AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
35.2001.3
Data decisione, Autorità:
24.04.2002, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
35.2001.00003
35.2001.00004
mm
Lugano
24 aprile 2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo,
presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Maurizio Macchi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sui ricorsi del 15 gennaio 2001 e
del 17 gennaio 2001 di
-
__________,
rappr. da: avv. __________,
-
contro
la decisione del 16 ottobre 2000 emanata
da
__________,
rappr. da: avv. __________,
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 25
agosto 1997, __________ - amministratore della __________ e, perciò, assicurato
contro gli infortuni presso La __________ - è rimasto coinvolto in un incidente
della circolazione stradale avvenuto sull'autostrada __, all'altezza del Comune
di __________.
A causa
del succitato sinistro, l'assicurato ha riportato - stando al certificato del
18 settembre 1997 dell'Ospedale regionale di __________ (cfr. doc. _) - una
contusione toracica a sinistra.
La
__________ ha riconosciuto la propria responsabilità ed ha regolarmente
corrisposto le prestazioni di legge.
1.2. Nel
prosieguo, l'assicurato ha sviluppato dei seri disturbi psichici, per i quali
__________ è entrato in cura dal dottor __________, spec. FMH in psichiatra e
psicoterapia.
Con
certificato del 26 gennaio 1998, il summenzionato psichiatra ha diagnosticato
una sindrome post-traumatica da stress (ICD 10: F43.1) ed ha attestato una
incapacità lavorativa del 50% a partire dal 20 ottobre 1997.
A causa
dell'esacerbazione delle turbe psichiche, l'assicurato ha necessitato, in due
occasioni, di cure stazionarie: la prima volta - dal 30 marzo al 22 maggio 1998
- presso la Clinica __________, la seconda volta - dal 21 ottobre al 18
dicembre 1998 - presso la Clinica __________.
Nel corso
dei mesi di febbraio e marzo 1999, __________ è stato periziato, per conto
dell'assicuratore LAINF, dal dottor __________, spec. FMH in psichiatria e
psicoterapia, il quale ha diagnosticato una sindrome post-traumatica da stress
e un lieve disturbo di personalità misto.
La
sindrome post-traumatica da stress è stata ritenuta essere una naturale
conseguenza dell'infortunio assicurato.
1.3. In data 19
luglio 2000, il dottor __________ - dopo numerosi solleciti - ha comunicato,
fra l'altro, a __________ che l'ultima consultazione aveva avuto luogo l'11
ottobre 1999 e che, da allora, il suo paziente è impossibilitato a fare rientro
dall'estero.
1.4. Con
decisione formale del 30 agosto 2000, l'assicuratore infortuni - venuto a
conoscenza che __________, nel corso dell'ottobre 1999, era stato arrestato in
__________ e, in seguito, estradato presso il carcere preventivo di __________
- ha sospeso il versamento delle prestazioni assicurative a far tempo dal 1°
dicembre 1999 (doc. _).
A seguito
delle opposizioni interposte dall'avv. __________ per conto dell'assicurato,
rispettivamente, dalla Cassa malati __________, La __________, in data 16
ottobre 2000, ha sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima
decisione (cfr. doc. _).
1.5. Con
tempestivo ricorso del 15 gennaio 2001, __________, sempre patrocinato
dall'avv. __________, ha chiesto che l'assicuratore convenuto venga condannato
a riprendere il versamento delle prestazioni di legge dal momento in cui le
stesse sono state sospese (cfr. I, p. 6 - inc. 35.2001.3).
Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:
"
Capacità di lavoro e indennità giornaliere
… È contestata la decisione impugnata laddove
sostiene che il sig. __________, in ragione della sua condizione di detenuto,
non subisce alcuna incapacità lavorativa, e che quindi la sospensione delle
prestazioni in suo favore è del tutto giustificata.
(…).
… In primo luogo, già dal punto di vista teorico,
è totalmente inveritiera l'idea secondo la quale una persona incarcerata
perde automaticamente la sua capacità di lavoro e di guadagno.
(…).
… Questo punto di vista si trova in stridente contrapposizione
con le idee di rieducazione sociale e di riqualificazione
professionale; concetti centrali della politica carceraria del nostro
paese.
Infatti, l'art. 37 cpv. 1 CPS sancisce
l'obbligo per ogni detenuto di svolgere un'attività lavorativa conforme alle
sue attitudini e alla propria situazione personale, e questo nel quadro di
un'azione educativa tendente a favorirne il reinserimento al momento del
ritorno in libertà.
(…).
… In secondo luogo è totalmente insostenibile
e giuridicamente errata la soluzione adottata dalla __________. In effetti,
l'applicazione analogica della soluzione della sospensione delle prestazioni
assicurative ritenuta dal TFA (DTF 113 V 273 e DTF 114 V 143) nel quadro
dell'assicurazione invalidità al presente caso è sbagliata ed arbitraria.
(…).
… Innanzitutto manca completamente una base
legale a sostegno della decisione della : né la LAINF, né la
relativa ordinanza d'applicazione prevedono una simile norma, al contrario di
quanto previsto dall'. Manca pure una fondamento giurisprudenziale,
che comunque sarebbe insufficiente in mancanza di base legale.
(…).
… Il TFA medesimo, nella giurisprudenza
richiamata da controparte (DTF 113 V 279) esclude un'applicazione analogica
della soluzione della sospensione nel quadro di altre assicurazioni.
Il TFA afferma infatti: "quant au point de savoir ce qu'il en est des rentes d'invalidité
allouées par d'autres institutions d'assurance sociale (assurance-accidents
obligatoire et institutions de prévoyance professionnelle), qui ont une pratique
différente de celle de l'assurance-invalidité (le service de la rente
étant en principe maintenu durant la détention), il n'a pas à être examiné
ici. On relèvera seulement qu'une solution identique ne s'impose pas, a
priori, dans tous les régimes concernés, car il faut aussi tenir compte des
particularités de chaque branche d'assurance, comme par exemple de leurs
modalités de financement. Ainsi, on ne saurait oublier que l'assurance-invalidité
fait largement appel au principe de la solidarité".
(…).
… L'assicurazione infortuni è un'assicurazione
a base contrattuale e protegge unicamente gli interessi dei lavoratori occupati
in Svizzera (art. 1 LAINF). Essa è fondata sulla conclusione di un contratto
di assicurazione tra il lavoratore ed il suo assicuratore privato. Ne consegue
che l'eventuale sospensione dell'allocazione di prestazioni in caso di detenzione
sarebbe possibile unicamente se ciò fosse espressamente previsto dal contratto.
L'aspetto di socialità e di solidarietà è decisamente
meno marcato rispetto a quanto succede nel quadro dell'assicurazione invalidità, assicuratore che protegge tutte le persone fisiche domiciliate in
Svizzera, nonché i non domiciliati che vi esercitano un'attività lucrativa
(art. 1 LAI e art. 1-2 LAVS). Anche le modalità di finanziamento sono diverse
(art. 77 LAI/art. 90 LAINF).
Risulta quindi chiaro che un'interruzione nell'allocazione
di prestazioni, fondata unicamente su un ragionamento per analogia, in assenza di
base legale e di una base contrattuale, è giuridicamente sbagliata e rappresenta
una violazione delle norme contrattuali.
(…).
… Sulla base di quanto sopra esposto, ne consegue
chiaramente che il sig. __________ nella sua condizione di detenuto mantiene la
propria capacità lavorativa e che quindi egli deve poter beneficiare delle rendite
per invalidità allocate dall'assicurazione infortuni __________, e questo indipendentemente
dalle soluzioni ritenute dalla giurisprudenza nel quadro di altre assicurazioni
sociali.
(…).
Trattamento medico
… Si contesta che il trattamento a cui è sottoposto
il sig __________ nel carcere in cui egli è detenuto sia non appropriato
e non economico ai sensi dell'art. 10 LAINF.
Si ricorda che esistono dei regolamenti e delle convenzioni
internazionali relative all'assistenza medica.
(…).
… Inoltre, per quanto concerne l'adeguatezza del trattamento
medico a cui è sottoposto il sig. __________ nella struttura carceraria in cui è
detenuto, si ricorda che i responsabili della __________ hanno totale accesso
alla documentazione relativa alle terapie a cui è sottoposto il loro assicurato.
(…).
… Quanto all'economicità dei trattamenti in causa si
ricorda come l'art. 17 OAINF prevede un rimborso delle spese sostenute all'estero
fino al doppio del costo del medesimo trattamento in Svizzera."
(I - inc. 35.2001.3)
1.6. Avverso la
decisione del 16 ottobre 2000 de La __________ si è pure aggravata, con
tempestivo atto di ricorso del 17 gennaio 2001, la Cassa malati , la
quale ha chiesto che l'assicuratore LAINF prenda a proprio carico le fatture 30
maggio e 14 agosto 2000 emesse dall', afferenti a medicamenti prescritti
dal dottor __________ a partire dal febbraio 2000 (cfr. I, p. 2 - inc. inc.
35.2001.4).
Essa ha
segnatamente osservato quanto segue:
"
(…).
… Senza voler entrare nel merito della capacità
di lavoro e dell'indennità giornaliera, capitoli che esulano dalle competenze
della ricorrente e che sono già stati ampiamente illustrati dal legale del
Signor __________, la __________ non contesta per nulla, pur precisandone la
portata nel prosieguo del presente ricorso, il contenuto dell'art. 112 cpv. 1 OAMal.
Essa rende ciononostante attento il lodevole Tribunale cantonale delle
assicurazioni e la convenuta sul contenuto degli art. 32, 42 cpv. 4 e 5, 56, 57
cpv. 4 e 5 LAMal.
Secondo questi articoli, l'efficacia,
l'adeguatezza e il carattere economico del trattamento devono essere dimostrati
e riesaminati periodicamente. A questo fine, l'assicuratore può esigere dal
fornitore di prestazioni una diagnosi precisa o delle informazioni
supplementari di carattere medico. Nel caso in cui queste informazioni
dovessero avere un contenuto confidenziale, la comunicazione deve venire
instaurata tra l'assicuratore e il fornitore di prestazioni per il tramite del
medico di fiducia del primo.
… È quello che ha cercato di fare la __________
una volta ricevuta la decisione emanata dalla __________ in data 30 agosto
2000, accompagnata dalle due fatture __________ (annesso 3 e 4) con l'invito a
volerle regolare.
Constatato che il medico curante, Dr. __________,
non aveva più avuto contatti con l'assicurato dall'11 ottobre 1999 (annesso 6),
la ricorrente, per poter giustificare il trattamento sulla base degli articoli
poc'anzi citati e valutare un'eventuale presa a carico, invitava il primo a
voler fornire tutti i ragguagli utili in merito. Malgrado una lettera
raccomandata datata 11 settembre 2000 (annesso 7), un primo sollecito
telefonico avvenuto alla fine dello stesso mese ad opera del Servizio giuridico
ed un secondo, qualche tempo dopo, effettuato direttamente dal medico di
fiducia, la __________ non può che constatare che, ancor'oggi, nessuna
risposta, tale da poter decretare una presa a carico del trattamento ai sensi
della LAMal, è giunta da parte del Dr. __________.
… Di fronte a tale mutismo, al mistero di
medicamenti prescritti senza visitare il paziente, medicamenti ritirati a
__________ e trasportati (da chi? Come?) fino in __________, dove il signor
__________ è detenuto presso un carcere preventivo (ma in un carcere preventivo
non c'è un medico di servizio? Non è il sistema carcerario tedesco che deve
prendersi a carico il fabbisogno in medicamenti dei suoi detenuti?), la
__________ decideva di scrivere al medico del carcere preventivo in cui
l'assicurato è detenuto (annesso 8), nella speranza di sapere almeno se questi
medicamenti gli erano effettivamente fatti pervenire.
Come purtroppo già constatato con il medico
curante, Dr. __________, anche questo tentativo non ha portato ad alcun
successo, essendo la lettera restata senza risposta.
… Già sulla base di quanto esposto sotto i punti
12 a 14, e di fronte a questa violazione di principi elementari che reggono la LAMal,
quali la possibilità di verificare l'adeguatezza di un trattamento, la sua
riesamina periodica e il dialogo tra assicuratore e fornitore di prestazioni,
la ricorrente si trova nell'impossibilità di poter, nel rispetto del sistema
instaurato dalla LAMal, assumere la presa a carico, seppur provvisoria, delle
spese di cura oggetto delle due fatture __________ (annesso 3 e 4).
… Ora, per rivenire all'art. 112 cpv. 1 OAMal, è
vero che questo prevede, in caso di dubbio tra malattie ed infortunio, il
dovere per l'assicuratore-malattie di anticipare le prestazioni assicurate. La
__________ intende nondimeno sollevare un dubbio sull'applicazione che è stata
fatta da parte della convenuta di questo articolo.
La ricorrente parte dall'idea che l'art. 112 cpv.
1 OAMal trovi piena applicazione allorquando, al momento dell'annuncio del
caso, l'assicuratore LAINF non disponga ancora di tutti gli elementi che gli
permettano di levare ogni incertezza sulla definizione da dare all'evento:
malattia o infortunio. In questa ipotesi, e conformemente all'articolo citato,
esso può richiedere che l'assicuratore malattie anticipi, a piena tutela della
ripetizione, la presa a carico dei trattamenti che si impongono nell'attesa.
… Nella fattispecie, la __________ ha avuto modo
di seguire questo caso fin dalla sua origine, vale a dire l'incidente della
circolazione in cui è rimasto vittima il signor __________ in data 25 agosto
1997. Non essendoci dubbi da suffragare, essa ha sempre assunto a suo carico i
trattamenti medici dovuti ai postumi dell'infortunio e organizzato le indagini
mediche necessarie per valutare l'evolversi della situazione. Oggi,
trincerandosi dietro una non meglio precisata "impossibilità" di
sottoporre l'assicurato ad ulteriori esami medici (ma la convenuta non dovrebbe
gioire della totale libertà di consultare la documentazione relativa ai
trattamenti cui è sottoposto il signor __________, suo assicurato?), e come se
questi mesi di carcere preventivo avessero avuto un'influenza positiva sul già
minato stato psichico e di salute del Signor __________ (!), la __________ si
appoggia candidamente sull'art. 112 cpv. 1 OAMal per rifiutare di esprimersi in
modo definitivo quanto al suo obbligo di prestare.
La __________ è disposta a prendere a suo carico
il trattamento di una malattia per un suo assicurato solo quando lo status
quo ante all'infortunio è stato nuovamente raggiunto. La prova deve essere
naturalmente fornita da colui che avanza delle pretese, l'assicuratore LAINF in
casu, conformemente al principio elementare di diritto contenuto all'art. 8
CC. Fin tanto che il dubbio tra malattia e conseguenze di un incidente permane,
e fino a quando questo dubbio non sarà fugato tramite mezzi di prova
convincenti, la ricorrente è dell'idea che il caso venga continuato ad essere
preso a carico da colei che se ne è occupata fin dall'inizio, e cioè la
__________." (cfr. I -
inc. inc. 35.2001.4)
1.7. La
__________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione di entrambi i gravami,
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(cfr. III - inc. 35.2001.3 e V - inc. 35.2001.4).
1.8. In data 30
gennaio 2001, __________ ha formulato le proprie osservazioni a proposito
dell'allegato ricorsuale introdotto dalla Cassa malati __________ (cfr. IV -
inc. 35.2001.4).
1.9. In replica,
l'assicuratore malattie ricorrente ha preso posizione in merito al contenuto
dello scritto 30 gennaio 2001 di __________, rispettivamente, della risposta di
causa de La __________.
Esso ha
inoltre versato agli atti una prescrizione, datata 12 settembre 2000, del
dottor __________, spec. FMH in malattie della pelle (cfr. VII - inc. 35.2001.4
e allegati).
1.10. In
corso di causa, la __________ ha trasmesso al TCA lo scritto 21 marzo 2001
della dott.ssa , medico presso il carcere di __________ (cfr. IX +
allegato - inc. 35.2001.4), nonché l'estratto di un articolo pubblicato sul
"" di giovedì __________ (cfr. XI + allegato - inc.
35.2001.4).
in
diritto
2.1. In concreto,
litigiosa è la sospensione, da parte dell'assicuratore LAINF convenuto, del
diritto, da un lato, alle indennità giornaliere e, dall'altro, alle prestazioni
di cura medica, in ragione dell'incarcerazione dell'assicurato.
Onde
favorire una migliore comprensione, il TCA tratterà
in momenti distinti i due aspetti della vertenza.
2.2. Indennità
giornaliere
2.2.1. Secondo l'art.
16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito
d'infortunio o di malattia professionale ha diritto all'indennità giornaliera.
Conformemente
alla costante giurisprudenza, la nozione di incapacità di lavoro è identica in
tutti i campi dell'assicurazione sociale: viene considerata incapace di
lavorare una persona che per motivi di salute non è più in grado di svolgere la
propria attività o lo è soltanto in misura ridotta oppure, ancora, soltanto con
il rischio di aggravare il suo stato di salute (DTF 111 V 239 consid. 1b; A. Maurer,
Schweizerisches Sozialversicherungsrecht, vol. I, pag. 286ss.; Ghélew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p.
91).
La
questione a sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura
giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata
sulla base dei fatti forniti dal medico.
Determinante
ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque
l'apprezzamento medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro
che effettivamente risulta dall'impedimento (RAMI 1987 K 720, p. 106 consid.
2, U 27 p. 394 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482 pag.
79 consid. 2).
Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato
(cfr. art. 16 cpv. 2 LAINF).
2.2.2. In casu,
__________, al momento in cui è stato incarcerato, dunque nell'ottobre del
1999, si trovava ancora al beneficio di indennità giornaliere ex art. 16 cpv. 1
LAINF, versategli da La __________ per indennizzare la perdita di guadagno
derivante dall'incapacità lavorativa causata dai postumi dell'evento traumatico
dell'agosto 1997.
Dalle
tavole processuali emerge che l'assicuratore infortuni, non appena avuta
notizia dell'incarcerazione dell'assicurato, ha immediatamente provveduto a
sospendere il diritto alle indennità giornaliere a decorrere dal 1° dicembre
1999 (cfr. doc. _), e ciò essenzialmente sulla base della giurisprudenza
federale elaborata in materia di assicurazione per l'invalidità.
In
effetti, nella DTF 113 V 273 seg. (= ZAK 1988, p. 252 consid. 2b), la nostra
Alta Corte ha modificato la propria giurisprudenza, stabilendo che in caso di
detenzione (o di altra forma di privazione della libertà personale disposta
dall'autorità penale), il diritto alla rendita AI non può più essere soppresso
in applicazione dell'art. 41 LAI, ma deve essere sospeso.
Queste le
ragioni che hanno spinto il TFA a modificare la propria prassi e, soprattutto,
a legittimare la sospensione del diritto alla rendita AI:
"
b) Pour autant, cela ne signifie pas que le
versement de la rente doive être maintenu durant l'exécution d'une peine ou
d'une mesure. Sur ce point, il n'y a pas de motif de remettre en discussion une
pratique profondément ancrée dans le droit de l'assurance-invalidité. Au
demeurant, cette pratique trouve une justification dans le fait qu'un détenu,
qui est entretenu par la collectivité publique, ne saurait retirer un avantage
économique en raison de l'exécution de sa peine (cf. ATFA 1948 p. 78 consid.
4). A ce propos, il ne faut pas perdre de vue que le détenu non invalide perd
aussi ‑ en règle générale ‑ son salaire ou ‑ s'il est
indépendant ‑ ses gains professionnels.
C'est donc bien plutôt le fondement juridique
de la décision
litigieuse qui est ici en cause et qui doit
être recherché en dehors
de l'art. 41 LAI. Pour guider cette démarche,
l'on peut s'inspirer
de normes du droit international de la
sécurité sociale qui
prévoient, dans certaines éventualités, la
possibilité de suspendre
(et non de supprimer) le droit à des
prestations d'assurance. Ainsi,
aux termes de l'art. 32 ch. 1 let. b de la
Convention OIT n° 128
concernant les prestations d'invalidité, de
vieillesse et de survivants
du 29 juin 1967, en vigueur pour la Suisse
depuis le 13 septembre
1978 (RO 1978 1493), les prestations
auxquelles une personne
protégée aurait droit en application de l'une
quelconque des
parties II à IV peuvent être suspendues, dans
une mesure qui peut
être prescrite, «aussi longtemps que
l'intéressé est entretenu sur des
fonds publics ou aux frais d'une institution
ou d'un service de
sécurité sociale». Dans les cas et dans les
limites qui sont prescrits,
une partie des prestations qui auraient été
normalement allouées
doit être servie aux personnes à la charge de
l'intéressé (art. 32 ch. 2
de ladite convention). Une réglementation
semblable figure à
l'art. 68 let. b du Code européen de sécurité
sociale (CESS) du
16 avril 1964, en vigueur pour notre pays
depuis le 17 septembre
1978 (RO 1978 1518). Or, l'internement dans un
établissement pénitentiaire est précisément l'une des hypothèses qui entrent
dans les prévisions envisagées par ces deux normes (VILLARS, Le Code européen
de sécurité sociale et le Protocole additionnel, p. 17).
Certes, les normes en question se contentent
pour l'essentiel de fixer les lignes directrices dont doit s'inspirer la
législation des Etats contractants et, par conséquent, elles s'adressent en
premier lieu non aux autorités administratives ou indiciaires, mais au
législateur national (à propos de l'applicabilité directe des traités
internationaux: ATF 112 la 184 consid. 2a et les références citées; voir
également, au sujet de l'art. 32 ch. 1 let. e de la Convention OIT n° 128 et de
l'art. 68 let. f CESS: ATF 111 V 20 1). Elles sont néanmoins susceptibles de
jouer un rôle dans l'interprétation du droit interne, car le juge pourra, dans
certaines circonstances, s'inspirer des solutions qu'elles préconisent
(BERENSTEIN, La Suisse et le développement international de la sécurité
sociale, in SZS 198 1, p. 184: cf. aussi ATF 111 la 344 consid. 3a, relatif à
la portée d'une résolution du Comité des ministres du Conseil de l'Europe, et
ATF 103 la 524, concernant la Convention OIT n. 100 et la Charte sociale
européenne).
Au surplus, il n'est pas sans intérêt de
rappeler que, dans la seule loi où il a expressément réglé la question, le
législateur fédéral s'est également prononcé de la suspension du droit aux
prestations, à l'art. 43 LAM dont la teneur est la suivante: «Le paiement de
l'indemnité de chômage ou de la rente peut être suspendu lorsque l'assuré purge
une peine privative de liberté ou a été renvoyé par le juge dans une maison
d'internement ou d'éducation au travail. Quand il a des parents qui auraient
droit à des prestations de l'assurance lors de son décès, l'indemnité de
chômage ou la rente doit leur être versée pendant la durée de la peine ou de
l'internement, en tout ou partie, lorsqu'ils tomberaient dans le besoin à
défaut de cette prestation» (sur l'application de cette disposition, voir:
SCHATZ, Kommentar zur Eidgenössischen Militärversicherung, p. 214‑215;
Fiche juridique suisse, n` 881, p. 2).
c) Il en résulte que la détention (ou toute
autre forme de privation de liberté ordonnée par une autorité pénale, y compris
le séjour dans une maison d'éducation au travail) constitue désormais un motif
de suspension - et non plus de révision - du droit à la rente d'invalidité
versée par l'assurance-invalidité.
En outre, comme le droit à la rente subsiste
en tant que tel, il faut en déduire, logiquement, que l'entrée en détention
n'entraîne plus, comme par le passé, une perte du droit aux rentes
complémentaires, le service de celles-ci devant au contraire être maintenu.
Cette solution répond assurément mieux au but de protection sociale de la loi;
d'une certaine manière, elle permet de tenir compte du principe selon Iequel
les personnes à la charge de l'intéressé ne doivent pas elles-mêmes subir
toutes les conséquences économiques qu'entraîne la privation de liberté (art.
32 ch. 2 de la Convention OIT n° 128; art. 68 let. b, deuxième phrase, CESS;
art. 43, deuxième phrase, LAM), principe dont il y a lieu de considérer qu'il
exprime une opinion généralement admise en ce domaine et correspond aux
conceptions juridiques actuelles."
Il TFA,
sempre nella medesima pronunzia, ha, infine, lasciato insoluta la questione a
sapere quale sorte riservare alle rendite d'invalidità erogate da altre
istituzioni d'assicurazione sociale (assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni e istituzioni di previdenza professionale),
precisando, nondimeno, che un'identica soluzione non s'impone in tutti i regimi
interessati, a fronte delle peculiarità di ogni singolo ramo assicurativo:
"
Quant au point de savoir ce qu'il en est des rentes
d'invalidité allouées par d'autres institutions d'assurance sociale (assurance-accidents
obligatoire et institutions de prévoyance professionnelle), qui ont une
pratique différente de celle de l'assurance-invalidité (le service de la rente
étant en principe maintenu durant la détention), il n'a pas à être examiné ici.
On relèvera seulement qu'une solution identique ne s'impose pas, a priori, dans
tous les régimes concernés, car il faut aussi tenir compte des particularités
de chaque branche d'assurance, comme par exemple de leurs modalités de
financement. Ainsi, on ne saurait oublier que l'assurance-invalidité fait
largement appel au principe de la solidarité." (DTF succitata)
2.2.3. Con il
proprio gravame, __________ ha definito "sbagliata ed arbitraria"
l'applicazione analogica della suevocata giurisprudenza all'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni, la quale presenta delle caratteristiche
sostanzialmente diverse rispetto all'assicurazione per l'invalidità.
Egli
contesta inoltre - con riferimento al disposto dell'art. 37 cpv. 1 CPS - la
tesi secondo cui una persona incarcerata perderebbe automaticamente la sua
capacità di lavoro e di guadagno (cfr. I - inc. 35.2001.3).
L'opinione
espressa dal ricorrente è avversata da La __________, a mente della quale:
"
(…).
Quando un prevenuto perde la sua libertà,
automaticamente perde il diritto di percepire, provvisoriamente, un salario (se
lavorava), l'indennità di disoccupazione (se disoccupato), l'invalidità (se
invalido) (cfr. DTF 114 V 144 e 113 V 278). Secondo il Tribunale federale la
sospensione è giustificata dal fatto che una persona incarcerata perde in
ogni modo la sua capacità di lavoro e di guadagno. Per analogia lo stesso
principio, oltre che all'AI ed alla disoccupazione può essere applicato alle
prestazioni in caso d'infortunio. Il ragionamento fatto da La __________ è
rispettoso di tutti i fondamentali principi di diritto e in particolare di
quello della parità di trattamento: non si vede come una persona incarcerata,
ma lavoratrice, disoccupata o invalida, debba perdere il diritto all'indennità
ed una al beneficio di una prestazione infortuni no! Non si vede perché un
detenuto, poco importa se in stato di detenzione preventiva o meno, mantenuto
dalla collettività, possa trarre un vantaggio economico dalla sua detenzione!
L'assicurazione infortuni, è un'assicurazione
contrattuale obbligatoria e come tale con un aspetto sociale e solidale
importante."
(III -
inc. 35.2001.3).
Lo
scrivente TCA ha già avuto modo di affrontare la problematica qui in
discussione in una sentenza del 31 gennaio 2001 nella causa X., pubblicata in
RDAT II-2001, p. 368seg..
Quella
fattispecie riguardava un assicurato, vittima di un incidente della
circolazione stradale, al beneficio di una rendita d'invalidità versatagli dall'AI
nonché di una rendita d'invalidità complementare ex art. 20 cpv. 2 LAINF,
servitagli dall'assicuratore contro gli infortuni. A seguito della sua
incarcerazione, l'assicurazione invalidità ha proceduto a sospendere il diritto
alla rendita. Con il proprio gravame, X. pretendeva che l'assicuratore
infortuni gli versasse, a far tempo dalla data di sospensione della rendita AI
e sino a quella della sua scarcerazione, in via principale, una rendita
d'invalidità pari al 90% del guadagno assicurato e, in via subordinata, una
rendita corrispondente all'80% del guadagno assicurato.
Con il
succitato giudizio, il TCA ha respinto il ricorso dell'assicurato.
Esso si è
inoltre chiesto - lasciando finalmente aperta la questione, ritenuto che una reformatio
in pejus dell'impugnata decisione comunque non si giustificava - se fosse o
meno lecito applicare per analogia all'assicurazione contro gli infortuni, i suevocati
principi sviluppati dal TFA in materia di assicurazione per l'invalidità:
"
A mente del TCA, la posizione difesa dall'I. è
corretta.
Infatti, posto come la giurisprudenza federale
ritenga legittimo, durante l'esecuzione di una pena o di una misura, sospendere
il pagamento della rendita d'invalidità erogata dall'AI, allo scopo di evitare
che l'assicurato, già di per sé a carico della collettività pubblica, possa
ritrarre un vantaggio economico - e, a questo preciso proposito, il TFA ha
pertinentemente ricordato che anche il detenuto non invalido perde, di regola,
il proprio salario oppure, se esercita attività indipendente, i propri guadagni
professionali (cfr. DTF 113 V 277, consid. 2b) - qualora il mancato incasso
della rendita riconosciuta dall'assicurazione invalidità, sospesa durante
l'incarcerazione, fosse "colmato" grazie alla corresponsione di
quella LAINF, l'obiettivo perseguito dalla sospensione del diritto alla
suddetta prestazione AI verrebbe completamente vanificato.
Ci si potrebbe chiedere se il discorso in realtà
non debba andare oltre.
Con riferimento alla riserva espressa dal TFA
(DTF succitata, in fine), non si vede per quali motivi - motivi che, del
resto, neppure l'insorgente è riuscito ad evidenziare - bisognerebbe adottare
soluzioni diverse nei regimi AI e LAINF, trattandosi di assicurati costretti a
scontare una pena detentiva. In particolare, non si può ignorare che il
finanziamento nell'assicurazione contro gli infortuni, pur fondandosi su delle
modalità differenti rispetto all'assicurazione per l'invalidità, contempla, anch'esso, delle componenti di solidarietà.
A norma dell'art. 90 cpv. 2 LAINF, al
finanziamento delle rendite d'invalidità e per i superstiti, torna applicabile
il cosiddetto sistema di ripartizione dei capitali di copertura: i premi
sono stabiliti in modo da coprire tutte le prestazioni dovute nell'avvenire,
tenuto conto degli infortuni sopravvenuti nel corso dell'esercizio considerato.
Essi devono così permettere di versare le prestazioni a corto termine e di
costituire dei capitali che serviranno successivamente a pagare le rendite
(cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit, p. 250s.). La rendita servita
all'assicurato invalido viene finanziata, in ultima analisi, grazie ai premi
pagati dagli assicurati ancora attivi: si crea, quindi, una solidarietà fra
assicurati invalidi ed assicurati attivi.
Va ancora osservato che, nell'ambito
dell'assicurazione militare, il legislatore federale ha, all'art. 13 cpv. 1
della legge del 19 giugno 1992 (LAM), riproposto la soluzione della sospensione
del pagamento dell'indennità giornaliera e della rendita d'invalidità, qualora
l'assicurato debba scontare una pena detentiva o sia sottoposto a una misura
prevista agli articoli 42-22 o 100bis del Codice penale svizzero.
L'obiettivo qui perseguito dal legislatore è,
ovviamente, sempre il medesimo:
" Mit der Sistierung der Leistungen soll verhindert
werden, dass der invalide Strafgefangene gegenüber dem nichtinvaliden Gefangenen,
welcher in der Regel ebenfalls sein Erwerbseinkommen verliert, einen wirtschaftlichen
Vorteil aus dem Strafvollzug erlangt …" (cfr. J. Maeschi,
Kommentar zum Bundesgesetz über die Militärversicherung (MVG) vom 19. Juni
1992, Berna 2000, p. 131, n. 2 ad art. 13).
Secondo la dottrina, questa disposizione
costituisce l'espressione di un principio generale del diritto, che ha
pure valenza nel diritto internazionale delle assicurazioni sociali (cfr. art.
32 cfr. 1 lett. b della Convenzione OIL n. 128 del 29 giugno 1967, in vigore
per la Svizzera il 13 settembre 1978 e art. 68 lett. b CESS del 16 aprile 1964,
in vigore per la Svizzera il 17 settembre 1978) (cfr. J. Maeschi, op. cit., p.
131 n. 6 ad art. 13).
Infine e soprattutto la legge federale sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), adottata dal
Parlamento il 6 ottobre 2000 e non ancora entrata in vigore, prevede del resto
esplicitamente all'art. 21 cpv. 5 che:
" Se l'assicurato subisce una pena o una
misura, durante questo periodo il versamento di prestazioni pecuniarie con
carattere di indennità per perdita di guadagno può essere parzialmente o
totalmente sospeso; fanno eccezione quelle per i congiunti ai sensi del
capoverso 3."
Gli altri cpv. dell'art. 21 LPGA hanno il
seguente tenore:
" Se l'assicurato ha provocato o aggravato
l'evento assicurato intenzionalmente o commettendo intenzionalmente un crimine
o un delitto, le sue prestazioni possono essere temporaneamente o
definitivamente ridotte oppure, in casi particolarmente gravi, rifiutate.
Le prestazioni dovute ai congiunti o ai superstiti dell'assicurato sono
ridotte o rifiutate solo se essi hanno provocato l'evento assicurato
intenzionalmente o commettendo intenzionalmente un crimine o un delitto.
Sempre che assicurazioni sociali con carattere di indennità per perdita
di guadagno non prevedano prestazioni pecuniarie per congiunti, può essere
ridotta al massimo la metà delle prestazioni pecuniarie di cui al capoverso 1.
Per l'altra metà è fatta salva la riduzione di cui al capoverso 2.
Le prestazioni possono essere temporaneamente o definitivamente ridotte
o rifiutate se l'assicurato, nonostante una sollecitazione scritta che indichi
le conseguenze giuridiche e un adeguato termine di riflessione, si sottrae, si
oppone oppure, entro i limiti di quanto gli può essere chiesto, non si
sottopone spontaneamente a una cura o a un provvedimento d'integrazione
professionale ragionevolmente esigibile e che promette un notevole
miglioramento della capacità di lavoro o una nuova possibilità di guadagno. Non
si possono esigere cure e provvedimenti d'integrazione che rappresentano un
pericolo per la vita o per la salute."
In relazione con l'adozione della LPGA pure la
LAINF è stata modificata, in particolare attraverso l'introduzione della
seguente norma:
" Titolo primo: Applicabilità della LPGA
Art. 1
Le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) sono applicabili
all'assicurazione contro gli infortuni, sempre che la presente legge non
preveda espressamente una deroga alla LPGA.
Esse non sono
applicabili ai seguenti settori:
a. diritto sanitario
e tariffe (art. 53-57);
b. iscrizione nel
registro di assicuratori contro gli infortuni (art. 68);
c. procedura concernente contestazioni pecuniarie
tra assicuratori (art. 78a)."
Volendo applicare questa interpretazione che
appare la più corretta si dovrebbe concludere che, per tutta la durata della
detenzione, quindi già a far tempo dal 1° novembre 1997, anche il diritto alla
rendita d'invalidità servita dall'assicuratore LAINF convenuto andrebbe
sospeso, di modo che l'impugnata decisione 1° marzo 1999 dovrebbe per principio
venire modificata a detrimento dell'assicurato.
Tale questione può tuttavia rimanere indecisa
visto che comunque, nel caso concreto, la reformatio in peius non si
giustifica, alla luce delle considerazioni che seguono." (RDAT II-2001, p. 369-372)
Tutto ben
considerato, questa Corte è dell'avviso che nulla si opponga a che le
considerazioni diffusamente sviluppate nella STCA del 31 gennaio 2001, trovino
applicazione anche nel caso concreto.
Vero è
che, nel caso di specie, vi è in gioco la sospensione del diritto alle
indennità giornaliere mentre che, nel caso dell'assicurato X., si trattava
della sospensione del diritto alla rendita d'invalidità. Tuttavia, la
differenza si appalesa come irrilevante, nella misura in cui i due tipi di
prestazione pecuniaria perseguono, in ultima analisi, il medesimo scopo, ossia
la compensazione della perdita di guadagno causata da un danno alla salute
(cfr., del resto, il tenore dell'art. 21 cpv. 5 LPGA: "… il versamento di prestazioni
pecuniarie con carattere di indennità per perdita di guadagno …").
Va ancora
precisato, per quel che concerne il finanziamento delle prestazioni di corta
durata (fra le quali figura appunto l'indennità giornaliera), che l'art. 90
cpv. 1 LAINF prevede l'applicazione del cosiddetto sistema di ripartizione
delle spese - sistema secondo cui i premi di un esercizio contabile sono
fissati in modo da coprire le prestazioni versate durante questo stesso periodo
(cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 250) - mentre che le rendite
d'invalidità sono finanziate attraverso il sistema di ripartizione dei
capitali di copertura (cfr. art. 90 cpv. 2 LAINF). Al di là delle
differenti modalità di finanziamento previste a seconda del genere di
prestazione versata, esse presentano, in ogni caso, una componente di
solidarietà: le indennità giornaliere corrisposte ad un assicurato inabile al
lavoro vengono finanziate anche grazie ai premi pagati dagli assicurati ancora
attivi.
2.2.4. Nella già
menzionata DTF 113 V 273ss., la nostra Corte federale ha esplicitamente
precisato che coloro che si trovano a carico dell'interessato non devono subire
tutte le conseguenze derivanti dalla privazione della libertà. A questo riguardo, il TFA ha ricordato che esso è
l'espressione di, citiamo: "… une opinion généralement admise en ce domaine
et correspond aux conceptions juridiques actuelles" (cfr. DTF succitata, consid.
2c).
Tale
principio é, del resto, stato ripreso all'art. 13 cpv. 2 LAM, ai termini del
quale se i congiunti dell'assicurato avessero diritto, alla sua morte, a una
rendita dell'assicurazione, l'indennità giornaliera o la rendita d'invalidità
deve essere loro versata, interamente o in parte, durante il periodo della pena
detentiva, ove, senza questa prestazione, si trovassero nel bisogno.
Il
legislatore federale ha voluto, in questo modo, tener conto della circostanza
che le prestazioni non servono soltanto al sostentamento dell'assicurato stesso, ma pure a quello dei suoi
congiunti.
La
corresponsione delle prestazioni ai congiunti presuppone che essi, senza queste
prestazioni, cadrebbero nell'indigenza (cfr. J. Maeschi, op. cit., p.
134 n. 19-23 ad art. 13).
Quindi,
se, da un lato, è di principio dato il diritto di sospendere il versamento
delle prestazioni pecuniarie per il periodo in cui l'assicurato è privato della
propria libertà personale, dall'altro, questo provvedimento non deve fare
cadere i congiunti in una situazione d'indigenza (cfr. RDAT II-2001, p.
372-374).
2.2.5. Nel caso di
specie, La __________ non si è neppure posta la questione a sapere se le
indennità giornaliere sospese fossero o meno necessarie al sostentamento dei
congiunti di __________ (cfr. doc. _).
Ora, le
informazioni al riguardo che possono essere estrapolate dalla documentazione
presente all'inserto non permettono a questa Corte di procedere direttamente
alla suddetta verifica.
Pertanto,
nella misura in cui è stata decisa la sospensione del diritto alle indennità giornaliere
a contare dal 1° dicembre 1999, la decisione su opposizione impugnata va
annullata e la causa retrocessa a La __________, affinché proceda ad un
complemento istruttorio conformemente a quanto indicato al considerando 2.2.4..
2.3. Cura
medica
2.3.1. Giusta l'art.
10 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio, cura i cui elementi costitutivi sono, in seguito, precisati alle
lett. a) a e) dello stesso capoverso.
Nondimeno,
l'assicuratore LAINF è tenuto a corrispondere prestazioni a titolo di spese di
cura soltanto qualora ci si possa attendere un sensibile miglioramento dello
stato di salute dell’assicurato (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p.
71ss.; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 274;
Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1994, p. 186 n. 10,
secondo il quale ciò significa che - in assenza di concrete probabilità
d’ottenere un miglioramento - la cura medica é esclusa).
D'altro
canto, l'art. 54 LAINF istituisce il principio dell'economicità del trattamento
- previsto pure dall'art. 56 cpv. 1 LAMal (cfr. art. 23 LAMI) - e stabilisce
che chi pratica per l'assicurazione contro gli infortuni deve limitarsi a
quanto richiede lo scopo del trattamento quando procede a una cura, prescrive e
fornisce medicamenti, ordina o effettua trattamenti o analisi.
La cura
medica deve, dunque, essere adeguata ed economica, ciò che implica una ricerca
d'adeguatezza fra il trattamento eseguito e lo scopo perseguito, secondo gli
insegnamenti della scienza e dell'esperienza, così come una scelta oculata fra
i mezzi diagnostici e terapeutici a disposizione.
Conformemente
alla giurisprudenza federale, l'assicurato non può esigere illimitatamente che
si faccia ricorso a tutti i mezzi possibili ed immaginabili per eliminare i
postumi del danno alla salute. Al contrario, l'obbligo contributivo
dell'assicuratore contro gli infortuni è vincolato al precetto della
proporzionalità (cfr. STFA del 16 dicembre 1982 nella causa J. Z., il cui
estratto è pubblicato in Estr. INSAI 1985 n. 5, p. 9, citata da A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, p. 240).
2.3.2. Con
l'impugnata decisione su opposizione, La __________ si è rifiutata di prendere
a proprio carico il costo dei medicamenti prescritti dal dottor __________
all'assicurato (per lo più degli psicofarmaci) a contare dal mese di febbraio
del 2000 (cfr. doc. _ - inc. 35.2001.4).
Secondo
l'assicuratore LAINF convenuto, il fatto che __________ si trovava incarcerato
in __________, non permetteva una verifica dell'adeguatezza e dell'economicità
del trattamento prescritto, di modo che, in virtù dell'art. 112 OAMal, sarebbe
spettato all'assicuratore malattie anticipare le proprie prestazioni:
"
(…).
A parte i medicamenti prescritti in caso di
affezioni intestinali (chiaramente non di competenza dell'assicuratore LAINF),
lo stato d'incarcerazione attuale non permette dunque a La __________ di
determinare l'adeguatezza e l'economicità di tali trattamenti, per esempio per
mezzo di una perizia medica. La documentazione permette infatti di constatare
come l'assicurato soffre di un importante stato preesistente all'infortunio e i
medicamenti prescritti trovano origine ben prima l'evento accidentale in causa,
ma questa questione farà l'oggetto di un esame più approfondito non appena
l'assicurato potrà essere sottoposto a perizia medica. Com'è inoltre possibile
che un medico-curante, spec. in medicina interna, prescriva dei medicamenti al
proprio assicurato, medicamenti per lo più in relazione alla problematica
psichica, senza visita medica, dunque per così dire "a distanza"?
(…).
Nel caso in esame ci troviamo di fatto in questa
situazione: La __________ è impossibilitata, per il momento e fintanto che
l'assicurato potrà essere sottoposto ad ulteriori esami medici, ad esprimersi
in modo definitivo quanto al suo obbligo di prestare. Spetta alla cassa malati
stessa decidere se il suo obbligo di prestare è dato nella presente situazione,
pure ricordando il contenuto dell'art. 112 OAMal sopracitato." (doc. _, p. 4)
si è essenzialmente limitato a sostenere che il trattamento applicatogli in
carcere sarebbe stato appropriato ed economico ai sensi dell'art. 10 LAINF e
che, in tutti i casi, l'assicuratore LAINF avrebbe avuto facile accesso alla
relativa documentazione presso l'istituto di pena (cfr. I - inc. 35.2001.3).
La Cassa
malati __________ ha respinto, da parte sua, l'invito di anticipare le
prestazioni assicurative in forza dell'art. 112 cpv. 1 OAMal, siccome farebbero
difetto "… i giustificativi tali da poter legittimare le fatture 12
settembre, 14 giugno e 21 agosto 2000 …" (cfr. VII - inc. 35.2001.4).
In corso
di causa, la Cassa ricorrente ha prodotto lo scritto 21 marzo 2001 della
dott.ssa __________, medico presso il carcere di , dal quale emerge,
fra l'altro, che i costi dei trattamenti a cui sono sottoposti i detenuti vanno
a carico dell'istituto carcerario e che durante la sua detenzione ha
effettivamente ricevuto dei farmaci pagati direttamente dallo stesso istituto.
Sulla
succitata lettera figura una nota manoscritta del direttore del carcere, da cui
si evince che i medicamenti prescritti in Svizzera sono stati consegnati
all'assicurato dalla moglie (cfr. IX bis).
Ora,
tenuto conto del fatto che __________, durante la detenzione, poteva contare su
un'assistenza sanitaria offertagli direttamente dal Servizio medico del carcere
di __________, i cui costi venivano assunti dall'istituto carcerario medesimo,
il TCA è dell'avviso che la fornitura di farmaci dall'esterno - peraltro
prescritti "a distanza", senza dunque alcuna possibilità di controllo
da parte del medico prescrivente - sia incompatibile con il principio
dell'economicità (cfr. doc. _ LAINF).
Del
resto, non può essere ignorato il fatto che è lo stesso ricorrente ad avere
riconosciuto che, nel carcere di __________, egli beneficiava "… di un
trattamento medico e di un sostegno psicologico efficace, adeguato ed
economicamente sostenibile" (cfr. IV - inc. 35.2001.4), ciò che fa
apparire come decisamente superflua la prescrizione di medicamenti a partire
dalla Svizzera.
In esito
a quanto precede, La __________ ha correttamente sospeso il diritto alle
prestazioni di cura medica a decorrere dal 1° dicembre 1999.
Dato che
la fornitura di medicamenti dall'esterno configura una chiara violazione del
principio dell'economicità, i relativi costi non possono venire addossati
neppure alla Cassa malati __________, giacché l'economicità della cura è un
presupposto del diritto a prestazioni anche nell'assicurazione sociale
contro le malattie (cfr. art. 32 cpv. 1 LAMal).
In queste
condizioni, può rimanere aperta la questione riguardante l'applicabilità dell'art.
112 cpv. 1 OAMal, sollevata dall'assicuratore malattie in sede di ricorso 17
gennaio 2001 (cfr. I - inc. 35.2001.4).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
15.1.2001 di __________ é parzialmente accolto.
§ Nella
misura in cui è stato sospeso il diritto all'indennità giornaliera dal 1°
dicembre 1999, la decisione su opposizione 16.10.2000 è annullata.
§§ L’incarto
é rinviato a La __________ affinché, esperito un complemento d'istruttoria
conformemente ai considerandi, renda un nuovo provvedimento.
2.- Il ricorso
17.1.2001 della Cassa malati __________ è respinto.
3.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La
__________ verserà all'assicurato fr. 1'000.-- a titolo di ripetibili.
4.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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