AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2003.20
Data decisione, Autorità:
28.01.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
35.2003.20
mm
Lugano
28 gennaio
2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 27 marzo 2003 di
rappr. da: ___________
contro
la decisione del 10 dicembre 2002 emanata
da
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 17
giugno 1997, __________ - alle dipendenze dell'Ospedale regionale di __________
(__________) in qualità di infermiera in cure generali con un contratto a ore
su chiamata, per un tempo massimo equivalente ad un pensum del 50%, e,
perciò, assicurata contro gli infortuni presso la __________ - ha avvertito un
dolore all'arto superiore destro nello spostare un paziente da un letto
all'altro.
Accertamenti
predisposti successivamente hanno consentito di mettere in evidenza una lesione
parziale del legamento scafo-lunare nella sua porzione volare (cfr. doc. _).
La
__________ ha riconosciuto la propria responsabilità al riguardo (cfr. doc. _)
ed ha regolarmente versato le prestazioni di legge.
A notare
che, per la copertura delle prestazioni di lunga durata, la _________ ha
stipulato, in ossequio all’art. 70 cpv. 2 LAINF, un accordo di collaborazione
con la __________.
1.2. Alla
chiusura del caso, con decisione formale del 4 maggio 2000, la __________ ha
posto l'assicurata al beneficio di un'indennità per menomazione all'integrità
del 5%.
Per
contro, a __________ è stato negato il diritto ad una rendita di invalidità,
giacché essa presenterebbe una capacità lavorativa completa nella sua abituale
attività di infermiera (cfr. doc. _).
A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurata (cfr. doc. _), la __________, in
data 10 dicembre 2002, ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr.
doc. _).
1.3. Con tempestivo
ricorso del 27 marzo 2003, __________ , patrocinata dalla __________ Protezione
giuridica, ha chiesto che la __________ venga condannata a riconoscerle una
rendita di invalidità corrispondente ad una incapacità lavorativa del 50%,
argomentando:
"
(…).
Circa le condizioni di cui all'art. 18 LAINF, che
devono essere adempiute affinché il relativo diritto alla rendita esista, la
ricorrente osserva quanto segue.
3.1. L'elemento medico: l'invalidità presume un
danno alla salute irreversibile, sia fisica che psichica.
L'infortunio subito dalla ricorrente ha causato
una lesione fisica irreversibile, come si evince dalla documentazione che si è
richiamata.
La ricorrente postula altresì la possibilità di
produrre un ulteriore atto medico che possa provare che a tutt'oggi la lesione
persiste ed è invalidante.
3.2. L'elemento economico si fonda su due
concetti: la diminuzione della capacità al lavoro, da una parte, e
l'impossibilità di sfruttare economicamente la capacità lavorativa residua.
Una persona è considerata incapace al lavoro
quando a seguito di un danno alla salute ella non può più esercitare la sua
attività abituale o non può esercitarla che limitatamente oppure col rischio di
aggravare il suo stato oppure non è in grado di esercitare un'altra attività
che si confà al suo stato di salute.
A questo proposito la __________ ha erroneamente
ritenuto, fondandosi su di un assunto sbagliato della dottoressa __________,
che la ricorrente avrebbe svolto la funzione di capo infermiera con possibilità
di delegare i lavori più pesanti.
Per questo motivo la __________ l'ha ritenuta
completamente abile al lavoro.
La ricorrente al contrario sostiene di non aver
mai svolto l'attività di capo infermiera e che dunque lei gli ordini semmai li
riceveva (e li eseguiva) e non poteva di certo darli ad altre infermiere.
La ricorrente produce il certificato di lavoro ed
un'attestazione emessi dall'Ospedale __________ dai quali si evince che alla
signora __________ non era stata affidata la funzione di capo infermiera bensì
di (semplice) infermiera in cure generali.
Orbene la professione della ricorrente non
consiste semplicemente nel somministrare i medicamenti e sorvegliare i pazienti
ma, anche e soprattutto, nel curare la loro igiene e nel trasportarli da un
letto all'altro nonché altri lavori pesanti.
La __________ non contesta la lesione di tipo
organico riportata dalla ricorrente a seguito dell'infortunio ma asserisce che
essa non causerebbe alla ricorrente una diminuzione della capacità lavorativa
in quanto ella sarebbe abilitata a delegare i lavori più pesanti a terze
persone.
Ebbene, come spiegato sopra, tale circostanza non
coincide con la realtà in quanto la ricorrente non possiede la qualifica di
capo infermiera ma solo quella di infermiera (semplice).
Ne deriva pertanto che la sua incapacità
lavorativa deve essere ritenuta almeno nella misura del 50%.
3.3. L'elemento temporale: il diritto ad una
rendita invalidità è dato solo se l'incapacità lavorativa è permanente o di
lunga durata.
Anche nell'analisi di questa condizione la
__________ parte dal presupposto sbagliato che la ricorrente oggi potrebbe
lavorare come capo infermiera al 100% senza sforzare il polso infortunato
grazie alla possibilità di delegare ad altri i lavori pesanti.
Come già spiegato sopra, la ricorrente non può
delegare a nessuno i lavori pesanti che in ogni reparto ospedaliero sono
richiesti alle infermiere.
Per quel che concerne invece il rifiuto
categorico che l'assicurata avrebbe opposto a possibili provvedimenti di
reinserimento professionale secondo le intenzioni dell'assicurazione
invalidità, la ricorrente osserva che l'__________ mai le ha proposto un
concreto reinserimento professionale e che dunque ella mai ha potuto opporre un
rifiuto categorico in quanto una decisione in tal senso mai è stata emessa.
4.4. Il nesso causale (naturale ed adeguato) tra
l'infortunio e l'incapacità al lavoro: la ricorrente è conscia del fatto che la
fibromialgia, che è un correlato somatico di una predisposizione depressiva,
proprio perché facente parte della diagnosi psichiatrica della ricorrente, non
può essere ritenuta in nesso causale adeguato con l'infortunio subito nel 1977.
La ricorrente limita il proprio gravame al fatto
che la lesione fisica al polso seguita all'infortunio ha causato la sua inabilità
lavorativa del 50%, in quanto non le è stato più possibile eseguire i lavori
che prima esercitava.
A questo proposito, se l'abbondante
documentazione medica di cui all'incarto LAINF ed __________, che qui si
richiama formalmente, non dovesse convincere questo lodevole Tribunale, si
chiede che la ricorrente venga sottoposta ad una perizia la quali fissi ad oggi
la sua inabilità lavorativa nello svolgimento della professione di (semplice)
infermiera e non come erroneamente sostenuto dalla __________, di __________
infermiera.
In ogni caso, se la malattia psichica e dunque la
fibromialgia non sono in nesso causale con l'evento infortunistico per il quale
risponde la _________, occorre comunque ricordare che se a seguito del primo
infortunio, assicurato, si aggiungono altre patologie, è necessario prendere in
considerazione l'ordine cronologico della realizzazione dei diversi rischi e
non solo il rischio preponderante.
Se l'infortunio del 1997, in quanto lieve, non
può causare un danno psichico rilevante, esso può causare un'inabilità
lavorativa del 50% nella professione di infermiera"
(I).
1.4. L'assicuratore
LAINF convenuto, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione
dell'impugnativa, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi
di diritto (cfr. VII).
1.5. In corso di
causa, il TCA ha interpellato la dott.ssa __________ - autrice, per conto dell'__________,
del referto peritale del 31 dicembre 1999 - la quale è stata invitata a
precisare la sua valutazione riguardante l'esigibilità lavorativa (XIV).
La
risposta è pervenuta il 18 settembre 2003 (XV).
Alle
parti è stata concessa facoltà di formulare le loro osservazioni in merito
(cfr. XVI).
Da parte
sua, l'assicurata ha prodotto copia di uno scritto, datato 17 ottobre 2003, del
responsabile delle risorse umane dell'__________ (cfr. allegato a _).
1.6. In data 12
novembre 2003, questa Corte ha nuovamente contattato la dott.ssa ,
alla quale è stata sottoposta la succitata lettera dell' per una sua
presa di posizione (cfr. XXV).
Il
rapporto della specialista data del 17 novembre 2003 (XXVI).
L'assicuratore
LAINF si è espresso in merito il 16 dicembre 2003 (XXVIII), mentre la
ricorrente è rimasta silente.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. Con la stessa sono state
modificate numerose disposizioni nel settore dell'assicurazione contro gli
infortuni. Poiché dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali
non può, per principio, tenere conto di modifiche di legge e di fatto
subentrate successivamente al momento determinante della decisione in lite
(cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b) e
poiché, inoltre, il Tribunale delle assicurazioni valuta la legalità di una
decisione in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui essa è
stata emessa (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 10
dicembre 2002), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore
fino al 31 dicembre 2002.
2.3. L'oggetto
della lite è circoscritto alla questione a sapere se la __________ era
legittimata a negare il diritto ad una rendita di invalidità, così come
esplicitamente ammesso dalla ricorrente (cfr. I, p. 3: "Il presente
ricorso si limita alla contestazione della decisione della __________ circa il
mancato riconoscimento di una rendita LAINF ai sensi dell'art.18 LAINF").
ha pure riconosciuto che in questo contesto si deve tenere conto unicamente dei
disturbi localizzati al polso destro (cfr. I, p. 5: "La ricorrente
limita il proprio gravame al fatto che la lesione fisica al polso
seguita all'infortunio ha causato la sua inabilità lavorativa del 50% in quanto
non le é più possibile eseguire i lavori che prima esercitava" - la
sottolineatura è del redattore).
2.4. L'invalidità
è la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio.
Così
l'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità nella versione in vigore dal 1°
gennaio 1988, ma il medesimo concetto vale negli altri settori delle
assicurazioni sociali.
In questo
senso va letto l'art. 18 cpv. 2 LAINF: "È considerato invalido chi è
presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o
per un periodo rilevante".
Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
-
il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);
-
la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).
Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso
causale (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni
deve esserci per giunta un nesso causale, naturale ed adeguato, tra il danno
alla salute e l'infortunio.
L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.
D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.
Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.
Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.
Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA del 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01).
L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF).
Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.
La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Ciò
nondimeno, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di
professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà
valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché
si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante
capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato
esprima una capacità di guadagno della medesima proporzione (cfr. RAMI 1993 U
168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA del 21 marzo 1995 nella causa S.
F., 31 maggio 1995 nella causa E. D., 7 giugno 1995 nella causa M. Z., 26
febbraio 1996 nella causa G. P.).
2.5. A far tempo dal 1° giugno 1998, l'assicurata è stata
posta al beneficio di una mezza rendita __________, determinata da un grado di
invalidità del 50% (cfr. doc. _ - inc. _ prodotto dalla __________).
La
relativa decisione è cresciuta in giudicato incontestata (cfr. doc. _).
La
questione che si pone è quindi quella a sapere se, in ossequio alla
giurisprudenza relativa al coordinamento fra l'assicurazione per l'invalidità e
l'assicurazione contro gli infortuni, l'assicuratore LAINF convenuto è o meno
vincolato alla valutazione dell'invalidità effettuata dall'__________.
È vero
che la nozione di invalidità utilizzata nell'_________ corrisponde, di
principio, a quella considerata nell'assicurazione contro gli infortuni (e
nell'assicurazione militare), per cui la valutazione dell'invalidità deve
normalmente condurre allo stesso risultato, quando il danno alla salute è il
medesimo (DTF 126 V 291 consid. 2a = Pratique VSI 2001, p. 79ss.; DTF 119 V 470
consid. 2b e riferimenti ivi menzionati; cfr., pure, DTF 123 V 271 consid. 2a).
Nondimeno, secondo la giurisprudenza del TFA, delle divergenze non possono
essere escluse a priori (cfr. DTF 119 V 471 consid. 2b). In effetti, la valutazione
dell'invalidità operata da un assicuratore sociale non deve essere ritenuta
determinante, se basata su un errore di diritto oppure sull'esercizio
insostenibile di un potere d'apprezzamento (cfr. DTF 126 V 292, consid. 2b).
Nella suevocata
DTF 126 V 288, il TFA ha inoltre precisato quanto segue:
"
Die Einräumung solcher Prioritäten birgt die Gefahr
in sich, dem Verwaltungshandeln eines Versicherers weit über dessen Interessenbereich
hinaus reichende Auswirkungen zu verleihen, was zu einem Missverhältnis zwischen
der diesem zustehenden Entscheidungsbefugnis und den von ihm ausgelösten Konsequenzen
führen könnte. Dennoch ist danach zu trachten, unterschiedliche Invaliditätsannahmen
verschiedener mit demselben Fall befasster Versicherer zu vermeiden. Die Einheitlichkeit
des Invaliditätsbegriffes entbindet die verschiedenen Sozialversicherungsträger
zwar nicht davon, die Invaliditätsbemessung in jedem einzelnen Fall selbstständig
durchzuführen. Keinesfalls dürfen sie sich ohne weitere eigene Prüfung mit der blossen
Übernahme des von einem andern Versicherer festgelegten Invaliditätsgrades begnügen.
Eine derart weitgehende Bindungswirkung wäre nicht zu rechtfertigen. Es geht indessen
auch nicht an, dass die Invalidität in den einzelnen Sozialversicherungszweigen
völlig unabhängig von allenfalls schon getroffenen Entscheiden anderer Versicherer
festgelegt wird. Zumindest rechtskräftig abgeschlossene Invaliditätsschätzungen
dürfen nicht einfach unbeachtet bleiben. Vielmehr müssen sie als Indiz für eine
zuverlässige Beurteilung gewertet und als solches in den Entscheidungsprozess erst
später verfügender Versicherungsträger miteinbezogen werden. Dies verlangt auch
nach gewissen Mitwirkungsrechten des durch eine verfügungsmässige Festlegung der
Invalidität in einem Sozialversicherungsbereich tangierten andern Versicherers.
Im Unfallversicherungsrecht wird diesem Schutzbedürfnis ausdrücklich entsprochen,
indem Art. 129 Abs. 1 UVV vorsieht, dass die Verfügung eines Versicherers oder einer
andern Sozialversicherung, welche die Leistungspflicht des andern Versicherers berührt,
auch diesem andern Versicherer zu eröffnen ist (Satz 1), und dieser die gleichen
Rechtsmittel ergreifen kann wie die versicherte Person (Satz 2). Macht er von der
Möglichkeit, den Entscheid der andern Versicherung anzufechten, obschon ihm dieser
ordnungsgemäss eröffnet worden ist, nicht Gebrauch, hat er diesen grundsätzlich
gegen sich gelten zu lassen (RKUV 1998 Nr. U 305 S. 432). Zumindest wird er sich
die Vermutung der Richtigkeit der bereits vorhandenen Invaliditätsbemessung entgegenhalten
lassen müssen. Eine abweichende Festlegung der Invalidität kann in solchen Fällen
nur noch ganz ausnahmsweise in Frage kommen, wobei gegebenenfalls an deren Begründung
strenge Anforderungen zu stellen sind. Nicht zulässig ist es, eine an sich vertretbare
Ermessensausübung durch den zuerst verfügenden Versicherer ohne Vorliegen triftiger
Argumente durch einen andern - unter Umständen ebenfalls vertretbar erscheinenden
- Ermessensentscheid zu ersetzen. Anlass für ein Abweichen von einer bereits rechtskräftigen
Invaliditätsschätzung eines andern Versicherers könnten hingegen, nebst den bereits
in Erw. 2b aufgeführten, von der bisherigen Rechtsprechung anerkannten Gründen,
äusserst knappe und ungenaue Abklärungen sowie kaum überzeugende oder nicht sachgerechte
Schlussfolgerungen bieten."
(DTF
succitata - la sottolineatura è del redattore).
In una
sentenza pubblicata in DTF 119 V 468, il TFA ha considerato insostenibile la
valutazione degli organi dell'assicurazione per invalidità, siccome essa si
scostava da quella ritenuta dall'assicuratore contro gli infortuni, fondata
quest'ultima su delle conclusioni mediche convincenti riguardanti la capacità
lavorativa e l'attività esigibile, nonché su un raffronto dei redditi correttamente
eseguito.
2.6. Nel caso di
specie, il tasso di invalidità stabilito dall'________ non può determinare
l'invalidità nell'ambito dell'assicurazione contro gli infortuni, nella misura
in cui, oltre alla problematica interessante l'estremità superiore destra,
l'insorgente presenta pure dei disturbi (segnatamente, un grave stato
depressivo ed una fibromialgia), giudicati invalidanti, estranei all'infortunio
del 17 giugno 1997 (cfr. doc. , p. 11 - inc. prodotto dalla __________:
"Personalmente [il dott. __________, spec. FMH in psichiatria e
psicoterapia, n.d.r.] ho constatato più di 12 trigger points, e uno
stato depressivo importante che rende il suo sforzo di lavorare al 50%
encomiabile. (…). In queste condizioni condivido l'opinione dei medici curanti
che ritengono un miracolo che la peritanda possa lavorare ancora al 50% in
qualità di infermiera").
Anzi,
stando allo scritto del 3 aprile 2002 dell'Ufficio __________, il
riconoscimento della mezza rendita di invalidità è giustificato dall'inabilità
lavorativa causata dal solo danno psichico che presenta l'assicurata (doc. _ -
inc. _ prodotto dalla __________: "… in risposta al suo scritto del
27.03.2002 le comunichiamo che la rendita _________ è in particolare basata
sulla perizia psichiatrica del Dr. __________ del 24.01.2001. Considerato
che dal profilo organico la Signora __________ è normalmente abile come
infermiera e quindi è la sola patologia psichica che giustifica l'inabilità
lavorativa, non abbiamo proceduto al confronto dei redditi in quanto si
sarebbe trattato di un banale calcolo matematico che non poteva dare risultato
diverso dal 50%" - la sottolineatura è del redattore).
2.7. Dalle tavole
processuali si evince che la decisione di negare a __________ il diritto alla
rendita di invalidità è stata presa basandosi, essenzialmente, sulla perizia 31
dicembre 1999, allestita dalla dott.ssa , spec. FMH in chirurgia
della mano presso la Clinica universitaria "" di
__________, per conto dell'assicurazione per l'invalidità.
Queste,
per quanto qui d'interesse, le considerazioni espresse da questa specialista a
proposito dell'esigibilità lavorativa:
"
(…).
Capacité de travail: Comme infirmière responsable d'une unité de soins, la capacité de travail
de la patiente est normale et il n'y a pas lieu d'envisager ni une rente ni un reclassement
professionnel en ce qui concerne les strictes suites de l'entorse du poignet droit.
Si la patiente estime qu'un travail plus léger lui conviendrait mieux, c'est à
elle de trouver un poste de travail adapté à son état. Ainsi et si elle préfère
travailler dans un service d'__________ ou dans une polyclinique ou comme assistante
d'un médecin, c'est à elle et à personne d'autre, en tous les cas ni à l'assurance
LAA ni à l'__________ de faire les démarches pour un changement de poste puisque,
encore une fois, la capacité de travail de la patiente est complète (lorsqu'elle
travaille, elle est capable d'assumer tous les gestes que demande sa profession).
Il est possible toutefois que cette patiente soit
déprimée et que pour des raisons d'ordre psychologique, il soit nécessaire qu'elle
n'ait une activité professionnelle qu'à 50%, mais cela n'est pas de ma compétence"
(doc. _ -
inc. _ prodotto dalla __________).
Nel suo
ricorso del 27 marzo 2003 (cfr. I, p. 4), __________ sostiene che la
valutazione della dott.ssa __________ sarebbe viziata, avendo erroneamente
considerato l'attività di __________ infermiera con possibilità di delegare i
lavori più pesanti (anziché quella di "semplice" infermiera in cure
generali).
A questo
proposito, l'insorgente ha prodotto una dichiarazione, datata 27 febbraio 2003,
del responsabile del personale dell'Ospedale regionale di __________, ai
termini della quale, citiamo: "… a partire dal 01.02.1997, l'interessata
ha continuato la sua attività presso il nostro ospedale in qualità di
infermiera in cure generali con un contratto a ore, operando prevalentemente in
area chirurgica (l'ultima volta marzo 2000). Confermiamo inoltre che la signora
__________, nell'ambito del suo ruolo professionale, svolgeva tutte le mansioni
di competenza di una infermiera in cure generali" (doc. _).
In corso
di causa, lo scrivente Tribunale ha quindi interpellato la dott.ssa __________,
la quale è stata invitata ad esaminare se la circostanza che __________ fosse
chiamata a svolgere tutte quelle mansioni che normalmente competono ad
un'infermiera d'ospedale "… è o meno suscettibile di modificare la sua
valutazione dell'esigibilità lavorativa e, se sì, in che modo (ev. % di inabilità
lavorativa)" (XIV).
Questa la
risposta fornita il 15 settembre 2003:
"
Le certificat du 27.2.03 de l'Hôpital de
__________ ne change pas l'appréciation que j'émets dans mon expertise. Cette patiente
a une capacité de travail normale aussi comme infirmière en soins généraux. Il
est évident qu'il existe des services où le travail est plus ou moins lourd.
Par exemple, le travail dans un établissement de gériatrie est plus lourd que celui
en pédriatrie chez les prématurés! De même le travail comme infirmière dans un service
de réhabilitation où les patients sont en chaise roulante ou handicapés est
plus lourd que celui dans une policlinique.
Dans le cas de Mme __________, la capacité de travail
globale en tant qu'infirmière en soins généraux est complète et c'est à elle de
trouver le service le mieux adapté"
(XV - la
sottolineatura è del redattore). ¨
Nel
prendere posizione sul contenuto della certificazione della specialista,
l'assicurata ha versato agli atti uno scritto di , responsabile delle
risorse umane dell', del seguente tenore:
"
(…)
come d'accordo le trasmetto alcune note che spero
possano esserle utili per gestire al meglio il caso in esame. Non conoscendo il
reale stato di gravità della signora, mi è difficile riferirmi al caso
specifico e devo limitarmi a considerazioni più generali.
È vero che nell'ambito della professione
infermieristica esistono reparti più "leggeri" ed altri più
"pesanti". Anche in quelli "leggeri" un infermiere,
nell'ambito del suo turno di lavoro, deve però svolgere tutte le attività
previste dal ruolo e certamente anche in questi reparti vi sono attività che
non sembrano compatibili con lo stato di salute della sua assistita. Per
avviare a questo handicap si dovrebbe prevedere la presenza di un altro
infermiere, ma ciò come certo comprenderà, è inattuabile.
È altrettanto vero che, mentre tra alcuni reparti
(es. medicina e chirurgia) è più facile è praticabile il trasferimento degli
infermieri, in altri, come ad esempio la pediatria ma anche l'oftalmologia da
lei citati, sono necessari diplomi o almeno competenze specialistiche che la
signora non possiede. In alcuni casi abbiamo trasferito personale in
sterilizzazione ma credo che nel suo caso anche questa ipotesi sia
impraticabile poiché il lavoro da svolgere è ripetitivo e richiede l'utilizzo
continuativo della mano (es. piegare e impacchettare garze sterili).
Lasciando perdere ruoli chiaramente incompatibili
(es., servizi tecnici, amministrativi e specialistici), ritengo che anche
l'esempio da lei citato della ricezione sia impraticabile poiché anche in
questo caso è previsto l'utilizzo prolungato e continuativo del computer. Un
ruolo che potrebbe essere forse preso in considerazione sarebbe quello di aiuto
medico in uno studio ma l'ipotesi andrebbe valutata con molta attenzione poiché
anche in questo caso vi è molta attività a computer (fatturazione, stesura
cartelle, ecc.) ed inoltre il lavoro di aiuto in studio richiede anche attività
che probabilmente la signora non sarebbe in grado di svolgere"
(allegato
a XXII).
Il TCA ha
poi chiesto alla dott. __________ di prendere posizione riguardo alle
considerazioni formulate dal capo del personale dell'__________ (cfr. XXV).
Essa si è
così espressa:
"
(…)
Je vous remercie de votre lettre du 12 novembre
2003. Je vous rappelle que 4 ans se sont écoulés depuis mon expertise du 25
novembre 1999.
Le diagnostic retenu dans cette expertise est celui
de séquelles d'entorse du poignet droit sans instabilité résiduelle. En d'autres
termes il s'agissait d'une entorse bénigne. Je notais encore: "Les douleurs
alléguées par la patiente et justifiant la persistance d'une incapacité partielle
de travail ne sont donc pas explicables par une lésion anatomique ligamentaire pemanente
du poignet droit". Un peu plus loin, je notais: "A ce propos je rappelle
que sa capacité de travail de 50% se déroule comme suit: elle travaille 1 jour sur
2, il faut bien admettre que sa capacité de travail, quand elle est au travail,
est normale e qu'elle peut parfaitement demander de l'aide à ses collègues quand
elle est amenée à aider un patient à se lever ou tout autre travail qui demanderait
de la force".
Au vu de ce qui précède et malgré le certificat
de l'Hôpital de __________ du 17 octobre 2003, je maintiens qu'au moment de
l'expertise, cette patiente avait une capacité de travail normale comme infirmière
en soins généraux dans un poste adapté.
Je ne peux pas me prononcer davantage et, si d'autres
questions surviennent, je proposerait d'organiser une contre-expertise"
(XXVI -
la sottolineatura è del redattore).
2.7. Chiamata a
pronunciarsi, questa Corte osserva innanzitutto che, nella concreta evenienza,
il diritto alla rendita di invalidità non deve essere necessariamente
determinato facendo riferimento alla specifica attività svolta, a suo tempo,
presso l'Ospedale regionale di __________.
Per
decidere circa il tasso di invalidità presentato dalla ricorrente, occorre fare
astrazione da quella che poteva essere la sua particolare situazione lavorativa
presso il nosocomio __________ e chiedersi se sul mercato generale del lavoro,
__________, infermiera diplomata (cfr. doc. _, p. 4 - inc. _ prodotto dalla
__________), potrebbe reperire un'occupazione maggiormente idonea alle sue
condizioni di salute (cfr., in questo senso, STCA del 14 settembre 1998 nella
causa P., inc. n. 35.1998.7, confermata dal TFA con sentenza del 18 febbraio
1999, U 301/98; STCA del 20 novembre 2000 nella causa P.-Q., inc. 35.2000.64,
confermata dal TFA con sentenza del 31 maggio 2001, U 32/01).
Va inoltre
ricordato che, secondo dottrina e giurisprudenza, l’assicurato deve compiere
ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (STFA del 10
settembre 1998 nella causa S., inedita; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996 U
240 p. 96; SVR 1995 UV 35 p. 106 consid. 5b e riferimenti).
Se,
malgrado tale impegno, un’occupazione confacente all’interessato non é
reperibile in concreto, questo é dovuto alla congiuntura del momento, per la
quale, considerata la nozione di mercato equilibrato del lavoro, né
assicurazione contro gli infortuni né quella per l'invalidità sono tenute a
rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b, P. Omlin, Die
Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1995, p.
83).
In tale
ipotesi deve semmai intervenire l'assicurazione contro la disoccupazione.
Parimenti
estranei all'invalidità sono l'età e la mancanza di formazione
dell'interessato, fattori che, di per sé, non possono influire sulla sua
determinazione. Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha, in
effetti, stabilito che l'assicurazione per l'invalidità - ma lo stesso vale
anche per l'assicurazione infortuni - non è tenuta a rispondere, qualora
l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a
causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare
concretamente un'occupazione (giurisprudenza ancora confermata con la STFA del 9 maggio 2001 nella causa D., I 147/01;
cfr., pure, STFA del 2 dicembre 2002 nella causa C., U 388/01).
In questo
ordine di idee, il TCA non può che condividere .
Secondo
questo Tribunale __________, su un mercato equilibrato del lavoro, potrebbe
dunque esercitare - senza impedimenti di sorta – la sua attività di infermiera.
In simili
condizioni, la decisione della __________ di negare il diritto ad una rendita
di invalidità deve essere confermata dal TCA.
Infatti,
accertato che l'insorgente non presenta alcuna incapacità lavorativa nella sua
attività professionale, bisogna pure escludere l’esistenza di una qualsivoglia
incapacità lucrativa.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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