Cassation dismissed: sale of artworks held unconditional

16.1994.14Outro Tribunal21 de ago. de 1995Dismissed

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The Ticino Civil Cassation Chamber dismissed a cassation appeal against a first-instance judgment ordering delivery of an artwork and a folder with 10 lithographs. The appellant argued that the sale of the works had been conditional on creating a museum and that the lower court had arbitrarily assessed the evidence. The chamber held that the parties had agreed on the objects and price, that the alleged condition was not proved, and that the lower court’s appraisal was not manifestly unsustainable. The appeal was therefore rejected and costs were imposed on the appellant.

Sumário Omnilex

Art. 327 lit. g CPC; arbitrariness in the assessment of evidence and proof of a suspensive condition under Art. 151 CO. Cassation lies only where the factual or evidentiary assessment is manifestly unsustainable, contradictory, or in clear conflict with the file. Where the existence of a condition is disputed, the burden of proof rests on the party invoking it. A sale is perfected under Art. 184 CO once the parties agree on the object and the price; absent proof of a condition, the contract is immediately effective. A merely arguable or debatable evaluation does not meet the threshold of cassation.

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AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 16.1994.14

Data decisione, Autorità: 21.08.1995, CCC

Incarto n. 16.94.00014

Lugano 21 agosto 1995

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Cocchi e Giani

segretaria:

Petralli, vicecancelliera

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 7 dicembre 1994 presentato da


patr. dallo studio legale __________

contro

la sentenza 17 novembre 1994 del Segretario assessore della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord nella causa a procedura ordinaria inappellabile promossa con istanza 29 luglio 1994 da


patr. dall’avv. __________

con la quale si chiedeva la condanna della convenuta alla consegna all’istante di un quadro e di una cartella contenente 10 litografie a colori dell’artista __________, domanda accolta dal primo giudice che ha respinto la domanda riconvenzionale della convenuta tendente alla restituzione di un quadro in possesso dell’istante dietro pagamento della somma di Lit. 10’000’000 versata da quest’ultimo,

letti ed esaminati gli atti,

considerato

in fatto e in diritto:

  1. Con istanza 29 luglio 1994 __________ ha convenuto in giudizio __________, moglie del defunto artista __________, al fine di ottenere la consegna di un quadro e di una cartella contente 10 litografie dell’artista. Trattasi di opere che l’istante avrebbe acquistato nel corso del mese di maggio 1992 direttamente dall’autore al quale aveva versato un primo acconto di Lit. 3’000’000 e in seguito la somma di Lit. 7’000’000 a saldo del prezzo di acquisto pattuito per i due quadri, uno dei quali già in suo possesso mentre le 10 stampe contenute nella cartella dell’archivio storico del pittore (valore fr. 3’000.-) gli sarebbero state donate.

In sede di contraddittorio la convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando di dover consegnare le opere oggetto dell’istanza non essendosi mai perfezionato tra le parti un valido contratto di compravendita, contratto che l’artista __________ avrebbe concluso unicamente in caso di creazione di un museo a __________ così come prospettato da controparte, ciò che non si è realizzato.

In via riconvenzionale la signora __________ ha chiesto la restituzione del quadro a suo tempo consegnato dal defunto marito all’istante, dietro restituzione da parte sua dell’importo di Lit. 10’000’000 versatole da __________ per i due dipinti.

  1. Con il querelato giudizio il primo giudice, previa valutazione delle risultanze istruttorie, non ha ritenuto che fossero emersi sufficienti elementi atti a suffragare la tesi di parte convenuta circa la conclusione di un contratto condizionato, né circa l’esistenza di un contratto viziato da errore essenziale; ha così accolto l’istanza respingendo al contempo la domanda riconvenzionale.

  2. Con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo con decreto 13 gennaio 1995 del presidente di questa Camera, __________ è insorta contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento. La ricorrente, basandosi sul titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC, rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le prove e le risultanze istruttorie, in particolare per non aver ritenuto provata l’esistenza di un accordo tra le parti secondo il quale la vendita delle opere d’arte era subordinata alla realizzazione da parte dell’acquirente di un museo ovvero che comunque solo a queste condizioni il defunto artista __________ era intenzionato a vendere le sue opere.

Con osservazioni 30 gennaio 1995 la controparte postula la reiezione del gravame.

  1. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.

Secondo dottrina e giurisprudenza è arbitrario ciò che è manifestamente insostenibile, contrario alla logica ed in palese contrasto con gli atti, non è pertanto arbitraria la valutazione del giudice che sia giustificabile e si possa sostenere alla luce di un comune criterio di ragione seppure sia dubbia o opinabile (Rep 1983 9, 1989 158; DTF 109 II 171, 113 Ia 20, 114 Ia 27, 116 Ia 88 consid. 2b, 119 Ia 32 consid. 3).

  1. La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria per tre motivi: perchè non c’è stato uno scambio di volontà reciproco e concorde e quindi la conclusione di un contratto, perchè il contratto sarebbe viziato da errore essenziale e da ultimo perchè la condizione posta al perfezionamento del contratto, ossia la creazione di un museo, non si sarebbe realizzata.

In questa sede rimprovera anzitutto al pretore di essere partito dal presupposto errato che la convenuta abbia ammesso la conclusione della compravedita. Orbene, se è vero che il primo giudice ha ammesso, a torto, la mancata contestazione della pattuizione del contratto da parte della convenuta, contestazione da questa tempestivamente proposta in sede di risposta, è altrettanto vero che la censura, comunque esaminata dal primo giudice e dallo stesso respinta, si rileva infondata.

Infatti, dal contenuto dello scritto 1° giugno 1992 del defunto __________ e dal quale la convenuta pretende di dedurre il mancato perfezionamento del contratto, stante la mancata autorizzazione alla vendita del quadro in possesso dell’ acquirente, si evince invece la fissazione del prezzo delle opere scelte dall’acquirente. Con il versamento dell’importo di Lit. 10’000’000, accettato dalla convenuta, l’istante ha quindi manifestato consenso sul prezzo fissato dal venditore. Per il che, visto l’accordo delle parti sulla merce e sul suo prezzo, il contratto di compravendita è da ritenersi perfezionato con il conseguente obbligo per le parti di eseguire le rispettive prestazioni (art. 184 CO),

Su questo punto, quindi, la decisione impugnata, per quanto succinta nella sua motivazione, deve essere confermata.

  1. La ricorrente contesta poi il mancato riconoscimento ad opera del primo giudice della natura condizionata del contratto di compravendita concluso dal defunto marito con il signor __________, ossia - in concreto - che la vendita dei quadri esisteva solo in vista dell’allestimento di un museo.

Secondo l’art. 151 CO un contratto si ritiene condizionato quando la sua obbligatorietà si faccia dipendere da un avvenimento incerto.

Esso diventa efficace dal momento in cui la condizione si verifica, a meno che i contraenti non abbiano manifestato una diversa intenzione.

Per poter parlare di condizione ai sensi del sopra menzionato disposto, vi deve essere il riferimento ad un avvenimento futuro, oggettivamente possibile e incerto (DTF 96 II 125; Guhl, Das Schweizerische Obligationenrecht, 1991, pag. 50; Honsell/ Vogt/Wiegand, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, OR I, 1992, n 13 e 14 ad art. 151-157 CO, Vorbemerkungen).

Quando vi è incertezza sulla natura di un negozio giuridico, ovvero se è litigiosa la questione di sapere se esso sia o meno condizionato, l’onere della prova incombe su colui che afferma l’esistenza di una condizione (Von Thur/Escher, Allgemeiner Teil des Schweizerischen Obligationenrechts, 1974, vol. 2, pag. 263).

Nel caso di specie la conclusione del primo giudice secondo la quale la convenuta non avrebbe fornito la prova dell’esistenze di un contratto di compravendita condizionato non può essere censurata. L’interpretazione delle risultanze istruttorie fornita dal primo giudice, sia per quanto attiene alle deposizioni testimoniali che alle prove documentali, non appare infatti arbitraria.

La censura ricorsuale secondo la quale non sarebbero attendibili le testimonianze __________ e __________, persone che hanno assistito alle trattative per l’acquisto delle opere oggetto della presente procedura giudiziaria e che escludono che la discussa creazione di un museo costituisse una condizione per la vendita dei due quadri, non può essere accolta.

Per costante giurisprudenza, qualora l’attendibilità di un testimone possa apparire dubbia sotto un profilo soggettivo per l’esistenza di un rapporto diretto di dipendenza, rispettivamente per l’esistenza di un altro motivo che determini un interesse a deporre a favore di una parte, la credibilità delle sue dichiara-zioni può essere intaccata unicamente se è accertata una grave discordanza dei fatti tessuti sul contenuto testimoniale al cospetto degli elementi di fatto desumibili da altre prove: il giudice può infatti fare astrazione dal contenuto di una testimonianza solo quando la stessa risulti inveritiera o poco credibile (Cocchi/Trezzini, CPC, n. 19 ad art. 90).

In concreto non vi è motivo di ritenere che il preteso, peraltro non comprovato, interesse finanziario delle testi all’accoglimento dell’istanza, possa averle indotte a deporre il falso o comumque a raccontare cose inveritiere.

A conforto delle deposizioni testimoniali che escludono la pattuizione di un accordo condizionato, con particolare riferimento alla realizzazione di un museo, vi è peraltro pure lo scritto 1° giugno 1992 del defunto artista dal quale non si evince alcuna clausola circa la subordinazione della vendita alla creazione del museo, eventualità quest’ultima che l’autore stesso dello scritto definisce quale progetto futuro.

Ne discende pertanto che in difetto della prova, che come visto competeva alla convenuta fornire, circa la natura condizionata del contratto di compravendita, questo è da ritenersi quale negozio giuridico incondizionato e quindi immediatamente efficace.

  1. La sentenza impugnata, che ha esaminato tutte le argomentazioni invocate dalla convenuta a sostegno dell’ inefficacia del contratto di compravendita ritenendole infondate, deve essere confermata non essendo ravvisabile nell’operato del primo giuidice il motivo di cassazione invocato dalla ricorrente.

La censura relativa all’esattezza del valore complessivo delle opere vendute può rimanere senza risposta poichè estranea al tema della decisione impugnata.

.

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 147 CPC e la vigente LTG

pronuncia:

  1. Il ricorso per cassazione 7 dicembre 1994 di __________ è respinto.

  2. Le spese del presente giudizio, consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 350.--

b) spese fr. 50.--

T o t a l e fr. 400.--

già anticipate dalla ricorrente rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 250.- a titolo di ripetibili di questa sede.

  1. Intimazione a:

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione Mendrisio-Nord

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

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Extraído pela Omnilex

Questão jurídica principal

Whether the first judge arbitrarily assessed the evidence regarding a conditional sale tied to a museum project.

Decisão extraída

The evidence did not show, in an arbitrary way, that the sale was conditioned on the creation of a museum; the finding that the alleged condition was not proved stands.

Fundamentação extraída

The written note of 1 June 1992 and the testimony relied on by the first judge supported an unconditional sale. The appellant failed to prove the asserted condition, and the credibility assessment was not manifestly unsustainable.

Questão jurídica principal

Whether the sales contract for the artworks was validly concluded and immediately effective.

Decisão extraída

Yes. The parties agreed on the goods and the price, so the sale was perfected and binding.

Fundamentação extraída

Acceptance of the Lire 10,000,000 payment together with the correspondence showed agreement on the object and price under Art. 184 CO; therefore the contract was concluded.

Questão jurídica principal

Whether the first-instance judgment should be annulled for manifestly erroneous assessment of evidence under Art. 327 lit. g CPC.

Decisão extraída

No. No manifest violation of law or manifestly erroneous appreciation of the file was shown.

Fundamentação extraída

Under Art. 327 lit. g CPC, cassation requires arbitrariness in the strict sense. The lower court's reasoning was at least defensible and not contrary to the file.

Questão jurídica principal

Allocation of costs of the cassation proceedings.

Decisão extraída

The appellant bears the court costs and must pay the respondent party compensation.

Fundamentação extraída

As the appeal was dismissed, costs followed the outcome.

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