AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
15.1997.59
Data decisione, Autorità:
29.04.1998, CEF
Incarto n.
15.97.00059
Lugano
29 aprile 1998
B/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente
Pellegrini e Zali
segretario:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo
sul ricorso 27 marzo 1997 di
part.
dall'avv. __________
contro
l’operato
dell’Ufficio di esecuzione di Lugano e meglio contro l’attestato di carenza di
beni emesso il 18 marzo 1997 nell’esecuzione n. __________ promossa dalla
ricorrente contro
viste le osservazioni 11 aprile 1997 dell’UE di Lugano;
completata l’istruttoria;
ritenuto
in fatto:
A. La
__________ procede con PE n. __________ risp. __________ contro __________ e
__________ per l’incasso di Fr. 14’978.40.-- risp. Fr. 14’924.15 interessi e
spese compresi.
B. Dal
verbale interno per le operazioni di pignoramento 12 febbraio 1997 risulta che
__________ ha dichiarato di non possedere né beni mobili, né immobili, né
qualsiasi altro attivo. Abita in casa di affitto e paga un canone di locazione
di Fr. 2’500.--, che viene versato dai parenti, mentre non paga la cassa
malati. Il debitore è commerciante, lavora saltuariamente in proprio. Viene aiutato
da parenti per far fronte alle spese correnti. Il 13 febbraio 1997 l’UE di
Lugano ha emesso a carico di __________ un attestato di carenza di beni.
C. Dal
verbale interno per le operazioni di pignoramento 13 marzo 1997 si evince che
__________ ha pure dichiarato di non possedere beni di alcuna sorta. Coniugata,
abita in casa d’affitto. Il canone di locazione di Fr. 2’500.-- viene pagato
dal marito. Egli, quale consulente, non raggiunge il minimo di esistenza.
L’escussa è casalinga e non esercita attività lucrativa. Viene aiutata dalla
sorella e dalla madre per le spese correnti.
Sulla
base delle precedenti dichiarazioni l’UE di Lugano ha emesso il 18 marzo 1997
anche a carico di __________ un attestato di carenza di beni.
D. Contro
l’attestato di carenza di beni emesso nei confronti di __________ si è
aggravata la __________ argomentando che il credito in questione concerne il
mancato pagamento da parte dei coniugi __________, a partire dal mese di
ottobre 1996, del canone di locazione ammontante a Fr. 3’600.-- al mese per un
appartamento lussuoso che occupavano a Viganello. Secondo la ricorrente
l’accertamento effettuato dall’UE di Lugano è troppo sommario, ritenuto che i
coniugi __________ mantengono un tenore di vita elevato, potendosi permettere
di pagare tuttora Fr. 2’500.-- per l’appartamento che occupano. __________ ha
dichiarato di essere commerciante e di lavorare solo saltuariamente, nonostante
esso si presenti a terzi come consulente aziendale, operando con carta
intestata propria, con iscrizione nell’elenco telefonico dei numeri di telefono
e fax e usufruendo di un ufficio proprio. Nell’ultima notifica di tassazione il
reddito dichiarato dai coniugi __________ ammontava a Fr. 120’000.-- oltre a
Fr. 24’000.-- di reddito da sostanza. La creditrice ha rilevato __________ ha
dichiarato che l’affitto è pagato dal marito e che quest’ultimo a sua volta ha
affermato che viene aiutato da parenti. La moglie gode poi del sostentamento
della sorella e della madre. Dall’ultima notifica di tassazione risulta che i
debitori sono proprietari di immobili nel Comune di Lugano, alcuni dei quali
sono stati oggetto di pignoramento nel mese di dicembre 1994 risp. settembre
1995.
La
ricorrente ha chiesto l’accertamento del reale reddito, degli immobili e mobili
dei debitori e/o di terze persone che detengono patrimoni risp. averi per conto
dei debitori. Essa ha poi preteso la quantificazione degli eventuali
contributi a sostentamento dei debitori, così come la specificazione delle
generalità dei parenti o dei terzi. La __________ ha poi preteso l’emissione di
nuovi verbali di pignoramento in base alla risultanze dell’istruttoria e la
dichiarazione di nullità degli ACB emessi a carico dei coniugi __________.
E. Delle
osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in seguito.
F. Interrogato
formalmente __________ ha dichiarato che dopo il licenziamento dalla
__________, società che espletava attività di intermediazione commerciale, è
entrato in disoccupazione. Contemporaneamente ha cercato un’altra attività, che
consiste nell’assistere aziende ad accedere al commercio elettronico tramite
Internet. Non dispone di un ufficio, la sua attività si svolge in casa. Ha
iniziato questa attività da ca. un anno e solo dal mese di gennaio 1996 riesce
a perseguire un reddito di ca. Fr. 600.--/700.-- al mese, in quanto è pagato a
commissione. Precedentemente ha investito ca. 6 mesi per la nuova formazione
informatica. A partire dal mese di luglio 1998 il suo reddito dovrebbe
aggirarsi su una media di Fr. 2’500.-- al mese. Attualmente occupa con la
moglie un appartamento per il quale paga un canone di locazione di Fr. 2’500.--
al mese. Precedentemente abitavano in un appartamento della moglie a
__________, che è stato venduto durante il periodo maggio-giugno 1996. Dopo la
vendita si sono trasferiti, nel giugno 1996, nell’appartamento della __________
a __________, per il quale pagavano Fr. 3’600.-- al mese. __________ ha
dichiarato di essere aiutato finanziariamente da sua madre che gli dà ogni
tanto Fr. 100.--, da sua sorella e da una zia con consegna irregolare e brevi manu
di importi ammontanti a Fr. 400.--/500.--. Di queste persone il debitore ha
indicato nome ed indirizzo. Egli ha affermato di non disporre di conti bancari,
a parte uno presso la __________, dove gli vengono versati gli assegni delle
provvigioni. Non dispone di altre relazioni bancarie né in Svizzera, né
all’estero. Gli aiuti più sostanziosi provengono da parenti della moglie, dei
quali non ha indicato il nome. Questi aiuti continuano tuttora. I coniugi
__________ possiedono una vettura marca Honda del 1982 con ca. 100’000 Km.
G. Citata
due volte per essere interrogata formalmente__________ non si è presentata.
Considerato
in diritto
-
Nel
procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione
sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento
dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore
e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12
cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470),
ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto
conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
-
Dai
verbali interni per le operazioni di pignoramento 12 febbraio risp. 17 marzo
1997, sottoscritti dai coniugi __________, si evince che essi hanno dichiarato
di essere stati edotti, che la dissimulazione di beni, l’arbitraria
disposizione di oggetti pignorati e l’incompleta indicazione dei beni che gli
appartengono è punibile secondo gli art. 164, 168, 323 n. 2 del Codice penale.
Essi hanno poi confermato che le indicazioni contenute nei citati verbali sono
esatte. Interrogato formalmente dalla scrivente Camera, dopo essere stato
richiamato all’obbligo di dire la verità ed essere stato ammonito sulle
conseguenze penali di una falsa dichiarazione, __________ ha dichiarato in
merito alla situazione reddituale sua e di sua moglie, quanto esposto nella
narrativa fattuale sub F. In particolare egli ha affermato che dal gennaio 1996
riesce a perseguire un reddito di ca. Fr. 600.--/700.-- al mese e che solo dal
mese di luglio 1998 il suo introito dovrebbe aggirarsi su una media di Fr.
2’500.-- al mese. __________ ha dichiarato di non disporre di relazioni
bancarie né in Svizzera, né all’estero, a parte un conto dove gli vengono
versate le provvigioni per la sua attività di consulente. Secondo le sue
dichiarazioni i coniugi __________ vengono aiutati finanziariamente sia dalla
famiglia di __________ che in modo più sostanzioso da quella di __________.
Considerato
pertanto l’introito dichiarato da __________ e non potendosi determinare beni
patrimoniali pignorabili, l’UE di Lugano ha correttamente proceduto ad emettere
a carico sia di __________ che di __________ degli attestati di carenza di
beni.
L’accertamento
d’ufficio dei fatti avviene infatti nei limiti delle allegazioni delle parti e
di quanto emerge oggettivamente dagli atti. In caso di dubbio sulla veridicità
di tali dichiarazioni e della documentazione prodotta, la ricorrente deve adire
le vie penali, dal profilo esecutivo non essendovi mezzi coercitivi in tal
senso. Si deve dar atto alla __________ che vi sono in casu non pochi elementi
di sospetto sulla situazione reddituale dei coniugi __________, considerato che
essi riescono a sopperire al loro fabbisogno e a pagare un canone di locazione
mensile di ben Fr. 2’500.--, disponendo di un esiguo introito di Fr.
600.--/700.-- al mese, mentre le indicazioni relative ai generosi aiuti
ottenuti dalle rispettive famiglie sono rimaste vaghe ed incontrollabili.
L'escussa è comunque resa attenta che in occasione di ulteriori esecuzioni non
si potrà tener conto di un canone locatizio sproporzionato rispetto alle sue
condizioni reddituali: detto altrimenti, per locazione potrà essere
riconosciuto un canone massimo di fr. 700.-- al mese riferito a due persone
adulte.
- Il
ricorso 27 marzo 1997 di __________ va quindi respinto.
Non
si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità
(art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 17 e 93 LEF
pronuncia
-
Il
ricorso 27 marzo 1997 di __________, è respinto.
-
Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.
-
Contro
questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e
dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della scrivente
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello, in conformità dell’art.
19 LEF.
-
Intimazione:
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di
vigilanza
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster