AIUTO RICERCA
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Numero d'incarto: 33.2001.103
Data decisione, Autorità: 14.05.2002, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n. 33.2001.00103
IR/cd
Lugano 14 maggio 2002
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
statuendo sul ricorso del 29 ottobre 2001 di
contro
la decisione del 11 ottobre 2001 emanata da
Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,
in materia di prestazioni complementari
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione resa l’11 ottobre 2001, la Cassa cantonale di compensazione di Bellinzona ha respinto la richiesta 16 maggio 2001 postulata da __________, nata nel __________e vedova dal __________ 1986, domanda tesa all'ottenimento di una prestazione complementare a far tempo dal 1 maggio 2001. Il rifiuto della rendita PC è riconducibile ai redditi della ricorrente che sarebbero superiori alle spese riconosciute.
1.2. Con tempestivo ricorso 29 ottobre 2001 l'assicurata si è aggravata contro la decisione amministrativa, chiedendo a questo Tribunale l'assegnazione di una prestazione complementare. In particolare, la ricorrente contesta la valutazione della sostanza mobile ed immobile ritenuta dall’amministrazione, con particolare riferimento alla sostanza immobile alienata, d’altra parte non viene ammesso il reddito ipotetico della stessa sostanza. In particolare la signora __________ indica di non avere alienato alcunché.
1.3. Nella propria risposta 20 marzo 2002 la Cassa di compensazione ha evidenziato come il gravame sia parzialmente accoglibile per i seguenti motivi:
" (…)
Dalla documentazione agli atti rileviamo che, in data 13 aprile 1987 con atto notarile dell'avv. __________ veniva sciolta la comunione ereditaria sita in territorio del comune di __________, composta da numerose particelle a cui faceva parte la ricorrente.
AI punto VI dello stesso documento si evince inoltre quanto segue:
"A carico della part. __________ e a favore della signora __________, sua vita natural durante, viene costituito un diritto di abitazione gratuito. Tale diritto potrà essere cancellato con la presentazione dell'atto di decesso della beneficiaria".
Fatta questa debita precisazione occorre quindi precisare che per quanto riguarda la valutazione della sostanza immobiliare l'art. 17 cpv. 4 OPC stabilisce:
"La sostanza immobiliare che non serve da abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente".
Nel caso specifico si verifica quanto previsto dal citato articolo per cui la resistente ha ordinato le perizie tecniche circostanziate delle sostanze immobiliari possedute in comproprietà tralasciando ovviamente la particella __________che costituisce l'abitazione primaria della ricorrente.
Per questa valutazione è stato dato mandato all'Ufficio cantonale di stima il quale, a perizia conclusa, ha permesso di stabilire un importo complessivo di 540'300.- quale valore corrente delle sostanze immobiliari divise.
Circa i paramenti utilizzati per valutare la sostanza la resistente non può che riconfermarsi nel valore citato e contestato in quanto scaturito da perizie specificatamente richieste. A tal proposito giova infatti ricordare che anche codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni ha già avuto modo di confermare tale prassi amministrativa.
Tuttavia in sede ricorsuale la resistente ha riesaminato nuovamente il calcolo, oggetto del contendere, e sulla base delle informazioni ricevute possiamo affermare di essere incorsi in un errore di computo che è quindi giusto modificare ed in particolare la nuova sostanza immobiliare da computare, in ragione di 1/4, dedotti i debiti di fr. 11'375.- e l'ammortamento previsto per effetto dei art 117a OPC (fr. 10'000.- x 12), ammonta a fr. 3'700.- mentre il nuovo reddito ipotetico della sostanza alienata da considerare ammonta a fr. 55.-.
Da un'ulteriore verifica esperita presso l'Ufficio tassazioni di __________ abbiamo inoltre appurato che pure gli interessi dei titoli (pos. 29 della tabella di calcolo PC) devono essere rettificati e meglio da fr. 3'150.- a fr. 1'300.-.
Alla luce di quanto precede e dopo le dovute rettifiche il nuovo calcolo di prestazione complementare può così essere riassunto:
FABBISOGNO
Fabbisogno vitale (limite di reddito) 16'880.-
Contributo fisso assicurazione malattia 3'096.-
Spese manutenzione fabbricati 1'000.-
Pigione annua 5'680.-
Totale fabbisogno 26'656.-
SOSTANZA
Titoli 40'000.-
Sostanza alienata negli anni precedenti 3'700.-
Parte della sostanza non computabile 25'000.-
Sostanza computabile 18'700.-
REDDITO NON PRIVILEGIATO
Sostanza computabile 1/10 1'870.-
Rendite AVS 17'532.-
Interesse da deposito a risparmio 1'300.-
Ipotetico rendimento della sostanza alienata 55.-
Diritto d'abitazione 4'000.-
Totale redditi 24'757.-
CALCOLO DELLA PRESTAZIONE COMPLEMENTARE
Totale fabbisogno 26'656.-
Totale redditi 24'757.-
Dedotto sussidio assicurazione malattia 3'096.-
PC di diritto --- . ---
Con i nuovi valori rettificati all'assicurata sarà quindi riconosciuto unicamente il pagamento del premio dell'assicurazione malattia obbligatoria a decorrere dal 1° maggio 2001.
In conclusione e tutto ben considerato si chiede pertanto, a codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni, di voler accogliere parzialmente il ricorso così come proposto dalla resistente." (Doc. _)
La risposta di causa è stata accompagnata dalla produzione della perizia sul valore degli immobili fatta allestire dall’amministrazione all’Ufficio Stima. Alla ricorrente è stata concessa la possibilità di prendere posizione in merito. __________ non ha reagito all’invio.
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Va prima di tutto rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; CATTANEO, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).
2.3. Per l’art. 2a LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2 le persone che ricevono una rendita di vecchiaia dell’AVS.
In virtù dell’art. 3a LPC (cfr. anche art. 2 LPC)
" L'importo della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti (cpv. 1).
Per quanto attiene alle spese riconosciute l’art. 3b LPC prevede che:
" Per le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le seguenti:
a. importo (valido fino al 31.12.98) destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno:
per le persone sole, almeno 14690 franchi e al massimo 16 290 franchi;
per i coniugi, almeno 22 035 franchi e al massimo 24 435 franchi;
per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545 franchi. Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un terzo;
b. la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione."
Dal 1° gennaio 1999 (sino al 31 dicembre 2000) l’importo massimo computabile a titolo di fabbisogno è pari 16’460 per persone sole, 24’690 per coniugi, fr. 8’630 per il primo e per il secondo figlio o orfano, fr. 5755 per il terzo e per il quarto figlio o orfano e fr. 2’880 per il quinto e successivi figli o orfani (Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 novembre 1998).
A decorrere dal 1° gennaio 2001, invece, gli importi massimi destinati alla copertura del fabbisogno vitale sono aumentati a fr. 16'800.— per persone sole, fr. 25’320.— per coniugi e, per orfani e figli che danno diritto ad una rendita per figli AVS o dell’AI, a fr. 8'850.— (cfr. art. 1 dell’Ordinanza 01 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 settembre 2000).
Secondo l’art. 3b cpv. 3 LPC per le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono pure riconosciute le seguenti spese:
"a. spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);
e. pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia."
Per l’art. 3c cpv. 1 LPC, infine, i redditi determinanti comprendono:
"a. le entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita é dedotto dal reddito annuo proveniente dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo é computato in ragione di due terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito dell'attività lucrativa é interamente computato;
b. il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15’000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;
d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le
rendite dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni familiari
g. le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni alimentari del diritto di famiglia."
Non sono, invece, computati come redditi determinanti (art. 3c cpv. 2 LPC):
"a. le prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328 e seguenti del Codice civile;
b. le prestazioni d'aiuto sociale;
c. le prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;
d. gli assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI;
e. le borse di studio e altri aiuti finanziari all'istruzione."
2.4. Secondo l’art. 3c cpv. 7 lett. b LPC il Consiglio federale disciplina la valutazione dei redditi determinanti, delle spese riconosciute, nonché della sostanza.
Per l'art. 17 cpv. 1 e 4 OPC -AVS/AI, nel tenore in vigore dal 1 gennaio 1999
"
le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio.
…
o a una persona compresa nel calcolo delle prestazioni
complementari deve essere computata al valore corrente."
Secondo il capoverso 5
" In caso di alienazione di un immobile, a titolo oneroso o gratuito, il valore venale è determinante per sapere se ci si trova in presenza di una rinuncia a elementi patrimoniali ai sensi dell'art. 3c capoverso 1 lettera g LPC. Il valore venale non è applicabile se, per legge, esiste un diritto di acquisire un immobile a un valore inferiore".
Per il capoverso 6
" invece del valore venale, i Cantoni possono applicare uniformemente il valore di ripartizione determinante per la ripartizione fiscale cantonale.”
In proposito va rilevato che il Cantone Ticino non ha optato per il metodo di calcolo previsto introdotto all'art. 17 cpv. 6 OPC AVS/AI, bensì applica, anche dopo il 1 gennaio 1999, il capoverso 4 dell’art. 17, così come la relativa giurisprudenza.
Dall'art. 17a cpv. 2 OPC AVS/AI risulta, inoltre, che il valore venale va stabilito al momento della rinuncia.
2.5. Secondo la prassi del TFA, per determinare il valore commerciale degli immobili computabili l’amministrazione deve far esperire una perizia da un ufficio competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la precedente prassi della Cassa, che consisteva nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di stima ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime, poteva risultare un valore superiore a quello corrente (RDAT II/1995 p. 203ss.).
Per la determinazione del valore corrente degli immobili, l’ufficio cantonale deve sempre far capo allo stesso servizio. A mente dell’Alta Corte federale sarebbe, infatti, inammissibile calcolare l’importo delle prestazioni complementari in base a stime elaborate da autorità differenti (Pratique VSI 1993 p. 137).
Nel cantone Ticino la Cassa affida il compito di stabilire il citato all’Ufficio stima. In proposito il TFA, in un caso riguardante il Cantone Ticino, ha già avuto modo di confermare l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S).
2.6. Con il suo gravame la ricorrente censura la ritenuta alienazione di sostanza da parte sua e contesta di riflesso che venga ritenuto un reddito ipotetico. Dagli atti prodotti con la risposta di causa emerge come la ricorrente facesse parte di CE composta da __________, __________ e da __________ oltre che dalla stessa ricorrente. Detta CE risultava essere proprietaria di numerosi fondi in territorio del Comune di __________, ed in particolare delle particelle __________ tutte in territorio del Comune di __________.
Con atto di data 13 aprile 1987 del notaio avv. __________, la signora __________ e gli altri coeredi hanno diviso le proprietà della CE con assegnazione di fondi a __________o, __________, __________ e __________. A carico della particella __________RFD ed a favore di __________ é stato costituito un diritto d’abitazione vita natural durante cancellabile mediante presentazione dell’atto di decesso della beneficiaria.
Come indicato la ricorrente contesta il computo della sostanza contestandone in particolare l’alienazione. Alla luce dell’atto di divisione contenuto negli atti dell’amministrazione appare sufficientemente comprovato come la signora __________ sia stata comproprietaria delle particelle appena elencate nella sua veste di membro della CE citata, cui quote ha rinunciato.
2.7. Implicitamente la ricorrente contesta il computo della sostanza alienata rispettivamente alla quale ha rinunciato con l’atto di divisione del 13 aprile 1987 del notaio avv. __________.
A questo proposito va rammentato come la prestazione complementare persegue lo scopo di garantire un reddito minimo (Pratique VSI 1994 pag. 225). Di principio, per il calcolo della prestazione complementare, vengono presi in considerazione solo quegli attivi che l’assicurato ha effettivamente ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni (AHI Praxis 1995 pag. 166 consid. 2a; RDAT I 1992 pag. 154; RCC 1984 pag. 189; WERLEN, Der Anspruch auf Ergänzungsleistungen, Baden 1995, pag.156/ 166; ZAK 1989 pag. 238). Di conseguenza è rilevante la circostanza che l’interessato non dispone dei mezzi necessari per far fronte ai suoi bisogni esistenziali, non il motivo che ha condotto a questa situazione (DTF 115 V 355).
Tale principio è tuttavia sottoposto a dei limiti. Segnatamente non è applicabile nell’ipotesi in cui l’assicurato ha rinunciato a dei beni senza esserne giuridicamente obbligato e senza controprestazione adeguata, oppure quando dispone di un diritto a determinate entrate o a una determinata sostanza, ma non ne fa tuttavia uso o non fa valere le sue pretese (RCC 1989 pag. 350 consid. 3b; 1988 pag. 275 consid. 2b) o se, per motivi di cui è responsabile, non esercita, per lo meno a tempo parziale, un’attività lucrativa ammissibile (AHI Praxis 1995 pag. 166 consid. 2a; Pratique VSI 1994 pag. 225 consid. 3a; RCC 1992 pag. 348; DTF 115 V 353 consid. 5c; DTF 122 V 397 consid. 2).
In questi casi la giurisprudenza considera che vi è una rinuncia di sostanza ai sensi dell’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC (RDAT I-1994 pag. 189 consid. 3a; RCC 1989 pag. 350 consid. 3b).
La giurisprudenza si è limitata a riconoscere l'applicabilità del citato articolo se la rinuncia è avvenuta senza obbligo legale e senza controprestazione adeguata. Ha infatti ribadito più volte che il sistema delle prestazioni complementari non offre la possibilità di procedere ad un controllo dello stile di vita dell'assicurato e di chiedersi se in passato il richiedente ha vissuto al di sotto o al di sopra della normalità (AHI Praxis 1995 pag. 167 consid. 2b; CARIGIET, Ergänzungsleistungen, Zurigo, 1995, pag. 120).
In ambito di prestazioni complementari e più precisamente di rinuncia a sostanza, secondo il TFA il computo di sostanza a cui un assicurato ha rinunciato non può essere limitato nel tempo: la rinuncia è infatti rilevante anche quando ha avuto luogo oltre cinque anni prima la richiesta della prestazione. Il TFA ha a tal proposito dichiarato illegale una direttiva relativa alle PC edita dall'UFAS che limitava la rilevanza della rinuncia a cinque anni prima l'ottenimento della prestazione (Pratique VSI 1994 pag. 290).
L'Alta Corte ha pure stabilito che, per la valutazione della rinuncia, valgono le disposizioni legali in vigore nell'istante in cui è fatta valere la richiesta di PC e non al momento della rinuncia (AHI Praxis 1994 pag. 284), trattandosi di retroattività impropria.
Si evidenzia, infine, come il rinunciare alla propria sostanza comporti contestualmente per il richiedente di una prestazione complementare una riduzione di Fr. 10'000.- annui del valore dei propri beni alienati (art. 17a cpv. 1 OPC-AVS/AI entrato in vigore il 1° gennaio 1990). Il valore della sostanza alienata deve essere riportato invariato al 1° gennaio dell'anno che segue la rinuncia e successivamente ammortizzato di Fr. 10'000.- ogni anno (cpv. 2) fino all'anno per cui è assegnata la PC (cpv. 3).
Le parti di sostanza alle quali si è rinunciato prima dell'entrata in vigore dell'art. 17a OPC-AVS/AI sono sottoposte a riduzione solo a partire dal 1° gennaio 1990 (cfr. Disp. Trans. alla modifica del 12 giugno 1989).
Questa regolamentazione è stata dichiarata conforme alla legge ed alla Costituzione da parte del TFA (Pratique VSI 1994 pag. 162, RCC 1992 pag. 436).
La giurisprudenza ha precisato che la sostanza deve essere ripresa integralmente il 1° gennaio 1990 e ridotta in seguito annualmente, la prima volta il 1° gennaio 1991 (DTF 119 V 487; STFA non pubblicata del 21 dicembre 1990 nella causa V.A.).
Già si è rammentato che giusta l’art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la sostanza immobiliare che non serve d'abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente.
Secondo tali termini, nella misura in cui la sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul mercato.
Non sarebbe infatti corretto che agli assicurati fosse consentito di mantenere la sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle prestazioni complementari. I titolari di carte valori e libretti di risparmio non devono essere trattati peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI 1994 pag. 195; RCC 1991 pag. 424).
In una sentenza pubblicata in VSI 1994 pag. 290, il TFA ha specificato che tale disposizione è applicabile solo se il richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo delle prestazioni complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua proprietà.
2.8. Per determinare il valore commerciale dell'immobile l’Amministrazione deve far esperire una perizia da parte d'un ufficio competente.
Con perizia immobiliare 28 settembre 2001 (doc. _) l’Ufficio stima ha fissato i seguenti valori per i fondi già di proprietà della CE ed ai quali l’assicurata ha rinunciato senza contro prestazione nell’aprile 1987:
Mappale (RFD __________) Valore
__________ 3'900.-
__________ 25'000.-
__________ 8'000.-
__________ 5'000.-
__________ 1'400.-
__________ 2'800.-
__________ 130'000.-
__________ 13'000.-
__________ 8'000.-
__________ 500.-
__________ 700.-
__________ 88'000.-
__________ 60'000.-
__________ 3'000.-
__________ 38'000.-
__________ 13'000.-
__________ 24’170.- (valore di stima ab. primaria)
__________ 4'500.-
__________ 15'500.-
__________ 120'000.-
per un importo complessivo di CHF 564'470.-
2.9. Dagli atti dell’amministrazione si deve dedurre come la ricorrente sia stata beneficiaria della quota di ¼ dell’ammontare della sostanza e che il valore dei fondi – come rammenta la Cassa stessa – debba essere diminuito dell’ammontare dei debiti ossia CHF 11'375.-. La ricorrente non ha contestato puntualmente l’ammontare degli importi ritenuti a livello peritale dall’ing. __________. In effetti il lavoro svolto dal tecnico incaricato appare dettagliato, preciso e minuzioso. Per ogni fondo analizzato sono stati presi in considerazione l’iscrizione a RF, l’ubicazione, la struttura, l’esistenza di oneri o servitù, la natura del fondo. Per ogni mappale considerato il perito incaricato ha ritenuto i vincoli di PR, l’insediamento del terreno, la sua estensione, gli accessi, i confini, l’esposizione, la forma. Per le costruzioni sono stati ritenuti gli elementi costruttivi, lo stato di conservazione e lo stato delle finiture, la natura ed estensione del terreno formante il mappale, oltre all’ubicazione, alla facilità di accesso, alla forma del fondo ed all’esposizione. L’esame peritale è quindi parso dettagliato, preciso, minuzioso ed attento. Come indicato la ricorrente non ha criticato nel merito la valutazione dell’ing. __________ le cui conclusioni debbono essere condivise in questa sede. Nel caso di specie questo Tribunale rileva infatti che la ricorrente non ha dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante, valido nelle assicurazioni sociali (SVR 1996 KV Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pagg. 263 segg.; DTF 121 V 208 consid. 6a; RAMI 1994 pagg. 210/211), che i valori ritenuti dall’amministrazione sono siano rispondenti a realtà e non possano quindi fondare la decisione amministrativa.
Non va poi dimenticato che, secondo costante giurisprudenza federale, le perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi (ZAK 1986 pag. 189; RAMI U 167 pag. 96; DTF 104 V 212; SZS 1987 pagg. 237-239; SZS 1988 pagg. 329 e 332; DTF non pubblicato del 24.12.1993 in re S. H; LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
Lo stesso vale per quel che riguarda perizie dell’Amministrazione presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).
Per quanto concerne il valore probatorio d'un rapporto si deve accertare se è completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce a esami approfonditi, se tiene conto delle censure sollevate, se è chiaro nella presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio richiesto sotto qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S. F.). Il giudice non si scosta, senza motivi imperativi, dalle risultanze di una perizia, compito del perito essendo infatti proprio quello di mettere a disposizione della giustizia le sue specifiche conoscenze, allo scopo di chiarire gli aspetti specialistici di una determinata fattispecie (DTF 122 V 161).
La citata giurisprudenza del TFA, applicata in particolare per i referti medici, deve valere per tutte le perizie (cfr. ad esempio per la previdenza professionale SVR 1998 LPP n. 16), e quindi deve essere applicata anche per quelle esperite immobiliari (cfr. STCA del 24 febbraio 1997 in re L.M.).
2.10. Nel caso concreto va allora considerata una sostanza complessiva di CHF 564'470.- dalla quale va dedotto l’importo dei debiti a carico della sostanza così come ritenuti dalla Cassa e non contestati dalla signora __________, ossia CHF 11'375.- per una sostanza complessiva di CHF 553'095.- il cui quarto spettava alla ricorrente. In effetti conformemente all’art. 18 OPC-AVS/AI:
" Fintanto che il coniuge superstite non ha fatto uso del suo diritto di opzione sulla successione del coniuge decesso prima del 1° gennaio 1988, un quarto della successione è considerato sostanza del coniuge superstite e i tre quarti ripartiti in parti uguali fra i figli.”
Il N. 2111 delle Direttive sulle prestazioni complementari all’AVS e AI (DPC) spiega così il suddetto enunciato:
" La seguente disposizione è valida unicamente se il coniuge è deceduto prima del 1° gennaio 1988.
Se il coniuge superstite non fa uso del suo diritto d’opzione secondo l’articolo 462 capoverso 1 CC (nella versione valida fino alla fine del 1987), si computano, oltre ai diritti derivanti dal regime patrimoniale, un quarto dell’eredità a questo coniuge e tre quarti, divisi in parti uguali, ai figli. Questo principio è applicabile per analogia agli utili, agli interessi passivi e alle spese di manutenzione dell’eredità (RCC 1979 p. 500).”
Ne discende che, a giusto titolo, la Cassa ha ritenuto un quarto della sostanza (nelle osservazioni al gravame) quale computabile nel caso di specie poichè la signora __________ è vedova dal __________ 1986. Va quindi ritenuta una sostanza di CHF 138’273.- (ossia un quarto di CHF 553'095.-) sulla quale deve essere ancora computato l’ammortamento di CHF 110'000.- (CHF 10'000.- annui a partire dal 1 gennaio 1991, infatti come ricordato nelle considerazioni che precedono la giurisprudenza ha precisato che la sostanza deve essere ripresa integralmente il 1° gennaio 1990 e ridotta in seguito annualmente, la prima volta il 1° gennaio 1991; DTF 119 V 487; STFA non pubblicata del 21 dicembre 1990 nella causa V.A. e la PC cui ci si riferisce è quella del 2001. Nel computo andrà inoltre considerata la sostanza mobiliare (CHF 40'000.- come alla decisione) e la parte di sostanza non computabile pari a CHF 25'000.-. La sostanza computabile nel reddito non privilegiato assomma ad un decimo di CHF 43'273.- (CHF 138'273.- + CHF40’00.- dedotti CHF 110'000.- per l’ammortamento e CHF 25'000.- per la parte di sostanza non computabile, il tutto diviso 10), ossia CHF 4'327.-.
2.11. Il reddito della sostanza immobiliare ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. b LPC comprende pigioni e canoni d'affitto, usufrutto, diritti d'abitazione nonché il valore locativo della propria abitazione (cfr. Direttive UFAS sulle prestazioni complementari all'AVS e AI (DPC), N. 2092; CARIGIET/KOCH, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Supplement, Zurigo 2000, pag. 99).
Giusta l'art. 12 cpv. 1 OPC-AVS/AI, il valore locativo dell'abitazione occupata dal proprietario o dall'usufruttuario come pure il reddito proveniente dal subaffitto sono valutati secondo i criteri validi in materia d'imposta cantonale diretta del cantone di domicilio (CARIGIET/KOCH, op. cit., pag. 100).
Giusta l'art. 20 lett. b) LT e 21 lett. b) LIFD l'uso da parte del proprietario (o dell'usufruttuario) del suo immobile o di parte di esso è fiscalmente imponibile quale reddito della sostanza immobiliare; ad esso viene attribuito un valore locativo. La legge non indica tuttavia come debba essere valutato ai fini dell'imposizione il vantaggio economico derivante dall'uso personale della proprietà fondiaria.
Di regola il valore locativo deve corrispondere alla pigione che il contribuente dovrebbe pagare per avere l'uso di un bene equivalente (RDAT N. 5t/II-1996; RDAT 1993 II, 389). Il Tribunale federale ha precisato che il valore locativo deve corrispondere "al canone che si potrebbe esigere equamente da un locatario desideroso di assicurarsi il godimento di un oggetto del genere - tenendo conto in modo adeguato delle particolarità della costruzione e delle sue installazioni, in quanto esse rispondano ai bisogni normali di un utente di condizioni economiche e sociali analoghe a quelle del proprietario (ASA 15, 361; 438 consid. 1; DTF 69 I 24/25; RUSCONI, L'imposition de la valeur locative, Losanna 1988, pag. 98).
Secondo la circolare del 30 giugno 1999 (n. 15/1999), la quale abroga la circolare n. 15/1997 del 16 maggio 1997, il valore locativo corrisponde, di regola, ad una percentuale del valore di stima dell'immobile. Il tasso viene regolarmente adeguato dalla Divisione delle contribuzioni e varia a dipendenza dell'anno di costruzione dell'immobile. Quando questo metodo porta a dei risultati in contrasto col principio secondo cui il valore locativo deve corrispondere a quello reperibile sul mercato, si può ricorrere, senza ledere il principio della parità di trattamento, a valutazioni individualizzate (canoni locatizi della zona, stato di manutenzione dell'immobile, ecc.).
Per ragioni di praticità e di praticabilità del diritto, il valore locativo di abitazioni unifamiliari verrà stabilito, di massima, applicando al valore di stima ufficiale dell’immobile il tasso del 5%, se la stima è entrata in vigore dopo il 1° gennaio 1990, del 6,5% se la stima risale a un periodo compreso tra il 1° gennaio 1986 e il 1° gennaio 1989 e del 7,25% se la stima risale al 1° gennaio 1985 o è anteriore a tale data. Si applica pure il tasso del 6,25% del valore di stima ufficiale ridotto del 30% nei Comuni con revisione generale delle stime entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 1991 (cfr. Istruzioni per la compilazione della dichiarazione d’imposta 1999-2000; Allegato alla circolare del 30 giugno 1999 (n. 15)). Tale modo di procedere non è, in linea di principio, contrario al principio dell’uguaglianza di trattamento (CDT n. 24 del 13 febbraio 1996 in re R.C.).
Inoltre, per gli assicurati la cui sostanza ed i cui redditi da considerare ai sensi della legge federale possono essere stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato (art. 23 cpv. 2 OPC-AVS/AI).
Nel caso concreto, non occorre verificare puntualmente il valore di rendimento della sostanza alienata poiché anche ritenendo l’importo considerato nelle osservazioni dalla Cassa, ed anche ritenendo l’interesse dei titoli come proposto dall’amministrazione in sede di osservazioni al gravame (CHF 1'300.-), l’ammontare complessivo del reddito non privilegiato è di:
Rendita AVS 17'532.-
Sostanza computabile 4'327.-
Interesse dei capitali a risparmio 1'300.-
Se si aggiunge il valore del diritto d’abitazione cifrato in
4'000.-
il reddito non privilegiato complessivo assommerebbe a CHF 27'159.- e quindi superiore al fabbisogno, come indicato senza necessità di verificare il reddito della sostanza alienata. Ne discende che, nonostante la decisione dell’amministrazione debba essere rettificata su aspetti non secondari, non può essere concessa una prestazione di PC alla ricorrente neppure nei limiti ammessi dalla Cassa nelle osservazioni al gravame.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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