Bankruptcy auction notice annulled for erroneous description

15.2007.8Outro Tribunal2 de abr. de 2007Partially Granted

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RI 1 challenged a bankruptcy auction notice published by the bankruptcy office concerning share certificates pledged in the bankruptcy of the debtor. The supervisory chamber found that the notice contained manifestly incorrect descriptions capable of misleading third parties and annulled the notice. However, it rejected the complaint insofar as it sought to require inclusion of the estimated value, holding that the inventory valuation of CHF 0 had already been set and was decisive. The debtor had standing to complain about the valuation issue in principle. The complaint was therefore only partially upheld, with no court costs or indemnities.

Sumário Omnilex

Art. 257 LEF; auction notice for movable assets and consequences of erroneous description; the publication must contain an accurate description of the items sold and may not include information liable to mislead interested third parties. Although the law does not expressly require a valuation for movables, such indication is permissible and often appropriate; the debtor has a legally protected interest and may challenge the office's decision on the form of publication. The relevant estimated value is the one fixed by the office and entered in the inventory or seizure record; private understandings between parties are irrelevant, especially where third-party interests of potential bidders are affected.

Texto completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 15.2007.8

Data decisione, Autorità: 02.04.2007, CEF

Titolo: Fallimento. Avviso d'incanto contenente errori. Annullamento. Indicazione del valore di stima.

Incarto n. 15.2007.8

Lugano 2 aprile 2007 CJ/sc/fb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretario:

Jaques

statuendo sul ricorso 24 gennaio 2007 di

RI 1 __________ rappr. dall’ RA 1

contro

l’operato dell’CO 1 , e meglio contro l’avviso d’incanto pubblicato sul FUC __________ e sul FUSC del __________ relativo alla vendita di certificati azionari nel fallimento diretto contro la ricorrente;

procedura di cui è parte, quale cessionaria delle pretese di un creditore della fallita:

PI 1, __________ rappr. dall’avv. RA 2, __________

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto

in fatto:

A. Nell’inventario, firmato dalla fallita il 22 ottobre 2003, l’CO 1 ha indicato sotto il n. 149 i “certificati azionari da 018 a 023 corrispondenti a 250 azioni, colon costarichense cadauno corrispondenti a complessivi 250'000.-- colones, della società H__________, , depositati presso l’avv. G, , brevetto no. 1 del 22.10.1999”.

Sotto il n. 150 sono stati iscritti i “certificati azionari dal no. 037 a no. 038 corrispondenti a complessivi 1'000'000.-- di colones, il tutto pari a USD 500'000.-- della società G__________, __________, , certificati azionari di proprietà della società C, __________, , depositati presso il notaio l’avv. G, __________, brevetto no. __________ del 22.10.1999”;

Entrambe le posizioni sono state stimate in fr. 0.--.

Le descrizioni dei certificati azionari rispecchiavano, con alcuni errori per quanto riguarda la posizione 149, quelle indicate nelle insinuazioni del creditore R__________, che ha rivendicato su di essi un diritto di pegno manuale.

B. Il 2 ottobre 2006, PI 1, nel frattempo subentrata nei crediti di R__________, ha trasmesso all’Ufficio gli originali dei certificati azionari.

C. Il 13 ottobre 2006, l’Ufficio ha pubblicato un primo avviso d’incanto relativo a detti certificati, nel quale essi sono stati descritti in modo un po’ diverso rispetto a quanto riportato nell’inventario, aggiungendo in particolare un’indicazione sul valore in dollari dei certificati iscritti al n. 149 manifestamente illogica se rapportata alle indicazioni relative alla posizione n. 150.

Su ricorso della fallita, l’Ufficio, con decisione di riconsiderazione del 24 ottobre 2006, ha annullato l’avviso d’incanto impugnato (CEF 15 novembre 2006 [15.06.117]).

D. Il 19 gennaio 2007, l’Ufficio ha pubblicato un secondo avviso d’incanto, il cui oggetto è stato descritto come segue:

• “certificati azionari da 018 a 023 corrispondenti a 250 azioni cadauno per un colon costarichense cadauno corrispondenti a complessivi 250'000.00 Colones, della società H__________, __________, , di proprietà della società C, __________;

• “certificati azionari da 037 a 039 corrispondenti a 100'000 azioni cadauno per un colon costarichense cadauno corrispondenti a complessivi 1'000'000.00 Colones, della società G__________, __________, , di proprietà della società C, __________”.

E. Il 24 gennaio 2007, RI 1 ha nuovamente ricorso, rilevando come le indicazioni numeriche sono incongruenti tra di loro e non corrispondono alla realtà. La ricorrente chiede inoltre che la valutazione dei titoli effettuata a suo tempo dalle parti venga indicata nella prossima pubblicazione.

F. Con osservazioni 6 febbraio 2007, PI 1 ha chiesto la reiezione del ricorso. Contesta che la pubblicazione impugnata contenga errori tali da ledere i diritti della fallita e della creditrice pignoratizia. Una semplice lettura dei certificati sarebbe bastata a rilevare le due piccole sviste in cui è incorso l’Ufficio. Il ricorso avrebbe mero scopo dilatorio, al limite dell’abusivo. D’altronde, la fallita non sarebbe legittimata a contestare l’avviso d’incanto per l’assenza di valutazione dei titoli.

G. L’Ufficio si è rimesso al giudizio della Camera.

H. Con ordinanza 26 gennaio 2007 è stato concesso effetto sospensivo al ricorso.

considerando

in diritto:

  1. Giusta l’art. 257 cpv. 1 LEF, la pubblicazione dell’avviso d’incanto deve indicare il luogo, il giorno e l’ora dell’incanto. Secondo Gilliéron (Commentaire de la LP, vol. III, Losanna 2001, n. 10), la pubblicazione dovrebbe inoltre indicare la natura degli oggetti messi in vendita, la loro stima e l’identità del fallito (cfr. pure Foëx, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/ Monaco 2005, n. 5 ad art. 257). La legge, tuttavia, non lo prescrive espressamente e l’autorità di vigilanza federale non ha elaborato alcun modello d’avviso d’incanto, se non per quanto concerne le aste di fondi (mod. n. 8F). È in ogni caso ovvio che l’avviso d’incanto, per raggiungere il suo scopo, debba contenere una descrizione degli oggetti posti all’asta. L’ufficio di esecuzione deve però vegliare al rispetto di una giusta proporzione tra la completezza della descrizione e i costi della pubblicazione (cfr. Gilliéron, vol. II, n. 18 ad art. 125), ritenuto che possibili interessati possono comunque ottenere maggiori dettagli presso l’ufficio. Va da sé che la pubblicazione non deve fornire informazioni errate, suscettibili di trarre in inganno il pubblico e persino – se sono date le condizioni dell’art. 23 CO (errore essenziale) – di provocare l’annullamento dell’asta (cfr. DTF 129 III 365 cons. 5.3, 95 III 21).

Nella fattispecie, è manifesto e incontestato che la pubblicazione contiene errori. Anche se essi sarebbero potuti essere facilmente scoperti e sebbene l’ambiguità poteva essere soppressa con la consultazione dei titoli depositati presso l’CO 1, non è ammissibile che terzi non possano, almeno a quello stadio della procedura, affidarsi al contenuto della pubblicazione. L’avviso d’incanto impugnato va pertanto annullato.

  1. Come visto, la legge non impone – in modo esplicito – l’indicazione, nell’avviso d’incanto, del valore di stima dell’oggetto posto all’asta, se non quando si tratta di un immobile (cfr. art. 257 cpv. 3 e mod. n. 8F). È tuttavia usuale indicarlo anche per i beni mobili. Il Tribunale federale ha del resto avuto modo di precisare, nell’ambito di un’esecuzione in realizzazione di pegno manuale, che la menzione del valore di stima non è superflua, almeno per quanto concerne beni costituiti in pegno (DTF 70 III 17, cons. 3; cfr. pure Gilliéron, op. cit., n. 18 ad art. 125). In linea di principio, appare perlomeno opportuna, se non obbligatoria, la pubblicazione di tale valore. Trattandosi di questione che rientra nel potere di apprezzamento dell’Ufficio (come quella più generale della pubblicità da dare all’incanto, cfr. Gilliéron, op. cit., n. 26 e 31 ad art. 125), è ammissibile un ricorso contro la decisione di non menzionare il valore di stima nell’avviso d’incanto (art. 17 cpv. 1 LEF). Non vi sono motivi per non ammettere la legittimazione anche del fallito, i cui interessi possono essere lesi da una pubblicazione inadeguata. Il debitore ha del resto fondamentalmente un interesse giuridicamente protetto ad uno svolgimento regolare della procedura esecutiva (cfr. DTF 129 III 598, cons. 3.2). Il riferimento di PI 1 all’opinione asseritamente contraria Jaeger/Walder/Kull/Kottmann (Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. II, 4a ed., Zurigo 1997/1999, n. 7 ad art. 257) non giustifica un’altra conclusione, perché questi autori non escludono espressamente la legittimazione del fallito.

Va tuttavia sottolineato come il valore di stima determinante per la pubblicazione sia quello stabilito dall’Ufficio, semmai con l’ausilio di periti, ovvero il valore iscritto nel verbale di pignoramento (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 18 ad art. 125), rispettivamente, in materia di fallimento, nell’inventario, ciò che del resto risulta implicitamente dall’art. 227 LEF (cfr. DTF 95 III 24 cons. 4b; Gilliéron, op. cit., n. 11 ad art. 227). Nel caso concreto, l’CO 1 ha indicato nell’inventario un valore di stima dei certificati azionari pari a fr. 0.--. Tale decisione è rimasta incontestata. Poiché nessuno pretende che le azioni siano quotate in borsa, una stima peritale è d’altronde esclusa (DTF 101 III 34 s. cons. 2b/c). Anche un’eventuale accordo della fallita e della creditrice pignoratizia sulla valutazione dei titoli – che comunque non è stata prodotta dalla ricorrente – sarebbe irrilevante: è questione che esula dal potere di disposizione delle parti, visto che è suscettibile di coinvolgere anche interessi di terzi, ossia i potenziali aggiudicatari. Inoltre, PI 1 non chiede l’indicazione del valore commerciale dei titoli (osservazioni, a p. 5). Il ricorso va quindi respinto su questo punto.

  1. Onde evitare ulteriori contestazioni, l’Ufficio, nell’allestire il prossimo avviso d’incanto, adotterà la seguente formulazione degli oggetti messi all’asta:

• certificati azionari da 018 a 023 rappresentanti ciascuno 250 azioni, di un valore nominale di 1'000 colones ognuna, della società H__________, ; proprietaria delle azioni rappresentate è la società C;

• “certificati azionari da 037 a 039 rappresentanti ciascuno 1’000'000 di azioni, di un valore nominale di 1 colón ognuna, della società G__________, ; proprietaria delle azioni rappresentate è la società C.

  1. Il ricorso va pertanto parzialmente accolto, limitatamente all’annullamento dell’avviso d’incanto 19 gennaio 2007.

Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

Richiamati gli art. 17, 20a, 227, 257 LEF; 61, 62 OTLEF;

pronuncia:

  1. Il ricorso 24 gennaio 2007 di RI 1, __________, è parzialmente accolto.

1.1. Di conseguenza, l’avviso d’incanto 19 gennaio 2007 è annullato.

1.2. Nell’allestire il nuovo avviso di pignoramento, l’Ufficio terrà conto di quanto indicato al considerando 3.

  1. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

  2. Intimazione a: – avv. RA 1, __________;

– avv. RA 2, __________.

Comunicazione all’CO 1.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il segretario

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

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Extraído pela Omnilex

Questão jurídica principal

Whether the auction notice had to be annulled because the description of the assets contained errors and inconsistencies.

Decisão extraída

Yes. The notice contained manifest errors that could mislead third parties, so it had to be annulled.

Fundamentação extraída

An auction notice must contain an accurate description of the items offered; although the law does not prescribe a model for movables, the publication may not include incorrect information capable of deceiving the public.

Questão jurídica principal

Whether the office had to state the estimated value of the share certificates in the auction notice.

Decisão extraída

No. The notice did not have to be annulled for failing to include a valuation, because the inventory valuation of CHF 0 had already been set and remained uncontested.

Fundamentação extraída

For movables the law does not expressly require a valuation, though it is usual and may be appropriate. In this case the official inventory valuation controlled, and any private agreement on value was irrelevant.

Questão jurídica principal

Whether the debtor had standing to challenge the omission of the valuation.

Decisão extraída

Yes, in principle the debtor may challenge an inadequate auction notice affecting its legally protected interest in a regular execution process.

Fundamentação extraída

The debtor has a legally protected interest in proper conduct of the enforcement proceedings; the challenge was therefore admissible on this point, even though it failed on the merits.

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