AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 15.1997.3
Data decisione, Autorità: 29.04.1998, CEF
Incarto n. 15.97.00003
Lugano 29 aprile 1998/FP/fc/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente Pellegrini e Zali
segretario:
Baur Martinelli
statuendo sul ricorso 23 dicembre 1996 di
rappr. dall'avv. __________
contro
l'operato dell'UEF di Locarno e meglio contro il verbale d'incant0 12 dicembre 1996
nell'esecuzione n. __________promossa da
__________ rappr. __________
nei confronti del ricorrente
richiamata l’ordinanza presidenziale 7 gennaio 1997, con la quale al ricorso non è stato concesso l’effetto sospensivo;
viste le osservazioni 6 febbraio 1997 dell’UEF di Locarno;
vista l’istanza di assistenza giudiziaria 23 dicembre 1997;
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto: A. La __________ procede nei confronti di __________ per l’incasso di fr. 9’519.75 oltre interessi al 14, 75 % dal 24 aprile 1996.
B. Non avendo il debitore interposto opposizione al precetto esecutivo n.__________ dell’UEF di Locarno notificatogli il 2 maggio 1996, la creditrice ha chiesto il proseguimento dell’esecuzione in via di pignoramento.
C. Il 2 luglio 1996 veniva pignorata l’autovettura __________ targata __________ di proprietà dell’escusso. In data 12 dicembre 1996 veniva indetto l’incanto pubblico per la vendita dell’autovettura, che veniva aggiudicata per la somma di fr. 200.-- a __________.
D. Con ricorso 23 dicembre 1996 __________ chiede l’annullamento dell’incanto e la riconsegna dell’autovettura, asseverando che l’asta prevista per le ore 15.00, non essendo presente alcun offerente, doveva essere dichiarata immediatamente chiusa, mentre l’Ufficio avrebbe atteso sino alle ore 15.15 quando si è presentato quello che poi si è portato aggiudicatario. Contestualmente al gravame il ricorrente chiede la concessione dell’assistenza giudiziaria, in quanto egli non sarebbe in grado di sopperire alle spese di causa.
E. Nelle sue osservazioni l’UEF di Locarno chiede la reiezione del ricorso sostenendo la regolarità dell’incanto e quindi la correttezza del proprio operato.
Considerando
in diritto: 1. L’art. 17 cpv. 1 LEF regola il ricorso contro ogni provvedimento dell’organo di esecuzione e fallimento contrario alla LEF e alla normativa connessa come pure contro ogni suo provvedimento inopportuno. Inopportuno è ogni provvedimento - riconducibile a errore di apprezzamento- dell’organo di esecuzione e fallimento che appaia non giustificato dalle circostanze (cfr. Flavio Cometta, Brevi cenni sulla Legge sulla procedura di reclamo in materia di esecuzione e fallimento in RDAT I - 1996, p.280 ).
Orbene il ricorrente sostiene che la decisione dell’UEF di attendere sino alle ore 15.15 per procedere all’aggiudicazione dell’autovettura sia contraria all’art. 126 cpv. 2 LEF, in quanto l’esecuzione sarebbe dovuta cessare pochi istanti dopo le ore 15.00, orario d’inizio previsto per l’incanto. Tale tesi non può essere condivisa, considerando che la norma invocata non contiene disposizioni al riguardo, ma si limita a indicare che se non è fatta un’offerta sufficiente, l’esecuzione cessa riguardo all’oggetto da realizzare (cfr. Art. 126 LEF). La questione va quindi vagliata piuttosto sotto il profilo dell’opportunità, e cioè dell’uso inadeguato del proprio potere di apprezzamento. Sennonché, nemmeno sotto questo profilo il ricorso è destinato a miglior successo. Infatti nel provvedimento impugnato non è possibile scorgere simili estremi e cioè un ingiustificato uso del potere di apprezzamento conferito all’Ufficio in questo specifico contesto in assenza di disposizioni precise al riguardo. Un breve periodo di attesa, in casu 15 minuti, rientra nel potere di discrezione dell’Ufficio, e nel caso in oggetto ha permesso d’incassare almeno fr. 200.--, importo destinato a parziale copertura dei costi cagionati dall’esecuzione. Ne consegue la reiezione del ricorso.
La domanda di assistenza giudiziaria va pure respinta. Infatti seppure il diritto al gratuito patrocinio che scaturisce direttamente dall’art. 4 Cost. non è escluso per principio nella procedura di ricorso davanti all’Autorità di vigilanza (DTF 122 I 8 ss.; cfr. Art. 15a LPR), esso presuppone in ogni caso, oltre al requisito dell’indigenza della parte richiedente, anche che egli non sia in grado di procedere con atti propri e soprattutto che il gravame abbia probabilità di esito favorevole, requisito quest’ultimo che nel caso in esame fa palesemente difetto, risultando l’esito del ricorso già di primo acchito sfavorevole.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17 e 126 LEF
pronuncia: 1. Il ricorso 23 dicembre 1996 __________, è respinto.
La domanda di assistenza giudiziaria 23 dicembre 1996 di __________è respinta.
Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
Intimazione a:
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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