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Numero d'incarto:
14.2003.39
Data decisione, Autorità:
11.06.2003, CEF
Incarto n.
14.2003.39
Lugano
11 giugno
2003
B/fc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
Composta dei giudici:
Cometta, presidente,
Pellegrini e Chiesa
Segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 20 gennaio 2003 presentata da
rappr. __________
Contro
patr. dall'avv. __________
sulla quale istanza la Segretaria assessore della
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 25 marzo 2003 ha così
deciso:
"1. È pronunciato il fallimento della __________,
a far tempo da martedì 25 marzo 2003 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis."
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da
__________ che con atto
11 aprile 2003 ne postula l'annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
ritenuto che con ordinanza presidenziale 15/16
aprile 2003 all'appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
In fatto:
A. Con istanza 20 gennaio 2003 la __________ ha chiesto il fallimento
di _____________ per fr. 116.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B. All'udienza di contraddittorio del 12 marzo 2003 nessuno è comparso.
C. Con decisione 25 marzo 2003 la Segretaria assessore della Pretura
del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di __________
a far tempo da martedì 25 marzo 2003 alle ore 14.00.
D. Con atto d'appello 11 aprile 2003 la __________ ha postulato la
declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo di avere saldato
il debito oggetto dell'esecuzione in esame e producendo una ricevuta 11 aprile
2003 dell'Ufficio esecuzione di Lugano (doc. F) relativa al saldo
dell'esecuzione n. __________ promossa dalla __________. L'appellante ha poi
prodotto tre ulteriori ricevute dell'UE di Lugano relative al saldo delle
esecuzioni n. __________ risp. __________ risp. __________dello Stato del Canton
Ticino risp. __________ (doc. F). Per quel
che riguarda i rimanenti debiti scoperti di fr. 93'488, la debitrice ha
dichiarato di contestare solo quello della __________ di fr. 68'967.05, in
merito al quale è pendente presso la Pretura del Distretto di Lugano una procedura
giudiziaria (doc. H e I).
Per
l'importo residuo, ammontante a fr. 24'520.95, la debitrice ha affermato di
disporre di averi sufficienti depositati presso la __________ per un totale di
fr. 33'917.05 e presso il __________ per un totale di fr. 11'752.98 (doc. L, M
e N).
considerato
In diritto:
a) Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo
-
il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
-
l'importo dovuto è
stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che
-
il creditore ha
ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove
nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in
senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte
nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2
n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il
debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre
che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in
senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di
evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può
tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni
pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più
verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già
con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta 11 aprile 2003 dell'UE di Lugano (doc. F) si evince
che il debitore con il versamento di fr. 208.-- ha saldato l'esecuzione in
oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che
dall'estratto delle esecuzioni 11 aprile 2003 dell'UE di Lugano risulta che
contro l'appellante sono pendenti 9 esecuzioni. In merito alla procedura
esecutiva n. __________ promossa dalla __________ per fr. 68'967.05 è pendente
presso la Pretura del Distretto di Lugano un'azione creditoria (doc. H e I), in
cui l'appellante il 1. aprile 2003 ha presentato la risposta, per cui in questa
fase di procedura non può ancora essere stabilito se la __________ è
effettivamente debitrice dell'importo. Per quel che riguarda le ulteriori
esecuzioni ammontanti complessivamente a fr. 24'520.95 la debitrice ha
dichiarato di disporre della necessaria liquidità per farne fronte. In effetti
dalla conferma della __________ 10 aprile 2003 risp. dagli estratti conto al 31
dicembre 2002 del __________ (doc. L) si evince che l'appellante dispone di
saldi a suo favore di fr. 370.79 risp. US$ 6'809.73 risp. Euro 16'092.19 risp.
fr. 10'369.95 risp. fr. 1'383.03 e pertanto di liquiditâ sufficiente per
saldare i suoi debiti. La __________ ha pertanto reso verosimile la sua solvibilità
sulla base di riscontri oggetti, per cui risultando adempiuti i presupposti
previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento dell'appellante può essere
annullato.
- L'appello
11 aprile 2003 __________ va quindi accolto.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art.
62 cpv. 1 OTLEF).
Per
questi motivi,
richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
I. L'appello
11 aprile 2003 di __________, è accolto.
"1. La dichiarazione di fallimento 25
marzo 2003 pronunciata dalla Segretaria assessore della Pretura del Distretto
di Lugano, Sezione 5, inc. __________, nei confronti di __________, è
annullata.
La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico di __________.
Le spese dell'Ufficio fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono
poste a carico di __________."
II. La
tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a suo carico.
III. Intimazione
a: - __________
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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