318 Strafrecht.
fait qu'un tiers, soit la Compagnie, aurait ete plus cou-
pable que Savioz,
aurait commis une faute plus grave
que la sienne, est naturellement impuissant a exclure sa
, responsabilite. C'est donc en vain que, pour motiver
l'acquittement, le Tribunal a cru pouvoir faire etat de
fautes commises
par la Compagnie en refusant la mise
a la retraite sollicitee par Savioz et en laissant l'auto-
motrice sur la voie principale, au lieu de la faire placer
sur la voie de garage : quoi qu'il en ftit de ces griefs
(dont le Tribunal federal n'a a examiner ni la realite, ni
la gravite), la negligence commise de son cote par Savioz
devait entrainer sa condamnation, a moins qu'il ne se
trouvät dans le cas prevu par l'art. 27 CP -ce qui,
on
l'a vu, n'est pas etabli.
La Cour de cassation prononce:
Le recours est admis et le jugement attaque est annule.
II. MARKENSCHUTZ
PROTECTION DES MARQUES DE FABRIQUE
51. Senteuza. della. corte di c SBuione as Novembre 19a4
nella causa Bernascom contro Pedroni.
Contraffazzione di rnarca di fabbrica. -Il norne patronimico
deI fabbricante contenuto nella sua ragione cornrnerciale
iscritta al registro di cornrnercio, puö, anche per se stante,
costituire valida rnarca di fabbrica. Estrerno soggettivo
deI reato secondo l'art. 25 cap. 3 Iegge sulle rnarche di
fabbrica.
A. -Rodolfo Pedroni in Chiasso, titolare della Ditta
commerciale Rodolfo Pedroni, succ. a Figli fu Giu-
seppe Pedroni, Manifattura Svizzera Italiana dei
Ta-
bacchi , possiede in Chiasso una fabbrica di tabacchi
Markenschutz. N0 51.
di antica rinomanza. Specialmente conosciuti sono i
suoi sigari foggia Virginia, che godono buona fama e
largo smercio,
sopratutto nella Svizzera interna, sotto
la denominazione di sigari
Pedroni . Il 16 giugno 1923
Rodolfo Pedroni faceva iscrivere nel registro della
proprieta intellettuale
(FUSC N° 163) diverse marche
tendenti a distingnere i suoi prodotti colla denomina--
zione
Pedroni Jl : marca N° 54,353 ( Fabbrina Pedroni
Tabacchi
), N° 54,354 ( Cigares, tabacs et articles de
reclame Pedroni
), N° 54,355( Sigari Pedroni, Pedroni-
Zigarren, Cigares-Pedroni
), N° 54,360 Prodotti Pe-
droni ). Va inoltre rilevato che isigari Pedroni foggia
Virginia vengono posti in vendita in cassette di legno
deI formato usuale a questa forma di sigari (formato
Brissago),
portanti sul coperchio, a bollo a' fuoco, la
designazione Manifattura svizzera italiana dei ta-
bacchi ; nel centro, il norne Pedroni , in un angolo
una lista rossa Virginia superiori marca Pedroni e,
sotto il bollo a fuoco,
una larga etichetta di fabbrica
color verdognolo che ripete
il norne della Ditta e contiene,
tra altro, l'indicazlone delle menzioni 'onorevoli da. essa
conseguite.
B. -Nel mese di settembre 1923 Rodolfo Pedroni
veniva a sapere che la
Ditta C. Mori C.S. A., fabbrica
di tabacchi in Ligornetto,
e, phI specialmente, certo
Bernasconi Federico in Lugano, mettevano in vendita
nella Svizzera
interna dei sigari di forma Virginia, in
cassette uso Brissago e
portanti nel mezzo il timbro
(f Manifattura di tabacchi e sigari superiori C. Pedroni ,
all'angolo sinistro superiore l'etichetta in rosse Vir-
ginia superiori marca Pedroni
C. e all'angolo destro
inferiore,
alt ra lista rossa Concessionario speciale C.
Mori C. S. A. Lugano-Ligornetto-Chiasso . In seguito
di che, il 13 settembre 1923, Rodolfo Pedroni sporgeva
querela contro
la Fabbrica Mori C. e Federico Bernas-
coni per contraffatione delle sue marche di fah:brica.
Dall'istruzione della
causa risultarono assodati i fatti
320 Strafrecht.
seguenti : L'imputato Federlco Beruaseoni, avendo eon-
statato ehe i sigari di Rodolfo Pedroni in Chiasso otte-
nevano, sotto quel norne, largo smercio, eoneepi l'idea
, di giovarsi deI norne Pedroni per facilitare Ja vendita
dei prodotti della Ditta Mori preeitata, della quale egli
e gerente. A tale scopo egli si l'ivoise. in epoca impre-
eisata, a certo Aldo Pedroni, giovane di 17 anni, commesso
di negozio in Bellinzona, dal quale, eontro promessa di
impiego,
ottenne la coneessione seguente: Concedo
in via speciale al Sig. Bernaseoni. (Ditta C. Mori C.
S. A.) di fare uso deI mio nome per marea di fabbriea
sigari destinati per
la Svizzerae eio senza" alcuna mia
responsabilita diretta od indiretta. Questa diehiarazione
e firmata altresi dal padre deU' Aldo Pedroni,ma non
porta data. Sta pero di fatto ehe, per ammissione deI
Bernaseoni stesso, i
sigarl Mori C., in seatole munite
delle etiehette edel timbro Pedroni sopradeseritti,
furono messi
in vendita gia nell'agosto 1923. Ma avenoo
in seguito Aldo Pedroni ritimta a Bernaseoni Ia eonees-
sione precitata, questi, nell'ottobre deI 1923,
entro in
trattative, prima eon uno Stefano Pedroni in Ravecchia
e poi eon certo Giuseppe
Carlo Pedroni in Bellinzona aHo
seopo di farsi eedere il loro nome al fine summentovato.
Con Carlo Pedroni venne stipulato un eontratto
nel senso ehe Bernaseoni, eontro il eompenso di 300 fehi.
annui, fu autorizzato a formare una
Ditta sotto il n6ffie
di Giuseppe Carlo Pedroni,' Manifattura tabaechi e
sigari
in Chiasso. Quando questa eombinazione sia
avvenuta non risulta precisamente dagli atti. Il eontratto
all'inearto non
porta data, ma e certamente postel'iore
alla denuncia deI 13 settembre 1923. Solo nel foglio
uffieiale di commercio deI
17 ottobre 1923 figura l'is-
erizione di
una oc Manifattma tabaeehi e virginia. -
oc"Titolare della ditta Giuseppe Carlo Pedroni, in Chiasso,
e Giuseppe Cario Pedroni, fu Alessandro. da Besozzo
(Italia), domiciliato a Bellinzona. Manifattura
ta-
l) bacchi e virginia superiori. La ditta conferisee procura
Markenschutz. N0 51.
)) a Federieo Bernaseoni fu Davide, da Chiasso, in Lu-
gano. Non risulta ehe Giuseppe Carlo Pedroni
avesse mai,
ne in Chiasso, ne altrove, una fabbrica 0
un eommercio di tabaeehi: il Beruaseoni non aveva in
Chiasso ehe un pied-a-terre e, probabilmente, solo una
casella postale (sentenza eantonale p. 6).
A
vuto eontezza anehe di questo aeeordo eon Giuseppe
Carlo Pedroni e allegando' ehe Beruaseoni continuava
a mettere in commercio dei sigari coll'indicazione Pe-
droni C. , Rodolfo Pedroni, eon una seeonda denlln-
cia 26 novembre 1923, estendeva Ia querela al precitato
Giuseppe
Carlo Pedroni imputandolo di eomplieita nel
reato di eontraffazione
di marehe eommesso dal Bernas-
eoni.
e. -Colla sentenza denunziata, la Corte delle assisi
pretoriali di
Lugano-Citta, basandosi sull'art. 24 della
legge federale 26 settembre 1890 sulla protezione delle
marehe
di fabbriea e di eommercio, eondannava il Ber-
naseoni
ad una muIta di 100 fehi. ed alle pene aeeessorie
per eontraffazzione di marche di fabbriea.
Motivi:
Non oeeorre oeeuparsi dei fatti rimproverati a Bernas-
eoni e a Giuseppe
Carlo Pedroni colla seeonda enuneia
deI querelante (denuneia 26 novembre 1923), poiehe
Ie cireostanze in essa addotte non furono ne esaminate
in inehiesta, ne vagliate dal Proematore pubblieo. Per
quanta e degli addebiti mossi a Bernaseoni in relazione
all'aceordo eonehiuso eon Aldo Pedroni, la
Corte rile-
vava: Il nome patronimieo Pedroni , regolarmente
iscritto a registro eome earattere distintivo dei
prodotti
delta Ditta Rodolfo Pedroni, costituisee marca di fabbriea
a sensi delle'art.
della legge federale preeitata e merita
quindi protezione. L'aeeusato Bernaseoni ha imitato
questa marea Pedroni e l'ha impiegata per designare i
prodotti deHa ditta Mori C. nel timbro centrale ehe
ha applieato alle eassette da esso' messe in commereio.
Egli
e quindi eolpevole di abuso di" marea di fabbriea.
Un omonimo (nd easo, Aldo Pedroni) puo eertamente
322 Strafrecht.
esplicare la sua attivitä. senza dover per, questo cambiare
il suo norne, rna deve agire in buona fede.
D. -
Da questa sentenza Bernasconi ha interposto
, ricorso in cassazione nei termini e nei modi di legge.
Afferma: Il sernplice norne Pedroni contenuto nelle
iscrizioni a registro deI 16 giugno 1923 (v.
stato di fatto
lett. A) non puö costituire rnarca di fabbrica e godere
della protezione legale
perche, usato per se solo, non
costituisce quell'imagine, segno
0 simbolo originale
proprio
ad individualizzare il prodotto. Per esse re usata
co rne rnarca a sensi dell'art. 1
N° 1 della legge federale
26 setternbre 1890,
una ditta cornrnerciale deve appli-
care
ai suoi prodotti la sua ragione sociale intera e
non solo il norne deI titolare. Ora la ditta Rodolfo
Pedroni non fu ne applicata corne tale ai suoi prodotti,
ne imitata dal ricorrente. Bernasconi era libero di fare
uso deI norne isolato patronimico cedutogli
da Aldo
Pedroni, anche se esso avesse inteso formare
una ditta
allo scopo di attirare a se la clientela della ragione so-
ciale Rodolfo Pedroni.
Cib facendo cornrnetteva forse
un atto di concorrenza sieale, rna non si e reso colpevole
deI reato
di contraffazione di rnarca di fabbrica. A suf-
fragio di
questa tesi, il ricorrente invoca, tra altre, la
sentenza deI Tribunale federale 18 luglio 1905 nella
causa
(( Heyden c. (( Chemische Fabrik von Heyden
(R U 31 I p. 509). DeI resto, conchiude il ricorrente, al
preteso reato di contraffazione di rnarca di fabbrica
vien rneno l'estrerno essenziale deI dolo (art. 25 al. 2
legge 26 sett. 1890).
L'imputato ha fatto uso deI norne
Pedroni senza intenzione dolosa. In base alla concessione
di Aldo
Pedroni ed alla giurisprudenza de,l Tribunale
federale (si allude alla sentenza precitata) esso
poteva
legittimarnente credere di non cornrnettere una contrav-
venzione alla legge sulle rnarche di fabbrica. Bernasconi
ha impiegato il norne C. Pedroni che non figura nelle
designazioni commerciali della
ditta Rodolfo Pedroni.
E. -Con risposta 30 ottobre 1924 Rodolfo Pedroni
conchiude dornandando il riget deI ricorso.
MarkensChutz. No 51.
Considerando in diritto :
1 ° -Occorre anzitutto determinare i limiti della
controversia.
TI ricorrente, contro cui era stata sollevata imputa-
zione d'illecita imitazione delle rnarche di fabbrica della
parte civile (Rodolfo Pedroni), per aver usato il norne
Pedroni nelle etichette e nei bolli apposti ai prodotti
della Ditta Mori C. in Ligornetto, fu condannato
solo
per l'uso deI bollo contenente nel centro la designa-
zione
(( C. Pedroni , e rnandato assolto per l'irnitazione
delle etichette. Inoltre, solo gli
atti da esso commessi
nella prima fase delle sue operazioni,
in connessione colla
cessione deI norne Aldo Pedroni, furono dal tribunale
cantonale presi inconsiderazione. Esularono dall' esame
deI giudice cantonale gli
atti irnputati al Bernasconi
colla seconda querela deI novernbre 1923 e facenti capo
alla cessione della pretesa
ditta Giuseppe Carlo Pe-
droni, checondusse alla iscrizione 15/17 ottobre 1923
di cui sopra.
Trattandosi di un ricorso in cassazione, l'indagine
di questa
Corte deve essa pure venir ristretta entro questi
limiti.
-Contariarnente a quanto opina il ricorrente, il
norne patronimico Pedroni, sia corne tale (v. le iscrizioni
a registro
Ni 54,353-54,355 e No 54,360, lett. A dello
stato di fatto), sia corne parte principale distintiva della
ragione Rodolfo
Pedroni Succ. ecc., costituisce valida
marca di fabbrica per distinguere i prodotti di questa
ditta da altri della concorrenza. La questione di sapere,
se il norne deI producente contenuto nella
sua firma e
applicato, anche
da solo, ai suoi prodotti, possa essere
protetto dalla legge sulle rnarche di fabbrica, fu decisa,
in senso afferrnativo, a diverse riprese dal Tribunale
federale.
Con sentenza 29 rnarzo 1903 nella causa Stein
C. Fabbrica chimica von Heyden (RU 30 I p. 123 e seg.),
questa Corte ha dichiarato che il norne (( Heyden , is-
critto a registro
separatamente dalla firma e applicato
324 Strafrecht.
agli involti dei prodotti della stessa, costituiva marca
di fabbrica e poteva essere ogetto dei reato di abuso 0
contraffazione di marca. Questo modo di vedere fu
'confermato da questa Corte nella seconda sentenza
Heyden c. Fabbrica chimica von Heyden deI 18 luglio
(RU 31 I p. 505), che il ricorrente stesso, sotto
altro aspetto e per altri motivi, invoca a sostegno della
sua tesi (cfr. 1. c. p. 509 cons. 3). In una recente sentenza
27 maggio 1924 nella causa Farmacia cooperativa di
Bienna c. Vial (RU 50 11 p. 195 e seg.), il Tribunale
federale,
statuendo come Corte di diritto civile, si e
riconfermato nell'opinione suesposta. Si trattava della
marca Vin de Vial , in cui appunto il tratto distintivo
era rappresentato dal norne dell'inventore Viai ap-
plicato ai prodotti. La marca verbale del ricorrente
in cassazione (Viai), e detto in quella sentenza, e, per
se stante, oggetto della protezione della legge e non
puo essere usata come marca da un terzo, neanche se
questi la mette in connessione col proprio norne. (Cfr.
DUNANT: Traite des marques de fabrique p. 113; per
il diritto germanico KüHLER: Warenzeichenrecht p. 95 ;
per il diritto italiano Moise AMAR : Dei nomi e dei mar-
chi p. 81.)
Indarno il ricorrente invoca in contrario la sentenza
3 febbraio 1917
dei Tribunale federale nella causa Mani-
fattura ginevrina c. Gagnebin (RU 43 11 p. 93). L'ipo-
tesi di quel easo, in eui si trattava dell'indicazione deI
luogo di provenienza dei prodotto, non ha nulla di comune
eolla fattispeeie,
in eui e questione dei nome deI pro-
duttore figurante nella sua ragione eommerciale e iscritto
separatamente a registro.
3° -Si obbietta in seeondo luogo, ehe anehe se il
norne Pedroni, applieato ai prodotti della ditta omonima,
godesse protezione legale,
il rieorrente poteva nondi-
meno
far uso dei norne Pedroni perehe a lui ceduto da
una persona (Aldo Pedroni), ehe aveva il diritto di por-
tarlo e di impiegarlo come marea di fabbrica.
Markenschutz. N° 51. 325
Questo ragionamento e ineoncludente anzitutto perehe
le sue premesse non sono eonformi alle risultanze pro-
cessuali. Nella
prima fase degli atti, di eui il rieorrente
fu ineolpato e che solo
entrano in linea di eonto, il norne
Pedroni,
da lui derivato dalla eessione Aldo Pedroni,
non fu
mai iscritto a registro eome marea, ne eome parte
di una ditta Aldo Pedroni, ne eome designazione, per
se stante, di prodotti fabbricati da un Pedroni . 11
rieorrente, avuta l'autorizzazione di Aldo Pedroni. di
far uso dei norne di quest'ultimo per marea di fabbriea
non tento nemmeno di prendere i provvedimenti oeeor-
renti
per raggiungere questo fine, vale a dire non diede
opera
veruna a eostituire con questo norne una ragione
sociale, e farla iserivere a registro
0 a far registrare una
marea per se stante al norne di Pedroni. Egli si limito
a vendere i
prodotti della ditta Mori C. in Ligornetto
appieeicando loro una etiehetta tendente a far eredere
ehe essi fossero di fabbricazione
Pedroni e usando
questo norne anehe nel
timbro centrale applicato alle
seatole.
11 rieorrente ha quindi agito in modo affatto
arbitrario ed illegale e si e a torto ehe esso pretende di
aver fatto uso legittimo di una faeolta correttamente
cedutagli da un terzo. Dei resto, anche a prescindere
dall'operato
dei ricorrente, Aldo Pedroni stesso non
avrebbe
potuto far uso dei suo norne per eostituire
una marca eome fabbricante di sigari Pedroni, finehe
esso stesso
questa meree non avesse prodotto. In realta,
il norne Pedroni fu impiegato dal Bernasconi onde
smerciare i sigari fabbricati dalla
ditta Mori C.,
mentre, eome constata l'istanza eantonale, ne Pedroni.
ne Bernasconi solo, ne in comunione con Aldo Pedroni,
ebbe
mai fabbriea diversa da quella in Ligornetto. Se, in
queste condizioni, Bernaseoni avesse inteso far iserivere
a registro
una firma al norne Pedroni, egli si sarebbe
urtato all'art. 14 cif. 4 della legge sulle marehe di fab-
briea, che vieta l'iscrizione di marea di una ditta fittizia
o di
un segno di provenienza evidentem ente falso. Giu-
326 'Strafrecht.
dieando altrimenti, si arriverebbe al risultato ehe la Ditta
producente Mori C. S. A. in Ligornetto avrebbe potuto
veder protetti, eome marche di fabbriea. due nomi: il
. proprio ( Mori , eome faeente parte della ragione sociale
Mori
C.) e quello di Pedroni , eui il rieorrente pre-
tende aver diritto per eessione di Aldo Pedroni : risultato
questo indubbiamente inaeeettabile.
40 -Da quanto preeede risulta senz'altro l'infonda-
tezza degli argomenti ehe
il rieorrente deduee dalla se-
eonda sentenza nella causa Heyden eontro Fabbriea
ehimiea von Heyden.
Per non rilevare altre differenze
eolla fattispeeie, stavano in quella di fronte
due dille
regolarmente iseritte: C. Heyden da un canto e
Heyden Soeieta per azioni dall'altro. Nel easo attuale
alla ditta Rodolfo Pedroni ed alle marehe Pedroni
iseritte a registro,
sta di fronte une designazione fittizia
ehe non eostituisee, neanehe in modo meramente
for
male, una ditta, ne puo godere i diritti di una marea.
Nel primo easo, la
ditta C. Heyden ha realmente fab-
brieato dei prodotti ehe furono messi in vendita sotto
l designazione reale di Heyden ; nel easo attuale, il
fleorrente ha smereiato il fabbrieato della ditta Mori
S?tt:
il falso norne di Pedroni ; differenze queste essen-
ZIah, ehe eondueono neeessariamente a soluzione diversa.
Ad ogni. modo, il rieorrente
non puo opporre ai diritti
spettanb alla parte eivile in ragione della marea Pedroni
un diritto equivalente basato -sulla eessione eonferitagli
al eontratto eon Aldo Pedroni. Questo eontratto e
lmmorale, perehe tendeva a fine illecito: ai diritti ehe
i rieornente pretende dedurne, puö essere opposta l' eeee-
zlOne dl dolo. seeondo l'art. 2 CCS (RU 30 I p. 534).
5 -Il fleorrente pretende, finalmente ehe l'istanza
eantonale
.non si e oeeupato dell'indagine sul dolo e da
opera a dimostrare l' assenza di questo estremo.
Queste affermazioni sono infondate in fatto ed in-
ammissibili in diritto.
a) Il giudiee eantonale non ha ommessa nel suo giu-
Markenschutz. N0 51.
dizio la questione dell'elemento soggettivo 0 intenzionale ;
ne ha trattato, rilevando la mala fede dell'imputato
nell'aver esso rieorso ad Aldo Pedroni,
ragazzo dieias-
settenne per sfruttare il norne della ditta Pedroni .
(( Un omonimo , diee la sentenza aggravata, (( deve
agire in buona fede e cireondare la sua attivita eon dei
segni e eon
delledieiture atti a distogliere qualsiasi
dubbio e qualsiasi. eonfusione eon
una ditta pre-
- esistente eee. (V. sentenza eantonale p. 5 i. f. e,6.)
- In diritto, la tesi deI rieorrente eonsiste nel contes-
tare l'estremo deI dolo, allegando ehe egli non poteva
avere il sentimento
di eontraffare una marea protetta 0
di abusarne, eioe di eommettere preeisamente il realo
pel quale fu eondannato. La tesi e inammissibile. A
eostituire l'intenzione dolosa di eui all'art.
11 Coda pen.
fed.,
basta ehe l'agente abbia avuto il sentimento della
illieeita dell'azione e non oeeorre ehe abbia saputo pre-
,eisamente quale reato, seeondo la elassifieazione della
legge penale, esso
stava per eommettere: in altri termini.
l'inesatta valutazione giuridiea dell'atto eommesso non
esclude
il dole. Che il rieorrente doveva avere la eos-
eienza di eommettere
atto illecito, e fuori di dubbio.
Egli feee uso
deI norne Pedroni allo seopo preniso e da
esse rieonosciuto di sfruttare la rinomanza di un prodotto
fabbrieato da altri e di attirare a se la elientela altrui,
provoeando
un errore sulla provenienza della meree.
La volonta deI rieorrente era dunque indubbiamente
diretta a eommettere azione illecita e di ciö esso non
poteva non
aV,ere la eoscienza Il ehe basta a eostituire
il dolo a sensi della legge (RU 16 p. 43 ; 18 p. 99 e seg. ;
21 p. 1059). Che poi il rieorrente, eon prudenza assai
signifieativa e forse appunto per preordinare
un argo-
mento di difesa, abbia aggiunto al norne
(( Pedroni
la lettera C. (mentre il norne eedutogli, nella prima
fase delle operazioni,
era di (( A. Pedroni ), e indiffe-
rente. Egli ben sapeva ehe l'aggiunta non poteva im-
pedire l'inganno, poiehe al eompratore, ehe domandasse
un sigaro Pedroni ll, questa differenza insignificante
poteva facilmente sfuggire.
La Corte di cassazione pronuncia :
Il ricorso e respinto.
52. Urteil des Xassa.tionvom 17.lluem
ber
i. S. F. lIaf't'mann-Lalloche A eie A.-G.
gegen T.l3 ust gdY; SchwerBtnbach.
M a r k e n r e c h t : Rechtmässigkeit des Gebrauches einer
ausländischen, mit einer schweizerischen Marke identischen
Marke, wenn sie für Waren von Tochtergesellscllaften
des schweizerischen Stammhauses geführt wird. Art. 24
litt. c MSchG. Universalitäts-und Nationalitätsprinzip.
A.-Die Klägerin F. Hoffmann-La Roche Oe A.-G.
in Basel ist Inhaberin der im schweizerischen und
internationalen Markenregister für pharmazeutische
Produkte eingetragenen Wortrnarken Digalen, Seca-
cornin und Pantopon. Am 16. September 1904 und
20. Februar 1906 hat auch die Firma F. Hoffmann-La
Roche
Oe in Grenzach (Baden) Digalen und Seca-
cornin beim deutschen Reichspatentamt eintraaen und
am 16. Februar 1917 auf die Firma Chemische Werke
Grenzach Aktiengesellschaft)) umschreiben
lassen; eben-
so veranlasste die
Firma F. Hoffmann-La Roche Oe
in Wien am 23. Juni 1911 den Eintrag der drei Waren-
zeichen ins Markenregister in Wien und. am 14. April
1914 die Umschreibung derselben auf die
abgeänderte
Firma ( Pharmazeutische Industriegesellschaft m. b. Ho
Wien. )
Die Beklagten, die unter der Firma Dr. Beust und
Schwerzenbach in Basel Handel mit chemischen und
pharmazeutischen Produkten trieben, verkauften aus
den erwähnten ausländischen Fabriken stammende,
unter der gleichen Wortmarke wie die Erzeugnisse der
Markenschutz. N° 52.
Klägerin geschützte Produkte (Digalen, Secacornin und
Pantopon) in der Schweiz. Die Klägerin erblickte hierin
eine Verletzung
ihrer Markenrechte, eventuell den
Tatbestand des unlauteren Wettbewerbes und erstattete
am 11. September 1923 Strafanzeige.
B. -Durch Beschluss vom 10. Mai 1924 hat die
Uberweisungsbehörde des
Kantons Basel-Stadt die
Untersuchung dahingestellt,
im wesentlichen mit fol-
gender
Begründung: Aus dem universellen Charakter
des Markenrechts folge, dass die Chemischen Werke
Grenzach A.-G. und die Pharmazeutische Industrie-
gesellschaft m. b. H. Wien die Produkte, an denen ihnen
das Markenrecht übertragen wurde, frei in den Handel
bringen durften ohne Beschränkung auf das Gebiet des
deutschen Reiches
oder ÖSterreichs. Demgemäss hätten
sich auch die Beklagten durch den Verkauf der einge-
klagten
Produkte in der Schweiz keines Eingriffes in
das Markenrecht der Klägerin schuldig gemacht.
C. -Eine hiegegen erhobene Beschwerde hat das
Appellationsgericht des Kantons Basel-Stadt mit Urteil
vom 27. August 1924 abgewiesen.
D. -' Gegen dieses Urteil richtet sich die Kassations-
beschwerde
der Klägerin mit dem Antrag auf Aufhebung
und Rückweisung an die Vorinstanz zu neuer Ent-
scheidung.
Der Kassationshof zieht in Erwägung:
- -Die Vorinstanz hat den Standpunkt, dass sich
die Beklagten
durch das Inverkehrbringen von aus dem
Auslande, speziell aus den Chemischen Werken Grenz-
ach
und von der Pharmazeutischen Industriegesellschaft
m.
b. H. Wien stammenden und mit den gleichen Wort-
marken Digalen, Secacornin und Pantopon versehenen
Produkten in der Schweiz objektiv eines Eingriffes in
das Markenrecht der Firma F. Hoffmann-La Roche
Oe A.-G. in Basel schuldig gemacht haben, abgelehnt.
Dieser
Entscheid ist bundesrechtlich nicht zu bean-