AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
12.2001.30
Data decisione, Autorità:
30.08.2001, IICCA
Incarto n.
12.2001.00030
Lugano
30 agosto
2001/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La
seconda Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente
Chiesa e Rusca
segretario:
Petrini
sedente quale autorità giudiziaria cantonale
competente a decidere i ricorsi per nullità di lodi arbitrali in virtù degli
art. 3 litt. f) e 36 CIA, nonché dell'art. 2 del DL concernente l'adesione del
Cantone Ticino al Concordato stesso, per statuire sul ricorso per nullità 7
febbraio 2001 presentato da
rappr.
dall'avv. __________
nei confronti del lodo 5 gennaio 2001 dell'arbitro
unico __________ nella procedura arbitrale avviata, con petizione 10 febbraio
2000, dall'
con il quale l'arbitro ha stabilito, a seguito di
corrispondente eccezione preliminare sollevata dal qui ricorrente, sulla
validità della clausola arbitrale e quindi sulla sua competenza a risolvere la
controversia.
Letti ed esaminati gli atti ed i documenti della
procedura arbitrale
Considerato
in fatto ed in diritto
- L'avv. __________, così designato dall'autorità tutoria di
__________, è stato, dal 1988 al 1991, assistente, ai sensi dell'art. 395 cpv.
2 CC, della signora __________. L'inabilitazione di quest'ultima riguardava
quindi solo l'amministrazione della sua sostanza, rimanendole la libera
disposizione delle sue rendite.
La
signora __________ ha desiderato che l'avv. __________, oltre alla sua funzione
di assistente, continuasse ad essere anche il suo avvocato consigliere la cui
attività sarebbe stata retribuita a carico delle sue rendite. Al proposito ha
sottoscritto, il 24 febbraio 1990, un accordo riguardante le spese e gli
onorari dello studio legale dell'avv. __________ che indicava la tariffa oraria
dovuta per il dispendio di tempo del titolare e dei collaboratori dello studio
e che, nella sua parte finale, stabiliva quanto segue:
" Procédure:
Si je désire la vérification des prestations facturées __________
tiendra à disposition de __________ ou bien de __________ un résumé ou si
désiré la liste des prestations.
Si après ce contrôle, je ne suis pas persuadée, __________ est
d'accord de se soumettre à l'arbitrage amical de __________,
ou de mon frère, ou __________ ou de __________, de __________. L'arbitre appliquera
alors les bases de calcul de cet
accord.
Cette proposition est acceptée par __________."
- Con
petizione 10 febbraio 2000 l'avv. __________ ha avviato la procedura arbitrale,
investendone l'arbitro designato __________, nei confronti del signor
__________ - erede della signora __________, deceduta nel gennaio 1999 - per
chiederne la condanna al pagamento delle numerose note professionali
riguardanti la gestione della curatela, le prestazioni quale legale, il
rimborso di ripetibili ed il risarcimento danni e torto morale per un'infondata
denuncia penale nei suoi confronti.
Con
allegato 20 aprile 2000 __________ ha, preliminarmente, contestato la
competenza dell'arbitro a giudicare sulle pretese dell'avv. __________ poiché
il preteso patto arbitrale non sarebbe valido mancando della firma dell'avv.
__________ (art. 6 CIA), poiché un accordo del genere tra assistente ed
assistita imponeva la designazione di un curatore a quest'ultima (art. 392 n. 2
CC), poiché non è mai stato approvato dall'autorità tutoria (art. 421 n. 8 CC)
e dall'autorità cantonale di vigilanza sulle tutele e curatele (art. 422 n. 7
CC), poiché vincolerebbe unicamente l'avv. __________ ma non la signora
__________, poiché prima dell'avvio dell'arbitrato si sarebbe dovuta effettuare
la procedura di verifica della fatturazione, poiché infine non copre le pretese
riguardanti l'attività dell'avv. __________ quale assistente e quelle derivanti
da risarcimento danni.
Dopo aver
dato alla controparte la facoltà di esprimersi, l'arbitro ha pronunciato
l'impugnato lodo con il quale ha respinto le eccezioni del convenuto
riguardanti la validità del patto arbitrale ma ha riconosciuto che lo stesso
non comprendeva le contestazioni riguardanti l'attività dell'attore quale
assistente legale e la pretesa per risarcimento danni e torto morale.
- Con
il ricorso per nullità 7 febbraio 2001, __________ ripresenta le sue eccezioni,
non considerate pertinenti dall'arbitro, intese ad invalidare il patto
arbitrale e, di conseguenza, a misconoscere la competenza dell'arbitro ad
occuparsi di tutte le pretese dell'avv. __________. In subordine lamenta anche
una violazione procedurale avendo, a suo dire, l'arbitro concesso alla
controparte di esprimersi tre volte sulle eccezioni di incompetenza.
Con
osservazioni 20 marzo 2001 l'avv. __________ chiede la reiezione del ricorso
per nullità.
Delle
argomentazioni delle parti si dirà, per quanto necessario, nel seguito
dell'esposizione di diritto.
- La
decisione dell'arbitro è stata spedita, per raccomandata, il giorno di venerdì
5 gennaio 2001, alle ore 17.01, ed ha potuto essere recapitata al patrocinatore
del convenuto solo il lunedì 8 gennaio successivo poiché La Posta, per notorie
disposizioni interne sue, consegna gli invii raccomandati dal lunedì al venerdì
e non più nei giorni di sabato. Il termine di trenta giorni per inoltrare il
ricorso per nullità scadeva quindi il giorno 7 febbraio 2001 e il relativo
atto, spedito quel giorno, è quindi tempestivo.
Esso è
anche ricevibile poiché, nei confronti di una decisione sulla competenza del
tribunale arbitrale resa preliminarmente al merito, si può e si deve proporre
immediatamente il ricorso per nullità ai sensi dell'art. 36 litt. b) CIA (Lalive-Poudret-Reymond,
Le droit de l'arbitrage, n. 4b ad art. 36 CIA e n. 4 ad art. 8 CIA) che
l'autorità giudiziaria decide con pieno potere cognitivo e non limitato al solo
arbitrio (Lalive-Poudret-Reymond, op. cit., loc. cit.).
-
Il
tema della controversia così come alla contestata clausola arbitrale si
riferisce alla determinazione degli onorari e delle spese che l'avvocato può
esporre al cliente. Nei Cantoni dove, come in Ticino, l'ordine degli avvocati
è coattivo ed è istituita un'autorità di moderazione che giudica la questione a
sapere se la nota dell'onorario dell'avvocato è conforme alla tariffa o ad
altre disposizioni cantonali in vigore, si pone il problema a sapere, con esame
d'ufficio (Jolidon, Commentaire du Concordat suisse sur l'arbitrage, ad
art. 5 n. 62, pag. 167), se una tale controversia sia arbitrabile oppure
riservata imperativamente alle autorità di sorveglianza (Jolidon, op.
cit., ad art. 5 n. 422 k, pag. 160). In Ticino soggiacciono imperativamente al
Consiglio di Moderazione solo quelle attività dell’avvocato che hanno carattere
giudiziale ossia coperte dal monopolio dell'avvocato (Rep. 1998 n. 92 ).
Scorrendo le note dell'avv. __________ non si hanno indicazioni di suoi
interventi, a favore della signora __________, coperti dal monopolio
dell'avvocato e di conseguenza, nella sua generalità, il litigio può essere
sottoposto, in linea di principio, ad arbitrato.
-
La
prima censura del ricorrente nei confronti della validità della clausola
arbitrale riguarda la mancanza della firma dell'avv. __________ a copertura di
quel preteso accordo. In effetti, il documento prodotto dallo stesso avv.
__________ (doc. A2) porta la sola firma della signora __________.
Il patto
d'arbitrato, per essere valido, richiede la forma scritta (art. 6 cpv. 1 CIA)
che è definita in modo uniforme applicando, per analogia, gli art. 13 e seg. CO
(Lalive-Poudret-Reymond, op. cit., n. 1 ad art. 6 CIA). Per l'art. 13
cpv. 1 CO la clausola deve essere firmato da tutte le parti che obbliga e la
firma dev'essere manoscritta (art. 14 cpv. 1 CO). Non necessariamente la firma
di tutte le parti deve apparire su di un documento unico ma l'accordo scritto
può risultare da un insieme di atti o da uno scambio di corrispondenza o di
esemplari del contratto firmati singolarmente (Berner Kommentar, ad art.
13 CO n. 25 e seg.). È quello che sostiene l'attore quando afferma che
l'accordo in questione fu redatto in due esemplari: uno, con la sola firma
della signora __________, da lui trattenuto e l'altro, con la sua sottoscrizione
manoscritta, consegnato alla signora. Ma di tale fatto, e della conseguente
perfezione dell'accordo attraverso l'affermata modalità di reciproca
manifestazione di volontà, non vi è prova agli atti di causa e l'onere
probatorio al proposito incombeva a chi ne deduce un diritto (Berner
Kommentar, ad art. 13 CO n. 26), ossia all'avv. __________. La
testimonianza dell'avv. __________ non dimostra l'esistenza di un esemplare
dell'atto firmato dall'avv. __________: il teste esclude di aver visto
"l'accordo del 24.2.1990 (A2) in un esemplare sottoscritto dall'avv.
__________ " e la sua giustificazione relativa all'errore in cui è incorso
nella lettera 22 febbraio 2000 (doc. U10), dove aveva affermato che l'accordo
non risultava firmato dalla signora __________, appare plausibile.
Ma, come
già indicato, l'accordo delle parti diretto a compromettere ad arbitri la
controversia può risultare anche da scritture diverse e successive che si
integrano fra di loro. È quello che l'arbitro ha ritenuto essersi verificato in
concreto per arrivare a riconoscere la validità del patto arbitrale, pur
mancando la sottoscrizione manoscritta dello stesso da parte dell'avv.
__________. L'arbitro individua la necessaria integrazione da parte dell'avv.
__________ nella richiesta scritta (doc. A4) che questi, già il 28 febbraio
1990, indirizzò alla Delegazione tutoria di __________ per ottenere
l'approvazione delle basi di calcolo per le note riguardanti l'assistita
signora __________. Ora l'accettazione scritta della proposta di arbitrato
della signora __________ non può essere ravvisata in una lettera a terzi e
quindi non direttamente alla parte che ha fatto la proposta (DTF 111 Ib
253). Ma, ancora, quella lettera inviata alla Delegazione tutoria non parla
espressamente della clausola arbitrale, non vi fa nessun riferimento, ma si
limita a chiedere l'approvazione delle basi di calcolo dell'onorario
dell'avvocato. Essa può allora significare l'accordo dell'avv. __________ con
quelle specifiche proposte relative al calcolo della sua retribuzione, che del
resto non abbisognavano per la loro validità la forma scritta, ma non include
la clausola compromissoria che è autonoma e indipendente, per quanto è della
sua validità e dei suoi effetti, dal contratto al quale si riferisce (Lalive-Poudret-Reymond,
op. cit., n. 3 ad art. 4 CIA). E nemmeno può confortare la tesi dell'arbitro il
fatto che fosse allegata, alla lettera dell'avv. __________ all'Autorità
tutoria del 28 febbraio 1990, copia del documento, firmato dalla sola signora
__________, contenente la clausola arbitrale poiché il rinvio avrebbe dovuto
essere esplicito esprimendo, nella lettera stessa, la volontà di deferire
all'arbitro l'eventuale controversia (Lalive-Poudret-Reymond, op. cit.,
n. 1 ad art. 6 CIA).
Il
comportamento dell'avv. __________ potrebbe, magari, individuare gli estremi di
un suo consenso tacito o per atti concludenti della proposta d'arbitrato, ma la
questione non merita ulteriore approfondimento poiché l'esigenza della forma
scritta esclude una tale eventualità per il perfezionarsi dell'accordo (Lalive-Poudret-Reymond,
op. cit., n. 1 ad art. 6 CIA).
Le
condizioni di forma volute dall'art. 6 CIA non sono state rispettate e la
clausola arbitrale è priva di qualsiasi effetto giuridico (Jolidon, op.
cit., n. 4 ad art. 6 CIA; Lalive-Poudret-Reymond, op. cit., n. 3 ad art.
6 CIA) con la conseguenza che non può essere instaurata una procedura arbitrale
per la controversia in questione e l'arbitro avrebbe dovuto dichiararsi
incompetente.
- L'avv.
__________ eccepisce l'abuso di diritto della controparte nel prevalersi della
nullità per difetto di forma del patto arbitrale poiché quell'accordo sarebbe
stato eseguito da entrambe le parti, in ciò richiamandosi alla dottrina ed alla
giurisprudenza (cfr. per tutti OR-Schwenzer Art. 11 N. 18). L'argomento
è inconcludente poiché, per la prima volta, una parte fa capo alla clausola
compromissoria e l'altra mai vi ha dato seguito o vi si è sottoposta. Mai prima
d'ora, infatti, le parti hanno fatto capo, nella via dell'arbitrato o
dell'arbitraggio, alla procedura di verifica di note dell'avvocato. Non vi è
quindi mai stata esecuzione della stessa.
L'eventuale
esecuzione dell'accordo sull'ammontare orario dell'onorario non può
evidentemente coinvolgere anche il patto arbitrale che è una convenzione
diversa ed indipendente da quella che, in caso di litigio, avrebbe dovuto
risolvere.
- La
contraria decisione dell'arbitro deve così essere annullata e questa autorità
giudiziaria, senza necessità di rinviargli la causa, può sancirne direttamente
l'incompetenza (Lalive-Poudret-Reymond, op. cit., n. 1.4. ad art. 36
CIA), non dovendo, per questo esito, entrare nel merito delle altre numerose
eccezioni sollevate dalla parte __________ per dimostrare ulteriormente
l'invalidità della clausola arbitrale.
Le spese
e le ripetibili della procedura avanti all'arbitro, non contestate nella loro
entità, vanno diversamente ripartite per seguire la completa soccombenza
dell'avv. __________. Altrettanto in questa sede.
Per i quali motivi
visti gli art. 6 e 36 litt. b) CIA
dichiara e pronuncia
I. La decisione 5 gennaio 2001 dell'arbitro __________ nella procedura
che oppone l'avv. __________ a __________ è annullata e così modificata:
-
Non
è data competenza arbitrale nella lite promossa dall'avv. __________, con
petizione 10 febbraio 2000, contro __________.
-
La tassa di giudizio in Fr. 12'000.- e le spese di segretariato
in Fr. 4'087.60 IVA compresa, sono a carico della parte attrice che rifonderà a
__________ Fr. 11'500.- per ripetibili.
II. La
tassa del presente giudizio in Fr. 3'900.- e le spese in Fr. 100.- (totale Fr.
4'000.-), già anticipate dal ricorrente, sono a carico dell'avv. __________ il
quale rifonderà a controparte Fr. 4'500.- per ripetibili.
III. Intimazione
a: - __________
Comunicazione
all'arbitro __________
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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