AIUTO RICERCA
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Numero d'incarto: 15.2001.301
Data decisione, Autorità: 11.02.2002, CEF
Incarto n. 15.2001.00301
Lugano 11 febbraio 2002 EC/fc/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente Pellegrini e Rusca
segretario:
Cassina, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 8 novembre 2001 di
patr. dall'avv. __________
Contro
l’operato dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano nell’ambito dell’esecuzione dei sequestri n. __________ promossi contro il ricorrente da
__________;
viste le osservazioni:
22 novembre 2001 della Confederazione Svizzera, Berna, dello Stato del Cantone Ticino, Bellinzona, del Comune di __________;
23 novembre 2001 __________, Lugano,
26 novembre 2001 dell’UE di Lugano;
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto:
A. Con tre decreti 17 ottobre 2001 l’Amministrazione dell’imposta federale diretta del Cantone Ticino per la Confederazione Svizzera, la Divisione delle Contribuzioni Ufficio esazione e condoni per il Comune di __________ e per lo Stato del Cantone Ticino hanno sequestrato fino a concorrenza dei crediti in esecuzione a favore della Confederazione Svizzera di fr. 1'130'000.-- oltre interessi al 4.5% dal 18.10.2001 (sequestro n. __________), a favore del Comune di Camorino di fr. 1'750'000.-- oltre interessi al 4.5% dal 18.10.2001 (sequestro n. __________) e a favore dello Stato del Cantone Ticino di fr. 1'750'000.-- oltre interessi al 4.5% dal 18.10.2001 (sequestro n. __________) contro __________:
“nell’appartamento locato al signor __________ tutti i beni mobili, suppellettili domestiche, oggetti di valore, denaro contante, quadri, sculture, nulla escluso intestato o appartenente al signor __________;
nell’autorimessa o nei posteggi tutte le auto di proprietà del debitore sequestrato immatricolate a suo nome o a nome della __________ (società delle quali il signor __________ detiene il capitale azionario – DTF 102 III 165) o intestate alla __________ di __________ ed in particolare:
Ferrari 412, no telaio __________, modello 01.88, di colore nero, targata __________, oppure targa __________;
Ferrari 412, no telaio __________, modello 0.86, di colore grigio, targata __________, oppure targa __________;
Jeep Grand Cherokee, no telaio __________, modello 01.97, colore nero, non immatricolata, oppure __________;
Land Rover, Rangerover 4.6, no telaio __________, modello 09.00, colore verde, non immatricolata, oppure targa __________;
Volvo V70, no telaio __________, modello 01.01, colore blu, targata __________, oppure targa __________;
Jaguar XJ 5.3 C, no telaio __________, modello 01.79, colore blu, non immatricolata, oppure targa professionale __________;
Ferrari 275 GTS, no telaio __________, modello 06.66, colore gialla, targata __________, oppure targa __________;
Ferrari 365 GTC, no telaio __________, modello 06.69, colore nero, targata __________, oppure targa __________;
Jaguar 3.8 Litre, mark 2, no telaio __________, modello 12.63, colore marrone, __________, oppure targa __________;
Ferrari 365 GTB, __________, modello 09.69, colore giallo, __________, oppure targa __________;
Motoveicolo Honda, VF 750 C, no. telaio __________, modello 8.94, colore rosso, __________;
alla __________ (ed in tutte le sue succursali secondo la sentenza BlSchK 2000 p. 142): tutti gli averi, somme, titoli, crediti, pagamenti in uscita, valori, beni di ogni tipo, che si trovino su conti, depositi, relazioni bancarie, “tesori”, oppure in cassette di sicurezza, dei quali il debitore sia titolare, comunque nulla escluso intestato e/o appartenente al debitore o di cui ne sia l’avente di diritto economico;
alla __________, (ed in tutte le sue succursali secondo la sentenza BlSchK 2000 p. 142): tutti gli averi, somme, titoli, crediti, pagamenti in uscita, valori, beni di ogni tipo, che si trovino su conti, depositi, relazioni bancarie, “tesori”, oppure in cassette di sicurezza, dei quali il debitore sia titolare, comunque nulla escluso intestato e/o appartenente al debitore o di cui ne sia l’avente di diritto economico, oppure tutto quanto intestato alla , di cui il signor __________ è detentore del pacchetto azionario ().
B. Lo stesso giorno l’UE di Lugano ha eseguito i decreti di sequestro.
C. Il 17 ottobre 2001 l’Ufficio esazione e condoni ha liberato dai sequestri i beni mobili trovantisi presso l’appartamento del debitore alla __________.
D. Con scritto 17 ottobre 2001 __________ ha comunicato all’UE di Lugano che __________ è titolare di una relazione bancaria con un saldo debitore di CHF 2'327'340.04, valuta 30 settembre 2001 e che a nome di società di cui il sequestrato può economicamente disporre, esistono le seguenti due relazioni:
119.371 __________, con un saldo creditore al 30 settembre 2001 di CHF 6'886.82;
105.035 __________, con un saldo creditore al 30 settembre 2001 di CHF 783.28.
E. Con decreto 19 ottobre 2001 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha sequestrato fino a concorrenza del credito in esecuzione di fr. 2'332'917.45 oltre accessori su istanza della __________ contro __________:
“presso la __________ (ed in tutte le sue succursali): tutti gli averi, somme, titoli, crediti, pagamenti in uscita, diritti valori, beni di ogni tipo, che si trovino su conti, depositi, relazioni bancarie, “tesori”, oppure in cassette di sicurezza, dei quali il debitore sia titolare, comunque nulla escluso intestato e/o appartenente al debitore o di cui ne sia l’avente diritto, oppure tutto quanto intestato alla __________, di cui il signor __________ è detentore del pacchetto azionario;
nell’appartamento alla __________: tutti i beni mobili di ogni tipo, suppellettili domestiche, oggetti di valore, denaro contante, quadri, sculture, nulla escluso intestato o appartenete al signor __________;
nell’autorimessa o nei posteggi attinenti all’appartamento locato al debitore: tutte le auto di proprietà del debitore sequestrato immatricolate a suo nome o a nome __________, o della __________ (società delle quali il signor __________ il capitale azionario) o intestate alla __________ ”.
F. Il 22 ottobre 2001 l’UE di Lugano ha eseguito il decreto di sequestro della Pretore.
G. Con scritto 25 ottobre 2001 la __________ ha comunicato all’UE di Lugano che i sequestri n. __________ hanno avuto esito positivo limitatamente all’importo di USD 1'214'772.
H. Il 26 ottobre 2001 l’UE di Lugano ha notificato al debitore tutti e quattro i verbali di sequestro.
I. Con tempestivo ricorso 8 novembre 2001 __________ ha chiesto “di poter disporre di fr. 5'100.-- mensili durante la procedura di accertamento fiscale”, atteso che:
“negli scorsi giorni, il ricorrente ha ottenuto l’assicurazione da parte dell’Ufficio esazione e condoni, come anche dell’Ufficio federale per le procedure speciali, in merito allo svincolo dei conti bancari intestati alla società __________ potendo in questo modo garantire lo stipendio ai dipendenti, tra cui se stesso. Tuttavia questa misura è assolutamente insufficiente a garantire lo stipendio del signor __________ oltre il corrente mese, in quanto sui conti bancari non vi sono che poche migliaia di franchi, mentre in precedenza la società riusciva a sopravvivere grazie ai cospicui contributi apportati dal titolare, che provvedeva a garantire una costante linea di credito attingendo ai propri conti privati, oggi bloccati da sequestro”;
“secondo quanto prescritto dall’art. 275 LEF, gli art. da 91 a 109 LEF concernenti il pignoramento si applicano anche alla procedura di sequestro. Nel caso che ci occupa, ciò significa che, nonostante il signor __________ sia oggetto di una procedura di sequestro ex art. 271 ss. LEF, egli beneficia tuttavia di quanto disposto dagli art. 92 e 93 LEF. Nell’emissione dei decreti di sequestro concernenti la procedura di accertamento fiscale di cui sono oggetto la società __________, non sono stati eseguiti i necessari accertamenti da parte dell’autorità sequestrante per quanto concerne ciò che serve al ricorrente per il suo sostentamento giusta l’art. 93 LEF. Infatti bloccando società, conti bancari e tutti i suoi averi, il ricorrente è stato privato perfino del minimo vitale in palese violazione degli art. 92 e 93 LEF”;
“Al fine di garantire una dignitosa esistenza e la continuazione del lavoro del signor ________ all’interno delle proprie società chiediamo a questa lod. Camera di concedere al ricorrente di poter disporre di un importo minimo di fr. 5'100.-- al mese da sbloccare dal conto corrente presso la __________ di cui al decreto di sequestro n. __________”.
L. Con scritti 16 novembre risp. 21 novembre 2001 l’Ufficio esazione e condoni ha chiesto all’UE di “svincolare dai sequestri del 17 ottobre 2001 operati nei confronti del signor ________” il conto n. __________ e il conto n. __________ presso la __________. Il 16 novembre risp. il 27 novembre 2001 l’UE di Lugano ha comunicato tali decisioni alla __________.
M. Il 22 novembre 2001 la __________ ha comunicato all’UE di Lugano che il sequestro n. __________ è risultato fruttuoso limitatamente all’importo di USD 1'020'131, rilevando che tale relazione è già stata oggetto di sequestro nell’ambito dei decreti __________.
N. Con osservazioni 22 novembre 2001 la Confederazione Svizzera, lo Stato del Cantone Ticino e il Comune di __________ hanno postulato la reiezione del gravame rilevando che con i sequestri essi non volevano sequestrare delle relazioni bancarie di pertinenza della __________: per questo motivo quindi i creditori hanno già richiesto il dissequestro di tali beni.
A mente dei creditori l’asserzione secondo cui la __________ in passato riusciva a sopravvivere grazie ai cospicui contributi del titolare non sarebbe suffragata da alcun giustificativo: inoltre il ricorrente, prima delle procedure di sequestro poteva disporre dei suoi beni come meglio credeva, ora invece questa sua disponibilità verso gli impegni societari è in palese contrasto con i diritti acquisiti con le procedure di sequestro dai suoi creditori personali.
Gli osservanti hanno rilevato che “il minimo vitale del signor ________ è garantito dalla sua attività alle dipendenze della __________ (i cui sequestri sono stati revocati) e dalle altre attività collaterali (artista, auto d’epoca ….)”.
O. Con osservazioni 23 novembre 2001 __________ ha evidenziato che nessuna delle allegazioni ricorsuali è documentata, ad esempio non sarebbe dato a sapere se “il contributo di Lit. 2'000'000 a favore della figlia __________ è un obbligo statuito giudizialmente e se tale importo è stato nel passato effettivamente corrisposto”. Anche le spese per pigione per l’appartamento presso il suo domicilio in Italia andrebbero documentate.
La creditrice contesta la possibilità di riconoscere, nel calcolo del minimo vitale, delle spese per un appartamento in Ticino o delle spese di trasferta da __________ a __________ “per permettere al debitore escusso di incontrare tre volte la settimana il proprio legale”.
L’osservante asserisce che nell’ambito di pignoramenti concernenti debitori all’estero, la determinazione del fabbisogno deve far riferimento ai costi effettivi presso il domicilio estero e in concreto tenere conto del minor costo della vita in Italia.
P. Con osservazioni 26 novembre 2001 l’UE di Lugano ha postulato la reiezione del gravame evidenziando che le argomentazioni contenute nello stesso non sono suffragate da alcun documento.
Considerato
in diritto:
Essendo state queste due relazioni bancarie dissequestrate, oggetto del contendere risulta essere la questione della limitata sequestrabilità della relazione bancaria presso la __________ e intestata, secondo le asserzioni del ricorrente, alla __________.
a) Per l’art. 248 cpv. 1 primo periodo della Legge Tributaria del 21 giugno 1994 (in seguito: LT), se il debitore d’imposta o di multa non ha domicilio in Svizzera o se i diritti del fisco sembrano pregiudicati, l’autorità fiscale può chiedere in ogni tempo, anche prima che l’imposta sia accertata definitivamente, delle garanzie, impregiudicato il diritto di chiedere il sequestro. Secondo l’art. 249 LT la decisione di richiesta di garanzia è parificata al decreto di sequestro ex art. 274 LEF e il sequestro è eseguito dal competente ufficio di esecuzione, atteso tuttavia che contro la decisione dell’autorità fiscale non è ammessa l’opposizione al sequestro ex art. 278 LEF. L’art. 251 cpv. 2 LT stabilisce inoltre che il sequestro o la garanzia possono essere estesi anche all’imposta comunale.
b) Anche l’art. 169 della Legge federale sull’imposta federale diretta del 14 dicembre 1990 (in seguito: LIFD) prevede che se il contribuente non ha domicilio in Svizzera o se il pagamento dell’imposta sembra compromesso l’autorità fiscale può chiedere delle garanzie. Per l’art. 170 LIFD la decisione di richiesta di garanzia è inoltre parificata al decreto di sequestro ex art. 274 LEF e il sequestro è eseguito dal competente ufficio di esecuzione (cpv. 1), atteso che anche in materia di richiesta di garanzie ex LIFD non è ammessa l’opposizione al sequestro ex art. 278 LEF (cpv. 2).
c) Per l’art. 272 cpv. 1 LEF il sequestro viene concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni se il creditore rende verosimile l’esistenza di un credito non garantito da pegno, di una causa di sequestro ex art. 271 cpv. 1 n.1-5 nonché di beni appartenenti al debitore. Prima di concedere il sequestro il giudice esamina in particolare, sulla base dei soli elementi addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza dei presupposti (materiali) del sequestro di cui all’art. 272 LEF. Il giudice incarica poi dell’esecuzione del sequestro l’ufficiale o altro funzionario o impiegato a cui comunica il decreto di sequestro (art. 274 LEF), il quale procederà in applicazione analogica delle norme da 91 a 109 LEF concernenti il pignoramento (art. 275 LEF). Contro l’errata esecuzione del decreto di sequestro ad opera dell’organo esecutivo - in violazione cioè delle norme sul pignoramento - è data la facoltà di ricorso ex art. 17 LEF all’autorità cantonale di vigilanza (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. II, Zurigo 1997/1999, n.5, 8 ad art. 275 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §51 n.76, p.421).
Se l’autorità di sequestro concede per errore un sequestro benché ne manchino gli elementi essenziali, l’Ufficio di esecuzione è tenuto, in linea di principio, ad eseguire comunque il decreto. Il potere d’esame dell’organo esecutivo è infatti assai limitato se raffrontato a quello del giudice del sequestro, atteso che al primo non è possibile la verifica delle condizioni di merito da cui dipende la concessione del sequestro, salvo casi limite dove la nullità del decreto di sequestro è manifesta: in tal caso l’organo d’esecuzione deve rifiutare l’esecuzione del sequestro con provvedimento suscettibile di ricorso ex art.17 LEF all’autorità di vigilanza (DTF 114 III 89 cons.2a; Hans Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol.III, n.11ss. ad art. 275 LEF; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, op.cit., n.2ss. ad art. 275 LEF; Amonn/Gasser, op. cit., §51 n.49 e 50, p.416; Betrand Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.487). Egli deve invece verificare sempre la regolarità formale del decreto di sequestro nel senso che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF, ritenuto che carenze o formulazioni insufficienti avranno come conseguenza la non esecuzione del sequestro (cfr. DTF 107 III 37; Amonn/Gasser, op.cit., §51 n.76, p.421; Reiser, op.cit., n.12 ad art. 275 LEF; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.384 s.).
In relazione ai beni da sequestrare il Tribunale federale -anche per supplire alla carenza di efficaci mezzi di difesa contro il decreto di sequestro sotto l’imperio del vecchio diritto- ha in particolare ammesso il rifiuto dell’esecuzione di un decreto - rispettivamente il ricorso ex art. 17 LEF contro la sua eventuale esecuzione - quando i beni ivi indicati non esistono (DTF 107 III 37, 105 III 141 e 80 III 87), quando i beni sono impignorabili (DTF 107 III 37, 106 III 106, 76 III 35), quando i beni si trovano fuori della giurisdizione del circondario di esecuzione (DTF 107 III 37, 80 III 126 e 75 III 26 cons.1), quando per ammissione stessa del creditore o per evidenza manifesta i beni appartengono a un terzo (DTF 109 III 124 cons. 6,106 III 88,105 III 114 cons.4, 104 III 58-59 cons.3), quando per ammissione stessa del creditore o per evidenza manifesta i beni appartengono a uno Stato estero e si riferiscono a fatti ex iure imperii (DTF 108 III 109), quando il sequestro è stato ottenuto in violazione del principio della buona fede (DTF 112 III 51, 108 III 104s. e 120 s., 107 III 38105 III 18).
Dal 1° gennaio 1997, con l’entrata in vigore della revisione parziale della LEF del 16 dicembre 1994, contro il decreto di sequestro è data a chi è toccato nei suoi diritti la via dell’opposizione ex art. 278 cpv.1 LEF: in tal caso il giudice (del sequestro) sottopone il decreto di sequestro a un nuovo esame, dando agli interessati la possibilità di esprimersi e di addurre fatti nuovi (art. 278 cpv.2 LEF). Con l’opposizione si possono contestare sia l’esistenza dei presupposti (materiali) della concessione del sequestro (verosimiglianza del credito non garantito da pegno, della causa di sequestro invocata, dell’esistenza dei beni indicati rispettivamente della loro appartenenza al debitore) che la regolarità della procedura di concessione del sequestro (carenza di presupposti processuali, violazione di trattati internazionali) che altri motivi di nullità del sequestro (cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §51 n.68 p.419s.; Reiser, op.cit. n.8s. ad art. 278 LEF; Reeb, op.cit., p.477). La decisione sull’opposizione può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni all’autorità giudiziaria superiore (art.278 cpv.3 primo periodo LEF) - nel Cantone Ticino alla Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF e art.14 e 22 lett.c LOG), rispettivamente, in caso di valore inferiore agli 8’000.-- franchi , alla Camera di cassazione civile con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF e art. 5, 13 e 22 lett.b LOG). L’introduzione dell’istituto dell’opposizione - con possibilità di ricorso - contro il decreto di sequestro permette di ridefinire il campo di applicazione del ricorso ex art.17 LEF, riservandolo in sostanza - salvi i casi di manifesta nullità - alla verifica formale del decreto di sequestro e alle censure propriamente connesse all’esecuzione del provvedimento da parte dell’organo esecutivo (Reeb, op.cit., p.477; Reiser, op.cit. n.14s. ad art. 275 LEF).
Giusta l’art. 170 cpv. 2 LIFD, non è ammessa l’opposizione ex art. 278 LEF contro la decisione di richiesta di garanzie emanata dall’autorità cantonale fiscale e parificata, in virtù dell’art. 170 cpv. 1 LIFD, al decreto di sequestro ex art. 274 LEF. I diritti fiscali cantonali prevedono la stessa regolamentazione in materia di imposte dirette (cfr. art. 249 LT). La limitazione di potere di cognizione dell’ufficio di esecuzione vale tuttavia pure rispetto a questi tipi di decreti di sequestro, visto che possono essere contestati con ricorso di diritto amministrativo davanti al Tribunale federale, entro trenta giorni dalla notificazione (cfr. art. 169 cpv. 3 LIFD), il quale gode di un pieno potere di cognizione (cfr. art. 104 lett. c OG) e potrebbe quindi esaminare anche la questione della titolarità dei diritti sequestrati (cfr. FF 1991 III 123-124, ad n. 208.7 i.f.). Lo stesso vale per il diritto cantonale: infatti, il diritto fiscale del Cantone Ticino prevede un ricorso alla Camera di diritto tributario del Tribunale di appello (art. 248 cpv. 3 LT).
Con il gravame il ricorrente ha chiesto di poter disporre durante la procedura di accertamento fiscale di fr. 5'100.-- mensili, “da sbloccare dal conto corrente presso la __________, Lugano, intestato alla società __________ ”, asseverando che il dissequestro dei conti presso la __________, intestati alla __________ e alla __________ non sarebbe misura sufficiente a garantirgli lo stipendio oltre il corrente mese, in quanto sui conti bancari vi sono pochi soldi, mentre in precedenza le società riuscivano a sopravvivere grazie ai cospicui contributi apportati dal titolare, che provvedeva a garantire una costante linea di credito attingendo ai propri conti privati, oggi bloccati da sequestro. Bloccandogli tutti i suoi conti privati, il ricorrente sarebbe pertanto stato privato del minimo vitale.
a) Giusta l’art. 275 LEF all’esecuzione del sequestro si applicano per analogia gli articoli da 91 a 109 LEF concernenti il pignoramento. Per l’art. 93 cpv. 1 LEF ogni provento del lavoro, gli usufrutti e il loro prodotto, le rendite vitalizie e gli alimenti, le pensioni e le prestazioni di qualsiasi tipo destinate a risarcire una perdita di guadagno o una pretesa derivante dal diritto al mantenimento, segnatamente le rendite e le indennità che non sono impignorabili giusta l’art. 92, possono essere pignorati in quanto, a giudizio dell’ufficiale, non siano assolutamente necessari al sostentamento del debitore e della sua famiglia;
b) Ogni provento del lavoro può essere pignorato per la parte eccedente il minimo di esistenza dell’escusso (cfr. art. 93 cpv. 1 LEF). Questa regola, che va applicata d’ufficio, è anche applicabile in materia di esecuzione del sequestro (cfr. art. 275 LEF; Reiser, op. cit., n. 65 ad art. 275; Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 11 ad art. 93);
c) Per “provento del lavoro” si intende ogni prestazione, in denaro o in natura, costituente la retribuzione di un lavoro personale, svolto sia quale dipendente che quale indipendente (cfr. Georges Vonder Mühll, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. II, n. 3 ad art. 93; Gilliéron, op. cit., n. 26 ad art. 93, con rif.). In particolare ricadono pure sotto questa nozione le somme effettivamente percepite o dovute al gerente di una società anonima (cfr. DTF 85 III 44-45). Invece i frutti naturali e civili (pigioni, affitti) di fondi che sono proprietà dell’escusso non rispondono alla definizione di “provento del lavoro” e nemmeno sono da considerare quali “prodotti” di “usufrutti” (recte: capitali) ai sensi dello stesso art. 93 cpv. 1 LEF (cfr. DTF 94 III 11-12); l’ufficio deve comunque prelevare da essi quanto sia necessario al sostentamento del debitore e della sua famiglia (cfr. DTF 64 III 106-107; Vonder Mühll, op. cit., n. 6 ad art. 93; Gilliéron, op. cit., n. 46 ad art. 93), importo che viene calcolato conformemente alle regole sviluppate in base all’art. 93 LEF (cfr. DTF 94 III 15-16; Gilliéron, op. cit., n. 14-15 ad art. 103). Ciò vale anche per i redditi, interessi e dividendi di diritti patrimoniali mobiliari pignorati o sequestrati, quando l’intero patrimonio dell’escusso è stato pignorato o sequestrato (cfr. DTF 64 III 105-107; 83 III 111; Gilliéron, op. cit., n. 16 ad art. 103).
d) In concreto appaiono sequestrati tutti i beni patrimoniali del ricorrente: visti gli importi delle pretese vantate dai creditori sequestranti è del resto probabile che se esistessero indizi concreti dell’esistenza di altri diritti patrimoniali anche questi sarebbero stati sequestrati.
e) All’UE di Lugano va quindi ordinato il calcolo del minimo di esistenza di ________ tenendo conto che il suo domicilio è in Italia e la riconsiderazione dei provvedimenti impugnati, tenuto conto di tutti i redditi conseguiti dal ricorrente, in particolare dei redditi che lo stesso, come asserito con osservazioni 22 novembre 2001 dalla Confederazione Svizzera, dallo Stato del Cantone Ticino e dal Comune di __________, percepirebbe per la sua attività presso la __________ (i cui sequestri sono stati revocati) e per altre attività collaterali (artista, auto d’epoca).
I provvedimenti impugnati vanno tuttavia confermati fino alla loro riconsiderazione, in funzione del carattere cautelare dei sequestri.
Se necessario alla copertura del minimo di esistenza di ________, l’ufficio darà ordine alla __________ di mettere a disposizione del ricorrente, ogni mese, l’importo impignorabile accertato nella decisione di riconsiderazione, attingendo ai redditi, ma non all’importo capitale, dei conti sequestrati.
Sulle tasse occorre ricordare che ‑ benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 ad art. 81, p. 804) ‑ siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 92, 93, 271, 272, 274, 275, 278 LEF, 169, 170 LIFD; 248, 249, 251 cpv. 2 LT; 5, 13, 14, 22 LOG; 22 LALEF; 61 e 62 OTLEF,
pronuncia:
1.1. Le diffide 17 ottobre 2001 e 22 ottobre 2001 emesse dall’UE di Lugano nei confronti della ________ e della _____________ in esecuzione dei decreti di sequestro n. _____________ sono confermate.
1.2. L’incarto è retrocesso all’UE di Lugano affinché proceda alla riconsiderazione dei provvedimenti impugnati nel senso del considerando 8. e).
Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
Intimazione:
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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