AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 15.1995.222
Data decisione, Autorità: 28.02.1996, CEF
Incarto n. 15.95.00222
Lugano 28 febbraio 1996 FC/kc
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini, Zali
segretario:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sul reclamo 21 settembre 1995 di
TITOLARE DEL CONTO __________ (entrambi patr. dall’avv. dott. __________)
Contro
l’operato dell’ Ufficio di esecuzione e fallimenti di Bellinzona nella procedura dipendente dal sequestro decretato il 2 giugno 1995 dal Pretore del Distretto di Bellinzona su istanza di
(patr. dallo Studio legale __________)
contro
(entrambi patr. dall'avv. dott. __________);
viste le osservazioni 30 ottobre 1995 di __________ e 9 novembre 1995 dell'UEF di Bellinzona;
ritenuto
in fatto: A. Con decreto 2 giugno 1995 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha sequestrato per Fr. 240'000.-- oltre accessori "presso __________ tutti gli averi intestati alla ditta __________ e al sig. __________, direttore della società, ed in particolare gli averi depositati sul conto __________ ". Quali debitori sequestrati sono indicati __________ e __________.
A p.5 dell'istanza di sequestro si dice che "__________ ha versato in pagamento alla società (__________) in tutto Fr. 490'000.--, di cui Fr. 100'000.-- in Italia e Fr. 390'000.-- sul conto __________ presso la __________. Il sig. __________ ignora a chi sia intestato formalmente il conto: è comunque indubbio che essendo l'istante stato invitato ad effettuare i pagamenti su quel conto, il denaro ivi depositato vada a favore della __________ ".
B. Il precetto esecutivo n. __________ contro __________ e __________, a convalida del sequestro, è stato emesso il 21 giugno 1995. Interposta tempestiva opposizione, con petizione 7 settembre 1995 __________ ha chiesto la condanna di __________ a versare a __________ Fr. 240'000.-- oltre accessori, con contestuale rigetto "in via definitiva dell'opposizione interposta dalla convenuta all'esecuzione n. __________ a convalida del sequestro".
C. Con istanza 15 settembre 1995 di liberazione di oggetti sequestrati ex art. 278 cpv.4 LEF, __________ e il titolare del conto __________ c/o __________ hanno chiesto la declaratoria di caducità del sequestro nella misura in cui è rivolto contro __________, con conseguente "rimessa, a completa disposizione dei titolari, di tutti gli averi intestati a __________ nonchè tutti gli averi depositati sul conto __________, atteso che:
ha intentato causa solo contro __________ e non anche contro __________;
D. Con tre sentenze 29 settembre 1995 il Tribunale federale si è così espresso su tre ricorsi di diritto pubblico contro il sequestro 2 giugno 1995 presentati il 12 giugno 1995 da:
a) __________ (inc. 5P.246/1995)
"Il ricorso è accolto e le decisioni impugnate sono annullate in quanto colpiscano con la misura di sequestro anche i conti personalmente intestati a __________, ad esclusione del conto __________ presso la __________, qualora lo stesso dovesse appartenergli";
b) __________ (inc. 5P.247/1995)
"Il ricorso è inammissibile", atteso che "l'esecuzione del decreto di sequestro non ha portato a una limitazione del potere di disposizione su beni della ricorrente, la quale presso la Banca __________ non dispone di nessun avere";
c) Titolare del conto __________ (inc. 5P.248/1995)
"Il ricorso è respinto", ritenuto che "il Pretore ha riconosciuto il sequestro dei beni di cui al conto __________ presso la __________ perché su tale conto __________ era stato invitato dalla stessa __________ a versare una buona parte (Fr. 390'000.--) del prezzo stabilito nel contratto" e poteva quindi "ritenere senza arbitrio, ossia in modo del tutto sostenibile e coerente alle apparenze, che il conto __________ e in particolare i denari versati su quel conto dal creditore sequestrante su indicazioni - evidentemente
E. Con osservazioni 30 ottobre 1995 __________ ha chiesto la reiezione del gravame quo al dissequestro del conto __________, ritenuto che per il resto va dichiarato privo d'oggetto, protestate spese e ripetibili. Delle argomentazioni si dirà in quanto necessario.
F. L'UEF di Bellinzona, con osservazioni 9 novembre 1995, ha chiesto il mantenimento del sequestro del conto __________ "non essendo stato chiarito il beneficiario o proprietario" di tale conto.
Considerato
in diritto: 1. Secondo la giurisprudenza e la dottrina, la legittimazione a presentare reclamo è un presupposto processuale che deve essere riconosciuto ad ogni parte lesa nei suoi interessi giuridicamente protetti da una misura dell'organo d’esecuzione, costitutiva almeno di pregiudizio di fatto attuale (DTF 112 III 3 cons.1b con rinvii; CEF 11 marzo 1994 su reclamo R. e L.W.; Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1993, §6 m.19 p.58; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, Losanna 1993, p.56; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I , Zurigo 1984, §8 n.16).
La LPR non definisce la nozione di parte che è implicitamente sottesa alla legittimazione processuale: non vi è alcuna necessità d'ordine logico che imponga due definizioni identiche ma nulla si oppone a che coincidano (Pierre Moor, Droit administratif, vol. II, Berna 1991, p.163 n.2.2.5.5.). Parte è ogni persona fisica o giuridica che goda dei diritti civili ex art. 11 e 53 CC (cfr. Flavio Cometta, Brevi cenni sulla legge sulla procedura di reclamo in materia di esecuzione e fallimento, di prossima pubblicazione in RDAT 1996, n. 3.1.6. lett.a), come pure la società in nome collettivo (art. 562 CO) e la società in accomandita (art. 602 CO).
Il reclamante deve spiegare, a meno che già risulti evidente, in che misura la decisione impugnata violi i suoi interessi meritevoli di tutela giuridica.
Vi è carenza di legittimazione processuale, ad esempio, quando il reclamante non è toccato nei suoi interessi specifici (DTF 112 III 6 cons.4).
La legittimazione processuale - nella terminologia tedesca non più l'equivoco Beschwerdelegitimation ma ora Beschwerdebefugnis per evitare commistioni con Sachlegitimation che è nozione di diritto materiale (cfr. René Rhinow/Heinrich Koller/Christina Kiss-Peter, Öffentliches Prozessrecht, Basilea e Francoforte sul Meno 1994, §14 n. 767-769)
Come risulta in termini di tutta evidenza (cfr. sentenza 29 settembre 1995 del Tribunale federale, inc. 5P.246/1995, cons.2 e dispositivo n.1), il sequestro dei conti personalmente intestati a __________ è stato annullato; non vi è invece stato dissequestro del conto __________ presso la __________, che potrebbe anche appartenergli.
a) Il reclamo di __________ riferito ai conti a lui personalmente intestati, ricevibile nel momento in cui è stato formulato, è divenuto privo di oggetto in corso di procedura a seguito del noto pronunciato del Tribunale federale, ritenuto che ora - dopo il dissequestro - non vi è più violazione di suoi interessi meritevoli di tutela giuridica potendo egli disporre liberamente di ogni avere a lui personalmente intestato.
b) In linea di principio potrebbe darsi lesione di interessi specifici - con conseguente legittimazione a presentare reclamo - se __________ pretendesse che il conto __________ presso la __________ gli appartenesse. Siffatta evenienza è però ben lungi dal realizzarsi, come si evince in tutta evidenza dal pluralismo dei reclamanti indicati partitamente quali "__________ e titolare del conto __________ c/o __________ ", ritenuto altresì che __________ nemmeno pretende che il conto cifrato gli appartenga.
Ne consegue l'irricevibilità del gravame, nella misura in cui non sia già divenuto privo d'oggetto.
a) Se il pretore concede per errore un sequestro benchè ne manchino gli elementi essenziali, l'Ufficio esecuzione deve comunque in linea di principio eseguirlo: il suo potere d'esame è infatti assai limitato, se raffrontato a quello del giudice del sequestro, atteso che non gli è assolutamente possibile verificarne le condizioni materiali (salvo casi limite dove il principio dell'economia processuale prevale sul dogmatismo fondato su poteri di cognizione sostanzialmente diversi: ad esempio, se esiste contestazione sulla proprietà dei beni da sequestrare e se la proprietà del terzo è perfettamente chiara, l'organo d'esecuzione deve rifiutare l'esecuzione del sequestro con provvedimento suscettibile di reclamo ex art. 17 LEF all'autorità di vigilanza).
b) L'Ufficio esecuzione deve invece verificare la regolarità formale del decreto di sequestro nel senso che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF, ritenuto che carenze o formulazioni insufficienti avranno come conseguenza la non esecuzione del sequestro (cfr. DTF 107 III 37; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A. F. cons.1; Gilliéron, op. cit., p.384-385).
c) L'Ufficio deve rifiutare l'esecuzione del decreto pretorile di sequestro quando:
i beni da sequestrare sono impignorabili;
i beni da sequestrare sono fuori della giurisdizione del circondario di esecuzione;
i beni da sequestrare non esistono;
i beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta, appartengono a un terzo;
i beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta, appartengono a uno stato estero e si riferiscono a fatti ex iure imperii;
il sequestro è stato ottenuto in violazione del principio della buona fede ex art. 2 cpv.1 CC.
d) Il dissequestro può essere ordinato dall'organo d'esecuzione solo se vi è piena chiarezza fattuale e in diritto di immediato riscontro, alle stesse condizioni in cui l'Ufficio esecuzione è legittimato a non eseguire il decreto pretorile di sequestro.
Nel dubbio va mantenuto il provvedimento conservativo per consentire la corretta definizione giudiziale della disputa, da attuarsi con giudizio di merito e non ad opera dell'Autorità cantonale di vigilanza il cui potere di cognizione è limitato in sostanza ai soli aspetti procedurali.
Nel caso di specie, l'UEF di Bellinzona ha correttamente eseguito il decreto pretorile di sequestro e non può operare il dissequestro, mancandone i presupposti indicati sub 3c.
a) Si è detto al cons.1 che la legittimazione processuale coincide con la capacità esecutiva di escutere e di essere escusso, la quale presuppone la capacità di essere parte.
Parte è ogni persona fisica o giuridica che goda dei diritti civili ex art. 11 e 53 CC, come pure la società in nome collettivo (art. 562 CO) e la società in accomandita (art. 602 CO), cfr. Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, §9 n.2 ss.
Il titolare del conto __________, non altrimenti qualificato e non bastando la produzione in busta chiusa delle pretese "generalità del titolare" (doc. N), non rientra in tale forma indistinta tra le persone fisiche o giuridiche aventi la qualità di parte e non è quindi legittimato al reclamo.
b) In via abbondanziale, quand'anche si ritenesse che una semplice procura sia sufficiente alla determinazione della titolarità del conto cifrato, il reclamo del titolare del conto __________ sarebbe comunque stato respinto per le stesse ragioni espresse al cons.3 cui si rinvia.
Non si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv.2 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamati gli art. 17 e 271 ss. LEF,
pronuncia: 1. Il reclamo 21 settembre 1995 di __________, nella misura in cui non è divenuto privo di oggetto, è irricevibile.
Il reclamo 21 settembre 1995 del titolare del conto __________, c/o __________ è irricevibile.
Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.
Intimazione:
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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