Appeal against arrest decree held inadmissible; treated as opposition

14.2000.00088Outro Tribunal22 de nov. de 2000Dismissed

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The Ticino Court of Appeal, debt enforcement and bankruptcy chamber, held that a direct cantonal appeal against an arrest decree is inadmissible where the debtor’s remedy lies in opposition under Art. 278 DEBA. Relying on federal case law, it ruled that the challenge must be directed at the opposition decision, not the original arrest decree. However, because the appellants had filed the wrong remedy with the wrong authority, the court treated the appeal as a timely opposition under the referral rule and transmitted the file to the arrest judge. Owing to the novelty of the issue, no fees or party compensation were ordered.

Sumário Omnilex

Art. 278 DEBA; admissibility of a cantonal appeal against an arrest decree and conversion into opposition. A direct cantonal appeal is premature while the arrest procedure is still pending before the first judge and, where the law provides opposition, the objection must be raised by that route; any subsequent review lies against the decision on opposition, not against the original arrest decree. If a party files the wrong remedy with an incompetent authority, the submission may be treated as a timely opposition and forwarded to the arrest judge under the applicable referral rule, provided the legal requirements and time limits are met. The absence of a need for unilateral proceedings where only the security order is contested militates in favor of the opposition remedy rather than cantonal appeal.

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AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 14.2000.00088

Data decisione, Autorità: 22.11.2000, CEF

Incarto n. 14.2000.00088

Lugano 22 novembre 2000 /CJ/fc/dp

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cometta, presidente, Pellegrini e Zali

segretario:

Jaques, vicecancelliere

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile di cui all’inc. __________ della Pretura di Lugano, Sezione 5, a dipendenza dell’istanza di sequestro 11 settembre 2000 di


contro


e dell’appello (diretto) contro il decreto di sequestro 11 settembre 2000 emanato dal Pretore del Distretto di Lugano, promossa da


chiedente sia giudicato:

“A. All’appello presentato da __________ e dall’ing. __________ è concesso effetto sospensivo.

B. L’appello di __________ e dell’ing. __________, è dichiarato ricevibile e quindi accolto in ordine.

C. L’appello di __________ e dell’ing. __________, è accolto nel merito, di conseguenza il decreto 11 settembre 2000 della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, di cui all’incarto no. __________ è annullato e riformato come segue:

I. In via principale

All’Ufficio esecuzione e fallimenti di Lugano

debitore __________

creditore __________

credito fr. 5'000'000.-- oltre interessi al 5% dal 1 luglio 2000;

titolo del credito con la

data, o causa del credito art. 271 cpv. 1 cifra 4 LEF

causa del sequestro risarcimento danni per violazione di accordi contrattuali e atto illecito

oggetti da sequestrare presso __________; ogni avere patrimoniale di qualsiasi genere e natura, materiale o immateriale, in particolare i crediti nonché i titoli azionari rappresentanti il capitale azionario, oppure le quote della __________, appartenenti a __________

II. In via subordinata

All’Ufficio esecuzione e fallimenti di Lugano

debitore __________

creditore __________

credito fr. 5'000'000.-- oltre interessi al 5% dal 1 luglio 2000;

titolo del credito con la

data, o causa del credito art. 271 cpv. 1 cifra 4 LEF

causa del sequestro risarcimento danni per violazione di accordi contrattuali e atto illecito

oggetti da sequestrare presso __________; ogni avere patrimoniale di qualsiasi genere e natura, materiale o immateriale, in particolare i crediti nonché i titoli azionari rappresentanti il capitale azionario, oppure le quote della __________ appartenenti a __________

Il creditore è responsabile giusta l’art. 273 cpv. 1 LEF di tutti i danni derivanti da questo sequestro, se in seguito dovesse essere accertato giudizialmente che non vi era causa di sequestro, o che il credito non esisteva.

A quest’uopo si rende garante ad ogni effetto di legge derivante dal presente sequestro e dovrà prestare una garanzia bancaria di fr. 30'000.-- entro 30 giorni dall’intimazione del presente decreto, di primario Istituto bancario avente la sede principale, una succursale o una rappresentanza nel Ct. Ticino che possa accettare depositi a risparmio in virtù dell’art. 15 LF 8.11.134 sulle banche e le casse di risparmio. La garanzia è valida sino a revoca del giudice; se non viene prestata il sequestro sarà caduco.

D. Tasse, spese di giudizio e indennità ripetibili a carico di __________.

vista l’ordinanza presidenziale 3 ottobre 2000 che accoglie l’istanza per effetto sospensivo limitatamente alla prestazione della garanzia di fr. 1'000'000.--;

vista la rinuncia da parte dei convenuti a presentare osservazioni;

considerato che con le suddette conclusioni, i sequestranti intendono, in poche parole, contestare la decisione pretorile che impone loro la prestazione di una garanzia ex art. 273 LEF di fr. 1'000'000.--, subordinatamente far ridurre l’importo di questa garanzia a fr. 30'000.--,

che in una recente sentenza (STF [5P. 240/2000] 15 agosto 2000, cons. 2), la cui motivazione è appena giunta alla cancelleria di questa Camera, il Tribunale federale ha rilevato, in un obiter dictum dettagliatamente motivato, che fintanto che la procedura di sequestro è pendente davanti al primo giudice, e quindi anche durante la procedura di opposizione al decreto di sequestro ex art. 278 LEF, il ricorso all’autorità cantonale giudiziaria superiore è prematuro, quand’anche fosse previsto dal diritto cantonale, poiché quest’ultimo non può derogare al diritto federale;

che un ricorso può infatti essere esperito solo contro la decisione sull’opposizione (art. 278 cpv. 3 LEF);

che da quest’ultima considerazione va dedotto che l’appello (diretto) contro il decreto di sequestro, qualora sia stata interposta opposizione, è da dichiarare irricevibile, dato che l’appello verte sul decreto di sequestro e non ovviamente sulla decisione sull’opposizione, per ipotesi posteriore al decreto;

che al sequestrante è comunque data la possibilità di chiedere, nella procedura di opposizione o con ricorso (ex art. 278 cpv. 3 LEF) contro la relativa decisione, la soppressione o la riduzione della garanzia fissata nel decreto di sequestro (FF 1991 III 124; Dominik Gasser, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem SchKG, ZBJV 1994, p. 611; Bertrand Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 475; Walter A. Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. III, n. 29 ad art. 273);

che, nel caso di specie, non è noto a questa Camera se sia stata interposta o meno opposizione al decreto di sequestro in esame,

che dalla predetta sentenza non pubblicata del Tribunale federale (cons. 2 aa, p. 7) risulta tuttavia che il Consiglio federale, nel Messaggio concernente la revisione della LEF dell’8 maggio 1991 (cfr. FF 1991 III 123, n. 208.7), non ha voluto, contrariamente all’opinione di Gasser (op. cit., p. 605), estendere alla questione della garanzia la competenza dei cantoni di prevedere un rimedio di diritto contro le decisioni che rifiutano il sequestro;

che,

fondandosi su un’interpretazione estensiva del testo dell’art. 278 cpv. 1 LEF

(invece di “chi è toccato nei suoi diritti da un sequestro” è necessario

leggere “ chi è toccato nei suoi diritti da una decisione del giudice del sequestro),

è quindi lecito riconoscere al sequestrante la possibilità di interporre

opposizione quando egli ritiene che la decisione sulla garanzia lo tocchi in

modo importante nei propri diritti, conformemente a quanto sostenuto da una

parte della dottrina (cfr. Reeb,

op. cit., p. 475-476; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung

und Konkurs, vol. II, 4a ed., Zurigo 1997/1999, n. 10 ad art. 278; contra: Gasser, op. cit., p. 605; Michel Criblet, La problématique des sûretés et de la

responsabilité de l'Etat, in: Le séquestre selon la nouvelle LP, Zurigo 1997,

  1. 83; Stoffel, op. cit.,
  2. 29 ad art. 273, dove però, alla nota seguente, sembra manifestare diversa

opinione in caso di successiva modifica della cauzione; la questione è stata

lasciata aperta nella predetta sentenza non pubblicata del TF, cons. 2b);

che questa soluzione ha il vantaggio di permettere al sequestrante che vuole contestare la decisione sulla garanzia di adire sempre il giudice del sequestro, in particolare nei casi in cui non sa se è stata interposta o no opposizione, ciò che costituisce la regola, essendo i termini di opposizione (art. 278 cpv. 1 LEF) e di appello contro il decreto di sequestro (art. 22 cpv. 1 LALEF) entrambi di 10 giorni;

che si evita così la problematica sovrapposizione di due procedure parallele di impugnazione (opposizione ed appello cantonale, cfr. Reeb, op. cit., loc. cit.),

che il fatto che l’appello previsto dal diritto cantonale rimanga possibile contro le decisioni che rifiutano totalmente o parzialmente il sequestro (cfr. succitato Messaggio del Consiglio federale) si giustifica con il fatto che si impone in questi casi una procedura unilaterale di impugnazione per garantire l’effetto di sorpresa che sta alla base dell’istituto del sequestro;

che nel caso in cui solo la decisione sulla garanzia viene impugnata non vi è necessità di una procedura unilaterale, poiché il decreto di sequestro, compresa la decisione sulla garanzia, è stato comunque notificato al sequestrato e ad eventuali terzi lesi dal provvedimento;

che al contrario, il sequestrato ed i terzi devono avere l’occasione di difendersi, la procedura di opposizione apparendo a questo proposito più appropriata, sotto il profilo della parità delle armi, perché consente la produzione di nova (cfr. art. 278 cpv. 3 i.f. LEF), contrariamente all’appello del diritto ticinese;

che, nel caso di specie, i sequestranti avrebbero pertanto dovuto interporre opposizione al decreto di sequestro;

che per l’art. 126 CPC applicabile per il rinvio dell’art. 25 LALEF, l’appello in esame, quand’anche indirizzato ad un’autorità incompetente, deve essere considerato come una valida e tempestiva opposizione ai sensi dell’art. 278 cpv. 1 LEF e trasmesso in quanto tale al giudice del sequestro;

che viste le peculiarità del caso e segnatamente la novità del tema, peraltro non chiaramente affrontato dalla dottrina, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano ripetibili;

Richiamati gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

pronuncia:

  1. L’appello 18 settembre 2000 di __________ e dell’ing. __________, è irricevibile.

  2. L’incarto è trasmesso alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, per le proprie incombenze, nel senso dei considerandi.

  3. Non si preleva tassa di giustizia né si assegnano ripetibili.

  4. Intimazione a: - ________

Comunicazione alla Pretura di Lugano, Sezione 5.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Palavras-chave

arrestoppositioninadmissibilitysuspensive effectsecurityprocedural conversiondebt enforcement

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Questão jurídica principal

Whether a direct cantonal appeal against an arrest decree is admissible when opposition under Art. 278 DEBA is available or should have been used.

Decisão extraída

The direct appeal was inadmissible because, once opposition is available or has been filed, the proper remedy is opposition and then, if needed, appeal against the opposition decision.

Fundamentação extraída

Federal law precludes cantonal review of the arrest decree itself during the pendency of the first-instance arrest procedure. The relevant challenge lies against the opposition decision, not the original decree.

Questão jurídica principal

Whether the improperly filed appeal should be treated as a timely opposition and transmitted to the arrest judge.

Decisão extraída

Yes. Under Art. 126 CPC by analogy via Art. 25 LADEBA, the appeal was to be treated as a valid and timely opposition and sent to the arrest judge.

Fundamentação extraída

Because the appeal was directed to an incompetent authority but met the opposition time limit and concerned the arrest decree, procedural economy and the applicable referral rule required transmission rather than extinction.

Questão jurídica principal

Whether court costs and party costs should be charged.

Decisão extraída

No costs and no party compensation were awarded.

Fundamentação extraída

Given the novelty of the issue and its unclear treatment in doctrine, the court exercised discretion to waive fees and costs.

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