- März 1984 N
309
Motion (Bacciarini)-Pini
werden vor allem dem Berggebiet eine spürbare Entlastung
bringen.
Zur Frage 3: Die Revision der eidgenössischen Forstgesetz-
gebung ist für die laufende Legislaturperiode geplant. Die
Subventionsnormen - auch jene für die Aufforstungen und
Lawinenverbauungen - werden in diesem Rahmen über-
prüft.
Zur Frage 4: Aus dem Reinertrag des Treibstoffzolles sollen
in Zukunft auch Mittel für die Finanzierung von Schutzbau-
ten zugunsten von Strassen zur Verfügung stehen. Die
entsprechende Vorlage ist vom Bundesrat soeben zuhanden
der eidgenössischen Räte verabschiedet worden. Vor ihrer
Inkraftsetzung, frühestens am 1. Januar 1987, können aber
zur Finanzierung von Schutzbauten an Strassen keine Treib-
stoffzollmittel freigegeben werden.
Zur letzten Frage 5: Das Bundesamt für Forstwesen, das mit
der Prüfung der Lawinenverbauungsprojekte betraut ist,
bemüht sich um eine rasche und zweckmässige Behand-
lung der Projektgesuche. In dringenden Fällen werden unter
Vorbehalt der Projektgenehmigung vorzeitige Baubewilli-
gungen erteilt, sofern es die zeitlichen Verhältnisse verlan-
gen. Die aufgrund der aussergewöhnlichen Lawinensitua-
tion 1984 dringenden Projekte werden auf diese Art und
Weise behandelt.
Columberg: Ich danke Ihnen, Herr Bundesrat Égli, und dem
gesamten Bundesrat, für die Anteilnahme und für die Zusi-
cherungen. Mit der Beantwortung der Fragen 1, 3 und 5 bin
ich sehr zufrieden, mit der Beantwortung der Fragen 2 und 4
teilweise.
#ST# 82.405
Mozione (Bacciarmi)-Pini
Italienisch als obligatorisches Maturitätsfach
Enseignement obligatoire
de l'italien pour la maturité
L'italiano materia obbligatoria di maturità
Wortlaut der Motion vom 10. Juni 1982
Der Bundesrat wird eingeladen, durch eine Änderung der
Maturitäts-Anerkennungsverordnung (MAV) Italienisch für
alle Schweizer Gymnasiasten als Pflichtfach einzuführen.
Texte de la motion du 10 juin 1982
Le Conseil fédéral est invité à modifier l'ORM de telle sorte
que l'italien devienne une langue obligatoire dans tous les
gymnases suisses.
Testo della mozione del 10 giugno 1982
II Consiglio federale è invitato a modificare l'ORM in modo
da introdurre l'italiano quale lingua obbligatoria per tutti i
liceali svizzeri.
Mitunterzeichner - Cosignataires - Cofirmatari: Akeret,
Aubry, Sarchi, Brélaz, Carobbio, Cevey, Christinat, Colum-
berg, Cotti Gianfranco, Delamuraz, Eng, Girard, Gloor, Gün-
ter, Jelmini, Kohler Raoul, Loetscher, Meier Kaspar, Morel,
Muheim, Nauer, Petitpierre, Pini, Ribi, Robbiani, Schmid,
Vannay, Wyss (28)
Schriftliche Begründung - Développement par écrit
Motivazione scritta
Nella sua risposta alla mia interpellanza 81.482 del 29 set-
tembre 1981, il Consiglio federale afferma:
«La questione se l'italiano debba esser dichiarato materia
obbligatoria per tutti gli studenti dei licei svizzeri è già stata
discussa più volte in passato, segnatamente quando venne
introdotta la maturità D (lingue moderne).
L'idea ha sempre incontrato forte opposizione negli
ambienti interessati, non da ultimo a causa dell'indiscussa
preminenza dell'inglese nella vita odierna. La fondatezza
delle esigenze dell'italianità è stata tuttavia riconosciuta in
quanto tutte le scuole che portano al conseguimento di una
maturità B, C ed E debbono fornire un insegnamento d'ita-
liano come materia opzionale o facoltativa, mentre le scuole
che hanno un programma di maturità del tipo D debbono
offrire pari possibilità di studiare l'italiano o l'inglese.
Sia infine ricordato che, secondo quanto risulta da un'in-
chiesta condotta dal Centro svizzero di documentazione nel
settore dell'insegnamento e dell'educazione, le scuole nor-
mali offrono oggi maggiori possibilità che non in passato di
studiare l'italiano.
La riforma dei nostri licei è oggetto presentemente di ampie
discussioni, e si parla pure di una revisione dell'Ordinanza
federale sul riconoscimento dei certificati di maturità. Il
riesame di tale ordinanza comprenderà anche quello dello
spazio riservato alla lingua italiana.»
Due affermazioni di questa risposta mi preme sottolineare e
riprendere:
- il riconoscimento della fondatezza dell'esigenza dell'ita-
lianità;
- l'opposizione determinata dall'indiscussa preminenza
della lingua inglese nella vita odierna.
Per quanto concerne l'esigenza riconosciuta della tutela
dell'italianità, ribadisco qui il concetto già sviluppato nella
mia interpellanza dell'assoluta necessità, nello spirito fede-
ralistico e costituzionale, di usare tutti i mezzi idonei a
permettere la diffusione dell'italiano in tutta la Svizzera.
Molti argomenti potrebbero essere portati a sostegno di
questa tesi. Mi limiterò ad accennarne quattro:
- l'opinione di 1032 reclute agli esami pedagogici del 1981;
- l'opinione di quattro professori universitari;
- i dati di una inchiesta che confermano, purtroppo, il poco
interesse riservato dagli studenti svizzeri all'italiano in
quanto materia opzionale;
- la Raccomandazione del Consiglio d'Europa che insiste
sull'aspetto politico di comunicazione e quindi di coesione
europea (nel nostro caso nazionale) del plurilinguismo.
- 11032 giovani Svizzeri che hanno partecipato agli esami
pedagogici nel 1981 hanno formulato le rivendicazioni che
ritengono opportune per rafforzare le minoranze linguisti-
che. Fra queste:
- la conoscenza dell'italiano da parte dei confederati;
- il potenziamento dell'insegnamento dell'italiano oltre San
Gottardo;
- la priorità dell'italiano come lingua nazionale, rispetto
all'inglese.
- Anche le opinioni di uomini di cultura mi sembrano
importanti. Il prof. Angelo Rossi del Politecnico federale ha
più volte affermato in pubblico che ritiene opportuna l'intro-
duzione dell'italiano quale lingua obbligatoria di maturità
federale. Ottavio Lurati, professore all'Università di Basilea,
nella relazione dal titolo «La posizione dell'italiano nell'am-
bito della Svizzera francese o tedesca», tenuta il 20 marzo
1982 al Convegno organizzato dal Centro di studi italiani in
Svizzera a Zurigo su «L'italiano in Svizzera», si è occupato
dell'insegnamento dell'italiano. Se le cose vanno bene a
livello universitario (e infatti la lingua italiana è ben difesa
nelle nostre università e il contributo di parecchi ticinesi che
vi insegnano è cospicuo), diversa è la musica nel settore
medio. L'italiano è perdente in concorrenza con l'inglese,
non solo, ma si delinea anche il pericolo che venga concor-
renziato dallo spagnolo e perfino dal russo.
Questi sono argomenti sostenuti non solo dal prof. Lurati,
ma anche da Remo Fasani, professore all'Università di Neu-
châtel (cfr. «La Svizzera plurilingue», ed. Cenobio, 1982).
Così scrive, a mio avviso ironicamente, Fasani: «Per questo
propongo di ritornare alla prima concezione del nostro
Motion (Bacciarini)-Pini
310N 21 mars 1984
governo e di modificarla andando un passo più in là: prima
lingua straniera, per tutti gli Svizzeri, l'inglese; seconda e
terza lingua straniera, a scella, tra il tedesco, il francese,
l'italiano, lo spagnolo, il russo e, circostanze permettendolo,
il romancio. Grazie all'inglese, gli svizzeri francesi e gli
italiani non dovrebbero più imparare due specie di te-
desco...»
Mi risulta che anche il prof. Teodoro Gossen, insigne roma-
nista e ex rettore dell'Universi :à di Basilea, condivida latesi
di questa mozione.
3. Un'inchiesta di alcuni anni fa ha confermato senz'ombra
di dubbio, che «la seconda lirgua studiata nei licei svizzeri
è, a stragrande maggioranza, l'inglese e non la terza lingua
nazionale». Su 10 studenti, 1 sceglie l'italiano, 9 scelgono
l'inglese. La proporzione 1:10 vale per la Svizzera tedesca.
(Fa eccezione il canton Argovia, dove l'italiano ha una
situazione davvero privilegiata.)
La situazione è disastrosa nella Svizzerea romanda; al Gym-
nase de la Cité di Losanna, r on ci son candidati per l'ita-
liano; al Gymnase Belvédère di Losanna, 100 per cento
sceglie inglese, O italiano; a B'iga, pur esistendo la possibi-
lità di scelta, non ci sono corsi d'italiano; a Friborgo, al
Collège St. Michel, esistendo la possibilità d'opzione, 9
allievi scelgono l'inglese, 1 l'italiano; al Collège di Ginevra,
in quarta «latine», 6 allievi su 140 scelgono l'italiano.
La realtà è indiscutibile. Esistendo la possibilità di scelta, gli
studenti preferiscono, per ragioni pratiche e economiche,
l'inglese all'italiano.
Si tratta di una scelta giusta? Non sarebbe opportuno cor-
reggerla proprio con precise disposizioni dell'ORM?
4. Il Consiglio d'Europa, alla chiusura di una conferenza di
quattro giorni su «Vivere il multilinguismo europeo» ha
formulato numerose raccomandazioni; fra queste mi sem-
bra importante la seguente: < È necessario considerare gli
aspetti culturali e sociali del 'apprendimento delle lingue
allo scopo, in particolare, di rompere gli stereotipi nazionali
e d'aiutare gli allievi a superare le frontiere affettive nazio-
nali.» Il caso «Svizzera» e il multilinguismo elvetico si identi-
fica con la raccomandazione e itala sostituendo le «frontiere
affettive nazionali» con «frontiere affettive delle tre regioni
linguistiche del paese». La lingua, come riaffermato a Stra-
sburgo, è mezzo di comunicazione e in pari tempo veicolo di
cultura e di comprensione. La pluralità linguistica e cultu-
rale della Svizzera è caratteristica importante anche dal
profilo politico. Ogni Svizzero dovrebbe poter essere capito
da un suo concittadino; la sua lingua- mezzo di comunica-
zione per eccellenza - dovrebbe far parte del bagaglio
culturale di ogni Svizzero.
Queste sono le considerazioni di ordine filosofico-socio-
politico che mi spingono a chiedere, con la presente
mozione, la revisione dell'ORM affinchè anche la terza lin-
gua nazionale, l'italiano, diventi lingua obbligatoria di matu-
rità.
Schriftliche Stellungnahme das Bundesrates
Rapport écrit du Conseil fédéral
Risposta scritta del Consiglio federale
La mozione è basata sul principio, che condividiamo,
secondo cui ogni svizzero dovrebbe poter comunicare con i
suoi concittadini. La padronanza delle lingue nazionali
dovrebbe dunque far parte diA patrimonio culturale di tutti
gli svizzeri ed è d'altro canto giustificato che le lingue
minoritarie - in questo caso l'taliano - godano di un soste-
gno speciale, affinchè non siano progressivamente erose da
quelle maggioritarie. L'inseg lamento deve senza dubbio
assumere un ruolo di primo piano in questo contesto.
Per ciò che concerne l'insecnamento liceale, l'ordinanza
federale sul riconoscimento dogli attestati di maturità (ORM)
prescrive a tutte le scuole preparanti alla maturità di tipo B,
C ed E d'insegnare fino alla maturità la terza lingua nazio-
nale (generalmente l'italiano), sia quale materia opzionale
sia quale materia facoltativa. Le scuole di tipo D (lingue
moderne) devono offrire la scelta tra la terza lingua nazio-
nale e l'inglese, quale seconda e terza lingua straniera.
Come terza lingua straniera possono pure essere insegnati
lo spagnolo e il russo. L'inglese, contrariamente all'italiano,
deve essere scelto come terza lingua straniera nel caso non
10 sia stato come seconda.
Per quanto concerne la regolamentazione dell'offerta di
corsi di lingua italiana, alcune disposizioni sono dunque
previste, allo scopo di tutelare la posizione dell'italiano nei
licei svizzeri. Questo non significa naturalmente che gli
allievi scelgano l'italiano nella misura appropriata, in parti-
colare nei casi in cui esiste una situazione di concorrenza
con l'inglese.
Per ciò che riguarda gli esempi romandi citati, dove l'italiano
non sarebbe stato scelto da nessun allievo, costatiamo che
l'italiano è materia obbligatoria per le classi di tipo D di
queste due scuole. Nel cantone Vaud, per restare a questo
esempio, circa un terzo dei liceali deve seguire obbligatoria-
mente l'insegnamento dell'italiano e una parte degli altri
allievi lo sceglie come materia facoltativa. La situazione è
analoga in alcuni altri cantoni.
Se consideriamo la situazione dell'insieme dei licei svizzeri
essa è, a nostro avviso, più complessa di quanto un primo
esame potrebbe far pensare, e probabilmente meno disa-
strosa per l'italiano di quanto è indicato nello sviluppo della
mozione. Lo scopo di queste indicazioni non è tuttavia di far
apparire l'attuale situazione dell'italiano nei nostri licei
migliore di quella che effettivamente è, e cioè lungi dall'es-
sere ottimale. Senza dubbio, si potrebbe fare di più per
migliorarla, ma per raggiungere questo scopo esistono
diverse possibilità che vanno attentamente e seriamente
vagliate. Come esempio si può citare la possibilità di raffor-
zare la posizione dell'italiano nel tipo D, rendendolo obbli-
gatorio.
La Commissione federale di maturità è pronta ad intrapren-
dere a corta scadenza, nell'ambito del suo «Gruppo di
lavoro per il riesame dell'equivalenza dei tipi», l'analisi della
situazione per il tipo D ed a presentare, all'occorrenza,
proposte concrete di miglioramento. Essa è d'altronde
disposta, in tempi più lunghi, a esaminare in tutta la sua
globalité il problema della promozione della terza lingua
nazionale nei nostri licei.
Dobbiamo peraltro qui rilevare, che il liceo rappresenta una
parte relativamente modesta, nel contesto di tutta la realtà
scolastica svizzera, e che la problematica della promozione
della lingua italiana a livello scolastico è ben più larga.
Siamo perciò del parere che si giustifichi l'inclusione d'altri
settori educativi, come per esempio quello delle scuole
normali e delle scuole professionali, in un riesame globale
della situazione dell'italiano nell'insegnamento (ciò che
potrebbe d'altronde venire incontro all'interesse dei figli dei
lavoratori italiani residenti nel nostro paese). Siamo dunque
pronti ad esaminare questo problema in modo approfon-
dito, in collaborazione con la Conferenza dei direttori canto-
nali della pubblica istruzione e con altri servizi competenti.
Ricordiamo per contro che l'idea d'introdurre obbligatoria-
mente l'italiano per tutti i liceali del nostro paese ha, già in
passato, sollevato l'opposizione di numerosi ambienti inte-
ressati. Per questa ragione non possiamo accettare senz'al-
tro il mandato di' rivedere l'ORM nel senso di questa
mozione. Per contro ci auguriamo, nella prospettiva qui
sopra indicata, che la mozione sia trasformata in postulato.
A titolo d'informazione menzioniamo pure il fatto, che que-
sta proposta non potrebbe d'altronde essere accettata come
mozione per delle ragioni giuridiche. Essa tocca in effetti il
settore legislativo delegato al Consiglio federale (CAC 43 I
1979, No 1).
Schriftliche Erklärung des Bundesrates
Déclaration écrite du Conseil fédérale
Dichiarazione scritta del Consiglio federale
11 Consiglio federale propone di trasformare la mozione in
postulato.
M. Pini: Notre excellente et ancienne collègue, Mme Alma
Bacciarini, avait défendu à plusieurs reprises à cette tribune,
non seulement la communauté linguistique tessinoise, mais
- März 1984 N
311
Motion (Bacciarini)-Pini
aussi celle du pays tout entier. En effet, elle était convaincue
que la compréhension nationale, surtout aujourd'hui, passe
justement par la connaissance de nos principales langues
nationales: la langue allemande à juste raison, la langue
française également, sont des matières obligatoires dans les
écoles du canton du Tessin. La langue italienne est une
matière à option à l'examen pour l'obtention du certificat de
maturité des catégories A, B, C et D.
La revendication de la Suisse italienne, pour faire admettre
l'italien comme langue obligatoire à tous les niveaux sco-
laires, ne date pas d'aujourd'hui. Je dois reconnaître - et je
pense être ici l'interprète de la députation tessinoise aux
Chambres fédérales - que ces dernières années, le Parle-
ment et le gouvernement ont témoigné d'une grande sensi-
.bilité à l'égard des problèmes culturels des minorités lin-
guistiques, en particulier de la tessinoise qui compose la
«troisième Suisse». Mais cela est insuffisant, Monsieur le
conseiller fédéral. La Suisse de cette fin de siècle a besoin
d'une compréhension plus grande entre ses habitants. Nous
ne pouvons nous «entendre uniquement avec les mains». Il
faut encore pouvoir se comprendre par la parole, par l'écri-
ture, par la lecture de nos textes, de nos journaux de part et
d'autre des régions linguistiques de notre pays, de la Suisse
italienne à la Suisse alémanique et à la Suisse romande.
Or, le texte de la motion est très simple. Il invite le Conseil
fédéral à modifier l'ordonnance sur la reconnaissance du
certificat de maturité, de telle sorte que l'italien devienne
une langue obligatoire dans tous les gymnases de Suisse.
Je dois dire que la réponse du Conseil fédéral laisse à
penser que celui-ci a saisi toute la portée et tout l'esprit qui
animent cette motion. En effet, ne dit-il pas: «Nous devons
aussi relever ici que le gymnase ne constitue qu'une partie
de la réalité scolaire suisse et que la promotion de la langue
italienne dans les gymnases ne représente qu'un aspect
relativement modeste dans l'ensemble de cette réalité sco-
laire.» De la part du Conseil fédéral, c'est la reconnaissance
morale, noble, d'une culture sans laquelle la Suisse ne serait
pas la Suisse. Néanmoins, le Conseil fédéral conclut en
préconisant de transformer cette motion en postulat, pour
des raisons juridiques. En effet, il précise, à titre d'informa-
tion, que la motion touche au domaine législatif délégué au
gouvernement. Certes, le Conseil fédéral a une compétence
bien définie, au niveau législatif, dans cette matière d'ordon-
nance concernant les certificats de maturité. La motion ne
veut pas que ce droit lui soit enlevé, elle veut uniquement
qu'il soit stimulé. Le but de la motion est d'intérêt général
pour toute la nation et tend à concrétiser le principe de
l'égalité de traitement de nos langues officielles.
Mi permetterete che, difendendo questa mozione a nome
della ex collega Alma Bacciarini, io abbia a concludere nella
mia e nella vostra terza lingua ufficiale nazionale, dicendovi,
come l'ho detto poc'anzi, che la Svizzera di oggi, ma soprat-
tutto la Svizzera di domani, ha bisogno, attraverso la sua
gioventù, di capirsi meglio. Per fare questo non sono forse
tanto necessari i milioni o le sovvenzioni, quanto un impe-
gno non più platonico nel difendere le nostre lingue nazio-
nali, attraverso un impegno reale, costruttivo ed educativo,
che deve avvenire appunto a livello di tutti gli ordinamenti
scolastici del Paese, come giustamente dice il Consiglio
federale, e non solamente a livello dei licei, delle scuole
medie o delle scuole medie superiori. La sala non è oggi
quella delle udienze più folte e più attente. Me lo aspettavo,
ce lo aspettavamo. Ma io sono certo che ponendo oggi
questo problema dell'insegnamento obbligatorio delle tre
principali lingue nazionali, il Consiglio federale, accettando
questo principio, fa un notevole passo in avanti verso una
più rafforzata, concreta, civica comprensione fra le diverse
parti etniche e culturali della Svizzera, lo confido nella
sensibilità di questo Parlamento, perché il principio della
mozione venga accolto e come tale diventi stimolo per il
Governo per il miglioramento dell'Ordinanza federale sui
certificati di maturità.
Mme Christinat: A titolo eccezionale mi esprimo nella mia
lingua materna, visto che ho contrassegnato la mozione
della collega Alma Bacciarini. Il problema dell'italiano nelle
scuole non è un problema minore. Esso interessa tutta la
Svizzera, non solo il Ticino e la Svizzera italiana. Non si può
rifiutare la mozione con un pretesto giuridico, un po' troppo
semplice, come lo fa il Consiglio federale. Ne va del plu-
ralismo linguistico e della nostra cultura, cultura trilingue,
anzi, quadrilingue. L'italiano non deve essere lingua nazio-
nale solo qui, quando stiamo dibattendo di un problema
importante, in questo momento davanti ad una sala semi-
vuota. Difendere oggi l'italiano significa difendere anche le
altre lingue minoritarie, il francese pure compreso, e forse
anche il tedesco, minacciato esso pure dalla diffusione della
lingua degli affari, vale a dire dell'inglese. Lei, onorevole
consigliere federale Egli, amico del Ticino, non può restare
indifferente a questo postulato della Svizzera italiana.
Domando perciò a questo Consiglio di votare la mozione
quale mozione, e non come postulato. A nome dei ticinesi vi
ringrazio d'avanzo.
Bundesrat Egli: Natürlich wäre es erstrebenswert, wenn
jeder gebildete,Schweizer mindestens alle drei Amtsspra-
chen, wenn nicht alle vier Landessprachen beherrschte. Ich
bin mit Ihnen absolut einig, Herr Pini und Madame Christir
nat, das wäre ein erstrebenswertes Ziel. Sie kennen ja meine
eigene Sympathie nicht nur fürs Tessin, sondern auch
gegenüber der italienischen Sprache ganz besonders. Aber
ich frage mich doch, ob wir der Gesamtkultur einen grossen
Dienst erweisen, wenn wir die Weltsprachen, die in der
ganzen Welt gesprochen werden, nun zugunsten des Italie-
nischen zurückstellen. Ich meine damit das Französische
und das Englische.
Die schriftliche Antwort des Bundesrates auf Ihre Vorstösse
datiert vom Juni 1982; es ist also bald zwei Jahre her. Ich
kann Ihnen sagen, dass ich seither eine Kommission einge-
setzt habe, die gerade diese Frage nochmals studiert. Sie
haben aus unserer schriftlichen Antwort gesehen, wie sehr
wir das Italienische als Frei- und als Wahlfach schon geför-
dert haben. Die Frage, ob es als Pflichtfach für alle Mittel-
schüler eingeführt werden kann, muss wirklich vorerst stu-
diert werden, bevor wir uns schnell in Beantwortung einer
Motion dazu entscheiden können. Geben Sie dieser Kom-
mission Gelegenheit, die Revision der Maturitäts-Anerken-
nungsverordnung zu studieren und zu ihren Schlüssen zu
kommen.
Ich möchte nur noch am Rande bemerken: Es ist schon vom
Verfahren her fraglich, ob in diesem Bereiche überhaupt
eine Motion entgegengenommen werden könnte, da die
rechtliche Zulässigkeit einer Motion im delegierten Recht-
setzungsbereich des Bundesrates im allgemeinen grund-
sätzlich verneint wird.
Ich sehe also auch rechtliche Schwierigkeiten für eine
Motion, möchte aber nicht diese juristische Wortklauberei in
den Vordergrund stellen. Ich bitte Sie daher, die Motion in
ein Postulat umzuwandeln.
Le président: Le Conseil fédéral demande la transformation
en postulat. M. Pini maintient la forme de motion.
Abstimmung - Vote
Für Überweisung als Motion
Für Überweisung als Postulat
Überwiesen - Transmis
36 Stimmen
37 Stimmen
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften
Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées
Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Mozione (Bacciarni)-Pini Italienisch als obligatorisches Maturitätsfach
Mozione (Bacciarni)-Pini Enseignement obligatoire de l'italien pour la maturité
Mozione (Bacciarni)-Pini L'italiano materia obbligatoria di maturità
In
Amtliches Bulletin der Bundesversammlung
Dans
Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale
In
Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale
Jahr
1984
Année
Anno
Band
I
Volume
Volume
Session
Frühjahrssession
Session
Session de printemps
Sessione
Sessione primaverile
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
12
Séance
Seduta
Geschäftsnummer
82.405
Numéro d'objet
Numero dell'oggetto
Datum
21.03.1984 - 08:00
Date
Data
Seite
309-311
Page
Pagina
Ref. No
20 012 264
Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung.
Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale.
Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.