AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
14.2003.64
Data decisione, Autorità:
10.10.2003, CEF
Incarto n.
14.2003.64
Lugano
10 ottobre
2003
CJ/fc/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Chiesa
segretario:
Jaques,
vicecancelliere
statuendo nella causa a procedura sommaria di cui
all’inc. OS.2003.02 della Pretura di Lugano, Sezione 5, a dipendenza
dell'istanza di sequestro del 20 gennaio 2003 di
contro
RI0 __________
PA0
e dell'opposizione formulata il 31 gennaio
2003 da
RI0,
__________,
al decreto di sequestro 20 gennaio
2003 emanato dalla Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5;
opposizione respinta dalla Segretaria
assessore della medesima Pretura, che con decisione 11 luglio 2003 ha così
statuito:
“1. L’opposizione
31 gennaio/3 febbraio 2003 non è ammessa e di conseguenza il
sequestro no. 943790 decretato da questa Pretura in data 20 gennaio 2003 su
istanza di CO0 è confermato.
-
La tassa
di giustizia e le spese per fr. 320.-- sono poste a carico dell’istante /
opponente, con l’obbligo di rifondere a controparte fr. 2’000.-- a titolo di
indennità.
-
omissis.”
decisione
impugnata da RI0, che con appello 28 luglio 2003 chiede venga giudicato:
“1. Il ricorso è accolto; di
conseguenza il decreto 11 luglio 2003 è modificato come segue:
-
l’opposizione 31 gennaio /3 febbraio 2003
è ammessa, di conseguenza il sequestro n° __________ della lodevole Pretura di
Lugano Sezione 5 su istanza di CO0 è caduco;
-
tasse e spese di giustizia a carico
dell’istante con obbligo di rifondere a controparte fr. 2'000.-- a titolo
d’indennità;
-
Protestate tasse, spese e ripetibili.”
Viste le osservazioni 2 settembre 2003 di
CO0;
Ritenuto
in fatto:
A. Con
istanza 20 gennaio 2003, CO0 ha chiesto alla Pretura di Lugano, Sezione 5, nei
confronti di RI0 a concorrenza di fr. 250'000.-- oltre interessi al 5% dal 20
gennaio 2003 il sequestro ex art. 271 cpv.1 n. 5 LEF delle vetture Bentley
__________, e Ferrari , entrambe immatricolate (TI ) a nome
del debitore, nonché il credito residuo di fr. 70'000.-- che quest’ultimo vanta
nei confronti di C B, derivante da contratto di vendita del
23 agosto 2002. Quale causa di credito il sequestrante ha prodotto l’attestato
di carenza di beni emesso dall’UE di Lugano nell’ambito dell’esecuzione n.
__________ il 1. febbraio 2002 per il valore di fr. 503'214.55.
B. Lo stesso giorno, la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5,
ha ordinato il sequestro come richiesto.
C. Il 31 gennaio 2003, RI0 ha interposto opposizione al sequestro,
contestando di essere proprietario delle due autovetture, che ha venduto prima
del sequestro a terzi in buona fede. Al momento del sequestro, esse non erano
più immatricolate.
All’udienza
di contraddittorio, l’opponente ha in particolare precisato che il
trasferimento di proprietà della Bentley era avvenuto mediante “constitut
possessoire” ex art. 717 CC e che la Ferrari era stata trasferita al __________,
dov’è poi stata sequestrata, su ordine del compratore. Il sequestrante ha
contestato il perfezionamento delle asserite vendite, per il fatto che le
vetture sono rimaste in possesso del debitore.
D. Con
sentenza 11 luglio 2003, la Segretaria assessore della Pretura di Lugano,
Sezione 5, ha respinto l’opposizione di RI0.
In
sintesi, ha considerato che dal profilo civile le vetture appartenevano al
debitore in virtù della presunzione di proprietà connessa al possesso (art. 714
CC), il sequestro avendo provato che la Bentley, ancora il 16 dicembre 2002,
era immatricolata a nome di RI0 e che la Ferrari era in possesso di
quest’ultimo il 17 gennaio 2003 allorquando venne sequestrata penalmente su
ordine del PP __________. La prima giudice ha poi rilevato che l’affermazione
dell’esistenza di un patto ex art. 717 CC non era stata comprovata.
E. Con
appello 28 luglio 2003, RI0 chiede l’accoglimento della sua opposizione e la
revoca del sequestro.
Egli
evidenzia come non avesse più il possesso diretto sui veicoli, peraltro privi
di targa, al momento dell’esecuzione del sequestro, siccome erano in deposito
presso la __________. L’appellante ribadisce che il trapasso di proprietà è
avvenuto mediante costituto possessorio, se non addirittura tra assenti ai
sensi dell’art. 923 CC.
F. Delle
osservazioni del sequestrante si dirà per quanto necessario ai fini del
presente giudizio nei seguenti considerandi.
Considerando
in diritto:
- Questioni procedurali
1.1. La
parte appellata eccepisce la mancanza d’indicazione precisa dei punti della
sentenza appellata che si intendono dedurre dinanzi alla seconda istanza, in
contrasto con quanto disposto dall’art. 309 cpv. d CPC (recte: 309 cpv. 1 lett.
d CPC). Secondo la giurisprudenza relativa a siffatta norma, applicabile in
casu per il rinvio dell’art. 25 LALEF, la mancanza dell’indicazione specifica
dei dispositivi dedotti in appello non è motivo di nullità se appare chiara la
volontà di appellare (e pertanto questa indicazione si rivela inutile sulla
base delle richieste specifiche dell’impugnazione) e se le pretese carenze
formali non pregiudicano la posizione della controparte (cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000,
n. 6 ad art. 309, con rif.). Nel caso di specie, l’atto d’appello, a pagina 5,
indica in modo preciso e dettagliato le modifiche richieste e contiene pertanto
implicitamente la dichiarazione d’appellare. L’appellato non indica d’altra
parte in che modo i propri diritti sarebbero pregiudicati. La censura,
inconsistente, va pertanto respinta.
1.2. Per
crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni
del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1
a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a fr. 2’000.-- competente per
la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da
sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5
cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è
retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio.
1.3. Concesso
il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti, può fare opposizione al giudice
del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto conoscenza (art. 278
cpv.1 LEF).
1.4. La nuova decisione
(sull’opposizione) – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr.
Reiser, op. cit., n. 44-45 ad
art. 278) - può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni davanti
all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel
Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello
(art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore
inferiore agli fr. 8’000.--, la Camera di cassazione civile con ricorso per
cassazione (art. 22 LALEF nonché 5, 13 e 22 lett. b LOG).
1.5. Secondo
un principio generale del diritto, una delle condizioni di ricevibilità di un
mezzo d'impugnazione è l'esistenza di un interesse degno di protezione al
ricorso ("Beschwer", "intérêt à recourir",
"gravamen", cfr. ad es. Vogel/Spühler,
Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 58 ad cap. 13;
Fabienne Hohl, Procédure civile,
vol. II, Berna 2001, n. 2993). Per il principio dell'economia processuale, il
giudice deve di regola esaminare d'ufficio l'ossequio delle condizioni di
ricevibilità (cfr. Hohl, op.
cit., n. 2975).
a) L'esigenza
di un interesse vale anche per l'opposizione al sequestro – l'art. 278 cpv. 1
precisa del resto che l'opponente deve essere "toccato nei suoi
diritti" – e per il ricorso contro la decisione su opposizione ai sensi
dell'art. 278 cpv. 3 LEF (cfr. Dominik
Gasser, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem
SchKG, in: ZBJV 1994, p. 603 ad 3a; Hans Reiser,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. III, n. 20 ad art. 278; Yvonne Artho von Gunten, Die Arresteinsprache,
tesi Zurigo 2001, p. 21 s. e p. 148 s. ad 1.3). La legittimazione per
ricorrere, che costituisce un presupposto processuale, va distinta dalla
legittimazione attiva ("Sachlegitimation" oppure "Legitimation
in der Sache"), la quale è questione di merito.
b) L'art.
278 LEF non indica se la questione del gravamen deve essere esaminata d'ufficio
o no. Visto che per la formulazione dell'art. 278 cpv. 1 LEF la commissione
d'esperti si è riferita all'art. 88 OG (cfr. Gasser,
op. cit., p. 603 ad b), occorre rispondere in modo affermativo al quesito,
siccome il Tribunale federale esamina d'ufficio le condizioni di ricevibilità
del ricorso di diritto pubblico (cfr. Karl Spühler,
Die Praxis der staatsrechtlichen Beschwerde, Berna 1994, n. 13; Jacques Matile, Le recours de droit public au
Tribunal fédéral, in: Les recours au Tribunal fédéral, Berna 1997, p.121 ad
4.1). Può d'altronde essere lasciata aperta in concreto la questione di sapere
se la nozione di gravamen ai sensi dell'art. 278 LEF sia da definire secondo i
criteri validi per la ricevibilità del ricorso ex art. 17 LEF (in tal senso:
Pierre-Robert Gilliéron, Le
séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 134 i.f.; Bertrand Reeb, Les mesures provisoires dans la
procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 474; Artho von Gunten, op. cit., p. 24 s., la quale reputa però
insufficiente un semplice interesse economico o di fatto), che sono poi quelli
della procedura amministrativa federale (cfr. Flavio Cometta, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/ Ginevra/Monaco
1998, vol. I, n. 36 e 38 ad art. 17; Pierre-Robert Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 152 ad
art. 17; cfr. pure Reeb, op.
cit., loc. cit.), ossia l'esistenza di un interesse
degno di protezione, oppure sui criteri - più restrittivi: interesse
giuridicamente protetto - applicabili al ricorso di diritto pubblico. Infatti,
la questione del gravamen va esaminata anche d'ufficio in materia di ricorso ex
art. 17 LEF (cfr. Gilliéron, op. cit. [Commentaire], n. 140 ad art. 17)
e di ricorso di diritto amministrativo (cfr. Peter Saladin, Das Verwaltungsverfahrensrecht des Bundes, Basilea
1979, p. 169 s. ad 20.1 e 173 ad 20.31; Benoît Bovay, Procédure administrative, Berna 2000, p. 348).
c) La maggioranza degli autori (cfr. Gasser,
op. cit., p. 604 ad c e 615 ad c; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997,
n. 65 e 77 ad § 51; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. II, 4a ed., Zurigo
1999, n. 6 e 25 ad art. 278; Walter Stoffel,
Le séquestre, in: La LP révisée, collana CEDIDAC, vol. 35, Losanna 1997, p. 287 ad B.1 e 291 ad 4; Reiser, op. cit., n. 21 e 44 ad art. 278; Louis Dallèves, Le séquestre, FJS n. 740, Ginevra 1999, p. 22 ad 2)
ritiene che il debitore sequestrato sia legittimato ad interporre opposizione
nonché a ricorrere contro la decisione su opposizione, senza tuttavia
esplicitamente precisare se ciò vale pure quando il debitore fa valere
unicamente il fatto che il bene sequestrato appartiene a un terzo; alcuni
ricordano però che l'opponente deve essere "toccato" nei propri
diritti (cfr. Gasser, op. cit.,
p. 615 ad c; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
op. cit., n. 5 ad art. 278).
d) Gilliéron
(Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2004, n.
54 ad art. 278) afferma che l'escusso, che non è pregiudicato nei propri
interessi da un sequestro dei diritti patrimoniali di un terzo, non è
legittimato a interporre opposizione al decreto di sequestro, ma deve tutt'al
più annunciare all'ufficio che ha eseguito il sequestro il fatto che il bene
sequestrato appartiene ad un terzo. Reeb
(op. cit., nota 338 a p. 474) e Artho
von Gunten (op. cit., p. 26 ad III) – che lo segue – sostengono invece
la soluzione contraria. Particolare singolare, Gilliéron e Reeb
fondano la propria argomentazione sulla medesima sentenza del Tribunale
federale (DTF 114 Ia 383, c. 2c), resa nell'ambito di un ricorso di diritto
pubblico contro il decreto di sequestro prima dell'entrata in vigore, il 1. gennaio
1997, dell'art. 278 LEF. In tale decisione, viene esplicitamente detto che il
debitore, che secondo la propria confessione non è coinvolto nella proprietà
del terzo, non è legittimato a criticare il decreto di sequestro. Siffatta
giurisprudenza appare calzante anche per il nuovo diritto del sequestro, poiché
il legislatore si è proprio ispirato all'art. 88 OG per definire la
legittimazione dell'opponente, risp. del ricorrente. Per converso, essa non può
(più) essere fondata sull'interesse del debitore a ricorrere ex art. 17 LEF
contro l'esecuzione del sequestro vertente su beni di terzi, che gli era stato
riconosciuto nel diritto vigente prima del 1. gennaio 1997 (cfr. DTF 114 Ia 383
i.f.) – interesse peraltro ora negato proprio per l'adozione dell'art. 278 nLEF
(cfr. DTF 129 III 203 cons. 2, p. 205 ss. e cons. 3, p. 208; cfr. pure cfr.
CEF 30 gennaio 2003 [15.2003.13]; 22 novembre 2001
[15.2001.286]; 6 marzo 2001 [15.2001.18], cons. 2.1; 3 agosto 1999
[15.1998.117], cons. 2.4 e 3).
e) Anche volendo ammettere che un interesse degno di protezione,
anche solo economico o di fatto, sia sufficiente a legittimare il debitore
opponente, risp. ricorrente, non si vede quale protezione esso meriterebbe
quando si limita a contestare di essere proprietario dei beni sequestrati. Il
motivo generalmente addotto per giustificare la legittimazione del debitore –
ossia il fatto che il sequestro restringa il suo potere di disporre e di
amministrare i beni sequestrati (cfr. ad es. Reiser,
op. cit., n. 21 ad art. 278) – non sta quando il debitore non vanta alcun
diritto sui beni sequestrati.
La
questione potrebbe tutt'al più porsi se il debitore rendesse verosimile di
detenere i beni sequestrati in virtù di un contratto concluso con il terzo
proprietario e che il sequestro compromettesse i propri diritti convenzionali,
per lo stesso motivo con il quale si riconosce, peraltro non senza cautele, la
legittimazione dei terzi detentori e dei terzi debitori (in particolare le
banche) (cfr. Gasser, op. cit.,
p. 604 s., ad c-d; Reiser, op.
cit., n. 23-25 ad art. 278; Artho von
Gunten, op. cit., p. 27 ss. ad 2 e 3, la quale ritiene però che la
questione della legittimazione deve essere esaminata caso per caso e sembra
ammetterla solo quando il terzo è tenuto verso il debitore al segreto oppure,
come Reiser, quando il sequestro
intralcia gravemente l'attività professionale del terzo). Nel caso di specie,
la questione può però rimanere indecisa (cfr. infra cons. 1.5 g).
Il
debitore sequestrato non può nemmeno fondare la sua legittimazione sul rischio
che il terzo proprietario dei beni sequestrati promuova contro di lui un'azione
di risarcimento del danno provocato dal sequestro, in quanto può evitare tale
rischio annunciando il diritto del terzo all'ufficio di esecuzione al momento dell'esecuzione
del sequestro; i terzi "i cui diritti sono toccati dal sequestro"
dovranno allora essere informati del provvedimento (art. 276 cpv. 2 LEF), ciò
che consente loro, volendo, d'interporre opposizione (art. 278 cpv. 1 LEF). Un
obbligo d'intervento a carico del debitore sequestrato andrebbe semmai
riservato fintanto che il terzo non è potuto essere informato del sequestro.
Infine,
il debitore sequestrato può invocare un interesse ad evitare che il creditore
possa promuovere azione al foro del sequestro solo in casi oggi rari (cfr. art.
4 LDIP), dato che tale foro non è stato ritenuto nella nuova legge federale sul
foro civile (LForo) ed è addirittura proibito nella Convenzione di Lugano (art.
3 CL).
f) Il
fatto che gli art. 272 e 278 LEF non facciano differenza a dipendenza del tipo
di motivo d'opposizione (cfr. Artho von
Gunten, op. cit., p. 26 ad III) è irrilevante, perché l'art. 278 cpv. 1
LEF indica chiaramente che l'opponente deve essere "toccato" nei suoi
diritti; il semplice rispetto dell'art. 272 LEF non è pertanto sufficiente a
giustificare un'opposizione, il legislatore non avendo voluto un'azione
popolare (cfr. Gasser, op. cit.,
p. 606 ad 3).
g) Nel
caso concreto, l'appellante afferma che i veicoli sequestrati non gli
appartengono più e non fa valere alcun diritto su di essi. Non allega – e
ancora meno dimostra – che gli asseriti proprietari siano stati impossibilitati
a difendere loro stessi i propri diritti.
- L’appello
è pertanto irricevibile.
La tassa
di giustizia e le indennità di appello seguono la soccombenza.
Richiamati gli art. 278 LEF; 88 OG; 48, 49, 61 e
62 OTLEF,
pronuncia:
-
L’appello
28 luglio 2003 di __________, è irricevibile.
-
La
tassa di giustizia della presente decisione di fr. 480.--, già anticipata
dall’appellante, rimane a suo carico. Egli rifonderà a __________ fr. 1'500.--
a titolo di indennità.
-
Intimazione
a:
-
avv.
__________;
-
avv.
__________;
Comunicazione
alla Pretura di Lugano, Sezione 5.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente
Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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