AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
36.2000.101
Data decisione, Autorità:
14.11.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
36.2000.00101
IR/sc
Lugano
14 novembre 2001
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 7 settembre 2000
di
__________,
rappr. da: __________,
rappr. da: avv. __________,
contro
la decisione del 21 agosto 2001 emanata
da
Istituto assicurazioni sociali Ufficio
assicurazione malattia, 6501 Bellinzona,
in materia di assicurazione sociale
contro le malattie
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
cittadino svizzero nato nel __________, è figlio di __________ e di __________
(cittadina giapponese). __________ è stato affiliato alla Cassa Malati
__________ sino al 31 marzo 1999 quando, a seguito di una comunicazione del
padre __________ che significava la partenza del figlio e della moglie per il
Giappone durante un periodo di 12 mesi, la Cassa ha comunicato la
“Austrittbestätigung” per __________. In conseguenza al rientro in Svizzera di
madre e figlio gli stessi hanno ottenuto nuova ammissione alla medesima Cassa.
Con lettera 2 marzo 2000 l’Ufficio dell'assicurazione malattia ha comunicato
alla signora __________, madre del ricorrente, per sè e per il figlio
__________, di avere ricevuto da parte della __________ “la comunicazione della
Vostra uscita per il 31 dicembre 1999 a seguito della partenza fuori del
Cantone” (in realtà la partenza dal Cantone data del 20 marzo 1999, l’uscita
dalla Cassa è stata comunicata tempestivamente ed accettata per il 31 marzo
1999). Nello scritto 2 marzo 2000 (doc. _ atti IAS) l’UAM ha ritenuto la continuità
del domicilio in Ticino ed ha invitato la signora __________ a volere indicare
il nuovo assicuratore malattia in difetto di che sarebbe intervenuta
l’affiliazione coattiva.
1.2. Allo
scritto dell’amministrazione ha preso posizione il padre di __________, e
marito di __________, indicando all’UAM la partenza dalla Svizzera, per il
periodo di un anno, della moglie e del figlio partiti per il Giappone dove
avrebbero disposto di una copertura assicurativa. A tale missiva del 6 marzo
2000 __________ ha annesso attestazione relativa alla moglie concernente la
scadenza della validità del permesso di dimora ed attestazione di riammissione
alla __________ a partire dal 1 aprile 2000.
Su
richiesta dell’UAM il controllo abitanti di __________ ha risposto a domande
attinenti __________ e __________, in particolare per __________ l’autorità
comunale ha attestato, successivamente al 30 marzo 2000 e quindi dopo il
rientro del piccolo in Ticino, il regolare domicilio in Ticino. L’informazione
è stata precisata successivamente, con scritto del 20 giugno sempre della
Cancelleria comunale di , con cui si è attestato che “ nato
il __________, ha mantenuto il domicilio nel comune di __________ tra il 20
marzo 1999 e il 20 marzo 2000” (doc. _).
1.3. Con
scritto 27 giugno 2000 l’UAM ha rammentato al rappresentante e padre del
ricorrente che la copertura assicurativa non deve subire interruzioni quando
sono adempiute le condizioni di legge. Per l’amministrazione il domicilio di
__________ essendo sempre stato in Ticino l’obbligo di affiliazione è sempre
sussistito. L’UAM ha quindi ritenuto quanto segue:
"
… considerato che in questo caso la Cassa malati
di appartenenza non poteva dunque decretare la fine del rapporto assicurativo
in assenza di una comunicazione da parte di un nuovo assicuratore circa la
continuazione senza interruzione della copertura assicurativa;
Lo scrivente Ufficio
d e c i d
e :
-
È
dichiarata la continuità del rapporto assicurativo per __________ con la
__________ Cassa malati.
-
La
__________ Cassa malati è tenuta a riscuotere i premi assicurativi ai sensi di
legge." (Doc. _)
Con
scritto 5 luglio 2000 __________ ha inoltrato reclamo contro la decisione
adducendo che il figlio __________ ha anche il passaporto giapponese, in
Giappone vi era copertura assicurativa presso la Cassa Malati del nonno ed ha
osservato come __________ abbia accettato le dimissioni dalla Cassa. In
conclusione __________ ha indicato che:
"
… l'errore, se errore vi è stato da parte di
__________ è da imputare unicamente __________, ritenuto che __________ aveva
comunque le basi giuridiche per rifiutare la copertura assicurativa, ritenuto
che comunque l'istituto delle ass. sociali di Bellinzona certo non mi avrebbe
sostenuto le spese di un'eventuale causa contro __________, ritenuto che
legalmente __________ comunque aveva un'altra copertura assicurativa in un
altro stato siccome cittadino di quello stato, per i quali motivi, a mio
personale giudizio, ritengo di dovervi comunicare con la presente di non
accettare la vostra decisione in merito."
(Doc. _)
Il 21
agosto 2000 l’Istituto delle assicurazioni sociali ha emanato nuova decisione
di conferma della precedente indicando il domicilio in Ticino, l’obbligo di
assicurazione ad esso connesso e l’assenza degli estremi di cui all’art. 2
cpv. 2 OAMal per l’esenzione dall’obbligo di assicurazione. Insoddisfatto
della decisione __________, patrocinato dall’avv. __________ di __________, ha
impugnato la decisione dinanzi a questo TCA con le seguenti argomentazioni:
"
… Con lettera raccomandata di data 29 marzo 1999
(doc. _), il signor __________ aveva annunciato alla Cassa Malati __________
che la moglie __________ ed il figlio __________ erano partiti per il Giappone
temporaneamente per 12 mesi, a far tempo dal 20 marzo 1999.
Il signor __________ aveva pure precisato che sia
la moglie che il figlio disponevano di un'assicurazione in Giappone, chiedendo
quindi che sia la moglie sia il figlio venissero esonerati dal pagamento dei
premi.
…
La Cassa Malati __________ con lettera di data 8
aprile 1999 qui annessa in copia quale doc. _, aveva totalmente accolto la
richiesta accettando in sostanza la disdetta per il 31 marzo 1999. Ciò dopo
avere preso atto della richiesta di cui al doc. _, il cui contenuto e le cui
motivazioni erano state chiaramente specificate senza potere dare adito a
discussioni.
…
è chiaro che il signor __________ ha in ogni caso
agito in perfetta buona fede, chiedendo alla Cassa Malati __________ l'esonero
dal pagamento dei premi per moglie e figlio.
Il tutto dopo avere spiegato alla Cassa Malati
__________ il motivo alla base della richiesta.
La Cassa Malati __________ ha da parte sua
accettato senza riserve le dimissioni, senza avvertire il signor __________
della situazione giuridica (se mai la stessa fosse quella descritta dalla
resistente), e senza in ogni caso rifiutare la disdetta sostenendo la necessità
di un nuovo assicuratore circa la continuazione senza interruzione della
copertura assicurativa (o accettando la stessa sotto questa espressa riserva).
In ogni caso va detto che il signor __________,
come del resto la moglie, ha dovuto affiliarsi obbligatoriamente ad una Cassa
Malati giapponese, la quale offriva del resto le stesse prestazioni (se non
prestazioni maggiori) rispetto alla Cassa Malati Svizzera). La documentazione
verrà prodotta il più presto possibile, e del resto non pare normale che il
signor __________ debba pagare due casse malati. …" (Doc. _)
1.4. Dal canto
suo l’amministrazione ha risposto con atto del 17 novembre 2000 in cui si
sostiene quanto segue:
"
… La parte ricorrente conferma testualmente,
qualora ve ne fosse ancora bisogno, che "la moglie __________ e il
figlio __________ erano partiti per il Giappone temporaneamente per 12 mesi"
(grassetto nostro).
Nel frattempo il domicilio del piccolo __________
veniva mantenuto nel Cantone Ticino.
La disanima di causa potrebbe fermarsi qui,
infatti:
v si
è meridianamente in presenza di un soggiorno temporaneo all'estero: soggiorno
temporaneo che di principio conferisce il diritto a prestazioni all'estero da
parte dell'assicurazione malattie svizzera (artt. 34 cpv. 2 LAMal e 36 OAMal);
v il domicilio resta corrente in Svizzera.
…
Due risultano essere qui le argomentazioni della
ricorrente e meglio:
v la buona fede del
signor __________ nel richiedere alla Cassa malati __________ l'esonero del
pagamento dei premi, in particolare, per il figlio, oggetto del presente
ricorso;
v il piccolo __________
"ha dovuto affiliarsi obbligatoriamente ad una Cassa malati Giapponese".
Quanto alla buona fede del signor __________ al
momento della richiesta di "esonerare al pagamento dei premi (…) il
bambino" (cfr. doc. _ dell'allegato ricorsuale (TCA) - e non già
della richiesta di rescissione del contratto!! -, nessuno francamente può
dubitare.
Quanto alla presunta obbligatorietà
dell'affiliazione all'assicurazione giapponese, va rilevata la contraddizione
con l'esposto 5 luglio 2000 del signor __________ (doc. agli atti), che fa
stato di una non meglio specificata "Cassa malati del nonno che fa capo
a Istituzioni governative (obbligatoria per i dipendenti statali in Giappone)".
Da quanto suesposto - atteso che per costante
giurisprudenza e dottrina l'onere della prova compete a chi pretende per sé
miglior giudizio -, appare evidente come non emerge un contesto di
obbligatorietà assicurativa decretata nei confronti di tutta la popolazione
residente ai sensi di un diritto pubblico estero, bensì di un segmento che
interessa una ristretta cerchia di cittadini giapponesi (in casu: dipendenti
statali).
Quanto all'eventuale possibilità di esenzione
dall'obbligo d'assicurazione LAMal, palesemente lo stesso non può entrare in
linea di conto; e ciò per le ragioni ampiamente evidenziate nel corso della
causa di specie.
Osservato che alcun elemento nuovo emerge in sede
ricorsuale, questa parte convenuta non può che confermarsi interamente nelle
decisioni sin qui rese nell'ambito del gravame di specie." (Doc. _)
Dal canto
suo il ricorrente ha chiesto una proroga del termine per produrre nuove prove
ed il 12 febbraio 2001 ha prodotto una serie di documenti da cui deriverebbe
l’obbligo di affiliarsi ad una cassa malati giapponese. Nella sua presa di
posizione l’amministrazione indica l’irrilevanza degli elementi probatori
prodotti. Il 10 aprile 2001 il giudice delegato ha chiesto alla __________ la
trasmissione dei dossier relativi al ricorrente ed alla di lui madre. La Cassa
Malati ha trasmesso una serie di documenti unicamente il 1 ottobre 2001 e dopo
numerosi solleciti di questo TCA. Questi documenti sono stati trasmessi alle
parti per osservazioni.
considerato, in
diritto
2.1. Giusta l'art
3 cpv. 1 LAMal è tenuta ad assicurarsi, nell'ambito dell'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ogni persona domiciliata in Svizzera,
secondo la norma infatti:
" 1 Ogni persona domiciliata in Svizzera
deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le
cure medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla
nascita in Svizzera.
2 Il Consiglio
federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per
i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri. (…)
L'art. 1
OAMal precisa in proposito che
"
1 Le persone
domiciliate in Svizzera ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile
svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’articolo 3 della
legge."
Una
persona ha il proprio domicilio civile ove dimora con l'intenzione di
stabilirvisi durevolmente (art. 23 CCS) e dove si trova il centro delle sue relazioni
e dei suoi interessi (DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123
III 100).
è cittadino svizzero domiciliato in Svizzera dalla nascita senza soluzione di
continuità come attestato dal doc. _ della Cancelleria comunale di __________.
Anche durante il periodo di soggiorno del bambino con la mamma in Giappone, di
durata comunque limitata, __________ è stato domiciliato in Ticino luogo di
domicilio del padre. La partenza per l’estero della mamma ha comportato, per la
stessa, la perdita di validità del permesso di dimora annuale di cui __________
era beneficiaria. Per il figlio invece, siccome cittadino elvetico, la
situazione del domicilio non si è modificata. Lo stesso padre del piccolo ha
comunicato alla Cassa Malati __________ la partenza temporanea del
bambino durante un periodo di 12 mesi, con parallela richiesta di esonero del
pagamento del premio di CHF 190.- mensili.
L’esistenza
del domicilio in Svizzera, che non è assolutamente contestata dalle parti,
comporta di conseguenza l’obbligo di assicurazione secondo la LAMal per il
ricorrente.
2.2. L'art 3 cpv.
2 e 3 LAMal da facoltà al Consiglio Federale di prevedere eccezioni all'obbligo
di assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni
internazionali e di stati esteri, o di estendere l'obbligo di assicurazione a
persone non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che
esercitano un'attività in Svizzera o vi risiedono per un periodo prolungato
(art 3 cpv. 2 lett. a) e a quelle che lavorano all'estero per conto di un
datore di lavoro con sede in Svizzera.
2.3. Facendo uso
della delega di cui all'art 3 cpv. 1 LAMal, il Consiglio federale ha emanato
l'art 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di
assicurazione.
In particolare,
giusta l'art 2 cpv. 2 OAMal, a domanda, sono esentate dall'obbligo di
assicurazione le persone obbligatoriamente assicurate contro le malattie in
virtù del diritto estero, se l'assoggettamento all'assicurazione svizzera
costituirebbe un doppio onere e se esse beneficiano di una copertura
assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.
Le
condizioni cumulative per l'esonero poste da questo articolo sono, dunque, le
seguenti:
assoggettamento obbligatorio ad un'assicurazione estera;
Con tale
disposto si vuole evitare un doppio assoggettamento nei casi in cui la persona
tenuta ad assicurarsi ai sensi dell'art 3 cpv. 1 LAMal è parimenti obbligata a
farlo in virtù del diritto pubblico estero, senza possibilità di svincolo e con
obbligo del pagamento dei premi a condizione che l'assicurazione estera offra
una copertura equivalente a quella offerta dalla LAMal.
A questo
proposito, nella sentenza emanata il 20.5.1999 in re DFI c. I.A. (inc. 33/999),
il TFA ha osservato quanto segue:
" ... une
dispense de l'obligation d'assurance ne peut être envisagée que si le
ressortissant étranger est obligatoirement assuré contre la maladie en vertu du
droit étranger (art 2 al 2 OAMal, Eugster, Krankenversicherung in SBVR , 1998,
n. 15)..." (STFA cit. consid. 3b).
Il TFA ha
ancora rilevato (STFA 29 giugno 2000 in re EZ) che il carattere obbligatorio
dell’assicurazione
“… non è
fine a sé stesso, bensì un istrumento destinato a garantire la necessaria
solidarietà. Considerata la volontà del legislatore, si giustificava quindi di
circoscrivere in modo restrittivo le eccezioni di coloro che esulano, per non
essere tenuti all’obbligo assicurativo, dalla comunità di persone solidali”
(STFA cit. pag. 5)
Giusta l’art.
2 cpv. 2 OAMal la possibilità di assicurarsi facoltativamente all’estero è
esclusa a motivo della possibile facile elusione del carattere obbligatorio
dell’assicurazione svizzera (v. RAMI 2000 no. KV pag. 20 c. 4c citata in STFA
29 giugno 2000 cit.). Per quanto attiene ai problemi suscettibili di porsi nel
caso di persone anziane al beneficio di un’assicurazione facoltativa estera il
TFA ha evidenziato (in STFA 29 giungo 2000 cit. loc. cit.) che la copertura straniera
può essere sospesa rispettivamente trasformata temporaneamente in
un’assicurazione complementare a quella obbligatoria svizzera (RAMI cit. pag.
21 c. 4 d)
In merito alla
possibilità di far compenetrare un’assicurazione estera obbligatoria ed una facoltativa
sempre straniera – il TFA ha osservato come:
" cc)
La ricorrente sostiene pure che il requisito dell'affiliazione ad
un'assicurazione obbligatoria all'estero dovrebbe essere considerato adempiuto
tramite l'integrazione delle due menzionate assicurazioni olandesi, di cui una
è obbligatoria.
Anche questa censura dev'essere disattesa.
Infatti, al proposito occorre rilevare che, in occasione della recente
revisione dell'art. 2 OAMal, il Consiglio federale ha ritenuto non dover
integrare nel nuovo testo dell'ordinanza il cpv. 6 del progetto di revisione
dell'OAMal posto in consultazione, il quale riguardava, appunto, i casi
particolari costituiti da certe persone anziane o malate coperte in maniera
estesa attraverso un'assicurazione privata estera o un'assicurazione statale a
cui si aggiunge un'assicurazione privata (procedura di consultazione relativa a
un progetto di revisione parziale dell'ordinanza sull'assicurazione malattie,
del 25 novembre 1996)."
A proposito
del pagamento dei premi sempre il TFA, in una sentenza 11 ottobre 2000, in un
caso relativo a cittadini statunitensi al beneficio di copertura assicurativa
senza necessità di corresponsione diretta di un premio ma dipendente da servigi
resi all’ente pubblico e con la constatazione dei costi assunti dalla compagnia
assicurativa medesima, non ha considerato adempiute le condizioni dell’art. 2
cpv. 2 OAMal.
2.4. Nel caso di specie il ricorrente ha sostenuto la tesi
dell’esistenza di una copertura obbligatoria per le malattie in Giappone, di
cui __________ è pure cittadino, con la conseguente necessità di esonero in
Svizzera dall’obbligo assicurativo. La tesi non può essere seguita. In effetti
il ricorrente ha prodotto una serie di documenti, in lingua giapponese, in
parte tradotti dalla madre. Detti documenti non permettono però di concludere
per l’esistenza di un obbligo assicurativo a carico del piccolo __________. In
effetti si può unicamente dedurre come su documenti apparentemente
dell’Assicurazione nazionale contro le malattie di __________ (doc. _ e _) sia
riportato il nome ed il cognome (da nubile) della madre del ricorrente ed il
cognome del figlio (doc. _) con le date 4 dicembre 1999 e 26 marzo 2000. Il
doc. _ reca invece il nome della madre del ricorrente, l’indicazione del “figlio”
le date 21 marzo 1999 e 4 dicembre 1999. Si ha così un’indicazione temporale
riferita all’intera permanenza del ricorrente in Giappone, ma – purtroppo – i
documenti così come prodotti non danno nessuna indicazione supplementare, non
precisano alcuna esistenza di un obbligo assicurativo e neppure l’estensione
delle coperture esistenti in Giappone. Analogo discorso vale per il doc. _ che
indica, ancora per il comune di __________, il nome della madre del ricorrente,
del di lei padre e del “figlio del figlio”. Gli atti prodotti, tradotti in
maniera sommaria dalla madre del ricorrente, non permettono di ritenere date le
condizioni legali per l’esonero dall’obbligo di assicurazione. Una traduzione
“giurata” piuttosto che quella indicata come “sommaria” da parte della madre
del ricorrente non appare necessaria alla luce dell'esito del gravame e della
natura degli atti in discussione.
2.5. Nel
caso di specie non è quindi dimostrato che le coperture assicurative di cui ha
beneficiato __________ in Giappone durante il periodo del suo soggiorno siano
coperture obbligatorie, alle quali non era possibile svincolarsi ritenuta
l’esistenza di un domicilio in Svizzera e l’esistenza qui di un obbligo
assicurativo, e comportanti un doppio onere finanziario per premi. Non è inoltre
dimostrata l'equivalenza delle prestazioni.
L’onere
di comprovare l’obbligatorietà secondo il diritto pubblico estero
dell’assicurazione malattia e della mancata possibilità di non assoggettarsi
alla stessa incombe alla parte che postula lo svincolo dall’obbligatorietà
dell’assicurazione di base voluta dalla LAMal come permette di ritenere il
testo di legge:
" Alla domanda va accluso un attestato scritto
dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie.”
Nel caso
concreto il giudice delegato ha permesso, a richiesta di __________, di
produrre le attestazioni che fornissero tutte le informazioni necessarie e
permettessero di ritenere l’esistenza di un obbligo assicurativo,
l’impossibilità di svincolo dallo stesso, l’esistenza di un obbligo di
versamento di premi e l’estensione delle prestazioni assicurative in Giappone.
I documenti trasmessi a questo TCA e tradotti, anche se solo sommariamente
dalla signora __________, non permettono però di giungere alle conclusioni
volute dal ricorrente.
Già la
prima delle condizioni legali poste dalla legge per l’ottenimento
dell’esenzione non è data e, quindi, l’esenzione non può essere concessa (RAMI
2000 no. KV 102 pag. 20 consid. 4c-e e RAMI 1999 no. KV 81 pag. 337; STFA 6
luglio 2001 in re J.E.H.).
2.6. Nelle
sue motivazioni __________ rileva come non possa essergli fatto obbligo di
versare i premi alla Cassa Malati __________ per il periodo di sua permanenza
in Giappone alla luce della sua buona fede. In effetti secondo il ricorrente
egli avrebbe postulato alla Cassa Malati __________ l’esonero del pagamento dei
premi con scritto 29 marzo 1999 e __________ ha attestato (doc. _, nello stesso
senso doc. _):
"
Wegen Ihrem Wegzug aus der Schweiz bestätigen wir
Ihnen den Austritt für __________ und __________ aus der Krankenkasse
__________ in der obligatorischen Grundversicherung, sowie in allen
Zusatzversicherungen auf den 31.03.1999." (Doc. _)
La
__________ ha riammesso in seguito (doc. _) di nuovo gli assicurati a partire
dal 1 aprile 2000. Il ricorrente ne deduce, per l’accettazione senza riserve
delle dimissioni da parte della __________ che non ha imposto la designazione
di alcun nuovo assicuratore malattia svizzero, che sarebbe stata violata la sua
buona fede.
2.7. Secondo la giurisprudenza
(cfr. SZS 1998 pag. 41; DTF 121 V 66; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993
pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982
pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLAD 1992
p. 106; DTF 119 V 307 consid. 3a; DTF 118 Ia 254 consid. 4b; DTF 118 V 76
consid. 7; DTF 117 Ia 287 consid. 2b, 418 consid. 3b e sentenze ivi citate;
RDAT I-1992 n° 63, DTF 116 V 298ss; STFA 5 aprile 1994 in re M.C., STFA 3
settembre 1993 in re A.Z) e la dottrina (Grisel, Traité de droit administratif,
vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag.
108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss)
affinché la buona fede di un assicurato possa essere tutelata, nei casi in cui
l'amministrazione formula una promessa o crea un'aspettativa in modo contrario
alla legge, devono essere adempiute cumulativamente le seguenti condizioni:
1.- l'informazione deve riferirsi ad una situazione individuale e
concreta;
2.- essa deve emanare da un organo competente o che possa essere
ritenuto tale compatibilmente con l'attenzione esigibile nelle circostanze.
3.- la promessa dev'essere propria a ispirare fiducia.
Ciò
significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere
l'erroneità della disposizione. La comunicazione dell'amministrazione deve infatti
essere interpretata come il destinatario può e deve capirla usando tutta
l'attenzione da lui esigibile (protezione della buona fede dell'assicurato).
Una
mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della cassa non può trarre
seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (cfr. DTF 106 V 33, consid. 4;
104 V 18 consid. 4; RAMI 1991, p. 68).
Inoltre
l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che
fornisce la comunicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza -
che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non
può far valere la propria buona fede (cfr. Imboden-Rhinow, Schweiz.
Vewaltungsrechtsprechung, 5a. edizione, n. 75 B III b 3);
4.- l'informazione deve aver indotto il destinatario ad adottare un
comportamento che gli è pregiudizievole.
5.- la legge non deve essere cambiata dal momento in cui l'informazione
è stata data (RAMI 1991 p. 68ss; DTF 113 V 87 consid. 4c; 112 V 199 consid. 3a;
111 V 71; 110 V 155 consid. 4b; 109 V 55; STFA 10.9.1996 in re S. riguardante
una modifica dei regolamenti interni di una cassa).
La
giurisprudenza applicabile in materia, in relazione con l'art. 4 v. Cost. (DTF
121 V 66 consid. 2), è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost. (RAMI
2000 p. 223).
2.8. Nel caso in
esame è fuor di dubbio che la Cassa Malati __________ ha accettato la
sostanziale dimissione dell'assicurazione obbligatoria per le cure medico
sanitarie del ricorrente. Essa ha avuto informazioni corrette e precise in
merito, __________ ha infatti chiaramente comunicato l’intenzione della moglie
e del figlio, di cui __________ aveva tutte le necessarie informazioni circa
nazionalità, domicilio e data di nascita, di volersi trasferire per un periodo
di 12 mesi in Giappone dove sarebbero stati coperti assicurativamente contro le
malattie (ciò che i doc. _ rendono comunque verosimile). __________ è stato
anche preciso quo alla data d’inizio della richiesta di sospensiva e, per la
moglie, ha pure prodotto “la copia del certificato di partenza emesso
dall'Ufficio degli stranieri di __________ ” (doc. _). A fronte della precisa
istanza la Cassa __________ ha preso una posizione con lo scritto 28 febbraio
2000 e, prima ancora, con lo scritto 8 aprile 1999, in cui si attesta la
ricevuta delle disdetta dalla Cassa per le coperture obbligatorie relative alla
moglie ed al figlio del richiedente (si rammenta che __________ non aveva che _
anni al momento dei fatti ed era quindi rappresentato dal padre). La Cassa ha
quindi ammesso la dimissione con effetto al 31 marzo 1999, ha specificato che
l’eventuale credito per premi in eccesso versati sarebbe stato accreditato
successivamente ed ha invitato a restituire la carta __________.
A non
averne dubbio la Cassa Malati ha preso una decisione in perfetta consapevolezza
della situazione di fatto, nella sua veste di assicuratore malattia e quindi di
autorità amministrativa competente, o che poteva certamente essere considerata
tale dall’assicurato, decisione che si è rivelata errata e che ha comportato
pregiudizio per l’assicurato il quale, alla luce della situazione ha comunque
fatto capo ad una copertura assicurativa estera ed ha omesso di versare i premi
assicurativi imposti dall'assicurazione obbligatoria voluta dalla LAMal. Con la
sua decisione __________ ha indotto il ricorrente a ritenere non dovuti i premi
in questione durante il periodo di 12 mesi durante il quale egli era assente in
Giappone. __________ non poteva certamente ritenere che __________, alla luce
della sua doppia nazionalità, dell’esistenza di una copertura assicurativa in
Giappone contro le malattie, e della sorte toccata all’analoga posizione di sua
madre __________, stesse prendendo una decisione errata. La decisione ha
portato, come detto, pregiudizio per l’omissione del pagamento e per la
copertura straniera, e dall’emanazione della decisione non vi è stata una
modifica della legge su questo punto.
Si deve
quindi ritenere violata, nel caso concreto, la buona fede del ricorrente il
quale va protetto nelle sue aspettative. A __________ non può quindi essere
fatto obbligo di pagare i premi assicurativi per il periodo di 12 mesi durante
i quali egli ha risieduto in Giappone, al beneficio di una copertura
assicurativa giapponese di cui non ha postulato l'esonero, pur rimanendo
domiciliato in Ticino. La buona fede del ricorrente va infatti protetta.
2.9. Alla luce di
quanto precede il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata. Visto l’esito
dell’impugnativa lo Stato verserà al ricorrente, patrocinato da un legale,
l’importo di CHF 1'000.- a titolo di ripetibili.
2.10. Alla luce
delle emergenze istruttorie le ulteriori prove offerte dal ricorrente in sede
di ricorso non sono rilevanti per il giudizio di merito a fronte degli elementi
già acquisiti agli atti e delle argomentazioni che precedono. Secondo la
costante giurisprudenza qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca
l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato
delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag.
212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des
Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'8 marzo
2001 in re A.C.R., G.P. e F.F., consid. 7a, H 115/00 e H 132/00; DTF 122 II 469
consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c
e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del
diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza
dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c e riferimenti).
In concreto, questo
Tribunale, come indicato, ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia ad ottenere una traduzione
formale da parte del ricorrente dei documenti prodotti in lingua giapponese,
rispettivamente rinuncia a richiamare i documenti dall’Ufficio stranieri così
come richiesto con il ricorso a pag. 3.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é accolto nel senso dei considerandi e la decisione impugnata è
annullata.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato
che verserà al ricorrente, a titolo di ripetibili, l’importo di CHF 1'000.--.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster