Annulment of bankruptcy declaration after post-judgment payment

14.2006.78Outro Tribunal7 de nov. de 2006Granted

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Resumo

AP 1 appealed the bankruptcy declared by the Pretore after the creditors had sought bankruptcy for a small debt. On appeal, AP 1 showed that the debt had been paid after the bankruptcy judgment and produced execution extracts indicating no remaining problematic proceedings. The appellate court held that the conditions of Art. 174 para. 2 LEF were met because payment was proven and solvency was sufficiently credible. The appeal was therefore admitted and the bankruptcy declaration annulled. Costs were left to AP 1 in both instances, and no indemnity was awarded.

Regest

Art. 174 cpv. 2 LEF; annullamento della dichiarazione di fallimento in appello per pagamento sopravvenuto e solvibilità verosimile. L’autorità superiore può considerare nova autentici soltanto se il debitore prova documentariamente, cumulativamente, l’estinzione del credito, il deposito dell’importo o il ritiro della domanda di fallimento e rende verosimile la propria solvibilità. La solvibilità si apprezza secondo elementi oggettivi e in rapporto all’insolvibilità; essa è resa verosimile quando appare più probabile dell’insolvibilità. Estratti esecuzioni, ricevute di pagamento e altre risultanze documentali possono bastare; mere asserzioni del debitore no. Le esigenze probatorie non devono però essere eccessive (consid. 1).

Texto completo

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 14.2006.78

Data decisione, Autorità: 07.11.2006, CEF

Titolo: Appello contro la dichiarazione di fallimento.

Incarto n. 14.2006.78

Lugano 7 novembre 2006 B/sc/lw

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 19 giugno 2006 presentata da

AO 1 AO 2

AO 3

AO 4

tutti rappr. dallo RA 1

contro

AP 1 rappr. dall’ RA 2

sulla quale istanza la Pretore del __________, con sentenza 5 settembre 2006 ha così deciso:

“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________ a far tempo da martedì

5 settembre 2006 alle ore 14.00.

2./3./4./ Omissis.”

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto

18 settembre 2006 ne postula l’annullamento;

lette le osservazioni 18 ottobre 2006 della parte appellata;

rilevato che con ordinanza presidenziale 20 settembre 2006 all’appello è stato

concesso effetto sospensivo parziale;

ritenuto

in fatto:

A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ gli avvocati AO 2, AO 3, AO 4 e AO 1 hanno chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 982.50 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 23 agosto 2006 la debitrice non è comparsa.

C. Con sentenza 5 settembre 2006 la Pretore del __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 5 settembre 2006 alle ore 14.00.

D. Con atto d’appello 18 settembre 2006 AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei confronti degli appellati, producendo una ricevuta 18 settembre 2006 __________ relativa al pagamento di fr. 1'425.30 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ (doc. 3). L’appellante rileva poi che dall’estratto delle sue esecuzioni 14 settembre 2006 (doc. 4) emerge che nei suoi confronti sono pendenti, oltre a quella in oggetto, due ulteriori procedure la n. __________ rispettivamente la n. __________, entrambe promosse dalla __________, contro le quale aveva interposto opposizione l’8 novembre 1999 rispettivamente il 21 settembre 2000. Le due relative cause creditorie si sono concluse con due decreti di stralcio, il primo riferito all’azione principale e datato 2 aprile 2004 è stato pronunciato per intervenuta perenzione processuale (doc. 8 e 9), mentre il secondo stralcio, riferito all’azione riconvenzionale promossa dall’appellante (doc. 12) e datato 22 aprile 2004, è stato pronunciato in seguito al raggiungimento tra le parti di un accordo transattivo sulle reciproche pretese (doc. 10 e 11). D’altro canto, rileva AP 1, la __________ ha chiesto la cancellazione delle due esecuzioni con scritto 14 settembre 2006 (doc. 15 e 16).

E. Con le sue osservazioni la parte appellata conferma il pagamento dell’esecuzione in oggetto da parte dell’appellante.

Considerato

in diritto:

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

  1. l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova” o fatti nuovi impropri), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

b) Dalla ricevuta __________ (doc. 3) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata da Giopier Sagl il 18 settembre 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle esecuzioni __________ al 30 ottobre 2006 si evince che a carico di Giopier Sagl è ancora pendente un’unica esecuzione, ossia quella in oggetto, che però risulta essere stata pagata. Le due ulteriori procedure indicate sull’estratto al 14 settembre 2006, prodotto dall’appellante quale doc. 4, non vi appaiono più essendone stata richiesta la cancellazione da parte della Sun Box SA con scritto 14 settembre 2006 (doc. 15). Pertanto il fatto che la debitrice sia stata in grado di saldare l’unica esecuzione ancora pendente nei suoi confronti dimostra che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni.

Avendo pertanto AP 1 reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato.

  1. L'appello 18 settembre 2006 di AP 1 va pertanto accolto.

La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Le spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 LEF

pronuncia:

I. L'appello 18 settembre 2006 di AP 1 è accolto. Di conseguenza:

“1. La dichiarazione di fallimento 5 settembre 2006 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. ____________________ nei confronti di AP 1, Gentilino, è annullata.

  1. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP 1AP 1 Non si assegnano indennità.

  2. Le spese dell’Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione a:

RA 1

__________;

Ufficio __________;

Ufficio __________;

Ufficio __________;

Comunicazione alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente La segretaria

terzi implicati

erzi implicati

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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