AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2003.89
Data decisione, Autorità:
04.06.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
32.2003.89
BS/sc
Lugano
4 giugno 2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice
Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 10 dicembre 2003
di
RICO1
rappr. da: RAPP1
contro
la decisione del 10 novembre 2003 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. RICO1 classe
1973, diplomato come impiegato di commercio, è stato attivo in qualità di
giocatore di disco su ghiaccio dapprima nell’Hockey Club __________ dal 1992 al
1997, in seguito presso l’Hockey Club __________ (__________).
A causa
dei postumi di un incidente occorsogli il 22 gennaio 2000 durante lo
svolgimento di una partita, egli ha dovuto cessare l’attività sportiva.
Tale evento è stato assunto dall’assicurazione contro gli infortuni (in casu
dalla __________).
Con
decisione 19 novembre 2002 l’assicuratore LAINF ha riconosciuto all’assicurato
una rendita d’invalidità del 40%, erogabile sino al termine della probabile
carriera da professionista fissato al 31 marzo 2007, determinata su un reddito
da valido di fr. 92'000 e da invalido di fr. 55'200.--. L’assicuratore LAINF ha
inoltre riconosciuto un’indennità per menomazione (doc. AI 16).
1.2. In data
13/16 febbraio 2001 l’assicurato ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per
adulti (doc. AI 1).
Raccolta
la documentazione medica ed economica del caso, con decisione 14 dicembre 2001
l'Ufficio assicurazione invalidità ha respinto la domanda di prestazioni,
motivando:
"
(…)
Nel caso specifico, gli atti dell'incarto in
nostro possesso consentono di rilevare come il Signor _RICO1 abbia appreso
innanzitutto la professione di impiegato di commercio ed in un secondo tempo
abbia svolto l'attività di giocatore professionista di hochey su ghiaccio
(élite) sino al gennaio dell'anno 2000.
Egli lamenta un disturbo di vestibolopatia
periferica, ciò che lo ha costretto ad abbandonare la carriera sportiva.
Dal lato medico specialistico viene giudicata una
totale capacità lavorativa per quanto attiene ad esempio alla professione
imparata di impiegato di commercio, nell'esercizio della quale sarebbe in grado
di conseguire dei redditi che escluderebbero in ogni caso un diritto a rendita,
il pregiudizio economico non essendo sostanziale.
In conclusione perciò non sussistono ragioni per
accordare un provvedimento di integrazione professionale e naturalmente di
rendita.
L'eventuale diversa scelta personale optata
dall'assicurato ma a questo punto non indispensabile, volta al conseguimento di
altri traguardi professionali, non può essere condivisa dal profilo
assicurativo e dunque non può coinvolgere l'Assicurazione invalidità in un tal
progetto formativo." (Doc. AI 17)
Con
tempestivo ricorso 30 gennaio 2002 l’assicurato ha impugnato la succitata
decisione amministrativa (doc. AI 20).
Preso
atto che con la risposta di causa l’amministrazione aveva ritenuto
giustificato procedere ad ulteriori accertamenti in merito al guadagno che
l’interessato avrebbe potuto conseguire senza il danno alla salute e proposto,
in parziale accoglimento del ricorso, l’immediato rinvio degli atti per
l’espletamento di tale complemento istruttorio (doc. AI 23) e ritenuta
l’adesione da parte dell’assicurato a siffatta proposta dell’ufficio convenuto,
in data 4 marzo 2002 il Giudice delegato ha omologato il succitato accordo,
stralciando la causa dai ruoli (doc. AI 25, cfr. inc. 32.2002.23).
1.3. Eseguiti gli
accertamenti complementari, con decisione 12 maggio 2003 l’amministrazione ha
nuovamente negato il diritto a prestazioni, motivando come segue il
provvedimento preso:
"
(…)
Per poter determinare il grado d'invalidità,
l'amministrazione si basa sui documenti medici negli atti e all'occorrenza su
documenti provenienti da altri specialisti. In sostanza l'assicurato risulta
pienamente capace di svolgere la professione di impiegato di commercio, mentre
non è più esigibile da lui l'attività di giocatore di disco su ghiaccio,
interrotta il 22.1.2000 per un infortunio di gioco. Il grado di invalidità
corrisponde alla riduzione della capacità di guadagno a causa del danno alla
salute. Occorre in altre parole confrontare il reddito che l'assicurato
conseguirebbe se non avesse avuto il danno alla salute con quello che è in
grado di conseguire in un'attività esigibile con il danno alla salute.
Relativamente all'attività di impiegato di
commercio è possibile ritenere un reddito annuo di fr. 55'000.--.
Per la determinazione del reddito nel caso di
sportivi d'élite occorre far riferimento alle circostanze del caso concreto (U.
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
IVG). Relativamente all'attività di giocatore di disco su ghiaccio, considerato
l'andamento concreto del suo reddito soggetto ad AVS di fr. 12'000.-- nel 1992,
fr. 19'400.-- nel 1993, fr. 19'150 nel 1994,
fr. 28'000.-- nel 1996, fr. 67'400.-- nel 1997,
fr. 61'159 nel 1998,
fr. 45'812.-- nel 1999 e per il 2000
l'assicuratore infortuni indica un salario assicurato pari a fr. 46'000.--,
l'assicurato risulta essere pas-sato a metà della carriera sportiva da una
squadra di primo rango a livello nazionale con un reddito massimo nel 1997 pari
a fr. 67'400.--, ad una squadra più modesta e con un reddito pari a fr.
45'812.-- nel 1999 ed un reddito assicurato di fr. 46'000.--- nel 2000. Risulta
quindi slegata dalla realtà dei fatti la valutazione dell'assicuratore
infortuni di un reddito annuo di fr. 92'000.-- dal momento dell'infortunio.
Nessun elemento porta infatti a ritenere che l'assicurato concretamente avrebbe
superato il migliore introito da lui raggiunto nel 1997 con
fr. 67'400.--.
In rapporto al reddito da impiegato di commercio
di fr. 55'000.-- l'assicurato conosce quindi una riduzione della capacità di
guadagno ed un grado di invalidità del 18.39 %." (Doc. AI 47)
1.4. A seguito
della tempestiva opposizione inoltrata dall’assicurato (doc. AI 49), con
decisione su opposizione 10 novembre 2003 l’amministrazione ha confermato il
diniego di prestazioni (doc. AI 53).
1.5. Avverso la
citata decisione su opposizione, RICO1 per il tramite dell’avv. RAPP1 ha
presentato al TCA un tempestivo atto di ricorso, chiedendo l’erogazione di un
quarto di rendita d’invalidità e, in subordine, il rinvio degli atti
all’amministrazione per accertamenti volti a determinare il grado d’invalidità.
In
sostanza il ricorrente rimprovera all’amministrazione di essersi discostata a
torto dalla determinazione del grado d’invalidità operata dall’assicuratore
LAINF.
1.6. Con risposta
9 gennaio 2004 l’amministrazione ha proposto di respingere il ricorso, facendo
segnatamente presente che le prospettive di carriera ed il conseguente
avanzamento di reddito non risultano esser stati comprovati, che il grado
d’invalidità determinato dall’assicuratore contro gli infortuni è frutto di una
trattativa e che l’accordo raggiunto è in contrasto con le circostanze
concrete.
Essa ha inoltre fatto presente:
"
L’unico elemento concreto a disposizione è
l’allegato 27.1.2000 al contratto di giocatore LNB per la stagione 1999/2000
fra l’Hockey Club __________ e il ricorrente, dal quale emerge un salario fisso
di
fr. 63'000.-- e fr. 15'000.-- per la promozione
in serie A, che sembra avvenuta e della quale la decisione su opposizione ha
tenuto conto, contrariamente a quanto indicato nel ricorso. Non entrano invece
in considerazione le spese fr. 29'000.-- in quanto non rappresentano salario
soggetto ad AVS (cfr. RCC 1986, p. 432). Ne discende in questo caso un reddito
per il 2000 di fr. 78'000.-- e con un reddito da invalido di fr. 55'000.-- ne
risulta una perdita della capacità di guadagno e quindi un grado d’invalidità
del 28,48%, insufficiente per il diritto ad una rendita d’invalidità. La
decisione su opposizione impugnata è quindi corretta. “.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.
Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.
Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito
della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.
Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.
2.3. Oggetto del
contendere è accertare se il ricorrente ha diritto ad una rendita.
2.4. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.
Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:
-
un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e
-
la conseguente
incapacità di guadagno.
Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).
Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%.
Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2; M.
Valterio, Droit et pratique de l’assurance-invalidité, Losanna, 1985, pagg. 200
e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi: DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a
e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini,
op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.
Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.5. Secondo la
giurisprudenza, la nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con
quella vigente in materia LAINF, motivo per cui la determinazione della stessa,
anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale,
addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un
uguale tasso (DTF 127 V 135 consid. 4d, 126 V 291 consid. 2a, 119 V 470 consid.
2b con riferimenti).
Il TFA ha
quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità
nei diversi settori delle assicurazioni sociali (DTF 127 V 135 consid. 4d, 126
V 291 consid. 2c).
Questo
per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori
apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno. Ciononostante,
il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado
d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri
accertamenti, dall’altra parte esso non può determinare il tasso
dell’incapacità al guadagno totalmente in maniera indipendente da quanto già
deciso da un altro assicuratore sociale (DTF 127 V 135 consid. 4d, 126 V 293
consid. 2d).
Secondo
la giurisprudenza, non sono tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF
127 V 135 consid. 4d, 126 V 292 consid. 2b, 119 V 471 consid. 2b).
In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000,
pubblicata in DTF 126 V 288 segg. (cfr. anche Pratique VSI 2001 pag. 79 segg),
il TFA ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa
dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione
dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Il carattere vincolante di una valutazione d'invalidità accertata
nei confronti di un assicuratore contro gli infortuni con decisione passata in
giudicato va tuttavia relativizzato nel senso che una determinazione differente
del grado d'invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità può
entrare in considerazione solo eccezionalmente e a condizione che sussistano
all'uopo motivi pertinenti; non basta invece un apprezzamento divergente ma
sostenibile, neppure se esso sia di valore equivalente.
In una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella
causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve
scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si
fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di
vista professionale.
Infine,
gli organi dell'assicurazione invalidità non sono
vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni,
allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto
dei redditi (AHI-Praxis 1998 pag. 170 consid. 4a).
2.6. Nella
fattispecie in esame, incontestata è la circostanza che l’assicurato, a seguito
dell’infortunio del 2000, non può più esercitare la sua professione di
giocatore di hockey a causa di un deficit vestibolare periferico destro,
soggetto ad un probabile aggravamento, e di una disfunzione otolitica. Egli può
tuttavia intraprendere senza alcuna controindicazione l’attività di impiegato
di commercio di cui possiede l’attestato di capacità (cfr. rapporto 26 marzo
2001 del dr. __________, doc. AI 12 e rapporto 26 marzo 2002 del dr.
__________, doc. AI 10).
Oggetto
del contendere è invece la graduazione dell’invalidità, rispettivamente la
determinazione dei redditi di riferimento.
Nel
ricorso l’assicurato ha in particolare sottolineato come nella decisione 19
novembre 2002 (crescita in giudicato) l’assicurazione contro gli infortuni
abbia fissato in fr. 92'000.— il reddito da valido e in fr. 55'000 quello da
invalido, ciò che corrisponde ad una perdita di guadagno del 40%.
L’assicurato
ha ragione nel rilevare che, qualora il danno alla salute sia dovuto
esclusivamente alle sequele di un evento infortunistico, l’assicurazione
invalidità deve generalmente attenersi alla precedente valutazione del grado
d’invalidità determinata, mediante una decisione cresciuta in giudicato,
dall’assicuratore LAINF, a meno che vi siano dei concreti e validi motivi per
discostarsene (cfr. consid. 2.5.), motivi che, secondo questa Corte, sussistono
nel caso concreto.
Rettamente
l’amministrazione ha sottolineato come la determinazione del guadagno senza
invalidità sia il risultato di un accordo tra l’assicurato e l’assicurazione
contro gli infortuni.
Va in
particolare sottolineato come nell’ambito delle trattative era stata formulata
la proposta da parte dell’assicuratore LAINF di definire il grado d’invalidità
nella misura del 40%. Infatti, nello scritto 28 ottobre 2002 alla __________ il
legale del ricorrente, facendo riferimento all’incontro del 16 settembre 2002
in cui si era stabilito un reddito da valido di fr. 78'435.--, ha fatto
presente come le trattative non fossero ancora concluse ( “ Wir hatten an
unserem Treffen vom 16 September 2002 abgemacht, dass Sie einen Vorschlag auf
der Basis von einem Invalidengrad von 40% vorbereiten würden, zur gleicher Zeit
wurde auch der versicherte Verdienst reduziert, der nach einer langen
Diskussion auf CHF 78'435.—festgesetzt wurde. Dennoch habe ich nicht das
Gefühl, dass wir eine Verhandlung auf der Basis der als erstes erreichten
Vereinbarungen definitiv ausgeschlossen hatten (vielleicht gab es ein
Missverständnis wegen der Sprache!), cfr. dossier LAINF sub doc. AI 16).
Dopo un ulteriore scambio di corrispondenza, con scritto 6 novembre 2002 il
signor __________ della menzionata assicurazione ha sottoposto all’assicurato
il calcolo della rendita d’invalidità, riscattata in capitale ai sensi
dell’art. 35 LAINF, nonché l’indennità per menomazione. Raccolto l’accordo
dell’interessato (cfr. lettera 11 novembre 2002), l’assicuratore LAINF ha poi
formalizzato la "transazione" mediante decisione 19 novembre 2002
(cfr. dossier LAINF sub doc. AI 16).
Ora, da
una parte, il TFA ha avuto modo di specificare come l’assicurazione invalidità
possa distanziarsi dal grado d’incapacità al guadagno determinata a seguito di
una transazione tra assicuratore LAINF e assicurato, confermata sotto forma di
una decisione formale (DTF 126 V 292 consid. 2a, 112 V 175 consid. 2a).
Dall’altra, come verrà esposto al considerando successivo, non vi sono in casu
elementi concreti che permettono di confermare il grado d’invalidità fissato
dall’assicuratore LAINF, motivo per cui rettamente l’amministrazione poteva
distanziarsene.
2.7. Per
accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità
è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante,
quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla
rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e
23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid.
3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito
dev'essere fissato il più concretamente possibile.
Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (DTF 96 V 29; ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a; cfr. pure RAMI 1993 Nr. U
168 pag. 100s. consid. 3b).
Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).
Siccome
di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza
il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la
precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti
ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b; ZAK 1990 pag.
519 consid. 3c).
Se nel
caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che l’assicurato
avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, si può ricorrere a dati ottenuti
da valori statistici e d’esperienza (Pratique VSI 1999 pag. 248 consid. 3b;
cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella causa B., I 56/02).
2.8. Nella
fattispecie in esame, l’assicurato ha sostenuto che se non fosse rimasto
vittima dell’infortunio, l’__________, squadra promossa in serie A, gli avrebbe
proposto un salario complessivo di fr. 500'000 per quattro stagioni. Egli ha
poi fatto presente un aumento reddituale a fine stagione del 15%, ricordando
inoltre che un giocatore di hockey su ghiaccio percepisce il massimo salariale
una volta raggiunti i trent’anni ed evidenziando che al momento dell’incidente
egli ne aveva solo ventisei.
Nel
considerando precedente è stato rimarcato che, secondo costante giurisprudenza,
nell'ambito della valutazione del reddito da valido, eventuali sviluppi o
avanzamenti professionali possono essere presi in considerazione a condizione
che la loro realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in
cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di
indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito
più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o
probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un
avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato
dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 pag. 174-175 =
SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser,
op.cit., pag. 206-207).
Trattandosi
di sportivi professionisti, il TFA ha avuto modo di precisare come di regola
difficilmente si possa parlare con certezza di una pianificazione di carriera,
essendo la stessa soggetta a molti fattori imponderabili e non dipendenti dalla
volontà del giocatore ("S'agissant de sport
rémunéré, il est pour le moins douteux que l'on puisse parler de plan de
carrière. Comme nous l'avons vu, le développement d'une carrière dans cette
activité dépend pour l'essentiel de facteurs qui échappent à la sphère
d'influence de l'assuré. Il n'a pas la possibilité de préparer un avancement
par des «démarches de perfectionnement professionnel» spéciales. Outre la
tactique de l'équipe, la forme du jour joue souvent un rôle décisif. Même de
bons joueurs pas être assurés de trouver une activité mieux rémunérée ou d'être
sélectionné à coup sûr dans l'équipe nationale. Les responsables de clubs ou
l'associations se risquent rarement à faire des promesses en ce sens. Les
allégations du recourant a ce propos relèvent du domaine de la pure
spéculation.", cfr. sentenza del TFA 28 agosto
1997 pubblicata in Pratique VSI 1998 pag. 177 consid.
5b dove si trattava di un giocatore di calcio professionista).
Ricordato
come la succitata giurisprudenza imponga una valutazione precisa delle
circostanze e come in particolare per gli sportivi di élite non sia possibile
operare delle valutazioni generalizzate di prospettive di carriera,
l’assicurato non ha in casu apportato elementi concreti, quali contratti,
accordi ecc., atti a comprovare le cifre da lui asserite.
L’amministrazione
ha invece basato il proprio giudizio sull’allegato 27 gennaio 2000 al contratto
di giocatore di Lega nazionale B (LNB) per la stagione 1999/2000 concluso fra l'__________
e l’assicurato. Dallo stesso emerge un salario fisso di fr. 63'000, a cui vanno
aggiunti fr. 15'000.— di premi per la qualificazione ai play off e per la
promozione in Lega nazionale A (LNA), per complessivi fr. 78’000. Non sono
stati computati il rimborso per le spese generali (fr. 29'000.--) e per il
materiale (fr. 3'000) poiché non costituenti salario determinante ai fini
dell’AVS (cfr. decisione su opposizione 10 novembre 2003).
A tale
calcolo, tuttavia, non può essere prestata adesione
Occorre
innanzitutto ricordare che, secondo la giurisprudenza del TFA, al fine di determinare il grado d'invalidità secondo
il metodo ordinario (cfr. consid. 2.4), per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita; i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222;
SVR 2003 IV Nr. 24; STFA inedite del 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1,
I 600/01 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; vedi anche
STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
In casu,
conformemente agli atti medici depositati agli atti, dal giorno dell’incidente
(22 gennaio 2000) l’assicurato non può più svolgere l’attività sportiva
agonistica di giocatore di hockey su ghiaccio (cfr. doc. AI 10, 12), motivo per
cui il momento determinante per determinare il grado d’incapacità al guadagno,
trascorso l’anno di carenza ex art. 29 cpv. 1 lett.b LAI, corrisponde a gennaio
2001.
Appurato
come l’Hockey Club __________ in quella stagione fosse stato effettivamente
promosso in LNA (cfr. www.hockeystats.ch) – tale circostanza è stata d’altronde riconosciuta
dall’amministrazione – l'Ufficio assicurazione invalidità avrebbe dovuto quindi
accertare il reddito che l’assicurato avrebbe percepito in LNA. Vero che,
conformemente al citato allegato contrattuale del 27 gennaio 2000, il
ricorrente in caso di promozione della squadra aveva diritto, oltre ai premi
per la semifinale e finale dei play off per complessivi fr. 10'000.-, ad una
somma di fr. 5'000.-. Questo non significa tuttavia che i fr. 78'000.-
determinati dall’amministrazione corrispondano ai proventi salariali che
l’assicurato avrebbe potuto percepire, senza il danno alla salute, nel 2001.
Secondo
la generale esperienza della vita è infatti notorio che la squadra versi ad un
professionista che gioca in LNA un salario di base maggiore di quello fissato
contrattualmente allorquando l’interessato giocava in lega inferiore. Pertanto,
l’amministrazione non avrebbe dovuto basarsi sui dati salariali di giocatore di
hockey in LNB, anche se comprensivi dei succitati premi di promozione.
Gli atti
devono pertanto essere rinviati all’amministrazione affinché accerti il
provento che l’assicurato avrebbe percepito, senza l’invalidità, in LNA,
eventualmente facendo riferimento ai salari medi di un giocatore avente i
medesimi requisiti del ricorrente, tenuto del resto conto delle probabili
modifiche di reddito subentrate sino al momento della decisione contestata.
2.9. Riguardo al salario
da invalido, va precisato che, secondo la giurisprudenza, il reddito da invalido va determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca una paga sociale ("Soziallohn"; DTF 126 V
76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).
Per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o
professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto
la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono
di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata
una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64).
2.10. Ritornando al
caso in esame, dagli atti risulta come l’assicuratore LAINF ha considerato,
quale reddito da invalido, il provento che l’assicurato percepirebbe nella
professione appresa di impiegato di commercio, ma mai esercitata (cfr. domanda
di prestazioni AI, doc. AI 1), fissandolo, sulla base delle tabelle salariali
nazionali e con una riduzione di rendimento dell’11%, a fr. 55'200.— (cfr.
scritto 28 ottobre 2002 del legale dell’assicurato all’assicuratore LAINF,
dossier LAINF in doc. AI 16; cfr. anche ricorso pag. 5).
Se a suo tempo il ricorrente aveva dato l’avvallo al succitato importo fissato
dall’assicuratore LAINF, con il ricorso egli ha postulato una riduzione massima
del salario statistico del 25% poiché:
"
(…)
-
L'invalidità di __________ è limitata nel tempo, all'incirca per
sette anni. È naturale che il ricorrente, in questo lasso di tempo, non avrebbe
certamente percepito il salario medio previsto nelle tabelle statistiche, ma un
salario decisamente inferiore, ovvero quello riservato a un impiegato di
commercio alle prime armi. È infatti fatto notorio che più si prosegue negli
anni, più il salario aumenta. Ora _RICO1 nel periodo tra i 27 e i 34 anni, non
avrebbe certamente percepito il salario medio della categoria degli impiegati
di commercio, ma un salario decisamente più basso. A ciò si aggiunga inoltre
che il ricorrente è sprovvisto di ogni esperienza professionale nel campo
commerciale, ciò che avrebbe inciso notevolmente sulla sua capacità reddituale.
-
Inoltre il ricorrente soffre, a causa delle conseguenze
dell'infortunio, di giramenti di testa, nausee ed emicranie. Tali inconvenienti
lo costringono sovente a interrompere il lavoro e a prendere una mezza giornata
di pausa. È chiaro che tali fastidi, nella sua ipotetica professione di
impiegato di commercio influenzerebbero negativamente la capacità di guadagno di
__________.
-
Infine non va dimenticato che __________ vive e lavoro nel
Cantone Ticino, dove notoriamente i salari sono più bassi rispetto alla media
nazionale. E neppure sarebbe esigibile e ipotizzabile un suo trasferimento in
un altro Cantone, ritenuto che il ricorrente non parla correntemente nè il
francese né il tedesco. (…)"
(Doc. I, pag. 5-6)
Orbene, a
mente di questo Tribunale, siccome il calcolo dell’assicurazione LAINF non
corrisponde alla concreta situazione dell’assicurato, domiciliato nel Canton
Ticino, l’amministrazione è tenuta a determinare il guadagno che egli potrebbe
percepire, mettendo a pieno frutto la sua residua capacità lavorativa, quale
impiegato di commercio, applicando, se del caso, i rilevamenti statistici ufficiali
riferiti ai salari presenti nelle grandi regioni della Svizzera (Tabella TA
13), tenuto del resto conto di un’eventuale riduzione del salario ipotetico
conformemente alla succitata giurisprudenza federale.
Al proposito va rilevato che il TFA ha ritenuto non criticabile l’utilizzo
della citata tabella TA 13 al posto di quella relativa ai valori nazionali
(tabella TA 1) (STFA non pubblicata del 13 giugno 2003 in re G., I 475/01,
consid. 4.4; del 10 agosto 2001 in re. R., I 474/00, consid. 3c/aa; del 27
marzo 2000 in re P., I 218/99, consid. 3c e del 28 aprile 1999 in re T., I
446/98, consid. 4c. Vedi anche STFA inedita 20 aprile 2004 nella causa K., I
871/02, consid. 6.4, in cui l’Alto Tribunale ha lasciato aperta la questione a
sapere se devono essere applicati i valori regionali oppure quelli nazionali).
Va infine
fatto presente che, conformemente alla giurisprudenza del TFA, è di principio
inammissibile delimitare una rendita d'invalidità ad un periodo futuro rispetto
all'emanazione della decisione (valutazione anticipata dell'invalidità), e ciò
con riferimento al caso in cui l'età di pensionamento dell'assicurato quale
giocatore professionista si situi dopo l'emanazione della decisione. Tale
delimitazione è infatti unicamente ammissibile in caso di assegnazione retroattiva
di una rendita mentre eventuali modifiche a dipendenza dell'età del
pensionamento dopo la decisione sono suscettibili di essere considerate solo in
sede di revisione (cfr. al proposito SVR 1998 IV Nr. 5 p. 22 e Pratique VSI
1998 pag. 170, in cui si trattava di un calciatore professionista).
Nell’eventualità
di un diritto alla rendita, spetterà quindi all’amministrazione determinare,
mediante accertamenti complementari, a che età, in media, i giocatori
professionisti di disco su ghiaccio cessano - per motivi di età - la loro
attività [cfr. Pratique VSI 1998 pag. 178 consid. 6b in cui il TFA, senza
pronunciarsi sull'esattezza dell'opinione dottrinale secondo cui l'età di
pensionamento di calciatori professionisti è 33 anni, ha precisato: “On relèvera
néanmoins qu’il ne sagit pas de savoir combien de joueurs sont encore actifs
après l’âge de 33 ans. Ce qui compte, c’est de savoir à quel âge la plupart
d’entre eux (donc la moyenne) prennent leur retraite”, sottolineatura
del redattore).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é accolto ai sensi dei
considerandi.
§ La
decisione contestata è annullata.
§§ Gli
atti sono rinviati all'Ufficio assicurazione invalidità perché proceda
conformemente ai consid. 2.8 e 2.10.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’amministrazione
verserà al ricorrente fr. 1000.-- di ripetibili parziali (IVA inclusa).
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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