Cassation granted on standing to collect subdelegated lawyer fees

16.1995.96Outro Tribunal22 de abr. de 1996Granted

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A lawyer appealed a Lugano first-instance judgment that had partially rejected his claim for payment of a co-lawyer's fee on the ground that he lacked standing to collect it. The Civil Cassation Chamber held that the clients had accepted the subdelegated work, knew it would be at their expense, and had already paid an advance for it. The refusal to recognize standing was therefore contrary to the file and had to be quashed. The chamber then decided the merits itself, fully upholding the fee claim, dismissing the counterclaim, definitively rejecting the debt-enforcement objections, and reallocating all costs against the clients.

Sumário Omnilex

Art. 327 lett. g CPC; cassation for manifest violation of substantive law or manifestly erroneous assessment of evidence. A decision is arbitrary only where it clearly breaches an undisputed legal rule or is untenable in light of the record; the mere possibility of another solution is insufficient. Where the mandatary, with the clients' knowledge and acceptance, subdelegates part of the work and incurs a necessary expense in the clients' interest, he may claim reimbursement and, absent any agreement to the contrary, collect the related fee. If the evidentiary record makes the clients' awareness and acceptance of the subdelegation clear, denying standing is manifestly wrong and the cassation court may, under Art. 332 cpv. 2 CPC, decide the merits itself.

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AIUTO RICERCA

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Numero d'incarto: 16.1995.96

Data decisione, Autorità: 22.04.1996, CCC

Incarto n. 16.95.00096

Lugano 22 aprile 1996

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 15 maggio 1995 presentato da


patr. dall’avv. __________

contro

la sentenza 18 aprile 1995 del Pretore del distretto di Lugano, Sezione 3 nella causa a procedura ordinaria inappellabile promossa con istanza 15 maggio 1992 nei confronti di


patr. dallo studio legale __________

con la quale l’istante ha chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr. 4’284.55 oltre accessori nonchè il rigetto in via definitiva delle opposizioni interposte ai PE no. __________ e __________dell’UE di Lugano, domande parzialmente accolte dal primo giudice,

letti ed esaminati gli atti,

considerato

in fatto e in diritto:

  1. __________, con studio legale a __________, si è occupato della tutela degli interessi dei signori __________ nell’ambito di una procedura giudiziaria che li opponeva alla ditta __________ dinnanzi al Tribunale di __________.

A mandato ultimato, l’avv. __________ ha emesso la propria nota spese e competenze per un totale di Lit. 2’643’444 pari a fr. 3’066.40 (doc. C). Stante il diniego di pagamento dei suoi mandanti l’avv. __________, con istanza 15 maggio 1992, li ha convenuti in giudizio al fine di ottenere il pagamento della sua nota professionale oltre a quella di Lit. 1’050.141, pari a fr. 1’218.15 (doc. D), del collega avv. __________ occupatosi pure lui della vertenza.

I convenuti si sono opposti alla pretesa avversaria contestando il corretto adempimento del mandato ad opera dell’avv. __________. Per quanto attiene alla nota dell’avv. __________ essi hanno contestato la legittimazione attiva dell’istante a procedere all’incasso della medesima.

  1. Con il querelato giudizio il primo giudice ha accolto l’istanza limitatamente alla nota professionale dell’avv. __________ respingendo per contro la pretesa relativa alla nota profes-sionale dell’avv. __________, limitandosi ad affermare che “fa difetto la legittimazione attiva”.

  2. Con il presente tempestivo gravame, l’avv. __________ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC.

Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente valutato il diritto materiale non riconoscendogli la legittimazione ad agire per l’incasso della nota professionale dell’avv. __________ avendo quest’ultimo agito per conto dei convenuti in virtù di un rapporto di subdelega, a loro noto e da loro mai contestato.

Con osservazioni 31 maggio 1995 la controparte postula la reiezione del gravame.

  1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.

Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).

  1. Indiscusso - anche in virtù dell’art. 1720 CCit - il principio del compenso del mandatario, esteso alla rifusione di ogni spesa affrontata nell’interesse del mandante e necessaria ai fini del mandato stesso, la censura può esclusivamente interessare le risultanze istruttorie, per sapere:

se dalle stesse si debba concludere che il mandato conferito dai signori __________ all’istante comprendesse anche la possibilità per questi di subdelegare parte del suo lavoro ad altri;

rispettivamente se il consenso dei mandanti su questo punto implicasse indicazioni in merito alla remunerazione del subdelegato. Purtroppo agli atti non è stato versato l’atto di procura sottoscritto dai mandanti in favore dell’avv. __________. Ciò nonostante, che questi potesse conferire una subdelega, che egli vi abbia fatto capo e che perciò si sia rivolto all’avv. __________ di __________ è addirittura pacifico, così come nessuno pretende che i signori __________ abbiano conferito un mandato proprio anche all’avv. __________. In sede di discussione essi infatti si sono limitati ad obiettare che l’istante non poteva procedere all’incasso delle competenze dovute all’avv. __________, “non avendogli costui ceduto il credito” (verbale, p. 3 e 4); dimenticando con ciò di non avere nessun debito originario nei confronti di quell’avvocato. Nè gli istanti sostengono che all’onorario dell’avv. __________ avrebbe dovuto provvedere l’avv. __________, essendo loro chiaro fin dall’inizio che l’attività procuratoria del primo, nella sede della pretura, era a loro carico. L’istante scrisse infatti ai signori __________ in data 16 ottobre 1987 - inviando loro copia della citazione definitiva - che la notifica di quell’atto sarebbe avvenuta ad opera dell’avv. __________, aggiungendo: “le preciserò in prosieguo anche quanto sarà da versarsi presso il procuratore di __________ per l’attività, ovviamente, solo procuratoria” (plico doc. 6). D’altra parte, con scritto 4 novembre 1987, l’istante aveva poi trasmesso ai clienti una domanda d’anticipo dell’avv. __________ che essi avevano onorato regolarmente (plico doc.7)

Avendo accettato l’attività (onerosa) dell’avv. __________, così come predisposta dal loro mandatario avv. __________, i convenuti sono oggi malvenuti negando a quest’ultimo la legittimazione all’incasso di questa spesa da lui affrontata nell’ambito del mandato. La decisione del pretore su questo punto, contraria al diritto sostanziale, ma soprattutto alle risultanze istruttorie considerate nel loro complesso, dev’essere così cassata. La versione diversa dei fatti, offerta dalla parte resistente in questa sede, non può influire sul processo, ostandovi l’art. 321 CPC.

  1. Il ricorso è pertanto accolto e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera è tenuta a decidere il merito della controversia.

Di conseguenza il credito corrispondente alla nota spese e competenze dell’avv. __________, per fr. 1’218.15, deve essere confermato per le stesse considerazioni espresse dal primo giudice al punto 4 in fine della sua sentenza.

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente LTG

pronuncia:

I. Il ricorso per cassazione 15 maggio 1995 dell’avv. __________ è accolto.

Di conseguenza la sentenza 18 aprile 1995 del Pretore del distretto di Lugano, Sezione 3, è annullata e sostituita dalla seguente pronuncia:

  1. L’istanza è accolta.

Conseguentemente i convenuti __________

__________ e __________ sono condannati in

solido a versare all’istante avv. __________ l’importo di

fr. 4’284.55 oltre interessi del 5 % dal 21 agosto 1991.

§ Sono rigettate in via definitiva le opposizioni interposte dai

convenuti ai PE no. __________ e __________dell’UE di

Lugano.

  1. La domanda riconvenzionale è respinta.

  2. La tassa di giustizia dell’azione principale di fr. 400.- e le

spese, da anticipare dalla parte istante, vanno poste a carico

dei convenuti in solido i quali rifonderanno all’istante fr. 600.-.

a titolo di ripetibili.

  1. La tassa di giustizia dell’azione riconvenzionale di fr. 100.- e

le spese, da anticipare dai convenuti, restano a loro carico

con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 180.- a titolo di

ripetibili.

II. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 150.-

b) spese fr. 50.-

T o t a l e fr. 200.-

già anticipate dal ricorrente, vanno poste a carico dei signori __________ in solido i quali rifonderanno pure in solido al ricorrente fr. 300.- a titolo di ripetibili di questa sede.

  1. Intimazione a:

Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 3

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

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Extraído pela Omnilex

Questão jurídica principal

Whether the appellant had standing to collect the co-lawyer's fee incurred under subdelegation.

Decisão extraída

Yes. The clients knew of and accepted the subdelegated work, and the expense was incurred by the mandatary in performing the mandate; the appellant could therefore claim reimbursement and collect the co-lawyer's fee.

Fundamentação extraída

The records showed that the clients accepted the costly work arranged by their lawyer, were informed that the local lawyer's activity would be at their expense, and had even paid an advance for it. Denying standing was contrary to the evidentiary record and substantive law.

Questão jurídica principal

Whether the first-instance judgment had to be annulled for manifest violation of substantive law or manifestly erroneous assessment of the evidence.

Decisão extraída

Yes. The refusal to recognize standing was manifestly wrong and had to be quashed under cassation review.

Fundamentação extraída

Under Art. 327 let. g CPC, cassation lies for manifest legal error or manifestly erroneous assessment of evidence. The challenged finding contradicted the clear file and was arbitrary in the relevant sense.

Questão jurídica principal

Whether the clients' opposition in debt-enforcement proceedings had to be definitively dismissed.

Decisão extraída

Yes, the opposition to the relevant enforcement proceedings was definitively dismissed together with the creditor's claim.

Fundamentação extraída

Once the fee claim was upheld, enforcement objections could no longer stand.

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