AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 15.1995.00027
Data decisione, Autorità: 19.05.1995, CEF
Incarto n. 15.95.00027
Lugano 19 maggio 1995/C/fc/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini e Zali
segretario:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sul reclamo 10/11 gennaio 1995 di
contro
l’operato dell’ dell'Ufficio di esecuzione e fallimenti di __________ nella procedura dipendente dal sequestro n. __________ decretato contro il reclamante il 29 dicembre 1994 dal Pretore di __________ su istanza di
patr. dall'avv. __________
viste le osservazioni:
31 gennaio 1995 di __________
8 febbraio 1995 dell’UEF di __________;
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto:
A. Con decreto 29 dicembre 1994 il Pretore di __________ ha sequestrato, su istanza di __________, un “credito di Fr. 4’100.-- vantato __________ limitatamente al credito vantato” di Fr. 2’515.95.
B. L’UEF di __________ ha eseguito il sequestro il 30 dicembre 1994.
C. Con tempestivo reclamo 10/11 gennaio 1995 __________ ha chiesto di annullare il sequestro perché “non è stata accertata l’esatta parte creditrice dell’oggetto sequestrato”. Infatti il credito sequestrato “è dei figli del reclamante, proprietari della condotta d’acqua danneggiata e coperta dall’assicurazione sopra indicata (che ha appunto riconosciuto un’indennità di Fr. 4’048.90)”.
D. Con osservazioni 31 gennaio 1995 __________ ha postulato la reiezione del gravame asseverando che il credito di Fr. 4’100.-- nei confronti __________ è di spettanza del debitore, perché “ha rilasciato una fattura a proprio nome, ritenuto che ha eseguito personalmente il lavoro”.
A mente dell’osservante il decreto di sequestro “non può formare oggetto di ricorsi innanzi all’Autorità di vigilanza, specie nel caso in cui in discussione è unicamente la causa del sequestro (art. 279 cpv. 2 LEF)”.
Per __________ “nella misura in cui si contesta la proprietà del credito sequestrato, compete all’ufficio di esecuzione e fallimenti assegnare un termine giusta l’art. 109 LEF”.
E. L’UEF di __________ ha chiesto che il gravame venga respinto e che l’Autorità di vigilanza gli ordini di procedere ex art. 106-109 LEF.
L’ufficio assevera che “il creditore non è tenuto a presentare alcun documento giustificativo a sostegno dell’effettiva esistenza dell’oggetto del sequestro”. A mente dell’UEF nel caso in cui i terzi proprietari del credito, ossia i figli, “rivendicano l’oggetto del sequestro (ora in possesso di una quarta parte in causa), l’ufficio, ai sensi dell’art. 106 ss. LEF, deve impartire ai terzi o al creditore un termine di dieci giorni per inoltrare un’azione di rivendicazione presso l’autorità giudiziaria competente”.
Motivo del reclamo sarebbe “il mancato accertamento sull’esatta appartenenza dell’oggetto del sequestro”.
L’ufficio assevera che “il potere di esame dell’Autorità di vigilanza non può estendersi là dove l’ufficio stesso non è competente”.
Considerato
in diritto:
La via del reclamo è data contro l’esecuzione del sequestro ad opera dell’organo d’esecuzione (cfr. Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1993, § 51 m. 62; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, Losanna 1993, p. 385).
Il creditore sequestrante deve fornire all’autorità del sequestro (pretore) le indicazioni su tutti gli elementi che devono formare oggetto del decreto e che sono enumerati all’art. 274 cpv. 2 LEF.
a) Se il pretore concede per errore un sequestro benché ne manchino gli essentialia, l’UEF deve comunque in principio eseguirlo: il suo potere d’esame è infatti assai limitato, se raffrontato a quello del pretore, atteso che non gli è assolutamente possibile verificare le condizioni materiali del sequestro (salvo casi limite dove il principio dell’economia processuale prevale sul dogmatismo fondato su poteri di cognizione sostanzialmente diversi: ad esempio, se esiste contestazione sulla proprietà dei beni da sequestrare e se la proprietà del terzo è perfettamente chiara, l’UEF deve rifiutare l’esecuzione del sequestro con provvedimento suscettibile di reclamo ex art. 17 LEF all’autorità di vigilanza).
b) L’UEF deve invece verificare la regolarità formale del decreto di sequestro nel senso che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF, atteso che carenze o formulazioni insufficienti trarranno seco la non prosecuzione del sequestro (cfr. DTF 107 III 37; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A.F. cons. 1; Gilliéron, op. cit., p. 384-385).
a) i beni da sequestrare sono impignorabili (DTF 107 III 37, 106 III 106 e 76 III 34-35; Gilliéron, op. cit., p. 384; Amonn, op. cit., § 51 m. 45; Hans Ulrich Walder-Bohner, Fragen der Arrestbewilligungspraxis, Zurigo 1982, p. 46 m. 93);
b) i beni da sequestrare sono fuori della giurisdizione del circondario di esecuzione (DTF 107 III 37, 80 III 126 e 75 III 26 cons. 1; Gilliéron, op. cit., p. 384; Amonn, op. cit., § 51 m. 45);
c) i beni da sequestrare non esistono (DTF 107 III 37-38, 105 III 141 e 80 III 87; Gilliéron, op. cit., p. 385; Amonn, op. cit., § 51 m. 45);
d) i beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta, appartengono a un terzo (DTF 109 III 124 cons. 6, 105 III 114 cons. 4 e 104 III 58-59 cons. 3; Gilliéron, op. cit., p. 385; Amonn, op. cit., § 51 m. 45);
e) i beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta, appartengono a uno stato estero e si riferiscono a fatti ex jure imperii (DTF 108 III 109; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A.F. cons. 1e; Gilliéron, op. cit., p. 385; Amonn, op. cit., § 51 m. 45);
f) il sequestro è stato ottenuto in violazione del principio della buona fede ex art. 2 cpv. 1 CC (DTF 112 III 51, 108 III 104-105 e 120-121, 107 III 38 cons. 4; Gilliéron, op. cit., p. 385; Amonn, op. cit., § 51 m. 45).
La tesi del reclamante è in sostanza incentrata sull’ipotesi di cui sopra al punto 3d), nel senso che il credito da sequestrare, per evidenza manifesta, non appartiene al debitore sequestrato bensì ad un terzo, segnatamente ai figli, pretesi “proprietari della condotta d’acqua danneggiata e coperta dall’assicurazione”.
La nozione di manifesta evidenza della proprietà di terzi sui beni sequestrati esige che sia di immediata comprensione, per l’organo d’esecuzione chiamato ad eseguire con celerità il decreto pretorile di sequestro, che i beni di cui si chiede che siano materialmente messi sotto sequestro non siano di proprietà del debitore sequestrato: ciò sarà il caso quando il creditore stesso indicherà siffatta circostanza (la cui portata giuridica sia sfuggita al Giudice del sequestro), come pure quando solo l’esecuzione permetterà di stabilire con immediata ed inconfutabile certezza tale elemento (ad. es.: se è chiesto il sequestro di un fondo -indicato di proprietà del sequestrante- ma in sede di esecuzione si constata che è iscritto a registro fondiario definitivo come proprietà di un terzo).
Nel caso di specie, ritenuta l’assenza di qualsiasi documentazione versata agli atti dalle parti, all’autorità d’esecuzione (Ufficio d’esecuzione, rispettivamente Autorità di vigilanza), il cui potere di cognizione nella procedura di sequestro è sostanzialmente limitato agli aspetti formali, non è consentito di determinarsi sull’effettiva appartenenza del credito sequestrato: in assenza di evidenza manifesta che il bene sequestrato appartenga esclusivamente a terzi (i figli del qui reclamante), ciò che si verifica solitamente quando il creditore stesso gli attribuisce la proprietà in questione (DTF 112 III 56), il reclamo va pertanto respinto.
Visto l’esito del gravame, avuto riguardo al fatto che __________ rivendica per i figli l’esclusiva proprietà dei beni sequestrati, l’UEF di __________ dovrà aprire la procedura di rivendicazione ex art. 106-109 LEF, applicabili pure nei casi di sequestro per il rinvio dell’art. 275 LEF (DTF 107 III 39; Amonn, op. cit., § 51 m. 46; Gilliéron, op. cit., p. 386).
Ne consegue la reiezione del gravame.
Non si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 2 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamati gli art. 17, 106-109, 274 cpv. 2 e 275 LEF
PRONUNCIA:
1.1. E’ fatto ordine all’UEF di __________ di dare inizio alla procedura di rivendicazione ex art. 106-109 LEF.
Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.
Intimazione a: _______________
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente La segretaria
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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