ECLI:EU:C:2024:38•Ordinanza della Corte (Decima Sezione) del 9 gennaio 2024.#Sąd Najwyższy.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Najwyższy.#Rinvio pregiudiziale – Articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte – Articolo 267 TFUE – Questioni giuridiche sottoposte ad una Corte suprema dal suo primo presidente – Insussistenza di una lite pendente dinanzi al giudice del rinvio – Manifesta irricevibilità.#Causa C-658/22.
Ordinanza della Corte (Decima Sezione) del 9 gennaio 2024.#Sąd Najwyższy.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Najwyższy.#Rinvio pregiudiziale – Articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte – Articolo 267 TFUE – Questioni giuridiche sottoposte ad una Corte suprema dal suo primo presidente – Insussistenza di una lite pendente dinanzi al giudice del rinvio – Manifesta irricevibilità.#Causa C-658/22.
ECLI:EU:C:2024:38Eu Chamb 10 C9 gen 2024
Testo completo
ORDINANZA DELLA CORTE (Decima Sezione)
9 gennaio 2024 ( *1 )
«Rinvio pregiudiziale – Articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte – Articolo 267 TFUE – Questioni giuridiche sottoposte ad una Corte suprema dal suo primo presidente – Insussistenza di una lite pendente dinanzi al giudice del rinvio – Manifesta irricevibilità»
Nella causa C‑658/22,
avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Sąd Najwyższy (Corte suprema, Polonia), con decisione del 2 settembre 2021, pervenuta in cancelleria il 19 ottobre 2022, nell’ambito del ricorso sottopostogli dalla prima presidente;
con l’intervento di:
Prokurator Generalny,
LA CORTE (Decima Sezione),
composta da M.Z. Csehi, presidente di sezione, I. Jarukaitis (relatore) e D. Gratsias, giudici,
avvocato generale: A. Rantos
cancelliere: A. Calot Escobar
vista la fase scritta del procedimento,
considerate le osservazioni presentate:
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per il Prokurator Generalny, da R. Hernand; |
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per il governo polacco, da B. Majczyna e S. Żyrek, in qualità di agenti; |
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per il governo danese, da M.P.B. Jespersen, J.F. Kronborg e C.A.-S. Maertens, in qualità di agenti: |
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per il governo dei Paesi Bassi, da M.K. Bulterman e J. Langer, in qualità di agenti; |
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per il governo svedese, da A. Runeskjöld e H. Shev, in qualità di agenti; |
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per la Commissione europea, da K. Herrmann e P.J.O. Van Nuffel, in qualità di agenti, |
vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di statuire con ordinanza motivata, conformemente all’articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte,
ha emesso la seguente
Ordinanza
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1 |
La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 2, dell’articolo 6, paragrafi 1 e 3, nonché dell’articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE, in combinato disposto con l’articolo 267 TFUE e l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»). |
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2 |
Tale domanda è stata presentata nell’ambito dell’esame di questioni giuridiche sollevate dalla prima presidente del Sąd Najwyższy (Corte suprema, Polonia) alla sezione civile in composizione plenaria di tale organo giurisdizionale, in merito agli effetti dell’accertamento del carattere abusivo di clausole inserite in contratti di credito denominati o indicizzati in valuta estera. |
Diritto polacco
Costituzione
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3 |
L’articolo 144, paragrafi 2 e 3, della Konstytucja Rzeczypospolitej Polskiej (Costituzione della Repubblica di Polonia; in prosieguo: la «Costituzione») prevede quanto segue: «2. Gli atti ufficiali del presidente della Repubblica [di Polonia (in prosieguo: il «presente della Repubblica»)] richiedono, per la loro validità, la controfirma del presidente del Consiglio dei ministri che, firmando l’atto, ne diventa responsabile dinanzi al Sejm [(Camera bassa del Parlamento, Polonia)]. 3. Quanto disposto al paragrafo 2 non riguarda: (...) 17) la nomina dei giudici; (...)». |
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4 |
Ai sensi dell’articolo 179 della Costituzione, il presidente della Repubblica nomina i giudici, su proposta della Krajowa Rada Sądownictwa (Consiglio nazionale della magistratura, Polonia) (in prosieguo: la «KRS»), per un periodo di tempo indeterminato. |
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5 |
L’articolo 187 della Costituzione così recita: «1. La [KRS] è composta:
(...)». |
Legge sulla Corte suprema
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6 |
L’articolo 29, paragrafi 2 e 3, della ustawa o Sądzie Najwyższym (legge che disciplina la Corte suprema), dell’8 dicembre 2017 (Dz. U. del 2018, posizione 5), come modificata dalla ustawa o zmianie ustawy – Prawo o ustroju sądów powszechnych, ustawy o Sądzie Najwyższym oraz niektórych innych ustaw (legge recante modifica della legge relativa all’organizzazione degli organi giurisdizionali ordinari, della legge sulla Corte suprema e di talune altre leggi), del 20 dicembre 2019 (Dz. U. del 2020, posizione 190) (in prosieguo: la «legge sulla Corte suprema»), prevede quanto segue: «2. Nell’ambito delle attività del [Sąd Najwyższy (Corte suprema)] o dei suoi organi, non è consentito contestare la legittimazione [degli organi giurisdizionali], degli organi costituzionali dello Stato o degli organi di controllo e di tutela del diritto. 3. Il [Sąd Najwyższy (Corte suprema)] o un altro organo di potere non può accertare, né valutare la legittimità della nomina di un giudice o del potere di esercitare le funzioni in materia di amministrazione della giustizia che ne deriva». |
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7 |
L’articolo 72, paragrafo 1, della legge sulla Corte suprema, è così formulato: «I giudici del [Sąd Najwyższy (Corte Suprema)] rispondono, a livello disciplinare, delle inadempienze professionali (illeciti disciplinari), compresi i casi di: (...)
(...)». |
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8 |
Ai sensi dell’articolo 83, paragrafo 1, di tale legge: «Qualora, nella giurisprudenza degli organi giurisdizionali ordinari, degli organi giurisdizionali militari o del Sąd Najwyższy (Corte suprema), si manifestino divergenze nell’interpretazione di disposizioni giuridiche che fondano la loro decisione, il primo presidente o il presidente del Sąd Najwyższy (Corte suprema) possono, al fine di garantire l’omogeneità della giurisprudenza, sottoporre una questione giuridica al Sąd Najwyższy (Corte suprema) formato da sette giudici o in un altro collegio corrispondente». |
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9 |
L’articolo 85, paragrafo 1, della medesima legge è così formulato: «Il [Prokurator Generalny (procuratore generale, Polonia)] è informato dello svolgimento della seduta plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema) o della riunione della sezione o delle sezioni unite». |
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10 |
L’articolo 87, paragrafo 1, prima frase, della legge sulla Corte suprema dispone quanto segue: «Le decisioni della seduta plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema), delle sezioni unite o della sezione plenaria acquisiscono forza di principio giuridico dalla loro adozione». |
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Ai sensi dell’articolo 88 di tale legge: «1. Qualora un collegio del Sąd Najwyższy (Corte suprema) intenda abbandonare una decisione che ha acquisito forza di principio giuridico, esso sottopone la questione di diritto sollevata a un collegio costituito da tutti i membri della sezione. 2. L’abbandono di una decisione che ha acquisito forza di principio giuridico adottata da una sezione, dalle sezioni unite o dalla seduta plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema) richiede l’adozione di una nuova decisione mediante delibera della sezione interessata, delle sezioni unite o della seduta plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema), rispettivamente. 3. Se il collegio di una sezione del Sąd Najwyższy (Corte suprema) intende abbandonare una decisione che ha acquisito forza di principio giuridico adottata da un’altra sezione, la decisione è adottata con delibera delle due sezioni del Sąd Najwyższy (Corte suprema). Le sezioni possono sottoporre la questione giuridica alla seduta plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema)». |
Legge sulla KRS
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12 |
La KRS è disciplinata dall’ustawa o Krajowej Radzie Sądownictwa (legge che disciplina il Consiglio nazionale della magistratura), del 12 maggio 2011 (Dz. U. del 2011, n. 126, posizione 714), come modificata, in particolare, dall’ustawa o zmianie ustawy o Krajowej Radzie Sądownictwa oraz niektórych innych ustaw (legge recante modifiche della legge che disciplina il Consiglio nazionale della magistratura e di talune altre leggi), dell’8 dicembre 2017 (Dz. U. del 2018, posizione 3), e dall’ustawa o zmianie ustawy – Prawo o ustroju sądów powszechnych oraz niektórych innych ustaw (legge recante modifiche della legge sull’organizzazione degli organi giurisdizionali ordinari e di talune altre leggi), del 20 luglio 2018 (Dz. U. del 2018, posizione 1443) (in prosieguo: la «legge sulla KRS»). |
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13 |
L’articolo 37, paragrafo 1, della legge sulla KRS dispone quanto segue: «Se più candidati hanno presentato domanda per un posto di giudice, [la KRS] esamina e valuta congiuntamente tutte le candidature presentate. In tale situazione, [la KRS] adotta una delibera contenente le sue decisioni sulla presentazione di una proposta di nomina a giudice, nei confronti di tutti i candidati». |
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14 |
L’articolo 44, paragrafo 1 ter, di tale legge disponeva: «Qualora la delibera di cui all’articolo 37, paragrafo 1, adottata in procedimenti individuali riguardanti la nomina a giudice del [Sąd Najwyższy (Corte suprema)], non sia stata impugnata da tutti i partecipanti al procedimento, essa diventa definitiva nella parte contenente la decisione in merito alla presentazione della proposta di nomina a giudice del [Sąd Najwyższy (Corte suprema)], nonché nella parte relativa alla decisione di non presentare una proposta di nomina a giudice della Corte suprema, per quanto concerne i partecipanti al procedimento che non l’hanno impugnata. (...)». |
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15 |
Ai sensi dell’articolo 3 dell’ustawa o zmianie ustawy o Krajowej Radzie Sądownictwa oraz ustawy – Prawo o ustroju sądów administracyjnych (legge recante modifiche della legge che disciplina il Consiglio nazionale della magistratura e della legge recante organizzazione del contenzioso amministrativo), del 26 aprile 2019 (Dz. U. del 2019, posizione 914), entrata in vigore il 23 maggio 2019, «[i] ricorsi avverso le delibere [della KRS] nei procedimenti individuali relativi alla nomina a giudice [del Sąd Najwyższy (Corte suprema)], proposti e non definiti prima dell’entrata in vigore della presente legge, si estinguono ipso iure». |
Procedimento principale e questioni pregiudiziali
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16 |
Il 29 gennaio 2021, la prima presidente del Sąd Najwyższy (Corte suprema), in applicazione dell’articolo 83, paragrafo 1, della legge sulla Corte suprema, ha adito la sezione civile in composizione plenaria di tale organo giudicante affinché rispondesse a diverse questioni giuridiche riguardanti le conseguenze derivanti dall’accertamento del carattere abusivo delle clausole relative alla determinazione del tasso di cambio stipulate nei contratti di credito espressi o indicizzati in una moneta estera. |
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17 |
La sezione civile in composizione plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema) ha proceduto all’esame di tali questioni durante la seduta del 2 settembre 2021, alla quale hanno partecipato 21 giudici, 7 dei quali erano stati nominati dal presidente della Repubblica il 10 ottobre 2018 sulla base delle due delibere n. 330/18 e n. 331/18 adottate dalla KRS il 28 agosto 2018 (in prosieguo: le «delibere del 28 agosto 2018»). |
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18 |
Tenuto conto della partecipazione di tali giudici alla suddetta seduta, la maggioranza dei membri facenti parte della composizione plenaria ha espresso dubbi sulla regolarità della composizione di tale collegio e sulla qualità di tribunale indipendente e imparziale di detto collegio. |
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19 |
Infatti, secondo la sezione civile in composizione plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema), che è il giudice del rinvio, le modifiche legislative intervenute nell’ambito della riforma del sistema giudiziario sono tali da suggerire che il potere legislativo abbia agito con l’intento di impedire qualsiasi possibilità di garantire un controllo giurisdizionale effettivo delle delibere del 28 agosto 2018. |
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20 |
Il giudice del rinvio espone, a tal riguardo, che l’articolo 44, paragrafo 1 ter, della legge sulla KRS prevede che, nelle controversie individuali concernenti la nomina a giudice del Sąd Najwyższy (Corte suprema), se tutti i partecipanti al procedimento non hanno impugnato la delibera contenente le decisioni della KRS in merito alla presentazione di una proposta di nomina a giudice, tale delibera diviene definitiva nella parte contenente la decisione di presentare la proposta di nomina e nella parte contenente la decisione di non presentare una tale proposta, nei confronti dei partecipanti al procedimento che non hanno proposto ricorso. |
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21 |
Esso indica che le delibere del 28 agosto 2018, che contenevano in particolare le proposte di nomina dei sette giudici della sezione civile del Sąd Najwyższy (Corte suprema) nominati il 10 ottobre 2018, sono state impugnate dinanzi al Naczelny Sąd Administracyjny (Corte suprema amministrativa) il quale, con decisioni del 27 settembre 2018, ne ha sospeso l’esecuzione. |
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22 |
Esso osserva che, nonostante tale sospensione, il presidente della Repubblica ha proceduto alla nomina dei candidati proposti dalla KRS e che, inoltre, l’articolo 3 della legge recante modifiche della legge che disciplina il Consiglio nazionale della magistratura e della legge recante organizzazione del contenzioso amministrativo, menzionato al punto 15 della presente ordinanza, ha previsto che i ricorsi avverso le delibere della KRS nei procedimenti individuali relativi alla nomina a giudice del Sąd Najwyższy (Corte suprema), proposti e non definiti prima dell’entrata in vigore della presente legge, ossia il 23 maggio 2019, si estinguono ipso iure. |
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23 |
Il giudice del rinvio precisa che, a seguito della sentenza del 2 marzo 2021, A.B. e a. (Nomina di giudici presso la Corte suprema – Ricorsi) (C‑824/18, EU:C:2021:153), il Naczelny Sąd Administracyjny (Corte suprema amministrativa), che non si era pronunciata sull’estinzione ipso iure dei ricorsi proposti avverso le delibere del 28 agosto 2018, ha, con sentenza del 6 maggio 2021, annullato tali delibere nella parte in cui contengono la proposta di nomina dei candidati a giudice del Sąd Najwyższy (Corte suprema). |
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24 |
Esso ritiene che da ciò consegue che il presidente della Repubblica ha agito illegittimamente nominando giudici nonostante il ricorso avverso le delibere del 28 agosto 2018 proposto dinanzi al Naczelny Sąd Administracyjny (Corte suprema amministrativa) e mentre era pendente il procedimento conclusosi con l’annullamento di tali delibere, che priva tali nomine del loro fondamento giuridico, poiché l’articolo 179 della Costituzione prevede che i giudici siano nominati dal presidente della Repubblica su proposta della KRS. |
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25 |
In tali circostanze, esso si chiede, con la prima questione, se un collegio del Sąd Najwyższy (Corte suprema) possa essere qualificato come tribunale indipendente e imparziale quando taluni membri che compongono tale collegio sono stati nominati senza che la pubblicazione del bando relativo ai posti vacanti nel ruolo di giudice da parte del presidente della Repubblica sia stata controfirmata dal presidente del Consiglio dei ministri, quando il procedimento anteriore alla nomina di tali membri è stata condotta senza rispettare i principi di trasparenza ed equità e quando la nomina di detti membri da parte del presidente della Repubblica è avvenuta nonostante il ricorso avverso le delibere del 28 agosto 2018 dinanzi al Naczelny Sąd Administracyjny (Corte suprema amministrativa), la decisione di sospensione dell’esecuzione e, successivamente, la decisione di annullamento, adottate da quest’ultimo organo giurisdizionale, menzionate rispettivamente ai punti 21 e 23 della presente ordinanza. |
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26 |
Per quanto riguarda la seconda questione pregiudiziale, il giudice del rinvio menziona l’introduzione, da parte della legge recante modifica della legge relativa all’organizzazione degli organi giurisdizionali ordinari, della legge sulla Corte suprema e di talune altre leggi, menzionata al punto 6 della presente ordinanza, nella legge sulla Corte suprema, di un nuovo articolo 29, paragrafi 2 e 3, che vieta al Sąd Najwyższy (Corte suprema), a pena di sanzione disciplinare, qualsiasi valutazione della legittimità della nomina dei giudici o del loro potere di esercitare le funzioni in materia di amministrazione della giustizia. Orbene, esso nutre dubbi sulla compatibilità di un siffatto divieto con il diritto dell’Unione nonché sulla questione se il rispetto dovuto all’identità costituzionale degli Stati membri possa giustificarlo. |
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27 |
Le ragioni che hanno indotto il giudice del rinvio a sottoporre la terza questione pregiudiziale riguardano il fatto che, basandosi sugli insegnamenti derivanti dalla sentenza del 19 novembre 2019, A.K. e a. (Indipendenza della Sezione disciplinare della Corte suprema) (C‑585/18, C‑624/18 e C‑625/18, EU:C:2019:982), il Sąd Najwyższy (Corte suprema), il 23 gennaio 2020, ha adottato, in un collegio che riuniva la sezione civile, la sezione penale e la sezione per il lavoro e la previdenza sociale di tale organo giurisdizionale, una delibera, che ha acquisito forza di principio giuridico, che constatava in particolare l’irregolarità della composizione di un organo giurisdizionale comprensivo dei giudici nominati su proposta della KRS istituita secondo le modalità stabilite dalla legge recante modifiche della legge che disciplina il Consiglio nazionale della magistratura e di talune altre leggi, menzionata al punto 12 della presente ordinanza. Orbene, tale delibera sarebbe stata dichiarata incompatibile con la Costituzione in una sentenza del 20 aprile 2020 pronunciata dal Trybunał Konstytucyjny (Corte costituzionale, Polonia) il quale, in un’ordinanza del 21 aprile successivo, avrebbe dichiarato, inoltre, che il Sąd Najwyższy (Corte suprema) era incompetente a procedere, mediante delibera, ad una riscrittura del diritto tale da modificare il quadro normativo dell’organizzazione della giustizia e a controllare l’esercizio da parte del presidente della Repubblica della competenza attribuitagli dall’articolo 179 della Costituzione. |
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28 |
Secondo il giudice del rinvio, la giurisprudenza del Trybunał Konstytucyjny (Corte costituzionale) priva le parti di un procedimento della possibilità di contestare la regolarità della composizione di un organo giurisdizionale, costituisce un’ingerenza nell’esercizio dell’attività giurisdizionale e non può vincolare quest’organo giurisdizionale in quanto proviene da un organo giurisdizionale a sua volta composto in modo irregolare. |
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29 |
Stante quanto precede, il Sąd Najwyższy (Corte suprema) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
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Sulla ricevibilità della domanda di pronuncia pregiudiziale
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30 |
A norma dell’articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte, quando una domanda o un atto introduttivo è manifestamente irricevibile, la Corte, sentito l’avvocato generale, può statuire in qualsiasi momento con ordinanza motivata, senza proseguire il procedimento. |
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31 |
Tale disposizione trova applicazione nella presente causa. |
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32 |
A tale proposito, occorre ricordare che, secondo costante giurisprudenza della Corte, il procedimento di cui all’articolo 267 TFUE costituisce uno strumento di cooperazione tra la Corte e i giudici nazionali, per mezzo del quale la prima fornisce ai secondi gli elementi di interpretazione del diritto dell’Unione necessari per risolvere le controversie di cui sono investiti. La ratio del rinvio pregiudiziale non risiede però nell’esprimere pareri consultivi su questioni generiche o ipotetiche, bensì nella necessità di dirimere concretamente una controversia (sentenza del 26 marzo 2020, Miasto Łowicz e Prokurator Generalny, C‑558/18 e C‑563/18, EU:C:2020:234, punto 44 e giurisprudenza ivi citata). |
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33 |
Come risulta dalla formulazione stessa dell’articolo 267 TFUE, la pronuncia pregiudiziale richiesta deve essere «necessaria» a consentire al giudice del rinvio di «emanare la sua sentenza» nella causa della quale è investito (sentenza del 26 marzo 2020, Miasto Łowicz e Prokurator Generalny, C‑558/18 e C‑563/18, EU:C:2020:234, punto 45 e giurisprudenza ivi citata). |
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34 |
La Corte ha infatti ripetutamente ricordato che sia dal dettato sia dall’impianto sistematico dell’articolo 267 TFUE emerge che il procedimento pregiudiziale presuppone, in particolare, che dinanzi ai giudici nazionali sia effettivamente pendente una controversia nell’ambito della quale ad essi è richiesta una pronuncia che possa tener conto della sentenza pregiudiziale (sentenza del 26 marzo 2020, Miasto Łowicz e Prokurator Generalny, C‑558/18 e C‑563/18, EU:C:2020:234, punto 46 e giurisprudenza ivi citata). |
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35 |
Nel caso di specie, dalla decisione di rinvio risulta che non è pendente alcuna controversia dinanzi alla sezione civile in composizione plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema). Infatti, come risulta dalle disposizioni nazionali citate dal giudice del rinvio e, in particolare, dall’articolo 83, paragrafo 1, e dall’articolo 87, paragrafo 1, della legge sulla Corte suprema, quando è investito di questioni giuridiche dal primo presidente, sulla base del primo di questi due articoli, allo scopo di porre fine a divergenze interpretative tra i giudici di merito, tale collegio si pronuncia con una decisione generale che acquisisce forza di principio giuridico, senza essere chiamato a dirimere una qualsivoglia controversia tra le parti. |
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36 |
Con lettera del 25 ottobre 2022, il giudice del rinvio ha peraltro precisato che, nell’ambito di tale procedimento, non era possibile individuare le «parti della controversia» e che la qualità di «parte» non era riconosciuta né al primo presidente né al procuratore generale. |
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37 |
È vero che, con lettera del 19 maggio 2023, il giudice del rinvio ha indicato che, in forza della legge sulla Corte suprema, il procuratore generale era stato informato della data della seduta della sezione civile in composizione plenaria del Sąd Najwyższy (Corte suprema), menzionata al punto 17 della presente ordinanza, e vi aveva assistito. |
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38 |
Tuttavia, resta il fatto che il procedimento principale mira non a risolvere una controversia tra parti che si oppongono, bensì ad ottenere una decisione generale avente forza di principio giuridico. |
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39 |
Ciò premesso, la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta nell’ambito di tale procedimento non risponde ad una necessità inerente alla soluzione effettiva di una controversia reale tra le parti. |
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40 |
Ne consegue che tale domanda è manifestamente irricevibile. |
Sulle spese
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41 |
La presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione. |
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Per questi motivi, la Corte (Decima Sezione) dichiara: |
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La domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Najwyższy (Corte suprema, Polonia), con decisione del 2 settembre 2021, è manifestamente irricevibile. |
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Firme |
( *1 ) Lingua processuale: il polacco.
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