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Anteprima di stampa
Numero d'incarto: 80.1998.308
Data decisione, Autorità: 12.02.1999, CDT
Incarto n. 80.98.00308
Lugano 12 febbraio 1999
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi
segretario:
Fiorenzo Gianinazzi
statuendo sul ricorso del 8 dicembre 1998
in materia di: IC/IFD 97/98
presentato da:
__________, __________ __________,
ritenuto
in fatto ed in diritto
Nella notifica di tassazione IC/IFD 1997-98 del 20 agosto 1998 l’ Ufficio di tassazione esponeva a __________ __________ quale unica sua entrata un reddito da attività indipendente di fr. 50'000.- di media annua, poiché, nonostante una diffida e una multa disciplinare, non aveva presentato la documentazione richiestagli.
Il 18 settembre 1998 il contribuente presentava reclamo, limitandosi ad affermare che durante l'anno lavora per non più di otto mesi e per giunta in modo irregolare.
Con decisione del 23 novembre 1998 l’UT respingeva il reclamo del contribuente, con la motivazione che non aveva ottemperato all’invito dell’autorità di esibire i giustificativi atti a inficiare la valutazione d’ufficio del reddito.
Con scritto del 19 gennaio 1999 il ricorrente veniva reso attento circa l'obbligo di motivare il ricorso, di formulare una precisa richiesta e di dimostrare, fornendo le dovute prove, la manifesta inesattezza della tassazione d'ufficio.
Il ricorrente produceva allora l'estratto del conto corrente postale degli anni 1995, 1996 (fino al 13 settembre) e 1997, come pure la decisione pretorile del 20 giugno 1996, che lo autorizzava a vita separata dalla moglie.
4.1.
Il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 132 cpv. 3 LIFD).
Per la LIFD, quindi, un reclamo contro una tassazione d' ufficio deve provare la "manifesta infondatezza" della tassazione d'ufficio, deve essere motivato e deve indicare eventuali mezzi di prova. Secondo il Tribunale federale, sebbene ciò non risulti esplicitamente dalla norma legale, tali requisiti rappresentano prescrizioni di validità del reclamo, in mancanza dei quali l' autorità non deve neppure entrare nel merito, potendo limitarsi a constatarne l' inammissibilità. Il reclamante deve tuttavia essere avvertito delle conseguenze dell' inosservanza dei requisiti suddetti.
La Camera di diritto tributario non può pertanto entrare nel merito di un ricorso, interposto da un contribuente che, dopo essere stato tassato d' ufficio, reclama senza peraltro apportare la prova della inesattezza della tassazione per apprezzamento, quando il contribuente sia stato invitato a motivare il ricorso ed avvertito dall' autorità di tassazione delle conseguenze della mancata osservanza dei requisiti legali (STF del 21 novembre 1997 in re R. SA; DTF 123 II 552). Se quindi il contribuente desidera che l'autorità tratti nel merito il suo reclamo, egli deve dapprima adempiere il dovere, trascurato in precedenza, di collaborare (STF del 21 novembre 1997 in re R. SA; DTF 123 II 552, con riferimenti al Messaggio citato in: FF 1983 III pag. 133 e ad Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 7 all'art. 132).
Ne discende che il legislatore ha inteso far dipendere l'esame di merito della tassazione dall'adempimento di requisiti formali, quali l'esistenza di una motivazione e la presentazione o la designazione dei mezzi di prova (STF del 21 novembre 1997 in re R. SA; DTF 123 II 552; inoltre: Schwarz/Wilhelmsen, Das Verfahren der Steuerveranlagung nach Thurgauer Recht, Frauenfeld 1985, pag. 156 n. 5 e pag. 157 n. 10; Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, Zurigo 1995, 5a ed., pag. 383).
4.2.
Orbene, nel caso di specie, come si è visto, il contribuente non ha presentato, nonostante una diffida e una multa disciplinare, la documentazione necessaria a consentire all'UT di determinare il suo reddito aziendale, costringendolo così a emanare una tassazione d’ufficio.
A sua volta il reclamo veniva respinto con decisione del 23 novembre 1998, poiché non conteneva motivazione di sorta, non formulava una precisa richiesta, non produceva alcun mezzo di prova e quindi non dimostrava la manifesta inesattezza della tassazione d'ufficio.
Orbene, di fronte alle reiterate inadempienze del contribuente e alle carenze formali del reclamo, l’UT non poteva far altro che dichiararlo irricevibile, come risulta senz’ombra di dubbio dalla sua motivazione.
Al contribuente, a causa della sua reiterata inosservanza degli obblighi procedurali, non può più essere consentito di riprendere la collaborazione in questa sede. La decisione con la quale l’UT ha respinto il reclamo in quanto irricevibile, deve quindi essere confermata.
È comunque appena il caso di rilevare che nemmeno la documentazione prodotta in sede di ricorso consente una diversa soluzione, quand'anche potesse essere concesso al contribuente di riprendere l'obbligo di collaborazione in sede ricorsuale. Gli estratti del conto corrente postale a partire dal 1995 non consentono da soli, in mancanza di una contabilità o quanto meno di una registrazione precisa di tutte le entrate e delle uscite, comprese quelle a contanti o altre (bancarie), di dimostrare la manifesta inesattezza della decisione dell'UT.
L'incompletezza dei dati
5.1.
Contro la decisione di tassazione e contro la tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può reclamare per iscritto all’autorità di tassazione entro trenta giorni (art. 206 cpv. 1 LT).
Il reclamante deve indicare, nell’atto di reclamo, le conclusioni, i fatti sui quali esse sono fondate e i mezzi di prova; i documenti probatori devono essere allegati o designati esattamente. Se il reclamo non soddisfa questi requisiti, al reclamante è assegnato un congruo termine per rimediarvi o per chiedere di essere sentito, con la comminatoria d’irricevibilità.
Tali requisiti, così come per il diritto federale, rappresentano prescrizioni di validità del reclamo, in mancanza dei quali l' autorità non deve neppure entrare nel merito, potendo limitarsi a constatarne l' inammissibilità. Il reclamante deve tuttavia essere avvertito delle conseguenze dell' inosservanza dei requisiti suddetti.
Anche per l'IC vale pertanto quanto rilevato sopra (consid. 4.1) in materia di IFD.
5.2.
Anche per quanto concerne l’IC, questa Camera non può far altro che ribadire quanto già argomentato in materia di IFD (consid. 4.2.). Le reiterate inadempienze del contribuente gli precludono a questo stadio la possibilità di riprendere la collaborazione in questa sede.
La decisione con la quale l’UT ha respinto il reclamo in quanto irricevibile, deve quindi essere confermata.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 200.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 280.–
sono a carico del ricorrente.
Intimazione alle parti.
Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).
Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario:
Ultimo aggiornamento: 06.05.2026
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