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Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
14.1996.20
Data decisione, Autorità:
24.05.1996, CEF
Incarto n.
14.96.00020
Lugano
24 maggio 1996/B/fc/fb
In
nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta
dei giudici:
Cometta,
presidente
Pellegrini e Zali
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura fallimentare
dipendente dall’istanza 3 gennaio 1996 presentata da
contro
sulla
quale istanza la Pretore di __________, ha decretato il 22 febbraio 1996:
“1. E`
pronunciato il fallimento della __________ a far tempo da giovedì 22
febbraio 1996 alle ore 14.00.
2/3 omissis.”
Sentenza tempestivamente dedotta in appello il 1.
marzo 1996 dalla __________ che ne postula l’annullamento;
richiamato il decreto presidenziale 6/8 marzo1996 che
ha accordato all’appello effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto
A. Con istanza 3 gennaio 1996 la __________ ha chiesto il
fallimento della __________ per Fr. 816.50 oltre accessori e dedotti eventuali
acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 14 febbraio 1996
l’escussa non è comparsa.
C. L’appellante adduce di aver effettuato il pagamento il
20 febbraio 1996, producendo copia dell’ordine di bonifico della Banca
__________ a favore della creditrice di Fr. 816.--, datato 20 febbraio 1996
(doc. _).
D. La __________ non ha presentato osservazioni
all'appello.
Considerato
in
diritto
- L’appellante adduce per la prima volta in sede
d’appello, di aver estinto il proprio debito il 20 febbraio 1996, ossia prima
della declaratoria di fallimento.
A
sostegno del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato nella
narrativa fattuale sub _.
a) La questione a sapere se possono essere ammessi in
seconda sede fatti, prove ed eccezioni nuovi va risolta facendo capo al diritto
processuale civile cantonale, atteso che per l’art. 25 n. 2 LEF il Cantone ha
facoltà sia di ammettere, sia di limitare, sia di escludere fatti nuovi nella
procedura di ricorso di cui all’art. 174 LEF.
Per
gli art. 385 ss. CPC l’istanza di fallimento è trattata con la procedura
sommaria (cfr. in particolare l’art. 387 CPC).
Contro
la decisione in prima sede del pretore è dato il rimedio dell’appellazione a
questa Camera: il termine di ricorso è di dieci giorni. A prescindere da questa
particolarità, l’art. 388 CPC non modifica in nulla le regole che disciplinano
l’istituto dell’appello. Queste escludono, in virtù dell’art. 321 cpv.1 lett. b
CPC, la facoltà di addurre in seconda sede nuovi fatti, prove ed eccezioni
(cfr. tra tante, CEF 28 maggio 1980 in re C. SA, in Rep 1981 p. 420; CEF 28
gennaio 1988 in re A. AG c. F.T. e 8 agosto 1989 in re B.A. c. A.SA).
La
scrivente Camera ha, per prassi costante, stabilito una particolarità
procedurale in caso di dichiarazione di fallimento, negando l’ammissibilità di
nova in senso proprio (ossia fatti verificatisi dopo il giudizio impugnato) ma
ammettendo gli pseudonova (ossia fatti rilevanti realizzatisi ante declaratoria
di decozione ma non portati a conoscenza del primo giudice), cfr, tra tante CEF
8 agosto 1989 in re B.A. c. A. SA oltre che CEF 7 giugno 1983 in re E. c. I. p.
4-5.
Gli
pseudonova devono essere tali da escludere la pronuncia del fallimento, qualora
fossero stati tempestivamente noti al Pretore, e non devono apparire come un
ripiego o un espediente abilmente ideato per evitare il fallimento con i gravi
effetti che ne conseguono (cfr. CEF 28 gennaio 1988 in re A.AG c. F.T. cons. 1
i.f. e rif. ivi).
-
Nel caso in esame, quanto riferito sub 1 in ingresso
costituisce prova sufficiente dell’avvenuto pagamento ante declaratoria di
decozione: il fallimento va quindi annullato.
-
La tassa di giustizia è a carico dell’appellante,
siccome non comparso avanti il primo giudice, in ambo le sedi (art. 54 TarLEF).
Non
si assegnano indennità (art. 68 cpv. 1 TarLEF).
Le
spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.
Per
questi motivi,
richiamati
gli art. 171 e 174 LEF, 387 e 388 CPC, nonché i disposti citati
PRONUNCIA
I. L’appello
è accolto.
Di
conseguenza il giudizio di prima sede viene così riformato:
“1. La
dichiarazione di fallimento 22 febbraio 1996 pronunciata dalla Pretore di
, inc. FA., nei confronti della __________ è annullata.
-
La
tassa di giustizia di prima sede di Fr. 80.--, da anticipare come di rito, è a
carico della __________.
-
Le
spese dell’Ufficio dei fallimenti di __________, da anticipare come di rito,
sono a carico della __________.”
II. La
tassa di giustizia di Fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall’appellante, resta a suo carico.
III. Intimazione
a: - __________
-
-
Ufficio
dei fallimenti di __________
-
Ufficio
esecuzione di __________
-
Ufficio
dei registri di __________
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del tribunale d'appello
quale autorità di
vigilanza
Il
Presidente La
Segretaria
.
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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