1429
Interpellation Miesch
centro, per di più ubicato a Chiasso, solleva non pochi interro- gativi.
Se il criterio è quello di offrire un servizio a una clientela essen- zialmente ticinese, quell'ubicazione, completamente a sud del Cantone, contrasta con le esigenze di un servizio rapido e ra- zionale. Il risultato sarebbe che la merce proveniente d'Oltre Gottardo dovrebbe prima essere convogliata a Chiasso per ferrovia e poi risalire, su strada, tutto il Cantone. Con evidenti perdite di tempo.
Se il criterio è quello di creare un centro «transfrontaliero» al- lora è legittimo il dubbio che un solo centro basti a garantire un servizio attrattivo a tutta la possibile clientela.
Il mantenimento, in Ticino, di due centri regionali, di cui uno si- tuato al centro del Cantone (Cadenazzo o piano del Vedeggio) appare quindi la scelta più logica nell'interesse del servizio stesso e della sua attrattività.
Ma anche dal punto di vista occupazionale una tale scelta si giustificherebbe. Il Canton Ticino è oggi fra le regioni della Svizzera più duramente colpite dalla crisi. I disoccupati supe- rano gli 8000 e le previsioni parlano di ulteriori aggravamenti. Non sembra il momento migliore per eliminare altri posti di la- voro, aumentando di conseguenza gli oneri a carico dell'assi- curazione disoccupazione.
Il mantenimento di due centri regionali del servizio «Cargo Do- micilio» delle FFS costituirebbe un modesto ma importante contributo alla lotta contro la disoccupazione per di più giustifi- cato dalle stesse esigenze del servizio.
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates
vom 7. Juni 1993 Risposta scritta del Consiglio federale del 7 giugno 1993 Rapport écrit du Conseil fédéral du 7 juin 1993
Le FFS hanno sottoposto all'approvazione del Consiglio fede- rale il programma Cargo Domicilio. Non è ancora stata presa una decisione definitiva. Al momento attuale il Consiglio fede- rale può pronunciarsi come segue:
a. I criteri adottati, conformemente al mandato di prestazioni del 1987, sono di natura esclusivamente aziendale, ossia:
presenza di un sufficiente volume di trasporti nella regione e
buoni allacciamenti sia stradali che ferroviari.
Quale parametro base per la determinazione del volume di traffico spettante ad ogni centro regionale ci si è fondati sullo standard internazionale di un terminale per piccole partite che oscilla tra 400 e 500 tonnellate giornaliere di merce trasborda- bile.
b. Il quantitativo di merce trasportata su tutto il territorio tici- nese, circa 200 tonnellate giornaliere, è chiaramente inferiore alla media e, secondo i criteri suddetti, da solo non basterebbe nemmeno a giustificare l'esercizio di un unico centro regio- nale. L'ubicazione a Chiasso, in zona di confine, permette, ol- tre ad un migliore sfruttamento dell'attuale potenziale, anche l'assorbimento di un ulteriore volume di trasporti a piccole par- tite proveniente dalla limitrofa area economica dell'Italia del Nord e diretto in Svizzera.
c. Gli studi relativi alla determinazione delle sedi definitive hanno preso avvio. Saranno analizzate anche le varianti Cade- nazzo e Lugano-Vedeggio.
Per contro, per i motivi predetti le probabilità di mantenere in Ticino due centri regionali risultano scarse. Riguardo al tra- sporto a piccole partite, il Parlamento ha conferito alle FFS, nell'ambito del mandato di prestazioni del 1987, l'esplicito in- carico di adottare criteri di economia di mercato e di garantire un servizio che copra i costi. Attuando una privatizzazione par- ziale, le FFS danno seguito a questo mandato. In tal modo tut- tavia, la decisione definitiva sull'ubicazione dei centri regionali non spetta più esclusivamente alle FFS, ma compete soprat- tutto alla nuova società privata costituitasi.
d. Il mandato di prestazioni (art. 1 cpv. 3 e 4) definisce esplici- tamente i casi in cui le FFS, per motivi di politica regionale, oc- cupazionale o altri, possono adottare criteri diversi da quelli aziendali, ossia se è
previsto dal mandato di prestazioni (nel caso del traffico viaggiatori regionale e huckepack);
previsto da un altro decreto federale che contempla anche la corrispondente indennità;
richiesto da altri interessati (Cantoni, Comuni, imprese, ecc.) che versano una corrispondente indennità
La ristrutturazione in corso presso le FFS comporterà a livello svizzero lo smantellamento di 600 posti. Tenuto conto di un in- cremento quantitativo del volume di traffico del 40 percento, in termini reali, il prospettato smantellamento viene ridimensio- nato della metà. Le FFS sono peraltro consapevoli del loro ruolo sociale e vogliono quindi evitare licenziamenti. Tuttavia il risanamento di Cargo Domicilio richiederà la rapida adozione di provvedimenti mirati e coerenti che comporteranno per ta- luni anche aspetti spiacevoli. Nel complesso per, l'operazione risulterà più vantaggiosa che non la completa rinuncia a Cargo Domicilio.
Pertanto, il Consiglio federale non ritiene necessario interve- nire presso le FFS. Il necessario risanamento dell'azienda non potrà essere realizzato senza determinati sacrifici.
Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundesra- tes nicht befriedigt und verlangt Diskussion.
Abstimmung - Vote Für den Antrag auf Diskussion Dagegen
offensichtliche Mehrheit Minderheit
Verschoben - Renvoyé
93.3189
Interpellation Miesch Gefährdete Abhörsicherheit im Natel-D-Telefonnetz Réseau téléphonique Natel D. Sécurité de l'écoute menacée
Wortlaut der Interpellation vom 19. März 1993
Ist der Bundesrat bereit, den zunehmenden Bemühungen privater, steuer- und politpolizeilicher und geheimdienstlicher Kreise zur rechtswidrigen Informationsbeschaffung mittels Te- lefonabhörung nachdrücklich entgegenzuwirken, insbeson- dere durch technische Schutzmassnahmen im digitalisierten drahtlosen Telefonverkehr (GSM, Natel D), dessen internatio- nal festgelegter, eingebauter Abhörschutz auf Veranlassung von gewissen Geheimdiensten durch die Europäische Ge- meinschaft entscheidend verwässert werden soll?
Ist der Bundesrat bereit, sich bei den zuständigen Gremien (Cept, GSM, Europäische Gemeinschaft usw.) einzusetzen für die Beibehaltung und gelegentliche Anhebung des von den- selben mit den betroffenen Verwaltungen und Wirtschaftskrei- sen ausgehandelten Abhörschutzstandards «A5», welcher den Bedürfnissen der Justiz zur Verbrechensbekämpfung vollauf genügt, jedoch nur richterlich angeordnete Telefon- überwachungen in den Telefonzentralen erlaubt (im Gegen- satz zum abhörfreundlicheren und dem Missbrauch Tür und Tor öffnenden Standard «A5X», welcher von der Europäischen Gemeinschaft gefördert wird)?
Ist der Bundesrat ebenfalls bereit, dem Primat des Schutzes der Privatsphäre und der Berufs- und Geschäftsgeheimnisse durch geeignete eigenständige technische und andere Mass- nahmen auf schweizerischem Territorium Nachachtung zu verschaffen (z. B. durch Verwirklichung des abhörsicheren Natel-D-Netzes auf der Schutzstufe «A5» oder höher, wobei dessen Euro-Kompatibilität mit den abhörfreundlicheren, eventuell als Natel E bezeichneten GSM-Netzen der anderen Staaten durch entsprechende Zusatzausrüstung der Schwei- zer Telefonzentralen und der hierzulande zugelassenen, even- tuell als Natel DE bezeichneten Doppelstandard-Handgeräte sichergestellt werden könnte)?
N 18 juin 1993
1430
Interpellation Miesch
Texte de l'interpellation du 19 mars 1992
Le Conseil fédéral est-il disposé à contrecarrer efficacement les efforts croissants des particuliers ainsi que des autorités fis- cales, de la police politique et des services secrets qui procè- dent illégalement à des écoutes téléphoniques pour se procu- rer des informations? Certains services secrets poussent la Communauté européenne à affaiblir les dispositions interna- tionales réglant le dispositif de protection incorporé des télé- phones mobiles. Le Conseil fédéral est-il prêt notamment à prendre les mesures techniques nécessaires pour protéger les réseaux de radiotéléphonie numérique (GSM, Natel D) contre les écoutes illégales?
Le Conseil fédéral est-il disposé à intervenir auprès des or- ganes responsables (Cept, GSM, Communauté européenne etc.) en faveur du maintien, et éventuellement du renforce- ment, du standard de protection contre les écoutes «A5», qui a été mis au point par les organes susmentionnés, les admini- strations et les milieux économiques et qui satisfait absolu- ment aux besoins de la justice dans sa lutte contre la crimina- lité? Ces normes n'autorisent dans les centraux téléphoniques que les écoutes ordonnées par un juge, contrairement au standard «A5X», beaucoup plus laxiste, défendu par la Com- munauté européenne, qui ouvre la porte à tous les abus.
Le Conseil fédéral serait-il éventuellement disposé à renfor- cer la protection de la sphère privée ainsi que du secret profes- sionnel et du secret d'affaires en Suisse par des mesures na- tionales appropriées, techniques ou autres (p. ex. en réalisant un réseau Natel D protégé, répondant au moins aux normes «A5>> et dont la compatibilité avec les réseaux GSM moins protégés des autres Etats, éventuellement appelés Natel E, serait assurée par un équipement supplémentaire des centraux téléphoniques suisses et des radiotéléphones, qui répondraient ainsi aux deux systèmes de normes et se- raient appelés Natel DE)?
Le cas échéant, comment le Conseil fédéral pense-t-il justi- fier et financer l'adaptation des centraux téléphoniques suis- ses au standard «A5X», qui assure une protection moindre, alors que ces mesures vont à l'encontre des intérêts fonda- mentaux de notre pays et lui sont imposées? Comment pense-t-il indemniser les entreprises et les personnes suisses lésées (coûts supplémentaires selon des entreprises étrangè- res des PTT: plusieurs centaines de millions de francs)?
Mitunterzeichner - Cosignataires: Aregger, Bezzola, Dettling, Fischer-Seengen, Fritschi Oscar, Mühlemann, Nabholz, Spoerry, Stamm Luzi, Stucky, Wyss Paul (11)
Schriftliche Begründung - Développement par écrit
Im Rahmen der von allen europäischen PTT- und Telefonver- waltungen und den bedeutendsten Herstellerfirmen von Fern- meldegeräten beschickten Groupe Special Mobile (GSM) sind in langjährigen Verhandlungen die technischen Stan- dards der digitalen Telefonie festgelegt worden. Die damit er- möglichte europaweite Ablösung der traditionellen Analog- technik ist unter Einsatz von über einer Milliarde Franken auch in der Schweiz schon weit fortgeschritten und wird auf zahlrei- chen gesellschaftlich und wirtschaftlich bedeutsamen Gebie- ten wesentliche Fortschritte und Neuerungen bringen, so zum Beispiel im Bereich des Abhörschutzes. Es liegt an uns, ob wir die damit verbundenen Möglichkeiten zum Wohle aller nutzen oder ob wir durch zu wenig bedachtes Tun und Lassen zum Schaden unserer Bürger und unserer Wirtschaft, zum Beispiel der illegalen Telefonschnüffelei und der Wirtschaftsspionage, Vorschub leisten werden (siehe «Sunday Times» vom 31. Ja- nuar 1993).
Bezüglich Tonqualität sollten wir also doch noch erleben kön- nen, dass Telefonieren auch in Zügen kein unverhältnismäs- sig teures Lärmärgernis sein muss. Auch wird das mit der digi- talen Telefonie (ISDN/RNIS) massiv vergrösserte Leistungsan- gebot in den kommenden Jahrzehnten die derzeitigen Ar- beits- und Kommunikationsformen voraussichtlich tiefgrei- fend beeinflussen und Wesentliches zur Stärkung der Konkur- renzfähigkeit der Schweizer Wirtschaft beitragen können. Und bezüglich Abhörsicherheit werden erstmals auch die Benützer des drahtlosen Telefonnetzes die Vorteile modernster Chif- friertechnik zum Schutz ihrer Privatsphäre geniessen können. Bei der wachsenden Bedeutung des mobilen drahtlosen Tele- fonverkehrs ist dies zum Schutz des Berufs- und Geschäftsge- heimnisses auch dringend notwendig geworden (siehe z. B. die einem ausländischen Geheimdienst zugeordnete Abhö- rung und Veröffentlichung von intimen Telefongesprächen ei- nes ausländischen Thronanwärters aus offenkundig politi- schen Motiven). Dieser elektronische Abhörschutz beschränkt übrigens in nichts die legale, von einem Richter angeordnete und in Telefonzentralen vorgenommene Telefonüberwa- chung zum Zwecke der Verbrechensbekämpfung. Dagegen erschwert bzw. verunmöglicht die vom GSM festgelegte Si- cherheitsstufe «A5» die Durchbrechung des Chriffrierschlüs- sels mittels mobiler kommerziell erhältlicher Computern, wie sie zu Zwecken eingesetzt werden mögen, für die kein Richter ein Ueberwachungsmandat hierzulande rechtens ausstellen könnte (z. B. Auskundschaftung der wirtschaftlichen Verhält- nisse eines Abonnenten ohne begründeten Verdacht, Wirt- schaftsspionage gegenüber einer Firma).
Unter dem - damit offenkundig irreführenden - Hinweis auf die Bedürfnisse der Verbrechensbekämpfung wird dieser hohe Abhörschutz von gewissen einflussreichen staatlichen Kreisen im nachhinein und mit bedeutenden Kosten- und an- deren Folgen erfolgreich bekämpft (z. B. von den amerikani- schen Geheimdiensten, welche seit dem Friedensabkommen mit Deutschland ihren Zugang zum deutschen Telefonnetz auf die rechtmässigen Ueberwachungsfälle beschränkt sehen und damit von einer Hauptquelle für Wirtschaftsinformationen ausgeschlossen sind, sowie von den französischen und engli- schen Steuerbehörden, welche seit dem Fiasko ihres orwell- schen OECD/Europarats-Steuerdatenaustausch-Systems In- terfipol nach alternativen Wegen zur grenzüberschreitenden Steuerfahndung suchen). Bereits haben sie die Telekommuni- kations-Kommission der Europäischen Gemeinschaft zur Her- absetzung des Abhörschutzes auf einen für mobile Computer überwachbaren Standard «A5X» und zur Ausarbeitung einer entsprechenden EG-Richtlinie gewinnen können. Von einer parlamentarischen Prüfung dieses Vorhabens ist bisher nichts bekanntgeworden.
Soweit ersichtlich hat die Schweiz weder ein Interesse noch die Pflicht bei diesem üblen Spiel bürokratischer Schlaumeier mitzutun - oder dies auch nur zu tolerieren. Gegebenenfalls, d. h. bei zeitigem, nachhaltigen und prinzipientreuen Festhal- ten am derzeitigen höheren Abhörschutzstandard «A5», dürfte es ihr gelingen, dessen gemeinschädliche Verwässerung mit breiter Unterstützung zu verhindern. Sollte dies wider aller Er- wartung misslingen, ergäbe sich für die Schweizer Wirtschaft ein neuer, unerwarteter Standortvorteil zufolge ihrer Abgren- zung gegenüber dem orwellschen Standard «A5X» des Aus- landes: Wer legale Geschäfte machen will, ohne von fremden Geheimdiensten per illegale Telefonschnüffelei um die Früchte seiner Arbeit gebracht zu werden, kommt in die Schweiz
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 5. Mai 1993 Rapport écrit du Conseil fédéral du 5 mai 1993
Technisch gesehen ist Natel D, auch als GSM (Global System for Mobile Communications) bezeichnet, ein paneuropai- sches Digital-Funktelefonsystem. Praktisch gesehen ist es ein Paradebeispiel für die europäische Zusammenarbeit in For- schungs- und Normierungs-, aber auch regulatorischen Be- langen. Die für GSM anwendbaren technischen Vorschriften entstanden ursprünglich im Rahmen der Cept (Conférence
Interpellation Cavadini Adriano
1431
Européenne des Postes et des Télécommunications), die der- zeit 34 Mitgliedstaaten zählt, und wurden vom ETSI (European Technical Standards Institute), dem auch die Schweiz ange- hört, ausgearbeitet. Sie sind in über 40 Staaten verbindlich. Die geschilderte Zusammenarbeit ist ein unverzichtbarer Fak- tor für die Entwicklung des Telekommunikationssektors in ganz Europa. Für die Schweiz, die nicht zum Europäischen Wirtschaftsraum (EWR) gehört, erlässt das Bundesamt für Kommunikation (Bakom) die anwendbaren technischen Vor- schriften auf der Grundlage der harmonisierten Normen des ETSI, die ihrerseits ebenfalls die Grundlage für die Vorschriften der Europäischen Gemeinschaft (EG) sind.
Zu den einzelnen Fragen nimmt der Bundesrat wie folgt Stel- lung:
In Anwendung der derzeitigen technischen Vorschriften des Bakom lässt sich sagen, dass GSM die Abhörsicherheit der Telefongespräche mittels eines Verschlüsselungsverfahrens, das auf der Stufe des Netzes (Basisstation) wie auch der zuge- lassenen Funktelefone (Endgeräte) eingesetzt wird, effizient gewährleisten kann. Das Natel-D-Netz der PTT-Betriebe, das kürzlich in Betrieb genommen wurde, basiert auf diesen GSM-Normen. Zusätzliche Sicherheit gewährt das Fernmel- degeheimnis gemäss Artikel 15 des Fernmeldegesetzes (FMG). Die zitierte Bestimmung untersagt jedem, der mit fern- meldedienstlichen Aufgaben betraut ist, Dritten Angaben über den Fernmeldeverkehr eines Teilnehmers zu machen oder Dritten zu ermöglichen, Angaben darüber zu machen. Erlaubt sind hingegen die amtlichen Ueberwachungsmassnahmen nach Artikel 179octies des Schweizerischen Strafgesetzbu- ches (StGB). Diese amtlichen Abhörmassnahmen, die unter gerichtlicher Aufsicht erfolgen, können angeordnet werden, um ein Verbrechen oder Vergehen zu verfolgen oder zu verhin- dern, dessen Schwere oder Eigenart den Eingriff rechtfertigt. Dasselbe gilt für Straftaten, die mittels Telefon begangen wurden.
Der Bundesrat wird sich für die Beibehaltung der aktuellen Sicherheitsvorschriften, die derzeit sowohl auf der nationalen Ebene wie auch im Rahmen unserer Mitarbeit in verschiede- nen internationalen Gremien verlangt werden, einsetzen. Eine Abänderung dieser Vorschriften im Sinne einer Abschwä- chung des Abhörschutzes für Telefongespräche hätte erhebli- che wirtschaftliche Folgen (technische Anpassungen des Net- zes, Rückzug oder Anpassung der bereits im Verkehr befindli- chen Apparate). Allerdings muss hervorgehoben werden, dass mit der Einführung von Natel D jegliche Art von Abhö- rung, auch im Rahmen des Gesetzes erfolgende Kontrollen, aus technischen Gründen schwieriger geworden sind. Unsere Haltung gegenüber unseren europäischen Partnern, mit de- nen wir das paneuropäische Funktelefonsystem gemeinsam erarbeitet haben, darf uns nicht in die Isolation führen. Eine solche Situation könnte schwerwiegende Folgen für die Be- nutzer wie für den Betreiber des Netzes haben.
Die Entwicklung eigener schweizerischer technischer Lö- sungen erscheint uns nicht angebracht, müssten doch so- wohl das Netz wie auch die Endgeräte abgeändert werden. Ausserdem könnte die Einführung nationaler Vorschriften dazu führen, dass Natel D mit dem GSM inkompatibel wäre. Schliesslich ist zu erwähnen, dass die Erarbeitung der not- wendigen Techniken, um das legale Abhören von Telefonge- sprächen möglich zu machen, wahrscheinlich weniger Zeit beanspruchen wird als das Verfahren zur Abänderung der har- monisierten europäischen GSM-Normen.
Im vorliegenden Fall hat das Bakom zurzeit keinerlei Abän- derungen der technischen Vorschriften vorgesehen. Sollte eine Abänderung Nachteile für die Bürger mit sich bringen, hätten diese dennoch keinen Anspruch auf Schadenersatz Die Möglichkeit einer Gesetzesänderung bleibt immer vorbe- halten.
Erklärung des Interpellanten: nicht befriedigt Déclaration de l'interpellateur: non satisfait
93.3088
Interpellation Cavadini Adriano Bahnverbindungen Tessin-Mailand Interpellanza Cavadini Adriano Collegamenti ferroviari Ticino-Milano Interpellation Cavadini Adriano Liaisons ferroviaires Tessin-Milan
Wortlaut der Interpellation vom 9. März 1993
Am 4. Oktober 1990 habe ich eine Motion eingereicht, deren Ziel die Herstellung besserer Bahnverbindungen zwischen dem Kanton Tessin und Mailand war. Tatsächlich legen nur je zwei Züge pro Tag in Richtung Mailand bzw. in Richtung Zü- rich die 77 Bahnkilometer lange Strecke Lugano-Mailand in rund einer Stunde zurück; die übrigen 16 internationalen Züge benötigten und benötigen dafür bis heute zwischen 90 und 95 Minuten (sofern sie nicht verspätet sind), und zwar wegen des längeren Halts an der Grenze für die Zollkontrolle und we- gen des Lokomotivwechsels. In seiner Antwort räumte der Bundesrat ein, es sei notwendig, die Fahrzeiten zwischen Lu- gano-Chiasso und Mailand zu reduzieren, und wies darauf hin, dass für die Verwirklichung dieses Ziels die Anschaffung von Mehrstromtreibfahrzeugen erforderlich sei.
Inzwischen hat der Kanton Tessin der Verwirklichung der Neuen Eisenbahn-Alpentransversale seine klare und uner- lässliche Unterstützung zugesagt. Leider muss ich meiner Ent- täuschung über einen kürzlich erfolgten Entscheid der SBB Ausdruck geben, der den mir seinerzeit gegebenen Zusiche- rungen praktisch zuwiderläuft. Mit dem Fahrplanprojekt 1993-1995 wollen die SBB nämlich einen Eurocity-Zug ab- schaffen, der Lugano um 9.17 Uhr verlässt und um 10.25 Uhr in Mailand ankommt beziehungsweise der Mailand um 7.05 Uhr verlässt und um 8.05 Uhr in Lugano ankommt (von wo er dann nach Zürich weiterfährt).
Diesen ausgezeichneten Zug will man durch einen anderen Schnellzug ersetzen, der jedoch an der Grenze viel Zeit ver- liert. Das Vorhaben zeugt von einem völligen Mangel an Sensi- bilität seitens der SBB. Der erwähnte Zug mit seinen 192 Sitz- plätzen ist zwar auf der Strecke Zürich-Bellinzona nur schwach besetzt (mit durchschnittlich etwa 50 Reisenden), weist aber zwischen Bellinzona-Lugano und Mailand sehr gute Frequenzen auf, nämlich im Durchschnitt über 130 Rei- sende auf der Strecke Lugano-Mailand, was einer Auslastung von 67 Prozent entspricht. In der Gegenrichtung ist die Fre- quenz schlechter, was sich aber mit dem völlig unattraktiven Fahrplan erklären lässt.
Der Staatsrat des Kantons Tessin hat am 1. Februar 1993 u. a. auch gegen diesen Entscheid Beschwerde erhoben. Dieser verzögert die Verwirklichung der Forderung des Kantons nach schnelleren und häufigeren Bahnverbindungen um Jahre. Diese Verbindungen sollten Reisenden zugute kommen, die heute wegen der langen Wartezeiten in Chiasso benachteiligt sind.
Es ist unverständlich, dass die SBB dem Kanton Tessin eine Mehrstromkomposition wegnehmen, die die Grenze ohne Lo- komotivwechsel überqueren kann. Stattdessen wollen sie diese Komposition - wenn ich richtig informiert bin - auf der Strecke Zürich-Stuttgart einsetzen. Dort erübrigt sich jedoch der Einsatz von Mehrstromlokomotiven, weil das Stromversor- gungssystem auf dem schweizerischen und dem deutschen Schienennetz das gleiche ist.
Aufgrund dieser Überlegungen ersuche ich den Bundesrat,
das Gesuch des Tessiner Staatsrats an das Bundesamt für Verkehr erneut zu prüfen und gutzuheissen, damit vor allem die erwähnte Vormittagsschnellverbindung nach Mailand («Treno Manzoni») bestehen bleibt;
von den SBB zu verlangen, dass die Mehrstromkomposi- tion des «Treno Manzoni» auf der Gotthardlinie verbleibt. Wenn deren Auslastung zwischen Zürich und dem Tessin un-
72-N
Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Interpellation Miesch Gefährdete Abhörsicherheit im Natel-D-Telefonnetz Interpellation Miesch Réseau téléphonique Natel D. Sécurité de l'écoute menacée
In
Dans
In
Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale
Jahr
Année
1993
Anno
Band
III
Volume
Volume
Session
Sommersession
Session
Session d'été
Sessione
Sessione estiva
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
16
Séance
Seduta
Geschäftsnummer
93.3189
Numéro d'objet
Numero dell'oggetto
Datum 18.06.1993 - 08:00
Date
Data
Seite
1429-1431
Page
Pagina
Ref. No
20 022 930
Dieses Dokument wurde digitalisiert durch den Dienst für das Amtliche Bulletin der Bundesversammlung. Ce document a été numérisé par le Service du Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale. Questo documento è stato digitalizzato dal Servizio del Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale.