AIUTO RICERCA
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Numero d'incarto: 90.1999.68
Data decisione, Autorità: 14.12.2001, TPT
Incarto n. 90.1999.00068
Lugano 14 dicembre 2001
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale della pianificazione del territorio
composto dai giudici:
Efrem Beretta, presidente, Lorenzo Anastasi, Stefano Bernasconi (in sostituzione di Raffaello Balerna, astenuto)
Il segretario
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 12 luglio 1999 di
__________ __________, __________,
__________ __________, __________,
__________ __________, __________,
__________ __________, __________,
__________ __________, __________,
1.,2.,3.,4.,5. avv. __________. __________, __________ __________, 6. avv. __________ __________, __________,
contro
la decisione 10.3.1999 del Gran Consiglio che approva il Piano generale per la realizzazione della galleria __________ - __________ con i collegamenti allo svincolo autostradale __________ di __________ __________ e raccordi alla rete stradale locale nel piano del __________ in zona prati di __________ - _________ nell’ambito del piano dei trasporti del __________ (_________).
visto le osservazioni 20.9.1999 della Repubblica e Cantone del Ticino, Dipartimento del territorio - Servizi generali
letti ed esaminati gli atti,
esperiti i necessari accertamenti;
ritenuto in fatto
a. Allo scopo di individuare i problemi di mobilità della regione del __________ e ristabilire "un equilibrio tra lo sviluppo insediativo del territorio e la disponibilità di adeguate infrastrutture di trasporto" (cfr. Obiettivi del Piano regionale dei trasporti, CIT, 1989), il 20 settembre 1988 tra 84 Comuni e lo Stato del Cantone Ticino è stata stipulata una convenzione per istituire la Commissione intercomunale dei trasporti del __________ (CIT), incaricata dell'allestimento di un Piano regionale dei trasporti del __________ (_________).
Il contenuto tecnico del Piano, elaborato sul principio della multimodalità e sull'integrazione dei sistemi di trasporto, è stato approvato dalla CIT il 10 dicembre 1993, dopo la messa in consultazione delle proposte in tre occasioni presso i Comuni, le Regioni del comprensorio, nonché presso enti e associazioni interessati e la popolazione in generale. Gli indirizzi principali del Piano possono essere così riassunti:
° nel settore della viabilità: riconferma della rete stradale e autostradale esistente e realizzazione, quali principali nuovi elementi, di un anello tangenziale al polo di __________ (detto "__________" per la sua forma aperta), di una circonvallazione di __________ e __________ con prolungamento fino a __________, della sistemazione dell'asse __________ - __________ __________ con una nuova dogana al __________ e costruzione di una galleria di attraversamento di __________ __________. In particolare l'anello tangenziale al polo avrebbe circoscritto l'agglomerato di __________ fra gli snodi autostradali di __________ sud e di __________ nord per poi passare con una galleria nella Valle del __________ e collegarsi tramite un'altra galleria alla strada che porta al valico doganale di __________;
° nel settore dei trasporti pubblici: rafforzamento del trasporto ferroviario (_________ e _________), sia per le lunghe distanze sia per gli spostamenti nel Cantone e nella regione, e riorganizzazione dei servizi, in collaborazione con le autolinee, nella regione __________ e nell'area urbana; scelta della stazione di __________ quale piattaforma di interscambio principale del servizio pubblico urbano, regionale e cantonale; potenziamento e modernizzazione dell'infrastruttura della _________ con creazione di una nuova stazione sotterranea a __________ e prolungamento del tracciato verso __________ e verso il __________ in __________; eventuale realizzazione di una seconda funicolare dalla città a __________ e pianificazione di altri collegamenti meccanizzati per raggiungere l'Ospedale e il centro studi di __________;
° per favorire l'intermodalità: realizzazione di una serie di nodi di interscambio alle stazioni ferroviarie delle _________ e della _________ e di cinque grossi posteggi posti in periferia attorno __________, collegati alla città da linee di trasporto pubblico.
Da notare che durante la sua elaborazione il _________ è stato sottoposto ad una verifica di giustificazione ambientale complessiva, riferita alla sua realizzazione completa (orizzonte temporale ca. 30 anni), che ha confermato l'effetto globalmente positivo sull'ambiente del Piano (Giustificazione ambientale del _________).
b. I contenuti del Piano sono stati ripresi nel PD cantonale: il Consiglio di Stato con decisione 31 maggio 1994 ha adottato la scheda di coordinamento n° __________concernente il _________, accompagnata da cinque schede settoriali (1: Piano speciale per il Basso __________; 2: Infrastrutture per i trasporti individuali su gomma; 3: Nodi intermodali, stazionamento e misure urbanistiche; 4: I trasporti pubblici; 5: Piani del traffico comunali). Secondo la scheda __________, i principi operativi del _________ sono:
° migliorare nella Regione le condizioni di mobilità e dell'assetto territoriale nel rispetto degli obiettivi generali del PD e dei contenuti del Piano di risanamento dell'aria;
° incrementare il riparto modale fra trasporto pubblico e trasporto privato a favore del trasporto pubblico;
° migliorare le condizioni di viabilità delle vie del centro dell'agglomerato urbano di __________ e delle arterie ad esso affluenti;
° consentire un'efficace mobilità sull'asse stradale principale del basso __________ e ai suoi accessi doganali;
° agevolare le condizioni di accessibilità verso e nelle regioni periferiche;
° porre le basi per un'ordinata ristrutturazione urbanistica;
° ridurre l'impatto ambientale del traffico privato in generale e nei Comuni dell'agglomerato urbano di __________ in particolare;
° garantire il coordinamento con il processo pianificatorio in corso per __________.
Da rilevare che, a seguito del progresso della pianificazione e della progettazione dei diversi oggetti, le schede hanno subito un primo aggiornamento, svoltosi in due fasi (19 dicembre 1997 e 25 novembre 1998).
c. Dopo il primo consolidamento pianificatorio del _________ nel PD e lo stanziamento di un credito di progettazione per le opere e gli interventi prioritari da parte del Gran Consiglio (21 giugno 1994), i lavori sono continuati sostanzialmente in due direzioni: nell'allestimento di studi relativi all'inserimento urbanistico del _________ nel contesto regionale e nella progettazione delle opere prioritarie.
Per quanto concerne gli studi di approfondimento urbanistico, con il Concetto di Organizzazione territoriale dell'Agglomerato __________ (COTAL), il cui Rapporto finale di prima fase è stato presentato nel febbraio 1996, è stato esaminato l'aspetto dell'organizzazione territoriale e della gestione dello sviluppo dell'agglomerato __________ con lo scopo di inserire il _________ in un disegno urbanistico regionale. Va sottolineato che con il COTAL, l'agglomerato urbano - inteso come l'area densamente insediata attorno a __________, comprendente anche le zone di sviluppo del Piano del __________, del Pian , dei __________ di __________ e del __________ __________ __________ - viene considerato per la prima volta nel suo insieme, oltre le divisioni comunali, e le funzioni specifiche delle singole parti di territorio sono messe in relazione tra loro per comporre il quadro di un'unica città, efficiente e dinamica, denominata " __________ ".
Nel luglio del 1998 è stato posto in consultazione il Piano dei trasporti dell'agglomerato del __________ (PTA), che va considerato come uno studio d'approfondimento del COTAL e contemporaneamente come un piano di applicazione del : esso persegue lo scopo di precisare le componenti del sistema dei trasporti per l'agglomerato di __________ con particolare attenzione agli aspetti urbanistici ed ambientali ed alle misure fiancheggiatrici e di moderazione del traffico. Lo studio comprende in sostanza una definizione approfondita del modello urbanistico di riferimento elaborato dal COTAL ("___________ "); la definizione degli obiettivi ambientali e trasportistici segnatamente per quanto riguarda la viabilità, i posteggi, i trasporti pubblici, il traffico pedonale e ciclistico e gli indirizzi per il loro raggiungimento; l'individuazione delle aree e dei nodi problematici e delle priorità di intervento; ed infine gli indirizzi e le misure da attuare per il raggiungimento dei citati obiettivi.
Piano generale della __________ __________ -__________
d. In base ai gradi di priorità stabiliti dal PD circa la realizzazione delle infrastrutture per i trasporti individuali su gomma (cfr. scheda settoriale ), la progettazione della __________ __________ - - intesa come uno dei principali segmenti del tracciato dell'"__________", che dovrà raccordare i più importanti nodi intermodali previsti dal progetto di mobilità allestito dal PTA in applicazione di quanto già delineato dal _________ - è stata avviata nel maggio del 1995 con la consegna degli incarti dei cinque gruppi interdisciplinari partecipanti al concorso indetto dal Cantone. L'allestimento del piano generale (PG) è avvenuto fra il luglio 1997 e il gennaio 1998. Il progetto proposto con il PG è suddiviso in tre comparti:
° il comparto __________ con la ristrutturazione dello svincolo di __________ nord assicura il raccordo alla __________,
° il comparto galleria comprende la galleria propriamente detta da portale a portale, le installazione tecniche ed elettromeccaniche di sicurezza, di ventilazione e di espulsione (camino di ventilazione) e di segnaletica,
° il comparto __________ con le opere di 1a fase ed i raccordi alla rete viaria locale, il posteggio d'interscambio e i collegamenti con il trasporto pubblico.
e. Nell'ambito dell'allestimento del PG è stata inoltre considerata la necessità di garantire il collegamento con la futura galleria "__________ -__________ ", che completerà la tangenziale "", e di non precludere le esigenze di un riordino urbanistico della fascia nord dell'agglomerato cittadino, oggetto di uno studio particolare intercomunale, denominato Piano d'indirizzo urbanistico per il comparto di __________ (). Da notare che l'opportunità di conferire all'intero complesso dell'intermodale di __________ una particolare valenza formativa del quartiere era stata rilevata nel quadro del PTA. La scheda n° __________del PD demanda quindi al __________ il compito di definire l'assetto viario definitivo del comparto di __________, con particolare riguardo al previsto asse di penetrazione all'agglomerato urbano e al posizionamento della struttura di __________; di formulare precise indicazioni circa l'attribuzione alle singole componenti territoriali delle destinazioni d'uso specifiche, con particolare riguardo alle zone di interesse pubblico e più in generale al disegno degli spazi aperti; ed infine di enunciare precisi indirizzi per una corretta composizione urbanistica, in particolare per quanto concerne la viabilità secondaria e il suo aggancio alla viabilità principale. La prima consultazione dei comuni in merito al __________ e alle due varianti da esso contemplate è avvenuta il ____________________ 1998. Nel frattempo questo settore è stato rivisto dal 2° aggiornamento della scheda __________e dall’adozione della nuova scheda __________.
f. A sommi capi l'iter procedurale e progettuale seguito sino ad oggi dal PG __________ __________ -__________ e sfociato con la presentazione dei ricorsi che qui ci occupano, può venir riassunto come segue:
° l'8 luglio 1997 l'UFAFP preavvisa favorevolmente il rapporto preliminare d'impatto ambientale e il capitolato d'oneri per gli esami di competenza federale (EIA n° __________);
° dal 23 gennaio al 23 febbraio 1998 gli atti (piani di progetto, relazione tecnica, indagine d'impatto ambientale preliminare e capitolato d'oneri, esame d'impatto ambientale di 1a fase, giustificazione ambientale del _________) vengono depositati per le osservazioni presso le cancellerie comunali;
° durante il mese di marzo e giugno 1998: valutazione delle osservazioni e prima ottimizzazione del progetto (progetto giugno 1998);
° il 19 giugno 1998 gli atti completi del PG (compreso l'EIA di 1a fase e la giustificazione ambientale del _________ aggiornata) vengono trasmessi all'USTRA e all'UFAFP, che li preavvisa favorevolmente il 9 ottobre 1998 (EIA n° __________ -__________);
° nel mese di ottobre 1998 il progetto viene ottimizzato per la seconda volta con riguardo al comparto __________;
° il 27 ottobre 1998 la CIT approva il progetto ottimizzato; gli atti vengono aggiornati con modifica della parte grafica e con l'allestimento dei rapporti aggiuntivi alla relazione tecnica ed all'EIA di 1a fase (in particolare: perizia __________);
° il 22 dicembre 1998 viene licenziato il Messaggio n° del Consiglio di Stato per l'approvazione del PG della __________ __________ - (__________) nell'ambito del _________;
° il 10 marzo 1999 il Gran Consiglio adotta il Decreto legislativo concernente l'approvazione del PG della __________ __________ -__________ e relativi raccordi alla rete viaria locale (__________) nell'ambito del _________;
° il PG della __________ __________ -__________ viene pubblicato dal ____________________ al __________ __________ 1999 con facoltà di ricorso al TPT. Da notare che, sebbene dal profilo procedurale solo le opere relative ai comparti "" e "" siano rette, su rinvio dell'art. 13 Lstr., dagli art.li 46 ss. LALPT, per completezza d'informazione anche le opere del comparto "__________", che sottostanno alla Legge federale sulle strade nazionali, sono state indicate nel PG.
g. I ricorrenti citati in ingresso sono proprietari di una serie di particelle sulla piana di __________, in territorio giurisdizionale del Comune di , sulle quali sorgono diversi fabbricati ospitanti attività di varia natura, commerciali, artigianali, di deposito, nonché uno stabile di appartamenti. Il PG prevede che l’asse di penetrazione del traffico proveniente dal portale orientale della galleria __________ - e diretto al centro città, attraversi i fondi in questione. Contro questa disposizione i ricorrenti insorgono in questa sede invocando motivi di ordine pianificatorio, ambientali e inerenti alla garanzia della proprietà e chiedendo che, accolto il loro ricorso, i progetti del Piano generale siano ritornati al Dipartimento del Territorio, con l’invito a volerli completare e modificare, sulla base delle considerazioni espresse nel gravame. Tasse, spese e ripetibili protestate.
f. Il Dipartimento del Territorio, rappresentato dai Servizi generali, respinge nella risposta del 20.9.1999 le censure ricorsuali e chiede il rigetto del gravame.
h. Nell’udienza del 13 ottobre 1999 le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande.
in diritto
La competenza del TPT è data dai combinati disposti degli art. 13 LStr e 49 cpv. 1 LALPT.
Il primo dichiara applicabile ai piani generali delle strade (PG) la procedura prevista dalla LALPT per i piani di utilizzazione cantonali (PUC); il secondo dà ricorso al TPT contro la decisione del Gran Consiglio che approva il PUC, e quindi il PG.
Per il rimando dell’art. 13 LStr la legittimazione attiva dei ricorrenti, toccati nei loro interessi di proprietari dal provvedimento impugnato, trova fondamento nell’art. 49 cpv. 3 lett. c LALPT.
Interposto nei termini di legge e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.
Giusta l’art. 49 cpv. 2 LALPT il ricorso al TPT è dato non solo contro la violazione del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti rilevanti ma pure contro l’inadeguatezza del provvedimento pianificatorio.
Al TPT compete dunque, per il rimando dell’art. 13 LStr, pure il sindacato dell’opportunità.
Questo pieno potere di cognizione, eccedente la latitudine di giudizio che compete di norma al giudice amministrativo, va esercitato con discrezione e misura. Il ritegno s’impone segnatamente dovendosi dirimere questioni con forte valenza tecnica o connotazione locale, dove le conoscenze degli specialisti, rispettivamente delle autorità del posto costituiscono spesso un’insostituibile base.
Né va perso di vista che l’autorità decidente, in caso il legislativo cantonale, assume con la sua decisione una responsabilità politica che il tribunale non ha né può avere.
Se ora poniamo mente al peso che le questioni tecniche hanno nella presente vertenza ed alla pregnanza politica delle scelte pianificatorie fatte da Governo e Parlamento, il riserbo è d’obbligo.
Il TPT esaminerà con attento spirito critico gli aspetti controversi del piano generale, ma è solo se vi scoprirà vizi rilevanti, inconciliabili col precetto dell’adeguatezza, che lo annullerà e rinvierà all’autorità di adozione.
I Piani generali, secondo l’art. 11 LStr, “concretano gli indirizzi della pianificazione cantonale dei trasporti.” Essi “indicano in particolare: il tracciato delle strade, con le opere principali, comprese quelle di protezione esterna, gli allacciamenti e, se del caso, gli accessi ai fondi; le linee di arretramento o di allineamento delle costruzioni; le attrezzature d’importanza cantonale o regionale destinate al traffico veicolare, quali posteggi, aree di servizio, centro di manutenzione e di polizia, posti doganali e centri per il traffico pesante.”
I Progetti definitivi, giusta l’art. 19 LStr, “precisano i particolari tecnici dell’opera, quali l’ assetto, lo sviluppo planimetrico e altimetrico, gli impianti accessori e la protezione esterna; essi indicano inoltre le linee di arretramento o di allineamento.”
Mentre a norma dell’art. 13 LStr i PG seguono la procedura prevista per i piani di utilizzazione cantonali (PUC), l’art. 22 LStr, dispone che “per la procedura di approvazione dei progetti definitivi e di espropriazione è applicabile la legge di espropriazione.”
Con l’avvertenza, fondamentale, che “non sono ammesse opposizioni su oggetti già decisi con l’ approvazione dei piani generali, e in particolare sul principio dell’espropriazione” (art. 22 cpv. 2 LStr). Il Tribunale di espropriazione decide in via definitiva le domande intese ad ottenere modifiche dei progetti definitivi ed approva gli stessi, al più tardi contestualmente alla decisione di immissione in possesso (art. 22 cpv. 3 LStr).
Risulta da questa ripartizione funzionale e procedurale il ruolo chiaramente preponderante del PG nella definizione dell’opera e nella decisione di realizzarla.
Nella seconda fase possono essere oggetto di contestazione, da dirimersi dal Tribunale espropriativo solo modifiche del progetto definitivo e non se ciò comporti modifiche del PG.
Poiché dunque la pubblica utilità, il principio dell’espropriazione, sono stabiliti con il PG e non possono essere sindacati nella procedura successiva (progetto definitivo), è di importanza fondamentale che tutti gli accertamenti decisivi, determinanti per la valutazione dell’opera, della sua giustificazione, della sua compatibilità con le esigenze ambientali siano assunti in questa prima fase.
Si pone in questo contesto il tema dell’esame dell’impatto ambientale.
(cfr. ca. l’ammisibilità di procedure successive di autorizzazione, “nachlaufende Bewilligungsverfahren”: DTF 22.12.1998, in re Métrailler consid. 8 d/aa; 124 II 146 consid. 2c/aa, 293 consid. 19b p. 335; 121 II 378 consid. 6b).
4.1 Base legale
“Prima di decidere della pianificazione, costruzione o trasformazione di impianti che possono gravare notevolmente l’ambiente, l’autorità ne esamina il più presto possibile la compatibilità con le esigenze ecologiche; il Consiglio federale designa questi impianti.” Così, testualmente, l’art. 9 LPAmb.
Il Consiglio federale ha dato seguito al mandato emanando l’Ordinanza concernente l’esame dell’impatto sull’ambiente (OEIA), il cui articolo primo statuisce che i progetti per gli impianti figuranti nell’allegato dell’ordinanza sono sottoposti all’esame dell’impatto sull’ambiente di cui al citato art. 9 LPAmb.
Sotto il capitolo 1, Trasporti, il N. 11.2 assoggetta all’esame le strade principali, costruite con il contributo della Confederazione; il N. 11.3 le altre strade a grande traffico e altre strade principali.
In concreto la Galleria appartiene alla prima categoria (contributi della Confederazione) e adempie peraltro anche i requisiti della seconda (strada a grande traffico).
E’ dunque astretta all’obbligo dell’EIA.
4.2 Procedura
Secondo l’art. 5 OEIA l’esame d’impatto ambientale è condotto dall’autorità che, nel quadro della procedura d’autorizzazione, approvazione o concessione, decide circa il progetto. E’ la cosiddetta autorità decisionale.
La procedura decisiva nel cui quadro va svolto l’esame è determinata dall’allegato dell’OEIA. Per gli impianti di cui ai N. 11.2 e 11.3 è designata dal diritto cantonale.
Il requisito minimo, giusta l’art. 5 cpv. 3 OEIA, è che la procedura “permetta un esame tempestivo e circostanziato”. Con l’avvertenza che se per determinati impianti i Cantoni prevedono un piano particolareggiato che consenta un simile esame (piano regolatore di dettaglio), “la relativa procedura pianificatoria vale quale procedura decisiva” (art. 5 cpv. 3 ultima frase OEIA).
Se poi l’allegato o il diritto cantonale prevedono un esame ripartito in diverse fasi procedurali (esame plurifase), l’art. 6 OEIA prescrive che lo si protragga “fintanto che l’impatto sull’ambiente non sia accertato nella misura necessaria per la decisione corrispondente.”
Nel Canton Ticino la prassi ha adottato questa soluzione, nell’attesa che la procedura decisiva sia definita nel Regolamento di applicazione della LPAmb, tuttora inesistente.
L’EIA è effettuata in due fasi: la prima in relazione al PG, la seconda al progetto definitivo. Il TF ha convalidato tale procedimento nella sentenza 19 agosto 1998 WWF e LLCC c. GC e Comuni di __________, __________, __________, confermata nella sentenza 13 gennaio 1999 in re __________ c. gli stessi resistenti.
4.3 Arduo, certamente, in una procedura plurifase è stabilire il grado di densità accertativa da raggiungersi nei singoli stadi e segnatamente il grado di approfondimento esigibile dall’EIA di prima fase. In quale misura occorre dare esauriente risposta già in sede di PG ai quesiti riguardanti la tutela dell’ambiente; fino a che punto la verifica può essere rimandata alla seconda fase?
In proposito giova considerare che il PG, equiparabile nelle grandi linee ad un piano regolatore (per la precisione a un piano d’utilizzazione cantonale), può raggiungere già a quello stadio un considerevole grado di dettaglio.
Per giunta, con la sua adozione la pubblica utilità dell’opera è riconosciuta e non può più essere rimessa in discussione col progetto definitivo. Né in questa procedura possono ancora discutersi i punti decisi dal PG.
Questo carattere pregiudiziale, che gli va riconosciuto (cessato l’interregno della norma transitoria dell’art. 56 a LStr sulla cui base le cennate sentenze del TF avevano definito più che altro fattuale questa pregiudizialità), esige un accertamento circostanziato degli elementi propri a giudicare la conformità ecologica dell’opera in progettazione, e in genere a valutarne la fattibilità.
Se l’accertamento di questioni vitali viene riportato alla successiva fase il rischio è che si scopra solo allora un’incompatibilità ambientale sfuggita al precedente EIA e che non vi si possa rimediare in quella sede, non essendovi ammesse modifiche rilevanti del PG.
Il progetto definitivo, che, pur conforme al PG, non rispetti le esigenze ecologiche non potrà essere approvato e non potrà neppure essere modificato, qualora ciò comporti una modifica del PG, se non previa variante del PG stesso. Questa dovrà seguire la relativa procedura di adozione. D’altra parte non può essere sottaciuto che l’esigenza di verificare compiutamente la compatibilità ambientale del PG si urta con la necessità di non rallentare oltre misura la procedura, appesantendo il piano con dettagli che è compito di un progetto definitivo precisare e che solo in quell’ambito possono essere conosciuti e valutati.
L’esperienza insegna che diversi di questi punti non possono essere definiti già allo stadio del PG. Certe misure costruttive od operative (disposizioni di cantiere, misure fiancheggiatrici, ecc.) atte a ridurre l’impatto ambientale possono essere messe a fuoco e adottate solo in quest’ultima fase.
Non si può tuttavia dilazionare l’esame principale fino a quel momento: oltre che circostanziato l’esame dev’essere tempestivo (art. 5 OEIA).
(v. in tema DTF 124 II 293 consid. 24b pag. 343; 122 II 165 consid. 13).
4.4 Contenuto
Secondo l’art. 3 cpv. 1 OEIA “nell’esame si accerta se il progetto è conforme alle prescrizioni federali in materia di protezione dell’ambiente. Vi rientrano la LPAmb e le prescrizioni concernenti la protezione della natura e del paesaggio, la protezione delle acque, la salvaguardia delle foreste, la caccia e la pesca.” Giusta il cpv. 2 “le conclusioni dell’esame costituiscono una base per la decisione d’autorizzazione, approvazione o concessione nella procedura decisiva (art. 5) nonché per ulteriori autorizzazioni in materia di protezione dell’ambiente (art. 21).”
Autorità decisiva è quella che decide circa il progetto (art. 5 OEIA). Essa esamina se il progetto è conforme alle prescrizioni sulla protezione dell’ambiente e se così non è chiarisce se lo si possa nondimeno autorizzare imponendo oneri o condizioni (art. 18 cpv. 1 e 2 OEIA).
La “coordinazione con altre autorizzazioni e con decisioni in materia di sussidi” è così regolata dall’art. 21 cpv. 1 OEIA: se l’autorità decisionale accerta che la realizzazione del progetto implica una delle autorizzazioni elencate di seguito dall’articolo fa pervenire all’autorità competente a rilasciare l’autorizzazione tutti i documenti necessari, la invita a esprimere il suo parere e trasmette quest’ultimo al servizio della protezione dell’ambiente. Tra le autorizzazioni citate dal disposto figura al cpv. 1 lett. a) l’autorizzazione per il dissodamento secondo la legge forestale del 4 ottobre 1991 (così mod. dall’art. 68 OFo).
Da notare che se il progetto dev’essere sottoposto all’EIA e la sua realizzazione implica un’autorizzazione di cui al cpv. 1, questa è rilasciata solo dopo la conclusione dell’esame (art. 21 cpv. 2 OEIA). L’autorità che la rilascia è vincolata al parere che ha espresso all’autorità decisionale, a meno che nel frattempo siano mutate le premesse per la valutazione (art. 21 cpv. 3 OEIA).
Si noti inoltre che quando come in concreto l’EIA concerne impianti pubblici, il rapporto deve contenere pure la giustificazione del progetto. Ciò significa che occorre dimostrare l’interesse pubblico prevalente a realizzare l’opera progettata.
I ricorrenti sostengono che l’asse di penetrazione del traffico, previsto dal PG attraverso i prati di __________, sia destituito di interesse pubblico e del tutto sproporzionato.
Questa soluzione, avvertono, è in contrasto con l’assetto viario definito dal Piano di indirizzo del comparto di __________ (__________), col quale il PG va messo in consonanza. Esso va quindi rinviato, perché vi provveda, al Dipartimento del Territorio.
I ricorrenti pretendono che il traffico in uscita dalla galleria possa essere immesso direttamente su via __________, senza passare attraverso la bretella prevista dal PG, con rinuncia alla costruzione del __________ provvisorio.
Invocano a suffragio il Piano di indirizzo urbanistico del comparto di __________ (PICT), il quale, nella variante “tangenziale” scelta da tutti i comuni interessati, contempla appunto il “riutilizzo dell’asse stradale di via __________ ” (anche se con i “dovuti dimensionamenti del tracciato” e la sua “deviazione per l’inserimento su via __________i”) e fissa l’ubicazione definitiva del __________ nella zona di __________.
Questa soluzione, che non tocca la loro proprietà, evita costi importanti oltre a garantire un uso più parsimonioso del suolo. Di ciò non terrebbe conto il PG, che violerebbe quindi l’obbligo della ponderazione globale degli interessi in gioco e di converso il principio della garanzia della proprietà.
Questo concetto è stato ribadito nello scritto del 26 ottobre 2001, in cui dall’intenzione del Cantone di pubblicare un nuovo PG, lasciando che la bretella viaria venga definita dal PICT con un tracciato diverso da quello inizialmente previsto e senza __________ provvisorio, deduce la mancanza a tutt’oggi di “un indirizzo urbanistico e pianificatorio serio e vincolante, che peraltro non è nemmeno coordinato con la volontà degli enti comunali direttamente interessati all’elaborazione del progetto definitivo”.
“In queste circostanze, conclude lo scritto, è ovvio che il Cantone non può vincolare la proprietà privata al solo fine di garantirsi tutte le migliori e più opportune possibilità di intervento urbanistico e pianificatorio.” Tanto meno, visto il lungo tempo che la proprietà è in balia del Cantone.
7.1 In narrativa abbiamo ripercorso le tappe attraverso le quali è maturata la pianificazione della mobilità del __________, in un processo di sintesi tra le esigenze viabilistiche e quelle urbanistiche.
In questo quadro viene a inserirsi il PG della __________ __________ -__________, oggetto a sua volta di ripetuti affinamenti. La trasformazione più radicale è intervenuta con la versione attuale che rivoluziona il sistema viabilistico nel comparto di __________ rispetto alla versione del PG pubblicata pochi mesi prima (giugno ’98).
La differenza principale sta nella rinuncia alle due rotonde sull’asse principale e nello spostamento ad est dell’asse di penetrazione n. __________. La nuova soluzione, precisa il Complemento alla Relazione tecnica e all’EIA I.a fase del 15.12.98, “prevede un sistema principale di smistamento dei flussi da e per la galleria, __________ e la valle del __________ organizzato a regime parzialmente rotatorio attorno ai comparti commerciali esistenti. Questo sistema, che oltre al nuovo asse n. __________fa capo alla via __________ sostituisce la rotonda principale (di attestamento) e la rotonda secondaria (di smistamento dei flussi locali) inizialmente previste. A questo sistema si aggiunge la rete viaria secondaria, conforme al carattere urbano attuale e futuro dell’area e quindi dalle caratteristiche geometriche adeguate”. Questa soluzione “permette uno sfruttamento più parsimonioso del territorio, limitando al minimo gli interventi che potrebbero avere un’influenza sull’assetto finale dell’intero comparto, ancora in fase di allestimento da parte dei pianificatori dei diversi comuni interessati.”
Altra importante modifica è la sostituzione del P&R a raso con un autosilo edificato, costruito con elementi prefabbricati smontabili, della capienza di ca. 350 posti auto. “L’organizzazione degli accessi, della circolazione interna e di posteggi verrà approfondita in una fase successiva del progetto”, avverte il documento, sottolineando il “concetto di provvisorietà del__________ sui __________ di __________ che solo inizialmente avrà il compito di captare una parte del traffico diretto a __________, permettendo agli utenti di raggiungere il centro di __________ con i trasporti pubblici, riducendo così il grado di carico dell’asse di penetrazione principale durante la punta mattutina.”
E’ previsto che il nodo di interscambio “trovi una collocazione definitiva nella zona di Cornaredo, in un luogo di prossima definizione nell’ambito degli studi pianificatori in corso. A questo punto l’impianto dei __________ di __________ potrà essere smontato e riutilizzato in altra sede.”
Come già riferito in narrativa, la definizione dell’assetto viario definitivo del comparto, con particolare riguardo all’asse di penetrazione verso la città è stata demandata dalla scheda __________ (stato dicembre 1998) al Piano di indirizzo del comparto di __________ (__________). In tale ambito si dovranno pure formulare precisi indirizzi per individuare una corretta composizione urbanistico-pianificatoria circa le possibili destinazioni d’uso nel comparto con particolare riferimento alle zone di interesse pubblico, quali attrezzature e edifici pubblici, aree di svago e aree di protezione della natura e del paesaggio (area del Parco di __________).
Il Consiglio di Stato ha dunque incaricato, il 19.12.97, il pianificatore dei Comuni di __________, , __________ e __________ e l’urbanista del gruppo “ __________”, coordinati dall’ Ufficio del Circondario del __________ della SPU, di elaborare il suddetto piano d’indirizzo.
Gli obiettivi dello studio sono così riassunti nel Rapporto esplicativo del febbraio 2000: “il PICT, assumendo dal PD come elemento vincolante l’asse di uscita orientale della galleria, indicazione poi ripresa e sviluppata a livello di PG, ha inteso porre le necessarie premesse pianificatorie per individuare un corretto disegno urbanistico con particolare riferimento:
all’asse di penetrazione da e verso il centro cittadino;
al definitivo posizionamento del nodo intermodale:
alle possibili destinazioni d’uso del suolo del comparto e
conseguente contenibilità del nuovo quartiere, compatibilmente
con l’effettivo funzionamento della galleria.
Il Piano d’indirizzo che ne risulta, frutto di un’approfondita sintesi del DT, propone gli elementi essenziali che si intende tradurre nel PD quale base di riferimento per i futuri sviluppi delle pianificazioni dei comuni interessati. In quanto Piano d’indirizzo, lo studio in questione risulta essere contraddistinto da ipotesi progettuali di valore generale, il cui approfondimento ed affinamento è demandato alle successive fasi di pianificazione locale e di progettazione.”
Il rapporto definisce quindi gli Indirizzi generali di viabilità. A livello di viabilità principale, il __________ “propone di suddividere il carico veicolare in uscita dalla galleria verso la città secondo due flussi precisi, distinguendo tra il traffico diretto verso il centro cittadino e quello invece determinato dal futuro nuovo quartiere. Riprendendo l’asse di uscita della galleria individuato dal PG e proponendone la sua continuazione in galleria verso __________, il progetto individua nel potenziamento dell’attuale tracciato di via __________, debitamente corretto in funzione del suo diretto inserimento su via __________, l’asse di penetrazione del traffico che, in uscita dalla galleria verso il Centro cittadino, non può essere contenuto dal filtro di __________. Rispetto a tale indirizzo di ordine generale, risulterà quindi essere oltremodo importante il successivo approfondimento progettuale volto ad individuare l’adeguato dimensionamento del tracciato di via __________ in funzione di:
di __________.
in corrispondenza dei suoi incroci con la futura
direttrice verso __________, l’entrata al nuovo quartiere e
l’aggancio su via __________.”
Quanto alla viabilità interna al nuovo quartiere il __________ prevede che “il traffico relativo al nuovo quartiere … graviterà essenzialmente sul nuovo asse di scorrimento interno che, posto in corrispondenza della bretella di accesso al __________ provvisorio prevista dal PG, risulterà essere l’elemento ordinatore del futuro quartiere. Nell’ambito del presente Piano di indirizzo, la viabilità secondaria interna al quartiere viene, evidentemente, demandata ai successivi studi di approfondimento.”
Sotto il profilo procedurale il rapporto rileva che nel __________ “trovano (…) definitiva soluzione diverse problematiche finora individuate nell’ambito dello studio del PG del progetto della galleria __________ -__________:
. lo spostamento verso via __________ del portale della Galleria e la
conseguente copertura del tracciato;
. la provvisorietà del __________ ai prati di __________ e la conferma del
nodo intermodale di __________;
. la salvaguardia dei valori ambientali del __________ di __________;.
l’indicazione degli elementi ordinatori di una futura rivalutazione urbanistica di questo comparto della ‘nuova città’. Alla luce di queste considerazioni, il PG della galleria __________ -__________, adottato dal Consiglio di Stato ed approvato dal Gran Consiglio, risulta essere una prima fase attuativa dello scenario urbanistico determinato dal __________ (rilievo nostro).”
Il __________ è stato pubblicato nel febbraio 2000 ai sensi dell’art. 15 LALPT.
7.2 Il 14.3.2001 il Consiglio di Stato ha adottato il II. aggiornamento della scheda __________ e la nuova scheda __________La pubblicazione è avvenuta dal __________al __________.2001.
Tramite il II° aggiornamento si integrano nel PD i risultati degli studi di approfondimento del _________ (COTAL, PTA, PICT) e si completa il PD con il Modello di organizzazione territoriale dell’agglomerato luganese comprensivo delle misure fiancheggiatrici.
Questo Modello è costituito essenzialmente da due componenti: quella trasportistica e ambientale, di cui trattano specificamente le schede __________, e quella urbanistica, comprendente gli indirizzi relativi ai quartieri, formante oggetto della nuova scheda di coordinamento __________
Va considerato che, in consonanza col concetto di aree strategiche e aree sensibili teorizzato dal COTAL, l’agglomerato luganese è stato suddiviso in 18 parti urbane omogenee, denominate quartieri, indipendenti dai confini giurisdizionali). Dotati di proprie individualità e qualità sono stati raggruppati in 5 categorie a seconda delle loro caratteristiche insediative: city, quartieri intensivi, misti di servizio, di produzione e di servizio specializzati (v. scheda __________).
Il quartiere di __________, delimitato a N dal __________ di __________, a E dal fiume __________e, a S da via __________ e a O da via __________ (e quindi corrispondente nelle grandi linee al comparto __________ del PG) è definito quartiere specializzato per attività sportive, educative, culturali e di servizio.
La relativa scheda (__________) riprende gli indirizzi pianificatori generali già abbozzati dal PTA e quindi approfonditi dal __________ consentendo di formulare soluzioni pianificatorie più precise in merito all’allacciamento della galleria alla viabilità principale, alla localizzazione del nodo intermodale di __________, alla viabilità interna del nuovo quartiere e alla composizione urbanistico-pianificatoria del nuovo quartiere.
La scheda __________si occupa specificamente di quest’ultimo aspetto, definendo, in particolare, gli indirizzi attinenti alle destinazioni d’uso dei singoli settori territoriali identificati e illustrati nella rappresentazione grafica ripresa dal __________. Per contro le componenti trasportistiche del PICT sono state integrate nelle schede - oggetto __________ e __________alle quali la scheda __________rimanda.
L’assetto viabilistico è definito come segue dalla scheda __________ (Infrastrutture per i trasporti individuali su gomma) che la riprende dal __________ (cfr. l’allegato cartografico).
“L’uscita al portale del __________ è prevista all’estremo nord della zona dei __________ di __________. Lo sbocco della galleria è stato spostato verso Via __________, come indicato nella planimetria allegata. Al fine di meglio tutelare la qualità insediativa delle aree residenziali situate a monte si prevede, dal portale naturale della galleria, all’intersezione con l’asse orientatore interno al quartiere, un tratto di strada ambientalmente protetta con copertura.
L’allacciamento alla viabilità principale è assicurato dall’attuale tracciato di via __________, debitamente corretto in funzione del suo diretto inserimento su via __________; esso costituirà l’asse di penetrazione del traffico che, in uscita dalla galleria verso il centro cittadino, non può essere contenuto dal filtro del nodo intermodale di __________.
La viabilità interna al quartiere di __________ graviterà sul nuovo asse interno che, posto in corrispondenza della bretella di accesso al Posteggio di interscambio di , __________ () (v. scheda-oggetto __________), risulterà essere l’elemento ordinatore del futuro insediamento.”
Dopo una breve cronistoria del PG il capitolo Tempi modalità e attuazione del coordinamento precisa che “il progetto è coordinato con il Modello territoriale dell’agglomerato __________ (scheda __________) in particolare con gli indirizzi urbanistici per il quartiere di __________ (oggetto __________). Il progetto ha tenuto conto dei risultati degli studi di approfondimento del _________, segnatamente il Concetto territoriale dell’agglomerato del __________ (COTAL) e il successivo Piano dei trasporti dell’agglomerato __________ (PTA) i cui risultati sono integrati nel PD tramite il II. aggiornamento del PD in relazione al _________.”
Importante per il presente giudizio è il passaggio relativo all’attuazione del coordinamento:
“Il Cantone si pone come obiettivo prioritario la realizzazione dell’assetto dell’area di __________ così come descritto al capitolo “situazione e descrizione” di questa scheda e la realizzazione del
nodo intermodale di __________ (v. scheda oggetto __________) contemporaneamente alla messa in esercizio della Galleria __________ - __________e. Tuttavia, nel caso si rendesse necessaria una realizzazione a tappe, sarà garantita, in tutta la misura tecnicamente possibile, la copertura dell’intera tratta dal portale naturale della galleria fino all’intersezione con il nuovo asse interno di scorrimento, con adeguate protezioni foniche.”
7.3 Non appena questa scheda-oggetto sarà cresciuta in giudicato dal profilo cantonale, il Cantone provvederà ad avviare le procedure necessarie per conferire la pubblica utilità alle opere relative all’allacciamento dello sbocco est della galleria alla viabilità principale (sbocco della galleria spostato verso Via __________, allacciamento alla viabilità principale tramite via __________ e Via __________). A tale scopo potranno essere percorse la proceduta di PG o quella del PUC.
Allo stesso tempo, i Comuni di __________ e __________ avviano la procedura di modifica dei loro PR al fine di conferire la pubblica utilità al nodo intermodale di __________ -__________, conformemente alle modalità di coordinamento definite nella scheda oggetto __________
I Comuni di __________, __________a, __________ e __________ avviano da subito uno studio pianificatorio intercomunale al fine di affinare la viabilità interna al nuovo quartiere (Questo studio comunale dovrà altresì affinare la composizione urbanistica-pianificatoria del nuovo quartiere così come definito nella scheda __________ oggetto __________). Essi dovranno inoltre adeguare i loro PR in modo da poter realizzare la viabilità interna al nuovo quartiere entro la messa in esercizio della __________ __________ - __________. (…) La procedura di PR dev’essere conclusa entro la messa in esercizio della __________ __________ - __________.
Nel Complemento alla Relazione tecnica e all’EIA I.a fase è sottolineando il “concetto di provvisorietà del __________ sui __________ di __________ che solo inizialmente avrà il compito di captare una parte del traffico diretto a __________, permettendo agli utenti di raggiungere il centro di __________ con i trasporti pubblici, riducendo così il grado di carico dell’asse di penetrazione principale durante la punta mattutina.”
7.4 Altro elemento basilare del sistema viabilistico è il Posteggio di interscambio di , __________ () di cui si occupa la scheda-oggetto __________ (DA). Vi è previsto che al momento della realizzazione della __________ __________ - __________ venga realizzato un posteggio di interscambio nelle immediate vicinanze dell’uscita della galleria. Il posteggio sarà collegato alla rete stradale principale e alla rete dei trasporti pubblici su gomma. Si prevedono ca. 350 posti-auto. Il dimensionamento di questo posteggio tiene conto degli 800 posteggi esistenti a __________ (ex-termica e stadio) che potranno continuare ad essere utilizzati anche dopo l’apertura della galleria, per un totale di 1150 posti-auto, con funzione di filtro per il traffico pendolare.
Il posteggio di interscambio di __________ -__________ () sarà sostituito al momento della realizzazione del nodo intermodale di __________ - (v. scheda-oggetto __________b).
Al capitolo Tempi, modalità e attuazione del coordinamento stessa considerazione che alla scheda __________ Pure qui il Cantone “si pone quale obiettivo prioritario la realizzazione dell’assetto dell’area di __________ definito al capitolo ‘situazione e descrizione’ della scheda-oggetto __________. e la realizzazione del nodo intermodale di __________ (v. scheda oggetto __________) contemporaneamente alla messa in esercizio della Galleria __________ - __________. Nel caso si rendesse necessaria una realizzazione a tappe, verrà in una prima fase realizzato il posteggio di interscambio di __________ che verrà successivamente sostituito al momento della realizzazione del nodo intermodale di __________ (v. scheda - oggetto __________).
Il progetto è coordinato con il Modello territoriale dell’agglomerato luganese (scheda __________), in particolare con gli indirizzi urbanistici per il quartiere di Cornaredo (oggetto __________).
Tenuto conto dello stato attuale della procedura, per quel che attiene al coordinamento, si rimanda alla procedura di esame di impatto ambientale, in particolare al contenuto del preavviso dell’UFAFP del 9 ottobre 1998 (EIA n. __________).
7.5 Da quanto precede emerge il fermo proposito del cantone di realizzare direttamente, senza fasi intermedie, l’assetto viario e urbanistico previsto dal __________ e fatto suo dal PD.
A questo scopo la scheda __________ha indicato le diverse procedure che il cantone e i comuni interessati devono portare a termine entro la messa in esercizio della galleria.
Se ciò non fosse possibile si procederà a tappe e si realizzerà in prima fase il posteggio di interscambio di __________.
Questa possibilità non solo non è stata esclusa con l’adozione nel PD della nuova versione dell’assetto stradale ma ha formato oggetto di una specifica scheda.
Il motivo sta nell’estrema importanza che riveste nel quadro generale del _________ la realizzazione della galleria e nell’urgenza di intraprendere i lavori.
Se si dovesse dar loro avvio solo dopo che tutte le procedure pianificatorie e progettuali fossero terminate si dovrebbe rinviare di anni l’inizio dei lavori.
Per evitare che ciò avvenga occorre che __________ provvisorio e sistema viario di supporto siano realizzabili nel più breve tempo possibile. Allo stato attuale delle procedure solo la soluzione prevista dal PG è in grado di garantirlo.
Appena il PG cresce in giudicato è possibile allestire il progetto definitivo, col relativo EIA di II.a fase, da eseguirsi assieme a quello, monofase, del progetto esecutivo dello svincolo autostradale (settore Vedeggio, soggetto alla procedura federale). Ottenuti i sussidi federali, si parte con lo scavo. Nel contempo si allestisce pure il PG finale e il progetto definitivo e si modificano i PR comunali. Impossibile prevedere il tempo che ci vorrà: se tutto va bene si salta la fase intermedia e si continua subito con la soluzione finale. Se però, ultimato lo scavo, si prospetta una lunga pausa, si potrà far capo, senza por tempo di mezzo, alla soluzione dell’attuale PG.
Solo a quel momento si potrà valutare con cognizione di causa cosa conviene fare: aspettare che la soluzione definitiva sia pronta o attuare quella provvisoria.
Una cosa è certa: se si vuole realizzare, e nei tempi più stretti possibili, il complesso __________ -__________ il solo modo di risparmiare tempo è di iniziare subito lo scavo. Per questo bisogna però disporre del progetto definitivo e non solo della galleria ma dell’intero comparto, col relativo EIA. E’ solo se vi è questa progettazione complessiva che verranno erogati i sussidi federali. Ora, se non si può avere in tempo utile il progetto per la soluzione definitiva bisogna almeno averlo per quella provvisoria. A ciò sopperisce l’attuale PG.
Ricordiamo in proposito che il PD I° aggiornamento riservava una sistemazione finale viaria e urbanistica del comparto __________ diversa da quella prevista dal PG e ne demandava lo studio al __________. Mutando radicalmente l’impostazione originale, il __________ ha soppresso la penetrazione del traffico principale attraverso i prati di __________ e l’ha dirottato su via __________ che verrà allargata di conseguenza. Al suo posto passerà lungo lo stesso asse, ma con un calibro ridotto (non ci saranno le tre piste) la strada di scorrimento interno al quartiere, riservata al traffico di quartiere. Non sarà quindi possibile, né è previsto, affiancarvi un __________ provvisorio, per filtrare una parte dei 25.000 veicoli/giorno in uscita dalla galleria e convogliare il resto verso la City.
Per il settore __________ il PG da piano principale, fondante si riduce a piano di riserva, necessario tuttavia, come sopra evidenziato, per evitare lunghi ritardi nell’inizio dei lavori. Facilmente 4-5 anni, durante i quali si deve aspettare che siano allestiti e divengano definitivi i piani e i progetti della soluzione finale.
Il PG dev’essere mantenuto perché solo se si dispone di questa valvola di sicurezza si può iniziare subito i lavori (appena si avrà il progetto definitivo e i finanziamenti federali).
L’obiettivo, usciti con lo scavo dalla galleria, è di poter continuare i lavori sulla base della nuova pianificazione e progettazione, conformemente all’ultimo aggiornamento del PD; tuttavia, se vi sono degli intoppi e la soluzione finale non è ancora matura, è importante poter disporre di un’alternativa immediatamente agibile. Tale è quella offerta dal PG, che è passata attraverso il vaglio dell’EIA e dei competenti servizi cantonali e federali ed è stata preavvisata favorevolmente dal BUWAL.
7.6 Per queste ragioni il PG mantiene il suo interesse non più come soluzione definitiva, non conforme oramai alle nuove disposizioni del PD, ma quale sistemazione intermedia, provvisoria, di cui occorre subito preparare le premesse attuative, anche se l’obiettivo principale è di realizzare direttamente l’assetto viario finale, circuitando l’attuale PG.
Visto l’importanza del progetto, parte costitutiva, fondamentale del _________, l’interesse dello Stato a disporre di una simile soluzione è considerevole e soverchia l’interesse dei proprietari a evitare che, ove essa si realizzi, la loro proprietà subisca un danno irreparabile.
7.7 Non solo il progetto è sorretto da un interesse pubblico prevalente ma rispetta pure il principio della proporzionalità.
Va tenuto presente, in proposito, il potenziale carattere provvisorio del progetto. Se la sua attuazione provoca nondimeno un pregiudizio definitivo alla proprietà dei ricorrenti, lo sfruttamento dell’investimento da parte dello Stato è, per ipotesi, di durata limitata. Secondo le circostanze l’interesse statale potrebbe quindi non essere in ragionevole proporzione con il danno arrecato ai ricorrenti. Impossibile però stabilire a priori dei parametri. Dipenderà soprattutto da questioni temporali se e soprattutto in quale misura lo Stato avrà interesse a impegnarsi in un investimento cospicuo ma temporaneo. Certo è che non si sbizzarrirà a drizzare sui prati di __________ un parcheggio, smontabile, di 3 piani, per 350 macchine e a improvvisare sugli stessi prati un circuito stradale provvisorio, a tre piste, quando l’obiettivo finale è di scendere su via __________, allargarla e situare un vero __________ definitivo a __________; lo farà solo se vi sarà spinto da un interesse chiaramente superiore. E’ nella logica delle cose che lo Stato non intraprenderà un’impresa del genere se non costrettovi da reale necessità, ad esempio di fronte a un imprevisto, importante allungamento dei tempi di maturazione del progetto. In siffatte circostanze la proporzionalità è rispettata. In quell’ipotesi il provvedimento è idoneo a conseguire lo scopo, non si vede quale altro mezzo meno incisivo possa raggiungerlo e infine la ragionevolezza del rapporto tra scopo e mezzo è garantita a priori dall’interesse dello Stato di attuare il PG solo se le circostanze concrete lo giustificheranno.
In quest’ottica il sacrificio chiesto ai proprietari appare in un rapporto accettabile con l’importanza della posta in gioco, non ultimo tenuto conto che allo stato attuale della pianificazione l’attraversamento della proprietà __________ è previsto non solo dal PG ma pure dal __________ -PD (schede __________e __________), anche se in quest’ultimo caso con un minor calibro stradale. Se poi la proprietà verrà meglio o del tutto risparmiata dall’ordinamento conclusivo lo si saprà a pianificazione terminata. Questa è in gestazione ed è per ora prematuro azzardare pronostici.
Motivo, peraltro, per cui non abbiamo ritenuto utile sentire i sindaci interessati né i responsabili dell’Amministrazione strade nazionali, come proposto dai ricorrenti.
Alla luce delle pregresse considerazioni la violazione della garanzia della proprietà non può essere ammessa.
Le considerazioni sopra svolte valgono pure mutatis mutandis per la censura di inosservanza dell’obbligo di ponderazione e coordinamento. E’ già nella procedura di allestimento dei piani di utilizzazione, avvertono i ricorrenti, che vanno approfonditi tutti gli aspetti territoriali determinanti ed effettuata una valutazione globale di tutti gli interessi in gioco (DTF 123 II 88 consid. 2). “Prima di definire dei percorsi viari all’uscita della galleria occorreva approfondire i concetti di sviluppo territoriale del comprensorio interessato che appunto dovevano essere definiti nel contesto del PICT”. Principi che sarebbero disattesi in concreto. Inopportuna è poi ritenuta, per lo stesso motivo, “la costruzione di un parcheggio provvisorio sul territorio del Comune di __________.”
Rispondiamo in ordine al parcheggio provvisorio ricordando che la nuova scheda __________del PD ne consacra il principio. Giustamente, aggiungiamo, per i motivi sopra svolti in merito alla necessità di non ritardare l’avvio dei lavori.
Per il resto, abbiamo sopra ricordato come il I° aggiornamento del PD avesse demandato ad un piano di indirizzo (__________) la definizione dell’assetto viario definitivo del comparto di __________, da integrare nel quadro di una sua corretta ricomposizione urbanistico-pianificatoria in cui le diverse esigenze territoriali trovassero equilibrata soddisfazione.
Con ciò la definizione del sistema viario prevista dal PG è posta potenzialmente nella situazione di non essere quella finale, tranne se il PICT la riprendesse nel suo concetto, cosa che puntualmente non è avvenuta. Il PG sopravvive quindi, per i motivi sopra esposti, come soluzione provvisoria. L’approccio globale preconizzato dai ricorrenti costituisce certo la via più congeniale a una moderna pianificazione e risponde idealmente all’esigenza di coordinamento, offrendo la piattaforma per eccellenza alla ponderazione di tutti gli interessi in gioco.
Già col _________ si era posto il problema dei limiti di un approccio settoriale e si era corso ai ripari col COTAL, poi tradotto nel piano dei trasporti dell’agglomerato (PTA).
Chiaramente, il procedere per fasi verso l’integrazione, anziché raccogliere prima le fila e annodarle pazientemente ad una ad una fino ad avere la visione globale dell’intera problematica e poter quindi adottare la soluzione che meglio contemperi le diverse esigenze, non è il procedimento più sicuro per evitare errori da doversi poi correggere per strada o peggio a bocce ferme, con tutti i costi che ciò comporta e alle volte l’impossibilità del rimedio.
D’altra parte un grande progetto trasportistico, che abbraccia un’intera regione, può incontrare dei punti di resistenza ad una pianificazione integrata, e porre dinnanzi al dilemma: si aspetta che tutte le componenti, viarie e urbanistiche possano essere risolte assieme o si progetta per cominciare la parte stradale, assumendo il rischio che la sua integrazione in chiave urbanistica si riveli problematica.
E’, questo, il procedimento seguito nel caso concreto e valgano in proposito le considerazioni sviluppate in precedenza sulla giustificazione di questa scelta.
Si potrebbe vedere nella fattispecie un’analogia, in chiave pianificatoria, con quello che sono in campo edilizio le” Stammbewilligungen mit nachträglicher Projektänderungen” (v. Arnold Marti, Koordinationspflicht bei Gewerbe-und Industriebauten - Der Ruf nach Flexibilität, in URP 2001 Heft 6 pag. 563 ss.).
L’altra soluzione, consistente nell’attendere per l’inizio dei lavori che pianificazione e progettazione del nuovo assetto siano concluse, non è proponibile per la necessità, qui ripetutamente sottolineata, di risolvere senza ulteriori tergiversazioni la disastrata situazione in cui versa la mobilità del __________, in particolare della Città di __________. Essa esige una risposta, non più differibile, che concluda il travagliato processo di elaborazione, adozione e approvazione del PG.
Sotto il profilo ambientale i ricorrenti fanno presente che l’uscita dalla galleria, il posteggio di interscambio e la nuova bretella creeranno ulteriori, importanti fonti di inquinamento, a tutto pregiudizio delle pregiate zone residenziali circostanti. Chiedono che il tribunale verifichi se il progetto rispetta i limiti dell’inquinamento fonico e atmosferico.
Va qui preliminarmente osservato come nel ricorso contro l’approvazione del piano generale non ci si possa limitare a porre la domanda se gli elementi di giudizio (ambientali o altri) siano stati esaminati dall’autorità decidente e chiedere che in caso contrario vi provveda il tribunale. Il tribunale non è autorità di vigilanza sulla pianificazione.
Il ricorso deve contestare la decisione di approvazione, censurandone le eventuali carenze. In quel caso il tribunale esamina la fondatezza della censura, ma non interviene in via eventuale, indagando se per caso l’autorità abbia omesso l’esame di quegli aspetti del problema o li abbia mal valutati.
Possiamo comunque rassicurare i ricorrenti rinviandoli al rapporto di giustificazione ambientale del giugno ’98 nonché al coevo REIA rispettivamente al REIA complementare dell'ottobre dello stesso anno. E ricordiamo il preavviso favorevole 9.10.98 del BUWAL.
La conclusione è che il _________ è compatibile con la protezione dell’ambiente, a condizione di garantire l’esecuzione di una serie di misure fiancheggiatrici (v. l’approfondito esame della problematica nella STPT in re Soldini del 26 ottobre 2001).
A proposito di inquinamento giova poi considerare che l'assetto stradale allo studio richiederà una variante del PG per la copertura ambientale all’uscita dalla galleria e un nuovo PG per l’intervento su via __________, entrambi corredati da esame d’impatto ambientale. I qui ricorrenti potranno far valere le loro ragioni in materia ambientale in quella sede.
Per questi motivi,
dichiara e pronuncia
Nella misura in cui non è divenuto privo di contenuto il ricorso è respinto.
Non si prelevano tasse di giustizia e non si assegnano ripetibili.
Intimazione: - avv. __________ __________, __________
amministrazione immobiliare e strade
nazionali, Bellinzona
Tribunale della pianificazione del territorio
Il presidente Il segretario
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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