AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 39.2002.59
Data decisione, Autorità: 06.02.2003, TCA
Raccomandata
Incarto n. 39.2002.59
rs/sn
Lugano 6 febbraio 2003
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 27 giugno 2002 di
contro
la decisione del 7 giugno 2002 emanata da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in fatto
1.1. Con due decisioni 7 giugno 2002, con effetto dal 1° febbraio 2002, la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa) ha respinto la domanda di __________ e __________ tendente alla concessione di un assegno integrativo e di un assegno di prima infanzia.
A motivazione dei propri provvedimenti l'amministrazione ha precisato che i redditi determinanti superano le spese riconosciute (cfr. doc. _).
1.2. Gli assicurati, il 27 giugno 2002, hanno inoltrato al TCA un tempestivo ricorso contro la decisione con la quale è stata rifiutata l'attribuzione di un assegno di prima infanzia, nel quale si sono così espressi:
" Abbiamo ricevuto la vostra decisione di rifiuto dell'assegno di prima infanzia il 13.06.2002.
Con la presente contestiamo quanto citato in quanto vi sono dei dati non veritieri:
105 Contributo assicurazione malattia
__________ 12,60 * 12 mensilità = 151,20
__________ 141 * 12 mensilità = 1692,--
__________ 136 * 12 mensilità = 1632,--
Figli (__________, __________, __________) 150,05 * 12 mensilità = 1800,06
(Vedi Allegati) Totale contr. ass. malattia Fr. 5275,26
111 Pigione lorda annua
1'250.-- * 12 mensilità = Fr. 15'000.- (Vedi Allegati)
Alla luce di quanto sopra si scrive:
II presente ricorso è accolto;
conseguentemente, la decisione dell'istituto delle assicurazioni sociali è riformata nel seguente modo "...abbiamo esaminato la richiesta di assegno di famiglia... per cui la prestazione richiesta può essere concessa." (doc. _)
1.3. Con risposta 20 novembre 2002 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha osservato:
" (…)
Dalla documentazione agli atti sono rilevabili i seguenti punti:
a) la famiglia __________ è composta da 7 persone, i coniugi __________ e __________ nonché i figli __________, __________, __________, __________ e __________;
b) i figli __________, __________, __________ e __________ sono figli di __________ e della sua prima moglie __________, la figlia __________ è figlia dei signor __________ e della sua seconda moglie __________;
c) la prima moglie __________ è morta il 01.07.1993 per cui l'AVS ha riconosciuto ai 4 figli __________, __________, __________ e __________ 4 rendite per orfani di madre;
d) attualmente solo a __________ e __________ vengono ancora riconosciute le rendite per orfani di madre essendo nati rispettivamente nel 1985 e nel 1991;
e) i figli __________ e __________ essendo maggiorenni e non più agli studi non percepiscono più la rendita per orfani di madre ma vivono ancora nell'economia domestica del padre e della seconda moglie;
Da quanto precede si possono trarre le seguenti precisazioni:
a) i figli __________ e __________ non possono più essere integrati nel calcolo dell'assegno integrativo in quanto economicamente indipendenti rispetto al resto della famiglia;
b) il calcolo dell'assegno integrativo può riguardare solo i ricorrenti e la figlia comune __________ mentre __________ e __________, beneficiari della rendita per orfani di madre e titolari della prestazione complementare, non hanno titolo per beneficiare dell'assegno integrativo come previsto dall'art. 24 cpv. 3 LAF;
c) per quanto attiene il diritto all'assegno di prima infanzia il calcolo può per contro riguardare la famiglia biparentale con la figlia __________a oppure la famiglia biparentale con i figli __________, __________ e __________: si fa osservare che il calcolo contestato riguarda la famiglia biparentale e la figlia __________.
Nel merito delle contestazioni relative alla tabella di calcolo dell'assegno di prima infanzia la Cassa le respinge integralmente in quanto il computo dell'affitto può avvenire in ragione di 3/7 (biparentale più 1 figlio) o 5/7 (biparentale con 3 figli) ossia in ragione di fr. 6'429.-, oppure fr. 10'715.-. Nella prima ipotesi ne scaturirebbe un fabbisogno totale corretto a fr. 40'723.- a fronte di fr. 52'788.- di redditi. Nella seconda ipotesi il fabbisogno ammonterebbe a fr. 58'427.- a fronte di un reddito di fr. 79'176.- per effetto dei computo dei redditi dei figli __________ e __________ derivante dalle rendite per orfani di madre e dalla prestazione complementare. I premi della cassa malati sono da riconfermare in fr. 3'324.- sia che si proceda al calcolo per 3 componenti della famiglia, sia che lo si faccia per 5 componenti in quanto i premi cassa malati per __________ e __________ sono assunti dalle prestazioni complementari." (doc. _)
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è il riconoscimento a __________ e __________ del diritto a un assegno di prima infanzia.
Preliminarmente va segnalato che la Legge sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996 (LAF) è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) e sono entrate in vigore, per quanto riguarda gli assegni di base e di formazione, il 1° gennaio 2003. I nuovi disposti concernenti gli assegni integrativi e di prima infanzia sono invece in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002 pag. 489 segg.).
Nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Il caso in esame (decisione del 7 giugno 2002 con effetto dal 1° febbraio 2002) si riferisce a un periodo precedente all'entrata in vigore della modifica della LAF, per cui vanno applicate le disposizioni valide fino al 31 dicembre 2002 e, relativamente agli assegni integrativi e di prima infanzia, le norme in vigore fino al 31 gennaio 2003.
L’assegno di prima infanzia è regolato agli art. 31ss LAF validi fino al 31 gennaio 2003.
Il v.art. 32 LAF, relativo alla famiglia biparentale, prevede in particolare che
" 1 I genitori domiciliati nel Cantone hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) hanno il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
b) uno dei genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne esercita una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del figlio;
c) il reddito disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).
Al genitore che non esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.
Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.
Il diritto all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono soddisfatte le condizioni legali, ma al più presto il primo giorno del mese in cui nasce il figlio.
Da quanto esposto al v.art. 32 lett. c LAF, che richiama il v.art. 24 cpv. 1 lett. c LAF, emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.
Il v.art. 24 cpv. 1 lett. c LAF stabilisce:
" (…)
c) il reddito disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale assegno di base nonché degli eventuali obblighi
alimentari, è inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI."
Secondo il v.art. 36 cpv. 1 a 3 LAF
" Per l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella misura di 1/15.
Il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in considerazioni nel calcolo.”
Per la determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25 anni (v.art. 56 Reg.LAF).
2.3. L’art. 3b della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia il v.art. 24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1 gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, fino al 31 dicembre 2002, al minimo per le persone sole, a fr. 15'280.-, per i coniugi, almeno 22’920.- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'050.- Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'366.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'683.--).
Dal 1° gennaio 2003 il fabbisogno è di fr. 15'700.--, fr. 23'550.-- rispettivamente fr. 8'260.-- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002).
Viene inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).
Per quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione (comprese le spese accessorie) fino a concorrenza di un importo annuo corrispondente, fino al 31 dicembre 2000, a fr. 13'800.-- per coniugi e le persone con figli.
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Dal 1° gennaio 2001 tale importo è pari a fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
2.4. Per stabilire l'ammontare degli assegni vanno pure computate secondo l’art. 3b cpv. 3 LPC le
" a. spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del
reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. ….
e. pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."
A differenza dell'art. 3b cpv. 3 lett. d LPC, il quale, relativamente al premio per l'assicurazione malattia, prevede il computo unicamente del premio medio cantonale, ai fini del conteggio dell'assegno di prima infanzia viene dedotto l'intero premio per l'assicurazione malattia obbligatoria (cfr. consid. 2.2.).
Secondo l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tener conto per il calcolo della PC e quindi dell’assegno integrativo e di prima infanzia comprendono
" b. il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;
d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni familiari
g. le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni alimentari del diritto di famiglia."
Per quanto riguarda invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa entrata (art. 36 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).
2.5. Nell'evenienza concreta _______ e ________ vivono con la loro figlia ________ (7.6.2000) e con i quattro figli di _______, __________ (1.6.1979), _______ (29.3.1982), _________ (3.12.1985) e _________ (16.7.1991), nati da un precedente matrimonio.
La Cassa ha effettuato il calcolo contestato tenendo conto unicamente degli assicurati e di ________ (cfr. doc. _).
L'assegno di prima infanzia è riconosciuto fino a che il figlio ha compiuto i tre anni di età (cfr. v.art. 33 cpv. 2 lett. c LAF).
L'età di _________, la quale non ha ancora tre anni, permette dunque, sempre che le ulteriori condizioni siano realizzate (cfr. consid. 2.2.), l'attribuzione ai suoi genitori di un tale assegno.
Per la determinazione dell'importo dell'assegno, secondo il v.art. 56 Reg.LAF (cfr. consid. 2.2.), vengono comunque considerati anche i figli:
a) se non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25 anni.
Nel caso di specie _________ e ________ hanno rispettivamente 23 e 20 anni. Risulta poi dagli atti che essi sono economicamente indipendenti e non sono più agli studi, infatti nemmeno percepiscono più una rendita per orfani di madre (cfr. doc. _; consid. 1.3.).
A tale proposito va osservato che l'art. 25 cpv. 4 LAVS prevede che il diritto alla rendita per orfani nasce il primo giorno del mese successivo a quello della morte del padre o della madre. Si estingue quando l'orfano compie i 18 anni o muore.
Inoltre, secondo l'art. 25 cpv. 5 LAVS, per i figli in formazione, il diritto alla rendita dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a 25 anni compiuti.
Di conseguenza ai sensi del v.art. 56 Reg.LAF ________ e ________ non vanno considerati nel conteggio dell'assegno di prima infanzia.
I figli ________ e ________ hanno invece 17 e 11 anni. Avendo meno di 18 anni, in applicazione del v.art. 56 lett. a) Reg.LAF, vanno per principio inglobati nel calcolo dell'assegno di prima infanzia.
Va però rilevato che giusta l'art. 3a cpv. 6 LPC, applicabile per analogia al calcolo dell'assegno di prima infanzia (cfr. v.art. 36 cpv. 1 LAF; consid. 2.2.), per il calcolo della prestazione complementare annua, non si tiene conto dei figli i cui redditi determinanti superano le spese riconosciute.
Inoltre l'art. 8 cpv. 2 OPC prevede che conformemente all'articolo 3a capoverso 6 LPC, non è tenuto conto, nel calcolo della prestazione complementare annua, dei figli che possono pretendere una rendita per orfano o dare diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI e i cui redditi determinanti raggiungono o superano le spese riconosciute. Per stabilire di quali figli non bisogna tener conto, si confrontano i redditi determinanti e le spese riconosciute dei figli suscettibili di essere eliminati dal calcolo.
Nelle "Direttive federali sulle prestazioni complementari all'AVS e AI", valide dal 1° gennaio 1998, l'UFAS in merito ai figli di cui non si tiene conto (cfr. marginali 2055; 2056) ha precisato:
" Per stabilire di quali figli non bisogna tener conto si deve procedere a calcoli comparativi (inglobando ed escludendo il figlio in questione). Se dal calcolo globale (inglobando il figlio) risulta una PC più elevata, si tiene conto di questo figlio. Se invece includendo il figlio la PC diminuisce, questo figlio non dev'essere preso in considerazione. Se per la soppressione si devono tenere in considerazione due o più figli, si deve procedere a calcoli comparativi successivi per ognuno di questi figli.
Procedendo al calcolo comparativo - nella variante che non tiene conto del figlio né dei suoi redditi e delle sue spese -, come pure in caso di esclusione del figlio dal calcolo della PC, le rendite per figli, analogamente alle rendite per orfani, non devono o non devono più essere computate ai genitori."
________ e ________ percepiscono una rendita per orfani di madre di fr. 633.-- mensili per ognuno (cfr. doc. _). Inoltre dalla risposta di causa risulta che è stata loro attribuita una prestazione complementare (cfr. consid. 1.3.; doc. _).
Nel caso in esame il TCA può esimersi dall'accertare l'importo delle prestazioni complementari versate a ________ e ________ e la data in cui è sorto tale diritto, visto che in casu è irrilevante stabilire se è più corretto, al fine di valutare se gli insorgenti hanno diritto a un assegno di prima infanzia, riferirsi al conteggio relativo solo alle spese e ai redditi degli insorgenti e della figlia _________, al calcolo concernente anche uno dei figli di _________ (i redditi e le spese di _______ e ________ sono identici, per cui dal calcolo comparativo separato per ognuno di loro si ottiene il medesimo risultato) o a quello inerente agli assicurati, ad _________ e a entrambi i figli del ricorrente.
Infatti sia nel caso del conteggio di tre persone che nell'ipotesi di calcolo di quattro o cinque persone, e indipendentemente dalle prestazioni complementari, i redditi sono più elevati delle spese riconosciute, come verrà più approfonditamente precisato in seguito (cfr. consid. 2.8.).
2.6. La decisione impugnata è stata emanata il 7 giugno 2002 e si riferisce al periodo a partire dal 1° febbraio 2002, per cui a tale provvedimento vanno applicati i limiti validi fino al 31 dicembre 2002 (cfr. consid. 2.3.).
Il fabbisogno vitale dei ricorrenti e di _________, è pari a fr. 30'970.-, come indicato dalla Cassa (cfr. doc. _).
Nell'ipotesi di calcolo che considera inoltre solo uno dei figli di _________ il fabbisogno vitale ammonta a fr. 39'020.--.
Nel caso si considerassero, oltre agli assicurati e ad _________, sia _________ che _________ questo importo aumenterebbe a fr. 44'386.--.
Gli insorgenti, nell'atto di ricorso, sostengono che si debba conteggiare la pigione lorda intera di fr. 15'000.-- (cfr. consid. 1.2.; doc. _).
La pigione pagata dagli assicurati ammonta a fr. 1'000.-- mensili. Il canone annuo è pari, pertanto, a fr. 12'000.--, a cui si aggiungono fr. 3'000.-- annui a titolo di spese accessorie (cfr. doc. _).
La somma complessiva corrisponde quindi effettivamente a fr. 15'000.--.
Secondo l'art. 16c OPC, entrato in vigore il 1. gennaio 1998 e applicabile agli assegni di famiglia (art. 28 cpv. 1 LAF)
" quando appartamenti o case unifamiliari sono occupati anche da persone escluse dal calcolo della PC, la pigione computabile dev’essere ripartita fra le singole persone. Le parti di pigione delle persone escluse dal calcolo della PC non sono prese in considerazione nel calcolo della prestazione complementare annua (cpv. 1).
Di massima l’ammontare della pigione è ripartito in parti uguali
(cpv. 2)."
A proposito di questa disposizione il commento dell’UFAS pubblicato in Pratique VSI 1998 p. 35 stabilisce che
" Le 1er alinéa indique quand il y a lieu de procéder à une répartition du loyer. Il s'agit d'empêcher que les PC aient également à intervenir à l'endroit de personnes qui ne sont pas prises en compte dans le calcul PC.
On ne précise pas davantage la nature du loyer qui doit être partagé. En règle générale, lorsque l'appartement appartient à une tierce personne, c'est le loyer prévu qui sera partagé. Si l'appartement ou la maison occupée l'est conjointement avec le propriétaire, l'usufruitier ou le titulaire d'un droit d'habitation, c'est le montant de la valeur locative qui sera en règle générale réparti entre toutes les personnes.
Le 2e alinéa indique comment la répartition doit être opérée. En principe, elle se fera par têtes, et non selon le nombre des pièces occupées ou de m2. Des dérogations sont possibles, d'où l'utilisation de l'expression "en principe"."
L'art. 16c OPC è conforme alla legge (cfr. DTF 127 V 10 = SVR 2001 EL Nr. 6) e ha in pratica codificato quanto stabilito dalla giurisprudenza federale. Secondo il TFA, infatti, il canone di locazione deve essere ripartito in parti uguali tra le persone che occupano l'alloggio (RCC 1977 pag. 567, RCC 1974 pag. 512 consid. 2; STCA 11 novembre 1991 in re A.T., STCA 21 febbraio 1992 in re A.T.), anche nel caso in cui il contratto di locazione è intestato ad una sola persona (ZAK 1974 p. 556).
Lo stesso vale per i figli a beneficio di una prestazione complementare che vivono con i genitori (ZAK 1977 p. 245).
Una deroga a tale principio è concessa solo entro certi limiti e dev’essere ammessa con prudenza, ad esempio se uno degli inquilini occupa da solo gran parte dell’abitazione.
Un’eccezione è parimenti ammessa quando una persona accoglie gratuitamente nell’abitazione un’altra, poiché vi è obbligata moralmente o giuridicamente (cfr. E. Carigiet/U. Koch, op. cit., pag. 86, n. 223; Pratique VSI 2001 pag. 234; DTF 105 V 273; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A. e A., P 76/01).
In tale contesto eccezioni devono essere senz'altro ammesse quando la vita in comune è riconducibile ad un obbligo di mantenimento di diritto civile fondato sugli art. 276 e 277 CC (cfr. STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A. e A., P 76/01; Pratique VSI 2001 pag. 237 consid. 2b).
Il TFA ha ammesso l’eccezione alla suddivisione in parti uguali del canone di locazione, nel caso in cui la titolare del contratto di locazione, affetta da disturbi fisici e psichici, necessitava forzatamente delle cure erogatele dalla persona che divideva con lei l’appartamento, in caso contrario avrebbe dovuto essere ricoverata in istituto. Tali cure risultavano quindi di grande importanza per l’assicurata, che aveva un grosso debito di riconoscenza nei confronti dell’amico (DTF 105 V 274).
Nella decisione impugnata la pigione è stata ripartita fra 5 persone (gli assicurati, ________, ________ e ________; cfr. doc. _).
Nella risposta di causa, però, è stato affermato che _________ e ________ vivono nella medesima economia domestica del padre (cfr. consid. 1.3.; doc. _).
In simili condizioni la pigione totale di fr. 15'000.-- dovrebbe essere ripartita fra sette persone (gli assicurati, i quattro figli di ________ e ________) e, nel caso del calcolo di tre persone, conteggiata soltanto nella misura dei 3/7 (fr. 6'429.--), corrispondenti alle parti inerenti agli insorgenti e alla loro figlia ________. Nell'ipotesi di conteggio comprendente quattro persone dovrebbero invece essere computati i 4/7 della pigione (fr. 8'572.--), inerenti alle quote dei ricorrenti, di _________ e di uno dei figli di ________. Infine se si considerano, oltre agli assicurati e ad _________, sia _______ che ________ si dovrebbe tener conto dei 5/7 della pigione (fr. 10'714.--; cfr. consid. 2.5.).
Tuttavia questa Corte può rinunciare a verificare se effettivamente la pigione complessiva vada ripartita fra 7 persone, visto che anche suddividendola solo fra 5 persone e computando poi sia fr. 9'000.-- (fr. 15'000.-- X 3/5) nel calcolo relativo a tre persone, che fr. 12'000.-- (fr. 15'000.-- X 4/5) nel caso si considerassero quattro persone o fr. 15'000.-- nel conteggio di cinque persone - tutti importi inferiori o uguali al massimo riconosciuto per le persone con figli (cfr. consid. 2.3.) -, i redditi sono comunque più elevati delle spese riconosciute (cfr. consid. 2.8.).
2.7. Per quanto attiene al computo del premio per l’assicurazione malattia, si rileva che, come indicato al v.art. 36 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.2.), il premio per l'assicurazione sociale e obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione integralmente nel calcolo.
Pertanto, per quanto riguarda la modalità di calcolo dei premi dell'assicurazione malattia, la LAF non rinvia alla LPC, la quale si fonda sul premio medio cantonale (cfr. v.art. 58 Reg.LAF; art. 3b cpv. 3 lett. d LPC).
Ai fini del calcolo dell'assegno di prima infanzia, come del resto delle PC, viene computato unicamente il premio relativo all’assicurazione obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia e quindi all’assicurazione sociale secondo la LAMal (v.art. 36 cpv. 3 LAF e 58 RegLAF).
Gli eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non vengono per contro computati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996 p. 36), a differenza di quanto richiesto dagli insorgenti (cfr. consid. 1.2., doc. _).
Infine va evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di eventuali sussidi erogati agli interessati. Il v.art. 36 cpv. 3 LAF precisa infatti che va considerato il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996 p. 36).
Nella fattispecie la Cassa, nel conteggio volto a stabilire se gli assicurati hanno diritto a un assegno di prima infanzia e in cui si sono considerate tre persone (i ricorrenti e _______), ha computato un premio di fr. 3'324.-- (cfr. doc. _).
Dalle tavole processuali si evince che il premio mensile concernente l'assicurazione contro le malattie obbligatoria relativo al 2002 per _________ ammonta a fr. 141.-- mensili, mentre per _________ corrisponde a fr. 136.-- al mese (cfr. doc. _).
Essi non sono al beneficio di sussidi per l'assicurazione malattia (cfr. doc. _). In applicazione degli art. 45-46 LCAMal, gli assicurati non sono però tenuti al pagamento del premio per la figlia ________ (cfr. doc. _).
Queste disposizioni prevedono infatti che le famiglie non sussidiate con reddito determinante superiore al limite di fr. 32'000.-- , che dà diritto al sussidio, sono esonerate dal pagamento del premio per il secondo figlio e per quelli successivi fino a un reddito di fr. 5'000.-- superiore al reddito minimo per avere diritto ai sussidi e del premio per il terzo figlio e quelli successivi fino a un reddito di fr. 60'000.--.
Globalmente quindi i premi di base relativi al calcolo concernente tre persone ammontano a fr. 3'324.-- (fr. 141.-- + fr. 136.-- X 12 mesi), come del resto indicato dall'amministrazione (cfr. doc. A1).
Se per contro si considerano quattro persone (gli assicurati, _________ e uno dei figli di ________), i premi complessivi annui corrispondono a fr. 4'158.-- (fr. 3'324.-- + fr. 834.-- premio per uno dei figli di __________).
Nell'ipotesi di calcolo di cinque persone (i ricorrenti, ________, _________ e ________), i premi annui sono invece pari a fr. 4'992.-- (fr. 3'324 + fr. 834 premio per _______
2.8. Per il resto i ricorrenti non hanno sollevato ulteriori eccezioni in merito al conteggio delle singole voci di reddito e di fabbisogno indicate dalla Cassa nella decisione impugnata.
Ora, nell'ambito delle assicurazioni sociali, pur essendo la procedura retta dal principio inquisitorio (SVR 2001 KV Nr. 50 pag. 145), secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati dal giudice, il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte ricordato come questo principio non sia assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DLA 2001 N. 12 pag. 145; STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 13 marzo 2001 nella causa M.P., U 429/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 125 V 195; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282).
Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di portare - ove ciò fosse ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr. DLA 2002 pag. 178 (179); STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01; STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L., P 52/00; STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti).
Osservato come nel caso di specie gli assicurati - malgrado che ciò fosse senz'altro esigibile - non hanno portato elementi tali da inficiare il calcolo dell'amministrazione, il TCA deve concludere che non sussiste alcun motivo per scostarsi dalla decisione della Cassa.
Infatti i redditi sono più elevati delle spese riconosciute, oltre che nel caso del calcolo che considera soltanto gli assicurati e la figlia _________, sia nel conteggio relativo a questi ultimi e a uno solo dei figli di _________, che nel calcolo che tiene conto degli insorgenti, di _______, di ________ e di _______, e ciò già a prescindere dal computo dell'importo delle prestazioni complementari versate a questi ultimi (cfr. consid. 2.5.).
Nel conteggio relativo a tre persone i redditi determinanti sono pari a fr. 52'788.--, mentre le spese riconosciute corrispondono a fr. 43'294.-- (cfr. doc. _).
Nel calcolo concernente quattro persone, per contro, i redditi determinanti, senza conteggiare le prestazioni complementari, ammontano a fr. 62'580.-- (fr. 52'788.-- + fr. 7'596.--, rendita annua per orfano di madre; cfr. consid. 2.5.,
Se si considerano cinque persone, i redditi determinanti, sempre senza tener conto delle prestazioni complementari, corrispondono a fr. 72'372.-- (fr. 52'788.-- + fr. 15'192.--, rendite annue per orfani di madre di _______ e _______; cfr. consid. 2.5., + fr. 4'392.--, assegno di base per _________ e assegno di formazione per ________; cfr. doc. _) e le spese riconosciute sono pari a fr. 64'378.-- (fr. 44'386.-- fabbisogno vitale; cfr. consid. 2.6., + fr. 4'992.-- premio cassa malati; cfr. consid. 2.7., + fr. 15'000.-- pigione intera cfr. consid. 2.6.).
Gli insorgenti di conseguenza non hanno diritto a un assegno di prima infanzia.
In simili condizioni dunque il TCA non può che confermare la decisione impugnata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione alle parti.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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