Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione

0.814.05Multilateral International Treaty5 mag 1992

Conchiusa a Basilea il 22 marzo 1989
Ratificata con strumenti depositati dalla Svizzera il 31 gennaio 1990
Entrata in vigore per la Svizzera il 5 maggio 1992

(Stato 1° gennaio 2025)

Preambolo

Le Parti alla presente Convenzione,

coscienti dei danni che i rifiuti pericolosi e altri rifiuti nonché i movimenti oltre frontiera di tali rifiuti rischiano di causare alla salute umana e all’ambiente;

consce della minaccia crescente che rappresentano per la salute umana e l’ambiente la sempre maggiore complessità e lo sviluppo della produzione dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti nonché i loro movimenti oltre frontiera;

consce ugualmente del fatto che il modo più efficace per proteggere la salute umana e l’ambiente dai pericoli che rappresentano tali rifiuti consiste nel ridurre al minimo la loro produzione dal punto di vista della quantità e/o del pericolo potenziale;

convinte che gli Stati dovrebbero prendere le misure necessarie per fare in modo che la gestione dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti, compresi i loro movimenti oltre frontiera e la loro eliminazione, sia compatibile con la protezione della salute umana e dell’ambiente, qualunque sia il luogo nel quale tali rifiuti vengono eliminati;

fatto notare che gli Stati dovrebbero provvedere affinché il produttore adempia gli obblighi relativi al trasporto e all’eliminazione dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti in un modo che sia compatibile con la protezione dell’ambiente, qualunque sia il luogo nel quale tali rifiuti vengono eliminati;

riconosciuto pienamente ad ogni Stato il diritto sovrano di vietare l’entrata o l’eliminazione, sul suo territorio, di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti provenienti dall’estero;

riconosciuta parimenti la crescente tendenza a voler vietare i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e la loro eliminazione in altri Stati, in particolare nei Paesi in via di sviluppo;

riconosciuto che i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi, specie verso i Paesi in sviluppo, presentano un elevato rischio di non costituire una gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi, come richiede la presente Convenzione,1

convinte che i rifiuti pericolosi e altri rifiuti, nella misura in cui ciò è compatibile con una gestione ecologicamente razionale ed efficace, dovrebbero venir eliminati nello Stato in cui sono stati prodotti;

convinte parimenti che i movimenti oltre frontiera di tali rifiuti, dallo Stato di produzione verso qualsiasi altro Stato, dovrebbero essere autorizzati soltanto se sono effettuati in condizioni che non comportano alcun pericolo per la salute umana e per l’ambiente e in modo conforme alle disposizioni della presente Convenzione;

fiduciose che il controllo più severo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti favorirà una gestione ecologicamente razionale di tali rifiuti e una riduzione del volume dei movimenti oltre frontiera corrispondenti;

convinte che gli Stati dovrebbero prendere misure per garantire uno scambio adeguato di informazioni e un controllo effettivo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti, sia in entrata che in uscita;

notato che un certo numero di accordi internazionali e regionali concernono la questione della protezione e della salvaguardia dell’ambiente quando c’è transito di merci pericolose;

tenuto conto della Dichiarazione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente (Stoccolma, 1972), delle Linee direttive e Principi del Cairo concernenti la gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi, adottati dal Consiglio d’amministrazione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (PNUE) con la sua decisione 14/30 del 17 giugno 1987, delle raccomandazioni del Comitato di esperti delle Nazioni Unite in materia di trasporto di merci pericolose (formulate nel 1957 e aggiornate ogni due anni), delle raccomandazioni, dichiarazioni, strumenti e regolamenti pertinenti adottati nel quadro del sistema delle Nazioni Unite nonché dei lavori e degli studi effettuati da altre organizzazioni internazionali e regionali;

ligie allo spirito, ai principi, agli scopi e alle funzioni della Carta mondiale della natura che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione della sua trentesima sessione (1982) ha adottato come norma etica per la protezione dell’ambiente umano e la conservazione delle risorse naturali;

ribadito che gli Stati sono tenuti ad adempire i loro obblighi internazionali in materia di protezione della salute umana e di protezione e salvaguardia dell’ambiente e ne portano la responsabilità conformemente al diritto internazionale;

consapevoli che in caso di grave violazione delle disposizioni della presente Convenzione o di un protocollo ad essa relativo saranno applicate le pertinenti disposizioni del diritto internazionale dei trattati;

riconosciuta la necessità di continuare a mettere a punto e ad applicare tecniche poco inquinanti ed ecologicamente razionali, misure di riciclaggio e sistemi adeguati di trattamento e di gestione allo scopo di ridurre al minimo la produzione di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti;

coscienti che la comunità internazionale è sempre più preoccupata dalla necessità di controllare severamente i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti e dalla necessità di ridurre, nella misura del possibile, tali movimenti al minimo;

preoccupate dal problema del traffico illecito oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti;

considerato che i Paesi in via di sviluppo dispongono di una capacità limitata di gestione dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti;

ribadito che è necessario promuovere il trasferimento, soprattutto verso i Paesi in via di sviluppo, di tecniche destinate ad assicurare una gestione razionale dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti prodotti localmente, nello spirito delle Linee direttive del Cairo e della decisione 14/16 del Consiglio d’amministrazione del PNUE sul promovimento del trasferimento delle tecniche di protezione dell’ambiente;

ribadito parimenti che i rifiuti pericolosi e altri rifiuti dovrebbero essere trasportati conformemente alle convenzioni e raccomandazioni internazionali in materia;

convinte che i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti dovrebbero essere autorizzati soltanto se il trasporto e l’eliminazione finale di tali rifiuti sono ecologicamente razionali;

decise a proteggere, mediante un controllo severo, la salute umana e l’ambiente contro gli effetti nocivi che possono essere causati dalla produzione e dalla gestione dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti,

convengono quanto segue:

Art. 1 Campo di applicazione della Convenzione
  1. Sono considerati «rifiuti pericolosi» ai sensi della presente Convenzione i seguenti rifiuti che sono oggetto di movimenti oltre frontiera:
    1. i rifiuti appartenenti a una delle categorie ché figurano nell’allegato I, tranne quelli che non hanno nessuna caratteristica fra quelle indicate nell’allegato III; e
    2. i rifiuti ai quali non si applicano le disposizioni del capoverso a), ma che sono definiti o considerati pericolosi dalla legislazione interna della Parte che è Stato d’esportazione, d’importazione o di transito.
  2. Sono considerati «altri rifiuti» ai sensi della presente Convenzione i rifiuti appartenenti a una delle categorie che figurano nell’allegato II e che sono oggetto di movimenti oltre frontiera.
  3. I rifiuti che in virtù della loro radioattività sottostanno ad altri sistemi di controllo internazionali, compresi gli accordi internazionali, che concernono specificatamente i materiali radioattivi, sono esclusi dal campo di applicazione della presente Convenzione.
  4. I rifiuti provenienti dall’esercizio normale di una nave dei quali un altro accordo internazionale disciplina l’eliminazione, sono esclusi dal campo di applicazione della presente Convenzione.
Art. 2 Definizioni

Ai sensi della presente Convenzione:

  1. per «rifiuti» si intendono le sostanze o gli oggetti che si eliminano, che si ha l’intenzione di eliminare o che si è tenuti a eliminare in virtù delle disposizioni del diritto nazionale;
  2. per «gestione» si intende la raccolta, il trasporto e l’eliminazione dei rifiuti pericolosi o di altri rifiuti, compresa la sorveglianza dei siti in cui avviene l’eliminazione;
  3. per «movimento oltre frontiera» si intende qualsiasi movimento di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti in provenienza da una zona sottoposta alla giurisdizione nazionale di uno Stato verso o attraverso una zona sottoposta alla giurisdizione nazionale di un altro Stato oppure verso o attraverso una zona non sottoposta alla giurisdizione nazionale di alcuno Stato, a condizione che almeno due Stati siano interessati dal movimento; :
  4. per «eliminazione» si intendono tutte le procedure che figurano nell’allegato IV della presente Convenzione;
  5. per «discarica o impianto autorizzato» si intende una discarica o un impianto nel quale l’eliminazione dei rifiuti pericolosi o di altri rifiuti avviene in base a un’autorizzazione o a un permesso di esercizio rilasciato da una autorità competente dello Stato nel quale si trova la discarica o l’impianto;
  6. per «autorità competente» si intende l’autorità governativa che una Parte ha designato per ricevere, in una zona geografica da lei determinata, le notifiche dei movimenti oltre frontiera dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti, comprese le relative informazioni, e per decidere in merito a dette notifiche conformemente a quanto previsto all’articolo 6;
  7. per «corrispondente» si intende l’organismo di una Parte menzionato nell’articolo 5 e incaricato di ricevere e di trasmettere le informazioni di cui agli articoli 13 e 16;
  8. per «gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti» si intendono tutti i provvedimenti di carattere pratico atti a garantire che i rifiuti pericolosi o altri rifiuti siano gestiti in modo da assicurare la protezione della salute umana e dell’ambiente dagli effetti nocivi che possono venire da tali rifiuti;
  9. per «zona sottoposta alla giurisdizione nazionale di uno Stato» si intende qualsiasi zona terrestre, marittima o aerea all’interno della quale uno Stato esercita, conformemente al diritto internazionale, competenze amministrative e normative in materia di protezione della salute umana o dell’ambiente;
  10. per «Stato di esportazione» si intende qualsiasi Parte dalla quale è previsto l’avvio o è avviato un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti;
  11. per «Stato di importazione» si intende qualsiasi Parte verso la quale è previsto o ha luogo un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti perché vi siano eliminati o perché vengano caricati prima dell’eliminazione a destinazione di una zona non sottoposta alla giurisdizione nazionale di alcuno Stato;
  12. per «Stato di transito» si intende qualsiasi Stato, diverso dallo Stato di esportazione o di importazione, attraverso il quale un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti è previsto o ha luogo;
  13. per «Stati interessati» si intendono le Parti che sono Stato di esportazione o di importazione e gli Stati di transito, che siano o no Parte;
  14. per «persona» si intende qualsiasi persona fisica o giuridica;
  15. per «esportatore» si intende qualsiasi persona che sottostà alla giurisdizione dello Stato di esportazione e che procede all’esportazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti;
  16. per «importatore» si intende qualsiasi persona che sottostà alla giurisdizione dello Stato di importazione e che procede all’importazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti;
  17. per «trasportatore» si intende qualsiasi persona che trasporta rifiuti pericolosi o altri rifiuti;
  18. per «produttore» si intende qualsiasi persona la cui attività produce rifiuti pericolosi o altri rifiuti oppure, se tale persona non è nota, la persona che è in possesso di tali rifiuti e/o che li controlla;
  19. per «eliminatore» si intende qualsiasi persona alla quale sono spediti rifiuti pericolosi o altri rifiuti e che procede all’eliminazione di tali rifiuti;
  20. per «organizzazione di integrazione politica o economica» si intende qualsiasi organizzazione costituita da Stati sovrani alla quale gli Stati membri hanno conferito la competenza nei campi retti dalla presente Convenzione e che è debitamente abilitata, secondo le procedure interne, a firmare, ratificare, accettare, approvare o confermare formalmente la Convenzione oppure ad aderirvi;
  21. per «traffico illecito» si intende qualsiasi movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti rispondente alle specificazioni di cui all’articolo 9.
Art. 3 Definizioni nazionali dei rifiuti pericolosi
  1. Ogni Parte informa la Segreteria della Convenzione, entro un termine di sei mesi dopo essere divenuta Parte alla Convenzione, sui rifiuti, diversi da quelli indicati negli allegati I e II, che sono considerati o definiti pericolosi nella sua legislazione nazionale nonché su qualsiasi altra disposizione concernente le procedure in materia di movimento oltre frontiera applicabili a tali rifiuti.
  2. In seguito ogni Parte informa la Segreteria su qualsiasi modificazione importante concernente le informazioni che essa ha comunicato in applicazione del paragrafo 1.
  3. La Segreteria trasmette immediatamente a tutte le Parti le informazioni che ha ricevuto in applicazione dei paragrafi 1 e 2.
  4. Le Parti sono tenute a mettere a disposizione dei loro esportatori le informazioni che vengono loro trasmesse dalla Segreteria in applicazione del paragrafo 3.
Art. 4 Obblighi generali
    1. Le Parti che esercitano il diritto di vietare l’importazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti destinati all’eliminazione ne informano le altre Parti conformemente alle disposizioni dell’articolo 13.
    2. Le Parti vietano o non permettono l’esportazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti nelle Parti che hanno vietato l’importazione di tali rifiuti, se questo divieto è stato notificato conformemente alle disposizioni del capoverso a) di cui sopra.
    3. Le Parti vietano o non permettono l’esportazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti, se lo Stato di importazione non dà per scritto il suo consenso esplicito all’importazione di tali rifiuti, nel caso in cui detto Stato di importazione non abbia vietato l’importazione di tali rifiuti.
  1. Ogni Parte prende i provvedimenti atti a:
    1. vegliare affinché la produzione di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti all’interno del Paese sia ridotta al minimo, conto tenuto delle considerazioni sociali, tecniche ed economiche;
    2. assicurare la messa in opera di impianti idonei all’eliminazione, che dovranno, nella misura del possibile, essere situati all’interno del Paese, in vista di una gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti qualunque sia il luogo della loro eliminazione;
    3. vegliare affinché le persone che si occupano della gestione dei rifiuti pericolosi o di altri rifiuti all’interno del Paese prendano le misure necessarie per prevenire l’inquinamento derivante da tale gestione e, se tale inquinamento si produce, per ridurre al minimo le conseguenze sulla salute umana e sull’ambiente;
    4. vegliare affinché i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti siano ridotti al minimo compatibile con una gestione efficace ed ecologicamente razionale di tali rifiuti e che vengano effettuati in modo da proteggere la salute umana e l’ambiente dagli effetti nocivi che potrebbero risultarne;
    5. vietare le esportazioni di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti verso gli Stati o i gruppi di Stati appartenenti ad organizzazioni di integrazione politica o economica che sono Parti, in particolare i Paesi in via di sviluppo, che hanno vietato, nella loro legislazione, ogni importazione di tali rifiuti, oppure se ha motivo di credere che i rifiuti in questione non vi saranno gestiti secondo metodi ecologicamente razionali come quelli stabiliti dai criteri che le Parti definiranno in occasione della loro prima riunione;
    6. esigere che le informazioni sui previsti movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti siano comunicate agli Stati interessati, conformemente all’allegato V-A, affinché essi possano valutare le conseguenze per la salute umana e per l’ambiente dei suddetti movimenti;
    7. impedire le importazioni di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti, se ha motivo di credere che i rifiuti in questione non saranno gestiti secondo metodi ecologicamente razionali;
    8. cooperare con le altre Parti e le altre organizzazioni interessate, direttamente o per il tramite della Segreteria, ad attività relative in particolare alla diffusione di informazioni sui movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti allo scopo di migliorare la gestione ecologicamente razionale di tali rifiuti e di impedire il traffico illecito.
  2. Le Parti considerano che il traffico illecito di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti costituisce un’infrazione penale.
  3. Ogni Parte prende i provvedimenti giuridici, amministrativi e altri, necessari ad attuare e a far rispettare le disposizioni della presente Convenzione, compresi i provvedimenti intesi a prevenire e reprimere ogni comportamento che contravvenga alla Convenzione.
  4. Le Parti non autorizzano né le esportazioni di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti verso uno Stato non Parte, né l’importazione di tali rifiuti provenienti da uno Stato non Parte.
  5. Le Parti convengono di vietare l’esportazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti in vista della loro eliminazione nella zona situata a sud del sessantesimo parallelo dell’emisfero sud, indipendentemente dal fatto che tali rifiuti siano o no oggetto di un movimento oltre frontiera.
  6. Inoltre ogni Parte:
    1. vieta a qualsiasi persona sottoposta alla sua giurisdizione nazionale di trasportare o di eliminare rifiuti pericolosi o altri rifiuti, a meno che tale persona non sia autorizzata o abilitata a procedere a questo tipo di operazione;
    2. esige che i rifiuti pericolosi e gli altri rifiuti che devono essere oggetto di un movimento oltre frontiera siano imballati, etichettati e trasportati conformemente alle regole e norme internazionali generalmente accettate e riconosciute in materia di imballaggio, etichettatura e trasporto e che si tenga debitamente conto delle pratiche internazionalmente ammesse in proposito;
    3. esige che i rifiuti pericolosi e altri rifiuti siano accompagnati da un documento di movimento dal luogo d’origine del movimento fino al luogo d’eliminazione.
  7. Ogni Parte esige che i rifiuti pericolosi o gli altri rifiuti di cui è prevista l’esportazione siano gestiti secondo metodi ecologicamente razionali nello Stato di importazione o altrove. In occasione della loro prima riunione, le Parti decideranno direttive tecniche per la gestione ecologicamente razionale dei rifiuti che sottostanno alla presente Convenzione.
  8. Le Parti prendono i provvedimenti necessari affinché i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti vengano autorizzati soltanto:
    1. se lo Stato di esportazione non dispone dei mezzi tecnici e degli impianti necessari o dei siti di eliminazione richiesti per eliminare i rifiuti in questione secondo metodi ecologicamente razionali ed efficaci, oppure
    2. se i rifiuti in questione sono necessari come materia prima per l’industria del riciclaggio o del recupero dello Stato di importazione, oppure
    3. se il movimento oltre frontiera in questione è conforme ad altri criteri che saranno stabiliti dalle Parti purché detti criteri non siano in contraddizione con gli obiettivi della presente Convenzione.
  9. L’obbligo, sancito dalla presente Convenzione, che gli Stati produttori di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti hanno di esigere che i rifiuti siano trattati secondo metodi ecologicamente razionali non può in alcun caso essere trasferito allo Stato di importazione o di transito.
  10. La presente Convenzione non impedisce a una Parte di imporre condizioni supplementari per meglio proteggere la salute umana e l’ambiente, se tali condizioni sono compatibili con le disposizioni della presente Convenzione e sono conformi alle regole del diritto internazionale.
  11. Nessuna disposizione della presente Convenzione deve compromettere in alcun modo né la sovranità degli Stati sulle loro acque territoriali stabilita conformemente al diritto internazionale, né i diritti sovrani e la giurisdizione che gli Stati esercitano sulla loro zona economica esclusiva e sulla loro piattaforma continentale conformemente al diritto internazionale, né l’esercizio da parte dei natanti e degli aeromobili di tutti gli Stati dei diritti e della libertà di navigazione che sono retti dal diritto internazionale e che risultano dagli strumenti internazionali relativi.
  12. Le Parti si impegnano ad esaminare periodicamente le possibilità di ridurre il volume e/o il potenziale di inquinamento dei rifiuti pericolosi e degli altri rifiuti che sono esportati verso altri Stati, in particolare verso i Paesi in via di sviluppo.
Art. 4a Obblighi generali
  1. Ogni Parte elencata nell’allegato VII vieta tutti i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi destinati a operazioni di cui all’allegato IV A verso Stati non compresi nell’elenco dell’allegato VII.
  2. Ogni Parte elencata nell’allegato VII sopprime progressivamente entro il 31 dicembre 1997 e vieta a partire da tale data tutti i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi di cui all’articolo 1 paragrafo 1 lettera a, destinati ad operazioni di cui all’allegato IV B verso Stati non compresi nell’elenco dell’allegato VII. Tali movimenti oltre frontiera non sono vietati a meno che i rifiuti in questione siano caratterizzati come rifiuti pericolosi ai sensi della Convenzione.
Art. 5 Designazione delle autorità competenti e del corrispondente

Per facilitare l’applicazione della presente Convenzione, le Parti:

  1. Designano o istituiscono una o più autorità competenti e un corrispondente. Un’autorità competente a ricevere le notifiche è designata nel caso di uno Stato di transito.
  2. Informano la Segreteria, entro un termine di tre mesi dall’entrata in vigore della Convenzione nei loro riguardi, sugli organi che hanno designato come corrispondente e come autorità competenti.
  3. Informano la Segreteria su qualsiasi cambiamento apportato alle designazioni che hanno fatto in applicazione del paragrafo 2 di cui sopra, entro il termine di un mese dalla data in cui il cambiamento è stato deciso.
Art. 6 Movimenti oltre frontiera fra le Parti
  1. Lo Stato di esportazione notifica per scritto, per il tramite dell’autorità competente dello Stato di esportazione, all’autorità competente degli Stati interessati ogni previsto movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti, oppure esige che il produttore o l’esportatore lo faccia. Dette notifiche devono contenere le dichiarazioni e le informazioni specificate nell’allegato V-A, redatte in una lingua che possa essere accettata dallo Stato di importazione. A ciascuno degli Stati interessati sarà inviata una sola notifica.
  2. Lo Stato di importazione conferma per scritto a chi ha inviato la notifica di averla ricevuta, e nel contempo consente al movimento con o senza riserva, oppure nega l’autorizzazione a procedere al movimento, oppure chiede un complemento d’informazione. Una copia della risposta definitiva dello Stato di importazione è inviata alle autorità competenti degli Stati interessati che sono Parte.
  3. Lo Stato di esportazione autorizza il produttore o l’esportatore ad iniziare il movimento oltre frontiera soltanto dopo aver ricevuto la conferma scritta che:
    1. l’autore della notifica ha ricevuto il consenso scritto dello Stato di importazione, e che
    2. l’autore della notifica ha ricevuto dallo Stato di importazione la conferma dell’esistenza di un contratto, stipulato fra l’esportatore e l’eliminatore, sulla gestione ecologicamente razionale dei rifiuti in questione.
  4. Ciascuno Stato di transito che è Parte conferma immediatamente a chi ha inviato la notifica di averla ricevuta. In seguito, entro un termine di 60 giorni, può comunicare, mediante una risposta scritta indirizzata a chi ha inviato la notifica, se consente al movimento con o senza riserva, oppure se nega l’autorizzazione a procedere al movimento, oppure se chiede un complemento d’informazione. Lo Stato di esportazione autorizza l’inizio del movimento oltre frontiera soltanto dopo aver ricevuto la conferma scritta dello Stato di transito. Tuttavia, se in qualsiasi momento una Parte decide di non chiedere un consenso preventivo scritto, sia in generale sia in condizioni particolari, per quanto concerne i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti, oppure se modifica le sue prescrizioni in merito, essa informa immediatamente le altre Parti della sua decisione conformemente alle disposizioni dell’articolo 13. In quest’ultimo caso, se lo Stato d’esportazione non riceve alcuna risposta entro il termine di 60 giorni a contare dalla ricezione della notifica fatta dallo Stato di transito, può permettere che l’esportazione in questione avvenga attraverso lo Stato di transito.
  5. Quando, in un movimento oltre frontiera di rifiuti, tali rifiuti sono giuridicamente definiti o considerati pericolosi soltanto:
    1. dallo Stato di esportazione, le disposizioni del paragrafo 9 del presente articolo che si applicano all’importatore o all’eliminatore e allo Stato di importazione si applicherannomutatis mutandis all’esportatore e allo Stato di esportazione, rispettivamente
    2. dallo Stato di importazione o dagli Stati di importazione e di transito, le disposizioni dei paragrafi 1, 3, 4 e 6 del presente articolo che si applicano all’esportatore e allo Stato di esportazione si applicheranno mutatis mutandis all’importatore o all’eliminatore e allo Stato di importazione, rispettivamente
    3. da uno Stato di transito che sia Parte, le disposizioni del paragrafo 4 si applicheranno a detto Stato.
  6. Lo Stato di esportazione può, previo consenso scritto degli Stati interessati, autorizzare il produttore o l’esportatore a utilizzare una procedura di notifica generale qualora rifiuti pericolosi o altri rifiuti che hanno le stesse caratteristiche fisiche e chimiche vengono spediti sempre allo stesso eliminatore attraverso lo stesso ufficio doganale in uscita dallo Stato di esportazione, lo stesso ufficio doganale in entrata nel Paese di importazione e, in caso di transito, attraverso gli stessi uffici doganali in entrata e in uscita del o degli Stati di transito.
  7. Gli Stati interessati possono subordinare il loro consenso scritto a impiegare la procedura di notifica generale ai sensi del paragrafo 6 alla comunicazione di determinate informazioni, come la quantità esatta dei rifiuti pericolosi o di altri rifiuti oppure elenchi periodici di tali rifiuti.
  8. La notifica generale e il consenso scritto di cui ai paragrafi 6 e 7 possono concernere più spedizioni di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti durante un periodo massimo di 12 mesi.
  9. Le Parti esigono che chiunque si incarica di un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti firmi il documento di trasporto al momento della fornitura o della presa in consegna dei rifiuti. Esigono pure che l’eliminatore informi l’esportatore e l’autorità competente dello Stato di esportazione della ricezione dei rifiuti e, il momento venuto, del compimento delle operazioni di eliminazione secondo le modalità indicate nella notifica. Se una tale informazione non perviene allo Stato di esportazione, l’autorità competente di detto Stato o l’esportatore comunica il fatto allo Stato di importazione.
  10. La notifica e la risposta richieste ai termini del presente articolo devono essere comunicate all’autorità competente delle Parti interessate o all’organo statale competente se si tratta di uno Stato non Parte.
  11. Gli Stati di importazione o di transito che sono Parte possono esigere come condizione per l’entrata, che ogni movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti sia coperto da un’assicurazione, una fideiussione o da altre forme di garanzia.
Art. 7 Movimenti oltre frontiera attraverso il territorio di Stati che non sono Parte

Le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 6 della presente Convenzione si applicanomutatis mutandis ai movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti provenienti da una Parte attraverso uno o più Stati che non sono Parte.

Art. 8 Obbligo di reimportare

Se un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi 0 di altri rifiuti per il quale gli Stati interessati abbiano dato il consenso con riserva delle disposizioni della presente Convenzione non può essere portato a termine conformemente alle clausole del contratto, lo Stato di esportazione provvede affinché l’esportatore riporti tali rifiuti nello Stato di esportazione, a meno che non sia possibile prendere altri provvedimenti per eliminare i rifiuti secondo metodi ecologicamente razionali entro un termine di 90 giorni dal momento in cui lo Stato interessato ha informato lo Stato di esportazione e la Segreteria oppure entro un altro termine convenuto fra gli Stati interessati. A tale scopo, la reimportazione di tali rifiuti nello Stato di esportazione non sarà né negata, né ritardata, né impedita dallo Stato di esportazione e da ogni Parte di transito.

Art. 9 Traffico illecito
  1. Ai sensi della presente Convenzione è considerato traffico illecito qualsiasi movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti:
    1. effettuato senza che ne sia stata data notifica a tutti gli Stati interessati conformemente alle disposizioni della presente Convenzione; o
    2. effettuato senza il consenso che deve dare lo Stato interessato conformemente alle disposizioni della presente Convenzione; o
    3. effettuato con il consenso degli Stati interessati, ma ottenuto mediante falsificazione, falsa dichiarazione o frode; o
    4. che non è materialmente conforme ai documenti; o
    5. che comporta una eliminazione deliberata (p. es. deversamento) di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti, in violazione delle disposizioni della presente Convenzione e dei principi generali del diritto internazionale.
  2. Nel caso in cui un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti è considerato come traffico illecito a causa del comportamento dell’esportatore o del produttore, lo Stato di esportazione provvede affinché i rifiuti in questione siano:
    1. riportati dall’esportatore o dal produttore o, se del caso, da lui stesso nello Stato di esportazione oppure, se ciò non è di fatto possibile,
    2. eliminati in un altro modo conformemente alle disposizioni della presente Convenzione, entro un termine di 30 giorni dal momento in cui lo Stato di esportazione è stato informato del traffico illecito oppure entro un altro termine convenuto fra gli Stati interessati. A tale scopo, le Parti interessate non si oppongono al ritorno di tali rifiuti nello Stato di esportazione né lo ritardano, o lo impediscono.
  3. Nel caso in cui un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti è considerato traffico illecito a causa del comportamento dell’importatore o dell’eliminatore, lo Stato di importazione provvede affinché i rifiuti in questione vengano eliminati in modo ecologicamente razionale dall’importatore o dall’eliminatore o, se del caso, da lui stesso, entro un termine di 30 giorni dal momento in cui lo Stato di importazione ha avuto conoscenza del traffico illecito oppure entro un altro termine convenuto fra gli Stati interessati. A tale scopo le Parti interessate cooperano, secondo le necessità, per eliminare i rifiuti secondo metodi ecologicamente razionali.
  4. Quando la responsabilità del traffico illecito non può essere addossata né all’esportatore o al produttore, né all’importatore o all’eliminatore, le Parti interessate o, se del caso, altre Parti cooperano per assicurare che i rifiuti pericolosi in questione siano eliminati il più presto possibile mediante metodi ecologicamente razionali nello Stato di esportazione, nello Stato di importazione o, se opportuno, altrove.
  5. Ogni Parte adotta norme interne atte a prevenire e a perseguire severamente il traffico illecito. Le Parti cooperano per realizzare gli obiettivi enunciati nel presente articolo.
Art. 10 Cooperazione internazionale
  1. Le Parti cooperano fra di loro per migliorare e per garantire la gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti.
  2. Allo scopo le Parti:
    1. comunicano, su richiesta, informazioni nell’ambito bilaterale o multilaterale intese ad incoraggiare la gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti, compresa l’armonizzazione delle norme e pratiche tecniche per una buona gestione di tali rifiuti;
    2. collaborano nell’ambito della sorveglianza degli effetti della gestione dei rifiuti pericolosi sulla salute umana e sull’ambiente;
    3. collaborano, fatte salve le loro leggi, i loro regolamenti e le loro politiche nazionali, allo sviluppo e all’applicazione di nuove tecnologie ecologicamente razionali, che producano pochi rifiuti, e al miglioramento delle tecnologie esistenti per eliminare, nella misura del possibile, la produzione di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti e all’elaborazione di metodi più efficaci per garantirne la gestione ecologicamente razionale, in particolare studiando le ripercussioni economiche, sociali e ambientali dell’adozione di tali innovazioni o perfezionamenti tecnici;
    4. collaborano attivamente, fatte salve le loro leggi, i loro regolamenti e le loro politiche nazionali, al trasferimento delle tecniche relative alla gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi e degli altri rifiuti e dei sistemi di organizzazione di tale gestione. Esse collaborano anche per promuovere lo sviluppo dei mezzi tecnici delle Parti, in particolare nei confronti di quelle Parti che avessero bisogno di un tale aiuto tecnico o che lo chiedessero;
    5. collaborano all’elaborazione di direttive tecniche e/o di codici di buone pratiche appropriati.
  3. Le Parti ricorreranno ai mezzi appropriati per cooperare nell’intento di aiutare i Paesi in via di sviluppo ad applicare le disposizioni contenute nei capoversi a), b), c) e d) del paragrafo 2 dell’articolo 4.
  4. Conto tenuto delle necessità dei Paesi in via di sviluppo, si incoraggia la cooperazione fra le Parti e le competenti organizzazioni internazionali in vista di promuovere, fra l’altro, la sensibilizzazione del pubblico, lo sviluppo di una gestione razionale dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti e il ricorso a nuove tecnologie poco inquinanti.
Art. 11 Accordi bilaterali, multilaterali e regionali
  1. Nonostante le disposizioni dell’articolo 4 paragrafo 5, le Parti possono concludere accordi o altre convenzioni bilaterali, multilaterali e regionali concernenti i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti con Parti o non Parti a condizione che tali accordi o convenzioni non compromettano la gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi e degli altri rifiuti prescritta dalla presente Convenzione. Tali accordi o convenzioni devono enunciare disposizioni che non siano meno razionali, sotto il profilo ecologico, di quelle previste dalla presente Convenzione, pur tenendo conto degli interessi dei Paesi in via di sviluppo.
  2. Le Parti notificano alla Segreteria ogni accordo o convenzione bilaterale, multilaterale o regionale ai sensi del paragrafo 1, nonché quelli che hanno concluso prima dell’entrata in vigore, per quanto le concerne, della presente Convenzione, al fine di controllare i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti che si svolgono interamente fra le Parti a detti accordi. Le disposizioni della presente Convenzione sono senza effetto sui movimenti oltre frontiera conformi a tali accordi, a condizione che tali accordi siano compatibili con la gestione ecologicamente razionale dei rifiuti pericolosi e degli altri rifiuti prescritta dalla presente Convenzione.
Art. 12 Consultazioni sulle questioni di responsabilità

Le Parti cooperano all’adozione, il più presto possibile, di un protocollo che definisca le procedure appropriate in materia di responsabilità e di indennizzo in caso di danni derivanti da un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti.

Art. 13 Comunicazione delle informazioni
  1. Le Parti provvedono affinché, ogni volta che vengono a conoscenza di un incidente, capitato nel corso di un movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti o della loro eliminazione, suscettibile di presentare rischi per la salute umana e l’ambiente di altri Stati, questi ne vengano immediatamente informati.
  2. Le Parti si informano reciprocamente, per il tramite della Segreteria:
    1. dei cambiamenti concernenti la designazione delle autorità competenti e/b del corrispondente, conformemente all’articolo 5;
    2. dei cambiamenti concernenti la definizione nazionale dei rifiuti pericolosi, conformemente all’articolo 3;
    e, appena possibile, c) delle loro decisioni di non autorizzare, completamente o in parte, l’importazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti affinché siano eliminati in una zona sottoposta alla loro giurisdizione nazionale; d) delle loro decisioni di limitare o vietare le esportazioni di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti; e) di qualsiasi altra informazione chiesta in conformità del paragrafo 4 del presente articolo.
  3. Conformemente alla leggi e ai regolamenti nazionali, le Parti trasmettono alla Conferenza delle Parti istituita in applicazione dell’articolo 15, per il tramite della Segreteria e prima della fine di ogni anno civile, un rapporto sull’anno civile precedente nel quale figurano le informazioni seguenti:
    1. le autorità competenti e i corrispondenti che hanno designato, conformemente all’articolo 5;
    2. i movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti ai quali hanno partecipato, in particolare:
    3. la quantità di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti esportata, la categoria alla quale appartengono i rifiuti, le loro caratteristiche, la loro destinazione, il Paese di transito e il metodo di eliminazione impiegato secondo quanto specificato nella loro presa di posizione;
    ii) la quantità di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti importata, la categoria alla quale appartengono i rifiuti, le loro caratteristiche, la loro origine e il metodo di eliminazione impiegato; iii) le eliminazioni alle quali hanno proceduto in modo diverso da quanto previsto; iv) gli sforzi intesi a ridurre il volume dei rifiuti pericolosi o di altri rifiuti oggetto di movimenti oltre frontiera. c) i provvedimenti adottati per applicare la presente Convenzione; d) i dati statistici relativi agli effetti della produzione, del trasporto e dell’eliminazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti sulla salute umana e sull’ambiente; e) gli accordi e le convenzioni bilaterali, multilaterali e regionali conclusi in applicazione dell’articolo 11 della presente Convenzione; f) gli incidenti capitati durante un movimento oltre frontiera o l’eliminazione di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti e le misure prese; g) i diversi metodi di eliminazione impiegati nella zona sottoposta alla loro giurisdizione nazionale; h) i provvedimenti presi per sviluppare tecnologie atte a ridurre e/o a eliminare la produzione di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti; i) qualsiasi altra informazione su questioni che la Conferenza delle Parti possa giudicare utili.
  4. Conformemente alle leggi ed ai regolamenti nazionali, le Parti provvedono a che una copia di ciascuna notifica concernente un determinato movimento oltre frontiera di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti e di ciascuna decisione ivi relativa sia inviata alla Segreteria, quando una Parte il cui ambiente rischia di subire conseguenze da detto movimento l’ha richiesto.
Art. 14 Questioni finanziarie
  1. Le Parti convengono di istituire, in funzione delle esigenze particolari delle differenti regioni e sottoregioni, centri regionali o sottoregionali di formazione e di trasferimento di tecnologie per la gestione dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti e per la riduzione della loro produzione. Le Parti decideranno i meccanismi appropriati per il finanziamento volontario.
  2. Le Parti considereranno l’istituzione di un fondo rinnovabile per prestare aiuto, a titolo provvisorio, in casi di emergenza al fine di limitare al minimo i danni derivanti da incidenti capitati durante un movimento oltre frontiera o durante l’eliminazione di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti.
Art. 15 Conferenza delle Parti
  1. È istituita una Conferenza delle Parti. La prima riunione della Conferenza delle Parti sarà convocata dal Direttore esecutivo del PNUE al più tardi un anno dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione. In seguito, le riunioni ordinarie della Conferenza delle Parti si terranno ad intervalli regolari stabiliti dalla Conferenza nella sua prima riunione.
  2. Le riunioni straordinarie della Conferenza delle Parti possono aver luogo in qualsiasi momento reputato necessario dalla Conferenza oppure su domanda scritta di una Parte, a condizione che tale domanda venga appoggiata da almeno un terzo delle Parti entro sei mesi dalla comunicazione della Segreteria.
  3. La Conferenza delle Parti deciderà e adotterà mediante consenso il suo ordinamento interno e quello di ogni organo sussidiario che vorrà istituire, nonché l’ordinamento finanziario che definirà in particolare la partecipazione finanziaria delle Parti alla presente Convenzione.
  4. Nella prima riunione, le Parti esamineranno tutte le misure supplementari necessarie ad aiutarle ad adempire le loro responsabilità in materia di protezione e salvaguardia dell’ambiente marino, nell’ambito della presente Convenzione.
  5. La Conferenza delle Parti esamina e valuta in permanenza l’applicazione della presente Convenzione; inoltre:
    1. promuove l’armonizzazione delle politiche, delle strategie e delle misure necessarie per ridurre al minimo i danni causati alla salute umana e all’ambiente dai rifiuti pericolosi e dagli altri rifiuti;
    2. esamina e adotta, se del caso, gli emendamenti alla presente Convenzione e ai suoi allegati, tenendo conto, fra l’altro, delle informazioni scientifiche, tecniche, economiche ed ecologiche disponibili;
    3. esamina e prende tutte le altre misure necessarie a conseguire gli obiettivi della presente Convenzione in funzione delle esperienze scaturite dalla sua applicazione e dall’applicazione degli accordi e delle convenzioni di cui all’articolo 11;
    4. esamina e adotta i protocolli, a seconda del bisogno;
    5. istituisce gli organi sussidiari ritenuti necessari all’applicazione della presente Convenzione.
  6. L’Organizzazione delle Nazioni Unite e i suoi organismi specializzati, così come ogni Stato non Parte alla presente Convenzione, possono farsi rappresentare in qualità di osservatore alle riunioni della Conferenza delle Parti. Qualsiasi altro organo o organismo nazionale o internazionale, statale o non statale, qualificato in materia di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti, che abbia informato la Segreteria del suo desiderio di farsi rappresentare in qualità di osservatore a una riunione della Conferenza delle Parti, può essere ammesso a parteciparvi, purché almeno un terzo delle Parti non sollevi obiezioni. L’ammissione e la partecipazione degli osservatori sono subordinate al rispetto dell’ordinamento interno adottato dalla Conferenza delle Parti.
  7. Tre anni dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione e, in seguito, almeno ogni sei anni, la Conferenza delle Parti procede alla valutazione della sua efficacia e, se lo ritiene necessario, prende in considerazione l’adozione di un divieto totale o parziale dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti alla luce delle più recenti informazioni scientifiche, tecniche, economiche ed ecologiche.
Art. 16 Segreteria
  1. La Segreteria svolge le seguenti mansioni:
    1. organizzare le riunioni previste agli articoli 15 e 17 e assicurarne i relativi servizi;
    2. redigere e trasmettere rapporti sulla base delle informazioni ricevute secondo gli articoli 3, 4, 5, 6, 11 e 13, nonché sulla base delle informazioni ottenute in occasione delle riunioni degli organi sussidiari istituiti in virtù dell’articolo 15 e, se del caso, sulla base delle informazioni fornite dai competenti organismi interstatali o non statali;
    3. allestire rapporti sulle attività svolte nell’esercizio delle mansioni che le sono state assegnate in virtù della presente Convenzione e presentarli alla Conferenza delle Parti;
    4. assicurare il necessario coordinamento con i competenti organismi internazionali e conchiudere, in particolare, le convenzioni di carattere amministrativo e contrattuale necessarie allo svolgimento efficace delle sue mansioni;
    5. comunicare con i corrispondenti e con le autorità competenti designati dalle Parti conformemente all’articolo 5 della presente Convenzione;
    6. raccogliere informazioni sulle discariche e sugli impianti autorizzati delle Parti, disponibili per l’eliminazione di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti, e diffondere tali informazioni alle Parti;
    7. ricevere le informazioni provenienti dalla Parti e comunicare a queste ultime informazioni su:
    – le fonti di assistenza e formazione tecnica; – le competenze tecniche e scientifiche disponibili; – le fonti di consulenza e di servizi di esperti; e – le risorse disponibili per un aiuto, su domanda, in settori quali: – l’amministrazione del sistema di notifica secondo la presente Convenzione; – la gestione dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti; – le tecnologie ecologicamente razionali relative ai rifiuti pericolosi e a altri rifiuti, quali le tecnologie poco inquinanti o senza rifiuti; – la valutazione delle discariche e degli impianti di eliminazione; – la sorveglianza sui rifiuti pericolosi e altri rifiuti; e – gli interventi in casi urgenti; h) comunicare alle Parti, su richiesta, informazioni su consulenti o uffici di consulenza in possesso delle necessarie competenze tecniche, che possano aiutarle ad esaminare la notifica di un movimento oltre frontiera, a controllare che un invio di rifiuti pericolosi o di altri rifiuti sia conforme alla relativa notifica e/o che gli impianti proposti per l’eliminazione dei rifiuti pericolosi o di altri rifiuti siano ecologicamente razionali, quando esse hanno motivo di credere che i rifiuti in questione non saranno oggetto di una gestione ecologicamente razionale. Esami di tal genere non possono tuttavia essere a carico della Segreteria; i) aiutare le Parti, su richiesta, a scoprire i casi di traffico illecito e comunicare immediatamente alle Parti interessate tutte le informazioni che ha ricevuto su eventuali traffici illeciti; j) cooperare con le Parti e con le organizzazioni e gli organismi internazionali interessati e competenti per fornire gli esperti e il materiale necessario a un aiuto rapido agli Stati in casi urgenti; k) svolgere altre mansioni nell’ambito della presente Convenzione, che la Conferenza delle Parti può decidere di assegnarle.
  2. Fino alla fine della prima riunione della Conferenza delle Parti, che si terrà conformemente all’articolo 15, le mansioni di Segreteria saranno svolte, a titolo provvisorio, dal PNUE.
  3. Nel corso della prima riunione, la Conferenza delle Parti designerà la Segreteria fra le competenti organizzazioni internazionali che si sono proposte per assumere le mansioni di segreteria previste dalla presente Convenzione. Durante tale riunione, la Conferenza delle Parti valuterà anche il modo in cui l’attuale segreteria provvisoria ha svolto le mansioni che le erano state affidate, in particolare per quanto concerne il paragrafo l che precede, e deciderà delle strutture che meglio si confanno all’esercizio di dette mansioni.
Art. 17 Emendamenti alla Convenzione
  1. Ogni Parte pub proporre emendamenti alla presente Convenzione e ogni Parte a un protocollo può proporre emendamenti a tale protocollo. Gli emendamenti tengono debito conto, fra l’altro, delle pertinenti considerazioni scientifiche e tecniche.
  2. Gli emendamenti alla presente Convenzione sono adottati nel corso delle riunioni della Conferenza delle Parti. Gli emendamenti ad un protocollo sono adottati nel corso delle riunioni delle Parti al protocollo in questione. Il testo di ogni emendamento proposto alla presente Convenzione o ai Protocolli, salvo disposizione contraria nel protocollo in questione, è comunicato dalla Segreteria almeno sei mesi prima della riunione nella quale è proposto per l’adozione. A titolo informativo, la Segreteria comunica gli emendamenti proposti anche ai firmatari della presente Convenzione.
  3. Le Parti non risparmiano alcuno sforzo per pervenire, in merito ad ogni emendamento proposto alla presente Convenzione, a un accordo per consenso. Una volta esaurite tutte le possibilità di addivenire a un consenso e se un accordo non è stato trovato, come ultima risorsa l’emendamento viene adottato se approvato in votazione con la maggioranza dei tre quarti delle Parti presenti alla riunione e aventi espresso il voto, e sottoposto dal Depositario a tutte le Parti per ratifica, approvazione, conferma formale o accettazione.
  4. La procedura descritta nel precedente paragrafo 3 si applica all’adozione degli emendamenti dei protocolli, con l’unica differenza che la maggioranza dei due terzi delle Parti ai protocolli, considerate presenti alla riunione e aventi espresso il voto, è sufficiente.
  5. Gli strumenti di ratifica, di approvazione, di conferma formale o di accettazione degli emendamenti sono depositati presso il Depositario. Gli emendamenti adottati conformemente ai precedenti paragrafi 3 o 4 entrano in vigore fra le Parti che li hanno accettati il novantesimo giorno dopo che il Depositario ha ricevuto il loro strumento di ratifica, di approvazione, di conferma formale o di accettazione da almeno i tre quarti delle Parti che li hanno accettati o da almeno i due terzi delle Parti al protocollo in questione, che li ha accettati, salvo disposizione contraria nel protocollo in questione. Per ogni altra Parte, gli emendamenti entrano in vigore il novantesimo giorno dopo il deposito, ad opera della Parte in questione, del suo strumento di ratifica, di approvazione, di conferma formale o di accettazione degli emendamenti.
  6. Ai sensi del presente articolo, con l’espressione «Parti presenti e aventi espresso il voto» si intendono le Parti presenti che hanno espresso un voto affermativo o negativo.
Art. 18 Adozione e emendamento degli allegati
  1. Gli allegati alla presente Convenzione o a qualsiasi protocollo ad essa relativo sono parte integrante della Convenzione o del protocollo considerato e, salvo esplicita disposizione contraria, ogni riferimento alla presente Convenzione o ai suoi protocolli è anche un riferimento agli allegati. Detti allegati si limitano alle questioni scientifiche, tecniche e amministrative.
  2. Salvo disposizione contraria di un protocollo per quanto concerne i suoi allegati, la proposta, l’adozione e l’entrata in vigore di allegati supplementari alla presente Convenzione o a qualsiasi protocollo ad essa relativo sono rette dalla seguente procedura:
    1. gli allegati alla presente Convenzione e ai suoi protocolli sono proposti e adottati secondo la procedura descritta ai paragrafi 2, 3 e 4 dell’articolo 17;
    2. una Parte che non può accettare un allegato supplementare alla presente Convenzione o a uno dei protocolli di cui è Parte, ne dà notifica scritta al Depositario, entro sei mesi dalla data di comunicazione dell’adozione fatta dal Depositario. Quest’ultimo informa immediatamente tutte le Parti sulle notifiche che ha ricevuto. Una Parte può accettare in qualsiasi momento un allegato anche se, precedentemente aveva dichiarato di non poterlo fare: detto allegato entra allora in vigore anche per la Parte in questione;
    3. trascorso il termine di sei mesi dalla data di invio della comunicazione del Depositario, l’allegato diventa valido a tutti gli effetti per tutte le Parti alla presente Convenzione e ad ogni protocollo considerato, che non abbiano presentato una notifica ai sensi del capoverso b) precedente.
  3. La proposta, l’adozione e l’entrata in vigore degli emendamenti agli allegati alla presente Convenzione o a qualsiasi protocollo ad essa relativo sono rette dalla stessa procedura che la proposta, l’adozione e l’entrata in vigore degli allegati alla Convenzione o a qualsiasi protocollo ad essa relativo. Gli allegati e gli emendamenti relativi tengono debito conto, fra l’altro, delle pertinenti considerazioni scientifiche e tecniche.
  4. Se un allegato supplementare o un emendamento a un allegato rende necessario un emendamento alla Convenzione o ad uno dei suoi protocolli, l’allegato supplementare o l’allegato modificato potrà entrare in vigore soltanto quando l’emendamento alla Convenzione o ad uno dei suoi protocolli sarà lui stesso entrato in vigore.
Art. 19 Verifica

Ogni Parte che abbia ragione di credere che un’altra Parte agisca o abbia agito in violazione degli obblighi derivanti dalle disposizioni della presente Convenzione può informarne la Segreteria; nel qual caso essa informa immediatamente e contemporaneamente, direttamente o per il tramite della Segreteria, la Parte oggetto delle sue allegazioni. Tutte le informazioni pertinenti dovranno essere trasmesse alle Parti dalla Segreteria.

Art. 20 Regolamento delle controversie
  1. Qualora, fra Parti, non ci si potesse intendere sull’interpretazione, sull’applicazione o sull’osservanza della presente Convenzione o di uno dei suoi protocolli, le Parti in causa si sforzeranno di dirimere la controversia mediante trattative o qualsiasi altra via pacifica di loro scelta.
  2. Se le Parti in causa non riescono a risolvere la loro controversia con i mezzi indicati nel paragrafo precedente, il caso, se le Parti ne convengono, è sottoposto alla Corte Internazionale di Giustizia o a una procedura arbitrale nelle condizioni definite nell’allegato VI relativo all’arbitrato. Tuttavia, se le Parti non pervengono ad un accordo per sottoporre il caso alla Corte Internazionale di Giustizia o a una procedura arbitrale, ciò non le esime dalla responsabilità di continuare a tentare di risolvere la controversia con i mezzi indicati nel paragrafo 1.
  3. Al momento della ratifica, dell’accettazione, dell’approvazione o della conferma formale della presente Convenzione, al momento in cui vi aderisce, oppure, in seguito, in qualsiasi momento, ogni Stato o ogni organizzazione d’integrazione politica o economica può dichiarare di riconoscere come obbligatoriaipso facto e senza accordo speciale, nei confronti di qualsiasi altra Parte che accetti lo stesso obbligo, la presentazione delle controversie:
    1. davanti alla Corte internazionale di Giustizia; e/o
    2. all’arbitrato conformemente alla procedura descritta nell’allegato VI.

Detta dichiarazione è notificata per scritto alla Segreteria che la comunica alle Parti.

Art. 21 Firma

La presente Convenzione è aperta alla firma degli Stati, della Namibia, rappresentata dal Consiglio delle Nazioni Unite per la Namibia, e delle organizzazioni d’integrazione politica o economica a Basilea il 22 marzo 1989, presso il Dipartimento federale degli affari esteri della Svizzera, a Berna, dal 23 marzo 1989 al 30 giugno 1989, e presso la Sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, a New York, dal 1oluglio 1989 al 22 marzo 1990.

Art. 22 Ratifica, accettazione, conferma formale o approvazione
  1. La presente Convenzione è sottoposta alla ratifica, all’accettazione o all’approvazione degli Stati, della Namibia, rappresentata dal Consiglio delle Nazioni Unite per la Namibia, nonché alla conferma formale o all’approvazione delle organizzazioni d’integrazione politica o economica. Gli strumenti di ratifica, di accettazione, di conferma formale o di approvazione saranno depositati presso il Depositario.
  2. Ogni organizzazione di cui al paragrafo 1 che diventi Parte alla presente Convenzione senza che nessuno dei suoi Stati membri sia lui stesso Parte, sottostà a tutti gli obblighi derivanti dalla presente Convenzione. Se uno o più Stati membri di una di dette organizzazioni sono Parte alla Convenzione, l’organizzazione e i suoi Stati membri si accordano sulle loro responsabilità rispettive per quanto concerne l’adempimento degli obblighi derivanti dalla presente Convenzione. In questi casi, l’organizzazione e i suoi Stati membri non possono esercitare simultaneamente i diritti sanciti dalla Convenzione.
  3. Nei loro strumenti di conferma formale o di approvazione, le organizzazioni di cui al paragrafo l indicano l’estensione delle loro competenze nei settori disciplinati dalla Convenzione. Dette organizzazioni notificano ugualmente ogni modificazione importante dell’estensione delle loro competenze al Depositario che ne informa le Parti.
Art. 23 Adesione
  1. La presente Convenzione è aperta all’adesione degli Stati, della Namibia, rappresentata dal Consiglio delle Nazioni Unite per la Namibia, e delle organizzazioni d’integrazione politica o economica a partire dalla data in cui la Convenzione non è più aperta alla firma. Gli strumenti di adesione saranno depositati presso il Depositario.
  2. Nei loro strumenti di adesione le organizzazioni di cui al paragrafo 1 indicano l’estensione delle loro competenze nei settori retti dalla Convenzione. Dette organizzazioni notificano ugualmente ogni modificazione importante dell’estensione delle loro competenze al Depositario.
  3. Le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 22 si applicano alle organizzazioni d’integrazione politica o economica che aderiscono alla presente Convenzione.
Art. 24 Diritto di voto
  1. Fatte salve le disposizione del paragrafo 2 che segue, ogni Parte alla Convenzione dispone di un voto.
  2. Le organizzazioni d’integrazione politica o economica dispongono, conformemente al paragrafo 3 dell’articolo 22 e al paragrafo 2 dell’articolo 23, per esercitare il loro diritto di voto nei campi nei quali sono competenti, di un numero di voti pari al numero dei loro Stati membri che sono Parte alla Convenzione o ai relativi protocolli. Tuttavia dette organizzazioni non possono esercitare il diritto di voto, se questo diritto viene esercitato dai loro Stati membri, e viceversa.
Art. 25 Entrata in vigore
  1. La presente Convenzione entrerà in vigore novanta giorni dopo la data del deposito del ventesimo strumento di ratifica, di accettazione, di conferma formale, di approvazione o di adesione.
  2. Nei confronti di ciascuno degli Stati o delle organizzazioni d’integrazione politica o economica che ratifica, accetta, approva o conferma formalmente la presente Convenzione oppure vi aderisce dopo la data del deposito del ventesimo strumento di ratifica, di accettazione, di conferma formale, di approvazione o di adesione, la Convenzione entrerà in vigore novanta giorni dopo la data del deposito, da parte di detto Stato o di detta organizzazione d’integrazione politica o economica del suo strumento di ratifica, di accettazione, di conferma formale, di approvazione o di adesione.
  3. Agli effetti dei paragrafi 1 e 2 di cui sopra, nessuno strumento depositato da una organizzazione d’integrazione politica o economica deve essere considerato come uno strumento che si aggiunga agli strumenti già depositati dagli Stati membri di detta organizzazione.
Art. 26 Riserve e dichiarazioni
  1. Non sono ammesse riserve o deroghe alla presente Convenzione.
  2. Il paragrafo 1 del presente articolo non esclude che uno Stato o un’organizzazione d’integrazione politica o economica possa fare, al momento in cui firma, ratifica, accetta, approva o conferma formalmente la presente Convenzione oppure vi aderisce, dichiarazioni o comunicazioni, poco importa la designazione, in vista, fra l’altro, di armonizzare le sue leggi e i suoi regolamenti con le disposizioni della presente Convenzione, a condizione tuttavia che tali dichiarazioni o comunicazioni non mirino ad annullare o a modificare gli effetti giuridici delle disposizioni della presente Convenzione nella loro applicazione a detto Stato.
Art. 27 Denuncia
  1. Allo scadere del termine di tre anni a far data dall’entrata in vigore della presente Convenzione per una Parte, detta Parte può denunciare in ogni momento la Convenzione mediante notifica scritta al Depositario.
  2. La denuncia sarà efficace un anno dopo la ricezione della notifica da parte del Depositario, o a qualsiasi altra data ulteriore specificata nella notifica.
Art. 28 Depositario

Il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite è il Depositario della presente Convenzione e di tutti i protocolli ad essa relativi.

Art. 29 Testi che fanno fede

I testi inglese, arabo, cinese, francese, russo e spagnolo in quanto originali della presente Convenzione fanno parimenti fede.

In fede di che i sottoscritti, a ciò debitamente autorizzati, hanno firmato la presente Convenzione.Fatta a Basilea, il 22 marzo millenovecentoottantanove.(Seguono le firme )

Allegato I

Categorie di rifiuti da controllare

Flusso di rifiuti

Y1 Rifiuti clinici provenienti dalle cure mediche dispensate negli ospedali, centri medici e cliniche Y2 Rifiuti provenienti dalla produzione e preparazione di prodotti farmaceutici Y3 Medicamenti e prodotti farmaceutici scaduti; loro scarti Y4 Rifiuti provenienti dalla produzione, preparazione e utilizzazione di biocidi e di fitofarmaci Y5 Rifiuti provenienti dalla produzione, preparazione e utilizzazione di prodotti per la conservazione del legno Y6 Rifiuti provenienti dalla produzione, preparazione e utilizzazione di solventi organici Y7 Rifiuti contenenti cianuri, per il trattamento termico e per la tempera Y8 Rifiuti di oli minerali impropri all’uso inizialmente previsto Y9 Miscele e emulsioni di olio/acqua e di idrocarburi/acqua Y10 Sostanze residue e articoli contenenti difenili policlorati (PCB), terfenili policlorati (PCT) o difenili polibromati (PBB) o mescolati con essi Y11 Rifiuti catramati provenienti dalla raffinazione, distillazione o da processi pirolitici Y12 Rifiuti provenienti dalla produzione, preparazione e utilizzazione di inchiostri, coloranti, pigmenti, pitture, lacche o vernici Y13 Rifiuti provenienti dalla produzione, preparazione e utilizzazione di resine, lattice, plastificanti o colle e sostanze adesive Y14 Rifiuti di sostanze chimiche non identificate e/o nuove provenienti da attività di ricerca, sviluppo o insegnamento, delle quali non si conoscono gli effetti sull’uomo e/o sull’ambiente Y15 Rifiuti con proprietà esplosive, non sottoposti ad altra legislazione Y16 Rifiuti provenienti dalla produzione, preparazione e utilizzazione di prodotti e materiali fotografici Y17 Rifiuti provenienti dal trattamento della superficie di metalli e materie plastiche Y18 Residui provenienti da operazioni di eliminazione dei rifiuti industriali

Rifiuti contenenti:

Y19 Metalli carbonilici

Y20 Berillio; composti del berillio

Y21 Composti del cromo esavalente

Y22 Composti del rame

Y23 Composti dello zinco

Y24 Arsenico; composti dell’arsenico

Y25 Selenio; composti del selenio

Y26 Cadmio; composti del cadmio

Y27 Antimonio; composti dell’antimonio

Y28 Tellurio; composti del tellurio

Y29 Mercurio; composti del mercurio

Y30 Tallio; composti del tallio

Y31 Piombo; composti del piombo

Y32 Composti inorganici del fluoro, tranne il fluoruro di calcio

Y33 Cianuri inorganici

Y34 Soluzioni acide o acidi sotto forma solida

Y35 Soluzioni basiche o basi sotto forma solida

Y36 Amianto (polvere e fibre)

Y37 Composti organici del fosforo

Y38 Cianuri organici

Y39 Fenoli, composti fenolati, compresi i clorofenoli

Y40 Eteri

Y41 Solventi organici alogenati

Y42 Solventi organici, tranne i solventi alogenati

Y43 Tutti i prodotti della famiglia dei dibenzofurani policlorati

Y44 Tutti i prodotti della famiglia delle dibenzoparadiossine policlorate

Y45 Composti organoalogenati diversi da quelli che figurano nel presente allegato (p. es. Y39, Y41, Y42, Y43, Y44).

  1. Per facilitare l’applicazione della Convenzione e fatti salvi i capoversi b), c) e d), i rifiuti elencati nell’allegato VIII sono considerati come pericolosi ai sensi del capoverso a) dell’articolo 1 paragrafo 1 della Convenzione, e i rifiuti elencati nell’allegato IX non figurano nel capoverso a) dell’articolo 1 paragrafo 1 della Convenzione.
  2. L’iscrizione di un rifiuto nell’allegato VIII non esclude che in alcuni casi si ricorra all’allegato III per dimostrare che un rifiuto non è pericoloso ai sensi del capoverso a) dell’articolo 1 paragrafo 1 della Convenzione.
  3. L’iscrizione di un rifiuto nell’allegato IX non esclude che in certi casi si consideri quest’ultimo come pericoloso ai sensi del capoverso a) dell’articolo 1 paragrafo 1 della Convenzione, se il rifiuto in questione contiene una materia figurante nell’allegato I in quantità sufficiente per presentare una caratteristica di pericolo giusta l’allegato III.
  4. Gli allegati VIII e IX non incidono sull’applicazione del capoverso a) dell’articolo 1 paragrafo 1 della Convenzione, ai fini della caratterizzazione dei rifiuti.
Allegato II

Categorie di rifiuti che richiedono un esame speciale

Y46 Rifiuti urbani Y47 Residui provenienti dell’incenerimento dei rifiuti urbani Y482,3 Rifiuti di plastica, compresi i miscugli di tali rifiuti, ad eccezione di quelli seguenti: – I rifiuti di plastica definiti pericolosi in virtù del paragrafo 1 a) dell’articolo 14 – I rifiuti di plastica di seguito elencati, a condizione che siano destinati a essere riciclati5in modo ecologicamente razionale e siano quasi esenti da contaminazione e da altri tipi di rifiuti6: – Rifiuti di plastica costituiti quasi esclusivamente7da un polimero non alogenato, comprendenti (ma non limitati a) i polimeri seguenti: – polietilene (PE) – polipropilene (PP) – polistirene (PS) – acrilonitrile butadiene stirene (ABS) – polietilene tereftalato (PET) – policarbonati (PC) – polieteri – Rifiuti di plastica costituiti quasi esclusivamente8da una resina o da un prodotto di condensazione induriti, comprendenti (ma non limitati a) le resine seguenti: – resine ureiche di formaldeide – resine fenoliche di formaldeide – resine melaminiche di formaldeide – resine epossidiche – resine alchidiche – Rifiuti di plastica costituiti quasi esclusivamente9da uno dei polimeri fluorurati seguenti10: – perfluoroetilene/propilene (FEP) – perfluoroalcossi alcani: – tetrafluoroetilene/perfluorviniletere (PFA) – tetrafluoretilene/perfluormetilviniletere (MFA) – fluoruro di polivinile (PVF) – polifluoruro di vinilidene (PVDF) – Miscugli di rifiuti di plastica costituiti da polietilene (PE), polipropilene (PP) e/o polietilene tereftalato (PET), a condizione che ciascuno dei loro componenti sia destinato a essere riciclato separatamente11e in modo ecologicamente razionale e sia quasi esente da contaminazione, e di altri tipi di rifiuti12. Y4913,14 Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: – rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – che non contengono né sono contaminati da costituenti di cui all’allegato I in proporzione tale da presentare una caratteristica di pericolo di cui all’allegato III, e – in cui nessun componente (ad esempio determinate piastre di circuiti, determinati dispositivi di visualizzazione) contiene o è contaminato da costituenti di cui all’allegato I in proporzione tale da presentare una caratteristica di pericolo di cui all’allegato III – componenti di scarto di apparecchiature elettriche ed elettroniche (ad esempio determinate piastre di circuiti, determinati dispositivi di visualizzazione) che non contengono né sono contaminati da costituenti di cui all’allegato I in proporzione tale da presentare una caratteristica di pericolo di cui all’allegato III, a meno che non rientrino in un’altra voce dell’allegato II o in una voce dell’allegato IX – rifiuti risultanti dal trattamento di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o componenti di scarto di apparecchiature elettriche ed elettroniche (ad esempio frazioni derivanti dalla frantumazione o dallo smantellamento) che non contengono né sono contaminati da costituenti di cui all’allegato I in proporzione tale da presentare una caratteristica di pericolo di cui all’allegato III, a meno che non rientrino in un’altra voce dell’allegato II o in una voce dell’allegato IX.

Allegato III

Elenco delle proprietà pericolose

Classe
ONU
CodiceProprietà
1H1Sostanze esplosive
Una sostanza o un rifiuto esplosivo è una sostanza (o un miscuglio di sostanze) solida o liquida in grado di emettere da sola, per reazione chimica, gas a una temperatura, a una pressione e con una velocità tali da produrre danni nella zona circostante.
3H3Liquidi infiammabili
I liquidi infiammabili sono liquidi, miscele di liquidi o liquidi contenenti solidi in soluzione o sospensione (p. es. pitture, vernici, lacche, ecc., esclusi tuttavia le sostanze o i rifiuti classificati altrove a causa delle loro proprietà pericolose), che liberano vapori infiammabili a una temperatura non superiore a 60,5 °C nella prova con crogiolo chiuso, e non superiore a 65,6 °C nella prova con crogiolo aperto. (Siccome i risultati delle prove con crogiolo sia chiuso che aperto non sono esattamente comparabili, tanto è vero che spesso anche i risultati di più prove effettuate secondo lo stesso metodo variano, i regolamenti che si discostassero dalle cifre indicate più sopra per tener conto di tali differenze sarebbero ugualmente conformi allo spirito della presente definizione.)
4.1H4.1Sostanze solide infiammabili
Le sostanze o i rifiuti solidi infiammabili sono le sostanze solide diverse da quelle classificate come esplosivi, che, in condizioni normali di trasporto, si infiammano facilmente o possono, se sottoposte ad attrito, produrre o favorire un incendio.
4.2H4.2Sostanze spontaneamente infiammabili
Le sostanze o i rifiuti spontaneamente infiammabili sono le sostanze suscettibili di scaldarsi spontaneamente in condizioni normali di trasporto o di scaldarsi a contatto con l’aria, giungendo così ad infiammarsi.
4.3H4.3Sostanze o rifiuti che a contatto con l’acqua liberano gas infiammabili
Le sostanze o i rifiuti che, per reazione con l’acqua, sono suscettibili di infiammarsi spontaneamente o di liberare gas infiammabili in quantità pericolosa.
5.1H5.1Sostanze comburenti
Le sostanze o i rifiuti che, senza essere necessariamente combustibili di per sé stesse, possono, di solito cedendo ossigeno, provocare o favorire la combustione di altre sostanze.
5.2H5.2Perossidi organici
Le sostanze o i rifiuti organici caratterizzati dalla presenza della struttura bivalente -O-O- sono sostanze termicamente instabili che possono subire una decomposizione auto-accelerata esotermica.
6.1H6.1Sostanze tossiche (con effetto acuto)
Le sostanze o i rifiuti che, in seguito a ingestione, inalazione o a penetrazione attraverso la cute, possono causare, nell’uomo, la morte o gravi lesioni o comunque gravi danni alla salute.
6.2H6.2Sostanze infettive
Le sostanze o i rifiuti, che contengono microrganismi vitali o le loro tossine, di cui si sa o si hanno buone ragioni di credere che causino la malattia negli animali e nell’uomo.
8H8Sostanze corrosive
Le sostanze o i rifiuti che, per azione chimica, causano danni gravi ai tessuti organici quando vengono in contatto con essi, o che possono, in caso di fuga, danneggiare seriamente o addirittura distruggere le altre merci trasportate o il mezzo di trasporto e che possono anche presentare altri rischi.
9H10Sostanze che liberano gas tossici a contatto con l’aria o con l’acqua
Le sostanze o i rifiuti che, per reazione con l’aria o con l’acqua, sono suscettibili di liberare gas tossici in quantità pericolosa.
9H11Sostanze tossiche (con effetto differito o cronico)
Le sostanze o i rifiuti che, in seguito a ingestione, inalazione o a penetrazione attraverso la cute, possono causare effetti differiti o cronici, oppure il cancro.
9H12Sostanze ecotossiche
Le sostanze o i rifiuti che, se vengono liberati, provocano o rischiano di provocare, a causa della bioaccumulazione e/o di effetti tossici sui sistemi biologici, impatti nocivi differiti o immediati sull’ambiente.
9H13Le sostanze suscettibili, dopo eliminazione, di dar luogo, con svariate modalità, ad un’altra sostanza, per esempio un percolato, che possiede una delle proprietà enumerate precedentemente.
* La presente numerazione corrisponde al sistema di classificazione adottato nelle raccomandazioni delle Nazioni Unite per il trasporto delle merci pericolose (ST/SG/ AC.I0/1/Rev.5, Nazioni Unite, New York, 1988).

Esami

I pericoli che certi tipi di rifiuti possono presentare non sono ancora ben noti, né esistono esami che possano permettere una valutazione quantitativa di tali pericoli. Sono necessarie ricerche più approfondite per elaborare i metodi atti a definire i pericoli che tali tipi di rifiuti possono comportare per l’uomo e per l’ambiente. Finora sono soltanto stati messi a punto esami normalizzati per certe sostanze allo stato più o meno puro. In particolare, numerosi Stati hanno sviluppato test nazionali che possono essere applicati alle sostanze che figurano nell’allegato I, per stabilire se esse presentano una o più proprietà fra quelle elencate nel presente allegato.

Allegato IV

Operazioni d’eliminazione

A. Operazioni che non portano a una possibilità di ricupero, di riciclaggio, di riutilizzazione, di reimpiego diretto o di qualsiasi altra utilizzazione dei rifiuti

La sezione A riassume tutte le operazioni di eliminazione che vengono effettuate nella prassi.

D1 Deposito su o nel suolo (p. es. discarica, ecc.) D2 Trattamento in ambiente terrestre (p. es. biodecomposizione di rifiuti liquidi o di fanghi sul suolo, ecc.) D3 Iniezione in profondità (p. es. pompaggio di rifiuti in pozzi, volte saline o cavità geologiche naturali, ecc.) D4 Spandimento in superficie (p. es. deversamento di rifiuti liquidi o di fanghi in pozzi, stagni, bacini, ecc.) D5 Messa in discariche specialmente concepite (p. es. deposito dei rifiuti in settori stagni separati, ricoperti e isolati gli uni dagli altri e dall’ambiente circostante, ecc.) D6 Immissione in ambiente acquatico, tranne l’immersione in mare D7 Immersione in mare, compreso il seppellimento nel sottosuolo marino D8 Trattamento biologico, non specificato altrove nel presente allegato, grazie al quale si ottengono composti o miscugli stabili che vengono eliminati con una delle operazioni elencate nella sezione A D9 Trattamento fisico-chimico, non specificato altrove nel presente allegato, grazie al quale si ottengono composti o miscugli stabili che vengono eliminati con una delle operazioni elencate nella sezione A (p. es. evaporazione, essiccatura, calcinazione, neutralizzazione, precipitazione, ecc.) D10 Incenerimento a terra D11 Incenerimento in mare D12 Deposito definitivo (p. es. deposito in contenitori in una miniera, ecc.) D13 Amalgama o mescolamento preliminare a una delle operazioni della sezione A D14 Ricondizionamento preliminare a una delle operazioni della sezione A D15 Deposito preliminare a una delle operazioni della sezione A

B. Operazioni che portano a una possibilità di ricupero, di riciclaggio, di riutilizzazione, di reimpiego diretto o di qualsiasi altra utilizzazione dei rifiuti

La sezione B intende riassumere tutte le operazioni che concernono sostanze che sono considerate o definite legalmente come rifiuti pericolosi e che altrimenti sarebbero state oggetto di una delle operazioni elencate nella sezione A.

R1 Utilizzazione come combustibile (diverso dall’incenerimento diretto) o altri mezzi per produrre energia R2 Ricupero o rigenerazione dei solventi R3 Riciclaggio o ricupero delle sostanze organiche che non sono utilizzate come solvente R4 Riciclaggio o ricupero dei metalli o dei composti metallici R5 Riciclaggio o ricupero di altre sostanze inorganiche R6 Rigenerazione degli acidi o delle basi R7 Ricupero dei prodotti che servono a catturare gli inquinanti R8 Ricupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori R9 Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli esausti R10 Spandimento sul suolo a scopi agricoli o ecologici R11 Utilizzazione delle sostanze residue ottenute da una delle operazioni figuranti sotto i numeri R1–R10 R12 Scambio di rifiuti in vista di sottoporli a una delle operazioni figuranti sotto i numeri R1–R11 R13 Raccolta delle sostanze in vista di sottoporle a una delle operazioni elencate nella sezione B

Informazioni da fornire alla notifica

  1. Motivo dell’esportazione dei rifiuti.
  2. Esportatore dei rifiuti*1)
  3. Produttore(i) dei rifiuti e luogo di produzione1).
  4. Eliminatore dei rifiuti e luogo effettivo dell’eliminazione1).
  5. Trasportatore(i) previsto(i) dei rifiuti o suoi(loro) agenti, se sono noti1).
  6. Paese di esportazione dei rifiuti.
    Autorità competente2).
  7. Paesi di transito previsti.
    Autorità competente2).
  8. Paese di importazione dei rifiuti.
    Autorità competente2).
  9. Notifica generale o notifica unica.
  10. Data(e) prevista(e) del(dei) trasferimento(i), durata dell’esportazione dei rifiuti e itinerario previsto (in particolare uffici doganali di entrata e di uscita)3).
  11. Mezzo(i) di trasporto previsto(i) (strada, ferrovia, mare, aria, via di navigazione interna, ecc.).
  12. Informazioni relative all’assicurazione4).
  13. Denominazione e descrizione fisica dei rifiuti, compresi i numeri Y e ONU, loro composizione5)e informazioni su tutte le disposizioni particolari relative alla manipolazione, in particolare misure urgenti da prendere in caso di incidente.
  14. Tipo di condizionamento previsto (p.es.alla rinfusa, in fusti, in cisterne, ecc.).
  15. Quantità stimata in peso/volume6).
  16. Processo dal quale provengono i rifiuti7).
  17. Per i rifiuti che figurano nell’allegato I, la classificazione secondo l’allegato III: proprietà, numero H, numero ONU.
  18. Modo di eliminazione secondo l’allegato IV.
  19. Dichiarazione del produttore e dell’esportatore attestante l’esattezza delle informazioni.
  20. Informazioni (compresa la descrizione tecnica dell’impianto) comunicate all’esportatore o al produttore dall’eliminatore dei rifiuti in base alle quali quest’ultimo si è fondato per convincersi che non ci sono ragioni per credere che i rifiuti non saranno gestiti secondo metodi ecologicamente razionali conformemente alle leggi e ai regolamenti del Paese di importazione.
  21. Informazioni concernenti il contratto concluso fra l’esportatore e l’eliminatore.

Note vedi nell’osservazioni alla fine dell’allegato V-A.

1) Nome e indirizzo completi, numero di telefono, di telex o di telefax, nonché nome, indirizzo, numero di telefono, di telex o di telefax della persona da contattare. 2) Nome e indirizzo completi, numero di telefono, di telex o di telefax. 3) Nel caso di notifica generale valevole per più trasferimenti, indicare sia la data prevista di ciascun trasporto, sia, se queste non sono note, la frequenza prevista dei trasporti. 4) Informazioni sulle pertinenti prescrizioni del contratto di assicurazione e su come l’esportatore, il trasportatore e l’eliminatore le osservano. 5) Indicare la natura e la concentrazione dei composti più pericolosi sotto il profilo della tossicità e degli altri rischi legati sia alla manipolazione sia al modo di eliminazione previsto dei rifiuti. 6) Nel caso di notifica generale valevole per più trasferimenti, indicare sia la quantità totale stimata sia le quantità stimate per ogni trasporto. 7) Nella misura in cui tale informazione è necessaria ai fini di valutare i rischi e di determinare l’opportunità dell’operazione di eliminazione proposta.

Informazioni da fornire nel documento di movimento

  1. Esportatore dei rifiuti*.
  2. Produttore(i) dei rifiuti e luogo di produzione*.
  3. Eliminatore dei rifiuti e luogo effettivo dell’eliminazione*.
  4. Trasportatore(i) previsto(i) dei rifiuti* o suoi(loro) agenti.
  5. Soggetto a notifica generale o notifica unica.
  6. Data dell’inizio del movimento oltre frontiera e data(e) e firma di ricezione di ciascuna persona che prende in consegna i rifiuti.
  7. Mezzo di trasporto (strada, ferrovia, mare, aria, via di navigazione interna), compresi i Paesi di esportazione, di transito e di importazione nonché gli uffici doganali di entrata e di uscita, se sono noti.
  8. Descrizione generale dei rifiuti (stato fisico, denominazione esatta e classe di spedizione ONU, numero ONU, numero Y e numero H, se del caso).
  9. Informazioni su tutte le disposizioni particolari relative alla manipolazione, comprese le misure urgenti da prendere in caso di incidente.
  10. Tipo e numero di colli.
  11. Quantità in peso/volume.
  12. Dichiarazione del produttore e dell’esportatore attestante l’esattezza delle informazioni.
  13. Dichiarazione del produttore e dell’esportatore attestante l’assenza di obiezioni da parte delle autorità competenti di tutti gli Stati interessati che sono Parte.
  14. Attestazione dell’eliminatore circa la ricezione presso l’impianto di eliminazione designato nonché indicazione del metodo di eliminazione e della data approssimativa dell’eliminazione.
  • Nome e indirizzo completi, numero di telefono, di telex o di telefax, nonché nome, indirizzo, numero di telefono, di telex o di telefax della persona da contattare in caso di urgenza.

Note

Le informazioni da fornire nel documento di movimento dovrebbero, ogniqualvolta ciò fosse possibile, essere raccolte in un solo e unico documento insieme a quelle richieste in virtù della regolamentazione sui trasporti. Se ciò non è possibile, le informazioni del documento di movimento dovrebbero completare e non ripetere quelle richieste in virtù della regolamentazione sui trasporti. II documento di movimento conterrà indicazioni circa la persona abilitata a fornire informazioni e a compilare i moduli.

Allegato VI

Arbitrato

Art. 1

Salvo disposizioni contrarie dell’accordo previsto all’articolo 20 della Convenzione, la procedura arbitrale è condotta in conformità agli articoli 2–10 seguenti.

Art. 2

La Parte richiedente notifica alla Segreteria che le Parti hanno convenuto di sottoporre la controversia all’arbitrato conformemente al paragrafo 2 o al paragrafo 3 dell’articolo 20 della Convenzione, indicando segnatamente gli articoli della Convenzione di cui l’interpretazione o l’applicazione e in causa. La Segreteria comunica le informazioni così ricevute a tutte le Parti alla Convenzione.

Art. 3

Il tribunale arbitrale si compone di tre membri. Ciascuna delle Parti alla controversia nomina un arbitro e i due arbitri così nominati designano di comune accordo il terzo arbitro, che assume la presidenza del tribunale. Questi non deve essere cittadino di una delle Parti alla controversia, né avere la sua dimora abituale sul territorio di una di tali Parti, né trovarsi al servizio di una di esse, né essersi già occupato a qualsivoglia titolo dell’affare.

Art. 4
  1. Se, in un termine di due mesi dopo la nomina del secondo arbitro, il Presidente del tribunale arbitrale non è stato designato, il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite procede, su richiesta di una delle due Parti, alla sua designazione entro un nuovo termine di due mesi.
  2. Se, entro due mesi dalla ricezione della richiesta, una delle due Parti alla Controversia non procede alla nomina del suo arbitro, l’altra Parte può adire il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che designa, entro un nuovo termine di due mesi, il Presidente del tribunale arbitrale. Una volta designato, il Presidente del tribunale arbitrale chiede alla Parte che non ha nominato il suo arbitro di procedere alla nomina entro il termine di due mesi. Scaduto tale termine, ne informa il Segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che procede a tale nomina entro un nuovo termine di due mesi.
Art. 5
  1. Il tribunale decide conformemente al diritto internazionale e alle disposizioni della presente Convenzione.
  2. Ogni tribunale arbitrale istituito ai sensi del presente allegato stabilisce le proprie regole di procedura.
Art. 6
  1. Le decisioni del tribunale arbitrale, sia sulla procedura che sul fondo, sono prese alla maggioranza dei suoi membri.
  2. Il tribunale può prendere tutte le misure idonee ad accertare i fatti. Su richiesta di una delle Parti, può raccomandare le misure cautelative indispensabili.
  3. Le Parti alla controversia forniscono tutte le agevolazioni necessarie per la buona condotta della procedura.
  4. L’assenza o la contumacia di una delle Parti non costituisce un impedimento procedurale.
Art. 7

Il tribunale può conoscere e decidere delle riconvenzioni direttamente legate all’oggetto della controversia.

Art. 8

A meno che il tribunale arbitrale non decida altrimenti in ragione delle circostanze particolari dell’affare, le spese del tribunale, comprese le indennità dei suoi membri, sono a carico, in parti uguali, delle Parti alla controversia. Il tribunale terrà nota di tutte le sue spese e presenterà alle Parti un conteggio finale.

Art. 9

Ogni Parte avente, per quanto concerne l’oggetto della controversia, un interesse d’ordine giuridico suscettibile di essere leso, può, previo consenso del tribunale, intervenire nella procedura.

Art. 10
  1. Il tribunale pronuncia la sentenza entro un termine di cinque mesi dalla data alla quale è stato istituito; se tuttavia ritiene necessario prolungare tale termine, questo non deve superare cinque mesi.
  2. La sentenza del tribunale arbitrale è motivata. Essa è definitiva e obbligatoria per le Parti alla controversia.
  3. Ogni controversia che possa nascere fra le Parti in merito all’interpretazione e all’esecuzione delle sentenza può essere sottoposta da una delle due Parti al tribunale arbitrale che l’ha emessa, oppure, se quest’ultimo non può essere adito, a un altro tribunale arbitrale istituito allo scopo nello stesso modo del primo.
Allegato VII

Parti e altri Stati che sono membri dell’OCSE, della CE, Liechtenstein

Allegato VIII

Elenco A

I rifiuti che figurano nel presente allegato sono considerati rifiuti pericolosi conformemente al capoverso a) paragrafo 1 dell’articolo 1 della Convenzione, e l’iscrizione di un rifiuto nel presente allegato non esclude il ricorso all’allegato III per dimostrare che detto rifiuto non è pericoloso.

A1Metalli e rifiuti contenenti metalli

A1010 Rifiuti di metallo e rifiuti che consistono di leghe di uno dei seguenti elementi: – Antimonio – Arsenico – Berillio – Cadmio – Piombo – Mercurio – Selenio – Tellurio – Tallio esclusi quelli specificatamente inclusi nell’elenco B. A1020 Rifiuti che hanno come componenti o agenti inquinanti – esclusi i rifiuti di metallo in forma massiccia – uno dei seguenti elementi: – Antimonio; composti di antimonio – Berillio; composti di berillio – Cadmio; composti di cadmio – Piombo; composti di piombo – Selenio; composti di selenio – Tellurio; composti di tellurio A1030 Rifiuti che hanno come componenti o agenti inquinanti uno dei seguenti elementi: – Arsenico; composti di arsenico – Mercurio; composti di mercurio – Tallio; composti di tallio A1040 Rifiuti che hanno come componenti uno dei seguenti elementi: – Metalli carbonilici – Composti esavalenti di cromo A1050 Fanghi da galvanizzazione A1060 Rifiuti fluidi prodotti dal decapaggio dei metalli A1070 Residui di lisciviazione prodotti dal trattamento dello zinco, polveri e fanghi quali iarosite, ematite, ecc. A1080 Rifiuti dei residui di zinco non riportati nell’elenco B, contenenti piombo e cadmio in concentrazioni sufficienti da acquisire le caratteristiche di cui all’allegato III A1090 Ceneri prodotte dall’incenerimento di cavi isolati di rame A1100 Polveri e residui prodotti dai sistemi di depurazione a gas delle fonderie di rame A1110 Soluzioni elettrolitiche esauste derivanti da processi di elettroraffinazione ed estrazione per via elettrolitica del rame A1120 Fanghi, esclusi quelli anodici, prodotti dai sistemi di purificazione elettrolitica in processi di elettroraffinazione ed estrazione per via elettrolitica del rame A1130 Reattivi d’attacco chimico esausti contenenti rame disciolto A1140 Rifiuti di catalizzatori di cloruro di rame e cianuro di rame A1150 Ceneri di metalli preziosi prodotte dall’incenerimento di circuiti stampati non inclusi nell’elenco B15 A1160 Batterie piombo/acido in pezzi o rottami A1170 Batterie non assortite, esclusi i miscugli di batterie inclusi soltanto nell’elenco B. Batterie non incluse nell’elenco B che contengono sostanze di cui all’allegato 1 in quantità tale da renderle pericolose A118016 Rifiuti di dispositivi elettrici o elettronici o rottami17che contengono elementi quali accumulatori e batterie incluse nell’elenco A, commutatori a mercurio, vetri di tubi a raggi catodici ed altri vetri rivestiti e condensatori di PCB, o contaminati da elementi riportati nell’allegato I (ad esempio cadmio, mercurio, piombo, difenile policlorato) in proporzione tale da acquisire una delle caratteristiche di cui all’allegato III (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B1110])18 A118119 Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (cfr. la voce corrispondente Y49 dell’allegato II)20: – rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – contenenti o contaminati da cadmio, piombo, mercurio, composti organici alogenati o altri costituenti di cui all’allegato I in proporzione tale da presentare una caratteristica di pericolo di cui all’allegato III, oppure – con un componente che contiene o è contaminato da costituenti di cui all’allegato I in proporzione tale da presentare una caratteristica di pericolo di cui all’allegato III, compresi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, i seguenti componenti: – vetri di tubi a raggi catodici inclusi nell’elenco A – accumulatori o batterie incluse nell’elenco A – interruttori, lampade, tubi fluorescenti o unità di retroilluminazione di un dispositivo di visualizzazione contenenti mercurio – condensatori contenenti PCB – componenti contenenti amianto – determinate piastre di circuiti – determinati dispositivi di visualizzazione – determinati componenti in plastica contenenti un ritardante di fiamma bromurato – componenti di scarto di apparecchiature elettriche ed elettroniche contenenti o contaminati da costituenti di cui all’allegato I in proporzione tale da presentare una caratteristica di pericolo di cui all’allegato III, a meno che non rientrino in un’altra voce dell’elenco A – rifiuti risultanti dal trattamento di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o componenti di scarto di apparecchiature elettriche ed elettroniche contenenti o contaminati da componenti di cui all’allegato I in proporzione tale da presentare una caratteristica di pericolo di cui all’allegato III (ad esempio frazioni derivanti dalla frantumazione o dallo smantellamento), a meno che non rientrino in un’altra voce dell’elenco A A1190 Rifiuti di cavi metallici rivestiti di materia plastica o isolati mediante materia plastica contenenti o contaminati con catrame, PCB21, piombo, cadmio, altri composti organoalogenati o altri costituenti dell’allegato I in una misura tale da presentare le caratteristiche dell’allegato III.

A2Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e composti organici

A2010 Vetri di tubi a raggi catodici e altri vetri rivestiti A2020 Rifiuti di composti inorganici di fluoro in forma di liquami o di fanghi, esclusi quelli inseriti nell’elenco B A2030 Rifiuti di catalizzatori, esclusi quelli inseriti nell’elenco B A2040 Gesso proveniente da processi dell’industria chimica, quando contiene componenti elencati nell’allegato I in concentrazioni sufficienti da presentare le caratteristiche di rischio di cui all’allegato III (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B2080]) A2050 Rifiuti di amianto (polveri e fibre) A2060 Ceneri volanti delle centrali elettriche a carbone, contenenti sostanze di cui all’allegato I in concentrazioni sufficienti da presentare le caratteristiche di cui all’allegato III (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B2050])

A3Rifiuti che contengono prevalentemente composti organici, che a loro volta possono contenere metalli e materiali inorganici

A3010 Rifiuti della produzione o lavorazione di coke e bitume di petrolio A3020 Rifiuti di oli minerali non più idonei alla loro funzione originaria A3030 Rifiuti che contengono, consistono di o sono contaminati da fanghi con additivi antidetonanti al piombo A3040 Rifiuti di fluidi termici (per trasferimento di calore) A3050 Rifiuti derivanti dalla produzione, preparazione e uso di resine, latex, plastificanti, colle/adesivi, esclusi quelli inseriti nell’elenco B (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B4020]) A3060 Rifiuti di nitrocellulosa A3070 Rifiuti di fenoli, composti fenolici, compresi i clorofenoli, in forma liquida o di fanghi A3080 Rifiuti di eteri, ad esclusione di quelli inseriti nell’elenco B A3090 Rifiuti di polveri, ceneri, fanghi e farine di cuoio, quando contengono composti esavalenti di cromo o biocidi (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B3100]) A3100 Trucioli ed altri rifiuti di cuoio o di composizione di cuoio non adatti alla manifattura di articoli di cuoio che contengono composti esavalenti di cromo o biocidi (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B3090]) A3110 Rifiuti della slanatura che contengono composti esavalenti di cromo, biocidi o sostanze infettive (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B3110]) A3120 Fluff – frammenti leggeri derivanti dalla frantumazione A3130 Rifiuti di composti organici del fosforo A3140 Rifiuti di solventi organici non alogenati, esclusi quelli inseriti nell’elenco B A3150 Rifiuti di solventi organici alogenati A3160 Residui alogenati e non alogenati della distillazione non acquosa proveniente da operazioni di recupero di solventi organici A3170 Rifiuti della produzione di idrocarburi alifatici alogenati (quali clorometani, dicloroetano, cloruro di vinile, cloruro di vinilidene, cloruro di allile e epicloridrina) A3180 Rifiuti, sostanze e articoli contenenti, consistenti di o contaminati da: policlorodifenili (PCB), policlorotrifenili (PCT), policlorato naftalene PCN) o polibromodifenili (PBB), o qualsiasi altro polibrominato analogo a questi composti, con una concentrazione pari o superiore a 50 mg/kg22 A3190 Rifiuti di residui catramosi (esclusi i cementi asfaltici) provenienti dai trattamenti di raffinazione, distillazione o pirolisi di materiali organici A3200 Materie bituminose (rifiuti d’asfalto) provenienti dalla costruzione e manutenzione di strade contenenti catrame (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B2130]) A321023 Rifiuti di plastica, compresi miscugli di tali rifiuti, che contengono o che sono contaminati da componenti che figurano nell’allegato I in proporzione tale che presentano una delle caratteristiche di pericolo di cui all’allegato III (cfr. le rubriche connesse Y48 di cui all’allegato II e B3011 dell’elenco B)

A4Rifiuti che possono contenere composti sia organici che inorganici

A4010 Rifiuti derivanti da produzione, preparazione e utilizzo di prodotti farmaceutici ad esclusione di quelli riportati nell’elenco B A4020 Rifiuti clinici o analoghi; ovvero rifiuti che derivano da attività sanitarie, di assistenza, odontoiatriche, veterinarie o simili, e rifiuti prodotti negli ospedali o in altre strutture durante le visite o il trattamento di pazienti, o nell’ambito di progetti di ricerca A4030 Rifiuti derivanti della produzione, formulazione e utilizzazione di biocidi e fitofarmaci, compresi i rifiuti di antiparassitari e diserbanti che non sono conformi alle specificazioni, scaduti24o non più idonei alla loro funzione originaria A4040 Rifiuti provenienti dalla manifattura, formulazione e uso di sostanze chimiche per la conservazione del legno25 A4050 Rifiuti che contengono, consistono di o sono contaminati da: – cianuri inorganici, eccetto i residui di metalli preziosi in forma solida contenenti tracce di cianuri inorganici – cianuri organici A4060 Rifiuti di miscele ed emulsioni oli/acqua o idrocarburi/acqua A4070 Rifiuti derivanti dalla produzione, preparazione e uso di inchiostri, tinte, pigmenti, pitture, lacche e vernici, esclusi quelli riportati nell’elenco B (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B4010]) A4080 Rifiuti di natura esplosiva (esclusi quelli riportati nell’elenco B) A4090 Rifiuti di soluzioni acide e basiche, ad esclusione di quelle riportate alla corrispondente voce nell’elenco B (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B2120]) A4100 Rifiuti provenienti dai dispositivi di controllo dell’inquinamento industriale per l’abbattimento di inquinanti negli effluenti gassosi, ad eccezione di quelli riportati nell’elenco B A4110 Rifiuti che contengono, consistono di o sono contaminati da: – qualsiasi prodotto della famiglia dei policlorodibenzofurani – qualsiasi prodotto della famiglia delle policlorodibenzo-p-diossine A4120 Rifiuti che contengono, consistono o sono contaminati da perossidi A4130 Rifiuti di contenitori e imballaggi contenenti sostanze di cui all’allegato I in concentrazioni sufficienti da presentare le caratteristiche di rischio di cui all’allegato III A4140 Rifiuti che consistono di o che contengono sostanze chimiche che non corrispondono alle specificazioni o scadute26corrispondenti alle categorie riportate nell’allegato I e aventi le caratteristiche di rischio di cui all’allegato III A4150 Rifiuti di sostanze chimiche che risultano da attività di ricerca e di sviluppo o di insegnamento non identificate e/o nuove e di cui non sono noti gli effetti sulla salute dell’uomo e/o sull’ambiente A4160 Carbone attivo esausto non riportato nell’elenco B (cfr. la voce corrispondente nell’elenco B [B2060])

Allegato IX

Elenco B

I rifiuti che figurano nel presente allegato non sono contemplati dal capoverso a) del paragrafo 1 dell’articolo 1 della Convenzione, a meno che non contengano sostanze dell’allegato I in concentrazioni tali da presentare caratteristiche di rischio figuranti nell’allegato III.

B1Rifiuti di metalli o contenenti metalli

B1010 Rifiuti di metalli e loro leghe sotto forma metallica, non dispersibile: – Metalli preziosi (oro, argento, gruppo del platino, escluso il mercurio) – Rottami di ferro e acciaio – Rottami di cromo – Rottami di rame – Rottami di nichel – Rottami di alluminio – Rottami di zinco – Rottami di stagno – Rottami di tungsteno – Rottami di molibdeno – Rottami di tantalio – Rottami di magnesio – Rottami di cobalto – Rottami di bismuto – Rottami di titanio – Rottami di zirconio – Rottami di manganese – Rottami di germanio – Rottami di vanadio – Rottami di afnio, indio, niobio, renio e gallio – Rottami di torio – Rottami delle terre rare B1020 Rottami puliti e non contaminati dei metalli seguenti, comprese le leghe, in forma finita (lamierino, lamiera, travi, barrette, ecc.): – Rottami di antimonio – Rottami di berillio – Rottami di cadmio – Rottami di piombo (batterie piombo/acido escluse) – Rottami di selenio – Rottami di tellurio B1030 Residui contenenti metalli refratari B1031 Rifiuti di molibdeno, tungsteno, titanio, tantalio, niobio e renio e delle loro leghe sotto forma metallica dispersibile (polvere metallica), esclusi quelli specificatamente inclusi nell'elenco A, alla voce A1050 Fanghi da galvanizzazione B1040 Rottami provenienti da centrali elettriche non contaminati da oli lubrificanti, PCB o PCT in misura tale da renderli pericolosi B1050 Miscele di metalli non ferrosi, rottami in frazioni pesanti, non contenenti materiali di cui all’allegato I in concentrazioni sufficienti da acquisire le caratteristiche di cui all’allegato III27 B1060 Rifiuti di selenio e tellurio in forma elementare metallica, polvere compresa B1070 Rifiuti di rame e leghe di rame in forma dispersibile, a meno che non contengano componenti di cui all’allegato I in misura tale da presentare le caratteristiche di cui all’allegato III B1080 Ceneri e residui di zinco compresi i residui di leghe di zinco in forma dispersibile, a meno che non contengano componenti di cui all’allegato I in concentrazione tale da acquisire le caratteristiche di cui all’allegato III28 B1090 Rifiuti di batterie conformi a determinate specificazioni, escluse quelle contenenti piombo, cadmio o mercurio B1100 Rifiuti contenenti metalli derivati dalla fonderia, fusione e raffinazione di metalli: – Zinco commerciale solido – Schiumature e scorie di zinco: – Scorie di superficie derivanti dalla galvanizzazione delle lastre di zinco (> 90 % Zn) – Scorie di fondo derivanti dalla galvanizzazione delle lastre di zinco (> 92 % Zn) – Scorie di fonderia di zinco sotto pressione (> 85 % Zn) – Scorie di lastre di zinco galvanizzate per immersione a caldo (bagni) (> 92 % Zn) – Schiumature da fonderia di zinco – Schiumature di alluminio (o schiume) scorie salate escluse – Scorie derivanti dalla lavorazione del rame per ulteriore lavorazione e raffinazione, non contenenti arsenico, piombo o cadmio in misura tale da far acquisire loro le caratteristiche di rischio di cui all’allegato III – Rifiuti di rivestimenti refrattari, compresi i crogioli, derivanti dalla fusione del rame – Scorie della lavorazione dei metalli preziosi per ulteriori raffinazioni – Tantalio contenente scorie di stagno con un tenore di stagno inferiore allo 0,5 % B1115 Rifiuti di cavi metallici rivestiti di materia plastica o isolati mediante materia plastica non figuranti nella voce A[A1190], esclusi quelli destinati alle operazioni di cui all’allegato IV A o a qualsiasi altra operazione di smaltimento comportante, in una qualsiasi sua fase, un processo termico non controllato, come l’incinerazione all’aria aperta. B1120 Catalizzatori esausti, esclusi i liquidi utilizzati come catalizzatori, contenenti uno dei seguenti elementi:

Catalizzatori contenenti metalli di transizione, esclusi i rifiuti di catalizzatori (catalizzatori esausti, catalizzatori liquidi usati o altri catalizzatori) riportati nell’elenco A:Scandio
Vanadio
Manganese
Cobalto
Rame
Titanio Cromo Ferro Nichel Zinco
IttrioZirconio
NiobioMolibdeno
AfnioTantalio
TungstenoRenio
Lantanidi (metalli delle terre rare):LantanioCerio
PraseodimioNeodimio
SamarioEuropio
GadolinioTerbio
DisprosioOlmio
ErbioTulio
ItterbioLutezio

B1130 Catalizzatori esausti depurati contenenti metalli preziosi B1140 Residui della produzione di metalli preziosi in forma solida contenenti tracce di cianuri inorganici B1150 Rifiuti di metalli preziosi e loro leghe (oro, argento, gruppo del platino, mercurio escluso) in forma dispersibile, non liquida con imballaggio ed etichettatura appropriati B1160 Ceneri di metalli preziosi derivanti dall’incenerimento di circuiti stampati (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A1150]) B1170 Ceneri di metalli preziosi derivanti dall’incenerimento di pellicole fotografiche B1180 Rifiuti di pellicole fotografiche contenenti alogenuri di argento e argento metallico B1190 Rifiuti di carta fotografica contenente alogenuri di argento e argento metallico B1200 Scorie granulari derivanti dalla produzione di ferro e acciaio B1210 Scorie della fabbricazione di ferro e acciaio, incluse le scorie fonti di diossido di titanio e vanadio B1220 Scorie derivanti dalla produzione di zinco, chimicamente stabilizzate, con elevato contenuto di ferro (>20%) e trattate secondo specificazioni industriali (ad esempio DIN 4301) destinate principalmente alla costruzione B1230 Scaglie di laminazione derivanti dalla produzione di ferro e di acciaio B1240 Scaglie di laminazione dell’ossido di rame B1250 Rifiuti di autoveicoli fuori uso, non contenenti né liquidi né altri componenti pericolosi.

B2Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e sostanze organiche

B2010 Rifiuti provenienti da operazioni minerarie, in forma non dispersibile: – Rifiuti di grafite naturale – Rifiuti di ardesia, ripuliti grossolanamente o meno o semplicemente tagliati, mediante segatura o altrimenti – Rifiuti di mica – Rifiuti di leucite, nefelina e rifiuti di nefelina sienite – Rifiuti di feldspato – Rifiuti di spatofluoro – Rifiuti di silice in forma solida, escludendo quelli usati in operazioni di fonderia B2020 Rifiuti di vetro in forma non dispersibile – Vetro di scarto ed altri rifiuti e frammenti di vetro eccetto i vetri di tubi a raggi catodici e altri vetri radioattivi B2030 Rifiuti ceramici in forma non dispersibile – Rifiuti e rottami di cermet (composti ceramici metallici) – Fibre a base di ceramica, non specificate o elencate altrove B2040 Altri rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici – Solfato di calcio parzialmente raffinato proveniente dalla desolforazione dei gas di scarico – Rifiuti dei rivestimenti o delle lastre gessate provenienti dalla demolizione di edifici – Scorie derivanti dalla produzione del rame, chimicamente stabilizzate, con elevato contenuto di ferro (oltre il 20 %) e trattati conformemente alle specifiche industriali (ad esempio, DIN 4301 e DIN 8201), destinati principalmente alla costruzione e alle applicazioni abrasive – Zolfo in forma solida – Calcare proveniente dalla produzione del calcio cianammide (avente un pH inferiore a 9) – Cloruro di sodio, calcio e potassio – Carborundum (carburo di silicio) – Rottami di calcestruzzo – Rottami di vetro contenenti litio-tantalo e litio-niobio B2050 Ceneri volanti delle centrali elettriche a carbone, non incluse nell’elenco A (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A2060]) B2060 Carbone attivo esausto non contenente elementi dell’allegato I in una proporzione tale da presentare caratteristiche dell’allegato III, ad esempio carbone derivante dal trattamento dell’acqua potabile, dai processi dell’industria alimentare e dalla produzione di vitamine (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A4160]) B2070 Fanghi di fluoruro di calcio B2080 Rifiuti di gesso proveniente dai processi dell’industria chimica non inclusi nell’elenco A (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A2040]) B2090 Residui anodici derivanti dalla produzione di acciaio o alluminio costituiti da coke petrolio e/o bitume di petrolio, depurati secondo le normali specifiche industriali (ad eccezione dei residui anodici derivanti dall’elettrolisi cloroalcalina e provenienti dall’industria metallurgica) B2100 Rifiuti di idrossido di alluminio, rifiuti di allumina e residui della produzione di allumina, tranne quando questi materiali sono utilizzati per processi di depurazione del gas, flocculazione o filtrazione B2110 Residui di bauxite («fango rosso») (pH moderato inferiore a 11,5) B2120 Soluzioni acide o basiche con pH superiore a 2 e inferiore a 11,5, non corrosive o altrimenti pericolose (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A4090]) B2130 Materie bituminose (rifiuti d’asfalto) provenienti dalla costruzione e la manutenzione delle strade che non contengono catrame29(cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A3200])

B3Rifiuti contenenti principalmente costituenti organici che possono a loro volta contenere metalli o composti inorganici

B301030Rifiuti solidi in plastica I seguenti materiali di plastica o misto plastica, purché non siano mescolati con altri rifiuti e preparati conformemente a determinate specificazioni: – Rottami di plastica composti di polimeri e di copolimeri non alogenati, comprendenti (ma non limitati a)31: – etilene – stirolo – polipropilene – tereftalato di polietilene – acrilonitrile – butadiene – resine acetaliche – poliammidi – tereftalato di polibutilene – policarbonati – polieteri – solfuri di polifenilene – polimeri acrilici – alcani C10-C13 (plastificante) – poliuretano (non contenente CFC) – polisilossano – polimetilacrilato – alcool polivinilico – butirrale di polivinile – acetato polivinilico – Rifiuti di resine polimerizzate o prodotti di condensazione, tra cui: – resine ureiche – resine formofenoliche – resine melanine formaldeidi – resine epossidiche – resine alchilidiche – poliammidi – I seguenti rifiuti contenenti polimeri fluorurati32: – perfluoroetilene/propilene (FEP) – perfluoroalcossi alcano – tetrafluoroetilene/perfluorviniletere (PFA) – tetrafluoroetilene/perfluormetilviniletere (MFA) – fluoruro di polivinile (PVF) – polifluoruro di vinilidene (PVDF) B301133 Rifiuti di plastica (cfr. le rubriche connesse Y48 dell’allegato II e A3210 dell’elenco A): – I rifiuti di plastica di seguito elencati, a condizione che siano destinati a essere riciclati34in modo ecologicamente razionale e siano quasi incontaminati e da altri tipi di rifiuti35: – Rifiuti di plastica costituiti quasi esclusivamente36da un polimero non alogenato, comprendenti (ma non limitati a) i polimeri seguenti: – polietilene (PE) – polipropilene (PP) – polistirene (PS) – acrilonitrile butadiene stirene (ABS) – polietilene tereftalato (PET) – policarbonati (PC) – polieteri – Rifiuti di plastica costituiti quasi esclusivamente37da una resina o da un prodotto di condensazione induriti, comprendenti (ma non limitati a) le resine seguenti: – resine ureiche di formaldeide – resine fenoliche di formaldeide – resine melaminiche di formaldeide – resine epossidiche – resine alchidiche – Rifiuti di plastica costituiti quasi esclusivamente38da uno dei polimeri fluorati seguenti39: – perfluoroetilene/propilene (FEP) – perfluoroalcossi alcani: – tetrafluoroetilene/perfluorviniletere (PFA) – tetrafluoroetilene/perfluormetilviniletere (MFA) – fluoruro di polivinile (PVF) – polifluoruro di vinilidene (PVDF) – Miscugli di rifiuti di plastica costituiti da polietilene (PE), polipropilene (PP) e/o tereftalato di polietilene (PET), a condizione che ciascuno dei loro componenti sia destinato a essere riciclato separatamente40e in modo ecologicamente razionale e sia quasi esente da contaminazione e da altri tipi di rifiuti41. B3020 Rifiuti di carta, cartone e prodotti di carta I seguenti materiali purché non mescolati con rifiuti pericolosi: – Rifiuti e residui di carta o cartone consistenti di: – carta o cartone non imbianchiti o carta o cartone increspati – altri tipi di carta o cartone costituiti principalmente di pasta chimica imbianchita, per lo più non colorata – carta o cartone costituiti principalmente di pasta meccanica (ad esempio: giornali, riviste e stampe analoghe) – altri, che includono (ma non sono limitati a): i) cartone laminato ii) residui non assortiti B3026 I seguenti rifiuti da pretrattamento di imballaggi compositi adibiti al contenimento di liquidi, non contenenti materiali indicati all’allegato I in concentrazioni sufficienti da presentare caratteristiche stabilite all’allegato III: – frazione di plastica non separabile – frazione di plastica-alluminio non separabile B3027 Rifiuti di etichette laminate autoadesive contenenti materie prime utilizzate nella fabbricazione di materiale per etichette B3030 Residui tessili I seguenti materiali purché non mescolati con altri rifiuti e preparati conformemente a determinate specificazioni: – Rifiuti di seta (inclusi bozzoli non adatti all’avvolgimento, rifiuti filati o catarzo) – non cardati né pettinati – altri – Rifiuti di lana o di peli fini o grossolani di animali, inclusi rifiuti filati, escluso il catarzo – cascame di lana o di peli fini di animali – altri rifiuti di lana o di peli fini di animali – rifiuti di peli grossolani di animale – Rifiuti di cotone (inclusi rifiuti filati e di catarzo) – rifiuti di filati (inclusi residui di fili) – catarzo – altri – Rifiuti e stoppe di lino – Rifiuti e stoppe (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di canapa (Cannabis sativa L.) – Rifiuti e stoppe (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di iuta ed altre fibre tessili (esclusi lino, canapa e ramiè) – Rifiuti e stoppe (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di sisal ed altre fibre tessili del genere Agave – Rifiuti, stoppe e cascame (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di cocco – Rifiuti, stoppe e cascame (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di abaca (canapa di Manila o Musa textilis Nee) – Rifiuti, stoppe e cascame (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di ramiè ed altre fibre vegetali tessili, non specificate o incluse altrove – Rifiuti (inclusi cascami, rifiuti filati e catarzo) di fibre manufatte – fibre sintetiche – fibre artificiali – Indumenti ed altri articoli tessili usurati – Residui di spaghi, cordame, funi e cavi ed altri articoli logori di spago, cordame, funi o cavi di materiali tessili – assortiti – altri B3035 Rifiuti di rivestimenti tessili di superfici, tappeti B3040 Rifiuti in caucciù I seguenti materiali, purché non mescolati con altri rifiuti: – Rifiuti e residui di caucciù indurito (ad esempio ebanite) – Altri rifiuti di caucciù (esclusi i rifiuti precisati altrove) B3050 Rifiuti di legno e sughero non trattati – Rifiuti e residui di legno, agglomerati o meno in ceppi, mattonelle, pellets o forme similari – Rifiuti di sughero: frantumati, granulati, o sughero macinato B3060 Rifiuti dell’industria agroalimentare, purché non infettivi: – Fecce di vino – Rifiuti vegetali disidratati e sterilizzati, residui e sottoprodotti, in forma di pellets o meno, della stessa specie usata negli alimenti per animali, non specificati o inclusi altrove – Mellon (grassi semiossidati): residui derivanti dal trattamento di sostanze grasse o cera animale o vegetale – Rifiuti di ossi o di corno grezzi sgrassati, semplicemente preparati (ma non tagliati in forma), trattati all’acido o degelatinizzati – Rifiuti di pesce – Croste di cacao, gusci ed altri rifiuti di cacao – Altri rifiuti dell’industria agroalimentare esclusi i sottoprodotti conformi ai requisiti e alle norme nazionali e internazionali per il consumo umano e animale B3065 Rifiuti di grassi e oli commestibili di origine animale o vegetale (ad esempio olio per frittura), a condizione che non presentino alcuna delle caratteristiche di cui all’allegato III B3070 I seguenti rifiuti: – Rifiuti di capelli umani – Rifiuti di paglia – Micelio fungino non attivato derivante dalla produzione di penicillina, da utilizzare nell’alimentazione degli animali B3080 Rifiuti, trucioli e residui di caucciù B3090 Trucioli ed altri rifiuti di cuoio o di composizione di cuoio non adatti alla manifattura di articoli di cuoio che non contengono composti esavalenti di cromo o biocidi (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A3100]) B3100 Rifiuti di polveri, ceneri, fanghi e farine di cuoio, che non contengono composti esavalenti di cromo o biocidi (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A3090]) B3110 Rifiuti della slanatura che non contengono composti esavalenti di cromo, biocidi o sostanze infettive (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A3110]) B3120 Rifiuti di coloranti alimentari B3130 Rifiuti di eteri polimerici e rifiuti di eteri monomerici incapaci di formare perossidi B3140 Rifiuti di pneumatici, esclusi quelli destinati alle operazioni di cui all’allegato IV.A

B4Rifiuti che possono contenere composti inorganici o organici

B4010 Rifiuti che consistono principalmente di idropitture e pitture a base di lattice, inchiostri e vernici indurite non contenenti solventi organici, metalli pesanti o biocidi in misura tale da renderli pericolosi (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A4070]) B4020 Rifiuti derivanti dalla produzione, preparazione e uso di resine, latex, plastificanti, colle/adesivi non inclusi nell’elenco A, liberi da solventi e altri agenti inquinanti in misura tale da non presentare le caratteristiche di cui all’allegato III, ad esempio prodotti a base di acqua o colle a base di amido di caseina, destrina, eteri di cellulosa, alcool polivinilici (cfr. la voce corrispondente nell’elenco A [A3050])

Stati partecipantiRatifica
Adesione (A)
Dichiarazione di successione (S)
Entrata in vigore
Afghanistan25 marzo201323 giugno2013
Albania29 giugno1999 A27 settembre1999
Algeria*15 settembre1998 A14 dicembre1998
Andorra23 luglio1999 A21 ottobre1999
Angola6 febbraio2017 A7 maggio2017
Antigua e Barbuda5 aprile1993 A4 luglio1993
Arabia Saudita7 marzo19905 maggio1992
Argentina27 giugno19915 maggio1992
Armenia1° ottobre1999 A30 dicembre1999
Australia5 febbraio1992 A5 maggio1992
Austria12 gennaio199312 aprile1993
Azerbaigian1° giugno2001 A30 agosto2001
Bahamas12 agosto1992 A10 novembre1992
Bahrein15 ottobre199213 gennaio1993
Bangladesh1° aprile1993 A30 giugno1993
Barbados24 agosto1995 A22 novembre1995
Belarus10 dicembre1999 A9 marzo2000
Belgio1° novembre199330 gennaio1994
Belize23 maggio1997 A21 agosto1997
Benin4 dicembre1997 A4 marzo1998
Bhutan26 agosto2002 A24 novembre2002
Bolivia15 novembre199613 febbraio1997
Bosnia e Erzegovina16 marzo2001 A14 giugno2001
Botswana20 maggio1998 A18 agosto1998
Brasile1° ottobre1992 A30 dicembre1992
Brunei16 dicembre2002 A16 marzo2003
Bulgaria16 febbraio1996 A16 maggio1996
Burkina Faso4 novembre1999 A2 febbraio2000
Burundi6 gennaio1997 A6 aprile1997
Cambogia2 marzo2001 A31 maggio2001
Camerun9 febbraio2001 A10 maggio2001
Canada*28 agosto199226 novembre1992
Capo Verde2 luglio1999 A30 settembre1999
Ceca, Repubblica30 settembre1993 S1° gennaio1993
Ciad10 marzo2004 A8 giugno2004
Cile*11 agosto19929 novembre1992
Cina17 dicembre19915 maggio1992
Hong Konga6 giugno19971° luglio1997
Macaob15 dicembre199920 dicembre1999
Cipro17 settembre199216 dicembre1992
Colombia*31 dicembre199631 marzo1997
Comore31 ottobre1994 A29 gennaio1995
Congo (Brazzaville)20 aprile2007 A19 luglio2007
Congo (Kinshasa)6 ottobre1994 A4 gennaio1995
Corea (Nord)10 luglio2008 A8 ottobre2008
Corea (Sud)28 febbraio1994 A29 maggio1994
Costa Rica7 marzo1995 A5 giugno1995
Côte d’Ivoire1° dicembre1994 A1° marzo1995
Croazia9 maggio1994 A7 agosto1994
Cuba*3 ottobre1994 A1° gennaio1995
Danimarcac6 febbraio19947 maggio1994
Dominica5 maggio1998 A3 agosto1998
Dominicana, Repubblica10 luglio2000 A8 ottobre2000
Ecuador*23 febbraio199324 maggio1993
Egitto8 gennaio1993 A8 aprile1993
El Salvador13 dicembre19915 maggio1992
Emirati Arabi Uniti17 novembre199215 febbraio1993
Eritrea10 marzo2005 A8 giugno2005
Estonia21 luglio1992 A19 ottobre1992
Eswatini8 agosto2005 A6 novembre2005
Etiopia12 aprile2000 A11 luglio2000
Filippine21 ottobre199319 gennaio1994
Finlandia19 novembre19915 maggio1992
Francia7 gennaio19915 maggio1992
Gabon6 giugno2008 A4 settembre2008
Gambia15 dicembre1997 A15 marzo1998
Georgia20 maggio1999 A18 agosto1999
Germania*21 aprile199520 luglio1995
Ghana30 maggio2003 A28 agosto2003
Giamaica23 gennaio2003 A23 aprile2003
Giappone*17 settembre1993 A16 dicembre1993
Gibuti31 maggio2002 A29 agosto2002
Giordania22 giugno19895 maggio1992
Grecia4 agosto19942 novembre1994
Grenada15 ottobre2021 A13 gennaio2022
Guatemala15 maggio199513 agosto1995
Guinea26 aprile1995 A25 luglio1995
Guinea equatoriale7 febbraio2003 A8 maggio2003
Guinea-Bissau9 febbraio2005 A10 maggio2005
Guyana4 aprile2001 A3 luglio2001
Honduras27 dicembre1995 A26 marzo1996
India24 giugno199222 settembre1992
Indonesia*20 settembre1993 A19 dicembre1993
Iran5 gennaio1993 A5 aprile1993
Iraq2 maggio2011 A31 luglio2011
Irlanda7 febbraio19948 maggio1994
Islanda28 giugno1995 A26 settembre1995
Isole Cook29 giugno2004 A27 settembre2004
Isole Marshall27 gennaio2003 A27 aprile2003
Israele*14 dicembre199414 marzo1995
Italia* **7 febbraio19948 maggio1994
Kazakstan3 giugno2003 A1° settembre2003
Kenya1° giugno2000 A30 agosto2000
Kirghizistan13 agosto1996 A11 novembre1996
Kiribati7 settembre2000 A6 dicembre2000
Kuwait11 ottobre19939 gennaio1994
Laos21 settembre2010 A20 dicembre2010
Lesotho31 maggio2000 A29 agosto2000
Lettonia14 aprile1992 A13 luglio1992
Libano*21 dicembre199421 marzo1995
Liberia22 settembre2004 A21 dicembre2004
Libia12 luglio2001 A10 ottobre2001
Liechtenstein27 gennaio19925 maggio1992
Lituania22 aprile1999 A21 luglio1999
Lussemburgo7 febbraio19948 maggio1994
Macedonia del Nord16 luglio1997 A14 ottobre1997
Madagascar2 giugno1999 A31 agosto1999
Malawi21 aprile1994 A20 luglio1994
Malaysia8 ottobre1993 A6 gennaio1994
Maldive28 aprile1992 A27 luglio1992
Mali5 dicembre2000 A5 marzo2001
Malta19 giugno2000 A17 settembre2000
Marocco28 dicembre1995 A27 marzo1996
Mauritania16 agosto1996 A14 novembre1996
Maurizio24 novembre1992 A22 febbraio1993
Messico*22 febbraio19915 maggio1992
Micronesia6 settembre1995 A5 dicembre1995
Moldova2 luglio1998 A30 settembre1998
Monaco31 agosto1992 A29 novembre1992
Mongolia15 aprile1997 A14 luglio1997
Montenegro23 ottobre2006 S3 giugno2006
Mozambico13 marzo1997 A11 giugno1997
Myanmar6 gennaio2015 A6 aprile2015
Namibia15 maggio1995 A13 agosto1995
Nauru12 novembre2001 A10 febbraio2002
Nepal15 ottobre1996 A13 gennaio1997
Nicaragua3 giugno1997 A1° settembre1997
Niger17 giugno1998 A15 settembre1998
Nigeria13 marzo19915 maggio1992
Norvegia*2 luglio19905 maggio1992
Nuova Zelandad20 dicembre199420 marzo1995
Oman8 febbraio1995 A9 maggio1995
Paesi Bassi*e16 aprile199315 luglio1993
Pakistan26 luglio1994 A24 ottobre1994
Palau8 settembre2011 A7 dicembre2011
Palestina2 gennaio2015 A2 aprile2015
Panama22 febbraio19915 maggio1992
Papua Nuova Guinea1° settembre1995 A30 novembre1995
Paraguay28 settembre1995 A27 dicembre1995
Perù23 novembre1993 A21 febbraio1994
Polonia*20 marzo199218 giugno1992
Portogallo26 gennaio199426 aprile1994
Qatar9 agosto1995 A7 novembre1995
Regno Unito*7 febbraio19948 maggio1994
Akrotiri e Dhekelia6 settembre20066 settembre2006
Guernesey27 novembre200227 novembre2002
Isola di Man12 dicembre200112 dicembre2001
Gibilterra11 aprile201310 luglio2013
Jersey14 settembre200714 settembre2007
Terra antartica britannica7 febbraio19948 maggio1994
Rep. Centrafricana24 febbraio2006 A25 maggio2006
Romania*27 febbraio1991 A5 maggio1992
Ruanda7 gennaio2004 A6 aprile2004
Russia*31 gennaio19951° maggio1995
Saint Kitts e Nevis*7 settembre1994 A5 dicembre1994
Saint Lucia9 dicembre1993 A9 marzo1994
Saint Vincent e Grenadine2 dicembre1996 A2 marzo1997
Salomone, Isole25 agosto2022 A23 novembre2022
Samoa22 marzo2002 A20 giugno2002
São Tomé e Príncipe12 novembre2013 A10 febbraio2014
Seicelle11 maggio1993 A9 agosto1993
Senegal10 novembre1992 A8 febbraio1993
Serbia18 aprile2000 A17 luglio2000
Sierra Leone1° novembre2016 A30 gennaio2017
Singapore*2 gennaio1996 A1° aprile1996
Siria22 gennaio19925 maggio1992
Slovacchia28 maggio1993 S1° gennaio1993
Slovenia7 ottobre1993 A5 gennaio1994
Somalia26 luglio2010 A24 ottobre2010
Spagna*7 febbraio19948 maggio1994
Sri Lanka28 agosto1992 A26 novembre1992
Sudafrica5 maggio1994 A3 agosto1994
Sudan9 gennaio2006 A9 aprile2006
Suriname20 settembre2011 A19 dicembre2011
Svezia2 agosto19915 maggio1992
Svizzera31 gennaio19905 maggio1992
Tagikistan30 giugno2016 A28 settembre2016
Tanzania7 aprile1993 A6 luglio1993
Thailandia24 novembre199722 febbraio1998
Togo2 luglio2004 A30 settembre2004
Tonga26 marzo2010 A24 giugno2010
Trinidad e Tobago18 febbraio1994 A19 maggio1994
Tunisia11 ottobre1995 A9 gennaio1996
Turchia22 giugno199420 settembre1994
Turkmenistan25 settembre1996 A24 dicembre1996
Tuvalu21 agosto2020 A19 novembre2020
Ucraina8 ottobre1999 A6 gennaio2000
Uganda11 marzo1999 A9 giugno1999
Ungheria21 maggio19905 maggio1992
Unione europea*7 febbraio19948 maggio1994
Uruguay*20 dicembre19915 maggio1992
Uzbekistan7 febbraio1996 A7 maggio1996
Vanuatu16 ottobre2018 A14 gennaio2019
Venezuela*3 marzo19981° giugno1998
Vietnam13 marzo1995 A11 giugno1995
Yemen21 febbraio1996 A21 maggio1996
Zambia15 novembre1994 A13 febbraio1995
Zimbabwe1° marzo2012 A30 maggio2012
* Riserve e dichiarazioni. ** Obiezioni. Le riserve, dichiarazioni e obiezioni non sono pubblicate nella RU. I testi in inglese possono essere ottenuti sul sito Internet dell’Organizzazione internazionale marittima (IMO): www.imo.org > Publications > Catalogue & Code Listings, oppure presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.
a Dal 30 ott. 1995 al 30 giu. 1997, la Conv. era applicabile a Hong Kong in base a una dichiarazione d’estensione territoriale del Regno Unito. Dal 1° lug. 1997, Hong Kong è diventata una Regione amministrativa speciale (RAS) della Repubblica Popolare Cinese. In virtù della dichiarazione cinese del 6 giu. 1997, la Conv. è applicabile anche alla RAS Hong Kong dal 1° lug. 1997.
b Dal 28 giu. 1999 al 19 dic. 1999, la Conv. era applicabile a Macao in base a una dichiarazione d’estensione territoriale del Portogallo. Dal 20 dic. 1999, Macao è diventata una Regione amministrativa speciale (RAS) della Repubblica Popolare Cinese. In virtù della dichiarazione cinese, la Conv. è applicabile anche alla RAS Macao dal 20 dic. 1999.
c La Conv. non si applica né alle isole Färoer, né alla Groenlandia.
d La Conv. non si applica a Tokelau.
e La Conv. si applica al Regno in Europa.

Footnotes

  1. Introdotto dalla Dec. III/1 della 3aConferenza delle Parti il 22 set. 1995, in vigore per la Svizzera dal 5 dic. 2019 (RU 2020 4727).

  2. Questa rubrica ha effetto dal 1° gen. 2021.

  3. Le Parti possono imporre requisiti più rigorosi in relazione con questa rubrica.

  4. Cfr. la rubrica correlata A3210 dell’elenco A dell’all. VIII.

  5. Riciclaggio/recupero di sostanze organiche non utilizzate come solventi (operazione R3 della parte B dell’all. IV) o, se necessario, stoccaggio temporaneo limitato a un solo caso, a condizione che sia seguito dall’operazione R3 e attestato da una documentazione contrattuale o ufficiale adeguata.

  6. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esente da contaminazione e da altri tipi di rifiuti».

  7. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esclusivamente».

  8. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esclusivamente».

  9. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esclusivamente».

  10. Esclusi i rifiuti prodotti dopo la fase di consumo.

  11. Riciclaggio/recupero di sostanze organiche non utilizzate come solventi (operazione R3 della parte B dell’all. IV) con preselezione e, se necessario, stoccaggio temporaneo limitato a un solo caso, a condizione che sia seguito dall’operazione R3 e attestato da una documentazione contrattuale o ufficiale adeguata.

  12. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esente da contaminazione e da altri tipi di rifiuti».

  13. Questa voce ha effetto dal 1° gen. 2025.

  14. Cfr. la voce correlata A1181 dell’elenco A dell’all. VIII.

  15. Si noti che la voce corrispondente nell’elenco B (1160) non specifica eccezioni.

  16. La voce A1180 è applicabile fino al 31 dicembre 2024.

  17. Questa voce non include rottami di assemblaggi provenienti dalle centrali elettriche.

  18. I PCB presentano un livello di concentrazione pari o superiore a 50 mg/kg.

  19. Questa voce ha effetto dal 1° gen. 2025.

  20. Presenza di PCB o PBB in una concentrazione pari o superiore a 50 mg/kg in un’apparecchiatura, in un componente o in rifiuti derivanti dalla lavorazione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o di componenti di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

  21. Concentrazioni di PCB uguali o superiori a 50 mg/kg.

  22. Il livello di 50 mg/kg è considerato, a livello internazionale, come un indicatore pratico per tutti i rifiuti. Tuttavia, molti Paesi hanno fissato livelli normativi inferiori per determinati tipi di rifiuti (ad esempio 20 mg/kg).

  23. Questa rubrica ha effetto dal 1° gen. 2021.

  24. «Scaduti» significa non utilizzati nel periodo raccomandato dal produttore.

  25. Questa voce non include il legno trattato con prodotti chimici di conservazione.

  26. «Scaduti» significa non utilizzati nel periodo raccomandato dal produttore.

  27. Si noti che anche laddove si registri inizialmente un basso livello di contaminazione con i materiali inclusi nell’allegato I, i trattamenti successivi, incluso il riciclaggio, possono determinare la separazione di frazioni che presentano concentrazioni significativamente superiori a quelle dei materiali citati.

  28. La classificazione delle ceneri di zinco è attualmente allo studio ed esiste una raccomandazione della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) secondo cui le ceneri di zinco non dovrebbero essere considerate pericolose.

  29. La concentrazione di benzo[a]pirene non dovrebbe essere uguale o superiore a 50 mg/kg.

  30. La rubrica B3010 é applicabile fino al 31 dic. 2020. La rubrica B3011 entra in vigore il 1° gen. 2021.

  31. È inteso che tali residui sono completamente polimerizzati.

  32. –  I rifiuti di consumo sono esclusi da questa voce –  I rifiuti non devono essere mescolati –  Devono essere tenuti in considerazione i problemi che risultano dalle pratiche di incinerazione all’aperto.

  33. Questa rubrica entra in vigore il 1° gen. 2021. La rubrica B3010 é applicabile fino al 31 dic. 2020.

  34. Riciclaggio/recupero di sostanze organiche non utilizzate come solventi (operazione R3 della parte B dell’all. IV) o, se necessario, stoccaggio temporaneo limitato a un solo caso, a condizione che sia seguito dall’operazione R3 e attestato da una documentazione contrattuale o ufficiale adeguata.

  35. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esente da contaminazione e da altri tipi di rifiuti».

  36. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esclusivamente».

  37. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esclusivamente».

  38. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esclusivamente».

  39. Esclusi i rifiuti prodotti dopo la fase di consumo.

  40. Riciclaggio/recupero di sostanze organiche non utilizzate come solventi (operazione R3 della parte B dell’all. IV) con preselezione e, se necessario, stoccaggio temporaneo limitato a un solo caso, a condizione che sia seguito dall’operazione R3 e attestato da una documentazione contrattuale o ufficiale adeguata.

  41. Le specificazioni internazionali e nazionali possono offrire un punto di riferimento per l’interpretazione dell’espressione «quasi esente da contaminazione e da altri tipi di rifiuti».

Continua la tua ricerca in ChatGPT o Claude

Collega Omnilex per cercare nel corpus legale dal tuo assistente IA.