scorrettamente, negando di
aver ricevuto il sussidio e di non avere effettuato un'operazione di conguaglio
per il periodo 01/01/98-31/12/98 e non versando
fr. 159.60 fattura del dott. __________, per
cui chiedo che vengono accolte le prove fornite, e respinte le pretese di
__________." (cfr. doc. _)
1.3. Nella sua
risposta del 20 agosto 2002 la Cassa propone di respingere il gravame e
afferma:
"
(…)
II ricorrente, __________, è stato assicurato unitamente a sua
moglie __________ sotto il numero comune di famiglia __________ fino al 31
dicembre 1998. Suo figlio __________, maggiorenne, è stato
assicurato dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 1998 presso la __________ con il
proprio numero di famiglia __________. I conti dei coniugi __________ da una
parte e del figlio __________ dall'altra, erano tenuti separatamente.
(…)
Dopo la disdetta delle assicurazioni dei coniugi __________, il
ricorrente non ha pagato il premio di dicembre 1998 per sé stesso e per sua
moglie. Anche le varie partecipazioni ai costi per il periodo di conteggio dal
30 giugno 1998 all'11 febbraio 1999 non sono state pagate (conteggi per
__________ del 30 giugno 1998, del 2 e dell'11 febbraio 1999).
(…)
Non avendo ricevuto il relativo pagamento nonostante le precedenti
sollecitazioni, con lettera raccomandata del 15 novembre 1999 abbiamo intimato
il pagamento del premio di dicembre (ass. obbl. CHF 479.60 e ass. compl. CHF 111.--)
e delle citate partecipazioni ai costi (CHF 44.30), per un
importo totale di CHF 674.90 più le spese di sollecito
ammontanti a CHF 40.--. Abbiamo inoltre fatto notare che
una procedura d'incasso per via legale comporta sempre spese supplementari per
l'assicurato.
Prova: Copia
della nostra lettera raccomandata del 15 novembre 1999 Annesso _
In seguito c'è stato uno scambio di corrispondenza tra il
ricorrente e la __________, ma egli non ha pagato i premi e le partecipazioni
ai costi, di modo che il 6 aprile 2000 la __________ ha dovuto richiedere il
pagamento degli importi in mora per via esecutiva. In tale contesto, al fine di
evitare ripetizioni superflue, ci sia consentito di rimandare all'esposizione
dei fatti nella decisione su opposizione del 9 luglio 2002. Contrariamente a
quanto indicato nel ricorso del 12 luglio 2002 la __________ ha eseguito
correttamente il conteggio. Sono piuttosto state pagate continuamente
prestazioni dall'assicurazione delle cure medico-sanitarie. In particolare la
fattura citata a più riprese dal ricorrente del dott. med. __________ per un
ammontare di CHF 159.60 è giunta al centro delle
prestazioni di __________ il 2 marzo 1999 ed è stata elaborata lo stesso giorno
con pagamento il 22 marzo 1999, previo deduzione della partecipazione ai costi
prescritta dalla legge.
(…)
L'oggetto della decisione su opposizione del 9 luglio 2002 e con
ciò di questa procedura, sono i premi in mora del dicembre 1998
dell'assicurazione obbligatoria per __________ e __________ (CHF 479.60),
il premio per l'assicurazione complementare CHF 111.-- non
è stato escusso entro i termini secondo l'art. 21 LCA ed è
quindi stato annullato il 6 aprile 2000, come pure partecipazioni ai costi del
30 giugno 1998, del 2 e dell'11 febbraio 1999 (CHF 44.30).
Questo credito non è contestato dal ricorrente. In tale contesto ci sia
consentito di rimandare alle motivazioni della decisione su opposizione del 9
luglio 2002, che viene qui ribadita integralmente.
Nel suo ricorso il ricorrente fa valere un contro diritto a
prestazioni, premi e partecipazioni e deduce le stesse dal nostro credito.
Questo procedimento contravviene chiaramente alla prassi giurisprudenziale
costante del Tribunale federale delle assicurazioni, secondo la quale tale
diritto di compensazione è dato soltanto per l'assicuratore (TFA 122 V 311; 110
V 84; 111 V 102; RAMI 1992 K 896 p. 138; 1980 K411 p.
126). A ciò corrispondono anche le norme dei regolamenti e delle CGA della
__________ e della sua antecedente legale. Anche in tale contesto rimandiamo
alle motivazioni cfr. 4 della nostra decisione su opposizione del 9 luglio
2002. Secondo la citata giurisprudenza, all'assicuratore deve infatti essere
accordata la possibilità di verificare la pretesa che nei suoi confronti si fa
valere. Per quanto riguarda la fattura del dott. med. __________ del 19
febbraio 1999 ciò è avvenuto e si constata che la __________ ha conteggiato
tale fattura di modo che il ricorrente non ha più nessun credito da far valere.
Per quanto riguarda l'argomentazione del ricorrente in merito
all'assicurazione di suo figlio __________, facciamo
nuovamente notare esplicitamente che __________ è maggiorenne e con ciò
personalmente responsabile. La sua assicurazione è tenuta con un proprio numero
d'assicurazione ed un proprio conto. La regolamentazione privata dei pagamento
dei premi (tra il padre ed il figlio) è irrilevante per gli aspetti esterni.
D'altronde il padre non si presenta come rappresentante autorizzato del figlio.
Pertanto una "compensazione" con i premi e l'avere del conto
assicurativo di __________ in relazione a quello del ricorrente è esclusa a
priori. Pertanto le relative argomentazioni del ricorrente sono irrilevanti ai
fini di questa procedura." (cfr. doc. _)
1.4. Pendente
causa il TCA ha proceduto ad alcuni accertamenti di cui si dirà nei successivi
considerandi.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).
Nel merito
2.2. L'oggetto
del contendere è la questione a sapere se __________ è tenuto al pagamento del
premio del dicembre 1998 per lui e sua moglie __________, e alle partecipazioni
ai costi.
2.3. Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri
assicurati. Sempreché la presente legge non preveda eccezioni, l'assicuratore
riscuote dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1).
L'assicuratore
può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e
le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono
possibili al massimo tre graduazioni regionali per Cantone (cpv. 2).
Per gli
assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare
un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore
(adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non
hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno svolgendo una formazione (cpv. 3).
L'ammontare
dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve
essere approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni
possono prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la
loro popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv.
4).
L'art. 90
OAMal prevede che di regola i premi devono essere pagati mensilmente.
2.4. Giusta
l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni
ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno
(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota
percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di
degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5).
Secondo
l'art. 103 cpv. 1 OAMal, la franchigia prevista nell'articolo 64 cpv. 2 lett. a
della legge ammonta a 230 franchi per anno civile dal 1° gennaio 1998 (cfr. RU
1997 2435, in precedenza fr. 150). L'importo annuo massimo dell'aliquota
percentuale secondo l'articolo 64 cpv. 2 lett. b della legge ammonta a 600
franchi per gli assicurati adulti e a 300 franchi per gli assicurati che non
hanno ancora compiuto 18 anni (cpv. 2). Per la riscossione della franchigia e
dell'aliquota percentuale è determinante la data della cura (cpv. 3).
A norma
dell'art. 93 cpv. 1 OAMal, oltre all’assicurazione ordinaria delle cure
medico-sanitarie, gli assicuratori possono esercitare un’assicurazione per la
quale gli assicurati possono scegliere una franchigia superiore a quella
prevista nell’articolo 103 capoverso 1 (franchigie opzionali). Le franchigie
opzionali ammontano a partire dal 1° gennaio 1998 a fr. 400, 600, 1200 e 1500
(cfr. RU 1997 2435; in precedenza a 300, 600, 1200 e 1500 franchi) per gli
assicurati adulti e a 150, 300 e 375 franchi per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni. L’assicuratore che esercita
questa forma d’assicurazione deve offrire tutte le franchigie opzionali.
2.5. Va anzitutto
rilevato che l'insorgente non contesta di essere debitore dei premi e delle
partecipazioni ai costi chiesti con la decisione impugnata. Tant'è che
l'assicurato fa valere la compensazione con prestazioni che la __________
dovrebbe pagare a lui e a suo figlio __________.
Del resto
la documentazione versata agli atti dalla __________ dimostra, con un
sufficiente grado di verosimiglianza, la fondatezza della pretesa fatta valere
nei riguardi dell'insorgente e di sua moglie.
2.6. Va ora
esaminato se la Cassa può chiedere all'insorgente, non solo il pagamento dei
suoi premi e delle sue partecipazioni ai costi, ma anche quelli della moglie.
Per
l'art. 163 CCS
"
1 I coniugi
provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito
mantenimento della famiglia.
2 Essi
s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni
pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella
professione o nell’impresa dell’altro.
3 In tale
ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione
personale".
Secondo
l'art. 272 CCS
"I genitori ed i figli si devono
vicendevolmente l'assistenza, i riguardi e il rispetto che il bene della
comunione richiede."
Per
l'art. 276 cpv. 1 CCS i genitori devono procedere al mantenimento del figlio,
incluse le spese d'educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela.
Il mantenimento consiste nella cura e nell'educazione ovvero, se il figlio non
è sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie (cpv. 2).
I
genitori sono liberati dall'obbligo di mantenimento nella misura in cui si
possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il
provento del suo lavoro o con altri mezzi (cpv. 3).
L'art.
277 cpv. 1 CCS prevede che l'obbligo di mantenimento dura fino alla maggiore
età del figlio. Per il cpv. 2, se raggiunta la maggiore età, il figlio non ha
ancora una formazione appropriata, i genitori per quanto si possa
ragionevolmente pretendere da loro dato l'insieme delle circostanze, devono
continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile
formazione possa normalmente concludersi.
A
proposito dell'art. 276 CC, in una sentenza del 5 giugno 2000, pubblicata in
RAMI 2000 pag. 232 seg., l'Alta Corte ha precisato che questa norma ha lo scopo
di determinare l'oggetto e l'ambito dell'obbligo di mantenimento da parte dei
genitori nel quadro degli effetti generali della filiazione e non il debitore
dei premi d'assicurazione malattie. In particolare la questione dell'obbligo di
mantenimento deve essere decisa dal giudice civile.
Il TF ed
il TFA hanno già avuto modo di stabilire che il pagamento dei premi alle
assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della
famiglia" ai sensi dell'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e
dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79, cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112
II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in Meyer-Blaser, Soziale
Sicherheit, Basilea 1998, p. 182 no. 337).
La
conclusione di un'assicurazione malattia obbligatoria, così come il cambiamento
di assicuratore sono stati inoltre considerati come facenti parte dei bisogni
correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (Eugster op. cit. p.
182 e giurisprudenza federale citata alla N 815). In base all'art. 166 cpv. 3
CCS i coniugi rispondono quindi solidalmente tra di loro per i premi impagati,
indipendentemente dal regime matrimoniale scelto, "wobei die
solidarische Haftung nur eintreten kann, sofern das der Beitragsforderung
zugrunde liegende Versicherungsverhältnis während des ehelichen Zusammenlebens
oder im Hinblick auf familiäre Bedürfnisse begründet worden ist" : DTF
119 V 21 consid. 4e.
Debitore del premio è la persona assicurata
(Eugster op. cit. p. 182, n. 337). L'obbligo del pagamento dei premi dei figli
fino ai 18 anni compiuti (cfr. art. 61 cpv. 3 LAMal e Eugster op. cit. p. 179,
- 332) appartiene ai genitori conformemente all'art. 276 CCS (Eugster op. cit.
- 182, n. 337). A contrario, in seguito incombe ai figli (cfr. anche
RAMI 2000 pag. 232 seg.).
Va infine rilevato che il TCA ha già avuto modo
di confermare che la cifra 4.8 delle direttive dell'IAS, secondo cui i coniugi
rispondono solidalmente per i premi, è conforme alla legge (STCA del 18 maggio
2001 nella causa C., inc. __________ e STCA del 26 aprile 2002 nella causa T.,
inc. __________).
Recentemente il TFA ha stabilito che i coniugi
sono solidalmente responsabili dei premi rimasti impagati, indipendentemente
dal dal momento in cui è stato concluso il contratto assicurativo (STFA del 18
ottobre 2002 nella causa R., K 60/00). In particolare, il TFA ha affermato:
"Auf Grund dieser Ausführungen und nachdem
auf den 1. Januar 1996 das Obligatorium der Krankenpflegeversicherung
eingeführt wurde, kann an der bisherigen Rechtsprechung des Eidgenössischen
Versicherungsgerichts nicht festgehalten werden. In der Tat ist zu beachten,
dass nach neuem Recht jede Person mit Wohnsitz in der Schweiz
versicherungspflichtig ist, weshalb sie bei der Heirat nach dem 1. Januar 1996
ohnehin eine obligatorische Versicherung abgeschlossen hat. Die daraus
anfallenden Prämien stellen daher voraussehbare Auslagen dar, die im Budget
eines Haushaltes zu berücksichtigen sind. Diese Lösung rechtfertigt sich sodann
auch unter Beachtung des Gleichbehandlungsgebots und der Regelung betreffend
Prämienverbilligung sowie in Anbetracht der Tatsache, dass die Beiträge von
Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art. 163
ZGB gehören.
Daraus folgt, dass die solidarische Haftung des
für Beitragsschulden belangten Ehegatten im Sinne von Art. 166 Abs. 1 und 3 ZGB
nach Einführung der obligatorischen Krankenversicherung ungeachtet dessen
eintritt, ob das der Beitragsforderung zugrunde liegende
Versicherungsverhältnis während des ehelichen Zusammenlebens oder im Hinblick
auf familiäre Bedürfnisse begründet worden ist."
2.7. Pendente
causa, prima della pubblicazione della sopra citata sentenza, il TCA ha
innanzitutto chiesto alla __________ di voler indicare se il contratto relativo
all'assicurazione di base è stato sottoscritto dai coniugi __________ prima o
dopo il matrimonio (doc. _). L'assicuratore ha indicato di non essere in grado
di rispondere al quesito, rilevando comunque che i coniugi hanno aderito
entrambi con effetto dal 1° gennaio 1968 all'assicurazione e "da allora
sono sempre stati registrati presso di noi con lo stesso numero di famiglia".
(doc. _)
Da parte
sua __________ ha indicato che il matrimonio è stato celebrato il 19 febbraio
1965 (doc. _).
In queste
circostanze l'assicurato è solidalmente debitore anche dei premi e delle
partecipazioni ai costi della moglie. A maggior ragione dopo la recente
sentenza del TFA del 18 ottobre 2002. In questo senso la __________ poteva
chiedere a lui il pagamento dell'intero scoperto.
Il TCA,
rilevato come i coniugi __________ hanno disdetto il contratto con effetto al
31 dicembre 1998, ha inoltre chiesto alla __________ se le partecipazioni ai
costi del 1999 si riferiscono a trattamenti anteriori alla risoluzione del
contratto e di indicare, in tal caso, la data dei trattamenti (doc. _).
L'assicuratore
ha affermato che le fatture sono state elaborate nel 1999, ma riguardano tutte
"cure sanitare che hanno avuto luogo nel 1998" (doc. _).
Chiamato
a presentare osservazioni in merito, l'insorgente ha tra l'altro indicato:
"
(…)
Per oltre 30 anni ho pagato i premi alla Cassa
Malati __________, i miei ultimi 2 figli __________ e __________ sono entrati
in __________ dalla nascita, e fino all'uscita dalla Cassa avvenuta a fine
1998; a mio figlio __________ che era in formazione ed aspettava l'inizio della
scuola __________, i premi sia per mia moglie __________ che __________ li ha
sempre versati il sottoscritto, anche se i contratti di entrambi sono separati,
per cui le scusanti di __________ in merito al contratto separato di __________
sono irrilevanti.
Non riesco a comprendere perché __________ in
tutti i suoi scritti non ha mai menzionato la volontà di versare il sussidio di
fr. 969.45 ricevuti dall'Istituto delle Assicurazioni Sociali.
Signor Giudice le allego dei documenti inerente
ad un'ulteriore vertenza con __________, in merito a cura ortodontica da parte
di __________, e con varie scusanti mai riconosciute da __________ nonostante
fosse assicurato con l'assicurazione complementare dalla nascita, ovviamente
non potevamo più rimanere in una Cassa Malattia poco affidabile come
__________a." (doc. _)
2.8. Come visto,
dunque, l'interessato è debitore dell'importo di fr. 523.90 relativo al premio
dell'assicurazione di base di dicembre 1998 e delle partecipazioni ai costi di
quell'anno.
Va invece
rammentato che la questione relativa ai debiti ed ai crediti del figlio non
concerne la fattispecie in esame. Per cui le pretese derivanti dal contratto
assicurativo inerente __________ sono ininfluenti ai fini dell'evasione del
presente gravame. Infatti da una parte l'assicuratore, con la decisione
impugnata, ha unicamente chiesto al ricorrente la soluzione dei debiti dovuti da
lui e da sua moglie, impregiudicata la posizione del figlio maggiorenne,
dall'altra, come risulta dal consid. 2.7., solo quest'ultimo è debitore dei
propri premi e delle proprie partecipazioni ai costi. In particolare i suoi
crediti e quelli dei genitori sono da far valere distintamente, trattandosi di
debiti appartenenti a soggetti di diritto distinti.
Ne discende
che le censure sollevate dall'insorgente in merito a presunti crediti vantati
dal figlio, tra cui il sussidio, sono irricevibili nell'ambito dell'evasione
del presente gravame.
L'assicurato
fa inoltre valere un credito nei confronti della Cassa relativo ad un importo
di fr.143.65 per trattamenti eseguiti dal Dr. __________ nel 1998 e pone in
compensazione un non meglio precisato importo di fr. 99.85 quale
"partecipazione spese" (cfr. doc. _).
Ora, a
prescindere dalle argomentazioni del ricorrente, va rilevato che il TCA,
applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che,
di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e
partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere.
In una
sentenza del 16 luglio 1984 pubblicata in DTF 110 V 183 il TFA ha precisato che
le casse malati riconosciute possono compensare prestazioni assicurative
scadute con crediti di pagamento di quote arretrate.
Recentemente
l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa B. (K 102/00) ha
fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è
possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che "la
giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere
alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo
posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della
procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal."
Pari
diritto non spetta agli assicurati. Il TFA nella sentenza pubblicata in DTF
110 V 183 ha infatti affermato:
"
3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch
der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner
eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies verneint,
was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen.
In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten
Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur
Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich
dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen
gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die
damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung,
somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der
Verrechnung nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch
des Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980
Nr. 411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum
Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend
machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die
Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als
Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des
Urteils).
Diese unterschiedliche Handhabung der
Verrechnungsmöglichkeit, je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer
privatrechtlich oder einer öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse
geltend gemacht wird, vermag indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen
die Rechtsverhältnisse in einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse
sowohl zivilrechtliche als auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die
letzteren überwiegen jedenfalls dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene
öffentliche Aufgabe geht, nämlich die Durchführung der sozialen
Krankenversicherung durch Erbringung von Leistungen einerseits und deren
Finanzierung durch Beiträge der Versicherten anderseits. In diesem Rahmen ist
es unerheblich, ob eine Krankenkasse privatrechtlich oder öffentlichrechtlich
organisiert ist. Die Rechtsstellung des Versicherten bezüglich seines
Versicherungsverhältnisses darf nicht von der Organisationsform der Kasse
abhängen.
Wie bereits dargelegt, ist in den meisten
Sozialversicherungsgesetzen des Bundes das
Verrechnungsrecht geregelt. Übereinstimmend wird dieses Recht jeweils nur der
Verwaltung eingeräumt; die gesetzlichen Formulierungen schliessen ein
Verrechnungsrecht des Versicherten aus. Der Grund für diese übereinstimmenden
Regelungen liegt darin, dass nur die Verwaltung befugt ist, Verfügungen zu
erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich über Rechte und Pflichten der
Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG). Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung des
Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die
Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das
Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der
Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für
richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung
zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben
die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des
Sozialversicherungsrechts, auch in der
Krankenversicherung das Recht zur Verrechnung einseitig nur den - öffentlichen
und privaten - Krankenkassen einzuräumen. In diesem Sinn eist die bisherige
Rechtsprechung zu ändern." (DTF 110 V 183)
In una
successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI 1992, pag. 138,
l'alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere, facendo
riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che pena la
disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità di
trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo
l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni.
Infine,
in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate
decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse
consentito di estinguere un proprio debito invocando la compensazione,
considerato come il credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331).
La
dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute
dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la
compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente
dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa
ordinanza, contengono disposizioni in merito. Secondo la dottrina la precedente
giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime (Jean-Louis Duc,
Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et suspension du
droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre de la LAMal,
in Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit des
assurances, ed. IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e seg.).
In queste
circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la
dottrina, la richiesta dell'insorgente tendente alla compensazione dei premi
scaduti con le pretese da lui avanzate non può trovare accoglimento (cfr. anche
in tal senso STCA del 23 aprile 2002 nella causa J., 36.2001.64/66).
Del resto
le CGA del 1998 (art. 4.6) prevedono che "i premi in arretrato possono
essere compensati con i diritti degli assicurati", ma non indicano nulla
circa la possibilità per l'assicurato di compensare i suoi diritti con i premi
in arretrato (cfr. anche STCA del 3 giugno 2002 nella causa V., __________,
tutt'ora sub judice e, per quanto concerne la possibilità di compensare per
l'assicuratore, la citata STFA del 22 ottobre 2002 nella causa B., K 102/00).
Va poi
rilevato che il pagamento della fattura del Dr. __________, che la Cassa
afferma di aver già effettuato, non è oggetto della presente lite. Infatti, non
potendo l'assicurato compensare le prestazioni vantate con quelle fatte valere
dalla Cassa, affinché il TCA possa esprimersi in merito alla presa a carico
della citata fattura è necessario che l'assicuratore emani una decisione
formale in merito. Contro tale decisione potrà essere presentata un'opposizione
e successivamente un ricorso al TCA (cfr. art. 85 seg. LAMal; cfr. in tal senso
STCA del 3 giugno 2002 nella causa V., __________, tutt'ora sub judice).
Oggetto
del presente procedimento è unicamente la richiesta del pagamento dei premi e
delle partecipazioni ai costi che la Cassa chiede con la decisione formale
impugnata.
Infine,
circa la cura dei denti cui è stato sottoposto il figlio __________ e di cui
l'insorgente accenna nella lettera del 13 novembre 2002, va rammentato che
spetta all'assicurato stesso, maggiorenne, far valere giudizialmente i propri
diritti. Del resto, come visto in precedenza, tale problematica non è oggetto
della vertenza in esame. Inoltre dalla documentazione allegata (cfr. in
particolare doc. _), emerge che l'Istituto delle assicurazioni sociali ha
indicato al figlio __________ la procedura da seguire per far riconoscere le
proprie pretese.
2.9. La Cassa
chiede inoltre il pagamento di spese amministrative e di sollecito, per
complessivi fr. 140.
In una
sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che
pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può
esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di
spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento
dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si
sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa
dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli
assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo.
Il TFA ha
in particolare precisato:
"
Im gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich
die Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine
entgegestehenden Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender
Hinweis auf eine Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat
das Autonomieprinzip abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in
wesentlichen Bereichen vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f. Erw
2d mit Hinweisen; zur sozialen Krankentaggeldversicherung vgl. Demgegenüber BGE
124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen, in denen die gesetzliche Regelung nicht
detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen hingegen nicht von vornherein
unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, S. 9; zurückhaltender
Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
(SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b KVV aus, wonach die
Krankenkassen dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für Sozialversicherung
allfällige allgemeine Bestimmungen über die Rechte und Pflichten der
Versicherten beizulegen haben.
Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim
Verzug in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster
(a.a.O., Rz 341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer
zulässig sind, sofern die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft
verurscht hat und die Entschädigung angemessen ist (anders bezüglich Kosten,
die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992
Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4
betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen Verpflichtungen der
Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch verordnungsmässig
ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht in gesetzliche
Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden.
cc) Da Art. 12 Abs 4 der Allgemeinen
Versicherungbedingungen (der Kasse) … die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu
einem Beitrag von Fr. 50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten
des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung) ausdrücklich vorsieht und
der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging der vorinstanzliche
Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und Umtriebsspesen in der Höhe
von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht."
In
concreto le CGA prevedono all'art. 4.6. che i costi di una procedura d'incasso
per via esecutiva e altre spese, sono addebitati all'assicurato in mora. Nel
caso di una sollecitazione o di una procedura esecutiva è richiesto un
indennizzo per i lavori amministrativi. Per cui, nel caso di specie, anche la
richiesta delle spese di sollecito e amministrative va confermata.
Tuttavia,
il TCA ha recentemente ridotto ad un assicuratore l'ammontare delle spese
amministrative chieste nella misura di fr. 80 a fronte di un debito di poco
superiore a fr. 800, confermando unicamente un importo di fr. 30 poiché le CGA
prevedevano che "l'assicurato è tenuto al pagamento delle spese dovute
all'emissione dei richiami e dalla costituzione in mora, rispettivamente di fr.
5.- e di fr. 25.-" (cfr. STCA del 9 dicembre 2002 nella causa _.,
__________, non ancora cresciuta in giudicato). Nel caso concreto __________
non giustifica l'ammontare di fr. 140 per solleciti e spese amministrative che
a fronte dell'importo richiesto (fr. 523.90) appaiono sproporzionate.
A mente
del TCA un importo di fr. 80, nel caso concreto, appare più equo. L'importo
dovuto dall'insorgente per solleciti e spese amministrative va pertanto
ridotto.
2.10. Per quanto
concerne l'incasso forzato di simili somme, il TFA ha più volte dichiarato
applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p. 294 = DTF 109 V
46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione
può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E. con una decisione formale
riferentesi precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la
procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima aver formalmente
deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, é dunque
legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF.
Alla luce
degli argomenti sviluppati in precedenza, la decisione su opposizione della
__________ merita parziale tutela.
Di
conseguenza va rigettata in via definitiva l'opposizione interposta al P.E.
dell'UE di __________ n. __________ dell'11 aprile 2000 per un importo di fr.
523.90 oltre fr. 80 di spese di sollecito e amministrative.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso,
nella misura in cui è ricevibile, è parzialmente accolto.
§ Di
conseguenza la decisione su opposizione è modificata nel senso che __________ è
debitore di fr. 523.90 oltre a fr. 80 di spese di sollecito e spese
amministrative.
§§ L'opposizione
interposta al P.E. dell'UE di __________ n. __________ dell'11 aprile 2000, è
rigettata in via definitiva per un importo di fr. 523.90 oltre a fr. 80 di
spese di sollecito e amministrative, oltre alle spese esecutive.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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