Verwaltungsbehörden 21.06.1985 84.927
20013520Vpb21 giu 1985Apri la fonte →
Interpellation Bonny
1264
N
21 juin 1985
dall'articolo 78 cpv. 1 lettera a, se esse risultano troppo rigorose per i concessionari delle regioni di confine». Fu così possibile rinviare l'applicazione delle limitazione temuta fino al 31 dicembre 1985.
Il decreto è poi stato approvato (il 4 febbraio u.sc.) dalle due Camere entro i termini di legge (2 mesi).
Questo decreto è un passo molto importante verso la regola- rizzazione della situazione in Italia in questo settore. In particolare viene ribadito il monopolio dello Stato nel campo radiotelevisivo (art 1, cfr. 1) e si rinvia ad una legge generale, 'da preparare, la disciplina dell'emittenza privata (art. 1 cfr. 5).
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Si istituzzionalizza il piano nazionale delle frequenze con assegnazione prioritaria per l'emittenza pubblica e l'attribu- zione di quelle rimanenti alla emittenza privata (art. 2). Si dispone che entro 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto legge, cioè entro il 6 giugno, dovrà esserci l'approvazione della legge generale (art. 3). Inoltre gli attuali gestori di emittenti private sono tenuti a notificarsi spontaneamente, fornendo i dati tecnici e anche amministrativi della loro società, entro 60 giorni (art. 4).
Per quest'ultima operazione è poi successivamente stata accordata una deroga di altri 30 giorni, per cui entro il 6 marzo dev'essere in sostanza completato l'inventario di tutte le attuali emittenti.
Nel frattempo il ministro Gava (P+T) ha presentato e ha fatto approvare, a larga maggioranza, dal Consiglio dei ministri (Governo) il testo della citata legge generale che disciplina definitivamente tutto il settore. Questo testo sta ora seguendo l'iter di consultazione presso i partiti politici e presso le cerchie interessate.
Questo progetto tiene esplicitamente conto degli accordi internazionali sottoscritti ed applica tutte le disposizioni in essi contenuti; in particolare subordina all'obbligo di una concessione o di un'autorizzazione l'esercizio delle emit- tenti private.
Ciò fa sì che prima di rilasciare delle concessioni o delle autorizzazioni, l'Amministrazione PT italiana intende, con- formemente a quanto previsto dalle norme internazionali, procedere al coordinamento tecnico con i paesi confinanti. Ne consegue che i problemi oggi esistenti illustrati nei capitoli precedenti verranno così finalmente risolti e tutto rientrerà nell'assoluta regolarità. Se tutto procederà senza ostacoli (stabilità del Governo) e se le varie opposizioni non renderanno inoperanti gli articoli per noi più importanti e determinanti, entro il 6 giugno p.v. la legge dovrebbe essere varata.
È ovvio che la fase successiva e quindi l'applicazione della legge, richiederà un certo tempo e che dovranno essere affrontati problemi pratici di non facile soluzione. Occorre perciò accordare agli organi preposti all'esame delle richie- ste, alle procedure di coordinamento internazionale, di asse- gnazione delle frequenze e di rilascio delle concessioni o delle autorizzazioni, un ragionevole tempo di realizzazione. Tuttavia per quanto ci concerne, il varo delle legge dovrebbe già di per sè costituire l'elemento determinante per tranquil- lizzare la nostra autorità federale sulla determinazione e i reali intendimenti del legislatore italiano e dovrebbe perciò bastare per rivedere la sua posizione in materia.
perfetta buona fede ha effettuato investimenti non trascura- bili.
D'altra parte è assai improbabile che entro il 31 dicembre 1985 il Ministero PT italiano riesca a legittimare la posizione di oltre 10 000 emittenti private italiane e che quindi i con- tenziosi con la Svizzera siano già risolti. Un'ulteriore deroga di almeno altri due anni sembrerebbe perciò essere, al momento, la decisione politica più opportuna e più adatta alla circostanza.
A dipendenza dell'evoluzione indicata nel presente esposto, si chiede al lodevole Consiglio federale di voler prorogare almeno di altri due anni l'entrata in vigore delle disposizioni limitative dell articolo 78 cvp. 1 lettera a della OTT e di avviare i passi diplomatici con il governo italiano, non appena la legge sarà entrata definitivamente in vigore, allo scopo di far accelerare le procedure per l'attribuzione delle frequenze internazionali.
Schriftliche Erklärung des Bundesrates vom 29. Mai 1985 Dichiarazione scritta del Consiglio federale del 29 maggio 1985
Il Consiglio federale è disposto ad accettare il postulato.
Überwiesen - Transmis
84.927
Interpellation Bonny Institut universitaire de hautes études internationales, Genf Institut universitaire de hautes études internationales, Genève
Wortlaut der Interpellation vom 13. Dezember 1984
Seit einiger Zeit kämpft das Institut universitaire de hautes études internationales (HEI) mit Schwierigkeiten. Diese haben sich im Laufe des Jahres 1984 im Zusammenhang mit der Demission seines Direktors, der noch nicht sehr lange im Amt war, verschärft.
Das HEI ist eine Institution, die unter der Führung überra- gender Persönlichkeiten wie Prof. Rappard und Prof. Frey- mond weltweit einen hervorragenden Ruf genoss und viel zum internationalen Ansehen der Schweiz beigetragen hat. Es ist und wird keine leichte Aufgabe sein, angesichts der derzeitigen Schwierigkeiten den früheren hohen Standard wieder zu erreichen und zu bewahren. Die Eidgenossen- schaft ist zwar neben Kanton und Republik Genf, Stadt Genf und weiteren Kreisen blosser Mitträger des HEI. Ich bin aber der Meinung, dass angesichts der aussenpolitischen Bedeu- tung und Ausstrahlung dieses Instituts der Eidgenossen- schaft in dieser Sache eine Verantwortung zufällt, die in geistiger und politischer Beziehung über den rein finanziel- len Anteil des Bundes hinausgeht.
Ich bitte den Bundesrat, folgende zwei Fragen zu beant- worten:
Was gedenkt die Eidgenossenschaft - in enger Zusam- menarbeit mit anderen Mitträgern - zu tun, um den traditio- nell hohen Standard das HEI kurz- und mittelfristig wieder- herzustellen?
Ich gehe von der Annahme aus, dass die derzeitigen Schwierigkeiten nicht allein auf personelle Probleme zurückzuführen sind. Ist der Bundesrat nicht auch der Mei- nung, dass ein Konzept geschaffen werden muss, das unter Berücksichtigung der neuen Gegebenheiten im Bereich der internationalen Politik erlaubt, dem HEI seine frühere Bedeutung wiederzugeben?
Interpellation Soldini
1265
Texte de l'interpellation du 13 décembre 1984
Depuis quelque temps, l'Institut universitaire de hautes études internationales (HEI) se heurte à des difficultés. Celles-ci n'ont fait que s'aggraver au cours de 1984 avec la démission du directeur qui n'était entré en fonctions que peu de temps auparavant.
C'est sous la direction d'hommes remarquables tels que le professeur Rappard et le professeur Freymond que l'HEI a acquis une excellente réputation dans le monde entier et a beaucoup contribué au prestige de la Suisse à l'échelon mondial. Étant donné les difficultés qu'elle connaît actuelle- ment, cette institution aura bien de la peine à retrouver et à maintenir le niveau élevé qui était le sien auparavant. Certes, la Confédération se borne à cofinancer HEI avec la Républi- que et Canton de Genève, la ville de Genève et certaines associations. Toutefois, j'estime que, compte tenu de l'im- portance de cet institut et de son rayonnement à l'étranger, la Confédération a, en l'occurrence, une responsabilité morale et politique qui va au-delà de la simple contribution financière.
Je demande au Conseil fédéral de répondre aux deux ques- tions suivantes:
Que compte entreprendre la Confédération, en collabo- ration étroite avec les autres bailleurs de fonds, pour rétablir à court et moyen terme le niveau traditionnellement élevé d'HEI?
Je suppose que les difficultés actuelles ne sont pas seulement dues à des problèmes de personnes. Le Conseil fédéral n'est-il pas aussi d'avis qu'il faudrait redéfinir les objectifs d'HEI en tenant compte des nouvelles données de la politique internationale, de telle sorte que cette institution puisse retrouver son importance d'autrefois ?
Mitunterzeichner - Cosignataires: Maitre-Genève, Sager (2)
Schriftliche Stellungnahme des Bundesrates vom 18. März 1985
Rapport écrit du Conseil fédéral du 18 mars 1985
Als Bildungsstätte für höhere Studien im Bereich der inter- nationalen Beziehungen, die zudem vom ausserordentlich günstigen Rahmen profitieren kann, den Genf mit seinen zahlreichen internationalen Organisationen bietet, ist das Institut universitaire de hautes études internationales einzig- artig in der Schweiz. Es wird finanziell durch den Kanton Genf und die Eidgenossenschaft unterstützt. Der Beitrag der Eidgenossenschaft, der unter der Bedingung festgesetzt wurde, dass der Staat Genf dem Institut einen analogen jährlichen Betrag zukommen lässt, musste 1980/1982 in Anwendung der durch das Parlament ergangenen Be- schlüsse reduziert werden. Diese Situation blieb nicht ohne Auswirkungen auf die Entwicklung der Tätigkeiten des Insti- tuts, obwohl der Kanton Genf seine finanzielle Unterstüt- zung verstärkt hat.
Neben seinen hauptsächlichen Tätigkeiten im Bereich des Unterrichts und der Forschung ist das Institut auch für Ausbildungsprogramme im Bereich der internationalen Beziehungen für junge Beamte aus Entwicklungsländern verantwortlich. Die schweizerische Entwicklungshilfe finan- ziert oder unterstützt diese Programme, die in Genf und an drei ausländischen Universitäten (Nairobi, Yaoundé und Tri- nidad) durchgeführt werden. Andererseits verbringen die Diplomatenanwärter des Eidgenössischen Departementes für auswärtige Angelegenheiten am Institut ein Semester zur Vervollkommnung ihrer beruflichen Ausbildung.
Die Eidgenossenschaft ist deshalb interessiert am guten Gang des Instituts sowie an der Aufrechterhaltung des Rufs, den es im In- und Ausland erworben hat. Was die Schwierig- keiten des Instituts betrifft, auf die sich die Verfasser der Interpellation beziehen, muss in Erinnerung gerufen wer- den, dass in der Folge des 1984 erfolgten Ablaufs des Mandats des Direktors Ende vergangenen Jahres eine Aus- schreibung für das Amt eines neuen Direktors eröffnet wurde und dass eine Ad-hoc-Kommission gegenwärtig damit beauftragt ist, die Kandidaturen zu prüfen.
Es wird Aufgabe der neuen Direktion sein, zusammen mit dem Direktionsrat des Instituts, in dem auch ein Vertreter des Eidgenössischen Departementes für auswärtige Angele- genheiten Einsitz hat, die Ziele des Instituts zu definieren und seine wissenschaftliche Arbeit festzulegen im Lichte der Entwicklung der zeitgenössischen internationalen Bezie- hungen.
So sehr sich der Bundesrat der Bedeutung der Tätigkeit und der Rolle des Instituts für Genf und die Schweiz bewusst ist, so sehr ist er gewillt, seine Autonomie zu beachten; sie ist Garant für das hohe wissenschaftliche Niveau und die Quali- tät des Unterrichts, welche zu Recht das Ansehen des Insti- tuts begründet haben.
Präsident: Der Interpellant ist von der Antwort des Bundes- rates befriedigt.
85.335 Interpellation Soldini Bekämpfung des Euroterrorismus. Beteiligung der Schweiz Lutte contre l'euroterrorisme. Participation de la Suisse
Wortlaut der Interpellation vom 7. Februar 1985
Nach der kürzlichen Reise des französischen Regierungs- chefs und seines innenministers nach Bonn haben die Mit- gliedländer der EG eine neue Form der Zusammenarbeit im Kampf gegen den Euroterrorismus beschlossen.
Nach einer Meldung des «Figaro» soll der deutsche Bundes- kanzler Kohl bei dieser Gelegenheit erklärt haben, er habe schon in der Woche zuvor den schweizerischen Bundesprä- sidenten, Kurt Furgler, getroffen, und sie hätten sich beide für einen gemeinsam geführten Kampf entschieden. Ande- rerseits hat «Die Welt» berichtet, im Kanton Tessin sei vor kurzem ein schweizerischer Ableger der terroristischen Organisation «Action directe» gebildet worden, und ein lin- ker Zürcher Anwalt, der vor kurzem nach Paris gereist sei, wolle eine «Gemeinsame Front des roten Widerstandes in ganz Westeuropa» bilden.
Kann der Bundesrat mir andererseits sagen, ob seine feste Haltung im Kampf gegen den Terrorismus nicht im Wider- spruch steht zu dem milden Urteil, welches das Zürcher Gericht gegen den jungen Libanesen Hussein Athat ausge- sprochen hat? Dieser ist am 18. November in Zürich verhaf- tet worden. Er war damals im Besitz von Sprengstoff, der nach Angabe der italienischen Polizei für einen Anschlag auf die US-Botschaft in Rom bestimmt war. In Italien betrachtet man übrigens dieses Urteil als «Dolchstoss» gegen alle, die den internationalen Terrorismus bekämpfen wollen, und als einen Schlag gegen die Rechtshilfe unter befreundeten Staaten. Dies um so mehr, als durch die Beschleunigung des schweizerischen Verfahrens die italie- nischen Behörden keine Möglichkeit hatten, ein formelles Auslieferungsgesuch einzureichen.
In der Tat hat Wehrli wenige Stunden nach seiner Befreiung durch die Amal-Milizen gesagt: «Meine Entführer wollten die
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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali
Interpellation Bonny Institut universitaire de hautes études internationales, Genf Interpellation Bonny Institut universitaire de hautes études internationales, Genève
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In
Amtliches Bulletin der Bundesversammlung Bulletin officiel de l'Assemblée fédérale Bollettino ufficiale dell'Assemblea federale
Jahr
1985
Année
Anno
Band
III
Volume
Volume
Session
Sommersession
Session
Session d'été
Sessione
Sessione estiva
Rat
Nationalrat
Conseil
Conseil national
Consiglio
Consiglio nazionale
Sitzung
17
Séance
Seduta
Geschäftsnummer 84.927
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Numero dell'oggetto
Datum 21.06.1985 - 08:00
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Data
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