AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: INC.2001.5804
Data decisione, Autorità: 20.03.2001, GIAR
N. 58.2001.4 M Lugano, 20 marzo 2001
IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E DELL'ARRESTO
DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO
sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 15 marzo 2001 da
____________,
(difeso di fiducia dall’avv. __________)
e trasmessa in data 20 marzo 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico dott. __________;
convocati gli interessati in data odierna per udienza ex artt. 108 cpv. 2 e 283 CPP;
ritenuto e considerato
in fatto ed in diritto:
che:
____________ è stato tratto in arresto in data 29 gennaio 2001 mentre accompagnava una ragazza da lui sequestrata a prelevare il denaro per il riscatto di lei (v. rapporto d’arresto 29 gennaio 2001, inc. Giar 58.2001.1 doc. 2). Il giorno successivo, questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione della promozione dell’accusa per titolo di estorsione, coazione sub. minaccia, esposizione a pericolo della vita altrui, infrazione alla LFArmi (inc. Giar cit., doc. 3 e 1);
in prosieguo d’inchiesta, l’accusato ha parzialmente ammesso gli addebiti, negando tuttavia di aver direttamente minacciato la vittima con la pistola trovata in suo possesso al momento dell’arresto, ed in particolare di aver voluto incutere timore alla ragazza, allo scopo di recuperare l’ingente somma di denaro datole (asseritamente circa fr. 12'000.—);
è parimenti emerso il consapevole coinvolgimento della moglie dell’accusato e di ____________, amico dell’accusato e, nel contesto che qui interessa, autista;
in data 13 marzo 2001, il precedente difensore avv. __________ ha inoltrato l’istanza qui discussa (inc. Giar 58.2001.4 doc. 2), fondata essenzialmente sul fatto che vittima ed accusato sarebbero stati ripetutamente sentiti dagli inquirenti, e che dunque non sussisterebbe più pericolo di collusione (loc. cit., pto. 2 p. 2-3); che neppure sussisterebbe pericolo di fuga, avendo l’accusato in Ticino il centro dei propri interessi (loc. cit., pto. 3 p. 4); che la gravità dei fatti sarebbe mitigata dall’aver egli agito in preda ad una “situazione emotiva collegabile alla passione amorosa sentita per la vittima” (loc. cit., pto. 4 p. 4), ciò che escluderebbe pericolo di recidiva; che, da ultimo, l’accusato va incontro ad una pena detentiva sospesa condizionalmente (loc. cit., pto. 6 p. 5);
il preavviso negativo 15 marzo 2001 del magistrato inquirente (inc. Giar 58.2001.4 doc. 1), sui fatti, evidenzia soprattutto la particolare gravità dei reati e l’agire dettagliatamente programmato da parte dell’accusato (loc. cit., p. 2);
ritiene dato un altissimo pericolo di collusione, dovuto al fatto che gli altri protagonisti della vicenda (la moglie e l’amico __________) siano in libertà, e che nonostante avvertiti abbiano discusso “ampiamente dei verbali di polizia” (ibid.). Sussisterebbe poi pericolo di fuga, avendo l’accusato qui perso il lavoro ed accumulato ingenti debiti, ed inoltre avendo espressamente dichiarato agli inquirenti di voler tornare nel proprio Paese d’origine, il Portogallo (ibid.). Da ultimo, il Procuratore Pubblico segnala che sarebbe pendente contro ____________ un’altra denuncia per appropriazione indebita (loc. cit., p. 3);
convenuti avanti a questo giudice in data odierna, ore 17.10, hanno dichiarato:
avv. __________, nuovo difensore di fiducia dell’accusato:
si limita qui a contestare quanto argomentato dall’on. PP in relazione alle condizioni di arresto; in effetti nel preavviso negativo vi sono pure valutazioni di puro merito, che troveranno spazio solo nel pubblico dibattimento. Il fatto che a carico di ____________ sia pendente una denuncia per titolo di appropriazione indebita è irrilevante, in quanto non vi è promozione d’accusa. (la PP precisa che vi è notifica). L’abbondanza di particolari in detto preavviso evidenzia come l’inchiesta sia (lodevolmente) avanzata, con tanto di confronto già effettuato tra __________ e ____________. I verbali agli atti evidenziano che, se anche ammessi, i reati non sono di particolare gravità, visti anche il soggetto dei medesimi. Per quanto attiene ai bisogni istruttori, non vi è rischio di collusione sufficiente (ritenuto che rischio di collusione astratto, per definizione, esiste sempre in prevenuto a piede libero): in realtà, l’unico atto istruttorio non ancora compiuto è il confronto tra i coniugi ____________, che neppure va necessariamente fatto, stante l’assenza fra di essi di particolari punti di contrasto istruttori. Infine, un domiciliato coniugato non ha alcune rilevante pericolo di fuga (la menzione della volontà di ritorno in Portogallo è da contestualizzare nel verbale nel quale è stata espressa, ed è stata successivamente precisata nel contenuto). In conclusione, la difesa chiede al Giar di considerare anche la personalità del prevenuto emergente dai suoi verbali, che di tutta evidenza mostrano un grande pasticcione, ma nulla dell’uomo pericoloso che giustifichi, a questo stadio d’inchiesta, il mantenimento della sua detenzione preventiva.
Procuratore Pubblico dott. __________:
si rimette alle osservazioni di cui al preavviso negativo, richiamandone integralmente le motivazioni, Fa rilevare che quelle che l’avvocato difensore chiama osservazioni di merito, non sono altro che osservazioni attinenti alle modalità esecutive dei reati di cui è accusato ____________, che meglio definiscono la pericolosità di tale soggetto. Al riguardo si richiamano infatti le minacce profferito all’indirizzo dell’avv. __________ in occasione di un verbale di conferma 5 febbraio 2001.Fa rilevare inoltre che ____________ è disoccupato, e non ha particolari legami con il nostro territorio. La moglie è unicamente a beneficio di un permesso di dimora. I reati di cui deve rispondere, unitamente alla gravità degli stessi, potrebbero facilmente condurre ____________ a lasciare la Svizzera ed a rimpatriare in Portogallo. Il pericolo di fuga, pertanto, è più che mai attuale e concreto. A ciò deve essere aggiunto il rilievo, quo al pericolo di collusione, che la moglie rispettivamente ____________ saranno chiamati a rispondere di correità sub complicità nei reati commessi da ____________. Si rende pertanto necessaria la conferma, dinnanzi alla sottoscritta, dei verbali di tali persone, prima ancora di procedere ad ulteriori interrogatori di ____________, per eliminare eventuali contraddizioni nelle rispettive versioni. Prende atto che l’avvocato difensore ha riconosciuto la celerità nella conduzione dell’inchiesta, che sarà altrettanto celermente conclusa. dopo l’effettuazione di questi ultimi verbali d’interrogatorio, si procederà infatti con la formalità del deposito atti e, in assenza di complementi istruttori, alla chiusura dell’istruzione formale. La PP rileva infine, vista la gravità dei reati di cui ____________ è accusato, la proporzionalità della carcerazione preventiva sin qui sofferta dallo stesso. Per tutti questi motivi, viene postulata la reiezione dell’istanza di libertà provvisoria.
(la Procuratrice Pubblica lascia l’udienza alle ore 17.30);
a domanda del Giar, la segretaria giudiziaria avv. __________ precisa che contro ____________ è aperto un incarto per appropriazione indebita a seguito di denuncia del precedente datore di lavoro. Dal canto suo, ____________ ha inoltrato contro-denuncia contro gli stessi per denuncia mendace, diffamazione, calunnia, violazione della legge sul razzismo e sviamento della giustizia. Entrambi gli incarti sono del dicembre 2000. Per entrambi è già stato steso il rapporto di polizia giudiziaria;
l’avv. __________ rileva che nell’incarto che qui ci occupa non vi è traccia degli incarti menzionati dall’accusa, cosicché essi neppure devono essere posti a fondamento di qualsivoglia negazione della libertà personale. Si evidenzia comunque che uno dei due concerne il prevenuto come querelante, e quindi non può certo ostare alla concessione della libertà provvisoria, mentre l’altro vede il rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria già allestito, così che non può fondare alcuna esigenza istruttoria nell’ottica del mantenimento della detenzione;
l'art. 95 CPP
i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) – ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);
con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità concludere per la presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di ____________, e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti, da lui peraltro ammesso – almeno in linea di principio – sia avanti agli inquirenti (v. verbale MP 5 febbraio 2001, inc. MP doc. 9, passim) che in sede di udienza di conferma dell’arresto (v. verbale GIAR 30 gennaio 2001, cit., p. 2). I sottili distinguo che la difesa propone in merito al movente dell’accusato ed alle modalità operative (v. ad esempio istanza, cit., pto. 4 p. 4) rappresentano, a non dubitarne, obiezioni che vorranno approfondimento. Tuttavia, trattandosi di obiezioni di natura sostanziale, esse competono alla corte di merito e non a questo giudice – nell’ambito delle proprie competenze limitate alla valutazione della legittimità della carcerazione preventiva, unicamente autorizzato ad un esame sommario di verosimiglianza del grado di responsabilità dell’accusato istante (v., come qui, anche la decisione 19 aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR 124.2000.2 consid. 2b p. 4). E, almeno nell’ottica di mera verosimiglianza, gli argomenti che il magistrato inquirente apporta a suffragio dell’ipotesi accusatoria da lui sostenuta non sono peregrini al punto da far apparire la stessa tendenzialmente o preponderantemente insostenibile, così come – di converso – gli argomenti addotti dalla difesa non convincono immediatamente dell’innocenza di ____________;
indubbiamente numerose sono ancora le esigenze istruttorie da esperire, segnatamente l’audizione di altre persone ruotanti intorno alla vicenda (non ancora sentite), poi il verbale di conferma avanti al Procuratore Pubblico di ____________ e __________, semmai i confronti fra le stesse se le loro versioni dovessero discordare, e meglio come esposto in sede d’udienza odierna dal magistrato inquirente. Resta infine da chiarire la provenienza dei fr. 1'500.—impiegati da ____________ per l’acquisto della pistola;
tutti i passi d’inchiesta descritti esigono manifestamente il mantenimento in carcere almeno dell’attore principale qui istante, troppo evidente essendo il pericolo che, altrimenti, possano verificarsi irreparabili atti di inquinamento delle prove, segnatamente la presa di indebiti contatti con terzi coinvolti ma non ancora sentiti, sì da concordare con loro una versione unitaria da ammannire agli inquirenti (come già avvenuto con la moglie e l’amico dell’accusato, v. preavviso negativo, cit., p. 2; verbale MP ____________ 6 febbraio 2001, inc. MP doc. 12 p. 4);
il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato, fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto, l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di imminente pubblicazione);
nel caso di specie, serio e concreto pericolo di fuga deriva già dal fatto che l’accusato istante ha espresso la chiara intenzione di fare rientro al proprio Paese (v. verbale MP 5 febbraio 2001, inc. MP doc. 9, p. 7 in fine), ipotesi senz’altro realistica visto l’assenza di radicati legami con il Ticino (già divorziato, era sul punto di chiedere il divorzio pure dall’attuale moglie, che in tale caso perderebbe il permesso di dimora, v. verbale MP di lei del 6 febbraio 2001, cit., p. 2) e l’ingente consistenza dei debiti da lui accumulati. Tutto ciò, unito alla prospettiva quanto mai concreta di una lunga pena detentiva da espiare, potrebbe effettivamente indurlo a privilegiare la scelta della latitanza all’eventualità di affrontare il pubblico dibattimento e l’espiazione della pena;
ci si può esimere, in questa sede, dall’affrontare il pericolo di recidiva, neppure sollevato dal magistrato inquirente in sede di preavviso negativo, e comunque apertamente contestato dall’accusato in sede d’istanza. Tuttavia, emerge dall’incarto come l’accusato abbia esternato minacce nei confronti degli inquirenti (v. verbale MP 5 febbraio 2001, cit., p. 4-5): questa constatazione, accompagnata dai fatti di cui è accusato, di estrema gravità, lasciano nascere il fondato dubbio che ____________ possa essere persona pericolosa per la società. La questione, come già detto, può essere lasciata in sospeso, tanto più che il sospetto di pericolo di recidiva andrebbe comunque ad aggiungersi ai già accertati pericoli di inquinamento delle prove e di fuga;
sulla proporzionalità del carcere preventivo sofferto e prospettabile, va rilevato d’ufficio come l’inchiesta non sia proceduta con speditezza esemplare: l’ultimo interrogatorio dell’accusato risale infatti allo scorso 22 febbraio 2001, senza che l’impossibilità di procedere ad ulteriori e conclusive audizioni sia stata resa plausibile. D’altro canto, è pur vero che soprattutto la gravità soggettiva degli atti commessi dell’accusato esige dettagliato ed approfondito esame, anche di circostanze solo apparentemente marginali. Vi è poi da ribadire il timore che l’accusato possa rappresentare pericolo per la società; il corrispondente interesse pubblico, nel caso concreto, deve prevalere sulla mera constatazione di lieve ritardo nella conduzione dell’inchiesta. Si può allora concludere che il carcere preventivo sofferto e prospettabile appare ancora rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento sia alla presumibile pena, sia ai tempi necessari per la completazione dell’istruttoria formale. L’inchiesta, in ogni caso, dovrà essere portata avanti con maggiore solerzia, in consonanza con i dettami di legge. Resta sottinteso l’obbligo, per il magistrato inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP);
in conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa e spese.
Per i quali motivi,
visti gli artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP
d e c i d e :
L’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 13/14 marzo 2001 da ____________ è respinta.
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.
Contro la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.
Intimazione:
avv. __________, per sé e per l’accusato ____________;
Procuratore Pubblico dott. __________, con l’inc. MP __________ di ritorno.
giudice __________
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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