Cassation allowed for lack of proof of damage and causation

16.1996.98Outro Tribunal16 de mai. de 1997Granted

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The Civil Cassation Chamber of the Ticino Court of Appeal allowed the wife’s cassation appeal against a Lugano pretore judgment that had ordered her to pay CHF 1,200 for allegedly damaged awnings in her husband’s apartment. The court held that the claimant had not proved improper use, damage, or causal link. The sole report was not a true expert opinion, no testimony confirmed the alleged misuse, and the photographs were insufficient. The first-instance decision was annulled and replaced with a dismissal of the application. Costs of both instances were allocated against the claimant and the appellant respectively.

Sumário Omnilex

Art. 8 CC; burden of proof in contractual damage claims and limits of cassation under Art. 327 let. g CPC. In an action for damages arising from a commodatum, the claimant must prove the contractual breach, the existence and amount of the loss, and the adequate causal link; fault is presumed once these elements are established. A report based merely on ordinary observation, without scientific or specialized assessment, does not by itself constitute decisive expert evidence. Manifest error exists where the challenged finding stands in clear contradiction to the evidentiary record; cassation is not a vehicle for substituting an equitable solution where the burden of proof has not been discharged.

Texto completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.1996.98

Data decisione, Autorità: 16.05.1997, CCC

Incarto n. 16.96.00098

Lugano 16 maggio 1997/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 8 agosto 1996 presentato da

__________ patr. __________

contro

la sentenza 10 luglio 1996 del Pretore del distretto di Lugano, Sezione 3, nella causa civile inappellabile promossa con istanza 25 settembre 1995 da


patr.


con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 1’200.- oltre accessori a titolo di

risarcimento danni, domanda accolta dal primo giudice,

letti ed esaminati gli atti

considerato

in fatto e in diritto:

  1. Dall’estate 1992 sino alla fine di agosto 1995 __________ ha occupato, a titolo gratuito, un appartamento di proprietà del marito a __________riconsegnandolo -a dire del proprietario- in uno stato di incuria generale, con particolare riferimento alle tende da balcone irrimediabilmente danneggiate a causa di un uso non conforme delle stesse.

Con istanza 21 settembre 1995 __________ ha quindi convenuto in causa la moglie al fine di ottenere il pagamento di fr. 1’200.-, importo necessario alla sostituzione delle due tende in discussione. La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando il danno fatto valere in causa nonché la sua eventuale responsabilità, negando in particolare l’addebito circa un uso improprio delle tende.

  1. Con il querelato giudizio il primo giudice ha accolto l’istanza ritenendo sufficientemente comprovato sia il danno che la responsabilità della convenuta, dipendente da un errato utilizzo delle tende in questione.

  2. Con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo con decreto 12 agosto 1996 del presidente di questa Camera, __________ è insorta contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. La ricorrente eccepisce innanzi tutto la nullità della sentenza per carenza di motivazione. Nel merito rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale e arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, ritenendo provato il danno e il nesso di causalità tra lo stesso e l’utilizzo da lei fatto delle tende dell’istante.

Con osservazioni 24 settembre 1996 la controparte postula la reiezione del gravame.

  1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del pretore o del giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 121 I 114 consid. 3a; 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).

  1. L’art. 8 CC impone a chi intende dedurre il proprio diritto da una circostanza di fatto l’obbligo di provare detta circostanza.

In conseguenza di questa norma fondamentale, la mancanza della prova delle circostanze di fatto costitutive del diritto obbliga il giudice a decidere in sfavore di chi pretende l’esistenza del diritto (Kummer, Berner Kommentar, n. 20 ad art. 8 CC).

Le norme sul contratto di comodato pongono a carico del comodatario l’obbligo di restituire la cosa dopo essersene servito (art. 305 CO) e, se questa presenta dei difetti da lui cagionati, di risarcirli sulla base dell’art. 97 CO (Schärer in Comm. di Basilea, 1996, n. 14 ad art 306 CO).

In quest’ultima ipotesi, spetta al danneggiato provare la violazione contrattuale, l’esistenza e l’entità del pregiudizio subito, nonché il nesso di causalità adeguato tra questi due elementi; la colpa essendo presunta (Wiegand in Comm. di Basilea, 1996, n. 5 e segg. ad art. 97 CO; Guhl, Das Schweizerische Obligationenrecht, 8. edizione, 1991, pag. 222 e segg.).

  1. Nel caso concreto l’unico elemento istruttorio è il rapporto di constatazione del perito comunale di __________, arch. __________ (doc. D), che tuttavia non può essere considerato alla stregua di un parere peritale poiché non fa capo a criteri scientifici o comunque specialistici che superino la comune esperienza.

Riferendo di una “presenza di usura (linea scura) arretrata rispetto al normale totale avvolgimento” il perito fa una constatazione attribuendo all’utente della tenda un “utilizzo scorretto” (risposta 7). Sennonché deve essere puntualizzato:

che nessuna testimonianza, nemmeno quella (eventuale) dello stesso perito, attestano quell’utilizzo scorretto che l’arch. __________ può solo presumere;

che la fotografia no. 9, allegata al rapporto in esame, dà un’idea della descritta linea scura delle tende da sole, ma non prova che la linea scura visibile sulle tende oggetto della lite sia dovuta al preteso uso scorretto attribuito alla convenuta, già perché la stessa riproduzione fotografica non mostra lo stato della altre tende da sole dell'immobile (che appaiono completamente avvolte) come oggetti di riferimento e di paragone.

In queste condizioni la decisione impugnata appare in manifesto contrasto con la carenza di prove sulla pretesa errata e negligente manutenzione delle tende da sole, riconosciuta dal primo giudice a carico della convenuta; essa, in particolare, dà l’impressione di rappresentare piuttosto una soluzione di equità (art. 4. CC), possibilità che il legislatore non ha previsto per i casi in cui una parte non fa fronte, negligentemente, al proprio onere probatorio.

  1. In tal senso e in virtù dell’art. 332 cpv. 2 CPC il ricorso dev’essere accolto e la vertenza decisa in questa sede.

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

pronuncia:

I. Il ricorso per cassazione 8 agosto 1996 __________ è accolto.

Di conseguenza la sentenza 10 luglio 1996 del Pretore del distretto di Lugano, Sezione 3, è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

  1. L’istanza è respinta.

  2. La tassa di giustizia, fissata in fr. 150.- e le spese, da

anticipare dall’istante, sono poste a carico dell’istante, che rifonderà alla convenuta la somma di fr. 300.- a titolo di ripetibili.

. II. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 80.-

b) spese fr. 40.-

fr. 120.-

anticipate dalla ricorrente, sono poste a carico __________, che verserà inoltre alla controparte la somma di fr. 200.- a titolo di ripetibili di questa sede.

III. Intimazione a:


Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 3

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

burden of proofdamagecausationcommodatumevidentiary assessmentcassationmanifest errorcosts

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Questão jurídica principal

Whether the first-instance judgment was null for lack of reasoning

Decisão extraída

The judgment was not annulled on this ground; the cassation court instead examined whether the factual findings were manifestly erroneous.

Fundamentação extraída

The complaint under Art. 327 let. g CPC required a manifest violation or manifestly incorrect assessment. The challenged decision was set aside because the evidence did not support the finding of negligent use and damage, not because it lacked reasons.

Questão jurídica principal

Whether damage, causal link, and contractual liability for the awnings were sufficiently proved

Decisão extraída

The respondent failed to prove the alleged improper use, the damage’s causal link, and the factual basis for the claim; the claim had to be dismissed.

Fundamentação extraída

Under Art. 8 CC the burden of proof lay with the claimant. The only report was not a true expert opinion, no testimony confirmed improper use, and the photographs did not prove that the observed wear resulted from the wife’s conduct. The first judge’s conclusion appeared to be an impermissible equity solution.

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