AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 15.1997.144
Data decisione, Autorità: 27.02.1998, CEF
Incarto n. 15.97.00144
Lugano 27 febbraio 1998 FP/fc/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini e Zali
segretario:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 28 agosto 1997 di
rappr. dall'avv. __________
contro
l’operato dell’UEF di Bellinzona e meglio contro la decisione 26 agosto 1997
nell'esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da
patr. dall'avv. __________
richiamata l’ordinanza presidenziale 2 settembre 1997, con la quale al ricorso non è stato concesso l’effetto sospensivo;
viste le osservazioni
15 settembre 1997 di __________
22 settembre 1997 dell’UEF di Bellinzona
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto: A. In data 13 luglio 1995 veniva notificato al signor __________ il precetto esecutivo n. __________ UEF di Bellinzona, con il quale la signora __________ chiedeva il pagamento dell’importo di fr. 300’000.-- più interessi al 5% dal 1° dicembre 1990.
B. Con sentenza 20 ottobre 1995 la Pretura di Bellinzona ha rigettato in via provvisoria l’opposizione al precetto esecutivo n.__________, limitatamente all’importo di fr. 220’000.--. Con petizione 27 ottobre 1995 il signor __________ ha chiesto il disconoscimento del debito. La creditrice ha chiesto il 21 dicembre 1995 il pignoramento provvisorio.
C. Il 29 febbraio 1996 l’UEF di Bellinzona procedeva al pignoramento provvisorio dell’immobile part.__________ RFD di __________ intestato al debitore. Con scritto 5 agosto 1997 l’UEF chiedeva al signor __________ di voler produrre i contratti di locazione dello stabile per provvedere all’incasso degli affitti. In data 8 agosto 1997 il legale del debitore inviava all’UEF copia del contratto di locazione relativo ad un appartamento dello stabile pignorato, il cui canone ammonta a fr. 8’160.-- all’anno, indicando inoltre che l’altro appartamento è utilizzato dal proprietario. Il legale dell’escusso proponeva nel contempo, in luogo dell’incasso del canone di locazione, il rilascio di una garanzia bancaria di fr. 20’000.--. Con decisione 26 agosto 1997 l’UEF comunicava, dopo aver interpellato il rappresentante della creditrice, di non poter aderire alla richiesta del signor __________ di voler soprassedere all’incasso degli affitti dietro il rilascio di una garanzia bancaria di fr. 20’000.--
D. Con ricorso 28 agosto 1997 __________ ha impugnato la decisione 26 agosto dell’UEF di Bellinzona chiedendo nella procedura esecutiva n. __________, in luogo e vece dell’incasso del canone di locazione relativo al mappale __________ RFD di __________, il rilascio di una garanzia bancaria di fr. 20’000.-- con effetto a far tempo dal 1° agosto 1997 per la durata di due anni. Qualora la causa di disconoscimento di debito non fosse terminata entro il 31 luglio 1999, tale garanzia dovrà essere rinnovata, sotto la comminatoria dell’amministrazione dello stabile. Il ricorrente sostiene che la decisione impugnata è arbitraria, in quanto la garanzia bancaria proposta in sostituzione dei canoni di locazione non pregiudicherebbe minimamente gli interessi della creditrice. Infatti l’immobile continuerebbe a essere oggetto del pignoramento provvisorio e i corrispondenti importi del canone di locazione, grazie alla garanzia bancaria, potrebbero essere tradotti in qualsiasi momento in moneta, nel caso che l’azione di disconoscimento venisse respinta. Inoltre l’ammontare della garanzia bancaria di fr. 20’000.-- corrisponderebbe a quasi due anni e mezzo di locazione. Il rifiuto della creditrice di accettare la garanzia bancaria costituirebbe un abuso di diritto, in quanto tale sostituzione non lederebbe minimamente i suoi interessi. Anche il rifiuto dell’UEF di accettare la sostituzione proposta dal ricorrente sarebbe arbitrario, e quindi censurabile.
E. Con osservazioni 15 settembre 1997 __________ chiede che il gravame venga respinto, contestando in particolare che la garanzia bancaria proposta dal ricorrente non pregiudichi in alcun modo gli interessi della creditrice. Accettando la proposta della controparte, la creditrice non rinuncerebbe infatti solo all’incasso degli affitti, ma anche a tutte le altre misure che costituiscono l’amministrazione dello stabile da parte dell’UEF.
F. Delle osservazioni dell’UEF Bellinzona, si dirà se del caso in seguito.
Considerando
in diritto: 1. Il pignoramento di un fondo comprende anche i frutti e gli altri redditi ed avviene senza pregiudizio dei diritti spettanti ai creditori con pegno immobiliare (art. 102 cpv. 1 LEF). L’ufficio esecuzione cura l’amministrazione e la coltura del fondo (art.102 cpv. 3 LEF). Le disposizioni dell’art. 102 LEF si applicano anche al pignoramento provvisorio (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, SchKG, Zurigo 1997, art. 102, n. 2).
L’amministrazione del fondo pignorato comprende tutte le misure necessarie per conservarlo nella sua sostanza e nella sua rendita e per percepirne i frutti e gli altri redditi, come ad esempio, ordinazione e pagamento di piccole riparazioni, rinnovo delle assicurazioni ordinarie, disdetta ai locatari, loro sfratto, stipulazione di nuovi contratti di affitto, incasso delle pigioni ed affitti anche per via di esecuzione, esercizio del diritto di ritenzione per pigioni ed affitti, pagamento delle tasse correnti per il gas, l’acqua potabile, l’elettricità ecc. (cfr. art. 17 RFF).
Il ricorrente si aggrava contro la decisione dell’UEF di non accettare una garanzia bancaria di fr. 20’000.-- in sostituzione dei canoni di locazione, affermando che la stessa garantirebbe quasi due anni e mezzo di locazione. Orbene tale affermazione non può essere condivisa da questa Camera, in quanto nulla induce a ritenere che la garanzia offerta sia equivalente alla copertura che il blocco delle pigioni garantisce per il periodo occorrente alla definizione giudiziale della disputa (azione di disconoscimento di debito), non necessariamente limitato ai due anni e mezzo prospettati, avuto riguardo ai tre ordini di giudizio ipotizzabili. Inoltre, essendo l’incasso delle pigioni sottratto al controllo dell’Ufficio, ed essendo un appartamento occupato dal debitore qui ricorrente, nel caso in cui quest’ultimo decidesse in futuro di locare il proprio alloggio a terzi, questo reddito sfuggirebbe al creditore. Di conseguenza la garanzia bancaria è ben lungi dall'essere sufficiente a coprire il mancato introito dei canoni di locazione sull'arco di tempo entrante in linea di conto.
Ne consegue la reiezione del ricorso
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17, 102 LEF, 16, 17 RFF
pronuncia: 1. Il ricorso 28 agosto 1997 di __________ è respinto
Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
Intimazione a:
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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