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Numero d'incarto:
14.2000.00088
Data decisione, Autorità:
22.11.2000, CEF
Incarto n.
14.2000.00088
Lugano
22 novembre
2000
/CJ/fc/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cometta,
presidente,
Pellegrini e Zali
segretario:
Jaques,
vicecancelliere
statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile di cui all’inc. __________ della
Pretura di Lugano, Sezione 5, a dipendenza dell’istanza di sequestro 11
settembre 2000 di
contro
e dell’appello
(diretto) contro il decreto di sequestro 11 settembre 2000 emanato dal Pretore
del Distretto di Lugano, promossa da
chiedente
sia giudicato:
“A. All’appello
presentato da __________ e dall’ing. __________ è concesso effetto sospensivo.
B. L’appello
di __________ e dell’ing. __________, è dichiarato ricevibile e quindi accolto
in ordine.
C. L’appello
di __________ e dell’ing. __________, è accolto nel merito, di conseguenza il
decreto 11 settembre 2000 della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, di
cui all’incarto no. __________ è annullato e riformato come segue:
I. In
via principale
All’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Lugano
debitore __________
creditore __________
credito fr.
5'000'000.-- oltre interessi al 5% dal 1 luglio 2000;
titolo
del credito con la
data,
o causa del credito art.
271 cpv. 1 cifra 4 LEF
causa
del sequestro risarcimento danni per violazione di accordi
contrattuali e atto illecito
oggetti
da sequestrare presso __________; ogni avere patrimoniale di
qualsiasi genere e natura, materiale o immateriale, in particolare i crediti
nonché i titoli azionari rappresentanti il capitale azionario, oppure le quote
della __________, appartenenti a __________
II. In
via subordinata
All’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Lugano
debitore __________
creditore __________
credito fr.
5'000'000.-- oltre interessi al 5% dal 1 luglio 2000;
titolo
del credito con la
data, o
causa del credito art.
271 cpv. 1 cifra 4 LEF
causa
del sequestro risarcimento danni per violazione di accordi
contrattuali e atto illecito
oggetti
da sequestrare presso __________; ogni avere patrimoniale di
qualsiasi genere e natura, materiale o immateriale, in particolare i crediti
nonché i titoli azionari rappresentanti il capitale azionario, oppure le quote
della __________ appartenenti a __________
Il
creditore è responsabile giusta l’art. 273 cpv. 1 LEF di tutti i danni derivanti
da questo sequestro, se in seguito dovesse essere accertato giudizialmente che
non vi era causa di sequestro, o che il credito non esisteva.
A
quest’uopo si rende garante ad ogni effetto di legge derivante dal presente
sequestro e dovrà prestare una garanzia bancaria di fr. 30'000.-- entro 30
giorni dall’intimazione del presente decreto, di primario Istituto bancario
avente la sede principale, una succursale o una rappresentanza nel Ct. Ticino
che possa accettare depositi a risparmio in virtù dell’art. 15 LF 8.11.134
sulle banche e le casse di risparmio. La garanzia è valida sino a revoca del
giudice; se non viene prestata il sequestro sarà caduco.
D. Tasse,
spese di giudizio e indennità ripetibili a carico di __________.
vista
l’ordinanza presidenziale 3 ottobre 2000 che accoglie l’istanza per effetto
sospensivo limitatamente alla prestazione della garanzia di fr. 1'000'000.--;
vista
la rinuncia da parte dei convenuti a presentare osservazioni;
considerato
che con le suddette conclusioni, i sequestranti intendono, in poche parole,
contestare la decisione pretorile che impone loro la prestazione di una
garanzia ex art. 273 LEF di fr. 1'000'000.--, subordinatamente far ridurre
l’importo di questa garanzia a fr. 30'000.--,
che
in una recente sentenza (STF [5P. 240/2000] 15 agosto 2000, cons. 2), la
cui motivazione è appena giunta alla cancelleria di questa Camera, il Tribunale
federale ha rilevato, in un obiter dictum dettagliatamente motivato, che
fintanto che la procedura di sequestro è pendente davanti al primo giudice, e
quindi anche durante la procedura di opposizione al decreto di sequestro ex
art. 278 LEF, il ricorso all’autorità cantonale giudiziaria superiore è
prematuro, quand’anche fosse previsto dal diritto cantonale, poiché
quest’ultimo non può derogare al diritto federale;
che
un ricorso può infatti essere esperito solo contro la decisione
sull’opposizione (art. 278 cpv. 3 LEF);
che
da quest’ultima considerazione va dedotto che l’appello (diretto) contro il
decreto di sequestro, qualora sia stata interposta opposizione, è da dichiarare
irricevibile, dato che l’appello verte sul decreto di sequestro e non
ovviamente sulla decisione sull’opposizione, per ipotesi posteriore al decreto;
che
al sequestrante è comunque data la possibilità di chiedere, nella procedura di
opposizione o con ricorso (ex art. 278 cpv. 3 LEF) contro la relativa
decisione, la soppressione o la riduzione della garanzia fissata nel decreto di
sequestro (FF 1991 III 124; Dominik
Gasser, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem
SchKG, ZBJV 1994, p. 611; Bertrand Reeb,
Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.
475; Walter A. Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. III, n. 29 ad art. 273);
che,
nel caso di specie, non è noto a questa Camera se sia stata interposta o meno
opposizione al decreto di sequestro in esame,
che
dalla predetta sentenza non pubblicata del Tribunale federale (cons. 2 aa, p.
7) risulta tuttavia che il Consiglio federale, nel Messaggio concernente la
revisione della LEF dell’8 maggio 1991 (cfr. FF 1991 III 123, n. 208.7),
non ha voluto, contrariamente all’opinione di Gasser (op. cit., p. 605), estendere alla questione della
garanzia la competenza dei cantoni di prevedere un rimedio di diritto contro le
decisioni che rifiutano il sequestro;
che,
fondandosi su un’interpretazione estensiva del testo dell’art. 278 cpv. 1 LEF
(invece di “chi è toccato nei suoi diritti da un sequestro” è necessario
leggere “ chi è toccato nei suoi diritti da una decisione del giudice del sequestro),
è quindi lecito riconoscere al sequestrante la possibilità di interporre
opposizione quando egli ritiene che la decisione sulla garanzia lo tocchi in
modo importante nei propri diritti, conformemente a quanto sostenuto da una
parte della dottrina (cfr. Reeb,
op. cit., p. 475-476; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung
und Konkurs, vol. II, 4a ed., Zurigo 1997/1999, n. 10 ad art. 278; contra: Gasser, op. cit., p. 605; Michel Criblet, La problématique des sûretés et de la
responsabilité de l'Etat, in: Le séquestre selon la nouvelle LP, Zurigo 1997,
- 83; Stoffel, op. cit.,
- 29 ad art. 273, dove però, alla nota seguente, sembra manifestare diversa
opinione in caso di successiva modifica della cauzione; la questione è stata
lasciata aperta nella predetta sentenza non pubblicata del TF, cons. 2b);
che
questa soluzione ha il vantaggio di permettere al sequestrante che vuole contestare
la decisione sulla garanzia di adire sempre il giudice del sequestro, in particolare
nei casi in cui non sa se è stata interposta o no opposizione, ciò che
costituisce la regola, essendo i termini di opposizione (art. 278 cpv. 1 LEF) e
di appello contro il decreto di sequestro (art. 22 cpv. 1 LALEF) entrambi di 10
giorni;
che
si evita così la problematica sovrapposizione di due procedure parallele di impugnazione
(opposizione ed appello cantonale, cfr. Reeb,
op. cit., loc. cit.),
che
il fatto che l’appello previsto dal diritto cantonale rimanga possibile contro
le decisioni che rifiutano totalmente o parzialmente il sequestro (cfr.
succitato Messaggio del Consiglio federale) si giustifica con il fatto che si
impone in questi casi una procedura unilaterale di impugnazione per garantire
l’effetto di sorpresa che sta alla base dell’istituto del sequestro;
che
nel caso in cui solo la decisione sulla garanzia viene impugnata non vi è necessità
di una procedura unilaterale, poiché il decreto di sequestro, compresa la decisione
sulla garanzia, è stato comunque notificato al sequestrato e ad eventuali terzi
lesi dal provvedimento;
che
al contrario, il sequestrato ed i terzi devono avere l’occasione di difendersi,
la procedura di opposizione apparendo a questo proposito più appropriata, sotto
il profilo della parità delle armi, perché consente la produzione di nova (cfr.
art. 278 cpv. 3 i.f. LEF), contrariamente all’appello del diritto ticinese;
che,
nel caso di specie, i sequestranti avrebbero pertanto dovuto interporre opposizione
al decreto di sequestro;
che
per l’art. 126 CPC applicabile per il rinvio dell’art. 25 LALEF, l’appello in
esame, quand’anche indirizzato ad un’autorità incompetente, deve essere
considerato come una valida e tempestiva opposizione ai sensi dell’art. 278
cpv. 1 LEF e trasmesso in quanto tale al giudice del sequestro;
che
viste le peculiarità del caso e segnatamente la novità del tema, peraltro non
chiaramente affrontato dalla dottrina, si prescinde dal prelevare spese e non
si assegnano ripetibili;
Richiamati
gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,
pronuncia:
-
L’appello 18 settembre 2000 di __________ e dell’ing. __________,
è irricevibile.
-
L’incarto
è trasmesso alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, per le proprie
incombenze, nel senso dei considerandi.
-
Non
si preleva tassa di giustizia né si assegnano ripetibili.
-
Intimazione
a: - ________
Comunicazione
alla Pretura di Lugano, Sezione 5.
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente
Il segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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