ECLI:EU:C:1979:116•Conclusioni dell'avvocato generale Reischl del 2 maggio 1979. # Hugin Kassaregister AB e Hugin Cash Registers Ltd contro Commissione delle Comunità europee. # Pezzi di ricambio per registratori di cassa. # Causa 22/78.
Conclusioni dell'avvocato generale Reischl del 2 maggio 1979. # Hugin Kassaregister AB e Hugin Cash Registers Ltd contro Commissione delle Comunità europee. # Pezzi di ricambio per registratori di cassa. # Causa 22/78.
ECLI:EU:C:1979:116Eu Cjeu2 mag 1979
Testo completo
CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALE GERHARD REISCHL
DEL 2 MAGGIO 1979 ( 1 )
Signor Presidente,
signori Giudici,
il procedimento nel quale devo oggi esprimere il mio parere riguarda una decisione adottata dalla Commissione l'8 dicembre 1977, ai sensi dell'art. 86 del Trattato CEE, nei confronti dell'impresa Hugin Kassaregister AB (in prosieguo, «Hugin AB») e della sua affiliata britannica Hugin Cash Registers Ltd. (in prosieguo, «Hugin UK», per abuso di posizione dominante.
La Hugin AB, fondata a Stoccolma nel 1928 e interamente controllata dalla Köoperativa Forbundet, federazione dei consumatori svedesi, produce registratori di cassa e attrezzature analoghe. Essa de tiene, nell'ambito della Comunità, una quota di mercato pari al 12 % e nel Regno Unito — il che principalmente interessa nella fattispecie — una quota di mercato del 13 %, mentre le quote di altri produttori ammontano, nel mercato comune, al 36, 15 e 13 % e, nel Regno Unito, al 34, 18 e 16 %. La distribuzione delle macchine Hugin nella Comunità è affidata in parte, e cioè nel Regno Unito, nel Belgio, in Danimarca, in Francia e nelle Repubblica federale di Germania, ad affiliate della Hugin AB; in parte essa avviene — come in Irlanda, in Italia e nei Paesi Bassi — tramite rappresentanti generali o distributori esclusivi, con i quali venivano stipulati appositi accordi dal 1971 al 1976. La politica commerciale della Hugin AB è caratterizzata dal fatto che alla manutenzione e alla riparazione di registratori Hugin provvedono esclusivamente tecnici che lavorano alle dipendenze della Hugin AB, delle sue affiliate e dei suoi distributori, cosicché da questo ramo di attività sono escluse le imprese indipendenti.
Fino al 1968, nel Regno Unito esistevano due società aventi l'esclusiva di vendita per i registratori di cassa Hugin, alle quali non partecipava la Hugin AB: la prima — Cash Machines Ltd., affiliata della società inglese Cooperative Wholesale Society — vendeva esclusivamente a cooperative; la seconda — Gledhill — effettuava la vendita ad altri clienti. Nel 1969, cessava il rapporto contrattuale con la Gledhill, e la Cash Machines rilevava l'attività di quest'ultima, mutando la propria ragione sociale in Hugin Great Britain Ltd. (in prosieguo, «Hugin GB»). Nel 1972, probabilmente perché la Hugin GB era venuta a trovarsi in difficoltà finanziarie, la Hugin AB fondava la suddetta affiliata britannica Hugin Cash Registers Ltd. (in prosieguo, «Hugin UK»). In base ad un accordo stipulato nel marzo 1972 fra la Hugin GB e la società madre, da un lato, e la Hugin AB e la Hugin UK, dall'altro, alla Hugin UK veniva trasferita una parte dei diritti e degli obblighi della Hugin GB. Questa modificava quindi la propria ragione sociale, assumendo la denominazione di Century Cash Registers Ltd., e diveniva una società non commerciale.
Nel Regno Unito esiste inoltre l'impresa Liptons Cash Registers and Business Equipment Ltd. (in prosieguo, «Liptons»), fondata a Londra circa venticinque anni fa, che svolge attività di manutenzione, revisione, vendita e locazione di registratori di cassa di varie marche. Dalla fine degli anni '50 al 1969, essa acquistava dalla Cash Machines, importatrice di registratori Hugin, i pezzi di ricambio per questi ultimi. In base ad un accordo concluso nel 1969, per la durata di cinque anni, con la Hugin GB, la Liptons diveniva — fra l'altro a causa dell'introduzione nel Regno Unito del sistema decimale, avvenuta nel 1971 — rappresentante generale per la vendita di registratori di cassa Hugin in Inghilterra, in Iscozia e nel Galles. Detto accordo veniva denunciato nell'aprile 1972 dalla Hugin GB; in ogni caso, come si desume da una lettera del presidente di quest'ultima in data 10 gennaio 1973, esso non veniva riconosciuto dalla Hugin UK nell'ambito del summenzionato accordo del marzo 1972. A quanto pare, durante il periodo in cui la Liptons era rappresentante generale della Hugin GB, questa si era riservata i compiti di assistenza tecnica per i registratori di cassa Hugin. Negli anni 1969-1971, però, evidentemente, al servizio di manutenzione di registratori Hugin nuovi partecipavano anche tecnici della Liptons. Inoltre, questa continuava a svolgere il servizio di assistenza tecnica nell'ambito della propria attività — revisione e vendita di registratori usati, dal 1970 anche locazione di registratori di cassa — e, come ci è stato detto, si riforniva senza difficoltà di pezzi di ricambio presso la Hugin GB. Dopo la fondazione della Hugin UK e la creazione di una nuova organizzazione di vendita per il Regno Unito, costituita da 13 distributori (ciascuno competente per una determinata zona), i quali non devono provvedere al servizio di assistenza, la Liptons — che, secondo quanto viene sostenuto, era stata informata fin dal dicembre 1971 delle trattative con la Hugin GB e delle relative conseguenze — riceveva dalla Hugin UK, nell'aprile 1972, l'offerta per la conclusione di un contratto in forza del quale essa sarebbe divenuta distributore per la zona di Londra. Nel periodo in cui si svolgevano le trattative, la Liptons continuava ad essere rifornita di re gistratori di cassa e pezzi di ricambio dalla Hugin UK. Da quando, nell'ottobre 1972, declinata l'offerta di quest'ultima, per il motivo che la zona di esclusiva ed i margini di profitto previsti erano troppo ristretti, essa si vedeva rifiutare dalla Hugin UK la fornitura di registratori di cassa a prezzi all'ingrosso e di pezzi di ricambio per registratori Hugin.
In relazione a tali fatti, nell'ottobre 1975 la Liptons si rivolgeva alla Commissione delle Comunità europee, chiedendo che venisse instaurato nei confronti della Hugin un procedimento ai sensi dell'art. 3 del regolamento n. 17. Ciò aveva formalmente luogo mediante una decisione della Commissione in data 22 aprile 1977. Il procedimento, nel corso del quale la Commissione chiedeva varie informazioni alle parti interessate, che potevano esprimere il proprio punto di vista in un'audizione tenutasi nel giugno 1977, si concludeva con la decisione 8 dicembre 1977 (pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. L 22, del 27 gennaio 1978, pag. 23).
In questa decisione veniva dichiarato, all'art. 1, che la Hugin AB e la Hugin UK, rifiutando di fornire, dal 1o gennaio 1973, parti di ricambio per i registratori di cassa Hugin alla Liptons, avevano violato l'art. 86 del Trattato, e che la Hugin AB aveva violato questo stesso articolo anche per aver vietato alle sue affiliate ad ai suoi distributori nel mercato comune di vendere dette parti di ricambio al di fuori della propria zona di distribuzione. Nell'art. 2, alle due imprese di cui sopra veniva inflitta un'ammenda di 50000 unità di conto, pari a 20833 lire sterline, da pagarsi entro tre mesi dalla notifica della decisione. L'art. 3 stabiliva che le suddette imprese dovevano porre immediatamente fine all'infrazione, e che la Hugin UK doveva presentare all'approvazione della Commissione, entro un mese dalla notifica della decisione, proposte per la ripresa delle forniture alla Liptons di parti di ricambio per registratori di cassa Hugin. Infine, nell'art. 4 veniva fissata una penalità di mora di 1000 unità di conto per ogni giorno di ritardo, per il caso che la Hugin UK non adempisse entro il termine stabilito l'obbligo di cui all'art. 3.
Le imprese ricorrenti hanno impugnato tale decisione, chiedendo che la Corte voglia annullarla o, in subordine, annullare o ridurre l'ammenda.
La Hugin UK ha tuttavia ottemperato all'obbligo impostole: il 3 gennaio 1978 essa dichiarava alla Commissione di essere disposta a fornire pezzi di ricambio alla Liptons, e chiedeva di farle pervenire un elenco relativo al fabbisogno urgente ed una stima del fabbisogno prevedibile per un periodo di cinque mesi. Tuttavia, nei mesi successivi, essa riceveva dalla Liptons, cui pure era stata notificata la decisione della Commissione, soltanto ordini del tutto insignificanti.
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I — |
Nell'esaminare questa controversia va anzitutto accertato se si possa effettivamente ritenere che le ricorrenti occupassero una posizione dominante ai sensi dell'art. 86 del Trattato CEE. La decisione impugnata, che considera la Hugin AB e la sua affiliata — interamente controllata dalla società madre — come un'unica entità economica, parte da tale presupposto, per quanto riguarda la fornitura di pezzi di ricambio Hugin. Detti pezzi, infatti, non sarebbero intercambiabili con parti staccate di registratori di cassa di altre marche, né potrebbero — anche perché la Hugin AB ha diritti di esclusiva sulla maggioranza delle parti dei suoi registratori — essere altrimenti riprodotte. In proposito, la Hugin godrebbe quindi di una vera e propria situazione di monopolio. Inoltre, in mancanza di pezzi di ricambio originali, sarebbe impossibile provvedere alla manutenzione dei registratori di cassa Hugin, di guisa che la Hugin si troverebbe in posizione dominante anche nel settore dell'assistenza tecnica per le sue macchine, in particolare nei confronti delle imprese che svolgono attività di locazione delle stesse. Le ricorrenti sostengono invece, anzitutto, che la Commissione si è basata su una definizione troppo restrittiva del mercato in questione (fornitura di pezzi di ricambio Hugin e manutenzione di registratori di cassa Hugin). In realtà, queste prestazioni avrebbero dovuto essere considerate in connessione col mercato generale dei registratori di cassa. Su tale mercato esse costituirebbero — come risulterebbe dalla quota detenuta dalla Hugin e dal crescente affermarsi dei produttori giapponesi sul mercato comune — solo un elemento di una concorrenza estremamente vivace. Secondo le ricorrenti, deve quindi escludersi che esista una posizione dominante del gruppo Hugin, sia pare quanto ai pezzi di ricambio e all'assistenza tecnica. Ciò sarebbe confermato anche dal comportamento tenuto dalla Hugin sul mercato: esso non avrebbe arrecato alcun danno alla clientela, in quanto l'assistenza tecnica, ivi compresa la fornitura di pezzi di ricambio, verrebbe prestata dalla Hugin a prezzi molto bassi, o addirittura in perdita. Sarebbe assolutamente fuori luogo procedere all'accertamento del se esista una posizione dominante della Hugin nei confronti di imprese come la Liptons. Della dipendenza di siffatte imprese dalla Hugin non si potrebbe parlare già per il fatto che i pezzi di ricambio Hugin possono ottenersi anche in altro modo, e cioè mediante smontaggio di registratori Hugin usati e destinati ad essere ritirati dalla circolazione o, altrimenti, fabbricandoli; il che non può in realtà essere impedito neppure in forza dei diritti di proprietà Hugin. |
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1. |
Per quanto riguarda questo punto della controversia, è difficile contestare che la fornitura di pezzi di ricambio e la manutenzione dei registratori di cassa siano elementi della concorrenza sul mercato di questi, ed abbiano naturalmente importanza per la clientela al momento dell'acquisto di un registratore. Com'è stato giustamente messo in rilievo dalle ricorrenti, esse fanno parte delle condizioni di vendita, in quanto viene offerta una garanzia gratuita per un anno — il che corrisponde, a quanto pare, agli usi generali — e, inoltre, nelle trattative di vendita, i clienti vengono informati in modo circostanziato del servizio di assistenza tecnica, per il quale essi possono stipulare contratti che contemplano, per un prezzo forfettario, regolari operazioni di manutenzione, compresa la fornitura di pezzi di ricambio. Ciò autorizza senz'altro a considerare l'assistenza tecnica come un'attività accessoria, in un certo senso, a quella di vendita dei registratori di cassa. D'altra parte, questa circostanza non porta necessariamente, a mio avviso, alla conclusione che dette prestazioni debbano essere considerate soltanto in relazione al mercato dei registratori di cassa, negando loro qualsiasi significato autonomo, per sostenere che non esiste un mercato specifico dei pezzi di ricambio e dei servizi di manutenzione. Se un cliente, infatti, ha acquistato un registratore del quale gli è stato detto che la durata sarà in media di otto anni, per molto tempo la sua domanda riguarderà unicamente pezzi di ricambio e servizi di manutenzione. Ora, gran parte della clientela — a detta delle ricorrenti, più di un terzo — non si vale della possibilità di stipulare con la Hugin contratti di manutenzione, bensì richiede di volta in volta, a seconda delle necessità, la prestazione di servizi di manutenzione e la fornitura di pezzi di ricambio. Così pure, non si deve dimenticare che esistono imprese indipendenti le quali svolgono la loro attività in questo campo — nel Regno Unito vi sono, a quanto pare, oltre alla Liptons, all'incirca altre 40 imprese — e che, non seguendo gli altri produttori la stessa politica di assistenza tecnica della Hugin, si hanno forniture di pezzi di ricambio da parte di questi produttori alle suddette imprese indipendenti. Ciò si verifica, secondo la documentazione prodotta in causa dalla Commissione, per le ditte NCR, Sweda, Anker e Gross. Ritengo, perciò, che giustamente la Commissione sia partita dal presupposto di un mercato specifico dei pezzi di ricambio e dei servizi di assistenza tecnica, per chiedersi se la Hugin detenga su tale mercato limitato una posizione dominante. In proposito, è anche irrilevante la questione del se, in base al volume d'affari, si tratti di un mercato significativo, poiché, ai sensi dell'art. 86, ammesso che la posizione dominante si riferisca almeno ad una parte sostanziale del mercato comune, tale aspetto è sicuramente privo d'importanza. Comunque, dalle cifre indicate dalla Commissione quanto al fatturato della Hugin relativo ai pezzi di ricambio e ai servizi di manutenzione, per il Regno Unito e per la Comunità, risulta che non si tratta affatto di un mercato assolutamente subordinato. |
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2. |
Partendo da questa definizione è certamente importante, per valutare la posizione della Hugin sul mercato dei pezzi di ricambio di sua fabbricazione, il fatto che i pezzi di ricambio delle varie marche non sono intercambiabili, ma sono in vece specialmente adattati a macchine che, in parte, differiscono notevolmente tra loro sul piano tecnico. Si può quindi effettivamente parlare, quanto alla fornitura dei pezzi di ricambio Hugin, di una situazione monopolistica della Hugin, e, perciò, ammettere l'esistenza di una posizione dominante ai sensi dell'art. 86, analogamente a quanto è stato ritenuto nel caso della General Motors (sentenza 13 novembre 1975, causa 26/75, General Motors Continental NV c/ Commissione, Racc, pag. 1367) in cui, ritenuta l'esitenza di un mercato specifico per determinati servizi — rilascio di attestati di omologazione per autoveicoli —, si accertava che la General Motors fruiva di una situazione di monopolio su tale mercato, poiché nel Belgio, per i veicoli di sua produzione importati da altri Stati membri, il rilascio dei suddetti attestati era esclusivamente riservato alla sua affiliata belga. Questa conclusione non è infirmata dall'obiezione sollevata dalla Hugin, secondo cui i suoi pezzi di ricambio potevano essere prodotti anche altrimenti. In realtà, finora una produzione del genere non esiste, né su di essa si può in alcun modo contare per il futuro. Al riguardo, non è necessario affrontare la controversa questione del se a tale produzione si oppongano ostacoli giuridici e, in particolare, se essa sia esclusa nel Regno Unito, il cui mercato viene soprattutto in considerazione, dal Design Copy Act del 1968. In ogni caso, da quanto esposto dalla Commissione nell'allegato V della controreplica si può ricavare l'impressione che la persistenza di dubbi e la minaccia di pesanti sanzioni facciano apparire troppo rischioso il tentativo di produrre pezzi di ricambio Hugin. Per di più, i produttori indipendenti dalla Hugin si troverebbero, dato il vantaggio di quest'ultima in materia di «know-how», in situazione priva di qualsiasi prospettiva, a prescindere dal fatto che una produzione indipendente dalla Hugin non sarebbe economicamente conveniente, né comunque, in ragione del suo modesto volume, competitiva nei confronti della Hugin, anche perché, a causa della varietà e del gran numero di tipi dei pezzi di ricambio, potrebbero essere prodotte soltanto serie limitate. Stando così le cose, e considerato il modesto valore dei singoli pezzi di ricambio, pari in media al 3 % appena del valore della macchina, deve certamente escludersi — almeno fino a quando la Hugin non pretenda prezzi assolutamente eccessivi — che si trovino imprese disposte a produrre pezzi di ricambio Hugin. La constatazione del fatto che la Hugin fruisce in pratica del monopolio per la fornitura di pezzi di ricambio Hugin non è inficiata neppure dall'altra obiezione delle ricorrenti, secondo cui un'altra fonte di approvvigionamento per tali pezzi sarebbe lo smontaggio di registratori di cassa usati, destinati ad essere ritirati dalla circolazione. Una prassi del genere esiste incontestabilmente e viene, a quanto pare, seguita anche dalla Liptons (in parte, comunque, per necessità, dato che la Hugin aveva cessato le forniture di pezzi di ricambio). Questa possibilità di approvvigionamento non può, tuttavia, essere seriamente considerata come un fattore di concorrenza, e ciò per vari motivi. Abbiamo appreso che il 30 % circa dei registratori di cassa usati ritirati dai produttori all'acquisto di registratori nuovi, vengono revisionati e quindi rivenduti o dati in locazione. Sarebbe molto meno conveniente — come ha dimostrato la Liptons — smontare tali registratori usati per ricavarne, a costo abbastanza elevato, pezzi di ricambio, invece di ricostituirli, con una spesa relativamente modesta, per ottenere macchine ancora utilizzabili, il cui valore supera di molto quello dei pezzi di ricambio. Quanto ai casi in cui ciò non è possibile — ed è questa la fonte effettivamente a buon mercato di pezzi di ricambio —, si deve considerare non soltanto che sulla competitività influisce la necessità di tenere scorte piuttosto rilevanti di registratori usati e di smontare spesso più di una macchina per ottenere un solo pezzo di ricambio, ma anche — e ciò è importante — che in tal modo si possono ottenere solo pezzi di ricambio usati e parecchie volte proprio quelli che sono inutilizzabili, in quanto hanno subito un eccessivo logoramento. Perciò per i nuovi modelli non è possibile, o lo è in misura assai ridotta — ricordo in proposito quanto è stato detto in merito al rapido sviluppo dei registratori di cassa —, un adeguato servizio di manutenzione che si basi sul metodo di cui sopra. Conseguentemente si può ritenere che la Hugin fruisce, per i pezzi di ricambio originali delle proprie macchine, quanto meno di una situazione analoga ad un monopolio e che la concorrenza, esistente al massimo per i pezzi di ricambio usati, è così ridotta da non poter influire sulla constatazione che la Hugin detiene una posizione dominante sul mercato dei pezzi di ricambio (tanto più che, secondo la giurisprudenza, la posizione dominante non presuppone l'assoluta mancanza di concorrenza). |
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3. |
Tuttavia, visto quanto le ricorrenti hanno dedotto circa i rapporti fra il servizio di assistenza alla clientela e la concorrenza sul mercato dei registratori di cassa, e tenuto conto della giurisprudenza in materia (ved., ad esempio, sentenza 25 ottobre 1977, causa 26/76, Metro SB-Großmärkte GmbH & Co. c/ Commissione, Racc. pag. 1875), secondo cui si può parlare di posizione dominante qualora l'impresa interessata possa agire in modo indipendente, senza tener conto dei concorrenti, dei clienti e dei consumatori, la suddetta constatazione non esaurisce ogni problema. È invece necessario accertare se si verifichi, nella fattispecie, il suddetto presupposto della posizione dominante. A tal fine, se deve pensare anzitutto ai rapporti fra la Hugin ed i normali clienti che acquistano registratori di cassa per proprio uso professionale. D'altra parte, sorge la questione del se esista una speciale categoria di clienti, e cioè quella di coloro che — come la Liptons — necessitano di pezzi di ricambio per la manutenzione di macchine altrui o di macchine proprie date in locazione, ovvero per la revisione di registratori usati, e del come si configuri la dipendenza di questa cerchia di clienti dalla Hugin.
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4. |
Per completezza, si deve ancora stabilire se i risultati finora raggiunti non possano essere modificati in ragione di altri due argomenti dedotti dalle ricorrenti. In primo luogo si fa valere che l'indipendenza della Liptons rispetto alla Hugin risulta già dalla circostanza che la Liptons, nel 1978, dopo l'adozione della decisione della Commissione, ha fatto alla Hugin una sola, modesta ordinazione, riguardante inoltre, soprattutto, accessori per registratori di cassa, che vengono usati soltanto per la manutenzione e che la Hugin è stata sempre disposta a fornire. In secondo luogo, ci si riferisce al comportamento effettivamente tenuto dalla Hugin sul mercato, comportamento il quale — dato che l'impresa effettua la manutenzione a prezzi estremamente bassi o addirittura in perdita — non costituisce certo un indizio di posizione dominante.
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II — |
Dal momento che risulta incontestabile la dichiarazione contenuta nella decisione impugnata — secondo cui la Hugin occupa una posizione dominante sul mercato dei propri pezzi di ricambio e, in quanto tale posizione consente la monopolizzazione dei servizi di assistenza tecnica per le macchine Hugin, anche sul mercato di tali servizi — si deve ora accertare se la Hugin si sia resa effettivamente responsabile dell'abuso di posizione dominante di cui le si fa carico. La Commissione ravvisa uno sfruttamento abusivo della posizione dominante nel fatto che la Hugin rifiuti, senza valide ragioni obiettive, di fornire pezzi di ricambio ad imprese indipendenti che si occupano della manutenzione e della locazione di registratori di cassa Hugin, ed ha vietato anche alle proprie affiliate e ai propri distributori esclusivi di effettuare tali forniture. Detto comportamento sarebbe, in particolare, abusivo nei confronti della Liptons, poiché questa non solo acquistava da tempo pezzi di ricambio Hugin ed era divenuta, dal 1972, uno dei principali clienti per tali pezzi, ma inoltre era stata per anni il più importante distributore di apparecchi Hugin in Inghilterra, in Iscozia e nel Galles. Al riguardo, non potrebbe, in particolare, essere considerata una giustificazione obiettiva la circostanza che la Liptons, nel 1972, non era più distributore esclusivo della Hugin. |
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1. |
Per respingere questo addebito, le ricorrenti sostengono anzitutto che la politica da esse seguita, e criticata dalla Commissione, non implica sostanziali restrizioni della concorrenza, dato il carattere insignificante del mercato dei pezzi di ricambio per registratori di cassa e dei servizi di manutenzione, sul quale operano pochissime imprese indipendenti. Anche qualora si potesse parlare di una restrizione della concorrenza si dovrebbe considerare che il comportamento di cui trattasi contribuisce ad intensificare la già vivace concorrenza esistente sul mercato dei registratori di cassa. Per quanto riguarda la Liptons, esse fanno valere che nel settembre 1972 la Hugin si era dichiarata disposta a fornire determinati pezzi di ricambio per la revisione di registratori di cassa, mentre la Liptons non si era valsa di tale possibilità. Inoltre, la Liptons richiederebbe soltanto forniture di poca importanza e, in realtà, rivolgendosi ad una diversa clientela, non sarebbe in concorrenza con la Hugin. Né, infine, la Liptons sarebbe stata costretta a scomparire dal mercato o lesa nella sua attività. Essa avrebbe infatti potuto ottenere pezzi di ricambio da registratori di cassa usati, nonché continuare, come dimostrerebbe l'andamento del suo fatturato, l'attività di locazione dei registratori Hugin. Anche ammesso che i suoi affari abbiano subito un certo regresso, questo resterebbe nei limiti della normalità dopo la fine del «boom» degli anni 1971/1972.
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2. |
Per cercare di dimostrare che il loro comportamento non è criticabile ai sensi dell'art. 86 le ricorrenti adducono anche altre giustificazioni obiettive. Esse fanno riferimento al fatto che, per i moderni registratori di cassa, prodotti di alta complessità, l'assistenza di elevato livello qualitativo è importante, e necessaria soprattutto come arma nella concorrenza contro le piccole imprese che cercano di accaparrarsi maggiore spazio sul mercato. Riservando ai propri tecnici i servizi di assistenza, la Hugin non perseguirebbe quindi, in sostanza, una politica diversa da quella che già in molti casi è risultata ineccepibile, sul piano del diritto della concorrenza, nell'ambito dei sistemi di distribuzione selettivi. In particolare, non potrebbe essere criticata l'esclusione della Liptons dal servizio di assistenza tecnica. Al riguardo si dovrebbe considerare non soltanto che, all'epoca della interruzione dei rapporti commerciali (autunno 1972), l'art. 86 non era ancora applicable nel Regno Unito, ma anche che la Liptons sapeva fin dall'inizio che la sua attività nel settore della manutenzione poteva essere soltanto provvisoria: la Liptons non sarebbe in grado di prestare servizi di assistenza tecnica di prima qualità, poiché neppure negli anni 1969-1971 quest'impresa aveva mai fornito vere e proprie prestazioni di assistenza tecnica e, inoltre, non sarebbe al corrente della recente, rapida evoluzione tecnologica.
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3. |
Con ciò non è tuttavia esaurito l'accertamento del se l'art. 86 sia stato esattamente applicato nella fattispecie. Come è noto, a tal fine non è sufficiente la prova dell'esistenza di una posizione dominante su una parte sostanziale del mercato comune e dello sfruttamento abusivo di tale posizione; l'art. 86 può applicarsi soltanto qualora l'abuso possa «essere pregiudizievole al commercio tra Stati membri». Mi sembra che si ponga, in tal modo, il problema particolarmente delicato della delimitazione della sfera d'applicazione del diritto comunitario rispetto al diritto interno, problema che va risolto — come è stato sottolineato nelle cause riunite 56 e 58/64 (Consten GmbH e Grundig-Verkaufs-GmbH c/ Commissione, sentenza 13 luglio 1966, Racc. 1966, pag. 458) e nelle cause riunite 6 e 7/73 — con riferimento all'espressione sopra citata. Si potrà così stabilire se in un caso come quello di cui trattasi la competenza a decidere spetti alla Commissione ovvero — come nella fattispecie sulla quale si è pronunciato il Bundesgerichtshof — appaia più opportuna l'applicazione di mezzi offerti dal diritto interno. Quest'ultima è, a quanto pare, la tesi sostenuta dalle ricorrenti. Esse fanno valere che la Liptons, impresa cui principalmente si riferisce la decisione impugnata, svolge la propria attività commerciale soltanto nella zona di Londra. Neppure quando era distributore esclusivo della Hugin GB per l'intero territorio britannico la Liptons avrebbe mai venduto registratori di cassa oltre frontiera, il che si spiegherebbe essenzialmente col fatto che i registratori devono essere adattati alle particolari caratteristiche di ciascun paese (lingua, moneta, ecc.) e la trasformazione per l'esportazione non sarebbe economicamente conveniente. Così pure, la Liptons non avrebbe mai prestato servizi di assistenza tecnica al di fuori del territorio nazionale. Ora, in quanto la decisione si riferisca alla politica commerciale generale della Hugin, secondo cui, in via di principio, non dovevano essere forniti pezzi di ricambio ad officine indipendenti, sarebbe importante il fatto che questo divieto non si doveva considerare — secondo precisazioni fornite in proposito della Hugin — come un divieto d'esportazione. Del resto, si potrebbe generalmente presumere che i registratori di cassa Hugin venissero acquistati non già presso rivenditori di un altro paese, bensì presso il più vicino distributore all'interno e che, naturalmente, lo stesso avvenisse per il servizio di assistenza tecnica.
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III — |
Da quanto precede risulta che la dichiarazione fatta dalla Commissione, nell'art. 1 della propria decisione, circa la violazione dell'art. 86 è infondata e che perciò la relativa domanda d'annullamento dev'essere accolta. Ciò implica inoltre la mancanza di fondamento giuridico per l'irrogazione dell'ammenda di cui all'art. 2 e per l'ingiunzione di cui all'art. 3, con la relativa sanzione costituita dalla penalità di mora comminata nell'art. 4. L'intera decisione impugnata dev'essere perciò anullata, come richiesto dalle ricorrenti. Appare quindi inutile l'esame specifico degli argomenti dedotti in merito all'irrogazione dell'amenda. Infine, la conclusione cui sono pervenuto rende altresì superfluo l'accertamento del se la qualificazione del divieto di vendita effettuata nella motivazione della decisione possa essere contestata. |
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IV — |
Concludo perciò nel senso che la decisione della Commissione impugnata dalla Hugin AB e dalla Hugin UK dev'essere annullata e che le spese del giudizio vanno poste a carico della Commissione. |
( 1 ) Traduzione dal tedesco.
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