AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
30.2004.11
Data decisione, Autorità:
07.06.2004, TCA
Raccomandata
Incarto n.
30.2004.11
TB
Lugano
7 giugno 2004
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso dell'11 febbraio 2004
di
RICO1
rappr. da: RAPP1
contro
la decisione del 14 gennaio 2004 emanata
da
Cassa CON1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in
fatto
1.1. A seguito
del controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 segg. OAVS) relativo al
periodo 1° luglio 1998-31 dicembre 2002 avvenuto il 18 novembre 2003 presso
RICO1 azienda con sede in affiliata come datrice di lavoro, un ispettore della
Cassa __________ di __________ ha effettuato delle riprese per complessivi Fr.
182'806.- (doc. 3).
1.2. Ritenendo
tale importo come provento da attività lucrativa svolta in modo dipendente da
__________ (purtroppo mancato il
__________)
e come spese non giustificate rimborsate a __________, __________, __________,
__________, __________, __________ e __________, mediante tassazione d'ufficio
del 25 novembre 2003 (doc. 3) la Cassa di compensazione ha fissato in Fr.
32'105,70 i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti da RICO1 per gli
anni 1998, 1999, 2000, 2001 e 2002.
In pari data, la Cassa di compensazione ha
intimato ad ogni lavoratore una decisione con cui ha fissato i contributi da
esso dovuti (docc. 4-11).
1.3. Contro
l'opposizione formulata il 5 gennaio 2004 (doc. 1) da RICO1 l'Amministrazione
ha emanato il 14 gennaio 2004 (doc. A) una decisione su opposizione con cui ha
rigettato l'opposizione della società. Dopo aver diffusamente esposto le norme
e la giurisprudenza applicabili, la Cassa ha così concluso:
"
(…)
2.4. In proposito, la Cassa tiene dapprima a sottolineare che al
signor __________, amministratore unico della RICO1 è stata rifiutata, in data
11 marzo 2002, con comunicazione pure alla RICO1 l'affiliazione come
indipendente.
(…)
2.6. A questo proposito, la Cassa tiene a sottolineare che il
signor __________ non si assume nessun rischio economico, in quanto l'azione
commerciale da lui svolta lo è in nome e per conto del datore di lavoro, RICO1.
2.7. Inoltre, il signor __________ non sopporta nessun rischio
d'incasso, non occupa personale, non si assume le perdite e non ha effettuato
investimenti particolari.
2.8. La RICO1 ha pure rifuso le spese di trasferta e
rappresentanza al signor __________, come si può facilmente evincere dalla
contabilità della stessa società.
(…)
2.11. Nel caso in esame, la Cassa ricorda che le indennità spese
forfetarie mensili versate ai vari dipendenti non sono state giustificate né in
sede di revisione né in sede di opposizione (RCC 1960 pag. 34).
Oltretutto non va disatteso che le rifusioni forfetarie
sono state versate ai dipendenti anche nel periodo in cui sono stati assenti
per malattia o infortunio (vedi per esempio caso __________).
Inoltre, la Cassa tiene a sottolineare che il TCA ha ancora
recentemente confermato in numerose sentenze inedite una ripresa di rimborsi
spese forfetari per spese di trasferta e di rappresentanza non giustificate.
(…)"
1.4. Contro la
decisione su opposizione della Cassa, l'11 febbraio 2004 (doc. I) RICO1
rappresentata dallo RAPP1 ha formulato ricorso chiedendo di annullare la
decisione su opposizione della Cassa.
"
(…)
A) nel
merito della ripresa degli importi versati dalla RICO1 al signor __________
ritenuti salario soggetto a contribuzione:
(…)
Nel
caso di specie, l'attività svolta dal signor __________ per conto di RICO1 era,
in massima parte, estranea ed autonoma rispetto a quella tipica
dell'amministratore organo di società e dedicata, fondamentalmente, alla
prestazione professionale di consulenza, completamente libera e senza vincolo
di subordinazione alcuno. A riprova della reale consistenza e natura
dell'attività espletata in quegli anni si chiede l'audizione e l'assunzione
formale della testimonianza del signor __________, , che l'Istituto delle
Assicurazioni sociali ha ritenuto di non dovere sentire formalmente impedendo
in questo modo che delle sue dichiarazioni venisse steso verbale e venisse
congruamente valutata l'opportunità di acquisire gli ulteriori elementi di
prova da lui indicati, in particolare che l'attività professionale del signor
__________ il quale, sia pure senza assumere personale proprio dipendente,
operava facendosi carico del relativo rischio economico (infatti, i suoi
compensi dipendevano dagli incarichi professionali conferiti e dal suo
investimento personale di tempo e lavoro, senza che fosse prevista
remunerazione fissa alcuna ed operando sotto la propria responsabilità di
professionista), ebbene tale attività comunque sarebbe stata esercitata a
prescindere dalla sua investitura quale amministratore della stessa società. Si
allegano le sei note professionali emesse dal __________ e concernenti appunto
la sua attività di consulenza. In definitiva, visti gli importi e considerata
la tariffa vigente per le prestazioni erogate dal __________, le indennità per
amministrazione soggette ai contributi AVS devono quantificarsi al massimo in
Fr. 2'000.- (duemila) all'anno. La restante parte degli importi versati dalla
RICO1 sono compensi professionali esenti.
B)nel
merito della ripresa dei rimborsi forfetari per spese versati dalla RICO1 ai
signori __________, __________, __________, __________, __________, __________
e __________, ritenuti integrazione di salario soggetta a contribuzione:
(…)
Nel
caso di specie, i rimborsi sono stati effettuati forfetariamente; l'onere della
prova della corrispondenza della spesa effettivamente sostenuta dal salariato
agli importi rimborsati anticipatamente dalla RICO1 grava sul datore di lavoro.
Si ripete che le spese rimborsate e deducibili sono principalmente quelle di
spostamento dei dipendenti dalla loro naturale sede di lavoro alla sede delle
aziende, cui temporaneamente erano messi a disposizione. Si allegano, a titolo
di esempio, alcune prove documentali dell'effettiva messa a disposizione dei
dipendenti RICO1, le quali sono ritenute sufficientemente specifiche e concrete
ai fini della dimostrazione della circostanza. Infatti a torto l'Istituto delle
assicurazione sociali le ritiene poco specifiche e convincenti. In verità si evince
nettamente che i dipendenti, vista la loro messa a disposizione dei terzi,
dovevano spostarsi dalla loro naturale sede di lavoro verso la sede di questi
ultimi. Evidentemente la relativa spesa è rimborsabile dal datore di lavoro con
conseguente detrazione ai fini dei contributi sociali. (…)"
1.5. Il 16
febbraio 2004 (doc. III) la Cassa CON1 ha emanato la risposta di causa che
riprende il contenuto della decisione su opposizione più sopra riportata (cfr. consid.
1.3.), aggiungendo che
"
(…) la RICO1 ha di fatto svolto una funzione
paragonabile ad un'agenzia di collocamento temporale di personale, prestando i
suoi dipendenti ad altre società per periodi prolungati, come si evince dalla
documentazione prodotta in sede di ricorso (del resto già analizzata dalla
Cassa in sede di opposizione).
Di conseguenza il personale RICO1 si è recato sul
nuovo posto di lavoro, partendo dal proprio domicilio e non dalla sede della
ditta.
In virtù dell'art. 9 cpv. 2 OAVS e marginale 3004
e 3004.1 DSD, l'indennizzo regolare del viaggio dal domicilio al luogo di
lavoro abituale non è rimborsabile (vedi anche STFA inedita 11 gennaio 2002
nella causa D. SA, consid. 2.2 – pag. 7 e 2.11 – pag. 21). (…)"
1.6. Invitata a
produrre nuovi mezzi di prova (doc. IV), la ricorrente è rimasta silente.
in diritto
In ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.
Tuttavia, dal profilo del diritto materiale si
applicano le disposizioni in vigore in precedenza, poiché da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme (sostanziali) in vigore al
momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 127 V
467 consid. 1) ed il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame
di una vertenza, si fonda di regola sui fatti che si sono realizzati fino al
momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA del 1°
luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid.
1b). Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche
legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del
provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16 dicembre 2003 nella causa
O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del
7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella
causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).
In concreto, portando le decisioni impugnate
sulla fissazione di contributi sociali dovuti per gli anni 1998-2002, ogni
riferimento alle norme applicabili va inteso nel loro tenore in vigore fino al
31 dicembre 2002.
Nel merito
2.3. Questo
Tribunale è innanzitutto chiamato a decidere se gli importi versati dalla ditta
RICO1 all'assicurato __________ nel 1998 (Fr. 28'173.-), nell'anno 1999 (Fr.
40'000.-), nel 2000 (Fr. 31'600.-) e nell'anno 2001 (Fr. 36'000.-) debbano
essere considerati salario derivante da un'attività dipendente oppure se gli
stessi vadano ritenuti quale provento di un’attività indipendente.
Da ciò dipende infatti la classificazione di
RICO1 quale datrice di lavoro del precitato assicurato.
Se la società in questione verrà considerata
datrice di lavoro bisognerà quindi riprendere a titolo di salario gli importi
versati a __________, sui quali essa dovrà poi pagare i relativi contributi
paritetici.
2.4. A norma dell'art.
4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata,
sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto
civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non
hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente
secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è
subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del
lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica
oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico
del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la
responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono
assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi
delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire
in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La
decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali
il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che
militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa
D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid.
3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi
citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi
predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H
59/00).
2.5. Secondo la
giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid.
2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad
esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo
di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI
1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,
indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono
sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid.
2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a
nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per
altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse
(RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare
dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva
di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente
quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire
quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è
economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta,
è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare
un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,
pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique
VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza
di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito,
come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag.
176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella
dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid.
2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto
che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si
trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo
impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique
VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à
16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag.
313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina
63 il TFA ha precisato:
" (…)
Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue
qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction
de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid.
5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande
toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité
de l'appreciation fiscale. (…)"
2.6. Il TFA ha
pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o
indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione
avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o
nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata
nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della
qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato
qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti
un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA;
STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c
= DTF 119 V 165).
Per questi motivi un assicurato può essere
qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un
altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da
un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V
127).
2.7. Giusta l'art.
12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone
obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2
LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che
hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia
domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv.
2). E' riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di
convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti
(cpv. 3).
Il datore di lavoro è la persona per la quale il
salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per
un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei
contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che
paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera
salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un
lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive
UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).
La LAVS presume che la persona che paga dei
salari è un datore di lavoro (GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 364, n.
4 ad art. 12 LAVS).
2.8. Nel caso in
esame, il 25 novembre 2003 la Cassa ha tassato d'ufficio RICO1 relativamente ai
versamenti effettuati in favore di alcuni suoi dipendenti.
D'un lato, l'Amministrazione ha affermato che
detta società ha occupato __________ durante il periodo 1998-2001 come
dipendente.
A mente della Cassa di compensazione, sui salari
corrisposti al summenzionato collaboratore la società ricorrente deve di
conseguenza pagare i contributi sociali.
La ditta sostiene invece di non poter essere
affiliata quale datrice di lavoro del predetto assicurato, poiché non vi
sarebbe alcun rapporto di dipendenza fra di essi.
D'altro lato, la ricorrente ha rimborsato forfetariamente
a sette dipendenti le spese da essi sopportate a titolo di trasferta. Giusta la
Cassa, tali spese vanno riprese come salario determinante poiché non sono state
sufficientemente giustificate.
Va preliminarmente rammentato che, di principio,
la Cassa ha rettamente proceduto emanando la tassazione d'ufficio del 25
novembre 2003 nei confronti della società ricorrente. Infatti,
l'Amministrazione è tenuta ad emettere una tassazione d'ufficio quando il
datore di lavoro non ha versato i contributi o se non ne ha versati
sufficientemente, vale a dire se non ha né fornito il conteggio dei contributi
né pagato i contributi (N. 5037 DRC nel tenore applicabile al caso di specie).
Essa, agendo in conformità all'art. 38 OAVS, ha dunque rispettato le norme
applicabili alla fattispecie.
2.9. Nel proprio
ricorso dell'11 febbraio 2004 RICO1 sostiene di non poter essere qualificata
quale datrice di lavoro di __________. A suo dire, quest'ultimo sarebbe stato
prettamente un suo consulente professionale e tale attività sarebbe stata
diversa da quella esercitata in qualità di suo amministratore delegato. Egli
sarebbe infatti stato totalmente libero nell'attività di consulente, non avendo
alcun vincolo di subordinazione. L'assicurato, pure, avrebbe sopportato da solo
tutti i rischi economici attivando così la propria responsabilità di
professionista, poiché i suoi compensi dipendevano dagli incarichi
professionali ricevuti e dal personale investimento di tempo e lavoro, senza
che tuttavia fosse prevista alcuna remunerazione fissa. Il patrocinatore della
ditta ricorrente sostiene che __________ avrebbe ugualmente esercitato la sua
attività di consulente a prescindere dalla funzione di amministratore in seno
alla stessa.
L'insorgente ha da ultimo chiesto che le indennità
versate al collaboratore per l'esigua attività d'amministrazione espletata
vengano quantificate al massimo in Fr. 2'000.- all'anno, mentre la differenza
sia considerata come compensi professionali che non costituiscono salario
determinante.
L'Amministrazione, dal canto suo, ha evidenziato
che l'assicurato agiva in nome e per conto della società ricorrente, per cui
non si assumeva alcun rischio particolare, quale un rischio d'incasso, né tanto
meno un rischio economico visto che non ha dovuto effettuare degli importanti
investimenti per espletare la sua attività nei confronti dell'insorgente.
Inoltre, non aveva alle sue dipendenze alcun collaboratore.
2.10. Dai documenti
agli atti, in particolare dalle dichiarazioni fiscali 1999/2000, 2001/2002 e
2003A di __________ (doc. VIII) acquisiti da questo Tribunale pendente causa
come pure dalle fatture dei lavori svolti dal medesimo assicurato per conto
della ricorrente (doc. B), emerge chiaramente che l'attività di consulente
esercitata per la ditta RICO1 negli anni 1998-2001 era di tipo dipendente.
Il fatto che __________, oltre all'attività
svolta per la ricorrente, abbia pure assunto altri mandati da altri
committenti non è decisiva.
Come detto, infatti, ogni singolo rapporto lavorativo deve essere
esaminato distintamente ed indipendentemente dagli altri. Va rammentato che un
assicurato può essere qualificato quale dipendente per un'attività ed
indipendente per un'altra e può pure trovarsi simultaneamente in condizione
d'indipendente e di dipendente nei confronti della stessa persona (DTF 105 V
113 e consid. 2.6.).
Dagli atti in possesso di questo Tribunale non
risulta che l'insorgente abbia impedito al suo collaboratore di esercitare più
mandati con l'imposizione di un divieto di fare concorrenza. Tuttavia, dalle
tavole processuali emerge che __________ ha praticamente deciso di svolgere le
proprie funzioni – in modo preponderante - per un unico committente
identificato nella ditta ricorrente. Gli incarichi ricevuti da altra clientela
influiscono infatti soltanto in modo contenuto sui suoi introiti lordi
conseguiti durante il periodo 1998-2000.
Infatti, nei mesi da giugno 1998 a dicembre 1998
l'assicurato ha registrato un fatturato pari a Fr. 28'173,50 nei confronti
della sola RICO1 (doc. B), a fronte di un ammontare di Fr. 14'853.- fatturato a
terzi quello stesso anno (doc. VIII: incarto fiscale biennio 1999/2000).
Nel 1999, per prestazioni di consulenza il 31
dicembre 1999 il collaboratore ha inviato alla ricorrente una nota
professionale di Fr. 40'000.- (doc. B), mentre in pari data l'ammontare
fatturato a terzi era di Fr. 12'000.-.
V'è dunque stata una preponderanza d'attività a
favore della ditta ricorrente, ciò che, a causa del tempo dedicato a
quest'ultima, qualifica il rapporto che __________ aveva con la stessa come di
dipendenza.
Per l'anno 2000, oltre ad una fattura di Fr.
21'600.- per il primo semestre, il collaboratore ha inviato all'insorgente una
seconda nota di Fr. 12'000.- per prestazioni di consulenza svolte nella seconda
parte dell'anno (doc. B). L'assicurato ha quindi fatturato a RICO1 complessivi
Fr. 33'600.- (la Cassa ha ritenuto un importo di Fr. 31'600.-: doc. 4).
Per consulenze eseguite a favore di altri
__________ ha invece presentato una nota di Fr. 7'620.-.
Quanto agli introiti conseguiti dall'assicurato
nell'anno 2001, al Tribunale sono state prodotte due note di Fr. 18'000.-
ciascuna per consulenze prestate semestralmente in favore della società
ricorrente (doc. B). L'importo di Fr. 36'000.- costituisce l'unica entrata
conseguita personalmente da __________ non avendo egli espletato altre attività
per altre persone.
Per quest'anno, quindi, l'insorgente è stata
l'unica committente dell'assicurato, ciò che rappresenta un'evidente dipendenza
economica dell'uno nei confronti dell'altra.
Stante quanto precede, il TCA osserva dunque che
gli onorari fatturati dal collaboratore __________ alla società ricorrente
costituiscono la maggior parte della cifra d'affari lorda conseguita durante i
primi tre anni oggetto del rapporto di revisione della Cassa e, addirittura, la
sua unica entrata per l'anno 2001.
Questo Tribunale rileva inoltre, d'un canto, che
la ricorrente non ha contestato i citati importi ripresi dall'Amministrazione.
D'altro canto, che la qualifica a livello fiscale è irrilevante nella misura in
cui il giudice non è vincolato alle decisioni dell'autorità fiscale, se non per
quanto concerne l'ammontare del reddito soggetto a contribuzione. Spetta
infatti al giudice delle assicurazioni sociali, sulla base degli elementi a sua
disposizione, stabilire in tutta indipendenza la qualifica dell'attività svolta
da ogni singolo assicurato.
Alla luce di quanto appena esposto, questa Corte
ritiene che la dipendenza economica dell'assicurato
__________ nei confronti della ricorrente sia evidente.
I compensi lordi percepiti dal collaboratore nel
periodo in esame prevalgono nettamente sugli onorari incassati per i lavori
eseguiti per conto di altre persone. Le summenzionate cifre sottolineano
conseguentemente che la collaborazione con la ditta ricorrente era a tal punto
intensa da costituire sicuramente la primaria fonte di sostegno personale di
__________.
Il Tribunale osserva che anche dal profilo
dell'impiego del tempo si concretizza quindi un rapporto di subordinazione nei
confronti di RICO1 (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00),
elemento questo caratteristico di un'attività lucrativa di tipo dipendente.
Gli altri elementi, sollevati dalla ditta
ricorrente a comprova della qualifica dell'attività del collaboratore quale indipendente,
non sono decisivi per la determinazione dei rapporti nel periodo in oggetto.
Importante appare la dipendenza economica esistente nei confronti della sola
società insorgente.
L'asserita indipendenza dell'attività espletata
dal collaboratore per RICO1 come pure la presunta assunzione del rischio
economico non percependo l'interessato dalla medesima una remunerazione fissa,
hanno in effetti un'incidenza nettamente inferiore rispetto, in particolare,
all'evidente dipendenza economica nei confronti della società insorgente.
Va ribadito, comunque, che un assicurato qualificato dalla Cassa
di compensazione come indipendente può esercitare anche un'attività di natura dipendente
(STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 luglio 2001 nella
causa N. Sagl - Inc. n. 30.2001.00057; cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid.
3c = DTF 119 V 165).
Non va poi dimenticato che l'eventualità che la
società ricorrente avrebbe potuto non versare al suo collaboratore gli ammontari
da esso fatturati, avrebbe posto quest'ultimo nella medesima posizione di un
lavoratore dipendente che non riceve quanto pattuito con il proprio datore di
lavoro. Da ciò discende che il rischio economico che l'interessato sopportava
era praticamente nullo e di conseguenza non analogo a quello di un imprenditore
indipendente (Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op.
cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5 LAVS).
Questo TCA evidenzia ancora che dagli atti
risulta che __________ non aveva collaboratori. Ciò fa sì che si possa
ritenere, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle
assicurazioni sociali (DTF 129 V 56 consid. 2.4; DTF 125 V 195 consid. 2 e i
riferimenti ivi citati; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa B., C 49/00, consid.
2c), che egli non abbia corso rischio particolare legato al suo lavoro a favore
della società ricorrente.
Per gli anni 1998-2000 si può quindi ritenere che __________ ha
fornito la maggioranza delle proprie prestazioni alla società ricorrente,
mentre per l'anno 2001 si concretizza addirittura la circostanza dell'attività
svolta esclusivamente a favore della ditta RICO1 (STFA del 16 dicembre 2002
nella causa D. SA, H 279/00; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., ad art. 5
LAVS, pag. 181 n. 110). Tale conclusione non implica comunque che i suoi
rapporti con gli altri committenti debbano essere qualificati nel medesimo
modo.
2.11. Alla luce di
quanto evidenziato, i diversi elementi del caso concreto indicano concordemente
ed in modo convincente trattarsi di un rapporto di subordinazione sia dal
profilo dell'impiego del tempo, come pure sotto l'aspetto economico. Essi
permettono pure di ritenere che __________ non ha dovuto sopportare alcun
particolare rischio economico.
Di conseguenza, le argomentazioni a favore di
un'attività dipendente sono predominanti rispetto alle ragioni di
affiliare il collaboratore come un indipendente.
La qualifica dell'assicurato come dipendente
risulta pertanto corretta, per cui i redditi percepiti come consulente vanno
considerati salario determinante, su cui il datore di lavoro deve pagare i
relativi contributi sociali.
Pertanto, la decisione impugnata va confermata
per quanto concerne le riprese effettuate nei confronti di __________.
2.12. Con il
proprio ricorso RICO1 ha pure contestato le riprese dei rimborsi spese
forfetari concessi ai dipendenti __________ (Fr. 8'246.-), __________ (Fr.
10'800.-), __________ (Fr. 12'600.-), __________ (Fr. 28'000.-), __________
(Fr. 6'500.-), __________ (Fr. 10'375.-) e __________ (Fr. 1'200.-).
In proposito questo Tribunale ricorda che per
ottenere il salario determinante del lavoratore ai fini dell'AVS, è necessario
dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento
spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia
separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7
OAVS), sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS).
Secondo l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese
sostenute non costituisce salario determinante.
Ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 OAVS, sono
considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (recte: il
salariato) deve far fronte nell’ambito della propria attività.
Non fanno parte di queste spese le indennità
periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di
lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro;
queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2
OAVS).
Infine, l'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che per i
salariati che sopportano loro stessi, interamente o parzialmente, le spese
generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori, queste spese possono
essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10% del salario versato.
La norma non è invece applicabile per le spese che il datore di lavoro rimborsa
separatamente dal salario versato. Queste spese devono essere tenute in
considerazione anche se sono inferiori al 10% del salario determinante (RCC
1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b; RCC 1979 pag. 77 consid. 2a;
RCC 1978 pag. 557 consid. 2).
La prassi amministrativa considera spese generali
rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio); le spese di
rappresentanza e quelle per la clientela; le spese per il materiale e per il
vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in
cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese
supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono
considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti
che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del
domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il
pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento
professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.),
che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato
(Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT
II-1992 n. 60, pag. 140).
Di principio si deve dedurre l'importo effettivo
delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).
2.13. Conformemente
alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono
fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere
siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b; Pratique
VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il
risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve
corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate (Pratique
VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a fornire
indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato ed allegando
le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA dell'11 settembre 1997
nella causa E. SA (H 216/96)). Le prove offerte devono essere concrete e non
generiche.
Nei casi in cui è stabilita l'esistenza delle
spese generali, ma queste non possono essere comprovate in modo certo a causa
di circostanze speciali, la loro valutazione incombe alla Cassa di
compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il
salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique
VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990
pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140;
KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione,
Berna 1996, N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag.
356).
Infine, le deduzioni delle spese ammesse
dall'autorità fiscale di principio non vincolano le Casse di compensazione (Pratique
VSI 1994 pag. 172 consid. 3b; RCC 1990 pag. 45 consid. 4; RCC 1958 pag. 348).
L'amministrazione non può tuttavia limitarsi a
costatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile
l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le
necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive
difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355,
RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).
A tale scopo è sufficiente invitare il
contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i documenti utili
(RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella causa T. & Co.
N.J.).
Se le spese generali non vengono indicate
separatamente ed il salariato deve quindi coprire personalmente le spese
generali necessariamente legate alla sua professione, il salario determinante
deve essere fissato come segue (N. 3007 DSD):
si devono prendere in considerazione le spese generali separatamente per
ogni periodo di pagamento del salario;
non è ammessa la deduzione di spese generali inferiori al 10% del
versamento globale (art. 9 cpv. 3 OAVS).
Se le spese effettivamente sostenute vengono
indicate separatamente di caso in caso, il salario pagato costituisce il
salario determinante. La regola del 10% secondo l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è
applicabile.
Se l'indennità per le spese generali viene
versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria, questa deve
corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè essere
adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve
basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011 DSD).
2.14. Come
ricordato al considerando precedente, il risarcimento per le spese concesso
sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese
che sono effettivamente risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170) e le stesse
devono essere accompagnate dalle relative pezze giustificative (RCC 1960 pag.
34).
Nel caso presente, la ricorrente ha prodotto
unicamente delle fatture rilasciate all'indirizzo della ditta
____________________ di __________ (doc. C) che testimoniano che la prima ha
messo a disposizione della seconda degli operai per alcuni mesi nel 2001 e nel
2002. A mente dell'insorgente, dette fatture dovrebbero essere ritenute come "(…)
sufficientemente specifiche e concrete ai fini della dimostrazione della
circostanza." che essa ha effettivamente sostenuto delle spese per "(…)
spostamento dei dipendenti dalla loro naturale sede di lavoro alla sede delle
aziende, cui temporaneamente erano messi a disposizione.".
Dal canto suo, la Cassa CON1 ritiene che il
tragitto effettuato dagli operai dati in prestito alla __________ rientri sotto
l'egida dell'art. 9 cpv. 2 OAVS, ossia debba essere considerato come tragitto
dal domicilio al luogo di lavoro abituale e quindi che le relative spese
sopportate non siano considerate rimborsabili, ma vadano per contro riprese.
2.15. Questo
Tribunale osserva che indipendentemente dalla ragione e natura delle stesse
(spese sostenute per trasferte), né al momento della revisione contabile né in
sede sia di opposizione che di ricorso a questo TCA e nemmeno durante i dieci
giorni di tempo concessi alla ricorrente per produrre nuove prove, la ditta
RICO1 ha saputo produrre alcuna pezza giustificativa atta a comprovare l'entità
delle spese contestate con il presente ricorso, ossia che le stesse siano state
effettivamente sostenute (cfr. consid. 2.13.).
Pertanto, una ripresa salariale per principio
s'imponeva per tutte le citate spese.
Al proposito si ricorda che questo Tribunale ha
già avuto modo di confermare delle riprese parziali effettuate dalla Cassa di
rimborsi forfetari concessi a dei dipendenti, ai quali venivano rifuse le spese
effettivamente sostenute (STCA del 21 gennaio 2004 nella causa A. SA, Inc. n.
30.2003.52; STCA del 9 ottobre 2003 nella causa E. SA, Inc. n. 30.2003.48; STCA
del 22 settembre 2003 nella causa T.P., Inc. n. 30.2003.50; STCA del 22 luglio
2003 nella causa G.T. SA, Inc. n. 30.2003.21; STCA del 16 giugno 2003 nella
causa G.M. SA e L.C., Inc. n. 30.2002.228/
237; STCA del 6 giugno 2003 nella causa S. SA,
Inc. n. 30.2002.269; STCA del 24 marzo 2003 nella causa S.Z. & SA S.Z. e
Co., Inc. n. 30.2002.176/178; STCA del 20 febbraio 2003 nella causa F. SA &
L.B., Inc. n. 20.2002.150/151; STCA del 10 settembre 2002 nella causa T. SA,
P.M., N.C., Inc. n. 30.2001.154/160/162; STCA del 18 ottobre 2002 nella causa
C. SA, Inc. n. 30.2002.16; STCA del 5 giugno 1996 nella causa E. SA, Inc. n.
30.1995.307, confermata dalla STFA dell'11 settembre 1997 (H 216/96)).
Nella citata sentenza dell'11 settembre 1997,
l’Alta Corte ha in particolare ricordato che “(…) il risarcimento per le
spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere
complessivamente agli esborsi effettivi, per cui gli interessati sono tenuti a
fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente
dettagliato e allegando le relative pezze giustificative” (H 216/96 pag.
3).
Alla luce di quanto sopra esposto occorre quindi
valutare se ed in che misura nel caso presente le riprese della Cassa CON1
effettuate nei confronti di __________, __________, __________, __________,
__________, __________ e __________ possano essere confermate.
2.16. Secondo
questo Tribunale, a nulla vale la motivazione fornita dall'assicurata secondo
cui le spese rimborsate sono deducibili poiché sono principalmente quelle di
spostamento dei dipendenti dalla loro naturale sede di lavoro alla sede delle
aziende cui temporaneamente erano messi a disposizione.
La società insorgente ha infatti unicamente
giustificato - a mezzo di sole quattro fatture per quattro diversi mesi, quando
l'oggetto in discussione porta su ben cinque anni (1998-2002) - che dei suoi
operai hanno lavorato presso __________. Tuttavia, anche in sede di ricorso
essa non ha prodotto alcun conteggio e/o pezza giustificativa atti a comprovare
i costi effettivi sostenuti dai suoi lavoratori per effettuare le trasferte da
una ditta all'altra.
Inoltre, la ricorrente non ha specificato se
detti trasferimenti sono avvenuti con veicoli dei dipendenti oppure con mezzi
della ditta.
Essa si è limitata a rifondere in modo forfetario
ai salariati le spese generali sorte per dette trasferte: infatti, per la
maggior parte dei rimborsi si tratta di cifre tonde, ciò che dimostra che essi
non avvenivano sulla scorta della presentazione di alcun giustificativo.
Dalle riprese effettuate dalla Cassa si evince
pure che gli importi rimborsati ai lavoratori differiscono da uno all'altro.
Per __________, per esempio, il rimborso pare essere stato di Fr. 200.- al mese
negli anni 1999-2002 (doc. 6); __________ ha percepito un rimborso forfetario
di Fr. 800.- al mese dal 2000 al 2002 (doc. 8), __________ ha ricevuto negli
anni 2000 e 2001 un mensile di Fr. 500.- (doc. 9) mentre a __________ sono
stati versati nel 2002 un forfait di Fr. 100.- al mese (doc. 11).
Ciò che manca, in realtà, sono quindi le prove
concrete che i summenzionati assicurati facenti capo alla ricorrente abbiano effettivamente
sopportato delle spese. Fanno quindi essenzialmente difetto, nel senso esatto
dalla summenzionata giurisprudenza, le fatture relative ad ogni singola spesa.
Una giustificazione teorica data dalla società non è pertanto sufficiente.
Infatti, per poter ritenere queste spese come non rientranti nel conteggio del
salario determinante di ogni salariato, il datore di lavoro deve apportare
tutte le necessarie prove e produrre tutti i giustificativi attestanti dette
spese nell'espleta-mento dell'attività.
Nel caso concreto, per ammissione stessa della
ricorrente (doc. I pag. 4), non vi sono giustificativi per tali spese
tanto che le stesse sono state rimborsate ai dipendenti in modo forfetario.
Stante quanto precede, a buon diritto s'imponeva
una ripresa salariale per spese generali (trasferte con automobile) nei
confronti dei sette dipendenti in questione, così come individuate dalla Cassa
nelle sue tassazioni d'ufficio del 25 novembre 2003 (docc. 5-11).
Anche su questo punto il ricorso va dunque
respinto.
2.17. La ricorrente
ha chiesto da ultimo che "(…) visti gli importi e considerata la
tariffa vigente, le indennità per amministrazione soggette ai contributi AVS
devono quantificarsi al massimo in Fr. 2'000.- (duemila) all'anno. La restante
parte degli importi versati dalla RICO1 sono compensi professionali
esenti.".
A dire della società insorgente, quindi, fra gli
importi ripresi a __________ soltanto Fr. 2'000.- all'anno gli sarebbero stati
versati quale onorario come suo amministratore unico.
Va rilevato che secondo l'art. 7 lett. h OAVS nel
tenore in vigore fino al 31 dicembre 1998, il salario determinante per il
calcolo dei contributi comprende in particolare, per quanto non costituiscano
rimborsi spese, le tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai
membri del consiglio d'amministrazione, degli organi direttivi e, purché non si
tratti di persone esercitanti a titolo principale e in proprio la professione
di revisore, dell'ufficio di controllo delle persone giuridiche.
Con il 1° gennaio 1999 l'art. 7 lett. h OAVS è
stato modificato, nel senso che è stato stralciato il riferimento all'ufficio
di controllo delle persone giuridiche.
Il N. 2028 delle Direttive sul salario
determinante (DSD), edite dall'UFAS, prevede che le retribuzioni versate ad un
assicurato come organo di una persona giuridica fanno parte del salario
determinante.
Fanno parte delle retribuzioni versate agli
organi in particolare onorari, tantièmes, salari e altre indennità fisse dei
membri dell'amministrazione, come pure i gettoni di presenza (N. 2029 DSD).
Gli organi delle persone giuridiche sono in
particolare i membri dell'amministrazione (come i membri del Consiglio di
amministrazione delle società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita
totalmente o parzialmente la gestione o la rappresentanza della società (come i
direttori), i membri del comitato di associazioni e i membri del consiglio di
fondazione
(N. 2030 DSD).
La società che versa gli onorari di consigliere
d'amministrazione deve regolare i conti con la propria cassa di compensazione
indipendentemente dal fatto che il membro del Consiglio d'amministrazione tenga
l'onorario ricevuto per sé o no (N. 2031 DSD).
Di regola, quando gli onorari sono versati da una
società anonima ad un membro del Consiglio d'amministrazione, vi è la
presunzione che gli sono versati nella sua qualità di organo della persona
morale e che devono, di conseguenza, essere considerati come salario
determinante (RCC 1983 pag. 22, GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles
1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 163 n.
40, ad art. 5 LAVS).
A mente di questo Tribunale, come visto al
considerando 2.11., l'ammontare di Fr. 28'173.- nel 1998 e gli importi
forfetari di Fr. 40'000.- nel 1999, di Fr. 31'600.- nell'anno 2000 e di Fr.
36'000.- nel 2001 percepiti da __________, esercitante la funzione di
amministratore unico e di consulente in seno alla predetta ditta, devono essere
ripresi dalla Cassa e quindi inclusi nella nozione di salario determinante
dello stesso assicurato.
Infatti, sia che si considerino detti importi – o
anche solo una parte di essi secondo la ricorrente – come dei gettoni di
presenza (art. 7 lett. h OAVS) ottenuti per il lavoro svolto come
amministratore unico, oppure come salario per l'attività di consulenza – come
sostenuto dalla Cassa -, a fronte di quanto esposto si giustifica sempre una
ripresa salariale.
Che l'attività di __________ a favore della
società ricorrente fosse quindi "(…) in massima parte, estranea ed
autonoma rispetto a quella tipica dell'amministratore organo di società e
dedicata, fondamentalmente, alla prestazione professionale di consulenza,
(…)" non ha pertanto nessuna influenza sull'esito della presente
vertenza, ritenuto come in ogni caso (sia che tali importi vadano considerati
come salario di dipendente oppure come onorario d'amministratore della SA) essi
devono essere ripresi.
2.18. Da ultimo, la
ricorrente ha chiesto l'assunzione di ulteriori prove (doc. I pagg. 3 e 5:
audizione di __________ e __________).
In merito il TCA rileva innanzitutto che le
audizioni richieste possono essere rifiutate senza per questo ledere il diritto
d’essere sentito, sancito dalla Costituzione federale e dall'art. 6 n. 1 CEDU.
Infatti, secondo la giurisprudenza, l’obbligo di
organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone
una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di
assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di
interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non
bastano per creare un simile obbligo (STFA dell'8 novembre 1999 nella causa
G.H. contro CCC e TCA, H 74/99 Ws, consid. 5b pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure
DTF 124 V 90 consid. 6 pag. 94 ed il rinvio alla DTF prima citata).
Inoltre, conformemente alla costante
giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca
l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
pag. 212 n. 450, KÖLZ/HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des
Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 3 maggio 2004 nella causa D. SA, H
318/02; STFA del 5 giugno 2003 nella causa V.C. e R.G., H 268/01 e 269/01; STFA
del 13 maggio 2003 nella causa T.T.C. SA, H 218/01; DTF 122 II 469 consid. 4a;
DTF 122 III 223 consid. 3c, DTF 120 Ib 229 consid. 2b; DTF 119 V 344 consid. 3c
e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del
diritto di essere sentito (SVR 2001 IV n. 10 pag. 28 consid. 2b; riguardo al previgente
art. 4 vCost. fed, ora art. 29 cpv. 2 Cost. fed.: DTF 124 V 94 consid. 4b; DTF
122 V 162 consid. 1d; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, sebbene le richieste d'audizione
testimoniale siano state formulate in modo corretto, considerato tuttavia come
la presente causa abbia potuto essere decisa sulla scorta degli atti già a
disposizione di questo TCA, che appaiono chiari, illuminanti ed ancora non
contestati nel loro contenuto, lo stesso rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove, in specie all'audizione dei testi indicati dalla ricorrente, poiché gli
stessi non influiscono sull'esito del presente giudizio.
Il ricorso va di conseguenza integralmente
respinto senza carico di tasse e spese di giustizia.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è respinto.
2.- Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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