AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
10.2003.433
Data decisione, Autorità:
16.10.2003, PRPEN
Incarto
n.
10.2003.433/KRM
DA
1877/2003
Bellinzona
16
ottobre 2003
Sentenza
con motivazione
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
Il Presidente della Pretura penale
Marco Kraushaar
sedente con
Carmela Fiorini in qualità di segretaria, per giudicare
__________ , ..,
fu __________ e __________ n. __________, nata a __________, attinente di
__________, domiciliata a __________, Via __________, coniugata, __________
difesa da: Avv. __________
__________, __________,
prevenuta colpevole di infrazione alla LF sugli stupefacenti;
per avere, senza essere
autorizzata, in veste di amministratrice unica della società "__________
__________ " che sapeva essere attiva nell'ambito della coltivazione e
della commercializzazione di canapa destinata al mercato degli stupefacenti
(marijuana) peraltro venduta al dettaglio nel negozio di canapaio __________
__________ di __________ facente capo al marito __________ __________,
contribuito al raggiungimento di tale finalità occupandosi di alcuni aspetti
amministrativi della società medesima il cui scopo sociale figurante a RC,
nulla aveva a che vedere con la coltivazione indoor di canapa o di altri
vegetali in genere;
fatti avvenuti a __________ dal
..2003 al ______________________________.2003;
reato previsto dall'art. 19 cifra 1 LStup;
perseguita con decreto d’accusa n. DA
/ di data __________ __________ 2003 del Procuratore
pubblico Antonio Perugini, __________,
che propone la condanna dell'accusata:
-
Alla pena di 45
(quarantacinque) giorni de detenzione, sospesi condizionelmente per un periodo
di prova di 2 (due) anni.
-
Al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 200.--.
vista l'opposizione interposta
tempestivamente in data __________ __________ 2003 dall'accusata;
indetto il dibattimento __________
__________ 2003, al quale sono presenti l'accusata personalmente ed il suo
difensore, mentre il Procuratore pubblico con lettera ____________________ 2003 ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando nel contempo la
conferma del decreto d'accusa impugnato;
accertate le generalità dell'accusata, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata;
sentito il difensore, il quale chiede
l'annullamento del decreto di accusa perché lede l'art. 207 cpv. 4 CO e chiede
il proscioglimento da ogni capo d'imputazione perché l'accusata con la sua
attività non ha contribuito al raggiungimento delle finalità della società;
sentita da ultimo l'accusata;
posti a giudizio i seguenti quesiti
-
Se il decreto d'accusa è da
ritenersi nullo.
-
Se __________ __________ è
autrice colpevole, eventualmente per negligenza, di ripetuta infrazione alla LF
sugli stupefacenti per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico.
-
Sulla pena proposta e sulle
spese.
letti ed esaminati gli atti;
considerato in fatto ed in diritto
- __________ __________,
nata nel __________, è giunta in Svizzera nel __________a __________, dove ha
frequentato le scuole sino al conseguimento del diploma di assistente
geriatrica, trasferendosi poi in Ticino una ventina di anni fa.
Il ____________________ 1992
sposa __________ __________, cittadino italiano, con il quale ha una figlia ora
undicenne. Il marito svolgeva la professione di __________, ma __________
__________ lo costringe a smettere. Dal 1993 inizia un'attività di commerciante
in proprio, trafficando __________ e __________.
Nel 2000 decide di dedicarsi al
commercio di __________ e, senza per il momento abbandonare il traffico con i
copertoni, fonda una società a tal fine (____________________) e inizia ad
interessarsi per l'apertura di un negozio, che tuttavia avverrà solo nel marzo
di quest'anno a __________.
Egli affida il compito di
amministratrice unica della società alla moglie, di nazionalità svizzera. In
quel periodo la stessa svolgeva l'attività di casalinga e percepiva la
disoccupazione. Nel 2002 ha poi ricominciato a lavorare al 50% come __________
__________.
All'interno della società la
signora __________ non ha mai assunto alcun compito specifico. Si è limitata a
firmare in due occasioni documenti: una volta per il cambiamento dell'ufficio
di revisione e un'altra volta per la locazione dei locali a __________.
Per la funzione di
amministratrice unica l'accusata non ha mai percepito alcunché.
-
Con decreto di accusa
____________________ 2003 il Procuratore pubblico ha ritenuto __________
__________ autrice colpevole di ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti
per per avere, senza essere autorizzata, in veste di amministratrice unica
della società "__________ __________ " che sapeva essere attiva
nell'ambito della coltivazione e della commercializzazione di canapa destinata
al mercato degli stupefacenti (marijuana) peraltro venduta al dettaglio nel
negozio di canapaio __________ __________ di __________ facente capo al marito
__________ __________, contribuito al raggiungimento di tale finalità
occupandosi di alcuni aspetti amministrativi della società medesima il cui
scopo sociale figurante a RC, nulla aveva a che vedere con la coltivazione
indoor di canapa o di altri vegetali in genere.
-
Al dibattimento
l'accusata ha affermato di non essere al corrente dei traffici del marito e di
avere assunto la carica di amministratrice unica solo perché il marito aveva
bisogno per tale funzione di una persona di nazionalità svizzera.
La società di fatto è sempre
stata amministrata dal marito.
Ella ha riferito di essere
stata nel negozio __________ __________ in tre occasioni: una prima volta
mentre era in atto la riattazione, una seconda volta dopo l'apertura e
un'ultima volta quando si è trovata a passare di lì. Solo in questa terza occasione
ha notato che vi erano in vendita anche sacchetti contenenti canapa, che
venivano tenuti sotto il bancone. Sostiene di essere stata convinta che
servissero a profumare gli armadi come le era stato detto.
Afferma pure di essere venuta a
sapere dai giornali solo poco prima dell'interrogatorio di polizia che il
contenuto dei sacchetti poteva essere fumato; neppure sapeva che la canapa può
essere usata a scopo stupefacente.
L'accusata ha pure ammesso di
essere stata al corrente che il marito aveva iniziato una coltivazione di
canapa a __________. Le era stato detto che la canapa serviva a fini
alimentari: per la produzione di olio, vino alla canapa, torte, ecc.
- La difesa censura
dapprima la validità del decreto di accusa, perché vi sarebbe una lesione
dell'art. 207 cpv. 4 CPP, dal momento che l'accusata non è stata sentita dal
Procuratore pubblico.
Rileva poi che __________
__________ è stata utilizzata dal marito per i suoi scopi siccome cittadina
svizzera, che poteva sfruttare senza pagare.
Le sue scarse conoscenze
linguistiche non le hanno permesso di rendersi conto dell'effettiva attività
svolta dal marito. Ella non ha aiutato in alcun modo il marito nei suoi
traffici e non aveva potere decisionale nella società.
Chiede il proscioglimento da
ogni imputazione, perché non ha contribuito al raggiungimento delle finalità
della società.
-
La censura concernente
il decreto di accusa è destituita di qualsiasi fondamento. L'art. 207 cpv. 4
CPP non impone infatti al Procuratore pubblico di sentire l'accusata, ma esige
che la stessa sia informata del diritto di essere da lui interrogata. Questa
informazione è stata data a __________ __________ il ____________________ 2003,
come emerge dalla dichiarazione agli atti da lei sottoscritta.
-
L'art. 19 cifra 1 LStup
recita:
chiunque, senza essere
autorizzato, coltiva, pianta alcaloidi o canapa per produrre stupefacenti,
chiunque, senza essere
autorizzato, fabbrica, estrae, trasforma o prepara stupefacenti,
chiunque, senza essere
autorizzato, deposita, spedisce, trasporta, importa, esporta o transita
stupefacenti,
chiunque, senza essere
autorizzato, offre, distribuisce, vende, negozia per terzi, procura, prescrive,
mette in commercio o cede stupefacenti,
chiunque, senza essere
autorizzato, possiede, detiene, compera o acquista in altro modo stupefacenti,
chiunque fa preparativi a
questi scopi,
chiunque finanzia un traffico
illecito di stupefacenti o serve da intermediario per il suo finanziamento,
chiunque pubblicamente istiga
al consumo di stupefacenti o rivela la possibilità di acquistarli o di
consumarli,
è punito, se ha agito
intenzionalmente, con la detenzione o con la multa. Nei casi gravi la pena è
della reclusione o della detenzione non inferiore ad un anno, cui può essere
cumulata una multa fino ad un milione di franchi.
In concreto l'accusata non ha
compiuto direttamente nessuna delle azioni citate. Occorre allora verificare
se, nella sua qualità di amministratrice unica, le possono essere imputate le
azioni commesse dalla società o se ella è responsabile, perché nella sua
funzione avrebbe dovuto conoscere le attività svolte.
- In linea di principio
una persona giuridica non può delinquere se ciò non è espressamente previsto da
una legge federale o cantonale (cfr. DTF 97 IV 203). Qualora nell'esercizio
delle attività di una persona giuridica vengono commessi reati, sono punibili
le persone fisiche che hanno agito direttamente o avrebbero dovuto agire;
questo poiché solo le persone fisiche possono avere un comportamento penalmente
punibile.
Un organo della società, come
per esempio un amministratore, non è punibile solo in virtù della sua posizione
societaria; sono punibili unicamente gli organi che nell'esercizio delle
attività di una persona giuridica hanno commesso le azioni delittuose o ai
quali è imputabile una colpa.
Secondo la dottrina svizzera
non vi è una responsabilità penale indipendente dalla partecipazione al reato
degli organi di una persona giuridica, per delitti commessi da altri
nell'esercizio dell'attività della società stessa (cfr. DTF 105 IV 172 cons.
3).
La responsabilità di un organo
potrebbe anche fondarsi su un delitto di omissione improprio (non aver impedito
l'avverarsi di un evento proibito).
Ciò presuppone tuttavia che vi
sia una posizione di garante dell'autore dell'omissione riferita al reato in
esame e che vi sia una lesione colpevole (nei reati intenzionali quindi almeno
dolo eventuale) della posizione di garante; ritenuto che garante è chi ha un
obbligo, legale o contrattuale, di impedire il realizzarsi di una fattispecie
penalmente punibile o di sopprimerne gli effetti.
Secondo il Tribunale federale
per poter ammettere la posizione di garante di un organo di una persona
giuridica occorre che la persona fisica interessata abbia un ruolo predominante
nella società (____________________). Ciò non è necessariamente il caso per
tutti gli organi, neppure per un amministratore unico, poiché se così fosse si
creerebbe una responsabilità penale generalizzata degli amministratori di una
società per delitti commessi nell'esercizio dell'attività di una persona
giuridica.
Il garante è penalmente
responsabile come autore per il comportamento delittuoso di un terzo se lede i
suoi obblighi di garante. Nel caso di delitto intenzionale questo avviene quando
il garante riconosce o prevede la commissione di un reato da parte di un terzo
e ciononostante non ne impedisce o sopprime secondo le sue possibilità gli
effetti, poiché li vuole o perlomeno li accetta. Il quesito di sapere se gli
obblighi di garante sono stati lesi, si pone quindi per i delitti intenzionali
solo quando è accertato che il garante ha riconosciuto o previsto la
commissione del reato, perché poteva solo impedire o sopprimere le conseguenze
di un comportamento di un terzo che aveva riconosciuto o previsto (cfr. DTF 105
IV 172 cons. 4).
__________ __________ si è
limitata a mettersi a disposizione come amministratrice unica, perché la
società aveva necessità di trovare una persona che si mettesse formalmente a
disposizione per questo incarico, senza dover tuttavia dirigere l'attività.
Ella in tale veste ha poi sottoscritto un'istanza di modifica a RC e un
contratto di locazione. Si è trattato di atti formali richiesti da chi dirigeva
effettivamente la società e ne era proprietario.
In queste circostanze non si
può assolutamente affermare che l'accusata detenesse all'interno della
__________ __________ una posizione determinante, anzi ella non aveva
praticamente alcun ruolo se non quello puramente formale di amministratrice
unica. In altre parole non aveva alcun potere e non poteva influenzare
l'andamento societario.
E' quindi da escludere che le
si possa riconoscere una posizione di garante.
Ne segue che non può essere
autrice del reato neppure per omissione.
- Resta da verificare se
ella non sia punibile come complice.
E' punibile come tale chi aiuta
intenzionalmente l'autore di un'infrazione alla LF sugli stupefacenti e questo
sia prima sia durante la commissione del reato. Comporta complicità qualsiasi
aiuto ad un'infrazione decisa e commessa da un altro, che sia in qualche modo
causale per la realizzazione del reato, o altrimenti detto, senza il quale i
fatti si sarebbero svolti diversamente. L'aiuto deve quindi aver agevolato la
commissione del reato (cfr. Fingerhuth/Tschurr, Kommentar zum
Betäubungsmittelgesetz, pag. 138).
Come visto, il complice deve
favorire intenzionalmente la commissione di un reato intenzionale di un terzo.
Ciò presuppone che conosca, almeno nelle grandi linee, l'infrazione principale
progettata (cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, 2002, pag.
793, n. 128 all'art. 19 LStup).
In specie, può restare aperta
la questione di sapere se gli autori principali hanno agito con intenzione,
perché la complicità è da escludere per i motivi che si diranno in appresso.
Se da una parte si deve
ammettere che la conclusione del contratto di locazione ha favorito la
commissione del reato, dall'altra si deve considerare che __________ __________
non era per nulla al corrente delle intenzioni del o degli autori principali.
Per quanto risulta dagli atti non conosceva nemmeno lontanamente l'infrazione
che il marito avrebbe commesso.
Per questi motivi si deve
concludere che l'accusata non ha intenzionalmente aiutato a commettere il
reato, ella non è quindi punibile come complice.
Ciò posto __________ __________
deve essere prosciolta dall'imputazione di ripetuta infrazione alla LF sugli
stupefacenti.
visti gli art. 19 cifra 1 LStup; 9 e
segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
proscioglie __________ __________,
dall'imputazione di infrazione
alla LF sugli stupefacenti, per i fatti compiuti a __________ nelle circostanze
descritte nel decreto di accusa n. DA __________/__________del
____________________ 2003.
carica le spese allo Stato.
le parti sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).
La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
__________ __________, Via
__________, __________,
Procuratore pubblico Antonio
Perugini, __________, __________,
Avv. __________ __________,
__________, __________,
Ministero pubblico della
Confederazione, Berna
e, alla crescita in giudicato
della sentenza,
intimazione a: Comando della Polizia cantonale,
Bellinzona,
Ufficio del Giudice
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.
Il presidente: La
segretaria:
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster