AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
32.2002.21
Data decisione, Autorità:
10.05.2002, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n.
32.2002.00021
BS/sc
Lugano
10 maggio 2002
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il
vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 18 gennaio 2002
di
__________,
contro
la decisione del 18 dicembre 2001 emanata
da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di assicurazione federale per
l'invalidità
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
classe 1949, cassiera, è affetta da gonartrosi bilaterale.
Il 13 luglio 2000 essa ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti
(doc. AI _).
1.2. Dopo aver
richiamato dalla Cassa di disoccupazione __________ l’incarto aperto a nome
dell’assicurata e dopo la perizia reumatologica del dr. __________, con
progetto di decisione 28 novembre 2001 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI)
ha respinto la domanda di prestazioni in quanto:
"
(…)
Dalla documentazione medica specialistica
acquisita all'incarto risulta che lei presenta una completa capacità di lavoro
e di conseguenza al guadagno in attività rispettanti le indicazioni e
controindicazioni mediche.
Tali occupazioni possono essere reperite tramite
i normali canali di collocamento.
Ad esempio l'attività di cassiera, lavoro da lei
svolto prima dell'inoltro della richiesta di prestazioni AI e lasciato non per
motivi di salute ma bensì per ristrutturazione aziendale, è a tutt'oggi
fattibile in misura completa. (…)" (Doc. AI _)
Non avendo l’assicurata presentato delle osservazioni in merito, con decisione
formale 18 dicembre 2001 l'UAI ha confermato la reiezione della domanda di
prestazioni.
1.3. Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorta l’interessata, postulando il
riconoscimento di una rendita d’invalidità.
ha innanzitutto rilevato di non conoscere il contenuto della perizia del dr.
__________. Inoltre essa ha osservato di trovarsi relegata a casa per via
dell’adiposità e dei dolori alle ginocchia, sostenendo anche un peggioramento
del suo stato di salute.
1.4. Con risposta
14 febbraio 2002 l’UAI ha proposto di respingere il gravame adducendo le
seguenti motivazioni:
"
(…)
Innanzitutto occorre premettere che lo scopo
primario dell'assicurazione invalidità è quello di stabilire quale capacità di
guadagno l'assicurato conserva dopo l'insorgere del danno alla salute.
Più concretamente, l'amministrazione stabilisce
se e quali professioni l'assicurato è ancora in grado di svolgere, nel
tentativo di far recuperare all'interessato le potenzialità di guadagno delle
quali lo stesso beneficiava prima dell'insorgere del danno alla salute.
Al proposito è bene sottolineare che tali
indagini si svolgono su di un piano prettamente teorico. In altri termini, è
ininfluente che l'assicurato riesca o meno a reperire in concreto un posto di
lavoro, né può essere preso in considerazione il fatto che una persona a beneficio
di prestazioni di invalidità incontri maggiori difficoltà nel trovare un
impiego.
Nella fattispecie, il danno alla salute del quale
l'assicurata è portatrice le permette ancora di svolgere un rilevante numero di
professioni, fra le quali quella esercitata in precedenza.
Dal momento che il danno alla salute non comporta
quindi alcuna diminuzione della capacità di guadagno, non si giustificava
nemmeno la messa in atto di provvedimenti professionali, la pratica potendo
pertanto essere conclusa. (…)" (Doc. _)
1.5. Con
osservazioni 21 febbraio 2002 __________ ribadisce la richiesta ricorsuale,
contestando di poter riprendere l’attività di cassiera (doc. _).
1.6. Il 5 aprile
2002 il TCA ha trasmesso all’insorgente la perizia del dr. __________, assegnandole
un termine per presentare delle osservazioni (doc. _).
Mediante lettera 18 aprile 2002 __________ ha ribadito quanto precedentemente
sostenuto (doc. _).
Interpellato dal TCA, il 23 aprile 2002 l’UAI ha dichiarato di non avere altro
da aggiungere (doc. _).
.
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H.,
H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita d'invalidità.
L'UAI ha
infatti stabilito una piena capacità lavorativa nella precedente professione di
cassiera, ciò che l’insorgente contesta.
2.3. Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:
- un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente
incapacità di guadagno.
Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.
2.4. Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.
Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.
Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.5. L'amministrazione
ha dunque incaricato il dr.med. __________, reumatologo, di accertare le
affezioni accusate dalla ricorrente e di valutarne l’incidenza sulla capacità
lavorativa.
Nel
referto peritale 26 luglio 2001 (doc. AI _), lo specialista ha diagnosticato
una gonartrosi bicompartimentale bilaterale, un’obesità permanga ed una
sospetta ipertensione arteriosa.
Egli ha concluso come segue:
"
(…)
L'assicurata soffre quindi una gonartrosi
bicompartimentale (spazio articolare mediale e retropatellare). La gonartrosi
destra inoltre appare progredente negli anni.
Attualmente la paziente in qualità di cameriera è
inabile al lavoro in misura del 80% visto che non riesce a stare in piedi a
lungo ed inoltre deve camminare continuamente.
In un lavoro prevalentemente seduto, dove non
deve stare in piedi per più di 15 minuti ogni ora, dove non deve camminare per
più di 1 km. al giorno e inginocchiarsi a lungo.
La paziente è abile al 100%. In questo senso
l'ultimo datore di lavoro come cassiera al __________ era praticamente ideale
(doveva stare seduta a lungo ed alzarsi di tanto in tanto).
Dal punto di vista terapeutico la paziente
dovrebbe prima di tutto dimagrire (faccio notare che la paziente è aumentata di
ben 7 kg. rispetto alla visita dal dr. __________ del 03.1999). In caso di
forti dolori inoltre la paziente potrebbe far uso di Paracetamolo o AINS
(attualmente non prende alcun antalgico). In seguito bisognerebbe procedere con
una breve terapia ad istruire alla paziente un programma di esercizi per il rinforzo
del quadricipe (anche se dubito che la paziente sia veramente motivabile).
(…)" (Doc. AI _, pag. 5)
2.6. Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(cfr. Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989
p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, p. 332 ).
Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).
Non viola inoltre né la Costituzione né la CEDU
non far eseguire una perizia da un organo esterno (RAMI 4‑5 1996 p. 191;
SVR 1996 UV Nr. 61 p. 205). Nell'ambito del libero apprezzamento della prova,
si ammette per principio che l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni
sociali fondino la decisione solo su base decisionali interne all'istituto
assicurativo. Tuttavia, si devono porre severi requisiti relativi
all'imparzialità e all'attendibilità di tali basi (RAMI 4‑5 1996 p. 191;
SVR 1996 UV Nr. 61 p. 205; DF 122 V 157).
Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p.
230).
2.7. Nella
fattispecie in esame, alla perizia del dr. __________ non può che essere
attribuita valenza probatoria piena. Egli ha infatti proceduto ad una completa
ed approfondita valutazione dello stato di salute della peritanda, considerando
la totalità dei disturbi riscontrati. Inoltre il perito ha espresso un motivato
e logico giudizio circa l’incidenza del danno alla salute sulla capacità
lavorativa dell’insorgente, evidenziano un’inabilità del 80% nell’attività di
cameriera. In un lavoro in cui essa non deve stare in piedi per più di 15
minuti, non deve camminare per più di un Km al giorno e inginocchiarsi a lungo,
l’abilità lavorativa è stata ritenuta del 100%. Lo specialista ha quindi
reputato l’insorgente pienamente abile nella sua ultima attività di cassiera al
__________.
In sede di ricorso, __________ sostiene che la sua “situazione è molto
precaria” e che se il male progredisce sarà costretta a stare su una sedia a
rotelle.
Nelle osservazioni 18 aprile 2002 essa ha sostenuto in particolare di non aver
mai lavorato come cassiera presso il __________, ma come cassiera presso le
___________ a __________ con supplenze a __________. Inoltre ha rilevato che le
visite mediche presso il suo medico curante, dr. __________, sono diminuite
poiché, dal momento che non detiene un’autovettura privata, è impossibilitata a
spostarsi con i mezzi pubblici (doc. _).
Ora, l’assicurata non ha minimamente comprovato l’asserito peggioramento che, a
suo dire, la renderebbe inabile anche in un'attività sedentaria, né sussistono
d’altronde concreti indizi giustificanti l’esperimento di ulteriori indagini
mediche atte ad accertare quanto sostenuto dall’interessata.
Non è inoltre rilevante sapere se essa ha lavorato come cassiera presso il
__________ o il __________. Determinante è che il perito l’abbia considerata
pienamente abile in siffatta attività lucrativa.
Del resto va sottolineato che l’insorgente ha cessato l’attività di cassiera,
da svolgere prevalentemente seduta, il 30 giugno 1997 non per motivi di salute
(cfr. disdetta 30 maggio 1997 del datore di lavoro contenuta negli atti della
cassa di disoccupazione, doc. AI _; in seguito essa ha percepito delle
prestazioni dall’assicurazione disoccupazione, cfr. doc. AI _).
Nel certificato 12 aprile 1999 il dr. __________ ha attestato una piena abilità
lavorativa dal 1° maggio 1999 (doc. AI _).
Infine, dal rapporto 28 agosto 2000 del medico curante risulta che l’insorgente
potrebbe svolgere un lavoro sedentario senza alcuna limitazione di rendimento,
evitando però di stare in piedi e di dover alzare pesi pesanti (doc. AI _).
In conclusione, sulla base della perizia del dr. __________, cui è
da attribuire valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6), è da ritenere
dimostrato, secondo il principio della verosimiglianza preponderante vigente
nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V
142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI
1994 pag. 210/211), che l’assicurata presenta una piena abilità nella
precedente professione di cassiera.
Ne consegue che la decisione contestata deve essere confermata e il ricorso
respinto.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
é respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il
vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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