ECLI:EU:C:1985:246•Conclusioni dell'avvocato generale Lenz del 6 giugno 1985. # AS-Autoteile Service GmbH contro Pierre Malhé. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Bundesgerichtshof - Germania. # Esecuzione delle decisioni giudiziarie: competenza dei giudici del luogo dell'esecuzione. # Causa 220/84.
Conclusioni dell'avvocato generale Lenz del 6 giugno 1985. # AS-Autoteile Service GmbH contro Pierre Malhé. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Bundesgerichtshof - Germania. # Esecuzione delle decisioni giudiziarie: competenza dei giudici del luogo dell'esecuzione. # Causa 220/84.
ECLI:EU:C:1985:246Eu Cjeu6 giu 1985
Testo completo
CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALE
CARL OTTO LENZ
del 6 giugno 1985 ( *1 )
Signor Presidente,
signori Giudici,
|
A. |
Gli antefatti del procedimento di cui mi occupo oggi risalgono al 1977. La AS-Autoteile GmbH, attrice e ricorrente per cassazione nella causa principale, — in prosieguo, « l'attrice » — acquista parti usate di automobili, in particolare frizioni e parti del cambio, le ripara e le mette in commercio come pezzi di ricambio. Nell'ambito di questa attività, all'inizio del 1977 essa entrava in rapporti d'affari con la società PAT, che ha sede in Meckenheim nei pressi di Bonn. Socio di questa era il convenuto, il quale ha domicilio in Francia. Fino al 9 settembre 1977 l'attrice pagava per forniture effettuate dalla PAT importi per un totale di 1940949,95 DM. Dopo l'ultima fornitura, tra l'attrice e la suddetta ditta fornitrice sorgevano divergenze circa la qualità della merce consegnata. Sostenendo che la PAT le aveva essenzialmente fornito solo rottami non sfruttabili invece che, come pattuito, parti usate idonee alla riutilizzazione, l'attrice pretendeva il rimborso dell'importo di 1001476,95 DM. Con sentenza contumaciale del Landgericht di Bonn in data 5 aprile 1978 la PAT veniva condannata in conformità alla domanda. L'esecuzione di tale sentenza non poteva tuttavia avvenire, poiché la PAT si trovava in stato di insolvenza e la domanda dell'attrice per l'apertura di un procedimento concursuale era stata respinta, con ordinanza dello Amtsgericht di Euskirchen in data 5 maggio 1978, per mancanza di una massa che coprisse le spese del procedimento stesso. L'attrice sosteneva che il convenuto aveva ricevuto dalla PAT somme per un importo superiore al proprio credito nei confronti della stessa e che egli era tenuto a rimborsare tali somme alla PAT secondo le norme sull'arricchimento senza causa. Su domanda dell'attrice, i presunti crediti della PAT nei confronti del convenuto, derivanti da arricchimento, venivano perciò pignorati ed assegnati all'attrice per il recupero. L'attrice faceva quindi valere tali crediti nei confronti del convenuto, dinanzi ai giudici tedeschi, per un importo di 1008741,25 DM, compresi gli interessi. La relativa domanda veniva dichiarata irricevibile per difetto di competenza internazionale dei giudici tedeschi. Nella sentenza emessa in tale procedimento — precedente a quello in cui è stato effettuato il rinvio pregiudiziale — le spese di causa venivano poste a carico dell'attrice. Il convenuto otteneva un'ordinanza di liquidazione delle spese che dovevano essergli rimborsate dall'attrice. Questa, per evitare l'esecuzione forzata di tale ordinanza, forniva in garanzia una fideiussione bancaria. Essa effettuava una compensazione dei crediti spettanti al convenuto a titolo di rimborso delle spese processuali (circa 40000 DM) con i crediti da arricchimento senza causa pignorati e ad essa assegnati per il recupero, da lei fatti valere senza successo nel precedente procedimento. Con opposizione proposta contro il convenuto dinanzi al Landgericht di Baden-Baden, l'attrice, richiamandosi a questa compensazione, chiedeva che fosse dichiarata inammissibile l'esecuzione forzata dell'ordinanza di liquidazione delle spese del precedente procedimento. Il Landgericht dichiarava irricevibile l'opposizione, per incompetenza dei giudici tedeschi. Esso lasciava in sospeso la questione se la competenza dei giudici tedeschi potesse essere fondata sull'art. 16, n. 5, della convenzione di Bruxelles. A suo avviso, la competenza non può essere ammessa per un'opposizione all'esecuzione mediante la quale l'attore, che in un precedente giudizio non sia riuscito a soddisfare la propria pretesa per difetto di giurisdizione del giudice adito, vuole rendere vane le pretese del convenuto relative alla rifusione delle spese di tale giudizio effettuando la compensazione con il credito la cui realizzazione è risultata impossibile. Contro tale sentenza l'attrice proponeva al Bundesgerichtshof un ricorso « per saltum » ai sensi del § 566 a) del codice tedesco di procedura civile. Per decidere in merito a tale ricorso il Bundesgerichtshof ritiene necessaria la soluzione di tre questioni vertenti sull'art. 16, n. 5, della convenzione di Bruxelles. Esso ha perciò sottoposto alla Corte le seguenti questioni:
Su questa domanda di pronunzia pregiudiziale hanno presentato osservazioni l'attrice nella causa principale, il governo del Regno Unito e la Commissione delle Comunità europee. Queste osservazioni concordano, in definitiva, relativamente alla soluzione della prima questione e della terza, che è in stretta connessione con la prima. Entrambe le questioni dovrebbero essere risolte affermativamente, poiché un'opposizione all'esecuzione può essere, in via di principio, inclusa nell'ambito dell'art. 16, n. 5, della convenzione di Bruxelles. Data la menzionata connessione, lo stesso vale per la questione relativa alla restituzione dell'atto di fideiussione. Sussistono tuttavia discordanze per quanto riguarda la seconda questione, intesa a far chiarire se in sede di opposizione all'esecuzione si possano sollevare anche eccezioni di carattere sostanziale che presuppongano l'accertamento di diritti dei quali il giudice adito dello stato in cui deve aver luogo l'esecuzione non sarebbe competente a conoscere in base alle norme generali della convenzione di Bruxelles. L'attrice nella causa principale auspica una soluzione affermativa per tale questione, mentre il governo del Regno Unito e la Commissione sono di parere contrario. |
|
B. |
La mia posizione su tale domanda di pronunzia pregiudiziale è la seguente:
|
|
C. |
In base a quanto sopra, propongo alla Corte di risolvere come segue la domanda di pronunzia pregiudiziale del Bundesgerichtshof: L'art. 16, n. 5, della convenzione 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale dev'essere interpretato nel senso che dinanzi ai giudici dello stato contraente nel cui territorio deve aver luogo l'esecuzione non può essere dedotta, in sede di opposizione all'esecuzione, la compensazione del credito relativo a spese processuali per il quale si deve procedere all'esecuzione con un altro diritto di credito, qualora con sentenza di un giudice di tale stato contraente, passata in giudicato, sia stato dichiarato che i giudici di questo stato non sono competenti a pronunciarsi in merito all'autonoma realizzazione di tale diritto. |
( *1 ) Traduzione dal tedesco.
( 1 ) Cfr. sentenza 14 dicembre 1977, causa 73/77, Sanders/van der Putte, Race. 1977, pagg. 2390 e seguenti; sentenza 15 novembre 1983, causa 2383, 288/82, Duijnstce/Goberbauer, Race. 1983, pagg. 3663, 3676 e seguenti.
( 2 ) Cfr. nou 1.
( 3 ) Cosi le spiegazioni sull'espressione « controversie relative all'esecuzione delle sentenze » che fornisce P. Jenard nella relazione sulla convenzione di Bruxelles, GU 1979, C 59, pag. 36.
Ti chiedi come si applica questo testo alla tua situazione?
Consulenza gratuita, senza impegno
Descrivi la tua situazione. Il nostro team ti ricontatterà via e-mail per la tua consulenza.
Continua la tua ricerca in ChatGPT o Claude
Collega Omnilex per cercare nel corpus legale dal tuo assistente IA.