AIUTO RICERCA
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Numero d'incarto: 34.2001.22
Data decisione, Autorità: 30.01.2003, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n. 34.2001.00022
fc
Lugano 30 gennaio 2003
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
con redattrice:
Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 8 febbraio 2001 di
__________,
nei confronti di
__________,
in materia di previdenza professionale
ritenuto, in fatto
1.1. __________, nato nel 1944, ha lavorato alle dipendenze della __________ dal 1. gennaio 1980 fino al 31 gennaio 1999. Ai fini dell'attuazione della previdenza professionale obbligatoria per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità a favore dei propri dipendenti la datrice di lavoro era affiliata inizialmente al Fondo di previdenza per il personale della __________ (doc. _), a far tempo dal 1. gennaio 1996 alla __________.
Il rapporto previdenziale tra la datrice di lavoro e la __________ è strutturato sulla base di due contratti: il n. __________che per il caso di invalidità contempla l'erogazione di una rendita d'invalidità e una rendita per figli oltre all'esonero dal pagamento dei contributi (tale contratto è poi suddiviso in due polizze, A e D, la seconda prevedente unicamente prestazioni sovraobbligatorie) e il n. __________che in caso di incapacità al guadagno prevede unicamente l'esonero dal pagamento dei contributi (cfr. doc. _).
1.2. L'11 luglio 1996 __________ ha subito un infarto miocardico. L'istituto di previdenza gli ha riconosciuto un'incapacità lavorativa, con conseguente attribuzione di una rendita parziale d'invalidità, del 33% dall'11 luglio 1997 al 30 giugno 1998, del 50% dal 1. luglio 1998 al 12 gennaio 1999 (doc. _). In data 13 gennaio 1999 l'assicurato ha avuto un secondo infarto miocardico a seguito del quale l'incapacità lavorativa è divenuta totale mediante riconoscimento da parte __________ di una rendita d'invalidità intera a far tempo dal 13 gennaio 1999 (doc. _; cfr. anche XL).
1.3. In data 30 giugno 1998 __________ ha inoltrato domanda per prestazioni per adulti all'Ufficio Assicurazione invalidità cantonale (UAI) (doc. _), il quale, mediante decisioni del 4 agosto 1999, gli ha riconosciuto un grado d'invalidità del 40% con conseguente concessione di un quarto di rendita d'invalidità (oltre alle prestazioni complementari per la moglie e il figlio dell'assicurato) dal
1.4. A seguito di uno scambio di corrispondenza tra l'assicurato e la __________, constatata la mancata intesa tra le parti, con petizione datata 8 febbraio 2001 __________ ha convenuto l’Istituto previdenziale dinanzi al TCA facendo valere:
" mi permetto rivolgere la vostra attenzione alla vertenza attualmente in
corso fra la Fondazione di __________ e il sottoscritto, nell'intento di ottenere nei fatti:
a) l'adeguamento della rendita di invalidità al salario assicurato 1999 e non al salario 1996 come utilizzato dalla Fondazione per il passaggio dall'invalidità al 50% a una invalidità al 100%;
b) per quanto riguarda la liberazione dal pagamento dei premi, chiedo che venga applicata l'aliquota del 26% del salario assicurato per la creazione del capitale necessario per la rendita di vecchiaia.
(…)
Lo stipendio assicurato per gli anni dal 1996 al 1999 era il seguente:
â anno 1996 CHF 100'750
â anno 1997 CHF 102'050
â anno 1998 CHF 103'766
â anno 1999 CHF 105'700
Prove: vedi certificati di previdenza 1996 (doc. _)
1997 (doc. _)
1998 (doc. _)
1999 (doc. _)
La Fondazione di Previdenza, nel corso degli anni succitati ha adeguato lo stipendio secondo gli aumenti intervenuti, riducendolo in seguito retroattivamente (effetto 01.01.1996) a CHF 100'750 (doc. _ e doc. _).
II certificato 1999 mi è stato inviato solo dopo numerose richieste telefoniche e per lettera, a comprova di ciò allego solo la raccomandata 11.11.1999 (doc. _).
Inoltre la Fondazione di Previdenza applica l'aliquota del 23% agli accrediti di vecchiaia, mentre io ritengo che, con effetto 01.01.1999 l'aliquota applicata debba essere del 26% (doc._, doc. _). Regolamento per la previdenza professionale della __________ art. no. 8.2 (doc. _), ripreso poi nel regolamento di previdenza della __________, valevole dal 01.01.1997, art. 5.1.2. (doc. _).
(…)
La Fondazione di Previdenza ritiene che l'aumento dell'incapacità lavorativa sia dovuto alla stessa causa di malattia, mentre io ritengo che l'aumento dell'incapacità lavorativa sia dovuto a malattie diverse e ben distinte (2° infarto miocardico) - (doc. _- certificato medico dr. __________) e (depressione psichica) doc. _ rapporto medico della dottoressa __________.
Infine, datato 13.12.2000, ho ricevuto un certificato della rendita al 01.01.2001 (doc. _), in esso si tiene conto solo dell'aumento della parte obbligatoria e inoltre si riferisce all'assicurazione no. __________ (doc. _) mentre per l'assicurazione no. __________ (doc. _) manca la comunicazione.
Visto che l'importo trimestrale ricevuto è di franchi 10'148,75 ho solo potuto dedurre che:
a) hanno provveduto all'adeguamento al rincaro solo della parte obbligatoria,
b) non vi è traccia di quanto richiesto nel corso dell'anno 2000
Ecco perché, nonostante la pazienza e il tempo trascorso in attesa fiduciosa, non ho altro mezzo per ottenere quanto a me spettante, che la presente petizione.
Per quanto concerne la polizza complementare no. __________, chiedo altresì che il salario assicurato sia considerato come per la rendita del contratto principale no. __________.
(…)
Chiedo pertanto che la Fondazione di Previdenza venga obbligata ad adeguare la rendita per il contratto di previdenza no. __________
visto che per il 50% di abilità lavorativa ho continuato a versare contributi pari al:
10% su un salario assicurato di CHF 100'750 nel 1996 (doc. _),
10% su un salario assicurato di CHF 102'050 nel 1997 (doc. _)
10% su un salario assicurato di CHF 103'766 nel 1998 (doc. _)
13% su un salario assicurato di CHF 105'700 nel 1999 (doc. _.
e ciò con effetto dal 13.01.1999, data in cui sono stato colpito dal secondo infarto (doc. _), a cui devono essere aggiunti gli interessi di ritardo.
Confermo la richiesta della liberazione dal pagamento dei contributi al 26% e non al 23% per il contratto no.__________ come già sopra indicato poiché la Fondazione di Previdenza applica l'aliquota del 23% agli accrediti di vecchiaia, mentre ritengo che, con effetto 01.01.1999 l'aliquota applicata debba essere del 26% (doc. _, doc. _). Regolamento per la previdenza professionale della __________ art. no. 8.2 (doc. _) e Regolamento per la previdenza professionale della __________ valevole dal 01.01.1997, art. no. 5.1.2. (doc. _).
E infine chiedo l'adeguamento del salario assicurato anche per la polizza complementare no. __________" (cfr. I)
1.5. Con risposta di causa del 4 aprile 2001 la __________ ha postulato la reiezione della petizione facendo valere:
" (…)
La pretesa dell'attore viene contestata in quanto priva di fondamento sia in fatto che in diritto.
La pretesa dell'attore si basa sul presupposto che il secondo infarto abbia dato luogo ad un nuova e diversa causa rispetto a quella che aveva fatto sorgere la precedente invalidità e che, pertanto, il calcolo della nuova prestazione dovrebbe basarsi sul salario percepito al momento dell'aggravio dell'aumento del grado d'invalidità.
Nel caso de quo, invece, trattandosi di un secondo infarto, è fin troppo evidente che l'aumento del grado d'invalidità è dovuto alla medesima causa che ha provocato la precedente incapacità parziale al guadagno. In questo caso trova, quindi, applicazione l'art. 4 comma 5 punto 2 lettera a) delle condizioni generali di contratto. Ai sensi del predetto articolo, "le prestazioni d'incapacità al guadagno che sono già in corso di versamento vengono adeguate al nuovo grado d'invalidità.............."
(…)
In base a tale articolo, pertanto, il calcolo dell'aumento della prestazione deve essere effettuato sulla base del salario percepito al tempo del primo infarto.
Invece, per quel che concerne le aliquote per gli accrediti di vecchiaia, la scala applicabile nel caso presente a partire dal 01.01.1999 é del 23%, e non del 26%." (cfr. VII)
1.6. Con scritto del 18 aprile 2001 l'attore si è riconfermato nelle proprie posizioni facendo valere:
" non posso far altro che respingere "in toto" la richiesta della
controparte, poiché non porta nessuna prova a conferma della loro tesi; inoltre, citare le condizioni generali di contratto non mi pare corretto, infatti, come assicurato dispongo soltanto del regolamento di previdenza e penso che questo sia l'unico valido per affrontare i rapporti tra gli assicurati e il fondo di previdenza.
Aggiungo inoltre, oltre al doc. _ della dr.ssa __________, anche il rapporto medico presentato all'AI dal prof. dr. __________ dell'8 giugno 1999, in cui, al punto 3 indica chiaramente un infarto miocardico acuto posterolaterale in data 11.07.1996 e un infarto miocardico acuto infero-laterale in data 13.01.1999; PTCA e posa di stent sul RIVA prossimale in data 29.01.1999, aggiungendo poi al punto 4.1 che causa di invalidità è anche la depressione psichica, come del resto indicato dalla dr.ssa __________.
Pertanto, oltre all'infarto localizzato in due posti ben distinti, tra il 1996 e il 1999 è rilevante anche la depressione psichica, di conseguenza sono prive di fondamento le indicazioni della controparte e chiedo che vengano respinte.
Ricordo che, comunque, tra il 1996 e il 1999 (periodo al 100%, al 50% e al 33% di inabilità) ho continuato a pagare premi sui nuovi salari. Ritengo quindi che gli adeguamenti debbano essere fatti sull'ultimo salario considerato nel gennaio del 1999 (doc. _). Anche per la parte risparmio in busta-paga mi venne trattenuto il 13% e non più solo il 10%, pertanto la liberazione, con conseguente costituzione dell'avere di vecchiaia, deve, secondo me, essere effettuata sulla base di questa ultima percentuale.
In conclusione chiedo ancora una volta che siano respinte tutte le richieste della controparte e che finalmente possa conoscere la mia situazione previdenziale nel senso di quanto presentato nella petizione." (cfr. IX)
1.7. La __________, con scritto dell'11 maggio 2001, ha nuovamente contestato le allegazioni dell'attore rimandando all'allegato di risposta (XIV).
1.8. In seguito il TCA ha provveduto ad acquisire agli atti l'incarto AI concernente l'assicurato, dandone comunicazione alle parti (XVI, XVIII). Inoltre ha chiesto all'Istituto di previdenza convenuto di produrre le disposizioni regolamentari applicabili e il fascicolo concernente __________ (XXVII, XXIX, XXX) e di fornire delle spiegazioni sulla base della relativa documentazione (XXX).
1.9. In data 15 marzo 2002, la __________, in risposta alle richieste della vicecancelliera, ha prodotto una serie di documenti e precisato, tra l’altro, quanto segue:
" (…)
Questi valori sono annuali e sono assicurati nel contratto __________. Per quel che concerne il contratto __________ non è assicurata nessuna rendita d'invalidità (alleghiamo in merito i rispettivi certificati personali dell'assicurato - allegati n° 1, 2, 3).
L'ammontare annuo della rendita completa d'invalidità dipende:
dalla somma dell'avere di vecchiaia e dei rispettivi interessi, che è disponibile al momento in cui viene a scadenza il diritto alle rendita, come pure
dalla somma dei futuri accrediti di vecchiaia (senza interessi) per gli anni mancanti fino all'età termine. Questi accrediti di vecchiaia vengono calcolati sul salario assicurato all'inizio del diritto alla rendita, e dall'aliquota utilizzata per la trasformazione nella rendita di vecchiaia.
Tuttavia, la rendita d'invalidità ammonta almeno al 40% del salario base (secondo il regolamento che Lei ha già ricevuto recentemente).
La parte della rendita d'invalidità relativa alla previdenza professionale ammonta a fr. 8'502.00 annui. L'ultimo adeguamento al rincaro è stato effettuato in data 1.01.2001. La rendita d'invalidità relativa alla previdenza sovraprofessionale è di fr. 30'673.00 annui (polizza A) e di fr. 1'420.00 (polizza D).
In allegato Le inviamo un esemplare delle condizioni generali d'assicurazione (allegato n°4). Il datore di lavoro dell'assicurato, __________ è in possesso di un esemplare delle condizioni generali d'assicurazione.
Siccome l'incapacità lavorativa dell'assicurato ha avuto inizio l'11.07.1996, abbiamo fissato il suo salario annunciato per il 1996, cioè di fr. 100'750.00. A partire dal 13.01.1999 l'incapacità al lavoro è passata dal 50% al 100%. Secondo le nostre condizioni generali d'assicurazione (CGA; 4.5.2), in caso di aumento del grado d'incapacità al guadagno di una persona già parzialmente invalida la cui invalidità parziale è assicurata in base all'attuale contratto, sono valevoli le seguenti disposizioni:
"Se l'aumento del grado d'invalidità è dovuto alla medesima causa della precedente incapacità parziale al guadagno, le prestazioni d'incapacità al guadagno che sono già in corso di versamento vengono adeguate al nuovo grado d'invalidità senza un nuovo periodo d'attesa".
(…)
In effetti l'art. 36 LPP menziona tra l'altro che le rendite d'invalidità vengono adattate all'evoluzione dei prezzi dopo tre anni di decorrenza, fino all'età di 65 anni per gli uomini. Codesto articolo è applicabile solo per la parte obbligatoria della rendita.
(…)."
(cfr. XXXIII)
Dette informazioni sono state completate, su richiesta del TCA (XXXVII), da uno scritto del 19 aprile 2002 del seguente tenore:
" (…)
In allegato le trasmettiamo i conteggi di prestazione a decorrere dal 11.07.97. A partire da questa data sono iniziate le prestazioni d'invalidità, dopo un periodo d'attesa di 12 mesi. Come è visibile nei vari conteggi di prestazione allegati, abbiamo emesso varie polizze assicurative. Ciò è dovuto al fatto che il grado dell'inabilità al lavoro del signor __________ è mutato a più riprese, ovvero 33,33% (dal 11.07.96 al 23.06.98), poi 50% (dal 24.06.98 al 12.01.99) e 100% dal 13.01.99. (allegato n°1).
Le polizze tuttora valide sono le seguenti:
per il contratto __________: polizza A + D
per il contratto __________: non ci sono polizze emesse siccome non vengono versate rendite, ma viene solo cumulato l'avere di vecchiaia che verrà versato all'assicurato con il raggiungimento dell'età termine.
Nell'ipotesi che l'aumento del grado d'invalidità fosse da ricondurre ad una nuova causa, l'assicurato avrebbe diritto a decorrere dal 13.01.99 a due rendite d'invalidità diverse*, cioè:
rendita d'invalidità al 50% dovuta all'aumento per nuova causa*:
CHF 22'130.00 annui (la rendita d'invalidità rappresenta il 40% del salario di base della parte attiva di CHF 55'325.00).
In caso che noi avessimo adottato la variante dell'aumento dovuto ad una nuova causa d'incapacità lavorativa, avremmo iniziato a versare la nuova rendita d'invalidità solamente a partire dal 13.01.00, dopo un periodo d'attesa di 12 mesi. Quindi l'assicurato avrebbe percepito dal 13.1.99 al 13.1.00 solo una mezza rendita d'invalidità. II primo adeguamento al rincaro per l'ipotetica rendita d'invalidità di
CHF 22'130.00 sarebbe previsto solo per il 1.1.2004.
Nell'ipotesi che l'incapacità lavorativa sia dovuta ad una medesima causa, come da noi sostenuto, il salario della parte attiva viene adattato al salario fissato nel 1996, cioè a quello di
fr. 100'750.00 e le prestazioni d'incapacità al guadagno che sono già in corso di versamento vengono adeguate al nuovo grado d'invalidità senza un nuovo periodo d'attesa.
L'avere di vecchia invece continua ad aumentare (allegato n° 2+3: estratto del conto individuale secondo l'art. 11 OPP 2).
(…)."
(cfr. XL)
1.10. Dal canto suo, __________, dopo aver chiesto una proroga del termine per presentare delle osservazioni motivata dal fatto che in data 22 marzo 2002 aveva subito un nuovo infarto (XXVIII), pronunciandosi sulle prese di posizione della controparte, con lettera del 27 aprile 2002 si è sostanzialmente riconfermato nelle proprie posizioni (cfr. doc. _).
Il 2 e 10 maggio 2002 l'attore ha poi fatto pervenire al TCA copia di corrispondenza intercorsa con la __________ così come di ulteriore documentazione (XLII).
L'Istituto di previdenza, dal canto suo, in risposta allo scritto dell'assicurato, con presa di posizione 23 maggio 2002 ha affermato:
" Ci riferiamo alla Sua lettera del 14 maggio e in particolare alla copia
dello scritto dell'8 maggio 2002 del Sig. __________ concernente il calcolo del capitale accumulato nel __________.
Dopo un'ulteriore verifica dell'assicurazione siamo disposti a venire incontro alla richiesta dell'assicurato e a partire dal 01.01.1999 utilizziamo retroattivamente l'aliquota del 26% secondo il regolamento emesso l'1.1.1997. Invieremo all'assicurato un nuovo estratto del conto individuale così come i nuovi certificati personali assicurativi validi dalla data di mutazione (1.1.1999). L'avere di vecchiaia accumulato subirà una modifica. I nuovi valori annuali verranno calcolati in base all'aliquota fissata del 26%.
Non appena avremo eseguito le modifiche necessarie invieremo a Lei e all'assicurato i nuovi documenti assicurativi." (cfr. XLV)
1.11. In proposito, __________, in data 24 giugno 2002 ha rilevato:
" (…)
Comunque sia, secondo i nuovi "certificati personali" validi dal 01.01.2002, il capitale di vecchiaia proiettato al 31 agosto 2009 (65 anni d'età) risulta essere di complessivi 549'037 franchi (CHF 532'877; Polizza A + CHF 16'160; Polizza D).
Secondo un mio controllo (vedi allegata tabella) il capitale di vecchiaia proiettato alla fine d'agosto 2009 dovrebbe ammontare a CHF 548'689; ne consegue una differenza a mio favore di 348 franchi, differenza per la quale rinuncio a chiedere lumi, ipotizzando che si tratti di una qualche rettifica dei "bonus" accreditati per gli anni dal 1999 al 2001.
Riallacciandomi quindi alla vostra richiesta del 28 maggio u.s., vi comunico la mia intenzione di ritirare dalla petizione dell'8 febbraio 2001, la parte relativa all'adeguamento delle aliquote percentuali inerenti gli accrediti di vecchiaia.
Intendo per contro mantenere in vigore la petizione per tutto quanto non concerne l'adeguamento delle suddette aliquote, e questo dicasi per entrambi i contratti assicurativi (Contratto n. __________ & Contratto n. __________)." (cfr. LII)
1.12. Con successivo scritto del 2 luglio 2002 l'attore ha ribadito la sua richiesta di causa intesa all'adeguamento dei salari assicurati per la parte rimasta attiva agli importi su cui sono stati pagati i contributi fino al momento del nuovo caso di invalidità con conseguente obbligo per la __________ di adattare la rendita di invalidità (LV).
Dal canto suo, l'Istituto di previdenza convenuto ha ribadito che a suo avviso l'aumento del grado d'invalidità dell'attore è da ascrivere alla medesima causa con la conseguenza che il calcolo della rendita d'invalidità piena dovuta dal gennaio 1999 deve basarsi sul salario assicurato per il 1996, ovvero al momento dell'insorgenza dell'incapacità lavorativa (LVII).
__________, con uno scritto del 29 luglio 2002, si è confermato nelle proprie posizioni (LIX).
Su richiesta della vicecancelliera (LXI), la __________ ha in seguito fatto pervenire le condizioni generali d'assicurazione valevoli nel 1996 e nel 1999 (LXII, LXIII) che sono state inviate in copia all'attore per osservazioni (LXIV).
in diritto
2.1. Oggetto del contendere, dopo l'istruttoria, e in particolare dopo la presentazione da parte dell'istituto di previdenza convenuto della presa di posizione del 23 maggio 2002 (XLV), è l'ammontare della rendita intera del secondo pilastro - incontestatamente - dovuta a __________ a far tempo dal mese di gennaio 1999 e più precisamente l'ammontare del salario annuo assicurato (o di base) da porre alla base del calcolo della prestazione. Litigioso è inoltre l'adeguamento al rincaro della rendita.
La __________, nel menzionato scritto del 23 maggio 2002 al TCA, ha infatti aderito all'altra richiesta di __________ tendente all'applicazione, con effetto dal 1. gennaio 1999, dell'aliquota del 26% del salario assicurato per il calcolo degli accrediti di vecchiaia in luogo del 23% precedentemente applicato (XLV). L'attore ha in proposito dichiarato di ritenere soddisfatta la propria domanda e, quindi, di ritirare dalla petizione "la parte relativa all'adeguamento delle aliquote percentuali inerenti agli accrediti di vecchiaia" (LII). Su quest'ultimo punto la petizione è quindi divenuta priva d'oggetto.
2.2. __________ è al beneficio di una rendita d'invalidità della previdenza professionale versata dalla __________ a far tempo dal mese di luglio 1997 per un'inabilità parziale (inizialmente del 33%, dal mese di luglio 1998 del 50%), a decorrere dal gennaio 1999 per un'incapacità totale.
In concreto non sono litigiosi né l'invalidità dell'assicurato, né il grado della stessa né tantomeno la decorrenza della prestazione.
Controverse sono unicamente le modalità di calcolo della rendita intera dovuta dal gennaio 1999.
Mentre l'attore ritiene che per il calcolo della stessa debba far stato il salario annuo nel 1999 (fr. 105'700), considerato come l'aumento dell'inabilità sia da ricondurre ad una causa diversa da quella all'origine della precedente parziale inabilità, l'Istituto di previdenza convenuto ritiene che l'aggravamento sia invece da ascrivere ad un peggioramento delle medesime patologie che già avevano occasionato l'incapacità lavorativa all’origine della rendita d'invalidità parziale. Determinante per la prestazione intera dovuta dal gennaio 1999 resterebbe di conseguenza il salario annuo di base nel 1996 (fr. 100'750), considerato come non ci si troverebbe confrontati con un nuovo evento assicurato.
L'attore fa inoltre valere che il salario annuo di base nel 1999 (fr. 105'700) deve altresì essere determinante nel contesto delle prestazioni previste dal contratto complementare 1/27599.
2.3. Secondo l’art. 23 LPP hanno diritto alle prestazioni d’invalidità le persone che, nel senso dell’AI, sono invalide per almeno il 50% ed erano assicurate al momento in cui è sorta l’incapacità di lavoro la cui causa ha portato all’invalidità. Il TFA ha già avuto modo di affermare che l'evento assicurato ai sensi dell'art. 23 LPP è unicamente la sopravvenienza di un'incapacità lavorativa di una certa importanza, indipendentemente dal tema di sapere da quando e in che misura ne deriva un diritto a una prestazione d’invalidità. Di conseguenza qualora esista un diritto ad una prestazione d'invalidità per un'incapacità lavorativa intervenuta in costanza di assicurazione, l'istituto di previdenza è tenuto a prestare anche se l'invalidità si modifica dopo la fine del rapporto previdenziale (SZS 2002 p. 155 e 1995 p. 464 consid. 3b e 4a e p. 467; DTF 123 V 263 segg.; SVR 1998 BVG n. 14; SVR 1995 BVG n. 43 p. 128 consid. 2a; DTF 120 V 116 consid. 2b; DTF 118 V 35, 45 e 245; M. Moser, Bedeutung und Tragweite von art. 23 BVG, SZS 1995, p. 403; A. Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea 1994, p. 209).
Secondo l'art. 26 LPP inoltre, per la nascita del diritto alle prestazioni d’invalidità, sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della legge federale sull’assicurazione invalidità (art. 29 LAI). L’istituto di previdenza può inoltre stabilire, nelle sue disposizioni regolamentari, che il diritto alle prestazioni sia differito, fintanto che l’assicurato riscuote il salario completo (SZS 1995 p. 464 consid. 3b).
Secondo l’art. 29 LAI:
" il diritto alla rendita secondo l’art. 28 nasce il più presto nel momento in cui l’assicurato:
a) presenta un’incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40%, oppure
b) è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media”.
2.4. Per quanto concerne l'ammontare delle rendita d'invalidità della previdenza professionale, a titolo di disposizione minima (art. 6 e 49 LPP), l'art. 24 LPP prevede quanto segue:
" 1 L'assicurato ha diritto alla rendita intera di invalidità se, nel senso dell'AI, è invalido per almeno i due terzi e alla mezza rendita se è invalido per almeno la metà.
2 La rendita d'invalidità è calcolata secondo l'aliquota di conversione valida per la rendita di vecchiaia. Il pertinente avere di vecchiaia consta:
a.
dell'avere di vecchiaia acquisito dall'assicurato sino alla nascita del diritto alla rendita d'invalidità
b.
della somma degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento dell'età che dà diritto alla rendita, senza gli interessi.
3 Tali accrediti di vecchiaia sono calcolati sul salario coordinato dell'assicurato durante l'ultimo anno d'assicurazione nell'istituto di previdenza".
L'art. 18 OPP2, che stabilisce cosa si deve intendere con salario coordinato ai sensi dell'art. 24 cpv. 3 LPP (cfr. Commento al progetto dell'OPP2, agosto 1983, p. 21; Le calcul des prestations assurées selon la LPP, RCC 1985 p. 200ss.), prevede che:
" 1In caso di decesso o d'invalidità, il salario coordinato durante l'ultimo anno d'assicurazione corrisponde all'ultimo salario coordinato annuo, fissato per il calcolo degli accrediti di vecchiaia (art. 3 cpv. 1).
2Se l'istituto di previdenza si discosta dal salario annuo per determinare il salario coordinato (art. 3 cpv. 2), deve prendere in considerazione il salario coordinato degli ultimi dodici mesi. Nel caso in cui l'assicurato appartenesse all'istituto da meno tempo, il salario coordinato si ottiene convertendo il salario relativo a questo periodo in salario annuo.
3Se durante l'anno precedente l'insorgenza dell'evento assicurato, l'interessato non ha fruito completamente della sua capacità di guadagno a causa di malattia, infortunio o per altri motivi analoghi, il salario coordinato è calcolato in base a un salario corrispondente a una capacità di guadagno completa."
La rendita d'invalidità della previdenza professionale si calcola quindi sulla base di un avere di vecchiaia teorico (J. Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, Berna 1989, p. 493; RCC 1985 p. 200).
Al riguardo va ricordato che l’avere di vecchiaia consta degli accrediti di vecchiaia, interessi compresi per il periodo in cui l’assicurato è stato affiliato all’istituzione di previdenza, e delle prestazioni di libero passaggio accreditate all’assicurato (art. 15 LPP). Gli accrediti di vecchiaia sono calcolati annualmente in per cento del salario coordinato durante l'ultimo anno prima del verificarsi dell'evento assicurato (art. 16 LPP).
I capoversi 2 e 3 dell'art. 18 OPP2 appena citato si fondano sull'art. 34 cpv. 1 lett. a LPP, secondo cui il Consiglio federale disciplina il calcolo delle prestazioni in casi speciali, segnatamente se l'anno di assicurazione determinante secondo l'art. 24 cpv. 3 LPP è incompleto o durante questo periodo l'assicurato non fruiva della sua completa capacità al guadagno (SZS 1997 p. 473 consid. 3a e riferimenti).
Anche gli art. 14 e 15 OPP2 , che disciplinano la tenuta del conto di vecchiaia di assicurati invalidi totalmente o parzialmente, sono l'emanazione della delega concessa al Consiglio federale dall'art. 34 cpv. 1 lett. b LPP di disciplinare il calcolo delle prestazioni in casi speciali, segnatamente se l'assicurato, allorché si verifica un nuovo evento assicurato, riceve già una rendita d'invalidità o ha già ricevuto una prestazione d'invalidità in virtù della legge.
In particolare per l'art. 14 OPP2 (Conti di vecchiaia di assicurati invalidi)
" 1 Nella prospettiva di un possibile reinserimento nella vita attiva, l’istituto di previdenza deve continuare a tenere il conto di vecchiaia di un invalido a cui versa una rendita, fino al momento in cui questi ha raggiunto l’età conferente il diritto alla rendita di vecchiaia.
2 L’avere di vecchiaia dell’invalido deve fruttare interesse.
3 Il salario coordinato durante l’ultimo anno d’assicurazione (art. 18) serve da base di calcolo degli accrediti di vecchiaia durante l’invalidità.
4 Se il diritto alla rendita si estingue in seguito a scomparsa dell’invalidità, l’assicurato ha diritto a una prestazione di libero passaggio il cui importo corrisponde al suo avere di vecchiaia."
L'art. 15 OPP2 (Casi d'invalidità parziale) dispone a sua volta:
" Se l'assicurato beneficia di una mezza rendita d'invalidità, l'istituto di previdenza divide l'avere di vecchiaia in due parti uguali. Una metà sarà trattata secondo l'art. 14. L'altra è assimilata all'avere di vecchiaia di un assicurato che esercita un'attività lucrativa a tempo completo e in caso di scioglimento del rapporto di lavoro è trattata secondo gli art. 3-5 LFLP".
In una vertenza concernente l'aumento del grado d'invalidità (da parziale a totale) di un'assicurata beneficiaria di una mezza rendita d'invalidità della previdenza professionale, il TCA dapprima e il TFA in seguito hanno avuto modo di statuire la non applicabilità degli art. 14 e 15 OPP2 considerato come l'aumento del grado d'invalidità non è un nuovo evento assicurato, ma è semplicemente una modifica dell'evento previsto dagli art. 23segg. LPP (vale a dire la sopravvenienza di un’incapacità lavorativa di una certa importanza; DTF 118 V 35; cfr. STFA non pubblicata del 1. marzo 1996 nella causa P., B 19/94 - menzionata nel Bollettino della previdenza professionale n. 36 edito dall'UFAS
" Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modificazione che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o diminuita in misura corrispondente oppure soppressa.”
(cfr. anche l'art. 22 cpv. 1 LAINF e l'art. 26 LAM).
L'art. 15 OPP2 non regola dunque la modifica del grado d'invalidità bensì soltanto e unicamente i diritti dell'invalido in previsione di un nuovo e diverso evento assicurato (cfr. STFA non pubblicata del 1. marzo 1996 nella causa P., B 19/94 - menzionata nel Bollettino della previdenza professionale n. 36 edito dall'UFAS - che conferma la sentenza del TCA resa in data 14 febbraio 1994, CP 26/93; cfr. STCA non pubblicata del 15 marzo 2000 in re N., 34.1999.17; cfr. anche M. Moser, Bedeutung und Tragweite von art. 23 BVG in: SZS 1995, p. 401segg., cfr. in particolare pag. 412segg; cfr. anche DTF 118 V 35segg.).
Il quesito relativo alla revisione dell'invalidità di un assicurato beneficiario di una prestazione parziale d’invalidità della previdenza professionale deve per contro essere risolto sulla base di quanto previsto dall'art. 26 LPP. Di conseguenza, in caso di peggioramento del grado d’inabilità l’istituto di previdenza tenuto a corrispondere la rendita parziale dovrà adattare la prestazione al mutato tasso d'incapacità a decorrere dal momento in cui l’UAI, in via di revisione (art. 41 LAI e art. 88a OAI), riconosce il diritto alla rendita più elevata (DTF 118 V 35segg. e Moser, op. cit. in SZS 1995 pag. 416).
Considerato come per la giurisprudenza la modifica del grado d’invalidità (riconducibile alla medesima causa) non costituisce di principio un nuovo evento assicurato ma semplicemente la modifica dell’evento previsto all’art. 23 LPP, ossia la revisione dell’invalidità, per la fissazione dell’ammontare della prestazione dovuta in ragione dell’aumento del grado d’inabilità sono determinanti i criteri stabiliti dagli art. 24 cpv. 2 e 3 LPP in relazione con l’art. 18 OPP2 e, quindi, le medesime basi di calcolo che furono determinanti per la fissazione della rendita parziale erogata in precedenza.
La rendita intera dovrà quindi essere calcolata sulla base dell’avere di vecchiaia acquisito dall’assicurato nel momento del realizzarsi dell'evento previdenziale "invalidità" (vale a dire nel momento dell'inizio della pretesa alla rendita parziale) secondo l’art. 24 cpv. 2 lett. a LPP in relazione con gli art. 15 LPP e 11 cpv. 3 OPP2, oltre che sulla somma degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento dell’età termine, senza interessi (art. 24 cpv. 2 lett. b), calcolati sul salario coordinato durante l’ultimo anno d’assicurazione in cui la capacità lavorativa era intatta (art. 24 cpv. 3 LPP, art. 18 cpv. 1 e 3 OPP2 in relazione con l’art. 34 cpv. 1 lett. a LPP) (cfr. Moser, op. cit. in SZS 1995 p. 416, 419-421). In caso di passaggio da una mezza rendita a una intera quest’ultima corrisponderà quindi di regola al doppio dell'importo nominale della prestazione parziale iniziale (vale a dire non ancora soggetta all’adeguamento al rincaro) (cfr. Moser, op. cit. in SZS 1995 p. 420).
Ne discende che ai fini del calcolo dell’ammontare delle rendita intera dovuta in sostituzione della precedente rendita parziale non può venire considerata l’eventuale evoluzione del guadagno assicurato a seguito di una successiva (al realizzarsi dell’evento assicurato invalidità) utilizzazione della capacità lavorativa residua (mentre è innegabile il suo influsso sull’ammontare dei contributi iscritti sul conto vecchiaia individuale e, quindi, sull’avere di vecchiaia determinante per la fissazione delle prestazioni al raggiungimento dell’età di pensionamento) (cfr. Moser, op. cit. in SZS 1995 p. 421).
2.5 La LPP prevede delle disposizioni minime (art. 6 LPP), a cui non si può derogare a sfavore dell'assicurato, per cui il fondo di previdenza può prevedere una diversa modalità di calcolo, nel rispetto di queste disposizioni imperative.
Per l'art. 49 LPP inoltre
" 1Nell'ambito della presente legge, gli istituti di previdenza possono strutturare liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione.
2Se un istituto di previdenza concede prestazioni superiori a quelle minime, alla previdenza più estesa s'applicano soltanto le disposizioni sull'amministrazione paritetica (art. 51), sulla responsabilità (art. 52), sul controllo (art. 53), sul fondo di garanzia (art. 56 cpv. 1 lett. c, cpv. 2‑5, art. 56a, art. 57 e 59), sulla vigilanza (art. 61, 62 e 64), sulla sicurezza finanziaria (art. 65 cpv. 1, art. 67, 69 e 71 ), sul contenzioso (art. 73 e 74) e sulle disposizioni penali (art. 75‑79)."
Secondo l'art. 50 cpv. 1 lett. a LPP inoltre gli istituti di previdenza emanano, tra l'altro, disposizioni sulle prestazioni.
Per quanto concerne la Fondazione convenuta, secondo l'art. 3.5.1 del regolamento relativo al contratto n. 1/27598 (in vigore dal 1. gennaio 1997; doc. _)
"Se il dipendente diventa incapace al guadagno prima del raggiungimento dell'età termine, risp. prima di un eventuale pensionamento anticipato, ha diritto ad una rendita d'invalidità (periodo d'attesa di 12 mesi) e all'esonero dal pagamento dei contributi (periodo d'attesa 3 mesi).
(…)
In linea di massima il periodo d'attesa ricomincia dall'inizio per ogni caso di incapacità al guadagno.
(…)"
Per l'art. 3.5.2 del Regolamento inoltre:
"L'ammontare annuo della rendita completa d'invalidità dipende:
dalla somma dell'avere di vecchiaia e dei rispettivi interessi, che è disponibile al momento in cui viene a scadenza il diritto alla rendita, come pure
dalla somma dei futuri accrediti di vecchiaia (senza gli interessi) per gli anni mancanti fino all'età termine. Questi accrediti di vecchiaia vengono calcolati, in base alle aliquote indicate nella cifra 5.1.2, sul salario assicurato all'inizio del diritto alla rendita, e
dall'aliquota utilizzata per la trasformazione nella rendita di vecchiaia.
Secondo l'art. 3.5.3. la rendita d'invalidità ammonta comunque almeno al 40% del salario di base.
Inoltre, giusta l'art. 3.5.9.:
"L'ammontare delle prestazioni d'incapacità al guadagno viene adeguato al grado d'invalidità. Se l'invalidità è uguale o superiore a due terzi si ha diritto alla totalità delle prestazioni. (…)"
Per quanto attiene al salario assicurato, conformemente al Regolamento relativo al contratto n. __________ (doc. _) così come a quello valido per il contratto n. __________ (doc. _), lo stesso è uguale al salario di base che, a sua volta, viene stabilito anticipatamente in base all'ultimo salario annuo AVS e alle modifiche già note che sono valevoli per l'anno in corso (art. 2.3.1 e 2.3.2). In base al salario assicurato vengono calcolati i contributi e le prestazioni (art. 2.3.2.). Per l'art. 2.3.3 se un dipendente diventa totalmente invalido le sue prestazioni vengono calcolate in base all'ultimo salario valevole prima dell'incapacità al guadagno. Se un dipendente diventa parzialmente invalido, giusta l'art. 2.3.4.,
" ….la sua assicurazione viene suddivisa in una parte (attiva) corrispondente al grado della sua capacità lavorativa e in una parte (inattiva) corrispondente al grado dell'incapacità al guadagno. Per la suddivisione del salario si prende in considerazione l'ultimo salario valevole prima dell'incapacità al guadagno.
La parte "inattiva" del salario rimane costante ed è determinante per il calcolo delle prestazioni d'incapacità al guadagno.
La parte "attiva" viene adeguata alle modifiche annuali del salario. I limiti di salario eventualmente stabiliti dalla cifra 2.3.2 vengono adeguati al grado della capacità lavorativa."
Il piano previdenziale in essere tra l'ex datrice di lavoro di __________ e la Fondazione di previdenza della __________ viene completato anche da condizioni generali d'assicurazione (CGA) che specificano ulteriormente le norme regolamentari. Esse costituiscono parte integrante del contratto d'assicurazione collettiva stipulato tra il contraente (il datore di lavoro) e la __________).
Giusta gli art. 4.2. e 4.4.1. di tali CGA si ha diritto al versamento della rendita d'invalidità e all'esonero dal pagamento dei contributi quando la durata dell'invalidità supera quella del periodo d'attesa.
Inoltre, per l'art. 4.5.1. CGA le modifiche del grado d'invalidità provocano un nuovo esame delle prestazioni e, se del caso, un adeguamento del diritto alle stesse.
Secondo l'art. 4.5.2.
" In caso di aumento del grado d'invalidità di una persona parzialmente invalida la cui invalidità parziale è assicurata in base all'attuale contratto, sono valevoli le seguenti disposizioni:
a) se l'aumento del grado d'invalidità è dovuto alla medesima causa della precedente incapacità parziale al guadagno, le prestazioni d'incapacità al guadagno che sono già in corso di versamento vengono adeguate al nuovo grado d'invalidità senza un nuovo periodo d'attesa.
b) se l'aumento del grado d'invalidità è imputabile a motivi diversi da quelli che hanno provocato la precedente incapacità parziale al guadagno, dopo il periodo d'attesa si ha diritto alle nuove prestazioni d'invalidità solo per quanto concerne l'aumento del grado d'invalidità. Sono determinanti le prestazioni assicurate al momento della modifica del grado d'invalidità." (cfr. LXII bis)
L'illustrata normativa prevista dalla __________ ricalca sostanzialmente il disciplinamento legale precedentemente enunciato risultando tuttavia favorevole per l’assicurato. In effetti, per il calcolo della rendita d’invalidità fa riferimento al salario annuo di base invece che al salario coordinato secondo l’art. 24 LPP (che è d'ammontare inferiore). Inoltre l’art. 4.5.2 CGA prevede in caso di aumento del grado d’invalidità l’adattamento immediato della prestazione, senza un nuovo periodo d’attesa mentre che secondo la legge l’aumento della prestazione è dato dal momento in cui l’UAI riconosce la rendita d’invalidità aumentata e, quindi, di regola solo decorso il periodo di tre mesi previsto dall’art. 88a cpv. 2 OAI in relazione con l’art. 41 LAI (cfr. consid. 2.4).
Considerato pertanto come tale disciplinamento, laddove prevede delle deroghe dalla legge, risulti favorevole per l’assicurato, non meritano ulteriori approfondimenti le allegazioni dell’attore con le quali censura implicitamente l’applicabilità delle CGC (cfr. IX).
In proposito val la pena ancora di precisare che secondo la giurisprudenza per la fissazione delle prestazioni d'invalidità sono determinanti le norme regolamentari in vigore nel momento della nascita del diritto alla prestazione e non quelle valide nel momento in cui è iniziata l'incapacità lavorativa che ha portato all'invalidità (DTF 121 V 97; SZS 1995 pag. 411).
2.6. Nella fattispecie non è litigioso che le conseguenze del peggioramento dello stato di salute dell'assicurato - che non è contestato e che giustifica il riconoscimento di un'invalidità totale e di una rendita intera da parte dell'AI a decorrere dal 1. aprile 1999 (provvedimento dell'UAI cresciuto in giudicato del 4 agosto 1999; doc. _) - debbano essere assunte dalla convenuta, la quale ha già peraltro pacificamente provveduto a erogare all'assicurato una rendita intera della previdenza professionale a contare dal mese di gennaio 1999 (doc. _).
Controverso nella specie è, come detto, unicamente l'ammontare del guadagno assicurato da porre alla base del calcolo della rendita intera d'invalidità cui __________ ha diritto a dipendenza dell'aumentato grado d'invalidità. Mentre l'Istituto di previdenza convenuto, richiamate le disposizioni regolamentari applicabili, ritiene che determinante resti il guadagno assicurato posto alla base della mezza rendita e quindi, il salario di base nel 1996 (fr. 100'750; cfr. doc. _), l'attore ritiene che il guadagno assicurato determinante sia quello del 1999 (fr. 105’700).
Ora, alla luce del disciplinamento legale e regolamentare citato sopra, per quanto riguarda l'aumento del grado d'invalidità con effetto dal mese di gennaio 1999, determinante per il calcolo della prestazione intera è quindi la questione di sapere se l'aumento del grado d'invalidità sia da ricondurre ad un peggioramento del danno alla salute già all'origine dell’incapacità parziale che ha giustificato l'assegnazione della mezza rendita oppure se esso sia da ascrivere ad un nuovo evento assicurato. Nella prima ipotesi - sostenuta dalla convenuta - la rendita già in corso dovrà venir "semplicemente" adeguata al nuovo grado d'invalidità, a parità di basi di calcolo e in particolare restando determinante il reddito assicurato al momento della prima insorgenza dell'invalidità. Nella seconda invece il calcolo della parte di rendita relativo all'aumento del grado d'inabilità dovrebbe basarsi sullo stipendio assicurato al momento del verificarsi del nuovo evento assicurato, fermo restando tuttavia che l'erogazione della prestazione sarebbe allora condizionata all'adempimento del periodo d'attesa regolamentare.
2.7. Dall'incarto emerge che __________ è stato posto al beneficio di una rendita parziale di invalidità della previdenza professionale (dal luglio 1997) così come dell'AI (dal novembre 1998), per problemi di natura cardiologica (segnatamente cardiopatia ischemico-ipertensiva e stato dopo infarto miocardico) oltre che per altre patologie di natura internistica (tabagismo, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, emicrania, diabete mellito). Inoltre i suoi medici curanti avevano evidenziato la presenza di problemi di natura depressiva (cfr. in particolare il certificato del dott. __________ del 21 luglio 1998 attestante un'incapacità lavorativa completa dall'11 luglio 1996, atti AI). L'assicurato medesimo, nel formulario di richiesta di prestazioni all'assicurazione invalidità sottoscritto il 30 giugno 1998, riferisce di essere stato in cura dal luglio 1996 anche per una depressione (doc. _) e nella petizione al TCA indica di essere sofferente di una crisi depressiva dal dicembre 1996 (I). D'altra parte, nel formulario del 21 luglio 1998 all'attenzione dell'UAI il suo medico curante dott. __________ sottolinea espressamente come l'infarto miocardico verificatosi l'11 luglio 1996 fosse "il punto saliente di uno sviluppo verso una depressione e una sofferenza psicofisica graduale" sottolineando come un futuro aumento della capacità lavorativa dipendesse da un miglioramento "dei problemi salienti dello stato di salute attuale, soprattutto la depressione" (cfr. atti AI) . L'esistenza di una cardiopatia ischemico-ipertensiva (oltre alle altre già enunciate patologie internistiche minori) viene confermata anche dai sanitari del Centro di riabilitazione di __________ presso la quale l’assicurato era stato degente dal 24 settembre al 22 ottobre 1996 (certificato del 14 novembre 1996, atti AI). Dal canto suo, il dott. __________, cardiologo, nel suo certificato 15 dicembre 1998 riferisce pure dell'esistenza di una cardiopatia ischemico-ipertensiva associata ad uno stato depressivo "da circa un anno" (atti AI).
Quanto al decorso successivo al primo infarto, dalla documentazione agli atti risulta come l'interessato continuasse ad essere sofferente di problemi depressivi (attestato 21 luglio 1998 del dott. __________ e del 15 dicembre 1998 del dott. __________, atti AI) e di cardiopatia. Nel suo certificato del 6 settembre 1997 (atti AI) il dott. __________ riferisce che nel luglio 1997 erano ripresi i medesimi sintomi presenti prima del primo infarto (debolezza, astenia, dolori).
Per quanto poi attiene al secondo infarto verificatosi il 13 gennaio 1999 ( a seguito del quale all'assicurato è stata riconosciuta un'incapacità lavorativa intera), le certificazioni mediche agli atti, per quanto riguarda appunto i problemi al cuore, attestano l'esistenza della medesima patologia e meglio la "cardiopatia ischemica ipertensiva". Il dott. __________, nel suo certificato del 15 febbraio 1999 all'UAI, precisa che il danno esiste dall'11 luglio 1996 e che il 13 gennaio 1999 si è verificato un "reinfarto", il tutto nel quadro di una cardiopatia ischemica ipertensiva con infarto il 11 luglio 1997 e reinfarto il 13 gennaio 1999. Sottolinea poi il perdurare delle altre patologie, segnatamente della depressione di cui segnala tuttavia un miglioramento (cfr. atti AI). Anche il dott. __________, riferendo di una coronografia eseguita il 27 gennaio 1999, nella sua attestazione del 28 gennaio 1999 fa stato di una "cardiopatia ischemica ipertensiva " sviluppatasi in un infarto nel 1996 e in un "piccolo infarto" il 13 gennaio 1999 (certificati del 28 gennaio 1999 e 15 aprile 1999, atti AI; cfr. anche certificato dell'ospedale regionale di __________ del 22 gennaio 1999, pure agli atti AI, che riferisce della degenza del paziente dal 13 al 20 gennaio 1999 attestando l'esistenza di "cardiopatia ischemico-ipertensiva" con infarto il 13 gennaio 1999 e l'11 luglio 1996, oltre che di uno stato depressivo).
L'esistenza di un chiaro nesso tra i due infarti, nel senso che gli stessi sono stati la manifestazione di una medesima patologia (segnatamente la cardiopatia ischemico-ipertensiva cronica), si desume chiaramente anche dagli altri certificati all'inserto (cfr. l'attestato del Centro di riabilitazione di __________ del 21 maggio 1999 agli atti AI e quello del dott. __________ dell'8 giugno 1999, doc. _).
Per quanto concerne la depressione di cui è affetto l'attore, emerge chiaramente dagli atti che la stessa era già presente immediatamente dopo il verificarsi del primo infarto (se non addirittura già in epoca precedente, cfr. in tal senso, la già menzionata certificazione del 21 luglio 1998 del dott. __________ agli atti AI e quella del 6 giugno 1999 della psichiatra dott.ssa __________, doc. _, che riferisce di un danno alla salute di natura psichica esistente dal 1996) ed è andata poi via via cronicizzandosi e peggiorando (certificato 15 dicembre 1998 del dott. __________, del 15 febbraio 1999 del dott. __________, del 21 maggio 1999 del Centro di riabilitazione di , del 22 gennaio 1999 dell'; cfr. anche il già citato referto del 6 giugno 1999 della dott.ssa __________, psichiatra, che dopo aver visitato __________ per la prima volta nel marzo 1999 riferisce di “uno stato depressivo importante” già presente “da molti anni", doc. _).
2.8. Secondo questa Corte, in base alle certificazioni mediche all'inserto, risulta provato, con il grado della verosimiglianza preponderante, valida nelle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2; SVR 1996 KV Nr. 85 p. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 p. 263ss; DTF 121 V 47 consid. 2a e 208 consid. 6b; RAMI 1994 p. 210/211), che all'origine dell'aumento del grado d'incapacità lavorativa dal gennaio 1999 e, quindi, dell'assegnazione di una rendita intera, vi è un aggravamento delle condizioni di salute dell'assicurato nel quadro delle medesime patologie (cardiopatia ischemico-ipertensiva e depressione) che già avevano originato l'inabilità parziale a far tempo dal luglio 1996. Non ci si trova di conseguenza di fronte ad un nuovo evento assicurato, ma alla modifica del medesimo evento manifestatosi nel 1996.
Le allegazioni dell'attore non possono al riguardo far concludere diversamente, ritenuto come risulti evidente che il secondo infarto patito dall'interessato non rappresenti un evento isolato ma una manifestazione della medesima patologia cardiaca che affligge l'attore sin da prima del 1996 e che aveva già originato il primo infarto. Ulteriore prova ne sia, tra l'altro, che il 22 marzo 2002 l'interessato ha subito un terzo infarto (cfr. XXVIII).
Per quel che concerne la depressione, le certificazioni all'inserto dimostrano in modo incontrovertibile che la stessa fosse già presente al momento in cui si è manifestata la parziale incapacità lavorativa. Ma a prescindere da questa costatazione, non è superfluo rilevare che dall’insieme degli atti medici all'inserto risulta che l’aumento del grado d’invalidità sia da ascrivere già al solo peggioramento delle affezioni cardiache (cfr. attestato del 27 novembre 2000 del dott. __________, doc. _).
Di conseguenza correttamente la __________, in applicazione del disciplinamento regolamentare (e legale) suesposto, accertato come l’aumento del grado d’invalidità non fosse da ascrivere ad una nuova causa ma ad una modifica del medesimo evento assicurato che aveva originato la precedente parziale invalidità, ha proceduto ad adeguare la rendita già in corso al mutato grado d’inabilità, senza un nuovo periodo d’attesa, riferendosi in particolare al salario assicurato di fr. 100'750 determinante al momento del primo verificarsi, nel 1996, dell’incapacità lavorativa che affligge l’attore.
Questo Tribunale non può pertanto che concludere per la correttezza del calcolo operato dalla convenuta ai fini del calcolo della prestazione d’invalidità intera dovuta a __________ dal gennaio 1999 e, quindi, respingere la domanda attorea principale.
Sia detto a titolo abbondanziale che la soluzione adottata dalla convenuta, oltre ad essere, come visto, rispettosa della normativa legale e regolamentare applicabile, risulta altresì vantaggiosa per __________ ove si rilevi che qualora l’aumento del grado d’inabilità fosse stato da ricondurre ad una nuova causa, la prestazione intera della previdenza sovraobbligatoria sarebbe stata riconosciuta solo dal gennaio 2000, vale a dire alla scadenza del periodo d’attesa di un anno stabilito dalla cifra 3.5.1. del Regolamento (cfr. XL).
2.9. Per le medesime suesposte motivazioni deve pure essere disattesa la richiesta dell’attore intesa ad ottenere l’adeguamento del salario assicurato al valore del 1999 (fr. 105'700) anche con riferimento al contratto complementare n. __________. In effetti, le disposizioni regolamentari relative a questo contratto prevedono un disciplinamento identico a quello del contratto __________quanto alla definizione del salario assicurato e al salario determinante per fissare le prestazioni in caso di incapacità lavorativa (vale a dire l'esonero dal pagamento dei contributi), segnatamente l’ultimo salario valevole prima dell’insorgenza dell’incapacità al guadagno (cfr. consid. 2.5; art. 2.3.1-2.3.4 e 3.5. del Regolamento, doc. _).
2.10. L'attore censura altresì il fatto che la rendita concessagli dalla convenuta sia stata adeguata al rincaro, dal 1. gennaio 2001, solo nella misura della parte obbligatoria (cfr. doc. _). La convenuta ammette tale circostanza (XXXIII, XL).
In proposito si rileva che, secondo l’art. 36 LPP,
" Dopo tre anni di decorrenza le rendite per i superstiti e quelle di invalidità devono essere adattate all’evoluzione dei prezzi, secondo quanto disposto dal Consiglio federale, fino all’età di 65 anni per gli uomini e fino all’età di 62 per le donne”.
" L’Istituto di previdenza deve, nel limite delle sue possibilità finanziarie, emanare disposizioni sull’adattamento delle altre rendite in corso”.
Con riferimento all’art. 36 cpv. 2 LPP, l’art. 70 LPP (Misure speciali) dispone che ogni istituto di previdenza deve devolvere l’uno per cento dei salari coordinati di tutti gli assicurati tenuti a pagare contributi per le prestazioni di vecchiaia al miglioramento delle prestazioni in favore della generazione d’entrata, secondo gli art. 32 e 33, e all’adattamento delle rendite in corso all’evoluzione dei prezzi, secondo l’art. 36 cpv. 2.
Inoltre, per l’art. 1 dell’Ordinanza sull’adeguamento delle rendite superstiti e invalidità all’evoluzione dei prezzi
" Le rendite superstiti e invalidità che decorrono da tre anni saranno adattate per la prima volta all’evoluzione dei prezzi all’inizio dell’anno civile seguente”.
" Il tasso d’adeguamento corrisponde a quello dell’indice svizzero dei prezzi al consumo del mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il mese di settembre precedente l’anno in cui avviene l’adeguamento . L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali pubblica il tasso d’adeguamento”.
Tale normativa configura una disposizione minima ai sensi dell’art. 6 LPP (in relazione con l'art. 49 LPP) ed è applicabile unicamente all’assicurazione obbligatoria in vigore dal 1 gennaio 1985, mentre nell’ambito della previdenza pre o sovraobbligatoria non vi è nessun obbligo di adeguamento (DTF 127 V 264 consid. 2 e riferimenti; DTF 117 V 166ss; SVR 2000 BVG n. 12 pag. 58; Stauffer, Die berufliche Vorsorge; Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherugsrecht, Zurigo 1996, p. 52; SZS 1995 p. 99; cfr. AJP 2001 p. 1441).
Nella specie non è contestato che la __________ abbia correttamente adeguato al rincaro la parte obbligatoria della rendita d'invalidità erogata a __________ (doc. _).
A ragione, conformemente alla giurisprudenza appena citata, la __________ sostiene che relativamente alla parte sovraobbligatoria non esiste un obbligo legale di adeguamento. Rimane tuttavia in concreto da esaminare se un diritto all’adeguamento al rincaro della parte di rendita relativa alla previdenza sovraobbligatoria possa essere dedotto dal regolamento in virtù della previdenza più estesa (art. 49 cpv. 2 LPP e 6 LPP).
In proposito l’art. 4.1.3 del regolamento del contratto N. __________ prevede che:
" Le rendite obbligatorie per i superstiti e le rendite d'invalidità in vigore da più di tre anni vengono adeguate allo sviluppo dell'indice dei prezzi in base alle disposizioni del Consiglio federale, e più precisamente fino ai 65 anni per gli uomini e fino a 62 anni per le donne." (doc. _)
Per l'art. 4.1.4. l'adeguamento delle altre rendite in corso all'evoluzione dei prezzi viene effettuato in base alle possibilità finanziarie dell'istituzione di previdenza.
Ora, dal tenore di tali disposizioni regolamentari (valide per il contratto N. __________, polizze A e D) emerge l'obbligo per l'Istituto previdenziale interessato di procedere all'adeguamento al rincaro anche delle rendite d'invalidità sovraobbligatorie, il termine "obbligatorie" di cui all'art. 4.1.3. non potendo che essere messo in relazione alle sole rendite per i superstiti. Il fatto che tale formulazione sia da addebitare ad un errore di traduzione del regolamento dal tedesco all'italiano (cfr. in tal senso lo scritto del 20 dicembre 2002 della __________, LXII; cfr. anche LXIII) non può evidentemente essere determinante né tantomeno venir opposto all'assicurato.
Ne discende che, in accoglimento della domanda attorea, la rendita d'invalidità dovuta a __________ deve essere retroattivamente adeguata al rincaro conformemente alla cifra 4.1.3. del Regolamento anche per quanto attiene alla parte sovraobbligatoria.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Nella misura in cui non è priva d'oggetto, la petizione é parzialmente accolta.
§ Di conseguenza la __________, Fondazione per la
previdenza professionale, __________ è tenuta ad adeguare al rincaro la rendita d’invalidità versata a __________ conformemente ai considerandi.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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