AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
30.2003.303
Data decisione, Autorità:
13.02.2004, PRPEN
Incarto
n.
30.2003.303 ROC/MAM
24835/008
13
febbraio 2004
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Giudice della Pretura penale
Claudio Rotanzi
sedente con il
segretario assessore Michele Maggi per statuire sul ricorso 10.09.2003
presentato da
_________, _________
difeso da: Lic.iur. _________
_________, _________,
contro
la decisione
22 agosto 2003 emessa dalla
Sezione della circolazione, _________,
viste le
osservazioni 19 settembre 2003 della Sezione della Circolazione, _________;
letti ed
esaminati gli atti;
ritenuto in
fatto A. Con decisione 22 agosto 2003 (emanata in
forza di un rapporto di
constatazione
della Polizia cantonale, posto di _________, del 22.05.2003, cui
ha
fatto seguito la rituale intimazione del rapporto di contravvenzione
22.05.2003,
avverso il quale il denunciato ha formulato sue osservazioni
30.06.2003
- negando sostanzialmente ogni addebito - pedissequamente
riconfermate
con le nuove osservazioni 23.07.2003 e relative al rapporto di
contro-osservazioni
3.07.2003 delle forze inquirenti) la Sezione
della
Circolazione,
Ufficio giuridico, _________, ha inflitto a _________ _________,
_________,
una multa ammontante a Fr. 800.- (ottocento) oltre alla tassa di
giustizia
di Fr. 100.- e spese per complessivi Fr. 40.-, per avere egli in data 17
maggio
2003, in territorio di _________ (tratta autostradale A2, direzione Sud/Nord,
in
prossimità dell’uscita galleria _________ _________), alla guida dela
vettura ________, circolato in una galleria autostradale a velocità inadeguata
ed
eccessiva nonostante il vigente limite di 100 km/h e senza mantenere la
distanza
di sicurezza dal veicolo che lo precedeva, quest’ultimo circolando ad
una
velocità rilevata con apparecchio radar di 150 km/h (velocità punibile: 144
km/h).
La risoluzione è stata resa in applicazione degli artt. 3, 27 cpv. 1, 32
cpv.
2 e 3, 34 cpv. 4 e 90 cfr. 1 LCS, nonché degli artt. 4a cpv. 5 e 12 cpv. 1
ONC,
come pure dell’art. 22 cpv. 1 OSS;
B. Contro la predetta
pronuncia dipartimentale _________ _________ è insorto con tempestivo ricorso
10 settembre 2003, postulando egli l’annullamento della decisione impugnata in
applicazione della nota massima ‘in dubio pro reo’;
C. Con sue osservazioni
19.09.2003, il competente Dipartimento propone, per contro, la reiezione del
gravame e la pedissequa conferma della risoluzione no. ________/________del
________2003 dell'Ufficio della Circolazione, _________;
considerato
in diritto 1. La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi
dell'art. 12 LPContr.
- Giusta l’art. 27 cpv. 1
LCS, l’utente della strada deve osservare i segnali e le demarcazioni stradali,
come anche le istruzioni della Polizia, laddove, in particolare, i segnali e le
demarcazioni hanno la priorità sulle norme generali. La velocità del veicolo
deve sempre essere adattata alle circostanze, come anche alle condizioni della
strada, della circolazione e della visibilità (art. 32 cpv. 1 Ia frase LCS). Il
conducente deve tenersi a una distanza sufficiente da tutti gli utenti della
strada, in particolare nell’incrociare, sorpassare e circolare affiancato o
dietro un altro (art. 34 cpv. 4 LCS). Quando veicoli si susseguono, il
conducente deve osservare una distanza sufficiente dal veicolo che lo precede
al fine di potersi fermare per tempo in caso di frenata inattesa (art. 12 cpv.
1 ONC).
3.Orbene, la presente fattispecie fornisce allo scrivente
Giudice due versioni dei fatti diametralmente opposte fra loro. Da un lato
l’agente denunciante, nel proprio rapporto di contro-osservazioni 3 luglio
2003, riferisce che dopo circa un secondo dall’avvenuto passaggio della vettura
________targata ________sul tratto autostradale A2 in territorio di _________
(carreggiata sud/nord) in prossimità dell’uscita della galleria _________
_________ (la velocità del relativo conducente - amico del ricorrente ed
intenzionato a viaggiare pari pari con questi sino alla destinazione finale del
loro viaggio prevista a _________ - essendo stata accertata in 150 km/h per
mezzo dell’apparecchio radar 6F no. ________), transitava la vettura del
ricorrente, ________ ________, ad una velocità vicina a quella della vettura
che lo precedeva, il rilevamento della stessa non essendosi però potuto
effettuare stante i notori tempi di ricarica del radar (1/2 secondi circa!).
Dall’altro lato, il ricorrente sostiene, in primis, che l’amico al
volante della predetta ________, _________ _________, aveva da poco terminato
una manovra di sorpasso nei suoi confronti, motivo per il quale la velocità di
quello, ancora in fase di accelerazione, risultava essere superiore alla
velocità di questi, ciò che spiegherebbe pure la distanza ravvicinata tra le
due vetture al momento della constatazione effettuata dall’agente;
in
secundis, il ricorrente manifesta dubbi circa il fatto che fosse proprio
egli
medesimo
l’immediato inseguitore dell_____ ________, la documentazione agli
atti
non apportando nessuna delucidazione in tal senso, ciò che ulteriormente
escluderebbe
(poiché non sufficientemente sottomurata) la paventata
omissione
da parte del ricorrente del mantenimento della distanza di
sicurezza.
Indipendentemente da quanto precede, il ricorrente sottolinea
comunque
reiteratamente come le constatazioni, personali e soggettive, di un
unico
agente di polizia, non possano, sole e tout court, costituire
fedefacenza
e
veridicità oggettive ed assolute.
4.Stante quanto precede, nodo gordiano della fattispecie che qui
ci occupa risulta dunque essere la questione a sapere se il ricorrente, nelle
surriferite circostanze di tempo e di luogo, stesse o meno conducendo con
modalità inadeguate ed eccessive ed in spregio alle distanze di sicurezza, il
presente procedimento, in assenza di una prova apodittica, rivestendo tutti i
crismi di una procedura indiziaria.
5.Concretamente, i fatti rimproverati all’insorgente sono stati
constatati, come detto, da un agente della Polizia cantonale. È ben vero che le
constatazioni operate da un poliziotto non fruiscono di per sé di una presunzione
di veridicità e fedefacenza. Rientra, per contro, nel quadro delle attribuzioni
dell’autorità decidente, apprezzare liberamente la concludenza delle
dichiarazioni rese dall’autore dell’accertamento ed esaminare la pertinenza
della descrizione dei fatti, tenendo conto delle argomentazioni sollevate dal
multato. Valga comunque già, a mo’ di prima importante considerazione, il fatto
che, nel caso di specie, l’agente accertante ha stilato un circostanziato
rapporto di contro-osservazioni, nel quale, in particolare, si evidenzia come
questi abbia proceduto ad una constatazione di agevole momento, essendo
specificatamente intento a verificare, a quel tempo e in quel luogo, proprio
l’osservanza dei limiti di velocità e trovandosi dunque a breve (recte: brevissima)
distanza dalla vettura del ricorrente. Inoltre, sia detto per inciso, le
precise circostanze descritte non possono certamente essere frutto di fantasia
dell’agente, che, a differenza del denunciato, non ha alcun interesse (e ciò
sino a dimostrazione, non avvenuta, del contrario) a dichiarare fatti non
corrispondenti alla realtà, con il rischio, tra l’altro, di incorrere in serie
sanzioni penali e amministrative.
- Orbene, il ricorrente ha
dichiarato fronte alle forze inquirenti che:
“Proveniente da _________,
circolavo sull’autostrada dir. Nord, alla guida della mia vettura ________,
targata ________. Preciso che eravamo due vetture, la seconda era
guidata dal mio amico _________ _________. Eravamo intenzionati a raggiungere ________,
e sul tratto autostradale procedevamo a fasi alternate e precisamente per un
tratto io circolavo davanti al _________, mentre per un tratto lui mi
precedeva. Giunti in territorio di _________, dove era in atto un controllo
della velocità da parte della polizia, venivamo fermati.
L’agente verbalizzante mi
informa che al momento della rilevazione della velocità, l’apparecchio radar
segnalava una velocità costatata di 150 km/h velocità punibile dedotta la
tolleranza km/h 144.- limite massimo km/h 100. Tengo a precisare che al momento
del fatto il _________ circolava davanti al mio veicolo, mentre io lo seguivo.
A mio modo di vedere ero a una distanza adeguata. Ammetto comunque che
sicuramente la mia velocità era superiore ai 100 km/h, non sono comunque in
grado di dire la velocità per il fatto che non controllavo il contachilometri.”
(verbale di interrogatorio _________ _________, 17.05.2003).
- La
chiara, completa e per nulla titubante, predetta dichiarazione del ricorrente
fronte alle forze inquirenti, attesta inequivocabilmente che tra la vettura di
questi e quella dell’amico _________ _________, che nel momento critico che qui
ci occupa, lo precedeva, non vi era alcun’altra vettura, le asserzioni del
patrocinatore legale essendo rimaste mere allegazioni di parte per nulla rese
verosimili né tantomeno credibili dal momento che _________ _________ ha,
appunto, precisato che l’amico _________, nelle surriferite circostanze di
tempo e luogo, circolava davanti alla vettura del ricorrente che lo seguiva
(!), laddove il predicato ‘seguire’, in mancanza di elementi (credibili)
contrari, deve certo essere interpretato nel suo più puro e genuino significato
letterale a valere quale “andare dietro ad un altro, o ad altri, che precedono,
guidano, e sim.” o, ancora, “inseguire” (cfr. ________, Vocabolario della
lingua italiana, 12.a ed., 1998). È del tutto inverosimile e fuorviante,
dunque, poter credere alla versione (tardivamente) riportata dal ricorrente
(che, si noti bene, nulla ha eccepito a tal riguardo fronte alle forze
inquirenti (!), questa constatazione, sola, denotando già un atteggiamento
perlomeno contraddittorio e, pertanto, poco credibile, da parte del ricorrente)
secondo cui una vettura terza stesse circolando tra quelle di _________
_________ e di _________ _________, tanto più se si considera il fatto che lungo
tutto il tratto autostradale, questi ultimi, per stessa ammissione di _________
_________, procedevano, come visto, a fasi alternate, l’uno seguendo
direttamente l’altro per un tratto e viceversa. Non solo. V’è di più. Neppure
l’agente denunciante, infatti, estremamente ben posizionato, non ha del resto
notato alcunché a tal proposito. Stante tutto quanto precede, ben può lo
scrivente Giudice fondare il proprio intimo convincimento in punto alla circostanza
che tra le vetture del ricorrente e quella del _________ non vi fosse una
vettura terza.
8.Il ricorrente, come visto, ha reiteratamente sostenuto in
corso di procedura l’ipotesi secondo la quale _________ _________ avesse da
poco, e proprio all’interno della galleria _________ _________, terminato una
manovra di sorpasso ai suoi danni, la relativa fase di accelerazione non
essendosi pertanto ancora terminata al momento del rilevamento della velocità,
e dovendo pedissequamente risultare di molto superiore a quella della vettura
guidata da _________ _________. L’ulteriore argomentazione addotta dal
ricorrente non è però liberatoria e non incrina la credibilità della versione
fornita dall’Cpl. _________ _______. Intanto, la versione del sorpasso risulta
essere, come ammesso dal patrocinatore stesso, meramente ‘probabile’,
ciò che già di per sé denota una crassa incertezza nel ricorrente, quanto
precede ad inficiarne la sua credibilità, che appare quantomeno vacillante. La
tesi del predetto sorpasso, inoltre, avrebbe potuto e dovuto essere poi
senz'altro espressa dal ricorrente fronte alle forze inquirenti, ma questi, di
tale circostanza così fondamentale e gravida di conseguenze giuridiche, non ne
fa minimamente menzione se non, e per la prima volta, in data 10 giugno 2003
(cfr. doc. 6; scritto _________ _________ a __________ ____SA, _________) a ben
24 giorni dall’accaduto(!). A mero titolo
abbondanziale, e per il rimanente, si rilevi poi in questo contesto come il
ricorrente neppure abbia del resto ritenuto necessario, ai fini di provare o
quantomeno rendere verosimile, le proprie allegazioni, dovere fare capo
all’istituto di cui all’art. 11 cpv. 2 LPRcontr, in virtù del quale, fra
l’altro, egli avrebbe potuto in questa sede proporre nuovi mezzi di prova a suo
sgravio ciò che, al contrario, questi ha manifestamente omesso. Stante tutto
quanto precede lo scrivente Giudice perviene all’intimo convincimento che
_________ _________ non abbia superato il ricorrente all’interno della Galleria
_________ _________, e che, per contro, _________ _________ lo stesse invece,
da qualche tempo, unicamente seguendo come da lui stesso dichiarato
(cfr. suo verbale d’interrogatorio 17.05.2003).
9.Circa la velocità eccessiva ed inadeguata del ricorrente, v’é
da dire che se è vero che la stessa non si è potuta accertare per mezzo
dell’apparecchio radar, é altrettanto vero che, in primis, lo stesso ricorrente
ha ammesso di avere concretamente circolato ad una velocità superiore ai 100
km/h (cfr. suo verbale di interrogatorio 17.05.2003) e di avere seguito
(nell’accezione ed interpretazione di cui sopra) l’amico _________ il quale
circolava alla velocità (accertata) di 150 km/h, e che, in secundis, l’agente
denunciante ha dichiarato nel proprio rapporto di contro-osservazioni che il ricorrente
stava circolando ad una velocità vicina a quella del primo veicolo (che
lo precedeva). Nessun dubbio, dunque, e proprio per questi motivi, che la
velocità del ricorrente (che seguiva direttamente la vettura
________ guidata da _________ _________) fosse inadeguata ed eccessiva. Quanto
precede è poi confortato dal fatto che, per stessa ammissione del ricorrente
(cfr. suo verbale di interrogatorio), egli e l’amico _________, entrambi
intenzionati a raggiungere _________, procedevano congiuntamente sin
dall’inizio del loro viaggio.
-
Stante
tutto quanto precede, e constatata in particolare la velocità inadeguata del
ricorrente e l’inverosimile fase di accelerazione del conducente che lo
precedeva (il quale, come già si è detto, non aveva effettuato sorpasso veruno
ai danni del ricorrente nel tratto autostradale che qui ci occupa) si rende del
tutto manifesta la (seconda) per_________ta infrazione di questi alle norme
della circolazione, segnatamente l’omissione della distanza di sicurezza dal
veicolo antistante, la documentazione fotografica agli atti (ritenuta
inverosimile l’ipotesi di una terza vettura frapposta tra quelle di _________
_________ e di _________ _________) risultando ampiamente sufficiente a
sottomurare la tesi dipartimentale.
-
La totale mancanza di prove atta a corroborare la versione
sostenuta dal ricorrente rende pertanto le giustificazioni da lui addotte
affatto credibili, questo Giudice giungendo così all’intimo convincimento che
_________ _________ non possa essere prosciolto dagli addebiti mossigli, avendo
egli senz’altro, alle modalità di cui sopra, tenuto un comportamento di guida
non solo scorretto, ma, anzi, estremamente scriteriato ed imprudente, ciò che
deve essere senz’altro tenuto in linea di conto nella commisurazione della
pena, di cui si dirà qui appresso.
-
Giusta
l’art. 90 cfr. 1 LCS, chiunque contravviene alle norme della circolazione, è
punito con l’arresto o con la multa. Per la commisurazione di quest’ultima, il
Giudice, in virtù del richiamo di cui all’art. 102 cpv. 1 LCS, applica i
medesimi principi dottrinali e giurisprudenziali a fondamento dell’art. 63 CPS.
Stante quanto precede, lo scrivente Giudice, tenendo conto di tutte le
circostanze del caso, e segnatamente della pericolosità della manovra in
questione (la quale, seppur astratta, risulta comunque essere ugualmente
punibile: cfr. BUSSY/RUSCONI, Commentario LCS, 3a ed., Losanna 1996, n.
3.4 ad art. 90 cfr. 1 LCS), ritiene peraltro equo confermare l’importo della
multa a suo tempo inflitta a _________ _________, ed ammontante segnatamente a
Fr. 800.- (ottocento), confacentemente proporzionata alla gravità
dell’infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta
nei limiti concessi della legge, ritenuto in particolare che l’infrazione, già
di per sé non di poco conto, è avvenuta all’interno di una galleria
autostradale, con relativo naturale incremento (potenziale) di rischi e
pericoli per la sicurezza dello stesso ricorrente e degli utenti della strada
in generale, attorno alla cui protezione ruota tutta la Legislazione in materia
di circolazione e che anzi la giustifica e le dà fondamento costituzionale. Per
il che, il ricorso va respinto con pedissequo accollo, in applicazione del
principio generale della soccombenza, di tasse e spese di giustizia (art. 15
LPContr).
richiamati gli artt. 3, 27 cpv.1, 32 cpv. 2 e
3, 34 cpv. 4, 90 cfr. 1 LCS, artt. 4a cpv. 5, 12 cpv. 1 ONC, art. 22 cpv. 1
OSS, artt. 1 e segg. LPContr;
dichiara e
pronuncia: 1. Il ricorso 10 settembre 2003 è
respinto.
§ Di conseguenza, è
integralmente confermata la risoluzione no. ________/________del ________2003
della Sezione della circolazione, Ufficio giuridico, _________, emanata nei
confronti di _________ _________,
_________.
-
La tassa di giustizia in
Fr. 150.-, come pure le spese per complessivi Fr. 100.-, relative al presente
giudizio, sono a carico del ricorrente.
-
Contro la presente
sentenza può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione
del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato presso il
Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni dalla
notifica della sentenza (art. 272 PP).
-
Intimazione a:
Sezione della circolazione,
_________,
Lic.iur. _________ _________, _________.
Il Giudice: Il
Segretario assessore :
Claudio Rotanzi Michele
Maggi
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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