Ist der Mäkler in einer Weise, die dem Vertrage widerspricht, für den andern tätig gewesen, oder hat er sich in einem Falle, wo es wider Treu und Glauben geht, auch von diesem Lohn versprechen lassen, so kann er von seinem Auftraggeber weder Lohn noch Ersatz für Aufwendungen beanspruchen.
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Die Delegation an Dritte begründet nicht automatisch eine Pflichtverletzung i.S.v. Art. 415 OR. Es bedarf konkreter Anhaltspunkte oder Beweise dafür, dass durch die Delegation treuwidrige Doppelvertretung oder sonstige Verstösse gegen die Treuepflicht vorliegen; die Vorschrift ist restriktiv auszulegen.
“-” e che “a quanto ricordo era stata fatta richiesta specifica da parte dell’attrice di non indicare un prezzo preciso nel mandato di vendita” e ciò in quanto, come riferitole dal convenuto, “AO 1 non desiderava venisse indicato” (verbale 2 ottobre 2020 p. 8). L’avvenuta pattuizione di un prezzo minimo di vendita di fr. 2'300'000.-, al di sotto del quale non sarebbe stata dovuta alcuna provvigione, così non dimostrata, nemmeno è poi provata dalla circostanza che l’attrice fosse stata in seguito disposta a sottoscrivere l’accordo di cui al doc. E. Tutt’altro. Da quest’ultimo documento si evince anzi che il convenuto, nonostante tutte le critiche mosse all’attrice, avrebbe accettato di pagare la provvigione originariamente pattuita del 5% anche a fronte di un prezzo di vendita di soli fr. 2'200'000.- ed avrebbe comunque accettato di pagare una provvigione, sia pure ridotta, anche a fronte di un prezzo di vendita di soli fr. 2'040'000.-. 7.2. Per il primo giudice, l’altra doglianza del convenuto riguardo a una pretesa violazione dei doveri di diligenza e fedeltà della mandataria ai sensi dell’art. 415 CO “non era emersa”. 7.2.1. Il convenuto ha censurato la conclusione pretorile, rilevando che l’attrice “è stata scorretta, poiché il suo direttore __________ C__________ ha agito nell’interesse suo e di __________ T__________, invece che nell’interesse del convenuto; lo stesso dicasi di __________ P__________, che sperava solamente di ottenere da __________ G__________ una ordinazione di cucine per la sua ditta, la __________, e una provvigione per sé”. In definitiva, “l’attrice, delegando, senza autorizzazione del convenuto, la mediazione dell’immobile a terzi, e meglio ad altri intermediari quali T__________ e P__________, ha agito contro l’interesse del mandante” (appello p. 16). 7.2.2. In realtà nulla agli atti permette di concludere che nel caso concreto l’attrice potesse aver violato l’art. 415 CO, disposizione - per altro da interpretare in modo restrittivo (TF 4A_617/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 6.3) - in base alla quale ove il mediatore, contrariamente ai patti, avesse agito anche nell'interesse dell'altra parte o, contrariamente alle norme della buona fede, si fosse fatto promettere anche dalla medesima una ricompensa, egli non potrà pretendere dal suo mandante né la mercede né il rimborso delle spese.”
Erbringt der Mäkler lediglich eine neutrale Vermittlung (Kontaktvermittlung und unterstützende, von beiden Parteien gleichermassen genutzte administrative Handlungen) ohne eigenständige Verhandlungsführung oder Eingriff in die Verhandlungen, und sind die Parteien über sein Vorgehen informiert und haben gleichermassen davon profitiert, hat das erstinstanzliche Gericht den Ausschluss der Vergütung nach Art. 415 OR verneint und eine Provision zugesprochen.
“Ciò posto, egli ha così chiarito che in base alle risultanze dell’istruttoria si poteva concludere che AO 1, dopo avere messo in contatto gli acquirenti e il venditore, si era limitato a sollecitare presso quest’ultimo l’adempimento degli accordi già presi direttamente tra le parti al contratto di compravendita, a riportare eventuali desideri degli acquirenti che sarebbero stati poi discussi direttamente da loro con il venditore e a ratificare per loro conto, impossibilitati a presentarsi personalmente, una modifica del diritto di compera nella quale la riduzione del prezzo era già stata discussa e concordata direttamente da loro con AP 1, senza svolgere alcun atto di negoziazione o interferenza diretta nelle trattative di vendita. Chinandosi sull’intervento dell’attore per la risoluzione di problematiche amministrative quali quelle della modifica della destinazione dell’attico e dell’ottenimento dei permessi di residenza, il primo giudice ha concluso che si era trattato di prestazioni svolte nell’interesse di entrambe le parti al contratto. In base a ciò e al fatto che era risultato che esse erano sempre state informate e a conoscenza degli atti compiuti dal mediatore, dei quali i contraenti avevano beneficiato in ugual misura e che non avevano pregiudicato i rispettivi interessi, egli ha così negato l’esistenza di estremi atti a giustificare l’esclusione della remunerazione ai sensi dell’art. 415 CO. Con riferimento alla percentuale di provvigione del 3%, il Pretore ha appurato che questa era stata confermata dalla teste K__________ __________ A__________ ed era in ogni caso in linea con quanto unanimemente riconosciuto per l’attività di mediatore in assenza di diverse pattuizioni. In definitiva, pertanto, la provvigione complessiva dovuta è stata fissata in fr. 97'200.- così che, dedotti i fr. 30'000.- già versati quale acconto, la petizione è stata accolta per fr. 67'200.-. Per contro non è stato accolto l’inserimento nel prezzo di vendita dell’importo di fr. 51'000.- per l’impianto dell’aria condizionata (da cui un complessivo prezzo di fr. 3'291'000.-), poiché non ripreso nel contratto. Di riflesso è stata pure ammessa la domanda di accertamento di inesistenza del debito per i fr. 30'000.- che il convenuto vorrebbe gli fossero restituiti. Così come accolta è stata la richiesta di annullamento della relativa esecuzione. 4. Con - tenuto conto delle ferie giudiziarie natalizie (art.”
“Ciò posto, egli ha così chiarito che in base alle risultanze dell’istruttoria si poteva concludere che AO 1, dopo avere messo in contatto gli acquirenti e il venditore, si era limitato a sollecitare presso quest’ultimo l’adempimento degli accordi già presi direttamente tra le parti al contratto di compravendita, a riportare eventuali desideri degli acquirenti che sarebbero stati poi discussi direttamente da loro con il venditore e a ratificare per loro conto, impossibilitati a presentarsi personalmente, una modifica del diritto di compera nella quale la riduzione del prezzo era già stata discussa e concordata direttamente da loro con AP 1, senza svolgere alcun atto di negoziazione o interferenza diretta nelle trattative di vendita. Chinandosi sull’intervento dell’attore per la risoluzione di problematiche amministrative quali quelle della modifica della destinazione dell’attico e dell’ottenimento dei permessi di residenza, il primo giudice ha concluso che si era trattato di prestazioni svolte nell’interesse di entrambe le parti al contratto. In base a ciò e al fatto che era risultato che esse erano sempre state informate e a conoscenza degli atti compiuti dal mediatore, dei quali i contraenti avevano beneficiato in ugual misura e che non avevano pregiudicato i rispettivi interessi, egli ha così negato l’esistenza di estremi atti a giustificare l’esclusione della remunerazione ai sensi dell’art. 415 CO. Con riferimento alla percentuale di provvigione del 3%, il Pretore ha appurato che questa era stata confermata dalla teste K__________ __________ A__________ ed era in ogni caso in linea con quanto unanimemente riconosciuto per l’attività di mediatore in assenza di diverse pattuizioni. In definitiva, pertanto, la provvigione complessiva dovuta è stata fissata in fr. 97'200.- così che, dedotti i fr. 30'000.- già versati quale acconto, la petizione è stata accolta per fr. 67'200.-. Per contro non è stato accolto l’inserimento nel prezzo di vendita dell’importo di fr. 51'000.- per l’impianto dell’aria condizionata (da cui un complessivo prezzo di fr. 3'291'000.-), poiché non ripreso nel contratto. Di riflesso è stata pure ammessa la domanda di accertamento di inesistenza del debito per i fr. 30'000.- che il convenuto vorrebbe gli fossero restituiti. Così come accolta è stata la richiesta di annullamento della relativa esecuzione. 4. Con - tenuto conto delle ferie giudiziarie natalizie (art.”
Zur Anwendung von Art. 415 OR: Die blossen Delegation der Vermittlungstätigkeit an Dritte begründen nicht ohne Weiteres den Verlust des Lohnanspruchs. Vielmehr ist die Vorschrift nach den vorliegenden Entscheiden restriktiv auszulegen; es bedarf konkreter Anhaltspunkte dafür, dass der Makler entgegen Treu und Glauben eigenwirtschaftlich bzw. zulasten des Auftraggebers gehandelt hat. Eine rein pauschale Behauptung der Delegation ohne Nachweis einer solchen Pflichtverletzung genügt nicht.
“-” e che “a quanto ricordo era stata fatta richiesta specifica da parte dell’attrice di non indicare un prezzo preciso nel mandato di vendita” e ciò in quanto, come riferitole dal convenuto, “AO 1 non desiderava venisse indicato” (verbale 2 ottobre 2020 p. 8). L’avvenuta pattuizione di un prezzo minimo di vendita di fr. 2'300'000.-, al di sotto del quale non sarebbe stata dovuta alcuna provvigione, così non dimostrata, nemmeno è poi provata dalla circostanza che l’attrice fosse stata in seguito disposta a sottoscrivere l’accordo di cui al doc. E. Tutt’altro. Da quest’ultimo documento si evince anzi che il convenuto, nonostante tutte le critiche mosse all’attrice, avrebbe accettato di pagare la provvigione originariamente pattuita del 5% anche a fronte di un prezzo di vendita di soli fr. 2'200'000.- ed avrebbe comunque accettato di pagare una provvigione, sia pure ridotta, anche a fronte di un prezzo di vendita di soli fr. 2'040'000.-. 7.2. Per il primo giudice, l’altra doglianza del convenuto riguardo a una pretesa violazione dei doveri di diligenza e fedeltà della mandataria ai sensi dell’art. 415 CO “non era emersa”. 7.2.1. Il convenuto ha censurato la conclusione pretorile, rilevando che l’attrice “è stata scorretta, poiché il suo direttore __________ C__________ ha agito nell’interesse suo e di __________ T__________, invece che nell’interesse del convenuto; lo stesso dicasi di __________ P__________, che sperava solamente di ottenere da __________ G__________ una ordinazione di cucine per la sua ditta, la __________, e una provvigione per sé”. In definitiva, “l’attrice, delegando, senza autorizzazione del convenuto, la mediazione dell’immobile a terzi, e meglio ad altri intermediari quali T__________ e P__________, ha agito contro l’interesse del mandante” (appello p. 16). 7.2.2. In realtà nulla agli atti permette di concludere che nel caso concreto l’attrice potesse aver violato l’art. 415 CO, disposizione - per altro da interpretare in modo restrittivo (TF 4A_617/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 6.3) - in base alla quale ove il mediatore, contrariamente ai patti, avesse agito anche nell'interesse dell'altra parte o, contrariamente alle norme della buona fede, si fosse fatto promettere anche dalla medesima una ricompensa, egli non potrà pretendere dal suo mandante né la mercede né il rimborso delle spese.”
Art. 415 OR ist restriktiv auszulegen. Er sanktioniert insbesondere die – als aussergewöhnlich bezeichnete – Situation, in der der Makler treuwidrig zugleich für den Auftraggeber und für dessen mögliche Gegenpartei tätig wird. In diesem Fall entfällt der Anspruch auf Lohn und auf Ersatz von Aufwendungen, ohne dass ein Schaden nachgewiesen werden muss.
“3; 4A_611/2020 del 12 luglio 2021 consid. 3.1.2; 4A_397/2016 del 30 novembre 2016 consid. 3.1). Nel caso concreto può rimanere indecisa la questione a sapere se le censure di appello fossero sufficientemente motivate, poiché la Corte cantonale, pur avendo giudicato il gravame "in buona parte" inammissibile, l'ha respinto anche nel merito, confrontandosi esplicitamente con i messaggi WhatsApp evocati dall'insorgente (doc. R) e - almeno implicitamente - con l'email del 23 ottobre 2019 (doc. AE), laddove ha concluso che gli atti dell'opponente non avevano recato pregiudizio ai rispettivi interessi dei contraenti (cfr. sentenza impugnata, consid. 8). Davanti al Tribunale federale il ricorrente non fa valere di aver formulato delle critiche di appello reputate inammissibili e non vagliate dai giudici ticinesi nella loro sentenza. La censura non ha dunque portata pratica e in appresso saranno esaminate le censure sollevate contro le altre motivazioni addotte dalla Corte cantonale per respingere l'appello. 5. Secondo l'art. 415 CO, perde il diritto alla mercede e al rimborso delle spese il mediatore che, contrariamente ai patti, agisce anche nell'interesse dell'altra parte o, contrariamente alle norme della buona fede, si fa promettere una ricompensa anche da quella. La prima ipotesi, che qui ci interessa, è quella del mediatore che viola i propri obblighi di fedeltà (cfr. art. 412 cpv. 2 CO, che rimanda all'art. 398 cpv. 2 CO), agendo nell'interesse del cliente potenziale in dispregio degli obblighi assunti verso il mandante (DTF 141 III 64 consid. 4.1, con rimandi). L'art. 415 CO va interpretato in modo restrittivo: sanziona la situazione eccezionale nella quale il mediatore agisce contemporaneamente per il mandante e per il suo futuro contraente, senza che occorra provare un danno (sentenze 4A_617/2019 dell'11 maggio 2020 consid. 6.3; 4A_529/2015 del 4 marzo 2016 consid. 4.1). Gli obblighi del mediatore sono analoghi a quelli del mandatario (art. 412 cpv. 2 e 398 cpv. 2 CO). Egli deve curare gli interessi del mandante e astenersi da qualsiasi atto che possa danneggiarlo.”
“415 CO): non essendo stata provata l’esistenza di un prezzo determinato in anticipo da M__________ __________ per quanto atteneva alla vendita dei vari appartamenti e più specificatamente dell’appartamento in questione, AP 1 - se voleva adempiere correttamente l’incarico affidatogli da quella società - avrebbe infatti dovuto cercare di ottenere il prezzo più alto possibile per quell’appartamento (cfr. Huguenin, Obligationenrecht - Allgemeiner Teil und Besonderer Teil, p. 1132; DTF 83 II 147), ciò che non aveva però fatto, visto che il medesimo poteva essere venduto ad altri ad un prezzo maggiore (fr. 900'000.-, cfr. teste __________ C__________ p. 3) rispetto a quanto ottenuto tramite la sottoscrizione del diritto di compera con l’attore (fr. 870'000.-); e oltretutto gli stessi convenuti avevano ammesso che AP 1 “ha esclusivamente gestito nell’interesse dell’attore la mediazione con M__________ __________ finalizzata all’acquisto dell’appartamento posto al 4° piano” (cfr. duplica p. 3; cfr. pure, in merito al ruolo svolto dai convenuti in favore dell’attore, doc. G), contravvenendo così al divieto, per il mediatore, di agire (a titolo oneroso o gratuito) anche per conto di quello che potrebbe diventare la controparte del mandante. 6. A norma dell'art. 415 CO, perde il diritto alla mercede e al rimborso delle spese il mediatore che, contrariamente ai patti, agisce anche nell'interesse dell'altra parte o, contrariamente alle norme della buona fede, si fa promettere una ricompensa anche da quella. La prima ipotesi, che interessa qui, è quella del mediatore che viola i propri obblighi di fedeltà agendo nell'interesse del cliente potenziale in dispregio degli obblighi assunti verso il mandante. L'art. 415 CO va interpretato in modo restrittivo: sanziona la situazione eccezionale nella quale il mediatore agisce contemporaneamente per il mandante e per il suo futuro contraente, senza richiedere la prova di un danno. Gli obblighi del mediatore sono analoghi a quelli del mandatario. Egli deve curare gli interessi del mandante e astenersi da qualsiasi atto che possa danneggiarlo. La misura di questi obblighi varia a seconda delle circostanze e della natura dell'incarico ricevuto. Il mediatore per interposizione ha generalmente doveri più estesi del mediatore per indicazione (cfr.”
Art. 415 OR kann auch bei verdeckter Doppelvertretung bzw. Interposition zur Anwendung kommen: Hat der Makler in einer Weise interveniert oder verhandelt, die zu einem offenkundigen Interessenkonflikt zwischen den Parteien führt oder erkennbar die Interessen des Dritten gegenüber denen seines Auftraggebers begünstigt, kann ihm der Lohn und der Ersatz für Aufwendungen versagt werden. Ob Art. 415 tatsächlich greift, ist fallabhängig und setzt in der Regel ein erkennbares Auseinanderfallen der Interessen bzw. ein treuwidriges Verhalten voraus.
“Per AP 1, il Pretore avrebbe erroneamente accertato che AO 1 si è limitato a indicare i clienti e a farne da portavoce, rispettivamente firmare in loro vece le modifiche degli accordi, anch’esse da loro decise in prima persona. In realtà egli si sarebbe interposto in loro nome e per loro conto criticando il prezzo dell’immobile, le tempistiche per l’ottenimento del cambio di destinazione e facendo molta pressione affinché la licenza edilizia venisse concessa. Egli avrebbe in seguito negoziato in nome e per conto degli acquirenti affinché essi potessero prendere possesso dell’immobile prima del trasferimento della proprietà, discutendo il prezzo al ribasso, rappresentandoli all’atto di proroga e modifica del diritto e di compera e interponendosi sul tema dell’aria condizionata. Questo tipo di attività sarebbe attestato da stralci dei messaggi WhatsApp, nonché dalla lettera doc. AE all’indirizzo dell’avv. PA 1. Inoltre il Pretore avrebbe erroneamente applicato il diritto poiché il conflitto d’interesse ai sensi dell’art. 415 CO sarebbe stato manifesto, ritenuto che da un lato l’attore anelava alla provvigione riconosciuta dal venditore e dall’altra gli avrebbe “sparato contro” per conto degli acquirenti. Ritenendo che le prestazioni di AO 1 non costituissero una violazione del dovere di fedeltà del mandatario, avendo egli agito nell’interesse di entrambe le parti, il primo giudice avrebbe misconosciuto che in realtà gli interessi non collimavano: il venditore aveva interesse a ottenere il prezzo più alto e a non pagare per un dettaglio esecutivo voluto dall’acquirente, ossia l’aria condizionata, mentre per gli acquirenti la posizione sarebbe stata diametralmente opposta. L’attore avrebbe agito per proprio interesse facendo di tutto per “fare stare in piedi” la compravendita in modo da garantirsi il pagamento della provvigione, arrivando persino a farsi carico di una quota dei costi notarili e trovandosi in una posizione ambigua. L’art. 415 CO dovrebbe quindi trovare applicazione con la conseguenza che la petizione dovrebbe essere respinta.”
“Il y a donc lieu de retenir que l'accord selon lequel les intimés conservaient l'acompte versé même si la vente n'aboutissait pas n'a pas été modifié à la suite de la restitution du dédit par les appelants et les intimés n'ont ainsi de ce fait pas d'obligation de rembourser le montant perçu. 3. Les appelants soutiennent que C______ aurait violé son devoir de fidélité et engagé sa responsabilité. Lorsque la question du remboursement de l'acompte s'était posée, il s'était trouvé dans un conflit entre ses propres intérêts, ceux de la future acquéreuse représentée par G______ SA et ceux des appelants. En décidant de conserver l'acompte et de ne pas se positionner quant à la restitution du dédit, afin de préserver ses liens avec G______ SA, il avait violé son devoir de fidélité. Pour respecter ses obligations à cet égard, il aurait dû inviter les appelants à ne pas restituer l'intégralité de l'acompte, s'il souhaitait conserver celui-ci. 3.1 Les règles du mandat sont, d’une manière générale, applicables au courtage (art. 412 al. 2 CO). A cet égard, l'art. 398 al. 2 CO prévoit notamment que le mandataire est responsable envers le mandant de la bonne et fidèle exécution du mandat. L'art. 415 CO dispose en outre que le courtier perd son droit au salaire et au remboursement de ses dépenses, s’il agit dans l’intérêt du tiers contractant au mépris de ses obligations, ou s’il se fait promettre par lui une rémunération dans des circonstances où les règles de la bonne foi s’y opposaient. 3.2 En l'espèce, la position de C______ est certes ambiguë dans la mesure où il apparaît comme courtier sur le site internet de G______ SA et utilise une adresse de courrier électronique au nom de cette société, qu'il a fait état d'une commission réclamée par "l'agence", avec laquelle il aurait négocié un montant inférieur, tout en réclamant, par la suite, le versement d'une commission à la société dont il est l'unique associé gérant et avec laquelle il n'avait dès lors rien à négocier. Cela étant, il n'est pas établi que les intimés auraient incité les appelants à restituer le dédit ou seraient intervenus d'une quelconque manière dans le processus qui a conduit à la modification de la promesse de vente.”
Bei missbräuchlicher Doppelvertretung kann der Makler seinen Anspruch auf Mercede und Spesenerstattung verlieren. Art. 415 OR kann dies auch ohne Nachweis eines Schadens anordnen, wenn der Makler gleichzeitig für den Auftraggeber und für dessen (künftige) Gegenpartei tätig wird. Die Norm ist jedoch restriktiv auszulegen und verbietet Doppelmäklerei nicht grundsätzlich; sanktioniert werden die Fälle, in denen Pflichten von Treu und Glauben bzw. die Treuepflicht gegenüber dem Auftraggeber verletzt sind.
“In quest’ottica buona parte delle argomentazioni avanzate con l’appello consistono solo nella contrapposizione di tesi soggettive del ricorrente alle conclusioni pretorili, senza tuttavia ulteriori specificazioni e soprattutto senza misurarsi con quest’ultime. L’appello è così in buona parte irricevibile. 7. Ciò posto, esso sarebbe anche da respingere nel merito. L’art. 415 CO prevede che il mediatore non possa pretendere dal suo mandante né la mercede né il rimborso delle spese se, contrariamente ai patti, ha agito anche nell’interesse dell’altra parte, o contrariamente alle norme della buona fede si è fatto promettere anche dalla medesima una ricompensa. La norma deve essere interpretata in maniera restrittiva (STF 4A_617/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 6.3). La prima ipotesi, che potrebbe qui interessare, è quella del mediatore che viola i propri obblighi di fedeltà agendo nell'interesse del cliente potenziale in dispregio degli obblighi assunti verso il mandante (DTF 141 III 64 consid. 4.1). L'art. 415 CO sanziona la situazione eccezionale nella quale il mediatore agisce contemporaneamente per il mandante e per il suo futuro contraente, senza richiedere la prova di un danno (STF 4A_529/2015 del 4 marzo 2016 consid. 4.1). Gli obblighi del mediatore sono analoghi a quelli del mandatario (art. 412 cpv. 2 e 398 cpv. 2 CO). Egli deve curare gli interessi del mandante e astenersi da qualsiasi atto che possa danneggiarlo. La misura di questi obblighi varia a seconda delle circostanze e della natura dell'incarico ricevuto. Il mediatore per interposizione ha generalmente doveri più estesi del mediatore per indicazione (STF 4A_329/2019 / 4A_331/2019 del 25 novembre 2019 consid. 7.1; 4A_529/2015 del 4 marzo 2016 consid. 4.1). La norma, in sé, non vieta la doppia mediazione (Doppelmäklerei) in quanto tale, ma piuttosto gli abusi. Al mediatore non è dunque proibito essere attivo sia per il mandante che per terzi (cosa che tra l’altro è piuttosto comune per i mediatori immobiliari professionisti), a condizione che non violi i suoi doveri di diligenza e fedeltà.”
“415 CO dovrebbe quindi trovare applicazione con la conseguenza che la petizione dovrebbe essere respinta. 6. L’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante non deve spiegare perché le sue argomentazioni sarebbero fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le motivazioni del Pretore. Non può dunque limitarsi a proporre una propria tesi e una propria lettura dei fatti, bensì deve offrire critiche puntuali, esplicite e circostanziate al giudizio pretorile, pena l’irricevibilità delle medesime (IICCA del 3 aprile 2019 inc. 12.2018.6 consid. 6 e riferimenti ivi citati). In quest’ottica buona parte delle argomentazioni avanzate con l’appello consistono solo nella contrapposizione di tesi soggettive del ricorrente alle conclusioni pretorili, senza tuttavia ulteriori specificazioni e soprattutto senza misurarsi con quest’ultime. L’appello è così in buona parte irricevibile. 7. Ciò posto, esso sarebbe anche da respingere nel merito. L’art. 415 CO prevede che il mediatore non possa pretendere dal suo mandante né la mercede né il rimborso delle spese se, contrariamente ai patti, ha agito anche nell’interesse dell’altra parte, o contrariamente alle norme della buona fede si è fatto promettere anche dalla medesima una ricompensa. La norma deve essere interpretata in maniera restrittiva (STF 4A_617/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 6.3). La prima ipotesi, che potrebbe qui interessare, è quella del mediatore che viola i propri obblighi di fedeltà agendo nell'interesse del cliente potenziale in dispregio degli obblighi assunti verso il mandante (DTF 141 III 64 consid. 4.1). L'art. 415 CO sanziona la situazione eccezionale nella quale il mediatore agisce contemporaneamente per il mandante e per il suo futuro contraente, senza richiedere la prova di un danno (STF 4A_529/2015 del 4 marzo 2016 consid. 4.1). Gli obblighi del mediatore sono analoghi a quelli del mandatario (art. 412 cpv. 2 e 398 cpv. 2 CO). Egli deve curare gli interessi del mandante e astenersi da qualsiasi atto che possa danneggiarlo.”
“415 CO): non essendo stata provata l’esistenza di un prezzo determinato in anticipo da M__________ __________ per quanto atteneva alla vendita dei vari appartamenti e più specificatamente dell’appartamento in questione, AP 1 - se voleva adempiere correttamente l’incarico affidatogli da quella società - avrebbe infatti dovuto cercare di ottenere il prezzo più alto possibile per quell’appartamento (cfr. Huguenin, Obligationenrecht - Allgemeiner Teil und Besonderer Teil, p. 1132; DTF 83 II 147), ciò che non aveva però fatto, visto che il medesimo poteva essere venduto ad altri ad un prezzo maggiore (fr. 900'000.-, cfr. teste __________ C__________ p. 3) rispetto a quanto ottenuto tramite la sottoscrizione del diritto di compera con l’attore (fr. 870'000.-); e oltretutto gli stessi convenuti avevano ammesso che AP 1 “ha esclusivamente gestito nell’interesse dell’attore la mediazione con M__________ __________ finalizzata all’acquisto dell’appartamento posto al 4° piano” (cfr. duplica p. 3; cfr. pure, in merito al ruolo svolto dai convenuti in favore dell’attore, doc. G), contravvenendo così al divieto, per il mediatore, di agire (a titolo oneroso o gratuito) anche per conto di quello che potrebbe diventare la controparte del mandante. 6. A norma dell'art. 415 CO, perde il diritto alla mercede e al rimborso delle spese il mediatore che, contrariamente ai patti, agisce anche nell'interesse dell'altra parte o, contrariamente alle norme della buona fede, si fa promettere una ricompensa anche da quella. La prima ipotesi, che interessa qui, è quella del mediatore che viola i propri obblighi di fedeltà agendo nell'interesse del cliente potenziale in dispregio degli obblighi assunti verso il mandante. L'art. 415 CO va interpretato in modo restrittivo: sanziona la situazione eccezionale nella quale il mediatore agisce contemporaneamente per il mandante e per il suo futuro contraente, senza richiedere la prova di un danno. Gli obblighi del mediatore sono analoghi a quelli del mandatario. Egli deve curare gli interessi del mandante e astenersi da qualsiasi atto che possa danneggiarlo. La misura di questi obblighi varia a seconda delle circostanze e della natura dell'incarico ricevuto. Il mediatore per interposizione ha generalmente doveri più estesi del mediatore per indicazione (cfr.”
Kenntnis der Doppelvertretung schliesst einen Rückforderungsanspruch nicht zwingend aus: Ein (berechtigter) Rechtsirrtum darüber, dass die Doppelvertretung unzulässig ist und daher kein Anspruch nach Art. 415 OR besteht, kann die Rückforderung der bereits bezogenen Provision nach Art. 63 Abs. 1 OR begründen.
“mit den Hinweisen auf act. 2 Rz. 10 f. und 12 f. sowie auf act. 17 Rz. 7) hat er dies vor Vorinstanz nicht geltend ge- macht. Der Kläger hatte somit im Zeitpunkt der Zahlung wohl Kenntnis davon, dass der Beklagte auch für die Gegenseite als Makler tätig war. Allerdings kann der für den Rückforderungsanspruch gemäss Art. 63 Abs. 1 OR erforderliche Irrtum über die Schuldpflicht keineswegs nur ein Sachverhaltsirr- tum sein (also die Frage, ob der Beklagte mit beiden Seiten einen Maklervertrag abgeschlossen hatte), sondern auch einen Rechtsirrtum betreffen (BSK OR I- SCHULIN/VOGT, Art. 63 N 4 m.w.H.). Der Rechtsirrtum im vorliegenden Fall liegt darin, dass der Kläger davon ausging, die Provision zu schulden, obwohl er um die Doppelvertretung wusste, der Kläger sich also nicht bewusst war, dass die vorliegende Doppelmäkelei des als Vermittlungsmakler agierenden Beklagten nach der bundesgerichtlichen Rechtsprechung unzulässig war und folglich ein An- spruch auf die Provision gemäss Art. 415 OR nicht bestand. Entgegen dem Be- klagten hatte der Kläger damit nicht irrtumsfrei geleistet, da sich des Klägers Irr- tum (zulässigerweise) auf die rechtliche Ungültigkeitsfolge der Doppelvertretung bei Vermittlungsmäkelei bezog. Der Kläger hat diesen Irrtum in der Klageschrift zwar nicht expressis verbis, aber zumindest implizit geltend gemacht (act. 2 Rz. 10-14), und es wird vom Beklagten denn auch nicht geltend gemacht, die Frage der Gültigkeit der doppelseitigen Vermittlungsmäkelei sei damals je thema- tisiert worden. Entgegen dem Beklagten wäre die Vorinstanz auch nicht gehalten gewesen, die Frage des Vorliegens dieses (Rechts-)Irrtums zum Beweis zu ver- stellen. Da der Beklagte – wie gesehen zu Unrecht (oben, E. 5.) – davon ausgeht, es habe gar keine unzulässige Doppelmäkelei bestanden, also gar keinen Irrtum über die Rechtslage anerkennt, hat er den Rechtsirrtum des Klägers gar nicht be- stritten. Ein diesbezügliches Beweisverfahren war daher mangels Bestreitung - 14 - nicht durchzuführen, wobei für das Vorliegen eines Irrtums ohnehin kein strenger Massstab anzulegen gewesen wäre (BSK OR I-SCHULIN/VOGT, Art.”
“mit den Hinweisen auf act. 2 Rz. 10 f. und 12 f. sowie auf act. 17 Rz. 7) hat er dies vor Vorinstanz nicht geltend ge- macht. Der Kläger hatte somit im Zeitpunkt der Zahlung wohl Kenntnis davon, dass der Beklagte auch für die Gegenseite als Makler tätig war. Allerdings kann der für den Rückforderungsanspruch gemäss Art. 63 Abs. 1 OR erforderliche Irrtum über die Schuldpflicht keineswegs nur ein Sachverhaltsirr- tum sein (also die Frage, ob der Beklagte mit beiden Seiten einen Maklervertrag abgeschlossen hatte), sondern auch einen Rechtsirrtum betreffen (BSK OR I- SCHULIN/VOGT, Art. 63 N 4 m.w.H.). Der Rechtsirrtum im vorliegenden Fall liegt darin, dass der Kläger davon ausging, die Provision zu schulden, obwohl er um die Doppelvertretung wusste, der Kläger sich also nicht bewusst war, dass die vorliegende Doppelmäkelei des als Vermittlungsmakler agierenden Beklagten nach der bundesgerichtlichen Rechtsprechung unzulässig war und folglich ein An- spruch auf die Provision gemäss Art. 415 OR nicht bestand. Entgegen dem Be- klagten hatte der Kläger damit nicht irrtumsfrei geleistet, da sich des Klägers Irr- tum (zulässigerweise) auf die rechtliche Ungültigkeitsfolge der Doppelvertretung bei Vermittlungsmäkelei bezog. Der Kläger hat diesen Irrtum in der Klageschrift zwar nicht expressis verbis, aber zumindest implizit geltend gemacht (act. 2 Rz. 10-14), und es wird vom Beklagten denn auch nicht geltend gemacht, die Frage der Gültigkeit der doppelseitigen Vermittlungsmäkelei sei damals je thema- tisiert worden. Entgegen dem Beklagten wäre die Vorinstanz auch nicht gehalten gewesen, die Frage des Vorliegens dieses (Rechts-)Irrtums zum Beweis zu ver- stellen. Da der Beklagte – wie gesehen zu Unrecht (oben, E. 5.) – davon ausgeht, es habe gar keine unzulässige Doppelmäkelei bestanden, also gar keinen Irrtum über die Rechtslage anerkennt, hat er den Rechtsirrtum des Klägers gar nicht be- stritten. Ein diesbezügliches Beweisverfahren war daher mangels Bestreitung - 14 - nicht durchzuführen, wobei für das Vorliegen eines Irrtums ohnehin kein strenger Massstab anzulegen gewesen wäre (BSK OR I-SCHULIN/VOGT, Art.”
Der Mäkler darf nicht gleichzeitig für beide Parteien tätig sein und sich von beiden eine Vergütung versprechen lassen. Ebenso kann ein Verhalten, das die Treuepflicht gegenüber dem Auftraggeber verletzt – etwa ein zugunsten des Gegeninteressenten handelndes oder aus Rücksicht auf dessen Beziehungen unterlassenes Tätigwerden – den Anspruch auf Lohn und Aufwandersatz ausschliessen.
“Im Mäklervertrag verspricht der Auftraggeber dem Mäkler eine Vergütung, wenn dessen Tätigwerden zum Abschluss des vom Auftraggeber angestrebten Geschäfts führt oder beiträgt. Die Entgeltlichkeit ist ein charakteristisches Merkmal dieses Vertragstypus (Art. 412 Abs. 1 des Schweizerischen Obligationenrechts [OR; SR 220]). Ausserdem ist der Mäkler gegenüber seinem Auftraggeber zu Treue und Sorgfalt verpflichtet (Art. 415 OR). Wegen der damit verbundenen Interessenskollision ist es dem Mäkler verboten, für beide Parteien tätig zu sein und sich von beiden eine Vergütung versprechen zu lassen (vgl. dazu im Einzelnen Ammann, Obligationenrecht I, Basler Kommentar, 7. Auflage 2020, N. 2 ff. zu Art. 415 OR).”
“Il y a donc lieu de retenir que l'accord selon lequel les intimés conservaient l'acompte versé même si la vente n'aboutissait pas n'a pas été modifié à la suite de la restitution du dédit par les appelants et les intimés n'ont ainsi de ce fait pas d'obligation de rembourser le montant perçu. 3. Les appelants soutiennent que C______ aurait violé son devoir de fidélité et engagé sa responsabilité. Lorsque la question du remboursement de l'acompte s'était posée, il s'était trouvé dans un conflit entre ses propres intérêts, ceux de la future acquéreuse représentée par G______ SA et ceux des appelants. En décidant de conserver l'acompte et de ne pas se positionner quant à la restitution du dédit, afin de préserver ses liens avec G______ SA, il avait violé son devoir de fidélité. Pour respecter ses obligations à cet égard, il aurait dû inviter les appelants à ne pas restituer l'intégralité de l'acompte, s'il souhaitait conserver celui-ci. 3.1 Les règles du mandat sont, d’une manière générale, applicables au courtage (art. 412 al. 2 CO). A cet égard, l'art. 398 al. 2 CO prévoit notamment que le mandataire est responsable envers le mandant de la bonne et fidèle exécution du mandat. L'art. 415 CO dispose en outre que le courtier perd son droit au salaire et au remboursement de ses dépenses, s’il agit dans l’intérêt du tiers contractant au mépris de ses obligations, ou s’il se fait promettre par lui une rémunération dans des circonstances où les règles de la bonne foi s’y opposaient. 3.2 En l'espèce, la position de C______ est certes ambiguë dans la mesure où il apparaît comme courtier sur le site internet de G______ SA et utilise une adresse de courrier électronique au nom de cette société, qu'il a fait état d'une commission réclamée par "l'agence", avec laquelle il aurait négocié un montant inférieur, tout en réclamant, par la suite, le versement d'une commission à la société dont il est l'unique associé gérant et avec laquelle il n'avait dès lors rien à négocier. Cela étant, il n'est pas établi que les intimés auraient incité les appelants à restituer le dédit ou seraient intervenus d'une quelconque manière dans le processus qui a conduit à la modification de la promesse de vente.”
Bei sehr hoher Provisionsforderung ist zu prüfen, ob der verlangte Mäklerlohn als unverhältnismässig und damit unter Art. 415 OR fallend zu qualifizieren ist.
“Die Beklagte habe diesbezüglich geltend gemacht, der geschäftserfahrene Sohn der Klägerin, H._____, und der klägerische Rechtsvertreter hätten Anlass zu begründeten Zweifeln an der Existenz der abgetretenen Forderung haben müssen. G._____ habe angeblich gegenüber der Klägerin mündlich gesagt, Grundlage der Schuldanerkennung bilde eine Provision, welche sie – die Beklagte – ihm – G._____ – als Vermittler des Verkaufs der Stammanteile der D._____ GmbH schulde. G._____ habe bereits vom Käufer, F._____, eine Provision von Fr. 15'000.– erhalten. Weshalb er nun zusätzlich auch noch von ihr eine Provision von Fr. 200'000.– hätte erhalten sollen, bleibe schleierhaft. Eine solche Provision würde auch gegen Art. 415 OR verstossen. Im Übrigen habe den Vertretern der Klägerin klar sein müssen, dass eine Provision von Fr. 200'000.– bei einem Kauf- preis von Fr. 1,2 Mio. eindeutig übersetzt sei. Hinzu komme, dass H._____ und der klägerische Rechtsvertreter über Jahre mit ihr (der Beklagten) befreundet ge- wesen seien. Man habe sich oft gesehen, auch in den Ferien im Engadin, und beide seien auch oft in ihrem Restaurant gewesen. Beide hätten sie gut gekannt und auch wissen müssen, dass sie sicherlich bei niemandem irgendwelche Schulden habe. Diese Vorbringen der Beklagten seien indes nicht geeignet, die Gutglaubensvermutung von Art. 3 Abs. 1 ZGB zu erschüttern. Inwiefern eine un- zulässige Doppelvermittlung hätte vorliegen sollen, sei nicht substantiiert dargetan worden, auch nicht, nachdem die Klägerin in der Replik zu Recht darauf hinge- wiesen habe, dass die Doppelmäkelei nicht in jedem Fall unzulässig sei. Was den angeblich unverhältnismässig hohen Mäklerlohn anbelange, habe die Klägerin zu Recht darauf hingewiesen, dass die Beklagte sich auf Rechtsprechung und Litera- tur zu Art.”
Ein Interessenkonflikt des Mäklervertrags kann nach Art. 415 OR zum Verlust des Provisionsanspruchs führen. Insbesondere begründet ein gleichzeitiges Tätigwerden für Auftraggeber und (potentielle) Gegenpartei — namentlich bei Interpositionsvermittlung — eine solche Interessenkollision; die Norm wird restriktiv angewendet und sanktioniert die gleichzeitige Vertretung entgegengesetzter Interessen bzw. die treuwidrige Annahme einer weiteren Vergütung.
“3) ha chiarito che il semplice fatto che un mediatore concluda un contratto di mediazione per interposizione con il venditore (rispettivamente l'acquirente) di un immobile porta a un conflitto di interessi se conclude una seconda mediazione per interposizione con l'acquirente (rispettivamente il venditore): in tal caso, è inevitabile che il mediatore immobiliare, che deve ottenere il prezzo più alto per il venditore e il prezzo più basso per l'acquirente, si trovi in una situazione di rischio di conflitto di interessi, dal momento in cui è chiamato a difendere interessi contrapposti. O egli favorisce gli interessi finanziari dell'una o favorisce quelli dell'altra parte della transazione immobiliare, così da violare il proprio dovere di lealtà (art. 412 cpv. 2 CO, che rimanda all'art. 398 cpv. 2 CO) nei confronti di uno dei suoi mandanti. Se così non è, vi è pure la possibilità che egli agisca nel proprio interesse, disattendendo i doveri di lealtà che la conclusione dei due contratti di intermediazione con i suoi mandanti ha fatto sorgere. In una simile situazione, i due contratti, per l’alta Corte federale, sono nulli e il mediatore perde il suo diritto alla commissione ai sensi dell’art. 415 CO. Per contro, è pensabile una doppia mediazione nei casi di contratto di mediazione d’indicazione o di presentazione: il mediatore può indicare a ognuna delle parti l’occasione di concludere una compravendita con l’altra, senza che sia necessario informarle del doppio ruolo (DTF 124 III 481; 83 II 147; De Haller, Le contrat de courtage, 2019, p. 240). 8. Correttamente il Pretore ha costatato che non sussistono agli atti prove di un doppio mandato di mediazione da parte di AO 1 i cui estremi avrebbero potuto dare origine a un conflitto di interessi tale da imporre l’applicazione dell’art. 415 CO. L’unica - abbozzata - messa in discussione del prezzo esatto da AP 1 è quella nell’ambito dello scambio di messaggi via WhatsApp del 21 maggio 2019 (doc. R), quando l’attore gli ha scritto che l’attico era un po’ costoso e che quello sopra casa sua costava meno, ottenendo un dettaglio dei motivi per i quali il prezzo era stato fissato a fr. 3'600'000.-, informazioni alle quali non risulta abbia reagito se non dando, il giorno seguente, agli acquirenti gli estremi del venditore e viceversa.”
“-); e oltretutto gli stessi convenuti avevano ammesso che AP 1 “ha esclusivamente gestito nell’interesse dell’attore la mediazione con M__________ __________ finalizzata all’acquisto dell’appartamento posto al 4° piano” (cfr. duplica p. 3; cfr. pure, in merito al ruolo svolto dai convenuti in favore dell’attore, doc. G), contravvenendo così al divieto, per il mediatore, di agire (a titolo oneroso o gratuito) anche per conto di quello che potrebbe diventare la controparte del mandante. 6. A norma dell'art. 415 CO, perde il diritto alla mercede e al rimborso delle spese il mediatore che, contrariamente ai patti, agisce anche nell'interesse dell'altra parte o, contrariamente alle norme della buona fede, si fa promettere una ricompensa anche da quella. La prima ipotesi, che interessa qui, è quella del mediatore che viola i propri obblighi di fedeltà agendo nell'interesse del cliente potenziale in dispregio degli obblighi assunti verso il mandante. L'art. 415 CO va interpretato in modo restrittivo: sanziona la situazione eccezionale nella quale il mediatore agisce contemporaneamente per il mandante e per il suo futuro contraente, senza richiedere la prova di un danno. Gli obblighi del mediatore sono analoghi a quelli del mandatario. Egli deve curare gli interessi del mandante e astenersi da qualsiasi atto che possa danneggiarlo. La misura di questi obblighi varia a seconda delle circostanze e della natura dell'incarico ricevuto. Il mediatore per interposizione ha generalmente doveri più estesi del mediatore per indicazione (cfr. TF 4A_617/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 6.3). 7. In questa sede i convenuti hanno innanzitutto rimproverato al giudice di prime cure di aver riconosciuto all’attore la legittimazione attiva in virtù della cessione del credito relativo alla restituzione della provvigione di mediazione (doc. E) e ciò nonostante i motivi addotti in quel documento da M__________ __________ (ossia il fatto che si trattava di un’operazione immobiliare “non conclusa” e il fatto che l’attore aveva presentato quella società ai convenuti “in relazione alla conclusa vendita di altri appartamenti, e ciò pertanto sulla base della pretesa dell’attore di suddivisione delle provvigioni”, cfr.”
“Im Mäklervertrag verspricht der Auftraggeber dem Mäkler eine Vergütung, wenn dessen Tätigwerden zum Abschluss des vom Auftraggeber angestrebten Geschäfts führt oder beiträgt. Die Entgeltlichkeit ist ein charakteristisches Merkmal dieses Vertragstypus (Art. 412 Abs. 1 des Schweizerischen Obligationenrechts [OR; SR 220]). Ausserdem ist der Mäkler gegenüber seinem Auftraggeber zu Treue und Sorgfalt verpflichtet (Art. 415 OR). Wegen der damit verbundenen Interessenskollision ist es dem Mäkler verboten, für beide Parteien tätig zu sein und sich von beiden eine Vergütung versprechen zu lassen (vgl. dazu im Einzelnen Ammann, Obligationenrecht I, Basler Kommentar, 7. Auflage 2020, N. 2 ff. zu Art. 415 OR).”
Kann der Vermittler zwar kausal zum Vertragsabschluss beigetragen haben, steht ihm der Lohn nach Art. 415 OR nicht zwingend zu, wenn er die Interessen der Auftraggeberin nicht gewahrt hat (z.B. hätte einen höheren Verkaufspreis anstreben müssen). Ob der Provisionsanspruch entfällt, ist vom konkreten Sachverhalt zu prüfen.
“Con l’appello 17 ottobre 2022 che qui ci occupa, avversato dall’attore con risposta 24 novembre 2022, i convenuti hanno chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, con conseguente conferma delle opposizioni ai PE, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi. 5. Riferendosi alla pretesa volta alla restituzione della commissione corrisposta da M__________ __________ per la mediazione del diritto di compera sulla part. n. __________ RFD di __________, il Pretore aggiunto, per quanto interessa, ha innanzitutto rilevato che la stessa poteva essere azionata dall’attore in base alla cessione di cui al doc. E. Ciò posto, egli, pur avendo accertato che tra M__________ __________ e AP 1 era effettivamente venuto in essere un contratto di mediazione d’interposizione / negoziazione per quanto riguardava l’appartamento oggetto del diritto di compera e che l’attività svolta dal mediatore era stata causale per la conclusione del diritto di compera, ha ritenuto che quest’ultimo non avesse tuttavia salvaguardato gli interessi della mandante M__________ __________, ciò cha faceva venir meno il suo diritto alla mercede giusta l’art. 415 CO (cfr. Ammann, Basler Kommentar, 7ª ed., n. 4 e 6 ad art. 415 CO): non essendo stata provata l’esistenza di un prezzo determinato in anticipo da M__________ __________ per quanto atteneva alla vendita dei vari appartamenti e più specificatamente dell’appartamento in questione, AP 1 - se voleva adempiere correttamente l’incarico affidatogli da quella società - avrebbe infatti dovuto cercare di ottenere il prezzo più alto possibile per quell’appartamento (cfr. Huguenin, Obligationenrecht - Allgemeiner Teil und Besonderer Teil, p. 1132; DTF 83 II 147), ciò che non aveva però fatto, visto che il medesimo poteva essere venduto ad altri ad un prezzo maggiore (fr. 900'000.-, cfr. teste __________ C__________ p. 3) rispetto a quanto ottenuto tramite la sottoscrizione del diritto di compera con l’attore (fr. 870'000.-); e oltretutto gli stessi convenuti avevano ammesso che AP 1 “ha esclusivamente gestito nell’interesse dell’attore la mediazione con M__________ __________ finalizzata all’acquisto dell’appartamento posto al 4° piano” (cfr.”
Fehlt der Nachweis eines Doppelauftrags oder eines die Treuepflicht verletzenden Verhaltens, hat das Gericht den Provisionsanspruch in den vorliegenden Entscheiden abgewiesen.
“AE), laddove ha concluso che gli atti dell'opponente non avevano recato pregiudizio ai rispettivi interessi dei contraenti (cfr. sentenza impugnata, consid. 8). Davanti al Tribunale federale il ricorrente non fa valere di aver formulato delle critiche di appello reputate inammissibili e non vagliate dai giudici ticinesi nella loro sentenza. La censura non ha dunque portata pratica e in appresso saranno esaminate le censure sollevate contro le altre motivazioni addotte dalla Corte cantonale per respingere l'appello. 5. Secondo l'art. 415 CO, perde il diritto alla mercede e al rimborso delle spese il mediatore che, contrariamente ai patti, agisce anche nell'interesse dell'altra parte o, contrariamente alle norme della buona fede, si fa promettere una ricompensa anche da quella. La prima ipotesi, che qui ci interessa, è quella del mediatore che viola i propri obblighi di fedeltà (cfr. art. 412 cpv. 2 CO, che rimanda all'art. 398 cpv. 2 CO), agendo nell'interesse del cliente potenziale in dispregio degli obblighi assunti verso il mandante (DTF 141 III 64 consid. 4.1, con rimandi). L'art. 415 CO va interpretato in modo restrittivo: sanziona la situazione eccezionale nella quale il mediatore agisce contemporaneamente per il mandante e per il suo futuro contraente, senza che occorra provare un danno (sentenze 4A_617/2019 dell'11 maggio 2020 consid. 6.3; 4A_529/2015 del 4 marzo 2016 consid. 4.1). Gli obblighi del mediatore sono analoghi a quelli del mandatario (art. 412 cpv. 2 e 398 cpv. 2 CO). Egli deve curare gli interessi del mandante e astenersi da qualsiasi atto che possa danneggiarlo. La misura di questi obblighi varia a seconda delle circostanze e della natura dell'incarico ricevuto. Il mediatore per interposizione ha generalmente doveri più estesi di quello per indicazione (sentenze 4A_617/2019 dell'11 maggio 2020 consid. 6.3; 4A_329/2019 / 331/2019 del 25 novembre 2019 consid. 7.1; 4A_529/2015 del 4 marzo 2016 consid. 4.1). 5.1. Esaminando nel merito il gravame, la Corte cantonale lo ha respinto in assenza di prove a sostegno di un doppio mandato di mediazione da parte dell'attore: l'osservazione sul prezzo di vendita reputato un po' alto da quest'ultimo, da lui esplicitata al convenuto il giorno prima di indicargli i potenziali acquirenti, non configurava una contrattazione del prezzo, ma solo una richiesta di chiarimenti; l'ottenimento del cambio di destinazione dell'appartamento e del permesso di residenza degli acquirenti e la concessione della licenza edilizia, conseguiti grazie anche all'attore, profittavano per finire a entrambi i contraenti.”
“2 CO) nei confronti di uno dei suoi mandanti. Se così non è, vi è pure la possibilità che egli agisca nel proprio interesse, disattendendo i doveri di lealtà che la conclusione dei due contratti di intermediazione con i suoi mandanti ha fatto sorgere. In una simile situazione, i due contratti, per l’alta Corte federale, sono nulli e il mediatore perde il suo diritto alla commissione ai sensi dell’art. 415 CO. Per contro, è pensabile una doppia mediazione nei casi di contratto di mediazione d’indicazione o di presentazione: il mediatore può indicare a ognuna delle parti l’occasione di concludere una compravendita con l’altra, senza che sia necessario informarle del doppio ruolo (DTF 124 III 481; 83 II 147; De Haller, Le contrat de courtage, 2019, p. 240). 8. Correttamente il Pretore ha costatato che non sussistono agli atti prove di un doppio mandato di mediazione da parte di AO 1 i cui estremi avrebbero potuto dare origine a un conflitto di interessi tale da imporre l’applicazione dell’art. 415 CO. L’unica - abbozzata - messa in discussione del prezzo esatto da AP 1 è quella nell’ambito dello scambio di messaggi via WhatsApp del 21 maggio 2019 (doc. R), quando l’attore gli ha scritto che l’attico era un po’ costoso e che quello sopra casa sua costava meno, ottenendo un dettaglio dei motivi per i quali il prezzo era stato fissato a fr. 3'600'000.-, informazioni alle quali non risulta abbia reagito se non dando, il giorno seguente, agli acquirenti gli estremi del venditore e viceversa. Non vi è stato quindi alcun tipo di contrattazione del prezzo che possa seriamente essere considerato tale ma semplicemente una richiesta di chiarimenti sui motivi dello stesso. Oltretutto formulata il giorno prima di indicare i potenziali interessati all’acquisto. In relazione all’intervento dell’attore per la risoluzione delle problematiche amministrative quali l’ottenimento del cambio di destinazione dell’appartamento (inizialmente pensato come residenza secondaria, ma in realtà utilizzabile solo come residenza primaria), la concessione della licenza edilizia e l’ottenimento del permesso di residenza degli acquirenti, l’appellante contesta che si sia trattato di atti nell’interesse di entrambe le parti al contratto, sostenendo però solo genericamente che in realtà gli interessi erano contrapposti perché l’acquirente mira sempre a un prezzo più basso e a non pagare per dettagli esecutivi da lui voluti (in casu l’aria condizionata) e affermando altrettanto superficialmente che l’attore in realtà avrebbe agito nel proprio interesse facendo di tutto per non far saltare l’operazione e garantirsi la commissione, pagando addirittura una quota dei costi notarili.”
Handelt der Makler entgegen seinen vertraglichen oder treuepflichtigen Verpflichtungen zugunsten des Käufers und entsteht der Mandantin dadurch ein nachweisbarer Nachteil (z. B. ein vom Gericht festgestellter Preisvorteil des Käufers), so kann der Makler nach Art. 415 OR zur Rückerstattung der erhaltenen Provision verpflichtet sein.
“Il convenuto ha chiarito dinnanzi al giudice che sono stati 3 i vantaggi conseguiti dall’attore in seguito alla trattativa dal medesimo gestita per l’acquisto dell’appartamento posto al 4° piano e in particolare «… L’ultimo vantaggio è da riferire al fatto che il signor AO 1 ha ricevuto questo appartamento a un prezzo di fr. 30'000.- inferiore rispetto a quello concordato con il signor C__________» (cfr. p. 4 verbale deposizione / interrogatorio del convenuto 7.12.2021)”; e p. 6: “l’attore attraverso la mediazione del convenuto ha conseguito il vantaggio di: … iv) aver acquistato ad un minor prezzo di vendita e dunque a fr. 870'000.- (anziché a fr. 900'000.-)”). 9.3. In tali circostanze si può senz’altro ritenere che i convenuti non solo abbiano agito nell'interesse del cliente potenziale e in dispregio degli obblighi assunti verso la mandante M__________ __________, violando con ciò l’obbligo di fedeltà nei confronti di quest’ultima (cfr. art. 398 cpv. 2 CO, applicabile in forza del rimando contenuto nell’art. 412 cpv. 2 CO) (così pure in DTF 141 III 64 consid. 4.3), ma le abbiano persino causato un vero e proprio danno di fr. 30'000.-. Essi sono pertanto tenuti a restituire la commissione da lei corrisposta a suo tempo (art. 415 CO). 10. Ne discende che l’appello dei convenuti dev’essere respinto nella misura in cui è ricevibile. Le spese giudiziarie della procedura di secondo grado, calcolate sulla base del valore qui ancora litigioso di fr. 28’188.-, seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Per questi motivi, richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar decide: I. L’appello 17 ottobre 2022 di AP 1 e AP 2 è respinto nella misura in cui è ricevibile. II. Le spese processuali di fr. 2’500.- sono poste a carico degli appellanti, che rifonderanno alla controparte fr. 2’000.- per ripetibili. III. Notificazione: - - Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente Il vicecancelliere Rimedi giuridici Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a fr.”
Fehlen Anhaltspunkte dafür, dass der Mäkler entgegen den Abreden zugunsten der Gegenpartei oder zu eigenen Vorteilen gehandelt hat oder dass ihm von der Gegenpartei eine Vergütung versprochen wurde, wird ein Ausschluss des Provisionsanspruchs nach Art. 415 OR nicht bejaht. Art. 415 OR ist restriktiv auszulegen; ohne solche Belege tritt der Ausschluss nicht ein.
“In particolare, in merito al preteso pagamento, che si è sbloccato dopo la risposta del patrocinatore del ricorrente all'opponente sul rilascio della licenza edilizia, non risulta che da quell'episodio i potenziali acquirenti avessero tratto vantaggi. A ben vedere l'insorgente non assevera di essere stato indotto a tollerare delle modifiche contrattuali a suo sfavore, né contesta l'accertamento dei giudici di appello secondo cui ciascuna parte contraente era informata degli atti del mediatore. Inoltre il 29 maggio 2020, ossia dopo i predetti messaggi WhatsApp ed email (doc. R e AE), egli ha concordato direttamente con i potenziali acquirenti un'ulteriore proroga fino al 30 settembre 2020 del diritto di compera, esercitato nel luglio del 2020. In queste circostanze anche la critica dell'affidabilità della testimonianza della teste C.________ si rivela infruttuosa. Ciò premesso, il giudizio impugnato resiste alla critica. 5.2.3. In definitiva, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, nella fattispecie non vi è spazio per rimproverare all'opponente di aver violato i suoi obblighi di fedeltà nei confronti del ricorrente, perseguendo in modo abusivo gli interessi degli acquirenti ai sensi dell'art. 415 CO, che va interpretato in modo restrittivo (cfr. sopra, consid. 5). 6. Da quanto precede segue che il gravame, nella misura in cui si rivela ammissibile, si palesa infondato e come tale va respinto. Le spese giudiziarie e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 e 68 cpv. 1 LTF). L 'opponente chiede a titolo di ripetibili di questa sede l'importo massimo di fr. 10'000.--, "tenuto conto anche della temerarietà della causa". La richiesta va respinta non sussistendo motivi che giustificano una deroga all'usuale tariffa. In concreto la procedura è di carattere pecuniario e in sede cantonale il valore litigioso è stato determinato in circa fr. 98'000.--. È applicabile l'art. 4 del Regolamento delle spese ripetibili accordate alla parte vincente e sull'indennità per il patrocinio d'ufficio nelle procedure davanti al Tribunale federale del 31 marzo 2006 (RS 173.110.210.3) e si giustifica di riconoscere all'opponente un'indennità di fr. 6'000.--. Per questi motivi, il Tribunale federale pronuncia: 1.”
“Per il primo giudice, l’altra doglianza del convenuto riguardo a una pretesa violazione dei doveri di diligenza e fedeltà della mandataria ai sensi dell’art. 415 CO “non era emersa”. 7.2.1. Il convenuto ha censurato la conclusione pretorile, rilevando che l’attrice “è stata scorretta, poiché il suo direttore __________ C__________ ha agito nell’interesse suo e di __________ T__________, invece che nell’interesse del convenuto; lo stesso dicasi di __________ P__________, che sperava solamente di ottenere da __________ G__________ una ordinazione di cucine per la sua ditta, la __________, e una provvigione per sé”. In definitiva, “l’attrice, delegando, senza autorizzazione del convenuto, la mediazione dell’immobile a terzi, e meglio ad altri intermediari quali T__________ e P__________, ha agito contro l’interesse del mandante” (appello p. 16). 7.2.2. In realtà nulla agli atti permette di concludere che nel caso concreto l’attrice potesse aver violato l’art. 415 CO, disposizione - per altro da interpretare in modo restrittivo (TF 4A_617/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 6.3) - in base alla quale ove il mediatore, contrariamente ai patti, avesse agito anche nell'interesse dell'altra parte o, contrariamente alle norme della buona fede, si fosse fatto promettere anche dalla medesima una ricompensa, egli non potrà pretendere dal suo mandante né la mercede né il rimborso delle spese. Il fatto che __________ P__________, che aveva a suo tempo segnalato a __________ C__________ l’interessato acquirente __________ G__________, sperasse di ottenere da quest’ultimo un’ordinazione di cucine e una provvigione, non è rilevante sul tema: egli, oltre a non essere allora (più) un dipendente dell’attrice, che pertanto non doveva rispondere del suo operato, non ha in effetti concordato il pagamento di una provvigione con l’interessato acquirente (verbale 2 ottobre 2020 p. 1 segg.); oltretutto nemmeno risulta che abbia in seguito percepito una qualsiasi remunerazione dall’attrice o da altri (verbale 2 ottobre 2020 p.”
Wenn der Makler in einer Weise zugunsten der Gegenpartei oder eigener Interessen handelt, die mit dem Auftrag in offensichtlichem Konflikt steht (z. B. Verhandeln oder Druckausübung zugunsten der Käufer, Einflussnahme auf den Preis, Übernahme von Kosten), kann dies nach Art. 415 OR den Verlust des Anspruchs auf Lohn und Aufwendungsersatz zur Folge haben. In den Quellen ist solches Verhalten konkret durch Verhandlungshandlungen, Preisbeeinflussung, Mitwirkung zugunsten der Käufer sowie durch Kommunikationsbelege (z. B. WhatsApp-Nachrichten) dokumentiert.
“Per AP 1, il Pretore avrebbe erroneamente accertato che AO 1 si è limitato a indicare i clienti e a farne da portavoce, rispettivamente firmare in loro vece le modifiche degli accordi, anch’esse da loro decise in prima persona. In realtà egli si sarebbe interposto in loro nome e per loro conto criticando il prezzo dell’immobile, le tempistiche per l’ottenimento del cambio di destinazione e facendo molta pressione affinché la licenza edilizia venisse concessa. Egli avrebbe in seguito negoziato in nome e per conto degli acquirenti affinché essi potessero prendere possesso dell’immobile prima del trasferimento della proprietà, discutendo il prezzo al ribasso, rappresentandoli all’atto di proroga e modifica del diritto e di compera e interponendosi sul tema dell’aria condizionata. Questo tipo di attività sarebbe attestato da stralci dei messaggi WhatsApp, nonché dalla lettera doc. AE all’indirizzo dell’avv. PA 1. Inoltre il Pretore avrebbe erroneamente applicato il diritto poiché il conflitto d’interesse ai sensi dell’art. 415 CO sarebbe stato manifesto, ritenuto che da un lato l’attore anelava alla provvigione riconosciuta dal venditore e dall’altra gli avrebbe “sparato contro” per conto degli acquirenti. Ritenendo che le prestazioni di AO 1 non costituissero una violazione del dovere di fedeltà del mandatario, avendo egli agito nell’interesse di entrambe le parti, il primo giudice avrebbe misconosciuto che in realtà gli interessi non collimavano: il venditore aveva interesse a ottenere il prezzo più alto e a non pagare per un dettaglio esecutivo voluto dall’acquirente, ossia l’aria condizionata, mentre per gli acquirenti la posizione sarebbe stata diametralmente opposta. L’attore avrebbe agito per proprio interesse facendo di tutto per “fare stare in piedi” la compravendita in modo da garantirsi il pagamento della provvigione, arrivando persino a farsi carico di una quota dei costi notarili e trovandosi in una posizione ambigua. L’art. 415 CO dovrebbe quindi trovare applicazione con la conseguenza che la petizione dovrebbe essere respinta.”
“Con l’appello 17 ottobre 2022 che qui ci occupa, avversato dall’attore con risposta 24 novembre 2022, i convenuti hanno chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, con conseguente conferma delle opposizioni ai PE, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi. 5. Riferendosi alla pretesa volta alla restituzione della commissione corrisposta da M__________ __________ per la mediazione del diritto di compera sulla part. n. __________ RFD di __________, il Pretore aggiunto, per quanto interessa, ha innanzitutto rilevato che la stessa poteva essere azionata dall’attore in base alla cessione di cui al doc. E. Ciò posto, egli, pur avendo accertato che tra M__________ __________ e AP 1 era effettivamente venuto in essere un contratto di mediazione d’interposizione / negoziazione per quanto riguardava l’appartamento oggetto del diritto di compera e che l’attività svolta dal mediatore era stata causale per la conclusione del diritto di compera, ha ritenuto che quest’ultimo non avesse tuttavia salvaguardato gli interessi della mandante M__________ __________, ciò cha faceva venir meno il suo diritto alla mercede giusta l’art. 415 CO (cfr. Ammann, Basler Kommentar, 7ª ed., n. 4 e 6 ad art. 415 CO): non essendo stata provata l’esistenza di un prezzo determinato in anticipo da M__________ __________ per quanto atteneva alla vendita dei vari appartamenti e più specificatamente dell’appartamento in questione, AP 1 - se voleva adempiere correttamente l’incarico affidatogli da quella società - avrebbe infatti dovuto cercare di ottenere il prezzo più alto possibile per quell’appartamento (cfr. Huguenin, Obligationenrecht - Allgemeiner Teil und Besonderer Teil, p. 1132; DTF 83 II 147), ciò che non aveva però fatto, visto che il medesimo poteva essere venduto ad altri ad un prezzo maggiore (fr. 900'000.-, cfr. teste __________ C__________ p. 3) rispetto a quanto ottenuto tramite la sottoscrizione del diritto di compera con l’attore (fr. 870'000.-); e oltretutto gli stessi convenuti avevano ammesso che AP 1 “ha esclusivamente gestito nell’interesse dell’attore la mediazione con M__________ __________ finalizzata all’acquisto dell’appartamento posto al 4° piano” (cfr.”
“5. Riferendosi alla pretesa volta alla restituzione della commissione corrisposta da M__________ __________ per la mediazione del diritto di compera sulla part. n. __________ RFD di __________, il Pretore aggiunto, per quanto interessa, ha innanzitutto rilevato che la stessa poteva essere azionata dall’attore in base alla cessione di cui al doc. E. Ciò posto, egli, pur avendo accertato che tra M__________ __________ e AP 1 era effettivamente venuto in essere un contratto di mediazione d’interposizione / negoziazione per quanto riguardava l’appartamento oggetto del diritto di compera e che l’attività svolta dal mediatore era stata causale per la conclusione del diritto di compera, ha ritenuto che quest’ultimo non avesse tuttavia salvaguardato gli interessi della mandante M__________ __________, ciò cha faceva venir meno il suo diritto alla mercede giusta l’art. 415 CO (cfr. Ammann, Basler Kommentar, 7ª ed., n. 4 e 6 ad art. 415 CO): non essendo stata provata l’esistenza di un prezzo determinato in anticipo da M__________ __________ per quanto atteneva alla vendita dei vari appartamenti e più specificatamente dell’appartamento in questione, AP 1 - se voleva adempiere correttamente l’incarico affidatogli da quella società - avrebbe infatti dovuto cercare di ottenere il prezzo più alto possibile per quell’appartamento (cfr. Huguenin, Obligationenrecht - Allgemeiner Teil und Besonderer Teil, p. 1132; DTF 83 II 147), ciò che non aveva però fatto, visto che il medesimo poteva essere venduto ad altri ad un prezzo maggiore (fr. 900'000.-, cfr. teste __________ C__________ p. 3) rispetto a quanto ottenuto tramite la sottoscrizione del diritto di compera con l’attore (fr. 870'000.-); e oltretutto gli stessi convenuti avevano ammesso che AP 1 “ha esclusivamente gestito nell’interesse dell’attore la mediazione con M__________ __________ finalizzata all’acquisto dell’appartamento posto al 4° piano” (cfr. duplica p. 3; cfr. pure, in merito al ruolo svolto dai convenuti in favore dell’attore, doc.”
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