Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini

0.311.542Multilateral International Treaty26 nov 2006

Concluso a New York il 15 novembre 2000
Approvato dall’Assemblea federale il 23 giugno 20061

Ratificato con strumenti depositati dalla Svizzera il 27 ottobre 2006
Entrato in vigore per la Svizzera il 26 novembre 2006

(Stato 10 aprile 2025)

Preambolo

Gli Stati Parte del presente Protocollo,

dichiarando che una efficace lotta alla tratta internazionale delle persone, in particolare di donne e bambini, richiede un approccio internazionale globale nei Paesi di origine, transito e destinazione che includa misure atte a prevenire tale tratta, punire i trafficanti e tutelare le vittime di questa tratta, in particolare proteggendo i loro diritti fondamentali internazionalmente riconosciuti,

tenendo conto del fatto che, nonostante l’esistenza di numerosi strumenti internazionali contenenti norme e disposizioni pratiche per combattere lo sfruttamento delle persone, in particolare di donne e bambini, non vi è nessuno strumento universale che affronti tutti gli aspetti della tratta di persone,

preoccupati che, in assenza di un tale strumento, le persone vulnerabili alla tratta non saranno sufficientemente tutelate,

ricordando la risoluzione dell’Assemblea Generale 53/111 del 9 dicembre 1998, con la quale l’Assemblea ha deciso di istituire un comitato intergovernativo ad hoc a composizione universale al fine di elaborare una convenzione internazionale generale contro la criminalità organizzata trasnazionale e di esaminare l’elaborazione, tra gli altri, di uno strumento internazionale in materia di tratta di donne e bambini,

convinti del fatto che l’integrazione della Convenzione2delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale con uno strumento internazionale per la prevenzione, repressione e punizione della tratta di persone, in particolare di donne e bambini, sarà utile nel prevenire e combattere tale tipo di reato,

hanno convenuto quanto segue:

I. Disposizioni generali

Art. 1 Relazione con la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale

(1). Il presente Protocollo integra la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale. Esso è interpretato unitamente alla Convenzione. (2). Le disposizioni della Convenzione si applicano, mutatis mutandis, al presente Protocollo, salvo disposizione contraria. (3). I reati previsti conformemente all’articolo 5 del presente Protocollo sono considerati come reati previsti ai sensi della Convenzione.

Art. 2 Scopo

Gli obiettivi del presente Protocollo sono:

  1. prevenire e combattere la tratta di persone, prestando particolare attenzione alle donne e ai bambini;
  2. tutelare e assistere le vittime di tale tratta nel pieno rispetto dei loro diritti umani; e
  3. promuovere la cooperazione fra gli Stati Parte al fine di realizzare detti obiettivi.
Art. 3 Terminologia

Ai fini del presente Protocollo:

  1. «tratta di persone» indica il reclutamento, trasporto, trasferimento, l’ospitare o accogliere persone, tramite l’impiego o la minaccia di impiego della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o ricevere somme di denaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra a scopo di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro forzato o prestazioni forzate, schiavitù o pratiche analoghe, l’asservimento o il prelievo di organi;
  2. il consenso di una vittima della tratta di persone allo sfruttamento di cui alla lettera a) del presente articolo è irrilevante nei casi in cui qualsivoglia dei mezzi usati di cui alla lettera a) è stato utilizzato;
  3. il reclutamento, trasporto, trasferimento, l’ospitare o accogliere un bambino ai fini di sfruttamento sono considerati «tratta di persone» anche se non comportano l’utilizzo di nessuno dei mezzi di cui alla lettera a) del presente articolo;
  4. «bambino» indica qualsiasi persona al di sotto di 18 anni.
Art. 4 Ambito di applicazione

Il presente Protocollo si applica, salvo disposizione contraria, alla prevenzione, alle attività di indagine e al perseguimento dei reati stabiliti ai sensi dell’articolo 5 del presente Protocollo, nel caso in cui tali reati siano di natura transnazionale e coinvolgano un gruppo criminale organizzato, nonché alla tutela delle vittime di tali reati.

Art. 5 Penalizzazione

(1). Ogni Stato Parte adotta le misure legislative e di altro tipo necessarie per conferire il carattere di reato alla condotta di cui all’articolo 3 del presente Protocollo, quando posta in essere intenzionalmente.

(2). Ogni Stato Parte adotta le misure legislative e di altro tipo necessarie per conferire il carattere di reato:

  1. fatti salvi i concetti fondamentali del suo ordinamento giuridico, al tentativo di commettere un reato determinato ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo;
  2. alla partecipazione, in qualità di complice, ad un reato determinato ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo;
  3. all’organizzare o dirigere altre persone nella commissione di un reato determinato ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo.

II. Tutela delle vittime della tratta di persone

Art. 6 Assistenza e tutela delle vittime della tratta di persone

(1). Nei casi opportuni e nella misura consentita dal suo diritto interno, ogni Stato Parte tutela la riservatezza e l’identità delle vittime della tratta di persone, anche escludendo la pubblicità per i procedimenti giudiziari concernenti la tratta.

(2). Ogni Stato Parte assicura che il suo ordinamento giuridico o amministrativo preveda misure che consentono, nei casi appropriati, di fornire alle vittime della tratta di persone:

  1. informazioni sui procedimenti giudiziari e amministrativi pertinenti;
  2. assistenza per permettere che le loro opinioni e preoccupazioni siano presentate ed esaminate nelle appropriate fasi del procedimento penale contro gli autori del reato, in maniera da non pregiudicare i diritti della difesa.

(3). Ogni Stato Parte prende in considerazione l’attuazione di misure relative al recupero fisico, psicologico e sociale delle vittime della tratta di persone e, nei casi opportuni, in collaborazione con le organizzazioni non governative, altre organizzazioni interessate e altri soggetti della società civile, il fornire:

a) un alloggio adeguato;

b) consulenza e informazioni, in particolare in relazione ai loro diritti riconosciuti dalla legge, in una lingua che le vittime della tratta di persone comprendano;

c) assistenza medica, psicologica e materiale; e

d) opportunità di impiego, opportunità educative e di formazione.

(4). Ogni Stato Parte prende in considerazione, nell’applicare le disposizioni del presente articolo, l’età, il sesso e le esigenze particolari delle vittime della tratta di persone, in particolare le esigenze specifiche dei bambini, inclusi un alloggio, un’educazione e cure adeguati.

(5). Ogni Stato Parte cerca di assicurare l’incolumità fisica delle vittime della tratta di persone mentre sono sul proprio territorio.

(6). Ogni Stato Parte assicura che il proprio sistema giuridico interno contenga misure che offrono alle vittime della tratta di persone la possibilità di ottenere un risarcimento per il danno subìto.

Art. 7 Condizione delle vittime della tratta di persone nello Stato d’accoglienza

(1). Oltre alle misure di cui all’articolo 6 del presente Protocollo, ogni Stato Parte prende in considerazione l’adozione di misure legislative o di altre misure adeguate che consentano alle vittime della tratta di persone di restare sul suo territorio, a titolo temporaneo o permanente, nei casi opportuni. (2). Nell’attuare le disposizioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, ogni Stato Parte tiene debitamente conto dei fattori umanitari e personali.

Art. 8 Rimpatrio delle vittime della tratta di persone

(1). Lo Stato Parte di cui la vittima della tratta di persone è cittadina, o in cui la persona aveva il diritto di risiedere a titolo permanente al momento del suo ingresso nello Stato Parte d’accoglienza, facilita e accetta, tenendo debitamente conto dell’incolumità di questa persona, il ritorno di quest’ultima senza ingiustificato motivo o irragionevole ritardo. (2). Quando uno Stato Parte fa ritornare una vittima della tratta di persone in uno Stato Parte di cui questa persona è cittadina o in cui questa aveva, all’epoca del suo ingresso nel territorio dello Stato Parte d’accoglienza, il diritto di risiedere a titolo permanente, questo ritorno è assicurato tenendo debitamente conto dell’incolumità della persona, nonché dello stato del procedimento penale connesso al fatto che quella persona è vittima della tratta di persone, ed è preferibilmente volontario. (3). Su richiesta dello Stato Parte d’accoglienza, lo Stato Parte richiesto, senza ritardi ingiustificati o irragionevoli, verifica se una persona vittima della tratta di persone è suo cittadino o aveva il diritto di risiedere a titolo permanente sul suo territorio all’epoca dell’ingresso nel territorio dello Stato Parte d’accoglienza. (4). Al fine di facilitare il ritorno della vittima della tratta di persone che non possieda l’adeguata documentazione, lo Stato Parte di cui quella persona è cittadina o nel quale aveva il diritto di risiedere a titolo permanente all’epoca del suo ingresso nel territorio dello Stato Parte d’accoglienza, accetta di rilasciare, su richiesta dello Stato Parte d’accoglienza, i documenti di viaggio o qualsiasi altra autorizzazione necessaria per permettere alla persona di viaggiare e rientrare nel suo territorio. (5). Il presente articolo non reca pregiudizio a nessuno dei diritti riconosciuti alle vittime della tratta di persone dal diritto interno dello Stato Parte d’accoglienza. (6). Il presente articolo non reca pregiudizio a nessun accordo o intesa bilaterale o multilaterale applicabile che disciplina, in tutto o in parte, il ritorno delle vittime della tratta di persone.

III. Misure di prevenzione, cooperazione e altre misure

Art. 9 Prevenzione della tratta di persone

(1). Gli Stati Parte stabiliscono politiche globali, programmi o altre misure per:

  1. prevenire e combattere la tratta di persone; e
  2. proteggere le vittime della tratta di persone, in particolare donne e bambini, da una nuova vittimizzazione.

(2). Gli Stati Parte cercano di adottare misure quali ricerche, attività di informazione, e campagne mediatiche ed iniziative sociali ed economiche per prevenire e combattere la tratta di persone.

(3). Le politiche, i programmi e altre misure stabiliti ai sensi del presente articolo includono, laddove opportuno, la cooperazione con organizzazioni non governative, altre organizzazioni interessate ed altri soggetti della società civile.

(4). Gli Stati Parte adottano o potenziano misure, anche tramite la cooperazione bilaterale e multilaterale, per attenuare i fattori che rendono le persone, in particolare donne e bambini, vulnerabili alla tratta, quali la povertà, il sottosviluppo e la mancanza di pari opportunità.

(5). Gli Stati Parti adottano o potenziano le misure legislative o di altro tipo, quali quelle educative, sociali o culturali, compresa la cooperazione bilaterale o multilaterale, per scoraggiare la richiesta che incrementa tutte le forme di sfruttamento delle persone, specialmente donne e bambini, che porta alla tratta.

Art. 10 Scambio di informazioni e formazione

(1). Le autorità di polizia, quelle dell’immigrazione e le altre autorità interessate degli Stati Parte, cooperano tra loro, laddove opportuno, scambiandosi informazioni in conformità con il loro diritto, interno per metterli in grado di verificare:

  1. se persone che varcano o cercano di varcare un confine internazionale con i documenti di viaggio appartenenti ad altre persone, o senza documenti di viaggio, siano autori o vittime della tratta di persone;
  2. i tipi di documenti di viaggio che hanno usato o tentato di usare le persone per varcare un confine internazionale ai fini della tratta di persone; e
  3. i mezzi e i metodi utilizzati dai gruppi criminali organizzati per la tratta di persone, compresi il reclutamento e il trasporto delle vittime, gli itinerari e i collegamenti tra le persone e i gruppi coinvolti in tale tratta, ed eventuali misure per individuarli.

(2). Gli Stati Parte assicurano o potenziano la formazione del personale delle autorità di contrasto, delle autorità per l’immigrazione e di altri servizi competenti nella prevenzione della tratta di persone. La formazione dovrebbe essere incentrata sui metodi utilizzati per prevenire la tratta, perseguire legalmente i trafficanti e tutelare i diritti delle vittime, compresa la protezione delle vittime dai trafficanti. La formazione dovrebbe anche tenere conto della necessità di prendere in considerazione i diritti umani e le delicate questioni connesse ai bambini e alle donne e dovrebbe incoraggiare la cooperazione con le organizzazioni non governative, altre organizzazioni competenti e altri soggetti della società civile.

(3). Uno Stato Parte che riceve informazioni si adegua ad ogni richiesta dello Stato Parte che ha trasmesso le informazioni che pone restrizioni sul loro utilizzo.

Art. 11 Misure alle frontiere

(1). Senza pregiudizio per gli impegni internazionali relativi alla libera circolazione delle persone, gli Stati Parte potenziano, nella misura del possibile, i controlli alle frontiere necessari per prevenire e individuare la tratta di persone. (2). Ogni Stato Parte adotta misure legislative o altre misure adeguate per impedire, nella misura del possibile, che i mezzi di trasporto utilizzati dai trasportatori commerciali siano utilizzati nella commissione dei reati di cui all’articolo 5 del presente Protocollo. (3). Laddove opportuno, e senza pregiudizio per le convenzioni internazionali applicabili, tali misure includono la determinazione dell’obbligo per i trasportatori commerciali, inclusi qualsiasi compagnia di trasporto o il proprietario o gestore di qualsiasi mezzo di trasporto, di verificare che tutti passeggeri siano in possesso dei documenti di viaggio richiesti per l’ingresso nello Stato di accoglienza. (4). Ogni Stato Parte adotta le misure necessarie, in conformità con il proprio diritto interno, per prevedere sanzioni nei casi di violazione dell’obbligo di cui al paragrafo 3 del presente articolo. (5). Ogni Stato Parte prende in considerazione l’adozione di misure che consentano, in conformità con il proprio diritto interno, di rifiutare l’ingresso delle persone coinvolte nella commissione dei reati di cui al presente Protocollo o di ritirare i loro visti. (6). Senza pregiudizio per l’articolo 27 della Convenzione, gli Stati Parte prendono in considerazione il rafforzamento della cooperazione tra gli organismi di controllo delle frontiere, anche tramite la costituzione e il mantenimento di canali diretti di comunicazione.

Art. 12 Sicurezza e controllo dei documenti

Ogni Stato Parte adotta le misure necessarie, secondo i mezzi disponibili, al fine di:

  1. assicurare che i documenti di viaggio o di identità da esso rilasciati siano di una qualità tale da non poter essere facilmente utilizzati in maniera impropria e da non poter essere facilmente falsificati o illegalmente modificati, duplicati o rilasciati;
  2. assicurare l’integrità e la sicurezza dei documenti di viaggio e di identità rilasciati da o per conto dello Stato Parte e impedire che siano creati, rilasciati ed utilizzati illegalmente.
Art. 13 Legittimità e validità dei documenti

Su richiesta di un altro Stato Parte, uno Stato Parte, in conformità con il proprio diritto interno, verifica entro un lasso di tempo ragionevole, la legittimità e la validità dei documenti di viaggio e di identità rilasciati, o che si presume siano stati rilasciati in suo nome e sospettati di essere utilizzati per la tratta di persone.

IV. Disposizioni finali

Art. 14 Clausola di salvaguardia

(1). Nessuna disposizione del presente Protocollo pregiudica i diritti, gli obblighi e le responsabilità degli Stati ed individui ai sensi del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani e, in particolare, laddove applicabile, la Convenzione del 19513e il Protocollo del 19674relativi allo Status dei Rifugiati e il principio di non allontanamento. (2). Le misure di cui al presente Protocollo sono interpretate ed applicate in modo non discriminatorio alle persone sulla base del fatto che sono vittime della tratta di persone. L’interpretazione e l’applicazione di tali misure è coerente con i principi internazionalmente riconosciuti della non discriminazione.

Art. 15 Composizione delle controversie

(1). Gli Stati Parte cercano di comporre le controversie riguardanti l’interpretazione o l’applicazione del presente Protocollo tramite le vie negoziali. (2). Qualsiasi controversia tra due o più Stati Parte in relazione all’interpretazione o all’applicazione del presente Protocollo che non può essere risolta tramite la via negoziale in un lasso di tempo ragionevole, è oggetto, su richiesta di uno di questi Stati Parte, di arbitrato. Se, sei mesi dopo la data della richiesta di arbitrato, gli Stati Parte non riescono ad accordarsi sull’organizzazione dell’arbitrato, uno qualunque di detti Stati Parte può sottoporre la controversia alla Corte Internazionale di Giustizia tramite richiesta, conformemente allo Statuto della Corte. (3). Ogni Stato Parte può, al momento della firma, ratifica, accettazione o approvazione del presente Protocollo, o dell’adesione ad esso, dichiarare che non si considera vincolato dal paragrafo 2 del presente articolo. Gli altri Stati Parte non sono vincolati dal paragrafo 2 del presente articolo nei confronti di qualsiasi Stato Parte che abbia espresso tale riserva. (4). Qualsiasi Stato Parte che abbia espresso una riserva ai sensi del paragrafo 3 del presente articolo può, in qualunque momento, ritirare detta riserva tramite notifica al Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Art. 16 Firma, ratifica, accettazione, approvazione e adesione

(1). Il presente Protocollo è aperto alla firma di tutti gli Stati dal 12 al 15 dicembre 2000 a Palermo, Italia, e, in seguito, presso la sede delle Nazioni Unite a New York fino al 12 dicembre 2002. (2). Il presente Protocollo è aperto alla firma anche delle organizzazioni regionali d’integrazione economica a condizione che almeno uno Stato membro di una tale organizzazione abbia firmato il presente Protocollo, ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo. (3). Il presente Protocollo è soggetto a ratifica, accettazione o approvazione. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Una organizzazione regionale d’integrazione economica può depositare il proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione se almeno uno dei suoi Stati membri ha fatto altrettanto. In questo strumento di ratifica, accettazione o approvazione, detta organizzazione dichiara la portata della propria competenza in relazione alle questioni disciplinate dal presente Protocollo. Detta organizzazione informa anche il depositario in relazione a qualsiasi modifica pertinente alla portata della sua competenza. (4). Il presente Protocollo è aperto all’adesione da parte di qualsiasi Stato o organizzazione regionale d’integrazione economica di cui almeno uno Stato Membro è Parte del presente Protocollo. Gli strumenti di adesione vengono depositati presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Al momento della sua adesione, una organizzazione regionale d’integrazione economica dichiara la portata della propria competenza in relazione alle questioni disciplinate dal presente Protocollo. Essa informa anche il depositario in relazione a qualsiasi modifica pertinente alla portata della sua competenza.

Art. 17 Entrata in vigore

(1). Il presente Protocollo entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di deposito del quarantesimo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, salvo che non entrerà in vigore prima dell’entrata in vigore della Convenzione. Ai fini del presente paragrafo, nessuno degli strumenti depositati da una organizzazione regionale d’integrazione economica è considerato come strumento integrativo degli strumenti già depositati dagli Stati membri di tale organizzazione. (2). Per ogni Stato o organizzazione regionale d’integrazione economica che ratificherà, accetterà, o approverà il presente Protocollo o che vi aderirà dopo il deposito del quarantesimo strumento relativo, il presente Protocollo entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo alla data di deposito da parte di detto Stato o organizzazione dello strumento pertinente o alla data in cui il presente Protocollo entra in vigore ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, a seconda della data successiva.

Art. 18 Emendamento

(1). Alla scadenza di cinque anni a partire dall’entrata in vigore del presente Protocollo, uno Stato Parte del Protocollo può proporre un emendamento e depositare il testo presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite. Quest’ultimo comunica la proposta di emendamento agli Stati Parte e alla Conferenza delle Parti della Convenzione al fine di esaminare la proposta e prendere una decisione in merito. Gli Stati Parte del presente Protocollo riuniti alla Conferenza delle Parti tentano di raggiungere un consenso su ogni emendamento. Se sono stati fatti tutti gli sforzi per raggiungere un consenso ma senza risultato, in ultima istanza, affinché sia adottato l’emendamento, è necessario un voto maggioritario di due terzi degli Stati Parte del presente Protocollo presenti alla Conferenza delle Parti ed esprimenti il loro voto. (2). Le organizzazioni regionali d’integrazione economica, in relazione a questioni di loro competenza, esercitano il proprio diritto di voto ai sensi del presente articolo con un numero di voti pari al numero dei loro Stati membri che sono Parte del presente Protocollo. Tali organizzazioni non esercitano il loro diritto di voto se i loro Stati membri esercitano il proprio e vice versa. (3). Un emendamento adottato ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo è soggetto a ratifica, accettazione o ad approvazione da parte degli Stati Parte. (4). Un emendamento adottato ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo entra in vigore in relazione ad uno Stato Parte novanta giorni dopo la data di deposito presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite di uno strumento di ratifica, accettazione o approvazione di tale emendamento. (5). Quando un emendamento entra in vigore, è vincolante nei confronti degli Stati Parte cha hanno espresso il proprio consenso ad essere vincolati da esso. Gli altri Stati Parte restano vincolati dalle disposizioni del presente Protocollo e degli emendamenti precedenti che hanno ratificato, accettato o approvato.

Art. 19 Denuncia

(1). Uno Stato Parte può denunciare il presente Protocollo tramite notifica scritta al Segretario Generale delle Nazioni Unite. Tale denuncia ha efficacia un anno dopo la data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale. (2). Una organizzazione regionale d’integrazione economica cessa di essere Parte del presente Protocollo quando tutti i suoi Stati membri lo hanno denunciato.

Art. 20 Depositario e lingue

(1). Il Segretario Generale delle Nazioni Unite è il depositario del presente Protocollo. (2). L’originale del presente Protocollo, i testi in arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo facenti tutti ugualmente fede, è depositato presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

In fede di ciò , i sottoscritti plenipotenziari, all’uopo debitamente autorizzati dai rispettivi Governi, hanno sottoscritto il presente Protocollo.(Seguono le firme)

Stati partecipantiRatifica
Adesione (A)
Dichiarazione di
successione (S)
Entrata in vigore
Afghanistan15 agosto2014 A14 settembre2014
Albania21 agosto200225 dicembre2003
Algeria*9 marzo20048 aprile2004
Andorra*21 settembre2022 A21 ottobre2022
Angola19 settembre2014 A19 ottobre2014
Antigua e Barbuda17 febbraio201019 marzo2010
Arabia Saudita*20 luglio200719 agosto2007
Argentina19 novembre200225 dicembre2003
Armenia1° luglio200325 dicembre2003
Australia*14 settembre200514 ottobre2005
Austria15 settembre200515 ottobre2005
Azerbaigian*30 ottobre200325 dicembre2003
Bahamas*26 settembre200826 ottobre2008
Bahrein*7 giugno2004 A7 luglio2004
Bangladesh*12 settembre2019 A12 ottobre2019
Barbados11 novembre201411 dicembre2014
Belarus25 giugno200325 dicembre2003
Belgio*11 agosto200410 settembre2004
Belize26 settembre2003 A25 dicembre2003
Benin30 agosto200429 settembre2004
Bhutan*20 febbraio2023 A22 marzo2023
Bolivia*18 maggio200617 giugno2006
Bosnia e Erzegovina24 aprile200225 dicembre2003
Botswana29 agosto200225 dicembre2003
Brasile29 gennaio200428 febbraio2004
Brunei*30 marzo2020 A29 aprile2020
Bulgaria5 dicembre200125 dicembre2003
Burkina Faso15 maggio200225 dicembre2003
Burundi24 maggio201223 giugno2012
Cambogia2 luglio20071° agosto2007
Camerun6 febbraio20068 marzo2006
Canada13 maggio200225 dicembre2003
Capo Verde15 luglio200414 agosto2004
Ceca, Repubblica17 dicembre201416 gennaio2015
Ciad18 agosto2009 A17 settembre2009
Cile29 novembre200429 dicembre2004
Cina*8 febbraio2010 A10 marzo2010
Macao8 febbraio201010 marzo2010
Cipro6 agosto200325 dicembre2003
Colombia*4 agosto20043 settembre2004
Comore23 giugno2020 A23 luglio2020
Congo (Kinshasa)28 ottobre2005 A27 novembre2005
Corea del Sud5 novembre20155 dicembre2015
Costa d’Avorio25 ottobre2012 A24 novembre2012
Costa Rica9 settembre200325 dicembre2003
Croazia24 gennaio200325 dicembre2003
Cuba*20 giugno2013 A20 luglio2013
Danimarcaa30 settembre200325 dicembre2003
Dominica17 maggio2013 A16 giugno2013
Dominicana, Repubblica5 febbraio20086 marzo2008
Ecuador*17 settembre200225 dicembre2003
Egitto5 marzo20044 aprile2004
El Salvador*18 marzo200417 aprile2004
Emirati Arabi Uniti*21 gennaio2009 A20 febbraio2009
Eritrea*25 settembre2014 A25 ottobre2014
Estonia12 maggio200411 giugno2004
Eswatini24 settembre201224 ottobre2012
Etiopia*22 giugno2012 A22 luglio2012
Figi*19 settembre2017 A19 ottobre2017
Filippine28 maggio200225 dicembre2003
Finlandia7 settembre20067 ottobre2006
Francia29 ottobre200225 dicembre2003
Gabon22 settembre2010 A22 ottobre2010
Gambia5 maggio200325 dicembre2003
Georgia5 settembre20065 ottobre2006
Germania14 giugno200614 luglio2006
Ghana21 agosto2012 A20 settembre2012
Giamaica29 settembre200325 dicembre2003
Giappone11 luglio201710 agosto2017
Gibuti20 aprile2005 A20 maggio2005
Giordania11 giugno2009 A11 luglio2009
Grecia*11 gennaio201110 febbraio2011
Grenada21 maggio2004 A20 giugno2004
Guatemala1° aprile2004 A1° maggio2004
Guinea9 novembre2004 A9 dicembre2004
Guinea equatoriale7 febbraio200325 dicembre2003
Guinea-Bissau10 settembre200710 ottobre2007
Guyana14 settembre2004 A14 ottobre2004
Haiti19 aprile201119 maggio2011
Honduras1° aprile2008 A1° maggio2008
India5 maggio20114 giugno2011
Indonesia*28 settembre200928 ottobre2009
Iraq9 febbraio2009 A11 marzo2009
Irlanda17 giugno201017 luglio2010
Islanda22 giugno201022 luglio2010
Israele*23 luglio200822 agosto2008
Italia2 agosto20061° settembre2006
Kazakistan31 luglio2008 A30 agosto2008
Kenya5 gennaio2005 A4 febbraio2005
Kirghizistan2 ottobre200325 dicembre2003
Kiribati15 settembre2005 A15 ottobre2005
Kuwait12 maggio2006 A11 giugno2006
Laos*26 settembre2003 A25 dicembre2003
Lesotho24 settembre200325 dicembre2003
Lettonia25 maggio200424 giugno2004
Libano5 ottobre20054 novembre2005
Liberia22 settembre2004 A22 ottobre2004
Libia24 settembre200424 ottobre2004
Liechtenstein20 febbraio200821 marzo2008
Lituania23 giugno200325 dicembre2003
Lussemburgo20 aprile200920 maggio2009
Macedonia del Nord12 gennaio200511 febbraio2005
Madagascar15 settembre200515 ottobre2005
Malawi*17 marzo2005 A16 aprile2005
Malaysia*26 febbraio2009 A28 marzo2009
Maldive14 settembre2016 A14 ottobre2016
Mali12 aprile200225 dicembre2003
Malta24 settembre200325 dicembre2003
Marocco25 aprile2011 A25 maggio2011
Mauritania22 luglio2005 A21 agosto2005
Maurizio24 settembre2003 A25 dicembre2003
Messico4 marzo200325 dicembre2003
Micronesia*2 novembre2011 A2 dicembre2011
Moldova*16 settembre200516 ottobre2005
Monaco5 giugno200125 dicembre2003
Mongolia27 giugno2008 A27 luglio2008
Montenegro23 ottobre2006 S3 giugno2006
Mozambico20 settembre200620 ottobre2006
Myanmar*30 marzo2004 A29 aprile2004
Namibia16 agosto200225 dicembre2003
Nauru12 luglio201211 agosto2012
Nepal*16 giugno2020 A16 luglio2020
Nicaragua12 ottobre2004 A11 novembre2004
Niger30 settembre200430 ottobre2004
Nigeria28 giugno200125 dicembre2003
Norvegia23 settembre200325 dicembre2003
Nuova Zelandab19 luglio200225 dicembre2003
Oman13 maggio2005 A12 giugno2005
Paesi Bassic27 luglio200526 agosto2005
Aruba18 gennaio200718 gennaio2007
Curaçao16 novembre202316 novembre2023
Parte caraibica (Bonaire,
Sant’Eustachio e Saba)
10 ottobre201010 ottobre2010
Pakistan*4 novembre2022 A4 dicembre2022
Palau27 maggio2019 A26 giugno2019
Palestina29 dicembre2017 A28 gennaio2018
Panama18 agosto200417 settembre2004
Paraguay22 settembre200422 ottobre2004
Perù23 gennaio200225 dicembre2003
Polonia26 settembre200325 dicembre2003
Portogallo10 maggio20049 giugno2004
Qatar*29 maggio2009 A28 giugno2009
Regno Unito9 febbraio200611 marzo2006
Rep. Centrafricana6 ottobre2006 A5 novembre2006
Romania4 dicembre200225 dicembre2003
Ruanda26 settembre200325 dicembre2003
Russia26 maggio200425 giugno2004
Saint Kitts e Nevis21 maggio2004 A20 giugno2004
Saint Vincent e Grenadine29 ottobre201028 novembre2010
San Marino20 luglio201019 agosto2010
Santa Lucia16 luglio2013 A15 agosto2013
São Tomé e Príncipe23 agosto2006 A22 settembre2006
Seicelle22 giugno200422 luglio2004
Senegal27 ottobre200325 dicembre2003
Serbia6 settembre200125 dicembre2003
Sierra Leone12 agosto201411 settembre2014
Singapore*28 settembre2015 A28 ottobre2015
Siria*8 aprile20098 maggio2009
Slovacchia21 settembre200421 ottobre2004
Slovenia21 maggio200420 giugno2004
Somalia*25 marzo2025 A24 aprile2025
Spagna1° marzo200225 dicembre2003
Sri Lanka*15 giugno201515 luglio2015
Stati Uniti*3 novembre20053 dicembre2005
Sudafrica*20 febbraio200421 marzo2004
Sudan2 dicembre2014 A1° gennaio2015
Sudan del Sud9 aprile2025 A9 maggio2025
Suriname25 maggio2007 A24 giugno2007
Svezia1° luglio200431 luglio2004
Svizzera27 ottobre200626 novembre2006
Tagikistan8 luglio2002 A25 dicembre2003
Tanzania24 maggio200623 giugno2006
Thailandia*17 ottobre201316 novembre2013
Timor-Leste9 novembre2009 A9 dicembre2009
Togo8 maggio20097 giugno2009
Trinidad e Tobago6 novembre20076 dicembre2007
Tunisia*14 luglio200325 dicembre2003
Turchia25 marzo200325 dicembre2003
Turkmenistan28 marzo2005 A27 aprile2005
Ucraina*21 maggio200420 giugno2004
Uganda27 marzo202426 aprile2024
Ungheria22 dicembre200621 gennaio2007
Unione Europea*6 settembre20066 ottobre2006
Uruguay4 marzo20053 aprile2005
Uzbekistan*12 agosto200811 settembre2008
Venezuela13 maggio200225 dicembre2003
Vietnam*8 giugno2012 A8 luglio2012
Zambia24 aprile2005 A24 maggio2005
Zimbabwe*13 dicembre2013 A12 gennaio2014
* Riserve e dichiarazioni. Le riserve e le dichiarazioni non sono pubblicate nella RU, eccetto quelle della Svizzera. Il testo, in francese e inglese, può essere consultato sul sito Internet dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU):https://treaties.un.orgoppure ottenuto presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna aIl Prot. non vale per la Groenlandia né per le Isole Faeröer. b Il Prot. non vale per Tokelau. c Per il Regno in Europa.

Footnotes

  1. Art.1 cpv. 1 lett. b del DF del 23 giu. 2006 (RU 2006 5859).

  2. RS 0.311.54

  3. RS 0.142.30

  4. RS 0.142.301

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