AIUTO RICERCA
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Numero d'incarto: 33.2000.96
Data decisione, Autorità: 31.07.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n. 33.2000.00096
MA/sc
Lugano 31 luglio 2001
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
con redattore:
Marco Armati
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 14 novembre 2000 di
contro
la decisione del 12 ottobre 2000 emanata da
Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di prestazioni complementari
ritenuto, in fatto
1.1. In data 12 ottobre 2000 la Cassa cantonale di compensazione (in seguito la Cassa) ha respinto la domanda di __________ volta all’assegnazione di una prestazione complementare, con effetto dal 1° settembre 2000 (doc. _).
1.2. Contro questa decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA (doc. _), nel quale si è così espresso:
" Con la presente inoltro regolare ricorso contro la decisione a margine recapitatami in data 16.10.2000 in quanto la trovo ingiusta e lesiva dei miei interessi.
In modo particolare contesto il calcolo per quanto riguarda la sostanza al valore commerciale e il valore della proprietà alienata.
Per quanto concerne il valore della sostanza risulta essere sproporzionato a qualsiasi valore di oggetti simili.
In effetti in nessun modo riuscirei ad incassare il valore indicato nella stima peritale.
Per quanto concerne la sostanza alienata risulta dai rogiti forniti alla PC che la mia quota parte era notevolmente inferiore a quanto stabilito dalla Cassa.
Visto quanto sopra chiedo piaccia giudicare:
il ricorso è accolto
sono versate le prestazioni PC di Legge." (Doc. _)
1.3. Il 17 novembre 2000 questo Tribunale ha accertato la tempestività del gravame, invitando la Cassa a verificare la data di ricezione della decisione impugnata da parte dell’assicurato (doc. _).
1.4. Nella sua risposta del 7 febbraio 2001 (doc. _) la Cassa ha chiesto di respingere l’impugnativa, osservando:
" (…)
Dalla verifica della documentazione agli atti rileviamo che con istanza del 31 marzo 1998 lo studio legale‑notarile __________ notificava, all'Ufficio dei registri di __________, l'iscrizione del trapasso a seguito dello scioglimento della comunione ereditaria __________ e __________. La stessa, composta da tre fratelli di cui il ricorrente, comprendeva diverse particelle site tutte in territorio del Comune di __________ nonché della particella No. __________ubicata nel Comune di __________.
Dall'accordo intervenuto tra le parti si osserva inoltre che al ricorrente veniva assegnata unicamente la particella No. __________situata a __________ e in esecuzione alla convenzione stipulata tra i fratelli, __________ versava a __________ la somma di fr. 90'000.‑ a seguito della divisione della comunione ereditaria.
Per quanto attiene la valutazione della sostanza immobiliare l'art. 17 cpv. 4 OPC stabilisce:
" La sostanza immobiliare che non serve da abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente."
Nel caso specifico si è verificato quanto previsto dal citato articolo per cui la resistente ha ordinato le perizie immobiliari tendenti a stabilire il valore corrente della sostanza immobiliare di proprietà della comunione ereditaria.
Per questa valutazione è stato dato mandato all'Ufficio cantonale di stima il quale, a perizia conclusa, ha permesso di stabilire un importo complessivo della massa ereditaria di fr. 861'000.‑ di cui 1/3 (fr. 287'000.‑) di spettanza al ricorrente.
Circa i parametri utilizzati per valutare la sostanza la resistente non può che allinearsi a quanto stabilito dall'Ufficio cantonale di stima in quanto scaturito da perizie specificatamente richieste. A tal proposito giova inoltre ricordare che anche codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni ha già avuto modo di confermare tale prassi amministrativa.
Alla luce di quanto precede alla resistente compete quindi l'obbligo di stabilire se il ricorrente ha ottenuto tutto quanto di suo diritto oppure, come nel caso di specie, sussistano i presupposti di una rinuncia a sostanza come previsto dall'art. 3c cpv.1 lett. g..
Viste le contestazioni sollevate in sede ricorsuale la resistente ha tuttavia voluto approfondire la fattispecie e da una verifica del calcolo, oggetto del contendere, abbiamo potuto stabilire che vi sono degli elementi che è giusto modificare. In particolare la pos. 44.02 della tabella di calcolo PC deve essere modificata in fr. 60'000.‑ (sostanza ancora di proprietà del ricorrente ‑ part. No. __________) contro i precedenti fr. 61’000.‑ mentre la pos. 49 (sostanza mobile o immobile alienata) e quindi rinunciata passa dai precedenti fr. 256'666.‑ a fr. 127'000.‑ (fr. 287000.‑ ./. fr. 150'000.‑ ammortizzato in seguito di fr. 10'000.‑ per effetto dell'art. 17a cpv. OPC).
Tuttavia malgrado le rettifiche apportate il calcolo della prestazione complementare risulta pur sempre respinto e in concreto, fatte le debite premesse, il nuovo calcolo modificato si presenta nel modo seguente:
FABBISOGNO
Fabbisogno vitale (limite di reddito) 24'690.-
Contributo fisso ass. malattia 5'952.-
Pigione annua lorda 13'896 mass. deducibile 13'800.-
Totale fabbisogno 44'442.‑
SOSTANZA
Deposito a risparmio e contanti 9'758.-
Proprietà fondiaria al valore commerciale 60'000.-
Altri fattori della sostanza 3'000.-
Sostanza mobile o immobile alienata 127'000.-
Sostanza netta 199'758.-
Parte della sostanza non computabile 40'000.-
Sostanza computabile 159'758.‑
REDDITO NON PRIVILEGIATO
Sostanza computabile 1/10 15'975.-
Rendite AVS 34'728.-
Interesse da deposito a risparmio 126.-
Ipotetico rendimento della sostanza alienata 1'778.-
Totale redditi 52'607.‑
CALCOLO DELLA PRESTAZIONE COMPLEMENTARE
Totale fabbisogno 44'442.-
Totale redditi 52'607.-
PC di diritto ‑‑‑ . ‑‑‑
Con il valore della sostanza rettificato il nuovo superamento del limite di reddito ammonta a fr. 8'165.‑ contro i precedenti fr. 22'790.‑.
Alla luce di quanto precede e tutto ben considerato si chiede pertanto, a codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni, dì voler respingere il ricorso così come proposto dalla resistente." (Doc. _)
1.5. In data 8 febbraio 2001 il TCA ha notificato ad __________ copia della perizia, assegnandogli un termine di 20 giorni per presentare le proprie osservazioni scritte (cfr. doc. _).
Il ricorrente è rimasto, tuttavia, silente.
in diritto
2.1. Scopo della prestazione complementare è quello di garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art. 34 quater CF (RCC 1992 p. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale" agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in RDAT 1991 II pag. 447ss, spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 p. 52 e 176; 1994 p. 225; RCC 1992 p. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, p. 3, p. 8 e 9).
2.2. Per l'art. 2a LPC hanno diritto alla prestazione complementare le persone anziane che:
" a. ricevono una rendita di vecchiaia dell'AVS."
2.3. Secondo l’art. 3a LPC (cfr. anche art. 2 LPC):
" L'importo della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti (cpv. 1)."
2.4. A proposito delle “spese riconosciute” l’art. 3b LPC prevede che:
" Per le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le seguenti:
a. importo (valido fino al 31.12.98) destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno:
per le persone sole, almeno 14’860 franchi e al massimo 16’460 franchi;
per i coniugi, almeno 22’290 franchi e al massimo 24’690 franchi;
per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, almeno 7’830 franchi e al massimo 8’630 franchi. Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un terzo;
b. la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione."
Dal 1 gennaio 1999 e fino al 31 dicembre 2000 l’importo massimo computabile a titolo di fabbisogno è pari a fr. 16’460 per persone sole, fr. 24’690 per coniugi, fr. 8’630 per il primo e per il secondo figlio o orfano, fr. 5’755 per il terzo e per il quarto figlio o orfano e fr. 2’880 per il quinto e successivi figli o orfani (Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 novembre 1998).
Per le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:
" a. spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. importo forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. L'importo forfetario deve corrispondere al premio medio cantonale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);
e. pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."
2.5. Giusta l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi determinanti comprendono:
"a. le entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita é dedotto dal reddito annuo proveniente dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo é computato in ragione di due terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito dell'attività lucrativa é interamente computato;
b. il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;
d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni familiari;
g. le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni alimentari del diritto di famiglia."
2.6. Nel caso di specie, l’assicurato contesta il valore venale della sostanza immobiliare di sua proprietà (Part. No. __________sita nel Comune di __________, cfr. doc. _ alla Pos. 44.02) - in quanto sarebbe troppo elevato – e censura il calcolo della sostanza immobile alienata (cfr. doc. _, Pos. 49) a seguito dello scioglimento della Comunione ereditaria fu __________ e __________ (cfr. atto di divisione del 31 marzo 1998 agli atti dell’amministrazione).
Di regola, per calcolare la PC dovuta ad un assicurato, vengono computati solo quegli attivi che egli ha effettivamente ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni (AHI Praxis 1995 p. 166 consid. 2a; RDAT I 1992 p. 154; RCC 1984 p. 189; Werlen, Der Anspruch auf Ergänzungsleistungen, Baden 1995, p.156/ 166; ZAK 1989 p. 238). Rilevante è infatti la circostanza che l'interessato non dispone dei mezzi necessari per far fronte ai suoi bisogni esistenziali, non il motivo che ha prodotto questa situazione (DTF 115 V 355).
Nell’ipotesi in cui tuttavia l’assicurato ha rinunciato a dei beni senza esserne giuridicamente obbligato e senza controprestazione adeguata egli dispone di un diritto a determinate entrate o a una determinata sostanza. Se non ne fa tuttavia uso o non fa valere le sue pretese (RCC 1989 p. 350 consid. 3b; 1988 p. 275 consid. 2b) oppure, per motivi di cui è responsabile, non esercita, per lo meno a tempo parziale, un’attività lucrativa ammissibile, il succitato principio non è applicabile (AHI Praxis 1995 p. 166 consid. 2a; Pratique VSI 1994 p. 225 consid. 3a; RCC 1992 p. 348; DTF 115 V 353 consid. 5c; cfr. Anche DTF 122 V 397 consid. 2).
In questi casi la giurisprudenza considera che vi è rinuncia a sostanza ai sensi dell’art. 3c cpv. 1 lett. g (cfr. vart. 3 cpv. 1 lett. f LPC; RDAT I 1994 p. 189 consid. 3a; RCC 1989 p. 350 consid. 3b).
In conclusione, quindi, lo scopo dell’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC consiste avantutto nell’evitare che un assicurato si spogli di tutto o di una parte dei suoi beni a favore di terzi, senza obbligo giuridico ed in modo da diminuire il reddito che determina il diritto alla prestazioni. Nel caso in cui l’assicurato spende la sua fortuna per acquistare dei beni di consumo o per migliorare livello di vita egli fa uso della sua libertà personale, di conseguenza l’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC non torna applicabile (DTF 115 V 354).
2.7. Per l’art. 3c cpv. 7 lett. b LPC il Consiglio federale disciplina la valutazione dei redditi determinanti, delle spese riconosciute, nonché della sostanza.
A norma dell'art. 17 OPC -AVS/AI nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 1998,
"1) La valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio.
Se tali regole non esistono, la sostanza computabile deve essere valutata secondo le regole stabilite per le persone morali dalla legislazione sull'imposta federale diretta.
I Cantoni possono considerare quali determinanti le regole che la legislazione sull'imposta federale diretta stabilisce per le persone morali.
La sostanza immobiliare che non serve di abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle prestazioni complementari deve essere computata al valore corrente."
Con effetto dal 1 gennaio 1999 i capoversi 2 e 3 dell’art. 17 sono stati abrogati, mentre sono stati aggiunti i capoversi 5 e 6 del seguente tenore
" In caso di alienazione di un immobile, a titolo oneroso o gratuito, il valore venale é determinante per sapere se ci si trova in presenza di una rinuncia a elementi patrimoniali ai sensi dell'articolo 3c capoverso 1 lettera g LPC. Il valore venale non é applicabile se, per legge, esiste un diritto di acquisire un immobile a un valore inferiore (cpv. 5).
Invece del valore venale, i Cantoni possono applicare uniformemente il valore di ripartizione determinante per la ripartizione fiscale intercantonale (cpv. 6)."
Il Canton Ticino non ha optato per la soluzione prevista dall'Esecutivo al cpv. 6, ma ha mantenuto la procedura finora adottata, secondo cui, per stabilire il valore venale degli immobili, si fa capo ad un perito immobiliare, in concreto all'Ufficio stima (cfr. consid. 2.8).
Se la sostanza immobiliare serve da abitazione all'assicurato, fa stato il cpv. 1 dell'art. 17 OPC, secondo cui la valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio.
La norma intende in particolare facilitare l'amministrazione cantonale nell'accertamento della sostanza, permettendole di riprendere il valore direttamente dalla tassazione fiscale, senza dover ricalcolare lei stessa l'importo da computare (RCC 1991 pag. 422).
Secondo la volontà del legislatore, dunque, dal 1° gennaio 1992 la sostanza deve essere, di principio, esposta al valore considerato in sede fiscale cantonale prima della deduzione degli importi esenti da imposta (Direttive UFAS sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 2109).
A norma dell'art. 52 cpv. 1 LT gli immobili e i loro accessori nel Cantone sono imposti per il valore di stima ufficiale.
Ne consegue che la sostanza immobiliare è computata sulla base del suo valore di stima ufficiale (STFA 8 ottobre 1992 nella causa N.G., pubblicata in RDAT I-1993, pag. 232).
A tale disposizione fa tuttavia eccezione il capoverso 4, nella misura in cui la sostanza immobiliare che non serve da abitazione all’assicurato deve essere computata non già al valore determinato in sede fiscale, bensì al suo valore corrente (valeur vénale, Verkehrswert; Pratique VSI 1994 p. 194). Questa distinzione si fonda sul fatto che il valore corrente o valore venale, vale a dire il valore che raggiunge un immobile nel corso di normali transazioni commerciali, è in genere più elevato del valore fiscale (RCC 1991 p. 424). Con valore venale si intende altresì il prezzo pagato per dei fondi agricoli secondo le leggi di mercato (Pratique VSI 1994 p. 194). Nella misura in cui la sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul mercato.
Non sarebbe infatti corretto che agli assicurati fosse consentito di mantenere la sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle prestazioni complementari. I titolari di carte valori e libretti di risparmio non devono essere trattati peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI 1994 p. 195; RCC 1991 p. 424).
In una sentenza pubblicata in VSI 1994 p. 290 il TFA ha specificato che tale disposizione è applicabile solo se il richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo delle prestazioni complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua proprietà.
2.8. In concreto, dagli atti dell’incarto emerge che in data 31 marzo 1998 è stata sciolta la comunione ereditaria fu __________ ed __________, di cui l’assicurato era membro unitamente ai fratelli __________ e __________. Al ricorrente è così spettata la proprietà della particella no. __________ sita nel comune di __________ ed un conguaglio finanziario per un importo di fr. 90'000.—, versatogli dal fratello __________ (cfr. doc. agli atti dell’amministrazione).
L’Ufficio stima, incaricato dalla Cassa cantonale di compensazione, ha fissato in fr. 861'000.— il valore venale complessivo degli immobili in questione (cfr. doc. _). Segnatamente l’amministrazione ha stabilito in fr. 60'000.— il valore venale della part. No. __________di proprietà dell’assicurato, in fr. 200'000.— quello della part. No. __________, in fr. 1'000.— quello della part. No. __________- entrambe di proprietà di __________ - e in fr. 600'000.— il valore venale del mappale no. __________sito nel Comune di __________ ora di proprietà di __________ (cfr. doc. _).
In sostanza, l’assicurato ha percepito complessivamente fr. 150'000.—, di cui fr. 60'000.— quale valore venale della part. __________e fr. 90'000.— a conguaglio della divisione, a fronte dell’importo di fr. 287'000.— spettantegli ex lege (fr. 861'000.— in ragione di 1/3) in virtù del diritto successorio.
In simili circostanze ed alla luce della giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.7.) si deve ammettere che __________ ha rinunciato a sostanza senza una controprestazione adeguata.
A giusta ragione, quindi, la Cassa cantonale di compensazione ha computato il valore venale della sostanza immobiliare oggetto della rinuncia.
Inoltre, considerato che la part. __________RFD di __________ non gli serve quale abitazione primaria, in quanto risiede in affitto presso un’abitazione sita in via __________, altrettanto correttamente la Cassa ha computato il valore venale dell’immobile di sua proprietà.
2.9. Al proposito, giova ancora rilevare che per determinare il valore commerciale l’amministrazione deve far esperire una perizia da un ufficio competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la precedente prassi della Cassa, che consisteva nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di stima ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime, poteva risultare un valore superiore a quello corrente (RDAT II/1995 p. 203ss.).
Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, l’ufficio cantonale, per la determinazione del valore corrente degli immobili, deve sempre far capo allo stesso servizio (SVR 1998 LPC No. 5). A mente dell’Alta Corte federale sarebbe infatti inammissibile calcolare l’importo delle prestazioni complementari in base a stime elaborate da autorità differenti (Pratique VSI 1993 p. 137).
In concreto la Cassa affida il compito all’Ufficio stima.
Al riguardo va ancora rilevato che, il TFA, in un caso riguardante il Canton Ticino, in cui il ricorrente aveva contestato la valutazione immobiliare operata dall’Ufficio cantonale di stima, ha confermato l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S).
L’Ufficio stima, come detto, con perizia immobiliare 2 aprile 1999, ha stabilito in fr. 861'000.-- il valore venale complessivo degli immobili della CE fu __________ ed __________.
Secondo costante giurisprudenza federale, le perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi (ZAK 1986 p. 189; RAMI U 167 p. 96; DTF 104 V 212; SZS 1987 p. 237-239; SZS 1988 p. 329 e 332; DTF non pubbl. del 24. 12 1993 in re S. H; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332).
Lo stesso vale per quel che riguarda perizie dall’amministrazione presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).
Per quanto concerne il valore probatorio d'un rapporto si deve accertare se è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce a esami approfonditi, se tien conto delle censure sollevate, se è chiaro nella presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio richiesto sotto qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S. F).
Il giudice non si scosta, senza motivi imperativi dalle risultanze di una perizia, compito del perito essendo infatti proprio quello di mettere a disposizione della giustizia le sue specifiche conoscenze, allo scopo di chiarire gli aspetti specialistici di una determinata fattispecie (DTF 122 V 161).
La citata giurisprudenza del TFA, applicata in particolare per i referti medici, deve valere per tutte le perizie (cfr. ad esempio per la previdenza professionale SVR 1998 LPP no. 16), e quindi deve essere applicata anche per quelle esperite in ambito immobiliare (cfr. STCA del 24 febbraio 1997 in re L.M).
2.10. L'assicurato sostiene che l'importo computato dalla Cassa a titolo di valore venale della part. no. __________di sua proprietà sita nel Comune di __________ come pure quello delle part. No. __________, __________di __________ nonché no. __________RFD di __________ a titolo di sostanza alienata è eccessivo e sproporzionato (doc. _). A mente del ricorrente, pertanto, i valori indicati nei rapporti peritali sono irrealizzabili (cfr. consid. 1.2.).
Agli atti non vi è tuttavia alcun indizio secondo cui il valore corrente degli immobili andrebbe ridotto rispetto a quello stabilito dall'amministrazione. Né l’assicurato ha reso verosimile una tale evenienza.
Occorre quindi concludere che non vi sono elementi atti a mettere in discussione la correttezza delle perizie, le quali si fondano su accertamenti approfonditi, esperiti da specialisti nel ramo, che si sono fondati su criteri generalmente applicabili in questo ambito. Esse giungono inoltre a conclusioni logiche, conformemente a quanto stabilito dai criteri giurisprudenziali succitati.
Per questi motivi il TCA non ha quindi motivo di scostarsi dalle conclusioni peritali che risultano affidabili (cfr. STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S consid. 2b).
2.11. Inoltre, per quanto riguarda la modalità di calcolo della PC, dai beni cui l'assicurato ha rinunciato (cfr. consid. 2.7.) vanno ancora dedotti gli ammortamenti previsti dalla legge.
Infatti, ai sensi dell’art. 17a cpv. 1 OPC, entrato in vigore il 1° gennaio 1990, l’importo computabile delle parti di sostanza alle quali si è rinunciato, è ridotto annualmente di fr. 10’000.-.
Il valore della sostanza al momento della rinuncia deve essere riportato invariato al 1° gennaio dell’anno che segue la rinuncia e, in seguito, ridotto ogni anno (art. 17a cpv. 2 OPC).
Le parti di sostanza alle quali è stato rinunciato prima dell’entrata in vigore dell’art. 17a OPC sono sottoposte a riduzione solo a partire dal 1. gennaio 1990 (cfr. disposizioni transitorie alla modifica del 12 giugno 1989).
Questa regolamentazione è stata dichiarata conforme alla legge e alla Costituzione da parte del TFA (Pratique VSI 1994 pag. 162, RCC 1992 pag. 436).
La giurisprudenza ha precisato che la sostanza dev’essere ripresa integralmente il
Dal 1. gennaio 1995 è inoltre stato modificato il tenore dell’art. 17a cpv. 3 OPC il quale prevede che
" per il computo della prestazione complementare è determinante l’importo ridotto della sostanza al 1. gennaio dell’anno in cui la prestazione è corrisposta.”
Nel caso concreto, visto che l’assicurato ha rinunciato a sostanza nel 1998 (cfr. atto di scioglimento della CE fu __________ ed __________), gli ammortamenti assommano a fr. 10'000, come correttamente ritenuto dalla Cassa (doc. _).
2.12. In conclusione, poiché il valore venale dell’immobile di proprietà dell’assicurato è pari a fr. 60'000.— ed il valore commerciale della sostanza alienata assomma a fr. 127'000 - corrispondente alla differenza tra l’importo che sarebbe lui spettato per legge a seguito dello scioglimento della CE (1/3 di fr. 861'000, ossia fr. 287'000.--) e la somma effettivamente ricevuta (fr. 150'000.--, cfr. consid. 2.9.), dedotti gli ammortamenti ex art. 17a OPC (cfr. consid. 2.12.) – il totale dei redditi determinanti ammonta a fr. 52'607.--. Questo importo è stato, peraltro, correttamente ritenuto dalla Cassa nel calcolo della PC rivisto in sede risponsuale a seguito delle censure ricorsuali sollevate dall’assicurato.
In siffatte circostanze, pur ammettendo la riduzione della sostanza da fr. 290'424.— (doc. _) a fr. 159'758.— (doc. _), i redditi determinanti di __________ eccedono comunque il suo fabbisogno vitale ( fr. 44'442.—, cfr. doc. _).
Di conseguenza, si giustifica il rifiuto della prestazione complementare.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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