AIUTO RICERCA
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Numero d'incarto: 80.1999.200
Data decisione, Autorità: 29.11.1999, CDT
Incarto n. 80.1999.00200
Lugano 29 novembre 1999
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il presidente della Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
giudice Alessandro Soldini
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 3 ottobre 1999
in materia di: IC/IFD 99/00
presentato da:
__________, __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
__________, domiciliato a __________, separato, di professione ingegnere __________, lavora presso la __________ a __________. Nella dichiarazione d'imposta IC/IFD 1999-2000 il contribuente chiedeva in media annua le seguenti deduzioni:
alimenti: fr. 54'128.-
spese di trasporto fr. 6'000.-
altre spese professionali fr. 2'100.-
spese di cura fr. 583.-
Nella notifica di tassazione IC/IFD 1999-2000 del 9 agosto 1999 l' Ufficio di tassazione limitava la deduzione degli alimenti versati alla moglie e alle figlie a fr.46'928.- di media annua e quella per spese di trasporto a fr. 4'850.- di media annua, riconoscendo invece la deduzione per altre spese professionali nella misura richiesta di fr. 2'100.-. L' UT negava invece al contribuente la deduzione (fr. 583.- di media annua) per spese di malattia.
Con reclamo del 14 agosto 1999, presentato in tempo utile, il contribuente contestava genericamente la riduzione per spese professionali, la mancata deduzione delle spese di cura e la riduzione della deduzione per alimenti.
Con decisione del 27 settembre 1999 l' UT respingeva il reclamo spiegando la ragione della riduzione della deduzione per spese di trasporto e dell'importo degli alimenti versati alla moglie e alle figlie, come pure quelle del rifiuto delle spese di cura (laserterapia della miopia).
Richiesto da questa Camera di precisare quale fosse l'oggetto della contestazione, il ricorrente ha precisato di non contestare il rifiuto dell'UT di concedergli la deduzione per spese di cura, ma di mantenere la contestazione relativa alla deduzione per spese di trasporto. Ha inoltre meglio illustrato la sua richiesta relativa alla deduzione per alimenti, producendo la nuova convenzione di divorzio e precisando che egli è comproprietario per due terzi della casa in cui abitano la ex moglie (al primo piano) e la figlia maggiore (a pianterreno).
Conformemente all’art. 26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e penale del 24 novembre 1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto tributario decide nella composizione di un Giudice unico le cause, che come la presente non pongono questioni di principio e non sono di rilevante importanza.
Spese di trasporto
4.1.
Sono considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora.
Per l'uso di mezzi pubblici la deduzione corrisponde alla spesa effettiva (art. 3 cpv. 1 lett. a DE del 10 dicembre 1996). Per l'uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una motoleggera la spesa deducibile è al massimo di fr. 600.– l'anno (art. 3 cpv. 1 lett. b DE del 10 dicembre 1996). Infine, per l'uso di una motocicletta o di un'automobile privata, la spesa deducibile corrisponde a quella del mezzo pubblico disponibile (art. 3 cpv. 1 lett. c DE del 10 dicembre 1996). Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (p. es. per infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa la deduzione fino a 35 cts. il km per le motociclette di cilindrata superiore ai 50 cmc e fino a 60 cts. per le automobili (art. 3 cpv. DE del 10 dicembre 1996). La deduzione per il tragitto di andata e ritorno a mezzogiorno non può in ogni caso superare quella massima ammessa per i pasti consumati fuori casa di fr. 12.- al giorno o di fr. 2’600.- all’anno (art. 3 cpv. 3 DE del 10 dicembre 1996).
Anche per l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente aggiornata (per il periodo 1997-98: fr. 600.– all’anno per la bicicletta e il motorino, fr. 0,35 al km per la motocicletta e fr. 0,60 il km per l’automobile). La deduzione chilometrica per il viaggio di andata e ritorno a mezzogiorno è limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3 2.a frase Ordinanza del 10 febbraio 1993).
4.2.
Nel calcolare le distanze chilometriche ai fini della commisurazione della deduzione per spese di trasporto con il mezzo privato dal domicilio al luogo di lavoro la CDT ha stabilito che non è illegittima la scelta dell' autorità di tassazione di servirsi dell' indicatore delle distanze, allestito dalla Sezione del personale dello Stato, quale strumento di semplificazione che serve a garantire un' applicazione coerente ed uniforme della legge (cfr. CDT n. ..__________ dell' 11 ottobre 1996 in re F. e C. Al.).
4.3.
Nel caso in esame, come si è visto, il ricorrente abita dal marzo del 1997 a __________ e lavora a __________.
L' UT, ammettendo la distanza percorsa giornalmente tra __________ e __________ dichiarata dal ricorrente di 40 chilometri, un costo chilometrico di fr. 0,60 e una durata annua del lavoro di mediamente 220 giorni, ha calcolato che la deduzione ammonta annualmente a fr. 5'280.-, ma l'ha tuttavia ridotta a 22/24, pari a fr. 4'840.-, considerando che il domicilio del ricorrente, come si evince dalla comunicazione del Comune di __________, era fino alla fine di febbraio del 1997 a __________ e coincideva quindi con il luogo di lavoro.
Il calcolo proposto dal ricorrente in sede di ricorso (deduzione di fr. 5'184.- di media annua) non permette di giungere a una soluzione più favorevole rispetto a quella cui è giunto l'UT, non appena si consideri che esso deve essere rapportato a ventidue mesi su ventiquattro.
Il ricorso, su questo punto, deve quindi essere respinto.
5.1.
Con memoria del 25 ottobre 1999, invitato dal giudice a meglio definire l'eventuale richiesta ricorsuale in relazione al versamento degli alimenti alla ex moglie e alla figlia, il ricorrente precisa di chiedere la deduzione per figli a carico e per figli agli studi, provvedendo al mantenimento integrale della ex moglie, che durante gli anni 1997-98 non ha svolto alcuna attività lucrativa, e della figlia agli studi mediante il versamento di alimenti e mettendole a disposizione gratuitamente l'appartamento sito al pianterreno della ex dimora coniugale, di cui è comproprietario in ragione di due terzi.
5.2.
A giusta ragione il ricorrente non chiede la deduzione dei contributi versati alla figlia __________ una volta raggiunta la maggiore età e, meglio, dopo il __________ 1997.
In effetti, per costante giurisprudenza le somme di denaro che il ricorrente versa regolarmente alle figlie maggiorenni devono essere qualificate come prestazioni fondate sul diritto di famiglia; le stesse non sono pertanto imponibili alle figlie medesime, e non possono coerentemente essere dedotte dall'imponibile del padre, il quale è d'altra parte tenuto a contribuire alle spese di mantenimento agli studi, in virtù dell'obbligo di cui all'art. 277 cpv. 2 CCS (CDT n. 28 dell'11 febbraio 1993 in re S. Al.; CDT n. 56 del 25 marzo 1993 in re A. R.; CDT n. 165-66/93 del 27 agosto 1993 in re F. B.; RF 1994 p. 266).
5.3.
5.3.1. Per l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 6.200.– franchi e che un’analoga deduzione è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 5’100.– (cfr. art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149);
Gli articoli 34 cpv. 3 LT e 35 cpv. 2 LIFD precisano inoltre che le deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione all’inizio del periodo fiscale o dell’assoggettamento;
5.3.2. Secondo il diritto vigente, se i genitori sono divorziati o separati, ha diritto alla deduzione per figli solo quel genitore che esercita l’autorità parentale sul figlio, mentre l’altro – che versa gli alimenti – può ottenere la deduzione integrale degli alimenti (Agner/Jung/Steinmann, loc. cit.). Se tuttavia l'obbligo di mantenimento si protrae oltre la maggiore età, il genitore che versa il contributo di mantenimento, venendo a cadere il diritto di dedurlo, può chiedere la deduzione sociale, se il contributo raggiunge annualmente almeno l'ammontare della deduzione sociale (Agner/Jung/Steinmann, loc. cit.).
A sua volta la Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 relativa all'imposizione della famiglia prevede, nel caso di genitori che non convivono, che solo la persona che provvede in modo preponderante al sostentamento del figlio maggiorenne ha, di regola, diritto alla deduzione. Se nondimeno entrambi i genitori provvedono in modo importante al mantenimento dei figli, la deduzione può essere ripartita (cfr. Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 relativa all'imposizione della famiglia, cifra 4.1.1.1., p. 12).
5.4.
Per decidere se accordare o meno la chiesta deduzione fa stato, come si è visto, la situazione al primo giorno del periodo fiscale, vale a dire al 1° gennaio 1999.
Nell'aprile del 1999 gli ex coniugi __________ hanno stipulato una convenzione che regola le conseguenze accessorie del divorzio, non essendovi più alcuna prospettiva di riconciliazione a otto anni di distanza dalla separazione legale pronunciata nel 1991 dal Pretore. Nella nuova convenzione il qui ricorrente si impegna a versare a favore della figlia maggiorenne __________, ancora agli studi, un importo mensile di fr. 944.- mensili (al posto dell'importo di fr. 800.- versato negli anni di computo 1997-98). Si impegna inoltre a intestare l'abitazione di __________ in comproprietà (un terzo alla ex moglie, due terzi all'ex marito), concedendo nel contempo un diritto di abitazione alla ex moglie, la quale è pure autorizzata a locare il piccolo appartamento a pianterreno alle figlie senza alcuna pretesa di ripartizione del canone di locazione da parte del marito.
Si deve quindi ammettere, alla luce di queste circostanze, che l'onere preponderante di sostentamento della figlia __________ gravi sulle spalle del padre, il quale le versa poco meno di mille franchi al mese e le concede l'uso gratuito del piccolo appartamento a pianterreno nella misura in cui ne è comproprietario (due terzi).
Alla luce di queste circostanze, appurate in sede di ricorso, ben si può concedere al ricorrente la deduzione per figli, sia per l'IC sia per l'IFD, l'onere a carico del ricorrente superando di gran lunga l'importo della deduzione prevista dal diritto federale.
6.1.
Secondo l’art. 34 cpv. 1 lett. c LT, «sono dedotti dal reddito netto... per ogni figlio fino al venticinquesimo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede e che, senza beneficiare di assegni o borse di studio, frequenta una scuola o corsi di formazione, oltre al periodo dell’obbligo, un massimo di 5’400.– franchi secondo le modalità e nei limiti fissati dal Consiglio di Stato tenuto conto dei costi supplementari sopportati»:
Il decreto esecutivo del Consiglio di Stato concernente l’imposizione delle persone fisiche (art. 10) stabilisce, a tale proposito, che le deduzioni ammontano a:
• fr. 800.– se il figlio può rientrare giornalmente al proprio domicilio;
• fr. 3’100.– se il figlio non può rientrare giornalmente al proprio domicilio e frequenta scuole o corsi di formazione nel Cantone;
• fr. 5’600.– se il figlio non può rientrare giornalmente al proprio domicilio e frequenta scuole o corsi di formazione fuori Cantone.
Per decidere sulla concessione della deduzione per figli agli studi, è determinante, come nel caso della deduzione per figli, la situazione all'inizio del periodo fiscale, sia per quanto concerne la frequenza della scuola o dei corsi che danno diritto alla deduzione sia per quanto concerne il versamento del sussidio.
6.2.
Analogamente alla deduzione per figli, anche la deduzione per figli agli studi, nel caso di genitori che non convivono, può essere concessa, di regola, solo alla persona che provvede in modo preponderante al sostentamento del figlio maggiorenne (CDT n. 28 dell'11 febbraio 1993 in re S. Al.). Se nondimeno entrambi i genitori provvedono in modo importante al mantenimento dei figli, la deduzione può essere ripartita (cfr. Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 relativa all'imposizione della famiglia, cifra 4.1.1.1., p. 12).
6.3.
Per gli stessi motivi che hanno indotto questa Camera a concedere la deduzione per figli, al qui ricorrente va pure riconosciuta la deduzione per figli agli studi.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
§ Di conseguenza, la decisione su reclamo del 27 settembre 1999 è riformata nel senso che al ricorrente è riconosciuta per l'IC e per l'IFD la deduzione piena per figli e per l'IC anche la deduzione per figli agli studi.
§§ Gli atti del procedimento sono retrocessi all' Ufficio di tassazione per l'emissione di nuovi conteggi.
Non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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