AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: INC.1998.99107
Data decisione, Autorità: 25.05.1999, GIAR
N. 991.98.7 R Lugano, 25 maggio 1999
IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO
Ivano Ranzanici
sedente per statuire sull’istanza 18 maggio 1999 formulata dal:
Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano
e dal
Procuratore Pubblico Generale avv. Luca Marcellini, Lugano
tendente ad ottenere la proroga della detenzione preventiva cui é astretto
_____________ detenuto c/o __________
(patrocinato dall’avv. __________)
sino e compreso il 30 novembre 1999;
lette le osservazioni della difesa di data 21 maggio 1999;
preso conoscenza della sentenza 19 maggio 1999 della Lod. Camera dei Ricorsi Penali conseguente a ricorso dell’accusato contro decisione 15 aprile 1999 di questo giudice in materia di libertà personale dell’accusato e della sentenza di pari data ancora della Lod. camera dei Ricorsi Penali in materia di ricusa del Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli;
avuti gli atti dell’incarto a disposizione, ritenuto
in fatto e in diritto:
Questo GIAR e, con recentissimo intervento, la Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello si sono occupati della situazione processuale, con particolare riferimento alla libertà personale, dell’accusato _____________. In data 24 dicembre 1998 questo giudice ha decretato lo stralcio di una prima istanza di libertà provvisoria formulata da _____________ motivando comunque il suo decreto. Successivamente, il 1. marzo 1999, ulteriore istanza di libertà provvisoria dell’accusato é stata respinta senza seguito di impugnativa. Più recentemente istanza di libertà provvisoria di data 12 aprile 1999 di _____________ é stata respinta, con motivazioni in tutto simili a quelle contenute nella decisione del 1 marzo precedente, da questo giudice. Il successivo ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello é stato respinto con decisione 19 maggio 1999. Nelle more della procedura ricorsuale alla CRP questo giudice si era inoltre chinato su due distinti reclami in materia di trasferimento a Ginevra di _____________ rispettivamente sulla richiesta di arresti domiciliari. Dette impugnative sono state evase, con decisione 6 maggio scorso, in un unico giudizio. Da evidenziare ancora come la difesa dell’accusato abbia inoltrato istanza di ricusa del PP avv. Marco Bertoli. La richiesta é stata respinta dalla CRP con decisione 19 maggio scorso.
In sostanza i fatti posti alla base della presente decisione possono essere ripresi dai precedenti interventi giudiziari. Si può qui ritenere come:
“_____________, medico psichiatra, é stato arrestato il 1 dicembre 1998 siccome accusato di truffa e falsità in documenti. Come noto l’arresto é avvenuto contestualmente con l’esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri presso lo studio medico dell’accusato, e presso le cliniche __________, con l’acquisizione di un'impressionante mole di documentazione sia di tipo contabile che medico (in specie cartelle riferite a numerosi pazienti), documentazione attualmente al vaglio degli inquirenti come noto alla difesa. Nel corso dell’istruttoria sia i magistrati che la polizia hanno proceduto a numerose verbalizzazioni di testi ed indiziati e sin dall’inizio il compito istruttorio é apparso notevole a fronte del numero delle persone coinvolte od interessate ai fatti di cui si tratta ed alla luce della mole di documentazione acquisita e da acquisire attraverso le casse malati vittime degli ipotizzati reati.
Sin dal suo arresto _____________, già colpito da infarto (come attestano i periti incaricati dal PP nel loro scritto 21 marzo 1999) nel corso del 1991, é stato trattenuto presso la cella dell’Ospedale __________ sotto cura medica da parte del primario prof. __________ ed in cura presso il dott. __________. In pratica _____________ non é stato considerato carcerabile (nel senso che non é stato possibile trattenerlo presso una cella del PCT) per ragioni mediche.
A _____________ il PP rimprovera numerose malversazioni, commesse con varie modalità, in danno di Casse malati, di pazienti, di assicurazioni sociali e di case farmaceutiche. Più specificatamente _____________ avrebbe fatturato, per prestazioni mai eseguite, ricoveri di pazienti che in realtà non si trovavano degenti nelle cliniche da lui dirette o che si trovavano congedati dalle stesse (con l’apposizione di indicazioni fasulle sulle cartelle mediche come se i pazienti fossero ricoverati, il tutto al fine di conseguire ... un indebito profitto personale rispettivamente in favore di terzi).
L’inchiesta condotta dal magistrato d’accusa ha permesso di evidenziare numerose e diverse modalità operative ritenute truffaldine in danno principalmente delle casse malati, e ciò sia nell’ambito della gestione delle cliniche che facevano capo all’accusato sia nella conduzione dello studio ove venivano fatturate giornalmente prestazioni mediche per un complessivo di ore fatturate a volte superiore al numero di ore di cui un giorno é composto.
... sono emerse poi nuove ipotesi fattuali riferite principalmente all’inserimento di pazienti in sperimentazioni remunerate da case farmaceutiche, pazienti non adatti a tali sperimentazioni, con lo scopo di ottenere rispettivamente non perdere i compensi versati dalle citate case farmaceutiche, il tutto mediante falsificazione dei dati del paziente. Come detto nella decisione 1 marzo 1999 di questo giudice i fatti sono di inusuale estensione ed oggettiva gravità siccome ripetuti nel tempo in numero elevato.
In corso d’istruttoria il magistrato d’accusa, che ha profuso notevole impegno, ha proceduto a sentire personalmente rispettivamente a fare interrogare numerose persone, sono stati acquisiti un centinaio di verbali (ad oggi aumentati a quasi duecento per il procedere sollecito dell’istruttoria da parte del magistrato d’accusa e dei funzionari di polizia a lui preposti) e numerose sono pure le audizioni dell’accusato che non sempre é apparso collaborativo ammettendo i fatti indicando comunque sua consapevolezza della illiceità dell’agire quasi sistematico adottato nelle cliniche unicamente dopo il suo arresto. Ancora al vaglio degli inquirenti é l’esame dell’enorme mole
di documentazione sequestrata, in particolare il medico legale dott. __________ sta esaminando (come a recente nomina a perito)
tutte le cartelle mediche sequestrate. Gli accertamenti sin qui svolti, il cui risultato appare riassunto nel Rapporto intermedio di data 13 febbraio scorso, evidenziano la commissione di differenti e numerose “irregolarità” nella fatturazione di prestazioni.
Come già ricordato nella decisione 1 marzo 1999 all’accusato sono state contestate sostanzialmente tutte le diverse tipologie di malversazione ritenute dalla pubblica accusa. In particolare si ricordano le ipotesi di reato riferite ai pazienti fittizi, ossia non presenti in clinica, rispettivamente per pazienti diurni o notturni, vi sarebbero poi malversazioni con riferimento a pazienti amministrativi, ossia a pazienti per i quali si procedeva ad ammissioni anticipate (la fatturazione iniziava prima della reale ammissione del paziente in clinica), rispettivamente a dimissioni posticipate (la fatturazione proseguiva oltre il reale periodo di degenza), ed ancora malversazioni riferite alla fatturazione di congedi effettivi ma con falsa iscrizione sulle cartelle mediche o congedi prolungati. Tra le ipotesi accusatorie vi sono poi le irregolarità, riferite alla “sovrappopolazione” di letti ossia letti fatturati a più pazienti, le sovrafatturazioni per farmaci, terapie e per analisi (per avere _____________ operato iscrizioni nelle cartelle mediche relative a fasulle prescrizioni di farmaci - pagati dalle CM - in sostituzione di prestazioni fisioterapeutiche invece non pagate dalle CM come ammesso dall’accusato stesso che tende comunque a ridimensionare i casi a pochi e per contenuto indebito arricchimento). Ulteriori capitoli attualmente al vaglio del magistrato d’accusa si riferiscono, e ci si atterrà qui alla nomenclatura convenuta tra le parti nel verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato, alle consultazioni degli psicologi, all’AI, alle problematiche connesse con l’esenzione militare, ad incassi non dichiarati ed ai ricoveri forzati. Va qui rilevato come numerosi collaboratori ed ex collaboratori dell’accusato abbiano ammesso le loro responsabilità riconducendo comunque il loro agire al dott. _____________ giustificandolo con la volontà del “capo” ed il rischio di perdere il posto di lavoro oltre che a pressioni specifiche in questo senso subite dal dott. _____________.”
_____________ é stato sottoposto a numerose visite mediche, stante pregresse difficoltà cardiache, ed il magistrato d’accusa ha ritenuto necessario, nell’ambito della problematica connessa alla verifica della carcerabilità, sottoporre _____________ ad esame medico da parte di tre medici italiani. Le conclusioni degli stessi sono ampiamente note alla diligente difesa. Da evidenziare qui, per quanto d’interesse nell’istanza in discussione, le conclusioni dell’esame psichiatrico dello psichiatra accusato (riservate le conclusioni della perizia affidata al prof. __________):
“ ... dal punto di vista psichiatrico - hanno accertato un “Disturbo Post-Traumatico da Stress in un soggetto con Disturbo narcisistico ed Istrionico di Personalità”.
L’ampia discussione e la necessità di procedere a continue visite, come sopra ricordato, per la verifica delle condizioni di carcerazione di _____________ hanno assorbito, non poco, sia la difesa che il magistrato d’accusa sicché la conduzione del procedimento ne ha, in parte almeno, risentito. Da osservare comunque come il magistrato d’accusa abbia delegato l’audizione di numerose persone coinvolte nei fatti a funzionari di polizia. Ad oggi sono stati acquisiti numerosi verbali di interrogatorio, ciò al fine di accertare sia le modalità operative rimproverate all’accusato sia l’estensione dell’agire che il PP ritiene illecito. Il perito incaricato dell’esame delle numerose cartelle mediche ha, dal canto suo, esaminato parte del materiale sequestrato evidenziando le risultanze del suo esame in un rapporto intermedio intitolato “Sintesi” cui sono allegati 8 classificatori contenenti gli elementi documentali a sostegno del lavoro peritale. In particolare il perito ha inserito in 5 classificatori conteggi assenza/congedi riferiti ad una trentina di pazienti. L’esame di questi limitati casi ha evidenziato ipotesi di reato (“soprassedendo ad una valutazione in merito alla fisioterapia”) per un danno totale di oltre 2,2 mio CHF. Il perito ha annesso al suo lavoro intermedio un classificatore contenente le schede relative alle ipotizzate sovrafatturazioni eseguite dall’accusato in seno al suo studio medico. L’importo ipotizzato malversato ammonta a CHF 2,9 mio.
Pur non essendo stato più interrogato l’accusato, che da ultimo aveva presentato un certificato medico attestante momentaneo impedimento (come evidenziato nella decisione 6 maggio 1999 di questo giudice), l’istruttoria é proseguita mediante audizioni di pazienti in particolare.
Il magistrato é ancora in attesa, da parte delle casse malati e dalla federazione ticinese degli assicuratori malattia, dell’invio della documentazione oggetto di suo ordine. Il lavoro di ricerca e selezione che incombe alle CM appare importante e detta documentazione appare di rilievo per la completa verifica delle ipotizzate malversazioni. Il PP sta procedendo, con la collaborazione della polizia da un lato e le indicazioni del perito, all’audizione dei pazienti che sono stati in cura dell’accusato e che, consapevolmente o meno, sono stati coinvolti nei fatti. Si tratta, a non averne dubbio (poiché lo ricorda anche la CRP nella sua decisione 19 maggio 1999 su ricorso dell’accusato in materia di libertà personale, di poi citata CRP1, al pto. 4 pag. 6 a metà ed in fine al pto. 4.1.), di importanti elementi ai fini dell’istruttoria per accertare l’esatto ruolo di _____________ e per definire il ruolo dei pazienti stessi nonché per accertare con precisione (ciò che solo le deposizioni dei pazienti permetteranno di ottenere) l’ammontare del danno cagionato con l’agire ritenuto illecito dal magistrato inquirente.
Già si é detto che, a fronte della decisione 6 maggio 1999 di questo giudice, con provvedimento non impugnato _____________ é stato trasferito alla __________ sempre in stato di detenzione preventiva.
Con istanza 18 maggio 1999 il PP avv. Marco Bertoli ed il PPG avv. Luca Marcellini hanno postulato la proroga della detenzione preventiva cui é astretto l’accusato sino e compreso il 30 novembre 1999. I magistrati, la firma a due procuratori pubblici é chiaramente dettata dalla pendente (il 18 maggio 1999) istanza di ricusa del PP avv. Bertoli, dopo avere riepilogato i fatti posti alla base del procedimento penale in discussione ritengono l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza per le ammissioni di irregolarità degli interrogati (collaboratori dell’accusato), per gli accertamenti preliminari svolti dal perito tecnico, per le seppur parziali ammissioni dell’accusato stesso. Essi rilevano le diverse tipologie di reato ricapitolate nel verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato, il danno sin qui evidenziato e l’evoluzione dell’istruttoria che ha mostrato nuove situazioni dalla possibile connotazione illecita. I magistrati evidenziano come all’accusato fosse ben chiaro che i congedi (che non formano che una delle tante tipologie di presunte malversazioni) non potessero essere fatturati. Per l’inquirente sussistono inoltre ulteriori e numerosi bisogni istruttori. 130 persone sono già state sentite dalla PS rispettivamente dal PP, con necessità di prospettare integralmente le risultanze di dette deposizioni all’accusato. Accusato che risulta essere lume medico, datore di lavoro e proprietario delle cliniche dove ancora oggi numerose persone interrogate sono attive. Appare necessario, per i PP, procedere sia personalmente sia per il tramite della polizia all’audizione di un numero considerevole di pazienti solo in parte indicati dall’accusato e solo in parte (per la parziale esecuzione dell’esame delle cartelle mediche da parte del perito) identificati. Sembrano ancora necessari numerosi verbali a confronto dato l’atteggiamento processuale assunto dall’accusato (di per se legittimo) che ricusa di riconoscere la propria responsabilità se non per situazioni minori ed in toni minori riversando sulle spalle dei collaboratori (medici, personale amministrativo ed infermieristico) le azioni illecite ad indebito profitto dello stesso accusato e delle cliniche a questi facenti capo. Per i PP appare importante permettere al perito di completare la sua attività ed ottenere la documentazione attesa dalla FTAM ed ancora ulteriori ipotesi di malversazioni sarebbero emerse con riferimento all’AI (con l’indicazione di 481 casi da sottoporre ulteriormente al perito per le sue verifiche). Anche con riferimento alle ipotesi di malversazioni connesse alle sperimentazioni eseguite in accordo con le case farmaceutiche sembra rilevante acquisire completa documentazione per le puntuali verifiche che il caso impone. I magistrati osservano come il compito che li attende ancora appare immane, così come lo é quello del perito incaricato con il rilievo che il Cantone ha dovuto far capo a supplente per i normali compiti che incombono al medico legale. Gli istanti osservano di avere proceduto con celerità ed evidenziano la necessità di
disporre ancora di un termine di 6 mesi, ossia sino e compreso il 30 novembre 1999, per avanzare con l’istruttoria avendo l’accusato privato della sua libertà personale e ciò per evitare rischio di inquinamento probatorio e di collusione. In effetti vi sarebbe concreto rischio di pressione facilmente esercitabile da parte dell’accusato sia nei confronti dei colleghi e collaboratori (comunque ancora dipendenti - in buona parte - delle sue cliniche rispettivamente succubi dello stesso _____________ come gli atti hanno evidenziato) rispettivamente dei pazienti (che per il loro presumibile stato e per il rapporto di fiducia instaurato con il medico potrebbero essere facilmente influenzati). I magistrati indicano che, contrariamente all’assunto difensivo, l’accusato non é confesso.
Dal canto suo il difensore dell'accusato contesta il sussistere di un rischio collusivo a fronte dei numerosi verbali già acquisiti e visto come la documentazione medica sia stata sequestrata.
Richiamando il principio di proporzionalità e la necessità di contenere per quanto possibile la durata della detenzione preventiva la Difesa ritiene che un termine di 30 giorni sia quanto al massimo concedibile al magistrato per porre in essere quegli atti ritenuti imprescindibili. _____________ lamenta di essere stato sentito una sola volta negli ultimi due mesi, contesta le ulteriori argomentazioni di ordine pubblico dei Procuratori Pubblici, postula celere conduzione dell'inchiesta e rammenta la delega alla Polizia dell'audizione dei pazienti.
Alle parti il diritto che regge la materia é noto, basti qui ricordare che l'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).
Come riferito la situazione processuale di _____________ è stata recentemente analizzata dalla Camera dei ricorsi penali con decisione del 19 maggio 1999. Questa autorità ha ritenuto pacifici i gravi indizi di colpevolezza a carico dell'accusato.
Detto presupposto legale va qui oggi pienamente confermato. L'accusato è indiziato di truffa ripetuta e falsità in documenti ripetuta, in correità con terzi. A suo carico vi sono tutta una serie di indizi consistenti in particolar modo negli accertamenti peritali svolti dal dott. __________ deducibili sia dal rapporto intermedio del febbraio scorso, sia dal rapporto denominato "Sintesi" di cui è parola sub. 1. Sussistono poi tutta una serie di deposizioni, in specie di chiamate in correità quali quelle rese dal dott. __________ (comunque posto a confronto con _____________), le deposizioni di __________ per non citarne che alcune.
Dette deposizioni, o perlomeno parti di esse, sono state prospettate all'accusato il quale, come detto, ne ha almeno in parte ricusato il contenuto.
Vanno poi evocate le, seppur parziali, ammissioni di _____________ accompagnate comunque dalla precisazione di consapevolezza dell'illecito agire acquisita solo dopo l'intervento della magistratura.
Le deposizioni agli atti appaiono significative - ancorché il loro contenuto debba essere semmai approfondito e quindi contestato a _____________ - ed indicano la sistematica pratica di ammissioni anticipate e dimissioni posticipate di pazienti, evocano la fatturazione fasulla di prestazioni non coperte dalle casse malati in luogo di prestazioni diverse coperte, ricordano le fatturazioni dello studio secondo direttive di _____________ per orari non corrispondenti - tanto che vi sono fatturazioni per ore di lavoro superiori a quanto un giorno ne contenga - ed attestano (dott. __________) malversazioni in ordine alle sperimentazioni con le case farmaceutiche.
Si tratta di elementi seri e convergenti che imputano all'accusato un agire illecito sistematico, costante nel tempo e riferito ad un danno di tutto rilievo.
Come detto la somma preliminare accertata sin qui, ma l'analisi che incombe al dott. __________ è lungi dall'essere completa, è di 5,1 mio CHF.
Si tratta quindi di elementi sufficienti a giustificare il permanere in carcere di _____________.
Dal profilo delle necessità istruttorie basterebbe fare semplice rinvio a quanto ritenuto dalla Camera dei ricorsi penali nella sentenza citata al suo punto 4.1.
Detta autorità giudiziaria ricorda come l'accusato
"... non abbia fornito all'autorità inquirente una collaborazione piena ed incondizionata, limitandosi a fare ammissioni solo dinnanzi a precise e documentate circostanze di fatto..",
ciò che, per la CRP
"... rende perlomeno verosimile un suo tentativo, qualora posto in libertà provvisoria, di inquinare le prove".
(CRP 19 maggio 1999, pag. 5 in fine, 5 in inizio).
La CRP appare poi particolarmente chiara nell'evidenziare "l'atteggiamento negativo di _____________" riferendosi alle giustificazioni mediche paventate, da un lato, ed al desiderio dei suoi collaboratori di compiacerlo dall'altro.
Questo giudice non può qui far altro che ribadire quanto già espresso nelle decisioni 24 dicembre 1998, 1. marzo 1999 e 15 aprile 1999.
A carico di _____________ sono state in particolare raccolte un numero importante di deposizioni, sia a livello di Polizia sia da parte del PP, e deponenti risultano essere suoi stretti collaboratori in formazione (medici), sia personale infermieristico ed amministrativo dello studio e delle cliniche. Con tali persone l'accusato ha instaurato, prima del suo arresto, stretti rapporti in conseguenza allo svolgimento - fianco a fianco - dell'attività lavorativa in un campo delicato quale quello della medicina psichiatrica. Il rapporto di datore di lavoro (_____________ è ancora proprietario delle cliniche oggetto d'indagine) e collaboratore, che notoriamente si basa sulla fiducia, la collaborazione giornaliera, con conseguenza di delega nello svolgimento delle mansioni, ed il rapporto di subordinazione che ne deriva, oltre che il rapporto di dipendenza conseguente ai ruoli svolti (medici in formazione ed infermieri con professore universitario) sono elementi che lasciano presumere - viste le contrastanti versioni rese dai protagonisti - facile e possibile intervento dell'accusato per ottenere versioni "ammorbidite" o ritrattazioni delle deposizioni raccolte.
A puro titolo esemplificativo bisogna qui ricordare il verbale __________ (v. PP 2.12.1998):
"... era per me tuttavia chiaro che se non rispettavo queste indicazioni ... perdevo il posto di lavoro",
ed ancora il verbale del dott. __________ in merito al collega dott. __________ il quale, con riferimento a "procedure poco corrette" riferite a pazienti non presenti in clinica gestiva in generale detti pazienti e ricorda come questi
"... subiva l'influenza del dott. _____________ nella peggiore delle accezioni. In pratica lui faceva tutto quello che gli chiedeva _____________".
(v. Pol. __________, pag. 2).
Anche __________ rammenta le "pressioni che egli esercitava sul nostro capo clinica" evocando - nell'ambito delle ricerche riferite a case farmaceutiche - che
"... abbiamo fatto sparire dalla clinica tutta la documentazione medica di questi pazienti i cui dati anamnestici erano stati manipolati"
(in questo senso GIAR 1. marzo 1999, pag. 9 in fine e 10 in inizio).
Sussiste quindi, nei confronti delle persone già sentite e collaboratrici / collaboratori rispettivamente colleghi (comunque subalterni di _____________) un forte rischio di collusione.
Ma vi è di più. A ragione, in effetti, il PP avv. Marco Bertoli ed il PPG avv. Luca Marcellini rammentano i risultati delle censure telefoniche poste in essere al momento delle indagini a fronte degli indizi che si raccoglievano.
__________ ha temuto molto per il suo futuro professionale ed ha tentato di contattare l'accusato, ed ancora si vedano le telefonate specificatamente ricordate dai PP nella loro istanza.
Vi è quindi, e lo si ribadisce, un forte rischio di collusione, rischio che appare ancora più elevato nei confronti dei pazienti. L'esame del perito sta evidenziando, come il Rapporto "Sintesi" riferisce, tutta una importante serie di ipotizzate malversazioni sulla pelle delle Casse Malati con l'intervento, consapevole od inconsapevole, di numerosi pazienti.
La CRP (sentenza 19 maggio 1999, pag. 6) evoca un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti
"... i quali, sia per le loro patologie che per il particolare rapporto di fiducia esistente con l'accusato sarebbero da quest'ultimo facilmente influenzabili".
Va qui rilevato come _____________ ben conosca i suoi pazienti - tanto da ricordare (a 10 anni di distanza) che la madre del PP __________ sarebbe stata sua paziente - e li ricorda. D'altro canto invece il PP ed il PPG non hanno ancora proceduto (per tramite del dott. __________) a completare l'esame delle cartelle mediche acquisite e di quelle preannunciate dall'AI.
Il dott. _____________ sa quindi perfettamente chi potrebbe contattare mentre la magistratura non ha ancora identificato i pazienti nell'ambito delle cui cure sarebbero state commesse malversazioni.
A ragione la CRP ricorda poi il legame di fiducia, soprattutto in ambito delicato come quello della medicina psichiatrica, che si instaura tra medico e paziente, rapporto particolarmente forte per l'esistenza del segreto medico che copre tutti gli aspetti delicati che i pazienti possono riferire al medico.
Non solo. La malattia, in particolare quelle nell'ambito del dott. _____________, pone spesso il paziente in condizione di subordinazione nei confronti del medico come l'esperienza insegna.
In questo senso va ritenuto un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti in parte già identificati e sentiti ed in parte ancora da identificare.
Vi sono poi concrete esigenze istruttoria. _____________ deve essere approfonditamente interrogato, gli devono essere prospettati i verbali raccolti (semmai, dopo necessario approfondimento) e deve essere possibile procedere ai necessari confronti. D'altro canto i magistrati ancora attendono documentazione sia dalle Case farmaceutiche interessate alla sperimentazione che dalla FTAM con conseguente necessità di verifica in parallelo con quanto sta svolgendo il perito e con successiva contestazione all'accusato.
Sussistono quindi esigenze istruttorie, rischio di collusione ed inquinamento probatorio, particolarmente forti ed evidenti, tali da giustificare il mantenimento in carcere dell'accusato.
Stanti i gravi indizi di colpevolezza e le necessita istruttorie nonché il rischio di collusione e di inquinamento probatorio non si giustifica esaminare le ulteriori argomentazioni attinenti i motivi di interesse pubblico invocati dalla pubblica accusa.
Resta da esaminare il rispetto del principio di proporzionalità del carcere preventivo sofferto ed ancora prospettabile sia di per sé stesso (ossia riferito alla carcerazione già subita ed alla presumibile durata dell'evasione delle necessità istruttorie ancora incombenti) sia in rapporto alla presumibile pena che la Corte del merito potrebbe infliggere in caso di giudizio di condanna.
Giusta l’art. 102 cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art. 103 CPP).
La prassi del Tribunale federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità, stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b).
Nel caso concreto il procedimento risulta essere estremamente vasto e complesso. Numerosissimi appaiono i collaboratori ed i pazienti sentiti e da sentire, la ricostruzione del danno risulta essere laboriosa e non facile. Restano da acquisire un notevole quantitativo di prove, in specie attraverso audizioni, e resta da completare il lavoro peritale di ricostruzione. Questi elementi, in uno con l'atteggiamento processuale assunto dal dott. _____________ - di per se legittimo ma che impone approfondimento istruttorio non indifferente - giustificano proroga della detenzione preventiva di ulteriori 6 mesi. Al magistrato d'accusa va dato atto di notevole impegno sia riferito alla raccolta delle prove, sia riferito al dispendio di tempo per il doveroso accertamento delle condizioni di carcerazione di _____________ come imposto dalle istanze della difesa.
Le indagini, come detto, sono ben lungi dall'essere concluse.
Il periodo di 6 mesi che viene ulteriormente concesso al magistrato d'accusa risulta rispettoso del principio della proporzionalità anche in considerazione della possibile pena che - in caso di giudizio di colpevolezza - la Corte del merito potrebbe infliggere all'accusato ritenuto l'ampiezza dell'agire illecito rimproverato a _____________, l'entità presumibile del danno ed il ruolo di _____________ nell'ambito delle cliniche e dello Studio.
Il magistrato d'accusa é invitato quindi a volere procedere con la medesima solerzia che sin qui ha contraddistinto il suo agire per evitare un giudizio di merito ritardato nel tempo (si vedano in proposito le DTF Cassazione Penale 30 novembre 1998 in re E.F., A.P. e E.P. dove si ricorda il diritto per ogni accusato a che l'inchiesta e il procedimento penale aperti nei suoi confronti siano portati a compimento senza inutili ritardi, ovvero entro un termine ragionevole, situazione questa certamente voluta in casu anche dalla Difesa).
Visto quanto precede l’istanza di proroga del carcere preventivo va integralmente accolta con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 litt. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
Per i quali motivi,
richiamati gli articoli menzionati e gli art. 103 e 280 e segg. nonché 284 CPP;
decreta
L’istanza 18 maggio 1999 formulata dal Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli e dal Procuratore Pubblico Generale avv. Luca Marcellini é integralmente accolta.
Di conseguenza il carcere preventivo cui é astretto _____________ é prorogato sino e compreso il 30 novembre 1999.
Non si percepiscono tasse e spese.
Avverso la presente decisione in materia di libertà personale é data facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel termine di dieci giorni dall’intimazione.
Intimazione:
all’accusato _____________, per il tramite del patrocinatore avv. __________;
all’avv. __________;
al Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano, con gli atti di ritorno.
al Procuratore Pubblico Generale avv. Luca Marcellini, Lugano
giudice Ivano Ranzanici
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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