AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 15.1997.60
Data decisione, Autorità: 12.11.1997, CEF
Incarto n. 15.97.00060/46/33
Lugano 12 novembre 1997 /FC/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini e Zali
segretario:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 4 aprile 1997 di
rappr. dallo __________
contro
l’operato dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio nella procedura dipendente dal sequestro decretato contro la reclamante il 17 giugno 1996 dal Pretore di Mendrisio-Sud su istanza di
rappr. dall'avv. __________
richiamata la sentenza 18 febbraio 1997 di questa Camera;
preso atto della sentenza 4 aprile 1997 della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERANDO IN DIRITTO
che con decreto 7 giugno 1996 il Pretore di Mendrisio-Sud ha sequestrato beni mobili vari di __________ per un credito di "fr. 649'300.-- + fr. 89'770.-- oltre interessi al 10% su fr. 360'000.-- dal 12 ottobre 1993, su fr. 7'300.-- dal 22 ottobre 1993, su fr. 282'000.-- dal 30 marzo 1995 e su fr. 89'770.-- dal 22 marzo 1991";
che l'UEF di Mendrisio ha eseguito il sequestro il 7 giugno 1996 "per un importo di fr. 1'700'000.--";
che con tempestivo reclamo 17 giugno 1996 __________ ha contestato il consistente aumento dell'importo sequestrato, operato unilateralmente dall'UEF di Mendrisio, come pure il tasso di interesse del 10%, ritenuto che l'organo di esecuzione e fallimento è andato ben oltre quanto il giudice del sequestro ha ordinato. La reclamante ha altresì censurato la carenza di motivazione nel computo dell'importo sequestrato di fr. 1'700'000.--. In conclusione la debitrice sequestrata ha chiesto, con protesta di "tasse, spese e ripetibili", che "il verbale sia dichiarato nullo, subordinatamente che l'opera del cursore venga dichiarata nulla laddove provoca il blocco di averi non contemplati dal decreto di sequestro e neppure rivendicati in istanza dal creditore procedente";
che con atto integrativo 13 giugno 1996 l'UEF di Mendrisio ha specificato il quantum nei seguenti termini:
capitale fr. 739'070.--
interessi calcolati fino al 7.6.2003 fr. 768'876.--
spese Pretura fr. 320.--
spese presunte UEF fr. 191'734.--
Totale fr.1'700'000.--;
che la creditrice sequestrante __________ ha chiesto la reiezione in ordine e nel merito del gravame, protestate tasse e spese, atteso che:
il computo degli interessi è compito dell'UEF, che li ha correttamente calcolati fino al 2003 in considerazione della presumibile durata delle vicende giudiziarie;
a titolo abbondanziale, l'importo quantificato nel verbale di sequestro andrebbe eventualmente ridotto ma mai annullato;
la reclamante non ha alcun interesse pratico e attuale alla modifica del verbale di sequestro perché il sequestro è risultato solo "parzialmente fruttuoso";
che con osservazioni 8 luglio 1996 l'UEF di Mendrisio ha chiesto la reiezione del reclamo, ritenuto che "la quantificazione degli interessi, calcolati per 7 anni a contare dalla data del decreto di sequestro, è una valutazione cautelativa, considerata pure la relativa lentezza della giustizia oberata di cause": siffatta determinazione sarebbe inoltre conforme alla giurisprudenza della CEF, con riferimento alla sentenza 22 febbraio 1985 inc. 2/85 Vig.;
che con sentenza 18 febbraio 1997 questa Camera ha pronunciato:
1.1. Di conseguenza è fatto ordine all'UEF di Mendrisio di eseguire il decreto di sequestro 7 giugno 1996 del Pretore di Mendrisio-Sud limitatamente al credito seguente:
"a) fr. 739'070.-- (= fr. 649'300.-- + fr. 89'770.--) oltre interessi al 10% su fr. 360'000.-- dal 12 ottobre 1993 al 7 giugno 1996, su fr. 7'300.-- dal 22 ottobre 1993 al 7 giugno 1996, su fr. 282'000.-- dal 30 marzo 1995 al 7 giugno 1996 e su fr. 89'770.-- dal 22 marzo 1991 al 7 giugno 1996".
b) fr. 320.-- per spese Pretura + fr. 425.-- per spese UEF".
1.2. È ordinata la liberazione, a favore della debitrice sequestrata __________, vedova __________, dell'importo eccedente quanto indicato al punto 1.1;
che con sentenza 4 aprile 1997 la Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale ha accolto il ricorso ex art. 19 LEF del 25 febbraio 1997 di __________, atteso che per l'esecuzione del sequestro la LEF rinvia agli art. 91-109, che concernono il pignoramento (art. 275 LEF sia nel testo previgente sia in quello in vigore dal 1° gennaio 1997);
che l'art. 97 cpv.2 LEF, che non ha subito modificazione alcuna con la revisione, prevede che il pignoramento sia limitato a quanto basti per soddisfare i crediti dei creditori procedenti in capitale, interessi e spese;
che l'Ufficio stima le spese e gli interessi fino al momento in cui l'esecuzione sia normalmente conclusa;
che i tempi tecnici richiesti per monetizzare i beni pignorati sono in funzione della natura degli stessi;
che nel caso di specie il decreto pretorile 7 giugno 1996 indica quali oggetti da sequestrare "ogni avere in denaro, titoli e metalli, anche eventuali cassette di sicurezza presso __________ di spettanza della convenuta";
che si tratta pertanto di beni mobili;
che gli art. 91-109 LEF concernenti il pignoramento si applicano per analogia all'esecuzione del sequestro;
che per l'art. 116 cpv.1 prima proposizione LEF il creditore può domandare la realizzazione di beni mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di un mese né più tardi di un anno dal pignoramento;
che per l'art. 122 cpv.1 LEF i beni mobili e i crediti sono realizzati dall'Ufficio d'esecuzione non prima di dieci giorni né più tardi di due mesi dal ricevimento della domanda di realizzazione;
che la realizzazione si fa ai pubblici incanti, dei quali sono resi noti precedentemente il luogo, il giorno e l'ora (art. 125 cpv.1 primo periodo LEF);
che la forma di pubblicazione del bando, il modo, il tempo ed il luogo degli incanti sono determinati dall'ufficiale con il maggior riguardo possibile agli interessi delle parti (art. 125 cpv.1 secondo periodo LEF);
che non è richiesta l'inserzione del bando nel foglio ufficiale (art. 125 cpv.1 terzo periodo LEF);
che l'aggiudicazione si fa contro pagamento in contanti (art. 129 cpv.1 LEF);
che tuttavia l'ufficiale può accordare un termine di pagamento non maggiore di venti giorni (art. 129 cpv.2 prima proposizione LEF);
che la ripartizione ha luogo quando sono realizzati tutti i beni colpiti da un medesimo pignoramento (art. 144 cpv.1 LEF);
che sulla somma ricavata si prelevano innanzitutto le spese d'amministrazione, di realizzazione e di ripartizione (art. 144 cpv.3 LEF);
che la somma netta ricavata viene distribuita al creditore sequestrante sino a concorrenza del suo credito, compresi gli interessi fino al giorno dell'ultima realizzazione e le spese d'esecuzione (art. 68 e 144 cpv.4 LEF);
che l'Ufficio d'esecuzione deve valutare in via equitativa la durata presumibile tra l'esecuzione del sequestro e la distribuzione al creditore sequestrante della somma netta ricavata, comprese le spese d'esecuzione e gli interessi calcolati fino al giorno della realizzazione dei beni sequestrati;
che, secondo il corso naturale degli eventi e la comune esperienza della vita, il creditore tenderà ad accelerare, per quanto da esso dipenda, il momento della realizzazione dei beni sequestrati;
che, per gli stessi parametri e avuto riguardo alla parificazione dell'esecuzione di un sequestro con quella di un pignoramento, per l'attivazione dell'Ufficio d'esecuzione appare equo computare un tempo medio;
che nel caso di specie, richiamati i pregressi parametri temporali, appare ragionevole computare fino al 30 settembre 1998 il lasso di tempo ancora occorrente per poter giungere alla definizione conclusiva dell'esecuzione;
che il computo delle spese d'esecuzione maturate fino al pregresso giudizio del 18 febbraio 1997 di questa Camera in complessivi fr. 745.-- non è stato motivo di censura dell'Alta Corte;
che vanno altresì computate in via equitativa le presumibili spese d'esecuzione fino al momento della definitiva distribuzione al creditore sequestrante della somma ricavata;
che ex art. 9 cpv.1, 19, 20 cpv.1 e 3, 21, 24, 29, 30 e 33 OTLEF le spese d'esecuzione, in aggiunta a quelle già maturate in fr. 745.--, vanno equitativamente determinate in fr. 10'000.--;
che il ricorso di __________ deve pertanto essere parzialmente accolto, nel senso che gli interessi vanno calcolati al 10% con dies a quo così come partitamente indicato nel decreto di sequestro e dies ad quem corrispondente al 30 settembre 1998;
che sono inoltre da sequestrare gli importi di fr. 320.-- per spese di Pretura e fr. 425.-- per spese UEF fino al pregresso giudizio 18 febbraio 1997 di questa Camera, come pure fr. 10'000.-- per le presumibili spese d'esecuzione fino al momento della definitiva distribuzione alla creditrice sequestrante __________ della somma ricavata dalla realizzazione dei beni sequestrati;
che l'importo eccedente dovrà essere liberato a favore della debitrice sequestrata __________;
che questo giudizio rende prive d'oggetto le procedure dipendenti dal ricorso 24 febbraio 1997 di __________, rubricate non solo correttamente sub inc. n. 15.97.33 ma anche per errore sub inc. n. 15.97.46;
che non si prelevano spese (art. 20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv.2 lett.a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv.2 OTLEF), contrariamente alle domande di entrambe le parti, per espressa normativa di diritto federale;
richiamati gli art. 17 e 275 LEF
PRONUNCIA
1.1. Di conseguenza è fatto ordine all'UEF di Mendrisio di eseguire il decreto di sequestro 7 giugno 1996 del Pretore di Mendrisio-Sud limitatamente al credito seguente:
"a) fr. 739'070.-- (= fr. 649'300.-- + fr. 89'770.--) oltre interessi al 10% su fr. 360'000.-- dal 12 ottobre 1993 al 30 settembre 1998, su fr. 7'300.-- dal 22 ottobre 1993 al 30 settembre 1998, su fr. 282'000.-- dal 30 marzo 1995 al 30 settembre 1998 e su fr. 89'770.-- dal 22 marzo 1991 al 30 settembre 1998";
b) fr. 10'745.-- per spese d'esecuzione".
1.2. È ordinata la liberazione, a favore della debitrice sequestrata __________, vedova __________, dell'importo eccedente quanto indicato al punto 1.1.
È ordinato lo stralcio dai ruoli delle procedure inc. n. 15.97.33 e n. 15.97.46, dipendenti dal ricorso 24 febbraio 1997 di __________, divenute prive d'oggetto.
Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.
Contro questa sentenza è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, Lugano, in conformità dell'art. 19 LEF
Intimazione: - __________
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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