AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2003.70
Data decisione, Autorità:
29.03.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
32.2003.70
BS/tf
Lugano
29 marzo 2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il vicepresidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 5 settembre 2003
di
rappr. da: ____________
contro
la decisione del 10 luglio 2003 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità 6501 Bellinzona 1 caselle
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. __________ è
coniugato con __________ dal 1980.
Dal 1 febbraio 2002 è beneficiario di una rendita intera d’invalidità e di una
rendita completiva per coniuge (cfr. decisione 1 ottobre 2002). Precedentemente
aveva diritto ad un mezza rendita.
A seguito di un’istanza di misure a protezione dell’unione coniugale presentata
dalla moglie dell’assicurato, durante l’udienza 9 gennaio 2003 il Pretore di
__________ ha omologato il seguente accordo intervenuto tra i coniugi:
"
Ad evasione dell'istanza 30.09.2002
si accordano nel seguente modo:
- con effetto marzo 2002 le parti sono
autorizzate a vivere
separate;
-
a
far tempo dal 1° ottobre 2002 farà stato tra le parti il regime della
separazione dei beni;
-
ogni
coniuge si assumerà le imposte relative ai propri redditi a far tempo dal 1°
gennaio 2001;
-
tasse
e spese metà per parte compensate le ripetibili."
1.2. Con lettera
8 aprile 2003 __________ facendo presente l’autorizzazione pretorile a vivere
separata dal marito, ha chiesto all’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) il
versamento diretto della rendita completiva.
Con decisioni 25 aprile 2003 l’UAI ha dunque accolto la richiesta.
__________ si è tempestivamente opposto a tale versamento.
In data 10 luglio 2003 l’amministrazione ha emesso una decisione su opposizione
del seguente tenore:
"
Con lettera del 16 maggio ha inoltrato
opposizione contro la nostra decisione del 25 aprile 2003, una copia era stata
inviata al beneficiario di rendita, il sig. __________, che viene rappresentato
da lei.
Tramite decisione impugnata era stata accertata
la richiesta della moglie del signor __________, dalla quale vive separato, di
versare la sua rendita completiva da lei separatamente.
Le cifre marginali 10'016 e 10'017 delle
direttive sulle rendite dicono: "La rendita completiva per il coniuge,
aggiunta alla rendita AI o AVS, è versta di regola insieme alla rendita
principale. Se il coniuge avente diritto alla rendita non adempie il suo
obbligo di mantenimento nei confronti della famiglia oppure se i coniugi
vivono separati, il coniuge che non beneficia della rendita può
richiedere che la rendita completiva gli venga versata…. Se
dall'incarto risulta che i coniugi vivono separati, la cassa di compensazione
deve far notare al coniuge non beneficiario di una rendita la possibilità di un
pagamento diretto della rendita completiva."
Visto che la moglie del beneficiario di rendita
ha chiesto alla cassa di compensazione di versargli la rendita completiva,
vivendo separato dal marito dal 1.3.2002, la cassa ha dato seguito a tale
richiesta, conformemente alle direttive. La sig.a __________ ha diritto di
percepire la rendita completiva.
La decisione del 25.04.03 essendo in sospeso per
via dell'opposizione inoltrata, la Cassa versa di nuovo e con effetto da luglio
2003 la rendita completiva assieme alla rendita intera AI al marito
direttamente e questo solo fino all'entrata in vigore della presente decisione."
(Doc. _)
1.3. Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato, postulandone
l’annullamento ed il versamento della rendita completiva.
In particolare __________ ha rimarcato:
"
Il 30 settembre 2002 la signora __________ presentava
alla competente Pretura un'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale
(doc. _), con cui postulava l'autorizzazione a vivere separati.
Nella suddetta istanza (cfr. punto 5 del doc. _),
la moglie precisava fra l'altro quanto segue: "Per quanto attiene
all'aspetto economico va precisato che la signora __________ è finanziariamente
autonoma (…). L'istante non ritiene di avanzare alcuna pretesa alimentare
nei confronti del marito il quale, essendo al beneficio di una rendita
AI al 50%, si trova pure in una situazione di indigenza".
Alla luce di queste premesse, considerato che la
moglie non avanzava alcuna pretesa alimentare, il marito aderiva alle richieste
della moglie.
Nel verbale di udienza del 9 gennaio 2003 davanti
al Pretore di __________ (doc. _), veniva formalizzato l'accordo. Anche in
questa sede, la moglie ribadiva di non richiedere alcun contributo alimentare
al marito.
Ottenuta l'autorizzazione a vivere separati, la
signora __________, contrariamente alle dichiarazioni ripetutamente esposte al
Giudice civile e contrariamente alle intenzioni lasciate intendere al marito in
buona fede, la mogie ha chiesto all'Ufficio AI il versamento diretto della
rendita completiva a suo favore.
La decisione impugnata conferma che la signora
__________ ha diritto di percepire la rendita completiva.
Tuttavia la decisione impugnata è contraria a
quanto deciso e transato fra le parti davanti al giudice civile. Con il
versamento diretto alla moglie della sua quota di rendita AI, viene
manifestamente contraddetta la posizione delle parti davanti
all'autorità civile.
Occorre infatti ricordare che l'art. 34
cpv. 5 LAI riserva espressamente le disposizioni contrarie del giudice civile.
Nel caso che ci occupa, la controparte era ben
cosciente delle entrate limitate del marito, consistenti nella rendita AI (per
sé e per la moglie) per complessivi fr. 2'100.- circa, tanto che è la moglie
stessa ad affermarlo nella sua istanza (cfr. doc. _ punto 5). __________ Il
giudice civile ha omologato l'accordo delle parti che non prevedeva contributo
alimentare a favore della moglie, ritenendo che le rispettive entrate potevano
essere considerate autosufficienti.
Con il versamento della rendita completiva di fr.
506.- alla moglie, l'assetto alimentare sancito con la sentenza 9 gennaio 2003
viene stravolto tanto che il marito non risulta più essere economicamente
autosufficiente. Ciò è in contrasto con quanto omologato dal Giudice
civile." (Doc. _)
Contestualmente
il ricorrente ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria, accordata dal TCA con decreto 27 novembre 2003 (VII).
1.4. Con risposta
di causa 10 ottobre 2003 l'UAI ha proposto la reiezione del gravame confermando
quanto ribadito con la decisione contestata.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.
Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.
Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito
della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.
Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.
2.3. Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto a percepire la rendita completiva
per coniugi oppure se la stessa può essere versata direttamente alla di lui
moglie separata.
2.4. Ai sensi
dell’art. 34 cpv. 1 LAI, nel tenore in vigore sino al 31 dicembre 2003 (con la
4a revisione LAI la rendita per coniugi è stata soppressa), le persone
coniugate che immediatamente prima del manifestarsi dell’incapacità lavorativa
(art. 6 LPGA) esercitavano un’attività lucrativa, hanno diritto a una rendita
completiva per il coniuge, purché quest’ultimo non sia legittimato a una
rendita di vecchiaia o invalidità. La rendita completiva può essere assegnata
solo se l’altro coniuge presenta almeno un anno intero di contributo (lett. a),
oppure ha il domicilio e la residenza abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera
(lett. b).
Lo scioglimento del matrimonio per divorzio non estingue automaticamente il
diritto alla rendita completiva.
Infatti
ai sensi dell’art. 34 cpv. 3 LAI, le persone divorziate hanno diritto alla
rendita completiva alle stesse condizioni di una persona sposata, a condizione
che non si siano risposate, e se provvedono in modo preponderante al
mantenimento dei figli a loro attribuiti e non possano pretendere per se stesse
una rendita una rendita di invalidità o di vecchiaia. Secondo la
giurisprudenza, il coniuge divorziato provvede in maniera preponderante ai
figli affidati se le rendite per questi ultimi rappresentano, da sole o in
aggiunta di prestazioni di terzi (per esempio alle pensioni alimentari versate
dall’altro coniuge) meno della metà delle spese di mantenimento degli stessi
(cfr. DTF 122 V 126 consid. 1a, RCC 1985 pag. 611 consid. 2a con riferimenti).
L’art. 34
cpv. 4 LAI prevede che, in deroga all’art. 20 LPGA, la rendita completiva va
versata al coniuge che non ha diritto:
- su sua
richiesta, se il coniuge legittimato alla rendita non
provvede al sostentamento della sua famiglia (lett. a):
d’ufficio, se i coniugi sono divorziati (lett. c).
Infine, il capoverso 5 dell’art. 34 LAI dispone che nei casi esposti al
capoverso 4, sono fatte salve le disposizioni contrarie del giudice civile.
2.5. Nella
fattispecie in esame, su richiesta della moglie dell’assicurato, con la
decisione contestata l’amministrazione ha disposto il versamento della rendita
completiva nella mani di __________, questo a partire dal 1° maggio 2003.
Nel caso che ci occupa, i presupposti dell’art. art. 34 cpv. 4 lett. b LAI per
il versamento della rendita completiva direttamente alla moglie del ricorrente
risultano adempiuti, avendo infatti i coniugi _______ cessato di vivere in
comunione domestica a seguito di una decisione giudiziaria, tenuto anche conto
che il giudice civile non ha disposto diversamente.
Vero che nell’istanza cautelare __________, per quel che concerne l’assetto
economico, aveva specificato che “L’istante non ritiene di avanzare alcuna
pretesa alimentare nei confronti del marito, il quale, essendo al beneficio di
una rendita AI al 50%, si trova pure in una situazione di indigenza” (punto
5, doc. _) e che per questo motivo il ricorrente ha dato il proprio assenso
alla separazione giudiziale.
Ma è altrettanto vero che dalla lettura del decreto pretorile non è
riscontrabile alcuna disposizione contraria del giudice civile riguardo
al versamento della rendita completiva direttamente alla moglie
dell’assicurato, così come previsto dall’art. 34 cpv. 4 lett. b LAI.
Se è vero che l’erogazione della prestazione in discussione ha modificato la
situazione sancita con la sentenza civile 9 gennaio 2003, spetterà ai coniugi
provvedere ad un adeguamento delle pretese alimentari in sede civile, ritenuto
del resto che ____________ dal 1° febbraio 2002 beneficia di una rendita
intera, assegnata con decisione amministrativa 1° ottobre 2002, e non più di
una mezza rendita.
Visto quanto sopra, la decisione contestata merita conferma, mentre il ricorso
va respinto.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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