AIUTO RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 35.2001.26
Data decisione, Autorità: 23.10.2001, TCA
RACCOMANDATA
Incarto n. 35.2001.00026
mm
Lugano 23 ottobre 2001
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Maurizio Macchi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 13 aprile 2001 di
__________,
contro
la decisione del 6 aprile 2001 emanata da
__________,
rappr. da: __________,
in materia di assicurazione contro gli infortuni
ritenuto, in fatto
1.1. Il 20 novembre 2000, il datore di lavoro di __________, La , ha comunicato all' che, in data 6 novembre 2000, il proprio dipendente ha avvertito un dolore alla mano destra mentre stava svolgendo il servizio di distribuzione della corrispondenza (cfr. doc. _).
Il medico curante dell'assicurato, il dottor __________, ha diagnosticato una tendinite dell'estensore del V dito della mano destra (cfr. doc. _).
1.2. Con decisione formale 16 gennaio 2001, l'Istituto assicuratore ha integralmente negato il proprio obbligo contributivo, siccome la diagnosticata tendinite non costituirebbe una malattia professionale giusta l'art. 9 LAINF (cfr. doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta personalmente dall'assicurato (cfr. doc. ), l'_________, in data 6 aprile 2001, ha in sostanza confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
Da notare che l'assicuratore malattie di __________, la __________ __________ - sentito il parere del proprio medico fiduciario - ha ritirato l'opposizione cautelativamente presentata (cfr. doc. _).
1.3. Con tempestivo ricorso 13 aprile 2001, __________ ha chiesto l'annullamento della decisione su opposizione 6 aprile 2001, osservando quanto segue:
" A. In data 20 novembre 2000 ho comunicato alla __________ tramite La __________ di accusare dei dolori alla mano destra durante l'esercizio del mio lavoro. Diagnosticati in seguito come tendinite.
B. Dopo aver avuto un colloquio con un consulente __________ in data 12 dicembre 2000, con decisione 16 gennaio 2001, la __________ ha rifiutato l'assegnazione di prestazioni ritenendomi non affetto da malattia professionale.
C. Avverso la predetta decisione ho interposto opposizione con scritto del 14 febbraio 2001, ritenendo di aver accusato tali dolori unicamente nell'esercizio della mia professione.
D. Dopo esame degli atti, con scritto 22 marzo 2001, la cassa malati ha ritirato la propria opposizione cautelativa.
E. Proprio chiedendo spiegazioni alla cassa malati e rileggendo il certificato medico mi sono accorto che esso conteneva un errore. Non si trattava di una tendinite dell'estensore del quinto dito (mignolo), bensì del dito indice!
F. In data 6 aprile 2001 ho contattato telefonicamente il medico curante, dr. __________, il quale dopo gli accertamenti del caso ha confermato che c'è stato un errore nella trascrizione sul certificato iniziale. In data 7 aprile 2001, il Dr. __________ mi rilasciava un nuovo attestato medico rettificato.
G. Il 9 aprile 2001 ricevo dalla __________, raccomandata del 6 aprile 2001, la decisione con la quale viene respinta la mia opposizione.
Il 12 aprile 2001, dopo colloquio telefonico con il Signor __________ della __________, inoltro il presente ricorso con il quale, alla luce dei nuovi accertamenti, intendo ribadire il fatto che l'infortunio da me accusato sia di natura professionale"
(I).
1.4. L'__________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).
1.5. In replica, __________ ha fatto valere quanto segue:
" (…).
Intendo quindi contestare il punto 3., in quanto l'affermazione che il lavoro di distribuzione della posta non sollecita in modo particolare l'estensore dell'indice non corrisponde al vero. In un normale giro di posta si distribuiscono in media dai 1'200 ai 2'000 invii indirizzati al giorno ai quali vanno aggiunti 300/400 stampe senza indirizzo; ciò significa un numero di movimenti corrispondente quando questi invii vengono introdotti nelle cassette delle lettere, ed è proprio eseguendo questi lavoro che si sono manifestati i dolori essendo l'indice il più sollecitato. A confermare le cifre sopra indicate, qualora ce ne fosse bisogno, ci sono pure le statistiche ufficiali della _______, e questo, oltre ad essere un argomento scientifico più che valido, dimostra che la ______, per il tramite del suo legale, ha una scarsa conoscenza di cosa comporta l'attività di postino!
Contesto pure il fatto che la Cassa malati concordi con il parere dell'Istituto. Essa ha in un primo tempo ritirato la sua opposizione perché non ancora a conoscenza del fatto che l'estensore in causa era dell'indice e non del mignolo, ma poi con scritto raccomandato del 10.5.2001 (vedi allegato), informa la __________ di avere cambiato idea e la invita a riconsiderare la sua decisione tenendo conto della nuova situazione"
(VI).
1.6. In corso di causa, il TCA ha interpellato il Servizio medico della Confederazione a proposito dell'esistenza "… di studi statistici concernenti il tasso d'incidenza delle tendiniti della mano destra presso la categoria professionale degli addetti al servizio di __________, per rapporto a quello riguardante la popolazione svizzera in generale" (cfr. VII).
La risposta del dott. __________ è pervenuta il 20 giugno 2001 (IX).
L'__________ ha preso posizione il 25 giugno 2001 (cfr. XI), mentre __________ è, da parte sua, rimasto silente.
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).
Nel merito
2.2. Giusta l'art. 9 cpv. 1 LAINF, sono malattie professionali quelle causate esclusivamente o prevalentemente da sostanze nocive o da determinati lavori nell'esercizio dell'attività professionale.
Fondandosi sulla delega di competenza contenuta in detto disposto, nonché sull'art. 14 OAINF, il Consiglio federale ha allestito, nell'allegato I all'OAINF, l'elenco esaustivo delle sostanze nocive da un canto, quello delle malattie provocate da determinati lavori dall'altro.
Il rapporto di causalità fra l'attività professionale e la malattia, oltre ad essere adeguato, deve essere qualificato, cioè almeno preponderante: il fattore professionale deve essere più importante degli eventuali altri elementi che hanno concorso a causare l'affezione.
Secondo la giurisprudenza, l'esigenza di un nesso preponderante è data quando la malattia è determinata per oltre il 50% dall'azione di una sostanza nociva menzionata nel primo elenco oppure, qualora figura tra le affezioni annoverate nel secondo, essa sia stata causata in ragione di più del 50% dai lavori indicati in tale sede (RAMI 1988 p. 447ss. consid. 1b; DTF 108 V 160; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 67ss.).
2.3. Il cpv. 2 dell'art. 9 LAINF prevede che le altre malattie di cui è provato siano state causate esclusivamente o in modo affatto preponderante dall'esercizio dell'attività professionale sono, pure, considerate malattie professionali.
La legge prevede, dunque, che, affinché nasca l'obbligo dell'assicuratore LAINF a prestazioni, fra le altre malattie e l'esercizio di un'attività professionale vi sia un rapporto esclusivo o almeno nettamente preponderante: la giurisprudenza ritiene soddisfatta tale condizione quando l'affezione è stata causata dall'attività professionale almeno nella misura del 75% (RAMI 1991 p. 318ss., consid. 5a; DTF 117 V 355 consid. 2a; 114 V 109 consid. 3; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).
Il TFA ha, poi, ancora stabilito che ciò presume che, epidemiologicamente, la frequenza dell'affezione in questione sia almeno 4 volte più alta per una categoria professionale determinata che per la popolazione in generale (RAMI 1997 U273, p. 179 consid. 3a, 1999 U326, p. 109 consid. 3; DTF 116 V 136, consid. 5c, 126 V 183 consid. 4c e riferimenti ivi menzionati; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).
La nostra Corte federale, nella recente sentenza di cui alla DTF 126 V 183ss., ha, infine, precisato quanto segue:
" (…).
Sofern der Nachweis eines qualifizierten (zumindest stark überwiegenden [Anteil von mindestens 75%]) Kausalzusammenhanges nach der medizinischen Empirie allgemein nicht geleistet werden kann (z.B. wegen der weiten Verbreitung einer Krankheit in der Bevölkerung, welche es ausschliesst, dass eine bestimmte versicherte Berufstätigkeit ausübende Person zumindest vier Mal häufiger von einem Leiden betroffen ist als die Bevölkerung im Durchschnitt), scheidet die Anerkennung im Einzelfall aus (BGE 116 V 143 Erw. 5c in fine; RKUV 1999 Nr. U 326 S. 109 Erw. 3 in fine; im gleichen Sinne bezüglich der Frage nach dem für die Anerkennung als Berufskrankheit erforderlichen vorwiegenden [Anteil von mindestens 50%; RKUV 1988 Nr. U61 S. 447] Zusammenhang von aufgetretenem Leiden und beruflich bedingter Exposition zu in Ziff. 1 des Anhanges I zur UVV aufgeführten schädigenden Stoffen das nicht veröffentlichte Urteil S. vom 11. Mai 2000, worin auf Grund epidemiologischer Untersuchungsergebnisse das relative Risiko für Leukämie oder ein myelodysplastisches Syndrom bei einer länger andauernden Benzol-Exposition von 1 ppm als nur wenig über dem Risiko der Gesamtbevölkerung liegend bezeichnet wurde). Sind anderseits die allgemeinen medizinischen Erkenntnisse mit dem gesetzlichen Erfordernis einer stark überwiegenden (bis ausschliesslichen) Verursachung des Leidens durch eine (bestimmte) berufliche Tätigkeit vereinbar, besteht Raum für nähere Abklärungen zwecks Nachweises des qualifizierten Kausalzusammenhanges im Einzelfall (vgl. BGE 116 V 144 Erw. 5d; RKUV 1997 nr. U 273 S. 178 Erw. 3)".
2.4. Analogamente a quanto stabilito dalla giurisprudenza relativa alla nozione d'infortunio, colui che chiede il riconoscimento di prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni deve rendere plausibile la sussistenza dei singoli elementi costitutivi della definizione della malattia professionale. Qualora non adempia questi requisiti, l'assicurazione non è tenuta ad assumere il caso. Se vi è controversia, spetta al giudice decidere se i presupposti della malattia professionale sono dati. Il giudice stabilisce d'ufficio i fatti di causa; a tal fine può richiedere la collaborazione delle parti. Se la procedura non consente di concludere almeno per la verosimiglianza dell'esistenza di una malattia professionale - la semplice possibilità non essendo sufficiente - il giudice constaterà l'assenza di prove o di indizi pertinenti e, pertanto, l'inesistenza del diritto a prestazioni ai sensi della LAINF (DTF 116 V 140 consid. 4b e 142 consid. 5a, 114 V 305 consid. 5b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 n. U86 pag. 50; STFA 1.12.1992 in re O., non pubbl.).
2.5. In concreto, i disturbi accusati da __________ alla mano destra a partire dal mese di novembre 2000, hanno fatto oggetto di un colloquio intercorso fra l'assicurato medesimo ed un ispettore dell'__________.
Questo il contenuto del rapporto ispettivo del 12 dicembre 2000:
" (…).
Attività professionale
Il signor __________ fa da anni il postino, ossia la persona che porta a domicilio della gente la corrispondenza (lettere, pacchi, giornali, ecc.).
Attività extra-professionali e antecedenti
Il signor __________ non svolge nessuna attività extra-professionale (tipo usare le forbici della vigna) che spieghino l'insorgere di disturbi alle mani.
Il signor __________ ricorda che un paio di anni fa aveva già notificato alla __________ un caso come quello attuale. Guarito. Non si ricorda se il caso riguardava la mano destra o la mano sinistra. Comunque mi dice che il caso venne assunto dalla ______ senza interrogatori come quello di oggi.
(…).
Disturbi alla mano destra
Il signor __________ si è accorto a inizio novembre 2000 dell'insorgenza di questi disturbi mentre distribuiva la posta e facendo sempre il movimento di inserimento delle lettere e dei giornali nell'apposito taglio delle bucalettere. I disturbi sono andati aumentando sempre più col continuare a fare il lavoro di inserimento della posta nelle bucalettere. Il signor __________ è convinto che i disturbi notificati alla __________ siano da attribuire al movimento ripetitivo (svolto centinaia di volte tutti i giorni) come quello sopra descritto.
Il signor __________, in qualità di postino, tiene i mazzi di posta sul braccio destro. Con la punta delle dita della mano sinistra spinge verso l'interno la finestrella che chiude ogni bucalettere e subito dopo inserisce la posta - attraverso l'apposita fessura apertasi - nella bucalettere. Questo movimento ripetitivo e continuo ha causato l'insorgere dei disturbi e il loro aggravamento. Secondo il signor __________ si tratta di una sua debolezza alla mano destra (cosa spiegatagli così dal dr. __________), ma comunque attribuibile al lavoro.
Col riposo dal 7.11.2000 al 15.11.2000 (è stata messa una stecca) e dopo un reinserimento iniziale in un reparto interno della __________, i disturbi sono migliorati. Ora va meglio e si può parlare di guarigione.
Il signor __________ continua la sua attività e non crede che per il momento sia il caso di chiedere il cambiamento del posto di lavoro"
(doc. _).
Da notare ancora che, con il proprio gravame, __________ ha precisato che la tendinite riguardava l'estensore del dito indice della mano destra, anziché quello del dito mignolo (cfr. I e doc. _: certificato 7.4.2001 del dottor __________).
2.6. In sede di ricorso, l'assicurato ha postulato - al di là dei termini utilizzati - che la diagnosticata tendinite vada a carico dell'Istituto assicuratore convenuto a titolo di malattia professionale.
Esclusa l’applicabilità del cpv. 1 dell’art. 9 LAINF (cfr., al proposito, i doc. _), la questione che deve qui essere risolta é quella di sapere se fra la tendinite della mano destra e l’attività professionale svolta dal ricorrente vi sia un rapporto causale esclusivo o almeno nettamente preponderante (nella misura d’almeno il 75%).
In ossequio ai dettami giurisprudenziali evocati al considerando 2.3., per ammettere l'esistenza di una malattia professionale ex art. 9 cpv. 2 LAINF, sarebbe necessario dimostrare - e ciò ancor prima d'affrontare la questione della presenza di un nesso di causalità qualificato nel caso di specie - che, epidemiologicamente, la categoria professionale dei funzionari di distribuzione è soggetta a tendiniti in una misura almeno quattro volte superiore rispetto alla popolazione svizzera in generale (cfr., ad esempio, DTF 126 V 183ss.).
In corso di causa, questa Corte ha provveduto ad interpellare il Servizio medico della Confederazione, al quale fanno capo pure i dipendenti de La __________, con lo scopo di appurare l'esistenza di studi statistici concernenti il tasso d'incidenza delle tendiniti alla mano destra presso la categoria professionale degli addetti alla distribuzione della corrispondenza (cfr. VII).
Il dottor __________, con scritto del 19 giugno 2001, ha comunicato al TCA di non essere in possesso d'alcun dato statistico riguardante la suevocata problematica. Egli ha tuttavia affermato che, in termini generali, infiammazioni dei tendini della mano si osservano solo raramente ("selten") presso la categoria dei funzionari di distribuzione (cfr. IX).
In simili condizioni, attentamente vagliata la documentazione presente all'inserto, in particolare la risposta fornitagli dal Servizio medico della Confederazione (cfr. IX), lo scrivente Tribunale è dell'avviso che non sia stata dimostrata, con un sufficiente grado di verosimiglianza (cfr. consid. 2.4.), l'esistenza di un nesso causale qualificato fra la diagnosticata patologia alla mano destra e la professione svolta da __________, alla luce dei rigorosi criteri posti dalla giurisprudenza federale (cfr. consid. 2.3).
2.7. In esito ai considerandi che precedono, l'impugnata decisione su opposizione dell'__________ non presta il fianco ad alcuna censura.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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