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Numero d'incarto:
14.2002.14
Data decisione, Autorità:
27.03.2002, CEF
Incarto n.
14.2002.00014
Lugano
27 marzo 2002
B/fc/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta,
presidente,
Pellegrini e Rusca
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 30 novembre 2001 presentata da
contro
rappr. da __________
sulla
quale istanza la Pretore del Distretto di __________ con sentenza 30 gennaio
2002 ha così deciso:
"1. È pronunciato il
fallimento della __________ a far tempo da mercoledì 30 gennaio 2002 alle ore
14.00.
2./3./4. Omissis"
Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla __________ che con
atto
8 febbraio 2002 ne postula l'annullamento;
rilevato che con ordinanza presidenziale 12 febbraio 2002
all'appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
preso atto che la parte appellata il 20 febbraio 2002 ha ritirato la
domanda di fallimento;
ritenuto
in fatto:
A. Con istanza 30 novembre 2001 la __________ ha chiesto il fallimento
della __________ per l'importo di fr. 2'130.-- oltre accessori e dedotti
eventuali acconti.
B. All'udienza
di contraddittorio del 23 gennaio 2002 nessuna delle parti è comparsa.
C. Il 30 gennaio
2001 la Pretore del Distretto di __________ ha pronunciato il fallimento della
__________ a far tempo da mercoledì 30 gennaio 2001 alle ore 14.00.
D. Con atto 8
febbraio 2002 la __________ ha postulato la declaratoria di nullità del
pronunciato pretorile, adducendo di avere saldato due esecuzioni ancor prima
del fallimento (doc. _) e dopo la dichiarazione di fallimento il 1. febbraio
2002 l'esecuzione in oggetto n. __________ della __________ (doc. _) e il 4
febbraio 2002 un 'esecuzione della Cassa di compensazione (doc. _). L'appellante
ha poi aggiunto di essere intenzionata a saldare le sue pendenze nel corso
delle prossime settimane, fornendone prova alla scrivente Camera. Dal suo
programma di rimborsi è tuttavia esclusa l'esecuzione n. __________ promossa
dalla __________ per fr. 22'838.10 in quanto contestata. La debitrice ha poi
prodotto un estratto 8 febbraio 2002 dell'Ufficio esecuzione di __________ relativo
alle esecuzioni pendenti nei suoi confronti contro le quali risulta essere
state interposte opposizioni.
Con integrazione
12 febbraio 2002 la __________ ha inoltrato copia della ricevuta dell’UE di
__________ relativa al saldo di un’ulteriore esecuzione n. 855’084 promossa
dalla __________ per fr. 2’211.--. Il 23 febbraio 2002 l’appellante ha
nuovamente prodotto copia della ricevuta dell’UE di __________ concernente il
saldo di un’altra esecuzione n. 861’416 promossa dalla Cassa di compensazione
per fr. 4’782.90.
Considerato
In diritto:
1.a) Ex art. 174
cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di
fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
-
il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
-
l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore, o che
-
il creditore
ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174
LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des
Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.
Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla
ricevuta dell'Ufficio esecuzione di __________ 1. febbraio 2002 (doc. _) emerge
che l'esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla parte appellata
__________ è stata saldata con il versamento di fr. 2'361.70. Con scritto 20
febbraio 2002 la __________ ha poi ritirato la domanda di fallimento, per cui
risultano adempiuti i presupposti previsti sia dall'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF
che dall'art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF.
Per quel che
concerne il presupposto della solvibilità della __________ va osservato che
dall'estratto delle esecuzioni 8 febbraio 2002 (doc. _), prodotto dall'appellante,
emergono 8 ulteriori esecuzioni. Come risulta dalle ricevute inoltrate dalla
debitrice le esecuzioni n. __________ della __________, n. __________, n.
__________ e n. __________ della Cassa di compensazione sono state pure saldate
(doc. _). L'appellante ha saldato anche un'ulteriore esecuzione n. __________
della Cassa di compensazione (doc. _ )che non appare più nell'estratto
dell'Ufficio esecuzione. Le altre esecuzioni, di cui la prima risale solo al 7
novembre 2001, sono giunte solo allo stadio di opposizione totale, per cui in
questa fase procedurale non può ancora essere ritenuto che l'appellante sia
effettivamente debitrice degli importi posti in esecuzione. D'altro canto non
si può nemmeno affermare che la __________ si trovi da un periodo indeterminato
in questa situazione. Inoltre dal predetto estratto non risultano attestati di
carenza di beni a carico dell'appellante.
Sulla base dei
predetti documenti ed in particolare dei pagamenti effettuati può essere
ritenuto che la __________ è in grado di far fronte ai debiti che ritiene
giustificati e che non si trova in uno stato d'illiquidità, per cui anche il
presupposto della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile.
Risultando
pertanto adempiuti i presupposti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione
di fallimento pronunciata dalla prima Giudice va annullata.
- L'appello 8
febbraio 2002 della __________ va quindi accolto.
La tassa di
giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), il pagamento del
credito dedotto in esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato pretorile.
Non si assegnano indennità
d’appello (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 LEF
pronuncia:
I. L'appello 8
febbraio 2002 della __________ è accolto.
"1. La
dichiarazione di fallimento 30 gennaio 2002 pronunciata dalla Pretore del Distretto
di __________ inc. FA.__________, nei confronti della __________ è annullata.
-
La tassa di giustizia di prima sede di fr.
80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico della __________.
-
Le spese dell'Ufficio dei fallimenti di
__________, da anticipare come di rito, sono poste a carico della __________
"
II. La tassa di giustizia del presente giudizio in fr. 120.--, già
anticipata dall'appellante, resta a carico della __________.
III. Intimazione
a: - __________;
Ufficio dei registri di __________;
Comunicazione
alla Pretura di __________.
Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente
La segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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