AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: INC.1998.99110
Data decisione, Autorità: 12.10.1999, GIAR
N. 991.98.10 R Lugano, 12 ottobre 1999
IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO
Ivano Ranzanici
sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria 5 ottobre 1999 formulata da
______________, c/o
(patr. dall'avv. __________)
visto il preavviso negativo 8 ottobre 1999 formulato dal Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano;
offerto all'accusato ed al suo patrocinatore di formulare delle contro osservazioni e letto lo scritto 12 ottobre 1999 dell'avv. __________;
avuti gli atti del procedimento penale a disposizione
considerato e ritenuto
in fatto ed in diritto:
Questo giudice si è occupato della libertà dell'accusato in numerose occasioni, al momento dell'arresto (il 2 dicembre 1998), a seguito delle istanze delle parti (istanze di libertà provvisoria formulate dall'accusato decise il 24 dicembre 1998, il 1 marzo 1999 ed il 15 aprile 1999 ed istanza di proroga della detenzione preventiva decisa il 25 maggio 1999), nonché - in maniera indiretta - a seguito di reclami attinenti luogo e condizioni di detenzione (decisioni 6 maggio 1999 e 16 settembre 1999). In materia si è anche espressa la Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello con sentenza del 19 maggio 1999. I fatti posti alla base del presente giudizio vanno quindi solo rammentati alle parti, che ben li conoscono, e ciò mediante richiamo ai precedenti interventi:
“______________, medico psichiatra, é stato arrestato il 1 dicembre 1998 siccome accusato di truffa e falsità in documenti. Come noto l’arresto é avvenuto contestualmente con l’esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri presso lo studio medico dell’accusato, e presso le cliniche __________, con l’acquisizione di un'impressionante mole di documentazione sia di tipo contabile che medico (in specie cartelle riferite a numerosi pazienti), documentazione attualmente al vaglio degli inquirenti come noto alla difesa. Nel corso dell’istruttoria sia i magistrati che la polizia hanno proceduto a numerose verbalizzazioni di testi ed indiziati e sin dall’inizio il compito istruttorio é apparso notevole a fronte del numero delle persone coinvolte od interessate ai fatti di cui si tratta ed alla luce della mole di documentazione acquisita e da acquisire attraverso le casse malati vittime degli ipotizzati reati.
Sin dal suo arresto ______________, già colpito da infarto (come attestano i periti incaricati dal PP nel loro scritto 21 marzo 1999) nel corso del 1991, é stato trattenuto presso la cella dell’Ospedale __________ sotto cura medica da parte del primario prof. __________ ed in cura presso il dott. __________. In pratica ______________ non é stato considerato carcerabile (nel senso che non é stato possibile trattenerlo presso una cella del PCT) per ragioni mediche.
A ______________ il PP rimprovera numerose malversazioni, commesse con varie modalità, in danno di Casse malati, di pazienti, di assicurazioni sociali e di case farmaceutiche. Più specificatamente ______________ avrebbe fatturato, per prestazioni mai eseguite, ricoveri di pazienti che in realtà non si trovavano degenti nelle cliniche da lui dirette o che si trovavano congedati dalle stesse (con l’apposizione di indicazioni fasulle sulle cartelle mediche come se i pazienti fossero ricoverati, il tutto al fine di conseguire ... un indebito profitto personale rispettivamente in favore di terzi).
L’inchiesta condotta dal magistrato d’accusa ha permesso di evidenziare numerose e diverse modalità operative ritenute truffaldine in danno principalmente delle casse malati, e ciò sia nell’ambito della gestione delle cliniche che facevano capo all’accusato sia nella conduzione dello studio ove venivano fatturate giornalmente prestazioni mediche per un complessivo di ore fatturate a volte superiore al numero di ore di cui un giorno é composto.
... sono emerse poi nuove ipotesi fattuali riferite principalmente all’inserimento di pazienti in sperimentazioni remunerate da case farmaceutiche, pazienti non adatti a tali sperimentazioni, con lo scopo di ottenere rispettivamente non perdere i compensi versati dalle citate case farmaceutiche, il tutto mediante falsificazione dei dati del paziente. Come detto nella decisione 1 marzo 1999 di questo giudice i fatti sono di inusuale estensione ed oggettiva gravità siccome ripetuti nel tempo in numero elevato.
In corso d’istruttoria il magistrato d’accusa, che ha profuso notevole impegno, ha proceduto a sentire personalmente rispettivamente a fare interrogare numerose persone, sono stati acquisiti un centinaio di verbali (ad oggi aumentati a quasi duecento per il procedere sollecito dell’istruttoria da parte del magistrato d’accusa e dei funzionari di polizia a lui preposti) e numerose sono pure le audizioni dell’accusato che non sempre é apparso collaborativo ammettendo i fatti indicando comunque sua consapevolezza della illiceità dell’agire quasi sistematico adottato nelle cliniche unicamente dopo il suo arresto. Ancora al vaglio degli inquirenti é l’esame dell’enorme mole di documentazione sequestrata, in particolare il medico legale dott. __________ sta esaminando (come a recente nomina a perito) tutte le cartelle mediche sequestrate. Gli accertamenti sin qui svolti, il cui risultato appare riassunto nel Rapporto intermedio di data 13 febbraio scorso, evidenziano la commissione di differenti e numerose “irregolarità” nella fatturazione di prestazioni.
Come già ricordato nella decisione 1 marzo 1999 all’accusato sono state contestate sostanzialmente tutte le diverse tipologie di malversazione ritenute dalla pubblica accusa. In particolare si ricordano le ipotesi di reato riferite ai pazienti fittizi, ossia non presenti in clinica, rispettivamente per pazienti diurni o notturni, vi sarebbero poi malversazioni con riferimento a pazienti amministrativi, ossia a pazienti per i quali si procedeva ad ammissioni anticipate (la fatturazione iniziava prima della reale ammissione del paziente in clinica), rispettivamente a dimissioni posticipate (la fatturazione proseguiva oltre il reale periodo di degenza), ed ancora malversazioni riferite alla fatturazione di congedi effettivi ma con falsa iscrizione sulle cartelle mediche o congedi prolungati. Tra le ipotesi accusatorie vi sono poi le irregolarità, riferite alla “sovrappopolazione” di letti ossia letti fatturati a più pazienti, le sovrafatturazioni per farmaci, terapie e per analisi (per avere ______________ operato iscrizioni nelle cartelle mediche relative a fasulle prescrizioni di farmaci - pagati dalle CM - in sostituzione di prestazioni fisioterapeutiche invece non pagate dalle CM come ammesso dall’accusato stesso che tende comunque a ridimensionare i casi a pochi e per contenuto indebito arricchimento). Ulteriori capitoli attualmente al vaglio del magistrato d’accusa si riferiscono, e ci si atterrà qui alla nomenclatura convenuta tra le parti nel verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato, alle consultazioni degli psicologi, all’AI, alle problematiche connesse con l’esenzione militare, ad incassi non dichiarati ed ai ricoveri forzati. Va qui rilevato come numerosi collaboratori ed ex collaboratori dell’accusato abbiano ammesso le loro responsabilità riconducendo comunque il loro agire al dott. ______________ giustificandolo con la volontà del “capo” ed il rischio di perdere il posto di lavoro oltre che a pressioni specifiche in questo senso subite dal dott. ______________.”
Sin dall'inizio delle indagini ______________
ha avuto un comportamento processuale perlomeno reticente, come detto. Egli ha
mostrato problemi d'ordine fisico e psichico che hanno imposto la sua
carcerazione prima all'__________ ed oggi all'ospedale neuropsichiatrico
cantonale (oggi CPC) e ciò per affezioni cardiache ed una accertata
psicopatologia. A proposito di questa va evidenziato quanto rilevato dal prof. __________
a pag. 6 e 7 del suo Rapporto annesso all'AI 55: "… il prof. ______________
presenta una complessa sindrome psicopatologica, espressione di uno scompenso,
con esacerbazione dei sintomi, di un disturbo di personalità.… (che) …
appartiene all'area dei Disturbi d'Ansia … in soggetto che presenta netti segni
clinici di Disturbo Narcisistico ed Istrionico di Personalità … " con il
rilievo, per l'esperto italiano, di "… gravissima ferita narcisistica … e
determina il manifestarsi di reazioni rabbiose ed impulsive per il rifiuto … di
sentirsi
L'inchiesta ha fatto importanti progressi proprio recentemente quando le Casse Malati, coinvolte quali parti civili nel procedimento in discussione, sono finalmente riuscite a raccogliere (quasi) interamente il materiale documentale da mesi atteso dal Procuratore pubblico. Si tratta di voluminosa documentazione comprovante l'incasso, da parte dell'accusato, di quasi CHF 60 milioni in ben pochi anni, danari incassati sia personalmente da ______________ per la sua attività presso lo studio medico, sia per le attività svolte dalle cliniche a lui facenti capo.
D'altra parte gli interrogatori sono stati condotti con la necessaria celerità (nonostante le critiche della diligente difesa) a fronte della mole dell'incarto e delle prioritarie necessità di procedere agli esami peritali che il caso impone, ed il perito dott. __________ sta procedendo nei suoi lavori sollecitamente.
Come rammenta il Procuratore pubblico avv. Marco Bertoli (nei cui confronti l'accusato ha formulato istanza di ricusa respinta sia dalla Camera dei Ricorsi Penali e, successivamente, dal Tribunale Federale, con il rilievo qui di istanza rinnovata dopo la sentenza federale e nuovamente respinta dalla Camera dei Ricorsi Penali) il danno non ancora definitivo cagionato dall'agire ritenuto illecito ammonta a circa CHF 10 milioni, importo indubbiamente spaventoso.
Come si evidenziava già nella decisione 25 maggio 1999 (991.98.7) in merito alla perizia affidata al dott. __________:
"Il perito incaricato dell’esame delle numerose cartelle mediche ha, dal canto suo, esaminato parte del materiale sequestrato evidenziando le risultanze del suo esame in un rapporto intermedio intitolato “Sintesi” cui sono allegati 8 classificatori contenenti gli elementi documentali a sostegno del lavoro peritale. In particolare il perito ha inserito in 5 classificatori conteggi assenza/congedi riferiti ad una trentina di pazienti. L’esame di questi limitati casi ha evidenziato ipotesi di reato
(“soprassedendo ad una valutazione in merito alla fisioterapia”) per un danno totale di oltre 2,2 mio CHF. Il perito ha annesso al suo lavoro intermedio un classificatore contenente le schede relative alle ipotizzate sovrafatturazioni eseguite dall’accusato in seno al suo studio medico. L’importo ipotizzato malversato ammonta a CHF 2,9 mio."
Già si è detto comunque, che l'attività peritale è proseguita e le ben più importanti cifre oggi avanzate dal magistrato d'accusa debbono trovare conforto nell'esame completo che compete al dott. __________, esame incrociato con l'analisi documentale basata su quanto prodotto dalle Casse Malati (FTCM) e per esse dal signor __________ (si veda in merito l'ultima verbalizzazione del teste).
Come si osservava già nella decisione 25 maggio 1999:
"Il PP sta procedendo, con la collaborazione della polizia da un lato e le indicazioni del perito, all’audizione dei pazienti che sono stati in cura dell’accusato e che, consapevolmente o meno, sono stati coinvolti nei fatti. Si tratta, a non averne dubbio (poiché lo ricorda anche la CRP nella sua decisione 19 maggio 1999 su ricorso dell’accusato in materia di libertà personale, di poi citata CRP1, al pto. 4 pag. 6 a metà ed in fine al pto. 4.1.), di importanti elementi ai fini dell’istruttoria per accertare l’esatto ruolo di ______________ e per definire il ruolo dei pazienti stessi nonché per accertare con precisione (ciò che solo le deposizioni dei pazienti permetteranno di ottenere) l’ammontare del danno cagionato con l’agire ritenuto illecito dal magistrato inquirente."
Grazie alla documentazione prodotta dalle Casse Malati sarà ora possibile operare quella verifica incrociata necessaria e sarà possibile identificare con precisione tutta la lunga serie di persone - malati in primis - coinvolte nei fatti, per poter essere interrogate in dettaglio laddove necessario. Si tratta di verbalizzazioni certamente importanti ritenuto il comportamento processuale mantenuto dall'accusato e già evidenziato anche nei precedenti interventi di questo Giar.
L'istruttoria a carico di ______________ ha potuto accertare come egli disponga, all'estero, di ingenti somme di danaro che non sono oggetto di procedimenti restrittivi da parte del Procuratore Pubblico confermati (si veda il Rapporto dell'équipe finanziaria del 21 luglio 1999 atti __________ Banca).
Più dettagliatamente ______________ risulta disporre di almeno CHF 1,25 mio depositati presso banca di Nassau a nome di società a lui facente capo.
______________ è inoltre docente presso l'università di __________ ed il figlio __________ è proprietario di un appartamento a __________ donatogli da padre e madre nel 1993 (cfr. AI 147).
Con istanza 5 ottobre 1999 l'accusato domanda di essere posto al beneficio della libertà provvisoria sostenendo l'insussistenza di un rischio collusivo. La difesa evidenzia come, già nel febbraio 1997, la magistratura disponesse del verbale __________ (circostanza appresa solo recentemente), rileva come l'accusato non sia stato sentito per 2 mesi, e tale tempo in uno con gli "accertamenti nel contempo raccolti" permetterebbero di escludere un rischio di collusione. I verbali di interrogatorio dei pazienti non sarebbero stati contestati e sarebbero avvenuti proprio sulle indicazioni di ______________. L'istante lamenta, nella sostanza, il ritardo con cui le CM hanno raccolto la documentazione e rileva che la detenzione preventiva non deve trovare giustificazione nel ritardo del Tribunale Penale Cantonale. Per la difesa ______________ sarebbe inutilmente piantonato da un agente armato e dovrebbe essere liberato.
Dal canto suo il Procuratore pubblico ritiene al contrario, con il preavviso dell'8 ottobre 1999, come già più volte sostenuto da Giar e CRP, che sussista ancora concreto rischio di collusione, e che sussistano necessità istruttorie stanti i documenti prodotti dalla FTCM, che comportano esame e contestazione. Il Procuratore Pubblico invoca inoltre un concreto rischio di fuga evidenziando la personalità di ______________ (con Disturbo narcisistico ed Istrionico di Personalità) che non potrebbe sopportare un processo (tant'è che egli si trova ricoverato alla CPC) con mezzi all'estero e con agganci professionali e logistici perlomeno in Italia.
In sede di contro osservazioni la difesa ha nuovamente contestato l'esistenza di un pericolo di collusione, ha asserito chiaramente che "Il MP ha permesso all'accusato di continuare a delinquere" dopo avere conosciuto il contenuto del verbale __________ (ragionamento questo del tutto aberrante se si pon mente che l'accusato delinquiva
Come già nelle precedenti decisioni di questo Giar si rammenta alle parti il diritto applicabile
"l'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
Per quanto attiene all'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza per i reati ipotizzati dal Procuratore Pubblico (che ha esteso l'accusa al reato di truffa per mestiere), si può fare ampio riferimento alle precedenti decisioni di questo giudice in materia. Val qui la pena, per completezza, di riprendere quanto evidenziato al pto 6 della decisione 991.98.7 ancora attuale:
"Come riferito la situazione processuale di ______________ è stata recentemente analizzata dalla Camera dei ricorsi penali con decisione del 19 maggio 1999. Questa autorità ha ritenuto pacifici i gravi indizi di colpevolezza a carico dell'accusato.
Detto presupposto legale va qui oggi pienamente confermato. L'accusato è indiziato di truffa ripetuta e falsità in documenti ripetuta, in correità con terzi. A suo carico vi sono tutta una serie di indizi consistenti in particolar modo negli accertamenti peritali svolti dal dott. __________ deducibili sia dal rapporto intermedio del febbraio
scorso, sia dal rapporto denominato "Sintesi" di cui è parola sub. 1. Sussistono poi tutta una serie di deposizioni, in specie di chiamate in correità quali quelle rese dal dott. __________ (comunque posto a confronto con ______________), le deposizioni di __________ per non citarne che alcune.
Dette deposizioni, o perlomeno parti di esse, sono state prospettate all'accusato il quale, come detto, ne ha almeno in parte ricusato il contenuto.
Vanno poi evocate le, seppur parziali, ammissioni di ______________ accompagnate comunque dalla precisazione di consapevolezza dell'illecito agire acquisita solo dopo l'intervento della magistratura.
Le deposizioni agli atti appaiono significative - ancorché il loro contenuto debba essere semmai approfondito e quindi contestato a ______________ - ed indicano la sistematica pratica di ammissioni anticipate e dimissioni posticipate di pazienti, evocano la fatturazione fasulla di prestazioni non coperte dalle casse malati in luogo di prestazioni diverse coperte, ricordano le fatturazioni dello studio secondo direttive di ______________ per orari non corrispondenti - tanto che vi sono fatturazioni per ore di lavoro superiori a quanto un giorno ne contenga - ed attestano (dott. __________) malversazioni in ordine alle sperimentazioni con le case farmaceutiche.
Si tratta di elementi seri e convergenti che imputano all'accusato un agire illecito sistematico, costante nel tempo e riferito ad un danno di tutto rilievo.
Come detto la somma preliminare accertata sin qui, ma l'analisi che incombe al dott. __________ è lungi dall'essere completa, è di 5,1 mio CHF."
Questi gravi indizi sono oggi rafforzati ulteriormente dall'attività d'indagine dell'inquirente e dagli ulteriori sviluppi degli accertamenti peritali condotti dal dott. __________ che indicherebbero un danno di ca. 10 mio CHF. Le cifre saranno formalizzate non appena possibile da parte del perito.
Da notare, in questa sede, come il difensore di ______________ non contesti minimamente il sussistere di concreti e gravi indizi di colpevolezza e non ne contesti l'ampiezza (nonostante abbia da molti mesi totale e completo accesso agli atti), anzi. La difesa ammette il sussistere di indizi di colpevolezza che riconduce alle ammissioni stesse di ______________ (cfr, contro osservazioni pag. 4)
Anche per quel che concerne l'esistenza di sufficienti ed imperiose necessità istruttorie, nonché di evidente rischio collusivo, l'opinione del magistrato inquirente va pienamente condivisa e ciò nonostante le contestazioni della difesa che ravvede nel tardivo intervento della magistratura, nell'acquisizione documentale e negli accertamenti sin qui svolti elementi tali ad ovviare al rischio collusivo. Si deve qui avantutto ribadire quanto evidenziato nella
decisione relativa alla proroga della detenzione preventiva ancora estremamente attuale, e meglio:
"Dal profilo delle necessità istruttorie basterebbe fare semplice rinvio a quanto ritenuto dalla Camera dei ricorsi penali nella sentenza citata al suo punto 4.1.
Detta autorità giudiziaria ricorda come l'accusato
"... non abbia fornito all'autorità inquirente una collaborazione piena ed incondizionata, limitandosi a fare ammissioni solo dinnanzi a precise e documentate circostanze di fatto..",
ciò che, per la CRP
"... rende perlomeno verosimile un suo tentativo, qualora posto in libertà provvisoria, di inquinare le prove".
(CRP 19 maggio 1999, pag. 5 in fine, 5 in inizio).
La CRP appare poi particolarmente chiara nell'evidenziare "l'atteggiamento negativo di ______________" riferendosi alle giustificazioni mediche paventate, da un lato, ed al desiderio dei suoi collaboratori di compiacerlo dall'altro. Questo giudice non può qui far altro che ribadire quanto già espresso nelle decisioni 24 dicembre 1998, 1. marzo 1999 e 15 aprile 1999.
A carico di ______________ sono state in particolare raccolte un numero importante di deposizioni, sia a livello di Polizia sia da parte del PP, e deponenti risultano essere suoi stretti collaboratori in formazione (medici), sia personale infermieristico ed amministrativo dello studio e delle cliniche. Con tali persone l'accusato ha instaurato, prima del suo arresto, stretti rapporti in conseguenza allo svolgimento - fianco a fianco - dell'attività lavorativa in un campo delicato quale quello della medicina psichiatrica. Il rapporto di datore di lavoro (______________ è ancora proprietario delle cliniche oggetto d'indagine) e collaboratore, che notoriamente si basa sulla fiducia, la collaborazione giornaliera, con conseguenza di delega nello svolgimento delle mansioni, ed il rapporto di subordinazione che ne deriva, oltre che il rapporto di dipendenza conseguente ai ruoli svolti (medici in formazione ed infermieri con professore universitario) sono elementi che lasciano presumere - viste le contrastanti versioni rese dai protagonisti - facile e possibile intervento dell'accusato per ottenere versioni "ammorbidite" o ritrattazioni delle deposizioni raccolte.
A puro titolo esemplificativo bisogna qui ricordare il verbale __________ (v. PP 2.12.1998):
"... era per me tuttavia chiaro che se non rispettavo queste indicazioni ... perdevo il posto di lavoro",
ed ancora il verbale del dott. __________ in merito al collega dott. __________ il quale, con riferimento a "procedure poco corrette" riferite a pazienti non presenti in clinica gestiva in generale detti pazienti e ricorda come questi
"... subiva l'influenza del dott. ______________ nella peggiore delle accezioni. In pratica lui faceva tutto quello che gli chiedeva ______________".
(v. Pol. __________, pag. 2).
Anche __________ rammenta le "pressioni che egli esercitava sul nostro capo clinica" evocando - nell'ambito delle ricerche riferite a case farmaceutiche - che
"... abbiamo fatto sparire dalla clinica tutta la documentazione medica di questi pazienti i cui dati anamnestici erano stati manipolati"
(in questo senso GIAR 1. marzo 1999, pag. 9 in fine e 10 in inizio).
Sussiste quindi, nei confronti delle persone già sentite e collaboratrici/collaboratori rispettivamente colleghi (comunque subalterni di ______________) un forte rischio di collusione."
…
"Lipari ha temuto molto per il suo futuro professionale ed ha tentato di contattare l'accusato, ed ancora si vedano le telefonate specificatamente ricordate dai PP nella loro istanza."
(__________ ha nel frattempo perso il posto di lavoro per la cessazione dell'attività dello studio medico dell'accusato).
"Vi è quindi, e lo si ribadisce, un forte rischio di collusione, rischio che appare ancora più elevato nei confronti dei pazienti. L'esame del perito sta evidenziando, come il Rapporto "Sintesi" riferisce, tutta una importante serie di ipotizzate malversazioni sulla pelle delle Casse Malati con l'intervento, consapevole od inconsapevole, di numerosi pazienti.
La CRP (sentenza 19 maggio 1999, pag. 6) evoca un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti
"... i quali, sia per le loro patologie che per il particolare rapporto di fiducia esistente con l'accusato sarebbero da quest'ultimo facilmente influenzabili".
Va qui rilevato come ______________ ben conosca i suoi pazienti - tanto da ricordare (a 10 anni di distanza) che la madre del PP __________ sarebbe stata sua paziente - e li ricorda. D'altro canto invece il PP ed il PPG non hanno ancora proceduto (per tramite del dott. __________) a completare l'esame delle cartelle mediche acquisite e di quelle preannunciate dall'AI.
Il dott. ______________ sa quindi perfettamente chi potrebbe contattare mentre la magistratura non ha ancora identificato i pazienti nell'ambito delle cui cure sarebbero state commesse malversazioni.
A ragione la CRP ricorda poi il legame di fiducia, soprattutto in ambito delicato come quello della medicina psichiatrica, che si instaura tra medico e paziente, rapporto particolarmente forte per l'esistenza del segreto medico che copre tutti gli aspetti delicati che i pazienti possono riferire al medico.
Non solo. La malattia, in particolare quelle nell'ambito del dott. ______________, pone spesso il paziente in condizione di subordinazione nei confronti del medico come l'esperienza insegna.
In questo senso va ritenuto un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti in parte già identificati e sentiti ed in parte ancora da identificare."
Si ha oggi, ancora più che al 25 maggio 1999, un forte rischio di collusione rafforzato dal fatto che, con la presentazione della documentazione FTCM, al Magistrato inquirente è possibile - in parallelo con l'avanzare del lavoro del dott. __________ - avere sotto gli occhi l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito con l'identificazione delle persone che ancora debbono essere sentite (e nei cui confronti - stanti le argomentazioni sviluppate dalla CRP e qui sopra riportate relative al particolare rapporto di fiducia ed al rapporto di subordinazione paziente/medico - permarrà un concreto rischio collusivo e di pressione anche dopo loro audizione, visto anche l'atteggiamento processuale assunto da ______________). Anzi. Gli accertamenti peritali hanno evidenziato progressione nel calcolo delle presunte malversazioni, nel senso che dalle prime ipotesi formulate sulla scorta delle deposizioni rese le indagini tecniche hanno ampliato il numero di pazienti in modo considerevole (cfr. Rapporto Sintesi citato). Considerato come lo spoglio delle cartelle, in numero enorme, non è terminato non è fuor di luogo ritenere che le ulteriori indagini del medico incaricato dal Procuratore Pubblico evidenzino ancora numerosi episodi di possibili malversazioni allargando ulteriormente il cerchio delle persone nei cui confronti appare concreta una collusione.
La diligente difesa, nella sua istanza 5 ottobre 1999, si limita a genericamente sostenere che non sussiste rischio collusivo, senza procedere a disamina dettagliata con valutazione specifica della situazione. In nessun punto dell'istanza in discussione si fa riferimento preciso e specifico a deposizioni rese. Questo giudice deve ancora oggi ammettere un rischio collusivo importante nonostante siano state raccolte le deposizioni dei malati indicati dall'accusato medesimo. Questa circostanza, come d'altra parte l'esistenza di un verbale __________ del 1997, nulla mutano nella valutazione del rischio collusivo. L'accesso al verbale __________, come evoca il PP nel suo preavviso, era possibile da tempo al difensore. La difesa non specifica in cosa l'esistenza di detto verbale - datato - muti nella fattispecie.
Il rischio di inquinamento probatorio non è ovviato dall'acquisizione delle verbalizzazioni, comunque parziali, dei pazienti e dei collaboratori del dott. ______________. L'acquisizione della documentazione medica (cartelle) e l'acquisizione delle fatture (prodotte recentemente dalla FTCM) costituisce base di lavoro e spunto di rischio collusivo. In effetti l'esame della fatturazione in uno con quello delle cartelle mediche permette di ipotizzare malversazioni che vanno verificate alla luce delle annotazioni eseguite dal personale medico, da un lato, e - semmai - dalle deposizioni dei pazienti stessi per l'opportuno approfondimento. La difesa non dimentica certo l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito da parte del PP che, come già detto, deve comportare esame completo anche per l'atteggiamento processuale assunto dall'accusato. Ovviamente la detenzione preventiva non serve per ottenere ammissioni da parte di ______________ ma serve ad evitare che questi, soprattutto per i casi più importanti dal punto di vista economico (vi sono degenze che hanno imposto alle CM l'esborso di importi rilevanti) possa tentare ammorbidimento della sua posizione. Certamente non sfugge alle parti che l'importanza del danno cagionato, rispettivamente l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito dal PP, possono avere rilievo nella commisurazione della pena in caso di giudizio di condanna.
Non vi è comunque soltanto un rischio di collusione e di inquinamento probatorio ma vi sono concrete esigenze istruttorie come ritenuto nelle precedenti decisioni, in particolare quella del 25 maggio 1999 in cui si rammentava che:
"______________ deve essere approfonditamente interrogato, gli devono essere prospettati i verbali raccolti (semmai, dopo necessario approfondimento) e deve essere possibile procedere ai necessari confronti."
Se la raccolta delle deposizioni dell'accusato ha subito un certo rallentamento (fisiologico all'inchiesta per i motivi evidenziati in precedenza) va posto in risalto il fatto che recentemente la documentazione delle Casse Malati (ancorché non completa) è stata trasmessa al magistrato inquirente. Al diligente difensore non è certo sfuggita la mole importante di lavoro di ricostruzione che la FTCM ha dovuto affrontare per reperire ed elencare tutte le fatturazioni del Dott. ______________, basti evocare la natura dell'attività sanitaria svolta e rapportarla alla
cifra indicativa evidenziata di quasi 60 mio CHF. Alle CM non può quindi essere mosso rimprovero per i tempi relativamente lunghi necessari al reperimento della documentazione. Detta documentazione impone verifica e comporterà l'esecuzione di numerosi verbali di interrogatorio dell'accusato e semmai verbali di confronto. Esigenze istruttorie vanno poi ancora ammesse con riferimento ad altri capitoli oggetto dell'istruttoria, quali in particolare quelli riferiti alle sperimentazioni condotte su richiesta di case farmaceutiche. Come già ritenuto nelle precedenti decisioni di questo Giar e della CRP l'atteggiamento assunto in corso d'istruttoria da ______________ (con contestazione, minimizzazione, attribuzione di responsabilità a terzi) - di per sé legittimo - impone necessità di accurato approfondimento e di precisa verifica dell'agire presunto illecito dal magistrato d'accusa. Contrariamente a quello che ritiene la difesa le esigenze istruttorie ancora in essere impongono perdurare della detenzione preventiva e non possono essere condotte con l'accusato a piede libero. In questa fase, ossia vedendo avvicinarsi la fine del lavoro del perito dott. __________, le necessità d'inchiesta si fanno più imperiose.
Vi sono elementi più che sufficienti a mantenere in carcere ______________.
Anche se, visto quanto precede, non sarebbe assolutamente necessario approfondimento degli ulteriori argomenti sollevati dal PP, ragioni di opportunità impongono di analizzare il paventato rischio di fuga ritenuto dal magistrato d'accusa a carico dell'accusato.
Per quanto attiene il pericolo di fuga si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se questo presupposto sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini; in REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94). Il Tribunale Federale ha pure considerato (DTF 9 luglio 1996 I Corte di diritto Pubblico in re GM), quale elemento di valutazione del rischio di fuga la morale, la situazione finanziaria e le risorse economiche dell’arrestato. La gravità della pena che sarà presumibilmente inflitta non basta, ad essa sola, a giustificare e concretizzare un rischio di fuga (v. DTF 117 Ia 69 e segg.; cfr. anche DTF 19 gennaio 1999 I. Corte di diritto pubblico in re GS pag. 7). In recenti decisioni di questo Ufficio (Giar 89.99.8 del 7 ottobre 1999 in re V. e 89.99.7 sempre in re V. del 28 luglio 1999) è stato ritenuto concreto rischio di fuga per giovane ticinese con famiglia
in Ticino, disponente di mezzi finanziari all'estero e per il quale non esisteva in patria una reale prospettiva lavorativa mentre all'estero esistevano contatti allacciati nell'esercizio della professione (dove si sono sviluppati i fatti che hanno condotto al procedimento penale).
Nel caso in esame quanto sostenuto dal magistrato d'accusa nel suo preavviso va condiviso in questa sede. Vanno infatti osservati, in un esame d'insieme, sia il carattere di ______________ come evidenziato dall'inchiesta, sia la disponibilità finanziaria che quella di lavoro all'estero. L'accusato non ha spontaneamente ammesso, nella sostanza, nulla, se non indicando nominativi di alcuni pazienti (peraltro noti per la maggior parte agli inquirenti) sulle cui degenze sono state eseguite le malversazioni ipotizzate. ______________ si è chinato (per riprendere un'espressione del magistrato d'accusa) all'evidenza solo in talune circostanze indicando il più delle volte altri all'origine delle malversazioni (che giovavano comunque a lui ed alle sue società): prima i collaboratori, poi i pazienti e quindi altri ancora, oggi sostenendo addirittura che il Ministero Pubblico, avendo notizia di reato dal verbale __________, gli avrebbe permesso di continuare a delinquere (cfr. contr osservazioni pag. 2). ______________ si trova poi confrontato con un procedimento di proporzioni notevoli, procedimento che ha un'eco ed un interesse pubblico fuori del comune poiché coinvolge un numero impressionante di collaboratori e pazienti ed ha creato, secondo l'ipotesi della pubblica accusa, un danno ingentissimo al patrimonio delle casse malati. L'accusato ha potuto beneficiare di una notevole notorietà per la professione svolta e per la cattedra nell'Università di __________. Egli è senz'altro da considerare uno dei più conosciuti psichiatri di questo cantone ed ha beneficiato, come la classe medica tutta, di quel particolare rapporto tipico della relazione medico / paziente che comporta fiducia e confidenzialità. Questi elementi vanno rapportati alla personalità dell'accusato, oggetto di ripetuti esami di suoi colleghi psichiatri, che ne hanno evidenziato i tratti rilevanti. Dalle elaborazioni del prof. __________ (Rapporto del 21 marzo 1999) emerge un disturbo narcisistico ed istrionico della personalità. L'incarcerazione ed il procedimento penale condotto sono apparsi all'accusato come un'importante ferita narcisistica, tanto da lasciare ritenere ai medici curanti possibilità di suicidio (da leggere come fuga dagli eventi che incombono sul capo di ____, come oggi ancora paventa la difesa), nei confronti della quale - vista la detenzione preventiva in corso - ______________ ha avuto un profondo senso di impotenza dovendo egli subire una situazione che non può personalmente gestire ("…. esperienza mai accettata, sempre accuratamente evitata con meccanismi controfobici e che invece si trova, nei fatti, costretto ad accettare incondizionatamente", cfr. sub. 1). Come rammentano ancora i medici intervenuti per valutare le condizioni di salute dell'accusato (in attesa della perizia psichiatrica) il procedimento e la detenzione preventiva che ne consegue appaiono come un insulto ed offesa personale dell'accusato che vive un senso di impotenza ( parla di un confronto dell'accusato con un potere - rifiutato - "superiore" al suo: annesso all'AI 55 pag. 7 fine del penultimo paragrafo). Già queste considerazioni, basate sulle valutazioni dei medici della personalità dell'accusato, permettono di ritenere - visto come il processo di
maturazione cui fa cenno la dott. __________ nel suo verbale al PP non è ancora intervenuto, o non è comunque ancora completo -, ad esse sole, un rischio di fuga.
____, a fronte della personalità descritta dai medici, avrebbe certamente tutto l'interesse a sottrarsi a quel potere - più forte del suo (ossia quello dello Stato che impone persecuzione e giudizio di fattispecie a connotazione penale, con imposizione - laddove necessario - di misure coercitive) - che gli impone di giustificarsi, di spiegare il suo agire, di rimanere privato della sua libertà (sia preventivamente che, eventualmente, per l'espiazione della pena), e di subire quel processo che accrescerebbe certamente la sua "rabbia" (per usare un'espressione del prof. __________ annesso all'AI 55 pag. 7) ed il suo desiderio di "cambiare la propria posizione" ( ibidem).
Sottraendosi al processo, e prima ancora all'inchiesta cogente per lui, ______________ eviterebbe quindi quel potere cui oggi deve attenersi.
Ma il rischio di fuga è suffragato non solo da motivi caratteriali. L'accusato dispone infatti - come rammenta il PP nel suo preavviso - di un'importante sostanza all'estero che gli permetterebbe di fronteggiare in tutta tranquillità una latitanza e che gli permetterebbe di ricominciare una nuova vita professionale. L'esistenza di società a lui facente capo (la __________) detentrice di relazione bancaria all'estero (Nassau, con il che si ha tutta l'evidenza della difficoltà per l'inquirente di ottenere il blocco) su cui sarebbero depositati "almeno 1,25 mio" con trasferimento avvenuto nel corso del 1997 (ma la società risulta esistere dal 1989), indica più che ampia disponibilità di denaro. Ciò vale anche se, a mente della difesa, l'accusato non avrebbe diretta disponibilità a quel denaro il potere di firma essendo di terzi. Questa circostanza muta ben poco. La situazione economica generale dell'accusato essendo comunque buona (nonostante i sequestri intervenuti) così come tutto il fascicolo relativo alle decisioni di tassazioni lascia ben intendere (e dal quale si desume introito personale anche della moglie). Va poi aggiunto che il Ticino, e la Svizzera in genere, sono professionalmente, per l'accusato, "terra bruciata". Appare ben difficile che ______________, vista la portata del procedimento in corso e visto il decreto di sospensione dall'esercizio dell'attività professionale decretato dal DOS nel passato dicembre 1998, possa ritornare ad esercitare la sua professione in patria. Al contrario, all'estero, dove l'eco del procedimento penale in discussione non è pari a quella recepita in Ticino, ______________ risulta avere importanti e seri agganci professionali. Come rammenta il magistrato d'accusa e come desumibile dall'AI 147 l'accusato è stato professore a contratto nell'Università di __________ per un periodo di tre anni accademici (con convenzione parallela tra l'Università __________ e la Clinica __________) come a deposizione del prof. __________ (ed agli annessi all'AI 147) con ciò che detta importante nomina professionale comporta in fatto di notorietà e di lustro già solo per il territorio italiano. D'altro canto l'accusato non risulta essere materialmente impedito nell'esercizio della sua attività
professionale in altri paesi rispetto al suo. Evidenzia poi ancora l'inquirente, fondandosi sugli atti dell'incarto, che ______________ risulta iscritto "presso l'anagrafe tributaria" (e con ciò non si intende che egli sia residente) in Italia. Contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa ______________ e la moglie __________ avrebbero donato al figlio __________ un appartamento di __________ (donazione del 5 aprile 1993). In merito a detto immobile (all. 4 AI 147) la documentazione acquisita per commissione rogatoria attesta unicamente l'esistenza di un appartamento a __________, donato dai coniugi ______________ al figlio. L'assunto difensivo di successiva vendita dell'immobile non è stato comprovato (ciò che comunque nulla muterebbe nel merito la decisione di questo giudice). Dall'appartamento di cui è questione, e comunque dalle disponibilità finanziarie dell'accusato e della di lui moglie, si deve dedurre facile, possibile e pratica soluzione logistica che permetterebbe la fuga.
______________ ha quindi professionalmente ben maggiori possibilità di reinserimento all'estero - in particolare in Italia - piuttosto che in patria - ed all'estero ha anche contatti ed apparentemente concrete possibilità logistiche. Egli dispone di mezzi finanziari sufficienti ed ha una personalità tale da indurlo alla fuga. Anche per quanto riguarda i legami famigliari va ritenuto come ______________ sia da anni sposato ed abbia figli in età (__________ ha oggi __________ anni mentre __________ ha __________ anni) non tale da vincolarlo al territorio ticinese (per la frequentazione delle scuole). I figli sono, come detto, adulti (dagli atti fiscali si desumono studi universitari del primogenito a __________) ed autosufficienti e non costituiscono certo un legame tale da impedire una fuga.
Visto quanto precede, nel solco della prassi del TF, va ritenuto concreto rischio di fuga al quale non potrebbero ovviare misure sostitutive quali un deposito cauzionale - anche ingente - od il deposito dei documenti di legittimazione (comunque neppure avanzate dalla difesa). Tali misure appaiono inadeguate a fronte dell'aspetto sia patrimoniale sia caratteriale che - in particolare - caratterizzano concretezza del rischio di fuga.
La vasta eco conseguente al procedimento penale e le numerose parti interessate coinvolte nelle indagini fanno si che vi sia un importante interesse pubblico a che il processo sia celebrato in tempi il più possibile brevi, interesse questo anche dell'accusato. La questione a sapere se tale interesse pubblico costituisca sufficiente motivo d'ordine pubblico per mantenere la detenzione preventiva cui è astretto l'accusato, stante il sovraccarico del Tribunale penale cantonale (come alla sentenza CRP citata dalla pubblica accusa), può qui rimanere indecisa viste le considerazioni che precedono.
Resta da esaminare la proporzionalità della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora prevedibile per terminare l'istruttoria e giungere al processo. Si può allora fare ampio riferimento alla decisione 25 maggio 1999:
"Giusta l’art. 102 cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art. 103 CPP).
La prassi del Tribunale federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità, stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)."
Nel caso concreto il procedimento risulta essere estremamente vasto e complesso e solo recentemente la FTCM ha prodotto il frutto di mesi di lavoro di ricostruzione. D'altro canto, come osservato ai punti che precedono, il lavoro peritale che incombe al dott. __________ appare notevole e lo stesso è progredito con la necessaria solerzia. Anche le verbalizzazioni dei pazienti, delegate alla polizia, hanno avuto il loro regolare corso. Se l'accusato non è stato sentito per un certo periodo di tempo ciò non significa che il procedimento che lo coinvolge non abbia avuto il seguito solerte imposto dalle circostanze. Non vanno poi dimenticati i più che legittimi atti giudiziari voluti dalla difesa (istanza di libertà provvisoria, reclami ed istanze di ricusa) che hanno imposto, per essere esaminati ed evasi, un certo lasso di tempo. L'istruttoria appare quindi essere stata condotta nel rispetto del principio di celerità imposto dalla legge.
Nella decisione di maggio 1999 relativa alla proroga della detenzione preventiva si rammentava già che:
"ll periodo di 6 mesi che viene ulteriormente concesso al magistrato d'accusa risulta rispettoso del principio della proporzionalità anche in considerazione della possibile pena che - in caso di giudizio di colpevolezza - la Corte del merito potrebbe infliggere all'accusato ritenuto l'ampiezza dell'agire illecito rimproverato a ______________, l'entità presumibile del danno ed il ruolo di ______________ nell'ambito delle cliniche e dello Studio."
In altri termini la detenzione sin qui subita e quella ancora necessaria per giungere alla fine dell'istruttoria ed alla celebrazione del processo appare del tutto adeguata alla gravità delle accuse mosse, degli indizi raccolti, del coinvolgimento ritenuto a carico di ______________ e della possibile pena in caso di giudizio di condanna.
Si ribadiva al PP, nella decisione 991.98.7, l'invito a voler procedere con solerzia per giungere ad un giudizio di merito in tempi del tutto contenuti per evitare quei ritardi nell'amministrazione della giustizia che hanno condotto a severe decisioni del TF (si vedano in proposito le DTF Cassazione Penale 30 novembre 1998 in re E.F., A.P. e E.P. dove l'alta corte federale ricorda il diritto per ogni accusato a che l'inchiesta e il procedimento penale aperti nei suoi confronti siano portati a compimento senza inutili ritardi, ovvero entro un termine ragionevole). Certamente il PP vorrà salvaguardare al meglio anche questo diritto della difesa.
Visto quanto precede l’istanza di libertà provvisoria va respinta con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 litt. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
p.q.m., visti gli artt. 280 e segg. CPP
decide:
L'istanza di libertà provvisoria 5 ottobre 1999 è respinta.
Non si percepiscono tasse e spese.
Avverso la presente decisione in materia di libertà personale é data facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel termine di dieci giorni dall’intimazione.
Intimazione:
a ______________, per il tramite del patrocinatore avv. __________ e personalmente all’avv. __________;
al Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano, con l'incarto di ritorno e con copia delle osservazioni formulate dalla difesa.
giudice Ivano Ranzanici
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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