Lifting of seals over documents in tax investigation

BE.2004.7_ATribunal Penal Federal / Câmara de Recursos11 de abr. de 2006Partially Granted

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Resumo Omnilex

The Criminal Complaints Chamber of the Federal Criminal Court partially granted the AFC’s request to lift seals imposed on documents seized during searches in A.’s law office. The court held that attorney-client privilege covers only documents linked to the lawyer’s typical legal work, not commercial or administrative services such as company management, asset administration, or similar fiduciary tasks. It ordered disclosure of the non-privileged files to the AFC, but returned two electronic files concerning a consumer-law dispute and a real-estate sale handled as legal representation. The respondent was ordered to pay reduced court costs, while the AFC had to reimburse limited party costs.

Sumário Omnilex

Art. 321 CP; art. 50 cpv. 3 DPA: levata dei sigilli e segreto professionale dell’avvocato. Il segreto professionale è opponibile soltanto ai documenti connessi all’attività tipica dell’avvocato, segnatamente consulenza giuridica, patrocinio e rappresentanza in giudizio. Non vi soggiacciono invece gli atti relativi ad attività preminentemente commerciali o amministrative, quali gestione di società, amministrazione di beni, mandati d’incasso o altri servizi fiduciari estranei alla funzione specifica dell’avvocato. In sede di cernita, la Corte distingue tra documenti protetti e non protetti; i primi vanno restituiti, i secondi consegnati all’autorità procedente. Le spese seguono la soccombenza secondo il grado di esito parziale.

Texto completo

Sentenza dell’11 aprile 2006 Corte dei reclami penali Composizione Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, presiden- te, Bernard Bertossa e Tito Ponti Cancelliere Giampiero Vacalli

Parti

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE CONTRIBUZIONI

Richiedente

contro

A., rappresentata dall’avv. Mario Postizzi Controparte

Oggetto Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA)

Bundesstrafgericht Tribunal pénal fédéral Tribunale penale federale Tribunal penal federal Numero dell’incarto: BE.2004.7

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Fatti: A. Il 21 agosto 2003, il capo del Dipartimento federale delle finanze ha auto- rizzato l’Amministrazione federale delle contribuzioni (in seguito: AFC) ad aprire un’inchiesta fiscale nei confronti di B., a Bissone. Quest’ultimo è sospettato di aver sottratto al fisco federale una parte importante dei suoi redditi imponibili, utilizzando a tale scopo documenti falsi, sottraendo fondi da conti detenuti da società di sede e simulando un cambiamento di do- micilio fiscale. Con decisione del 10 agosto 2004, notificata il 17 agosto seguente, l’inchiesta è stata estesa ad A., a Lugano, avvocato di B., so- spettata di aver agito in qualità di complice del suo cliente.

B. Nel quadro di tale inchiesta, l’AFC ha proceduto, in date 27 agosto 2003, 7 ottobre 2003 e 21 aprile 2004, a delle perquisizioni dello studio legale dell’avvocato summenzionato. In tali occasioni, i funzionari inquirenti han- no ordinato il sequestro di numerosi documenti nonché supporti informati- ci, i quali, essendosi la sua detentrice opposta alla misura, sono stati sug- gellati.

C. Con richiesta del 1° ottobre 2004 inoltrata alla Corte dei reclami penali, l’AFC ha sollecitato la levata dei sigilli. In seguito all’accordo delle parti, la procedura è stata tuttavia sospesa, al fine di trovare una soluzione con- sensuale al litigio.

D. Il 30 novembre 2005 l’AFC ha sollecitato a questa Corte la ripresa della procedura, essendo stato trovato un accordo unicamente per una parte della documentazione sequestrata. A., dal canto suo, ha domandato alla Corte di procedere essa stessa alla cernita dei documenti e supporti in- formatici sigillati restanti, invocando in particolare la salvaguardia del se- greto professionale dell’avvocato. Sulla base dello scambio degli allegati intercorso tra le parti, la sola questione litigiosa concerneva la cernita dei documenti e supporti informatici sequestrati, non essendo la legittimità del sequestro stesso contestata.

E. Con sentenza del 9 gennaio 2006 la Corte dei reclami penali ha accolto la richiesta presentata dall’AFC e ordinato la levata dei sigilli dai documenti e supporti informatici sequestrati, sotto il suo controllo e secondo le moda- lità da lei descritte (BE.2004.7).

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F. L’udienza concernente la levata dei sigilli ha avuto luogo il 29 marzo 2006 presso il Tribunale penale federale (v. verbale dell’udienza, act. 24). In seguito all’accordo delle parti, alcuni documenti sono stati consegnati all’AFC e altri restituiti ad A. Quest’ultima si è opposta alla consegna all’autorità fiscale di diversi incarti e singoli documenti registrati su suppor- to informatico (v. CD, posizione no. 219), asserendo che l’AFC le aveva già restituito i medesimi in forma cartacea, a dimostrazione dell’inutilità per l’inchiesta degli stessi; alcuni documenti sarebbero inoltre coperti dal segreto professionale dell’avvocato, motivo quest’ultimo ugualmente invo- cato per opporsi alla consegna di ulteriori tre incarti cartacei sequestrati. L’autorità inquirente, dal canto suo, persiste nella sua volontà di seque- strare tali documenti ritenendoli utili per l’inchiesta.

Le argomentazioni di fatto e di diritto esposte dalle parti saranno riprese, per quanto necessario, nei considerandi di diritto.

Diritto:

  1. Nell’ambito di una procedura di levata dei sigilli conseguente ad una per- quisizione, una volta riconosciuta l’ammissibilità di principio di quest’ultima da parte della Corte dei reclami penali, i documenti sequestrati fanno l’oggetto di una cernita, la quale ha come scopo quelli di distinguere quelli che possono essere versati nell’incarto da quelli per i quali l’opposizione risulta giustificata. In caso di disaccordo, la Corte dei reclami penali deci- de.

2.1 Il segreto professionale è opponibile unicamente al sequestro di docu- menti legati all’attività tipica dell’avvocato ai sensi dell’art. 321 CP. L’attività tipica dell’avvocato consiste essenzialmente nel fornire consigli di natura giuridica, nel difendere gli interessi altrui intervenendo davanti ai tribunali e rappresentando i clienti nel medesimo contesto (B. CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Berne 2002, vol. II, n° 10 ad art. 321 CP; dello stesso autore, Le secret professionnel de l’avocat selon l’art. 321 CP, in SJ 1993 pag. 77 e segg., in particolare pag. 82). L’avvocato non può per contro prevalersi del suo segreto professionale per impedire il se- questro di documenti relativi ad attività che presentano un carattere com- merciale preponderante, segnatamente quelle che riguardano l’amministrazione di beni o la gestione di capitali oppure altre prestazioni che esulano dalla sua funzione specifica (sentenza del Tribunale federale 1S.31/2005 del 6 febbraio 2006 consid. 2.4 e giurisprudenza citata; M.

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PFEIFER, in FELLMANN/ZINDEL [éd.], Kommentar zum Anwaltsgesetz, Zu- rich/Bâle/Genève 2005, n° 31 e segg. ad art. 13 LLCA; N. OBERHOLZER, Basler Kommentar, Basilea 2003, n° 13 ad art. 321 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, n° 19 ad art. 321 CP). Il Tribunale federale ha già deciso che le attività che consistono nel gesti- re o investire dei fondi (DTF 112 Ib 606), nell’assumere un mandato d’incasso (DTF 120 Ib 112) o nell’amministrare una società per conto di un cliente (DTF 101 Ib 245; 115 Ia 197; 114 III 105) non costituiscono atti- vità tipiche dell’avvocato. In questi casi il segreto professionale non può essere invocato per rifiutare di testimoniare o per contrastare una perqui- sizione o un sequestro.

2.2 Si premette che il motivo invocato da A. per opporsi alla consegna di al- cuni documenti – ossia il fatto che questi le siano già stati restituiti in for- ma cartacea - non è pertinente in questo ambito, solo l’inutilità per l’inchiesta o l’esistenza di un segreto professionale dell’avvocato potendo entrare in linea di conto come motivo per opporsi. Ciononostante, codesta Corte ha analizzato tutti i documenti elettronici nonché i tre incarti cartacei oggetto di contestazione, giungendo alle seguenti conclusioni.

Incarto in forma elettronica “C. – Diversi” : contiene documenti relativi alla creazione e la gestione di società; essi possono essere utili per l’imposizione fiscale di B. e, costituendo attività commerciale, non sotto- stanno al segreto professionale dell’avvocato. Tale incarto è da conse- gnare quindi all’AFC.

Incarto in forma elettronica “D. – Diversi” : contiene documenti concernenti un litigio tra la società D. ed una rivista per la difesa dei consumatori. Trat- tandosi di attività tipica d’avvocato, il segreto professionale deve essere salvaguardato. Tale incarto è da restituire a A..

Incarto in forma elettronica “E. V. F.” : contiene documenti concernenti la vendita di un immobile nella quale A. è intervenuta quale rappresentante degli interessi di un cliente. Trattandosi di attività tipica d’avvocato, il se- greto professionale deve essere salvaguardato. Tale incarto è da restitui- re a A.

Incarto in forma elettronica “E. V. G.” : contiene documenti concernenti i rapporti tra B. e la sua ex-moglie relativi alla destinazione di alcuni beni in seguito al divorzio. Essi possono essere utili all’imposizione di B. e non sottostanno al segreto professionale dell’avvocato. Tale incarto è da con- segnare quindi all’AFC.

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Incarto in forma elettronica “E. V. – Personale” : contiene esclusivamente documenti concernenti la contabilità di società di sede. Essi possono es- sere utili per l’imposizione di B. e non sottostanno al segreto professionale dell’avvocato. Tale incarto è da consegnare all’AFC.

Incarto in forma elettronica “H. – Diversi” : contiene documenti concernenti la gestione professionale di società, il trasferimento ed il deposito di azioni nonché mandati d’incasso. Essi possono essere utili per l’imposizione di B. e non sottostanno al segreto professionale dell’avvocato. Tale incarto è da consegnare all’AFC.

Incarto in forma elettronica “I. – Diversi” : contiene documenti concernenti la gestione di società e i contatti con gli azionisti; A. è depositaria delle a- zioni. Dal confronto tra l’incarto elettronico e quello cartaceo – si rammen- ta che questa Corte ha richiesto ed ottenuto dall’AFC l’incarto cartaceo per effettuare un confronto (v. verbale di levata dei sigilli, pag. 5) - emerge che quest’ultimo contiene diverse fatture e documenti in più rispetto al primo. I documenti in questione possono essere utili per l’imposizione di B. e non sottostanno al segreto professionale dell’avvocato. L’incarto elet- tronico deve dunque essere consegnato all’AFC.

Incarto in forma elettronica “J. – Diversi” + incarti in forma cartacea “B. Ltd. – K.” (pos. 161), “L. SA – M. BVI” (pos. 152) e “N. SA – Z.” (pos. 160): A. si oppone alla consegna all’AFC dei documenti 00.11.15, 01.03.02, 00.11.15, 01.06.19 (E.), 01.06.19 (S.), 01.09.25 (Conferma intestazione) contenuti nella cartella informatica “J. Diversi”, nonché di tutti i documenti contenuti nei tre incarti cartacei summenzionati, sostenendo che essi sa- rebbero (almeno in parte) coperti dal segreto professionale dell’avvocato. I documenti litigiosi concernono delle prestazioni effettuate dall’avv. A. in favore di B., il quale è oggetto di un’inchiesta penale aperta dall’AFC. Tali prestazioni concernono esclusivamente delle pratiche amministrative rela- tive all’acquisto di una barca, alla sua immatricolazione ed in seguito alla sua vendita (v. incarto B. Ltd., K., pos. 161), alla costituzione e alla ge- stione amministrativa di diverse società di sede alle Bahamas o nelle Isole Vergini (v. atto estratto dal CD, pos. 219, incarto pos. 152 e 160). Esse non hanno nessun rapporto con la funzione specifica di un avvocato e po- trebbero essere fornite da altri mandatari (fiduciari, agenti d’affari oppure contabili). La loro esecuzione non ha carattere necessariamente confi- denziale, non prevedendo la legge nessun obbligo in tal senso. L’opponente non può quindi prevalersi del suo segreto professionale per impedire il sequestro dei documenti litigiosi. A. non pretende che i docu- menti litigiosi non siano pertinenti per la scoperta della verità nel quadro dell’inchiesta in corso; ciononostante, se la Corte avesse dovuto analizza- re d’ufficio tale condizione, occorre rilevare che la stessa sarebbe manife-

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stamente adempiuta per quanto attiene le società di sede costituite, poi gestite per conto di B. Dalla documentazione sequestrata emerge che B. era l’avente diritto economico di numerose società di sede ancora attive nel 2003, ossia durante il periodo oggetto dell’inchiesta. Dagli atti relativi alla barca emerge che la stessa è stata acquistata nel 1994 da una delle società di cui sopra, poi rivenduta nel 1997. La pertinenza dei documenti è quindi meno evidente; tuttavia, essa non può essere totalmente esclusa in quanto tali documenti dimostrano che B. era l’avente diritto economico della società in questione, la quale, anche se sembra sia intervenuta una modifica della ragione sociale della società, era ancora attiva durante il periodo fiscale sotto esame. In via accessoria, tale documentazione di- mostra ancora che all’epoca B. disponeva di mezzi finanziari importanti e ch’egli ha incassato una somma non indifferente dalla vendita dell’imbarcazione. Tali elementi, anche solo per effettuare dei confronti, non sono inutili per determinare l’imposizione fiscale da prendere in con- siderazione per il seguito dell’inchiesta. Essi sono dunque da consegnare all’AFC.

  1. Visto quanto precede, la richiesta è parzialmente accolta. Conformemente all’art. 156 cpv. 1 OG, applicabile in virtù degli espliciti rinvii degli art. 25 cpv. 4 DPA e 245 PP, le spese processuali sono poste a carico della par- te soccombente. Nel caso concreto, considerato il grado di soccombenza dell’opponente, viene posta a suo carico una tassa di giustizia ridotta di fr. 1’000.-- (art. 156 cpv. 1 e 3 OG), calcolata giusta l'art. 3 del Regolamento dell’11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia del Tribunale penale federale (RS 173.711.32); l’AFC è invece dispensata dal pagamento delle spese processuali in virtù dell’art. 156 cpv. 2 OG. Secondo l’art. 159 OG, sta- tuendo sulla contestazione, il tribunale decide se e in quale misura le spe- se della parte vincente devono essere sostenute da quella soccombente. Tenuto conto dell’attività presumibilmente e necessariamente svolta dal patrocinatore legale dell’ambito della presente causa e del grado di soc- combenza, in concreto viene assegnata all’opponente un’indennità forfe- taria (IVA inclusa) di fr. 500.—da porre a carico dell’AFC (v. art. 3 del Re- golamento sulle spese ripetibili nei procedimenti davanti al Tribunale pe- nale federale; RS 173.711.31).
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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia:

  1. La richiesta di levata dei sigilli è parzialmente accolta. Ad eccezione dei documenti contenuti negli incarti in forma elettronica “D. – Diversi” e “E. V. F.”, i quali sono coperti dal segreto professionale dell’avvocato e devono pertanto essere restituiti all’opponente, tutti gli altri documenti oggetto della richiesta devono essere consegnati all’Amministrazione federale delle contribuzioni.

  2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.— è posta a carico dell’opponente.

  3. L’Amministrazione federale delle contribuzioni rifonderà all’opponente fr. 500.— per ripetibili della sede federale.

Bellinzona, il 11 aprile 2006

In nome della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale

Il Presidente: Il Cancelliere:

Comunicazione a:

  • Amministrazione federale delle contribuzioni
  • Avv. Mario Postizzi

Informazione sui rimedi giuridici

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili me- diante ricorso al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica, per violazione del diritto federale. La pro-cedura è retta dagli art. 214 - 216, 218 e 219 della legge federale del 15 giugno 1934 sulla procedura penale applicabile per analogia (art. 33 cpv. 3 lett. a LTPF). Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui l’autorità di ricorso o il suo presidente lo ordini.

Palavras-chave

lifting of sealsattorney-client privilegesearch and seizuretax investigationcompany administrationprofessional secrecysealed documentscost allocation

Extraído pela Omnilex

Questão jurídica principal

Whether the sealed documents had to be released to the tax authority or returned to the respondent.

Decisão extraída

Only documents relating to the typical professional activity of a lawyer were protected by professional secrecy; the remaining documents were to be handed over to the AFC.

Fundamentação extraída

The court distinguished classic legal work from commercial or administrative services. Files on company formation/management, asset administration, commission/investment-type work, and similar administrative matters were not covered by attorney-client privilege and were relevant to the investigation. Two electronic files contained privileged legal-matter documents and had to be returned.

Questão jurídica principal

How procedural costs and party compensation should be allocated.

Decisão extraída

Costs were charged to the respondent in reduced amount, and the AFC had to pay a fixed compensation to the respondent.

Fundamentação extraída

Under the applicable cost rules, the losing party bears costs in proportion to its defeat; the respondent was only partly unsuccessful, justifying reduced court fees and limited compensation.

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